Simone Di Matteo, Il Volto Sano Dell’Editoria Italiana
Simone Di Matteo, il più giovane editore d’Italia, è a capo della Diamond Editrice, il cui motto rappresenta perfettamente il punto di vista di chi ci lavora: “Un libro è come un diamante, è per sempre”. E’ una casa editrice che “vuole scoprire e proporre nuovi testi, nuovi talenti letterari e non solo. Cerca di dare visibilità a scrittori, di vario genere ed età, che difficilmente troverebbero udienza dai grandi colossi editoriali”. Diversi i progetti in cantiere, tra cui Crimes: una sorta di “pubblicità progresso” , il cui intento è quello di focalizzare l’occhio su situazioni criminali, sia macroscopiche che microscopiche.
Simone, cosa si prova ed essere definito come il “più giovane editore d’Italia”?
Nulla, è solo un titolo per me, l’essere un editore è già una grande cosa. Spero di arrivare un giorno ad essere il più vecchio, perché vorrà dire che non ho fallito.
Come e da quale esigenza nasce la Diamond Editrice?
La Diamond Editrice vuole scoprire e proporre nuovi testi, nuovi talenti letterari e non solo. Cerca di dare visibilità a scrittori, di vario genere ed età, che difficilmente troverebbero udienza dai grandi colossi editoriali, più attenti ai nomi altisonanti e soprattutto alle vendite. Non abbiamo alcun interesse verso l’editoria a pagamento, non solo perché non puntiamo tutto sul guadagno, ma anche perché riteniamo che l’editoria a pagamento sia diseducativa.
Quale è la politica che segui nella scelta dei romanzi da pubblicare?
Il comitato scientifico-editoriale di lettura e selezione testi è coordinato dal professore L. Rino Caputo e formato da: Antonio Veneziani, Cristina Ubaldini, Clizia Gurreri, Maria Stella Calligaris, Mario Marsala e Michele Saveriano. Dopo un’attenta analisi delle opere in visione, ognuno di noi prepara la propria “scheda di valutazione”, che permette di “scegliere” quello che risulta essere più interessante.
In qualità di editore riceverai diversi inediti. Riesci a rilevare una tendenza verso cui le proposte editoriali sembrano orientarsi?
Molti, diversi, forse troppi inediti. Non sembrerà vero, ma in Italia, un Paese in cui si legge poco, almeno così dicono le statistiche, si scrive moltissimo. E la maggior parte si cimenta, diletta, in poesia. E questo, da una parte, mi fa più che piacere, perché ricorda a noi tutti che l’Italia è ed è stata Terra di poeti. Ma forse bisognerebbe capire che la scrittura letteraria è qualcosa di molto differente dalla scrittura per sfogo o per gioco.
Che consiglio ti senti di poter dare, in base alla tua esperienza, agli scrittori emergenti?
Prima di tutto di leggere tanto, tanto, tanto. Poichè la scrittura letteraria non è solo frutto di ispirazione (spesso narcisistica), ma anche di tecnica. Sicuramente poi, quello di cercare di non incorrere in editori a pagamento, perché l’editoria a pagamento per quanto da un punto di vista, dia la possibilità di veder pubblicato il proprio lavoro, d’altro canto lo svaluta.
Hai qualche progetto futuro, che speri di realizzare?
Quest’anno abbiamo diversi titoli in pubblicazione tra cui Crimes, un progetto “foto-poetico” che, attraverso singole schede racconta, con immagini e parole, i crimini universali che più o meno da sempre l’uomo perpetra verso i suoi simili o verso i suoi “piccoli fratelli”, siano essi animali o piante. Crimes è una sorta di “pubblicità progresso” che vuole focalizzare l’occhio su situazioni criminali, sia macroscopiche che microscopiche, sottolineando la base da cui mai bisognerebbe prescindere: il Rispetto. Niente di nuovo sotto il sole o nell’andamento del quotidiano, ma l’invito di questa nuova opera a una sensibilità maggiore, non può essere facilmente ignorato.
La crisi che ha colpito il nostro Paese, ha colpito anche il settore editoriale. Come riesci a far fronte a tutte le problematiche?
Le nostre scelte editoriali hanno raccolto molti consensi. Le problematiche con le quali mi scontro giornalmente, riguardano esclusivamente i rapporti umani e contrattuali. Posso forse ritenermi fortunato. I nostri titoli sono più che accessibili e questo ci permette di andare avanti.
“Un libro è come un diamante, è per sempre”. Quanto sei d’accordo con questa frase? E perché?
Questa frase rappresenta lo “slogan”, il principio della Diamond Editrice. La scrittura nasce affinché il sapere non vada perso, ma tramandato. I libri sono come scrigni, dei contenitori di conoscenza che, una volta pubblicati, restano per sempre.
Sei un editore, ma ancora prima uno scrittore. Questo ti è sicuramente d’aiuto nell’affrontare gli altri scrittori (a volte, molto orgogliosi) che ti propongono i propri scritti. Ci sarà stato sicuramente qualche romanzo che avrai bocciato. Come sei riuscito ad affrontare il rumore di un sogno che si frantuma?
Per evitare di affr0ntare problematiche di questo ed altro genere, ci riserviamo di contattare gli autori che ci inviano le proprie opere, solo in caso di esito positivo.
Sei il più giovane editore in Italia, sei dell’84, quanto incide la tua giovane età nel mondo editoriale, dove la maggior parte ha un’esperienza decennale?
Alcuni non solo non ti trattano, fanno finta che non esisti perché sei scomodo. Più volte Arnaldo Colasanti, mi ha fatto notare quanto il mondo della cultura e degli intellettuali, non di meno da altri ambienti, è tuttavia pervaso in modo devastante dall’invidia.
I tuoi familiari ti sostengono nelle tue scelte?
Mi sostengono sempre anche se mi seguono poco.
Da cosa trai ispirazione per i tuoi libri?
A volte le idee arrivano da sole, a volte le andiamo a cercare nei meandri della nostra fantasia, appoggiandoci alla nostra esperienza. L’ispirazione è una grazia e non arriva su comando.
Di solito, gli scrittori possiedono una sensibilità differente dagli altri. Questa particolare sensibilità l’hai ereditata da qualcuno o è sempre stata parte di te?
Non sono totalmente d’accordo sull’affermazione. Alcune virtù o si possiedono o no e questo, a prescindere dal lavoro che si fa o dalle speranze che si nutrono.
Sei riuscito a realizzare i tuoi sogni, se non tutti, almeno una buona parte, sin da giovanissimo. Cosa senti di poter dire ai tanti ragazzi che non riescono a realizzare i propri sogni?
“Chi non osa nulla, non speri in nulla”.
Da bambino dicevi “da grande farò”….
L’archeologo.
Botta & Risposta
Libro sul comodino: “Aforismi e magie” di Alda Merini
La tua palylist: Se perdo te di Patty Pravo; Il bimbo dentro me di Tiziano Ferro; La Fine di Nesli; Dammi ancora di La Pina; Una furtiva lagrima di Caruso; Il viaggio di Daniele Silvestri; Eppure sentire di Elisa; Ragazzo fortunato di Jovanotti; Quel posto che non c’è dei Negramaro
Una sera a cena con… Woody Allen
Personaggio storico: Mahatma Gandhi
La collezione: DVD
Supereroe preferito: Spiderman
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? O pieno o vuoto. Non mi piacciono le vie di mezzo
Citazione preferita: Il sonno della ragione genera mostri
Cosa dà la felicità? Condividere con gli altri gioie e dolori
Passatempo preferito: Dipingere






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