Nino Spirlì, Regista E Autore Televisivo

Nino Spirlì, autore di diversi format, tra i quali spiccano “La Fattoria”, “La capitanessa” e “Forum” ha collaborato per 17 anni con quest’ultimo e all’età di 28 anni ha ottenuto un contratto al teatro “Du Campagnol” a Parigi, dove ha tenuto interessanti seminari su Goldoni e Pirandello. In quest’intervista, ci svela qualche piccolo retroscena, di una tv povera di contenuti.

Chi è Nino Spirlì?

Prima di tutto è un uomo che sta crescendo interiormente, che si occupa dell’anima prima che del corpo. Ho studiato per diverso tempo con un lama tibetano, ho studiato la Bibbia e il Corano, perché vorrei capire il senso della vita o meglio, il significato della mia vita. E poi sono un autore, un regista, un attore ed ora anche uno scrittore, infatti sto ultimando il mio romanzo autobiografico, un romanzo che fa ridere e piangere.

Da cosa nasce questa tua passione?

Ce l’ho da sempre. Mio padre aveva fatto teatro per 20 anni e nonostante fosse un teatro della provincia calabrese, metteva in scena opere di grande spessore. A 17 anni ho iniziato anch’io a fare teatro, prima partecipando alle attività liceali e poi con il teatro vero e proprio. A 28 anni, sono andato a Parigi, al teatro Du Campagnol, dove ho tenuto numerosi seminari, 4 anni su Goldoni e 3 su Pirandello. Poi a partire dal ’94, ho iniziato a collaborare con “Forum” e dal 2000 ho iniziato a collaborare come autore, dello stesso format. In seguito, ho scritto e venduto alla Mediaset, il reality “La fattoria” e alla Rai “La capitanessa”, che fra qualche mese andrà in onda con Sabrina Ferilli. Dopo 17 anni, ho lasciato “Forum” e ho iniziato a collaborare con un progetto sul Giornale. It. Attualmente, sto collaborando con Luna Berlusconi, ma per scaramanzia preferisco non dire nulla circa il nostro progetto in comune.

Come autore di programmi televisivi, pensi che la crisi economica avrà qualche ripercussione sulla qualità dei programmi televisivi?

Assolutamente sì. C’è una situazione drammatica con i dati di ascolto, poiché, il metodo con cui vengono registrati lo considero obsoleto. Inoltre, non ci sono grandi idee al momento, perciò le reti televisive preferiscono acquistare format stranieri, piuttosto che prendere proposte di autori italiani. La tv italiana è ricca di programmi contenitore e di ospiti e non rappresenta più il popolo italiano, ecco perché vanno molto di più i programmi sul satellite. Purtroppo, la crisi si sente molto ed oggi ci sono programmi poveri, che contrastano con programmi ricchi e sfarzosi. La tv del passato era molto più elegante, non c’erano parolacce, non era volgare, non era esplicita su alcuni temi e poi ritengo che oggi, alcuni conduttori siano veramente ignoranti.

Ci racconti un aneddoto curioso che ti è capitato nel corso della tua carriera?

Di aneddoti ce ne sono tanti. Sono dichiaratamente omosessuale e quando arrivai al teatro di Fiuggi, ricordo che un tecnico mi ossessionò per tutto il pomeriggio, alla fine gli spiegai che essere omosessuale, non vuol dire essere sempre disponibile. Un altro episodio che ricordo con un sorriso, è quando ci perdemmo con il pulmino ed arrivammo al teatro un’ora e mezza prima dello spettacolo, io ci arrivai con un camion su cui erano trasportate delle galline che mi facevano tanta pena. Poi ho vissuto 7 anni a Parigi, sono stati gli anni più belli, magici.

Attualmente a cosa stai lavorando?

Ad aprile ho debuttato con uno spettacolo teatrale “ Pirandello drug” e nel marzo 2012, per due settimane, presenteremo lo stesso spettacolo a Milano. Inoltre, sto ultimando il mio romanzo autobiografico.

Sicuramente avrai lavorato con tanti grandi personaggi, chi è quello con cui hai legato di più?

Con molti di loro mi sono trovato bene sul luogo di lavoro, ma poi ho perso i contatti. Mentre con altri, ho creato un bel rapporto di amicizia, ad esempio con Paola Perego, con cui mi sono molto divertito e con cui ho trascorso delle bellissime serate. Quelli  sono stati i miei anni più sbarazzini.

Quanto ti impegna nel quotidiano, questa professione?

Fino allo scorso anno lavoravo 14 anche 16 ore al giorno, ma allo scoccare dei 50 anni mi sono concentrato su altro. Oggi, ho una serie di piacevoli impegni che mi occupano 6 /8 ore al giorno. Come ho già detto, sto scrivendo un romanzo, sto scrivendo un soggetto per la tv che mi è stato commissionato e a gennaio ricomincerò con le prove dello spettacolo “ Pirandello drug”, tutti impegni piacevoli, che lasciano del tempo libero da dedicare a me stesso.

E nel tempo che ti rimane, a cosa ti dedichi?

Ai miei due cani e al mio gatto, alla mia famiglia e alla scrittura. Inoltre, mi piace molto viaggiare e a breve tornerò a Capo Verde, un luogo bellissimo dove ho l’opportunità di rilassarmi. Sono un tipo molto casalingo, che adora invitare e cucinare per gli amici.

Quali sono i momenti che, secondo te, sono stati incisivi nel tuo percorso professionale?

Il debutto a teatro all’età di 18 anni; Il mio primo contratto a Parigi all’età di 28 anni; la scrittura della Fattoria e i miei 50 anni, liberatori, festeggiati a Lourdes con la mia mamma ed un amico.

I reality, si chiamano così perché dovrebbero rispecchiare la realtà vissuta dai partecipanti, ma, quanto di vero c’è nei reality?

In tv non è reale neanche il segnale orario. Molti reality hanno delle linee che gli autori pretendono che vengano seguiti. D’altra parte, gli italiani sono un popolo di grandi attori, che si immedesimano velocemente nella parte. Secondo me, gli ultimi reality andrebbero chiusi, poiché ricchi di persone costruite indipendentemente dal volere degli autori. Sono persone che non danno un bel messaggio ai telespettatori.

Ti è mai capitato di lavorare a qualcosa e poi vederti la tua idea rubata da qualcun altro?

Sì, il diritto d’autore purtroppo, è quello peggio tutelato. Nella vita di ogni autore, anche nella mia, sono accadute cose drammatiche. A volte mi è capitato di presentare un programma e poi di vederlo in onda firmato da qualcun altro. Gli autori si dividono in due categorie : i creativi e i notai, senza offesa per questi ultimi. Si tratta di autori molto bravi ad organizzare eventi e date, sanno fare il loro lavoro in modo eccelso, ma non sono creativi e quindi, tendono a fare loro quello che non lo è, rubando idee, quando basterebbe chiedere.

Chi ti ha sempre appoggiato nelle tue scelte?

La mia famiglia. Mi piace definirmi vedovo di mio padre, poichè è stata la persona che mi ha seguito in tutti i miei passi. Per me, non è stato solo un padre, ma anche un fratello, un consigliere, un amico. Accanto a lui, mi hanno seguito mia madre ed un mio compagno storico, con cui non ho più una relazione, ma ho ancora un legame molto forte.

Qual è il senso della vita per te?

Sapere di saper amare. Questo è il senso della vita, a prescindere dal risultato dell’amore, perché possiamo amare una persona e non essere ricambiati, ma è un grande dono sapere di saperlo fare.

Botta & Risposta

Quale è la prima cosa che fai appena ti svegli? Prendo un caffè

E l’ultima prima di andare a dormire? Recito delle preghiere

La collezione: Coroncine di rosari, di tutte le religioni, di tutti i Paesi, di tutti i materiali.

Supereroe preferito: I supereroi non mi hanno mai attratto, però da piccolino ricordo che leggevo spesso Topolino

Se fossi una stagione: Primavera

Mare o montagna? Mare

Pensieri o parole? Pensieri, anche se le parole sono molto importanti

L’oggetto a te più caro: Un piccolissimo monile di fine ‘700. Un portapillole in argento con sopra incisa la Gioconda

Ti guardi allo specchio e….mi piaccio con le rughe, oggi più di ieri

Teatro o tv? Teatro

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