Gianni Giannini, Maestro Del Cabaret Toscano
Gianni Giannini, attore di cinema e fiction, maestro del cabaret toscano, ha lavorato al fianco di grandi artisti come Mario Monicelli, Pippo Baudo, Gianni Morandi e i Fratelli Taviani. Il suo scopo? “ Riuscire a dare serenità alle persone, con un sorriso…”
Com’è Gianni Giannini artista?
E’ una persona normalissima, che svolge la sua professione con passione. Ricordo che da piccolino, mia nonna aveva già previsto il mio futuro. Iniziai a suonare l’armonica a bocca e, dopo qualche minuto, sapevo già suonare l’Inno di Italia, in seguito a questo episodio, mia nonna mi disse che avrei lavorato nel mondo dello spettacolo. Prima di entrarci, però, ho svolto altri mestieri. A 14 anni sapevo già cantare e suonare e nel 1977 iniziai a fare cabaret. Era la prima volta che andavo in un piano bar, ricordo che quando entrai vidi il pianista dormire, così decisi di salire sul palco. C’era una luce fortissima che mi accecava e che non mi faceva vedere nulla, iniziai con il mio spettacolo e solo quando le luci si spensero, scoprii che la sala era piena. Così il padrone del piano bar, mi propose di lavorare per lui offrendomi 50 mila lire a serata. In quel periodo lavoravo all’ENEL e decisi di rifiutare. Una sera i miei amici, con una scusa, mi riportarono al locale e mi convinsero a salire nuovamente sul palco. Per l’occasione, erano arrivate tante persone curiose di ascoltarmi, tra questi c’era anche Mauro Nava, l’impresario dei Ricchi e Poveri. Iniziai così, con 3 /4 serate a settimana in tutti i locali della Toscana. Cominciai a collaborare con un’agenzia, dove conobbi Micky Giustini, Andrea Cambi, Cristiano Miletto e Giorgio Panariello, solo alcuni nomi di artisti cresciuti con me. Successivamente ebbi un bisticcio con l’agenzia e notai che tutti i miei personaggi vennero passati a Panariello, questo episodio mi fece capire che qualcosa in me doveva essere speciale, così decisi di camminare da solo. Sono un cabarettista che riesce a intrattenere il pubblico anche per due ore e mezza, al contrario degli altri, che si fermano dopo 45 minuti. Ho anche inciso un disco dal titolo “ C’è una topa sulla tipo” che ha venduto 40.000 copie. Infine, ho creato la Produzione Amici Miei.
Riguardo ad “Amici Miei Produzioni”, da cosa è nato questo progetto?
E’ nato perché un bel giorno, mi sono reso conto di avere una certa età, ed è nato in me il bisogno di insegnare qualcosa delle mie esperienze, ai più giovani. Ho desiderato trasferire la mia esperienza alle nuove generazioni, nel modo più semplice possibile. Per me insegnare, vuol dire stare tutti insieme e divertirsi. Ci sono persone che vorrebbero fare spettacolo, ma non ne hanno le qualità ed altre invece, che sono meritevoli. La mia è un’associazione culturale, che devolve i fondi, ad associazioni che curano il tumore che colpiscono i bambini precocemente. Ho anche ricevuto un premio a riguardo e ne sono orgoglioso. Recentemente abbiamo passato 3 giorni a Castiglioncello, tutti uomini e, in commemorazione di Mario Monicelli, abbiamo visto diversi film e abbiamo giocato tutti insieme divertendoci.
Hai collaborato con tanta gente dello spettacolo. Con chi ti è piaciuto collaborare di più? E con chi, invece, di meno?
Lavorando con tanta gente, ho capito che l’ambiente dello spettacolo è complicato e molto spesso la gente va fuori di testa per un po’ di notorietà.
Cosa vorresti trasmettere con la tua arte comica?
Ho voglia di dare serenità alle persone e qualche volta ci riesco. Anche se per poco, in quelle due ore, la gente si dimentica dei suoi problemi. In questo periodo, c’è mio cognato all’ospedale con una gamba amputata e la leucemia. Mi ha chiamato chiedendomi di farlo ridere e, anche se mi è costato molto, ci sono riuscito. Credo che tutti i problemi della vita vadano visti da tutti i punti di vista e analizzati, solo così è possibile superarli.
Raccontaci un aneddoto curioso che ti è accaduto durante questi anni di carriera:
A venti anni ricevetti la lettera per andare a fare il militare ad Ancona, in quel periodo così giovane, ero direttore di un ufficio per la vendita dei libri ed avevo una ragazza bellissima. Fui costretto ad andare ad Ancona, così persi la fidanzata, il lavoro e l’orchestra con cui suonavo. Iniziai a fare il militare. Dopo, per 2 anni e mezzo, ho fatto il ferroviere e da lì sono passato all’Enel, dove ho lavorato per 7 anni e mezzo, poi ho capito che il mio futuro non poteva essere in un ufficio e ho ripreso a cantare. Ho ricominciato da lì.
Guardandoti indietro, pensi di aver lasciato qualcosa di importante per strada, per seguire la tua carriera?
Si, molte cose, non sono mai sceso a compromessi. Tempo fa, accompagnai il mio gruppo da Maurizio Costanzo, per un programma su Canale 5, scelsero solo me, così risposi “ o tutti o nessuno”, non presero nessuno e scelsero Vergassola. Questo mio carattere è il mio vanto ed anche la mia stupidità, mi manca la fama, ma quella è del pubblico, io possiedo il successo, quello mio personale. Anche un grande criminale è famoso, ma di certo non ha successo.
Cosa pensi della tv del momento?
La tv ormai, non riesce più a far ridere così tanto da farti venire il mal di pancia. La cosa che non sopporto della tv, è che interrompono la pubblicità per farti vedere un pezzo di film. In tv, c’è sempre meno informazione e più lucro.
Durante questi anni di carriera ci sono stati momenti di difficoltà, in cui hai desiderato mollare?
I momenti di difficoltà ci sono stati. Pensa che l’agenzia con cui lavoravo prima, mentiva ai giornalisti e a quanti desideravano contattarmi, dicendo che ero sempre occupato o che non volevo rilasciare interviste. Oggi, la vita degli impresari, è resa più difficile da internet.
Com’eri da bambino?
Ho avuto una grande fortuna. Mio padre aveva un vocione, mia madre una vocina, entrambi cantavano bene, ma io non ho mai studiato. A 14 anni ero molto brutto e non avevo una ragazza. Un giorno in spiaggia, vidi un cappellone che suonava la chitarra, tutte le ragazze lo circondavano urlando “ Come sei bello!”. Mi avvicinai e lo guardai in viso, era bruttissimo, allora pensai “ Porca miseria, è la chitarra!”. Così, ogni sera, iniziai a pregare la protettrice dei chitarristi “ Sant’Ana” per avere una chitarra. Mio padre poi, mi mandò a studiare in Francia a Parigi, da una suora che aveva due tette enormi “Sor Bona”.
Com’è Gianni Giannini in famiglia?
Normale, non cambia niente tra l’artista, il padre, il marito e l’amico. Sono sempre me stesso e, quando interpreto un personaggio, lo si capisce. La vita è la cosa più bella, perché fingere? perché cambiare? Io dico sempre che la droga della vita è la vita stessa, che va vissuta appieno, senza finzione.
A cosa stai lavorando attualmente?
Sta per iniziare un nuovo programma televisivo su Sky, dove riprenderò uno dei miei antichi personaggi, Ugo Cornacchini con la sua moto Guzzi e dove impersonerò un professore di etimologia. Non mi piace il tormentone facile, mi piace far ridere con battute sempre diverse, che coinvolgono il pubblico. Sai perché i consolari non prendono mai il caffè?
Sinceramente no…
Perchè passano direttamente dalla Macedonia al Montenegro.
Io ho 15 anni dentro e ho sempre la stessa fantasia. Mi piace prendere le parole, scomporle e ricomporle, per creare sempre nuovi significati.
Botta & Risposta
La prima dichiarazione d’amore: L’ho fatta a 12 anni. Sono stato innamorato di questa ragazza per 2 anni, ma lei non lo sapeva.
L’oggetto che non butterai mai: Un portachiavi che rappresenta una Madonna ortodossa
La collezione: Ho una collezione di Tex Miller, dal 1748 fino ad oggi, addirittura antecedente alla mia nascita e poi colleziono i dvd di “Star Trek”
Il giorno più bello della tua vita: Ho due figlie bellissime con due mogli diverse, ed ora, ho un terzo figlio con un’altra moglie. Non ho un giorno più bello, sono tutti belli.
Il giorno più brutto della tua vita: Quando ho iniziato il militare e mi sono trovato con il fucile in mano, poi grazie all’auto ipnosi ne sono venuto fuori.
Cosa ti fa più paura? Che scoppi una guerra in Italia. Io credo che il progresso abbia portato ad una regressione.
Passatempo preferito: Il giardinaggio.
Cosa dà la felicità? La felicità è effimera, è tutto quello che può rendere sereno un uomo. E’ molto soggettiva.
Una sera a cena con…. Mario Monicelli, una delle persone più intelligenti colte ed educate che abbia mai conosciuto.
Personaggio storico: Cristoforo Colombo, mi piacerebbe scoprire nuovi mondi ed insegnare agli indigeni tutto quello che so.






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