Tony Maiello, Un Sogno Divenuto Realtà

Tony Maiello, da X-Factor a vincitore di Sanremo 2010, nella categoria Nuove Proposte. Una carriera appena nata e già ricca di soddisfazioni e riscontri, per un ragazzo semplice e determinato, impegnato attualmente nella lavorazione di un nuovo disco, che rappresenterà un cambiamento di rotta, una novità nello stile del giovane cantante.

Tony raccontaci, come e quando è nata la tua passione per la musica?

Diciamo che è stata una cosa casuale. Frequentavo la chiesa della mia città a Castellammare di Stabbia, poi ho iniziato a fare teatro e poiché cantavo sempre, senza motivo, mi consigliarono di fare qualche corso di canto. Così ho iniziato. Posso dire che per me, è stata una questione di indole.

Nel 2010, hai partecipato al Festival di Sanremo con la canzone “Il linguaggio della resa, brano vincitore della categoria “Nuova Generazione”. A chi hai dedicato la tua vittoria?

L’ho dedicato a me, ero fermo da circa due anni, durante i quali avevo lanciato un EP che non aveva dato i risultati sperati, quindi non  mi aspettavo di vincere Sanremo. Ho dedicato la mia vittoria anche a tutte le persone che mi sono state vicino, ma, come ho già detto, soprattutto a me stesso, per i sacrifici che ho fatto.

Calcare il palco dell’Ariston deve essere un’emozione molto forte, calcarlo da vincitore lo è ancora di più. Cosa hai provato quando sei stato proclamato vincitore?

E’ stato bellissimo. Mi trovavo dietro le quinte e me ne stavo andando perché mi stavo sentendo male, quando Andrea Lo Vecchio, un grande autore italiano, che aveva fatto parte della commissione durante i provini di Sanremo, mi ha fermato dicendomi di aspettare. Dietro le quinte, tutti sapevano che ero il vincitore, solo io ancora non lo sapevo. Non avrei mai immaginato di vincere, perché nella mia vita non ho mai vinto niente, neanche una partita a carte.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

In quest’anno di pausa ho scritto tantissime canzoni e spero che il disco vada bene. Sto lavorando anche ad un singolo con il quale intendo sondare il terreno. Posso dire che, il nuovo disco, sarà molto diverso rispetto a quelli fatti fino ad ora, diciamo che mi sono molto divertito, cambiando rotta.

Chi ha sempre creduto in te?

La mia famiglia, che non mi ha mai ostacolato. Ho la fortuna di avere due genitori che mi hanno sempre capito, anche quando saltavo la scuola per fare le prove con il mio gruppo e per andare ai provini. Non sono una persona che corre dietro al successo, preferisco la gratificazione personale.

Hai anche partecipato ad “X-Factor” come concorrente. Cosa puoi raccontarci di quella esperienza?

X-Factor mi ha lasciato tanto e mi ha aiutato a rompere il ghiaccio, poiché ho capito numerosi meccanismi, anche quelli lontani dalla musica. Inoltre, sono stato seguito da persone come Alberto Salerno, Mara Maionchi e il mio livello è salito ulteriormente. E’ stata una bella esperienza,  anche perché era la prima volta che uscivo dai soliti piano bar. Rifarei tutto quello che ho fatto fino ad ora e non mi piace quando le persone partono prevenute riguardo ai talent, perché alla fine quelli che contano, sono i fatti non le parole.

Che cosa vorresti trasmettere con la tua musica?

Quando scrivo, cerco di trasmettere quello che sono.

Che tipo di rapporto hai instaurato con il pubblico?

Mi conoscono sin dall’inizio e sanno che tendo ad essere riservato e a separare la mia vita privata da quella professionale, ma mi piace molto confrontarmi con loro. Posso dire di avere un bel rapporto e poi, è proprio il pubblico che ti fa lavorare e che ti sostiene.

Il successo ti ha cambiato o sei rimasto il Tony di sempre?

La mia è stata una crescita, più che un successo vero e proprio. Dopo X-Factor mi sono ritrovato a firmare autografi e questa era già una cosa fuori dal normale per me. Il successo nella mia vita non è arrivato di colpo, quindi non mi sono montato la testa e sono rimasto sempre con i piedi per terra, ma conosco persone che, conosciuto il successo di colpo, si  sono fatti trasportare. Non  mi sento di giudicarli.

Cosa ti ha dato il successo che prima non avevi?

Mi ha dato tante soddisfazioni. Faccio le cose con anima e corpo e apprezzo quando qualcuno mi aiuta a capire i miei errori. Ho vissuto esperienze meravigliose con persone più grandi e più esperte di me. Posso dire che , nel mio campo, il successo è la chiave di tutto, le porte ti si aprono più facilmente.

Se non avessi fatto il cantante, cosa avresti fatto?

Bella domanda. Sono un geometra e sono sempre stato incuriosito dall’arte e dall’architettura, ma anche dalla medicina. Mentre alla maggior parte della gente fa ribrezzo vedere i video delle operazioni, io me li vado a cercare. Sono affascinato dalla ricerca scientifica. Come si dice, “mai dire mai”.

Quale è la persona che stimi di più? E quella di cui temi più il giudizio?

Stimo chiunque rende il proprio lavoro utile per gli altri e per se stessi, non solo per soldi. Stimo il progresso, temo i giudizi affrettati,  rivolti da gente che non ti conosce e ti giudica guardandoti da lontano. Temo i luoghi comuni, alimentati da persone che non sanno quanto lavoro c’è dietro ogni canzone.

Se la tua vita fosse una canzone, quale sarebbe? E perché?

“Sally” di Vasco Rossi, è una canzone che mi rappresenta, poiché Sally è ognuno di noi, rappresenta una persona che sbaglia e cresce, imparando dai propri errori. Mi ci rivedo molto nel personaggio.

Botta & Risposta:

Suoneria del cellulare: La canzone di Mario Bross

La tua playlist: Jovanotti, il primo di Tiziano Ferro, Alicia Kyes e molti altri

Supereroe preferito: Spiderman

Cosa ti fa più paura? Il buio, l’ignoto ed anche le falene, salto istericamente se ne vedo una

Ciò che non faresti mai: Tradire, sia in amicizie che in amore

Il giorno più bello della tua vita: Il giorno in cui sono nato

Il giorno più brutto della tua vita: Il giorno in cui è scomparsa mia nonna

Cosa dà la felicità? Stare bene con gli altri

Un peccato capitale: Condanno la superbia

La tua fonte di ispirazione? Tutto quello che mi circonda

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