Marilena De Letteriis, Danzatrice Del Ventre Per Missione

La sensualità della danza del ventre raccontata da Marilena De Letteriis, insegnante di danza orientale, che consiglia questa disciplina a tutte le donne che desiderano recuperare la propria femminilità.

 Come è nata in te la passione per la danza del ventre?

 La mia insegnante di canto di 15 anni fa mi disse che, quando effettuavo la respirazione diaframmatica, muovevo il ventre come un’onda  e sembravo una danzatrice del ventre.  Essendo una persona molto curiosa,  cercai notizie per migliorarmi nel canto e rimasi folgorata dalle movenze di una danzatrice che vidi a Roma.

 Cosa significa per te, questa danza?

 Descrivere le emozioni non è cosa facile. La danza è mia amica e consolatrice. In lei mi perdo e non penso alle piccolezze quotidiane. Inoltre con  le mie alunne ho un ottimo rapporto, sono le mie compagne di viaggio, le mie sorelle (anche se mi chiamano tutte Mamy).

 A che tipo di donne consiglieresti la danza del ventre?

 A questa danza si avvicinano solitamente le donne che hanno perso qualcosa della loro femminilità. A loro la consiglio vivamente, perchè, oltre ad essere una danza, è  un percorso interno che serve ad arricchirti come donna. Difatti dal 2008 è nato un gruppo che si chiama”Le arabe fenici” nato da un’idea di Elisabetta Rizzo, infermiera dell Oncologico di Bari e counselor. Le nostre fenici sono delle donne mastectomizzate a causa di un  tumore al seno che, tramite un percorso di danza del ventre e counselor, hanno recuperato una femminilità che credevano svanita. Sono delle potenze della natura!  C’è da dire che tra le mie alunne, ci sono anche degli uomini. Tutti hanno una parte femminile, al di là dei gusti sessuali.

 Cosa si impara frequentando un corso di danza del ventre e quanto invece c’è di innato in una donna che balla?

 L’abilità dell’insegnante direi che è quasi maieutica…La donna impara ciò che il corpo conosce già. Ad esempio, il movimento del cerchio del bacino consiste nell’unire dei movimenti che noi donne tipicamente facciamo durante il periodo mestruale o quando siamo incinta. Io dico sempre che, il corpo, è più intelligente della mente!

 Nella danza del ventre, conta più il cuore o la tecnica?

 In tutte le forme d’arte i due elementi convivono. Io parto sempre dalla tecnica e poi rispiego lo stesso movimento”alla barese”con esempi buffi, simpatici e figurati. Tra una risata e l’immedesimazione, ottengo come risultato  un movimento tecnico  eseguito con intenzione.

 La danza del ventre è ricca di simboli, quali sono i significati di cui è ricca?

 Pensa che su questo argomento  ho scritto il mio libro “Danzando sulle ali di Iside” nel quale ho collegato i simboli sacri ai movimenti e alla storia di questa meravigliosa danza.

Gli archetipi sono tantissimi. Amo molto quello della spirale, nel quale ti chiudi e ti apri al mondo e contemporaneamente c’è il concetto della ciclicità. Oppure gli elementi aria, acqua, terra e fuoco, essenziali quanto potenti. L’otto come numero, come serpente, come cerchi, come bene e male. Insomma è il bianco e nero che c’è in tutte le discipline orientali. Perdonatemi ma sono figlia di uno storico e filosofo …

 Quando ti senti moralmente a terra, quanto ti aiuta ballare?

 Mi aiuta notevolmente, ma ancora di più mi aiutano le mie alunne. Nel cerchio femminile nasce una alchimia fatta di linguaggio non verbale. Ogni turbamento viene “esorcizzato” con l’aiuto del gruppo, che porta la sua energia positiva alle altre. I momenti  No, sono anche i più propizi  per creare nuove coreografie. Dal pathos nascono delle storie che traduco in movimenti e le ragazze si immedesimano di più. Immaginate di coreografare Beautiful!

 Quale è stato il tuo più grande successo? E quale l’insuccesso?

  I momenti migliori della mia esistenza danzata si sono verificati in questi due anni: uno spettacolo meraviglioso al Teatro Piccinni di Bari, la presentazione a Napoli del mio libro e la realizzazione del Primo Festival di danze Medio-orientali di Bari, il Mazagat festival. In quell’occasione hanno partecipato  i maestri di tutto il mondo, hanno fatto workshops e spettacoli. I miei sogni si sono realizzati proprio tutti: il mio ragazzo è salito sul palco e mi ha chiesto di sposarlo. Meglio di così!

 L’insuccesso c‘è ogni volta che  un’alunna mi volta le spalle e cerca di “superarmi”con scorrettezza .Vivere così la danza è negativo, anche se me ne accorgo dalla prima lezione. L’insegnamento non deve mai essere un’autocelebrazione o un modo per fare soldi, ma  una vocazione, una missione. Ci sono delle regole non scritte  da rispettare. Tipo citarti nel curriculum vitae dopo aver  studiato per tanti anni con te; invece c’è chi, sentendosi “superiore”, ti cancella. Quella per me è una sconfitta, perchè vuol dire che non ho insegnato loro nulla.

 Pregi e difetti della danza del ventre?

 Il difetto è l’accentuazione delle caratteristiche interiori di una persona. Ad esempio, se si è narcisisti, il fatto di passare tante ore a  guardarsi le singole parti del corpo, non aiuta. Ma anche in questo caso, l’intervento dell’insegnante è fondamentale per domare gli animi. Il resto è tutto pregio: aggregazione, accentuazione della femminilità, addolcimento psico-fisico e recupero di un rapporto con il  proprio corpo che si è perso da parecchio. Ma ciò che preferisco di più è la concezione del tempo all’egiziana: l’egyptian time è un modo di vivere la vita senza fretta. Lo adoro e fa bene al cuore.

 Quali sono i modelli a cui ti ispiri?

 Le mie danzatrici preferite sono tante: Randa, Saida, Sorraya, anche se, non escludo i ballerini uomini. Il bello di questa disciplina è che anche la donna più brutta e sgraziata ha una caratteristica che attira, che la rende unica. Mi piace di più trovare il bello dove ufficialmente non c’è, anche per inesperienza. Le mie alunne non hanno nulla di meno delle danzatrici famose, a parte gli anni di esperienza…   ma diamo loro del tempo!

 Cosa consiglieresti a coloro che si avvicinano alla danza del ventre?

 Consiglierei di fare prima una  lezione di prova. Questa è una danza che, o ti piace subito o non ti piace affatto. Ma, dato che, ormai insegnano, come si dice “dogs and pigs”, consiglierei  anche di provare con  più insegnanti, perchè è molto importante che scatti  l’alchimia con la maestra. Un’altro consiglio importante è di approciarsi con umiltà, senza scavalcare le altre …

 Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

 Mi piacerebbe tanto creare una compagnia itinerante per girare in tutto il mondo … ma poi perderei le mie care alunne e forse, perderei di vista la mia missione. In progetto c’è di insegnare in televisione. L’ho già fatto per un anno su Telenorba, ma adesso lo farò dando anche più spazio alla cultura araba.

 Oltre alla danza, hai altre passioni? Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Quale tempo libero? La mattina insegno alle insegnanti che vengono da tutta la Puglia. Nel primo pomeriggio insegno canto moderno e poi  la sera, dalle 17.00 alle 23.00, insegno danza del ventre, hula e bollywood. La sera esco e la notte leggo libri di ogni tipo. Nei ritagli di tempo scrivo, poichè  sto ultimando il mio secondo libro. Il sabato faccio yoga dinamico. La domenica faccio walking oppure sono in viaggio per fare stages da alunna o da insegnante… Il mio ragazzo, ormai, è al ballottaggio con Madre Teresa per la beatificazione.

 Botta & Risposta

 Il tuo miglior pregio: La bontà

Il tuo peggior difetto: Sono una disordinata cronica

Citazione preferita: Bisogna avere il caos dentro di sè per generare una stella danzante

Un viaggio che vorresti fare: Vorrei andare in India  e lo farò

Profumo preferito: Insolence di Guerlain e Olio di Jasmine

Se potessi essere qualcun altro, chi sceglieresti? Jillina Carlano, la coreografa più famosa del mondo

Città in cui vivere e lavorare: Cairo per vivere, Istanbul per lavorare

Canzone preferita: Imagine in arabo e cantata da Noa e Khaled

Cosa dà la felicità: Vivere con passione e gustarsi ogni attimo

 

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