Gioacchino Rossini

Gioachino RossiniLa passione di Gioacchino Rossini per la musica si manifesta fin dalla tenera età. Nato a Pesaro il 29 Febbraio 1792, Gioacchino Rossini impara a suonare e cantare con l’aiuto di suo padre, anche lui musicista.

Già all’età di tredici anni è in grado di comporre testi di musica sacra, mentre a quattordici anni gli viene commissionata l’opera dal titolo “Demetrio e Polibio”, rappresentata solo più tardi, nel 1812.

L’attività di Rossini è fervida e intensa, le opere da lui scritte ottengono tutte un grande successo di pubblico. Nel 1812 una delle sue “creature” dal titolo “La Pietra del Paragone” viene rappresentata alla Scala di Milano.

Ma la popolarità di Gioacchino Rossini si lega in particolare a due opere teatrali, “L’Italiana in Algeri” e “Tancredi”, che conquistano il pubblico dell’epoca. Dal 1815 in poi Rossini produce altre opere famose, come il “Barbiere di Siviglia”, che però a Napoli non riscuote successo, come invece avviene in altre città italiane e all’estero.

Sempre a Napoli Gioacchino Rossini presenta l’opera “Mosè in Egitto”, mentre nella sua città natale, in occasione dell’inaugurazione del teatro, viene accolta in trionfo l’opera dal titolo “La Gazza Ladra”. Qui a Pesaro il musicista si ammala, e dopo essere ritornato a Bologna compone “Adina”.

Continuando a fare la spola tra Napoli e Bologna, Rossini alterna opere di successo a flop clamorosi. Nel 1823 il maestro Rossini decide di lasciare l’Italia e raggiunge Londra, dove però non compone alcuna opera.

Nel 1825 si reca a Parigi per rappresentare “Il Viaggio a Reims” in occasione dell’incoronazione di Carlo X. Decide quindi di restare nella capitale francese, dove si impegna a “sfornare” cinque opere nel giro di dieci anni. Dal 1831 comincia per Rossini un periodo difficile di malattia, alleviato dalle cure di Olympe Pellissier, che di lui si innamora. Siccome lo stato di salute peggiora giorno dopo giorno, la vena musicale di Rossini comincia ad esaurirsi.

Ritornato in Italia, il maestro trascorre qui pochi anni tormentati prima di raggiungere nuovamente Parigi. Qui compone altre opere musicali e recupera l’entusiasmo perduto. Nel 1868, dopo due operazioni chirurgiche, la salute ricomincia a destare preoccupazione. Il 13 Novembre dello stesso anno, il compositore muore. Più tardi, nel 1887, la salma viene trasferita nella chiesa di S. Croce a Firenze, dove attualmente si trova.

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