Voltaire

Voltaire

Voltaire rappresenta i caratteri , gli ideali e i limiti dell’ illuminismo francese sperimentando  tutti i generi letterari.

E’ contemporaneamente il filosofo , lo storico , il politico , il poeta e il romanziere .

François-Marie Arouet nasce a Parigi nel 1694 da una famiglia appartenente alla borghesia. I suoi studi si avvengono presso il  collegio gesuita di Louis-le-Grand .

Nel 1711 lascia il collegio e s’iscrivealla scuola superiore di diritto: tale scelta è dettata dal volere paterno  che non vede di buon occhio la passione del ragazzo per la poetica

Nel 1713 è segretario all’Ambasciata francese all’Aja, successivamente torna a Parigi per effettuare il praticantato presso un notaio, per poter soddisfare la volontà paterna; parallelamente inizia a scrivere articoli duri verso le autorità costituite.

Tali scritti nel 1716 gli costano l’esilio a Tulle e Sully-sur-Loire.

Nel 1717 viene arrestato e recluso alla Bastiglia per aver scritto dei versi contro il reggente di Francia Filippo d’Orléans . In questo periodo scrive la tragedia “Edipo”, rappresentata con successo nel 1718, e il poema epico “La lega o Enrico il Grande” (1723), ripubblicato nel 1728 col titolo di “Enriade”.

Dal 1726 al 1729 a causa di alcuni screzi con il cavaliere di Rohan  è costretto all’esilio in Gran Bretagna: momento storico fecondo a tal punto da  convincerlo  della necessità di una profonda riforma dello stato Nel 1733 scrive  le “Lettere filosofiche”: testo di riferimento contro l’Ancien régime.

Soggiorna nuovamente a Parigi durante il quale pubblica alcune tragedie: “Bruto”( 1730),  “La morte di Cesare” (1731) e la “Storia di Carlo XII” (1731).

Seguono altre opere che scrive grazie all’ospitalità di Madame Emile de Châtelet nel castello di Cirey: “Maometto” del  1741-42,   “Merope”, del  1743,”Gli elementi della filosofia di Newton” (1738), “Saggio sui costumi” (1756).

La sua posizione con la corte si riappacifica grazie alle simpatie di Madame de Pompadour  ecosì da poter rientrare a a Parigi, dove viene nominato storiografo del re.

Nel 1749 è a Berlino, ospite di Federico II di Prussia dove termina  ”Il secolo di Luigi XIV”.

Dal 1758 si stabilisce nel castello di Ferney.

Muore a Parigi il 30 maggio 1778.

Esponente di quell’ agiata borghesia francese che assume un ruolo di primo piano nella vita economica e culturale del paese .

 

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