Joe T Vannelli, Grande Dj Italiano

Joe T Vannelli è un disc jockey, produttore discografico remixer e speaker italiano. È tra i più famosi in Italia e nel mondo, per quanto riguarda la musica house. Mettere dischi è la sua missione, creare quello che non c’è e porsi ogni volta nuovi traguardi, sono i suoi obiettivi. E’ stato il primo italiano a vincere i Dj Awards del Pacha di Ibiza, ha creato la sua one-night Supalova, ha remixato le migliori popstar e dj’s del mondo ed ha dato vita al suo radio show Slave To The Rhythm, autentico programma di culto per tutti gli adepti della house music.

Quando e come è nata la tua passione per la musica?

Alla fine degli anni settanta, quando ho iniziato a vendere dischi nel negozio di Elio Fiorucci, in via Torino a Milano. Nacque tutto così, poi arrivarono le prime serate in discoteca, in locali come il SìoSì. Ho appena rincontrato Fiorucci ad una sua festa: un grande artista, un grande genio, un grande appassionato di musica.

Quando hai capito che fare il dj sarebbe diventata la tua professione?

Ad inizio anni ottanta, grazie ad Alessandro Mossotti, grande giornalista e grande direttore di radio private. Con la sua radio Metropolis, ebbi il mio primo vero e sistematico spazio radiofonico, conducevo la mia classifica dance. Nello stesso periodo, si intensificarono le serate in discoteca: oltre al SìoSì, al Blu Notte e all’ After Dark.

Ricordi la prima volta che hai remixato una canzone?

Si trattò di un autentico esperimento: io ed il mo amico Daniele Sassi (poi voce di ‘Nonsolomoda’) ci dedicammo al remix di “Say Say Say” di Michael Jackson e Paul Mc Cartney, sia per proporlo alla loro casa discografica, la Emi, sia per avere una versione da dancefloor; era il 1985, all’ epoca un’ idea del genere suonava davvero avanguardistica, infatti la Emi la respinse. In ogni caso per me rappresentò la mia prima volta in uno studio di registrazione, quindi ne valse in ogni caso la pena.

Qual è stato il locale che più ti ha emozionato durante la tua carriera?

L’ After Dark di Milano, dove ho suonato negli anni ottanta, dove si suonava musica per divertirsi e per far divertire il pubblico, in maniera naturale e spontanea.

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Mi piace molto cucinare e soprattutto dedicarmi alla forma fisica. Vado in palestra tutti i giorni, ho appena acquistato una bicicletta high tech, anche per dare il mio contributo all’abbattimento delle emissioni di gas nocivi.

Qual è la città più bella che hai mai visitato?

Difficile sceglierne una… Forse Rio De Janeiro con la spiaggia di Copacabana, New York, Miami, Tokio….

Quali aggettivi useresti per descrivere il mondo delle discoteche?

Irripetibile, fantasioso, ribelle.

A cosa stai lavorando attualmente? E quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho appena remixato i nuovi dischi di David Morales e Wally Lopez, fra poco mi dedicherò al nuovo rmx per il disco di Morillo e Skin. Nel frattempo continuo a dedicarmi alle mie serate in tutto il mondo, alla mia one-night Supalova, al mio radio-show ‘Slave To The Rhythm’ e al mio nuovo album, che uscirà il 12 dicembre 2012. Il 12.12.12…

Come ti vedi tra 10 anni?

Sempre con le cuffie, ma collegato ad un nuovo strumento non ancora inventato, che mi consenta di ascoltare musica e di crearla.

Parlaci un po’ dell’Area Venezia.

Come faccio a raccontare il locale più bello d’ Italia? Per me è stato amore a prima vista! Do già appuntamento a tutti per l’ ultimo sabato di settembre, per l’ inaugurazione della nuova stagione. Lo chiamerò Area Vannelli.

A quale tuo pezzo sei più legato? E perché?

Sono legato a tutti i miei dischi, anche perché ognuno mi ricorda momenti importanti. Penso ad esempio a ‘Play with the voice’ con Csilla, che mi ha consentito di effettuare la mia prima tournèe mondiale, ai brani con Eartha Kitt, Helen&Terry, Matt Goss… E ovviamente a ‘Sweetest Day of May’, con il coro gospel registrato a New York, che mi costò soltanto di pizza, ben 2mila dollari!.

C’è un aspetto di te sconosciuto ai tuoi fans?

Forse russo quando dormo. Forse.

Come sei nel privato?

Fantastico… Un guerriero fantastico anche in amore.

Se non fossi diventato un dj, cosa avresti fatto nella tua vita?

Sarei diventato un chitarrista.

Puoi raccontarci un aneddoto curioso che ti è accaduto durante la tua carriera?

Una notte di San Valentino un magnate russo mi chiese di suonare soltanto per lui e la sua fidanzata. Ringraziai per l’ offerta, ma declinai l’ invito.

Che consiglio daresti a chi desidera intraprendere la tua stessa strada?

Di lasciar perdere! Scherzo… Posso soltanto suggerire a tutti di credere sempre in se stessi, di non mollare mai, di sapersi divertire anche e soprattutto con la testa, di non esagerare mai e saper capire quando è il momento di fermarsi e fare un passo indietro.

 

Botta & Risposta

L’oggetto che non butterai mai: Il cervello

La collezione: L’ hard disk che mi è stato regalato a Natale con 150mila brani, molti inediti, molto bootlegati live

Il posto del cuore: La mia casa

Capo d’abbigliamento preferito: Maglietta con collo a “v” che consenta il movimento smanicabile

Supereroe preferito: Batman

Ieri, oggi o domani: passato, presente, futuro

Che cosa fa girare il mondo? L’ amore

Se fossi una città: San Francisco

Pensieri o parole? Parole

Penna o computer? Ahimè computer. Più creativo

 

 

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