Lucia Aliberti, Grande Soprano Italiano
Lucia Aliberti, soprano e grande artista italiana, ha cantato tre volte per il Papa Wojtyla, per numerosi attori americani e per diversi reali e principi. Una carriera lunga e prosperosa, ricca di soddisfazioni e di sogni realizzati. Oltre ad interpretare la Lucia di Lammermoor, il suo cavallo di battaglia che ha portato in tutti i più importanti teatri del mondo e che le ha dato maggiori soddisfazioni, ha interpretato anche tra gli altri, la Traviata, la Beatrice di Tenda, la Norma e Anna Bolena.
Come si è avvicinata alla musica lirica?
La mia famiglia era una famiglia di musicisti. Mio nonno era un maestro di musica e suonava quasi 10 strumenti, mia nonna aveva una bellissima voce, mentre mio padre ha avuto sempre un grande orecchio. La mia passione per la musica potrei definirla una questione di famiglia, ma anche personale.
Anche l’Opera ne sta risentendo dei tagli alla cultura operati dal Governo centrale?
Sono del parere che la cultura si può fare anche con poco. Purtroppo ci sono stati troppi sprechi, laddove ci sarebbe voluta moderazione. Bisognerebbe ricordarsi che la musica, nel suo contesto, è la cosa principale, tutto il resto viene dopo.
Quali sono i maestri a cui si è ispirata?
Il maestro Luigi Ricci, maestro di molti cantanti storici tra cui la Tebaldi, Corelli, Nicola Rossi Lemeni, Olivero, ecc.., un maestro particolare, con una cultura e una preparazione illimitata, che per me è stata una vera e propria guida e fonte d’ispirazione. La passione per la musica è nata quando ero ancora piccolissima. In casa c’erano molti spartiti di musica classica ed io ero impaziente di suonarli. Da piccolina sapevo già suonare molti strumenti, tra cui il pianoforte, il violino, la fisarmonica, la chitarra, ecc..
Che consigli si sente di poter dare, in base alla sue esperienza, a tutti quei giovani che desiderano avvicinarsi alla musica lirica?
Oggi ci si trova in un momento di grande confusione, dove lo studio e i principi, che dovrebbero essere alla base di tutto, contano poco. Bisogna, invece, imparare a sopravvivere, cercando di inserirsi al meglio e con profitto in questa società con i mezzi moderni. Personalmente credo che sia necessario lo studio e la preparazione, ma come ho già detto, si dà poca importanza.
Spesso una forma d’arte come la lirica ha una scarsa visibilità rispetto ad altre. Lei ha avuto molte difficoltà? E secondo lei, perché in Italia, la lirica non gode di grande visibilità?
La lirica è stata portata nelle piazze, all’aperto. Credo che ogni cosa abbia una sua caratteristica ed un suo pubblico, anche la lirica. L’opera è già popolare. Personalmente, ho trovato molta difficoltà ad esibirmi con i microfoni e all’aperto. In effetti non sarebbe giusto da un punto di vista purista, perché il cantante lirico va scoperto in teatro. Studia la tecnica vocale, perché deve risuonare nel teatro.
Qual è il palcoscenico che l’ha emozionata di più?
Ce ne sono tantissimi, il Colòn di Buenos Aires, il Bolshoi di Mosca, la Scala di Milano , il teatro Champs Elysees di Parigi, il Teatro di Tokyo, quello di Stoccolma, di Londra, di Berlino, ecc. Insomma tutti i teatri in cui l’acustica è ottima, poiché sono quelli in cui ho provato più emozioni.
Quale personaggio dell’ Opera l’ha emozionata di più? E quale, invece, avrebbe desiderato non interpretare?
Le eroine romantiche, ricche di molteplici sfaccettature, come la Lucia di Lammermoor, il mio cavallo di battaglia che ho portato in tutti i più importanti teatri del mondo e che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Ho adorato molto anche la Beatrice di Tenda, la Traviata, la Norma, Anna Bolena. Non ci sono personaggi che non avrei desiderato interpretare.
Quanto tempo impiega per studiare un ruolo?
Dipende molto dai periodi. Ci sono momenti in cui ho la mente libera e impiego meno tempo, ed altri invece, in cui ho più pensieri per la testa. Prima imparavo un’opera in tre giorni, al massimo una settimana, ma erano solo follie del momento. Di solito impiego un mese. Uno dei miei problemi è la memoria, trovo difficoltà a memorizzare le parole, al contrario memorizzo subito le note.
Quali sono le qualità che deve avere un buon cantante lirico?
Una buona preparazione musicale, la voce ed una notevole presenza scenica. Se a tutto questo si associa un grande carisma, è ancora meglio.
Com’era da bambina?
Molto inquieta, volevo sempre cantare, suonare e studiare la musica. Ero una fonte di fantasia e già da bambina, ero una perfezionista. Mi piaceva mettere in ordine la casa. Mi piacevano i fiori e adoravo scoprire cose nuove, mi piaceva anche imparare le canzonette che avevano un tema melodico forte, come “Marina”, “Dove non so”, “Dottor Zivago” e canzoni napoletane. Volevo che tutti i miei sogni si realizzassero e in questo ce l’ho messa tutta, nonostante la mia salute sia stata sempre cagionevole.
Quanto incidono sui suoi rapporti personali, le lunghe assenze legate al suo lavoro?
Incidono moltissimo. Viaggio sempre sola e mi mancano i miei cari e i miei amici fraterni.
Quanto valuta il successo da 1 a 10?
All’inizio, quando ci sono i sogni, sembra essere tutto. Ma il successo non è solo quello relativo alla carriera, c’è anche il successo nella vita, nella famiglia, nell’amore. Secondo me, bisogna imparare ad adattarsi e ad accontentarsi, trovando la chiave giusta per essere felici.
Cosa le piace fare durante il suo tempo libero?
Mi piace molto dedicarmi al giardinaggio e al restauro dei mobili antichi. Mi piace girare per le città deserte e scoprire nuove vie.
Guardandosi indietro, pensa di aver lasciato qualcosa di importante per strada, per seguire la sua carriera?
Si, tante cose. Ma tutto sommato ho fatto quello che ho sempre desiderato fare. Se potessi tonare indietro non rifarei alcuni sbagli. Il mio sogno era quello di cantare e ci sono riuscita.
Quali sono i personaggi famosi per i quali si è esibita e ha provato forti emozioni?
Ho cantato per tre volte per il Papa Wojtyla ed ho provato un’emozione talmente forte, che ho baciato il Papa. Resterà nella storia di tutti e in quella della mia vita. Mi sento molto fortunata. Ho cantato per il Principe Carlo d’Inghilterra, una persona molto simpatica, molto “funny”, ho cantato al Teatro delle Nazioni Unite a Parigi, ho anche cantato per Helmut Kohl, il cancelliere tedesco, una persona gigantesca; per la famiglia reale giapponese; per il Presidente della Repubblica tedesca, in quell’occasione ricordo di essere arrivata tardi a causa dei continui controlli di sicurezza a cui sono stata sottoposta. Ho cantato anche a diversi Gala internazionali, in onore di numerosi attori americani, per Dustin Hoffman, per Christopher Lambert, Christopher Lee, Roger Moore e sua moglie, entrambi di un’umanità incredibile. Ho cantato a Montecarlo, in onore di Alberto di Monaco; in Thailandia, in onore della regina Sirikit. Ho anche cantato con il vegetariano Michael Bolton, un gentleman di altri tempi, una persona incredibile oltre ad essere un grande artista. E per tanti, tanti altri..
Come è il suo rapporto con la vita?
Un po’ conflittuale, la vita è un percorso molto difficile e tutti i giorni ci si deve impegnare al massimo, al fine di dare il meglio di se stessi per ottenere dei risultati.
Botta & Risposta
Cosa canta sotto la doccia? Niente
Un viaggio che vorrebbe fare: In Egitto e in India
Un suo pregio: La costanza
Un suo difetto: L’impazienza dell’attesa
Compositore preferito: Bellini, Verdi, Fryderyk Chopin e Donizetti, List,Rossini e tanti altri
Se fosse una stagione: La primavera, quella vera
Passato, presente o futuro? Presente, tenendo conto dell’esperienza passata
Il regalo più bello che ha ricevuto: Sapere che i miei genitori sono riusciti ad affrontare e a superare alcune malattie
Cosa non deve mai mancare nella sua borsa? Lo specchio
Il suo primo pensiero al mattino: Spero sempre che ci sia una buona notizia e a volte desidero essere il Presidente del Consiglio, perché credo che riuscirei, con semplicità e logicità, a migliorare l’Italia.
Pagina Facebook di Lucia Aliberti
Sito ufficiale di Lucia Aliberti: http://www.lucia-aliberti.com/






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