Giacomo Leopardi
Il 29 Giugno 1798 a Recanati, un paesino marchigiano, nasce un grande genio della letteratura italiana: Giacomo Leopardi. Educato dai genitori in maniera alquanto rigida e bigotta, fin da piccolo Giacomo preferisce starsene nella biblioteca paterna, colma di ogni genere di libri, piuttosto che giocare con i suoi coetanei. Già all’età di quindici anni Giacomo Leopardi è un esperto conoscitore di filologia, storia, filosofia, astronomia e scienze naturali. In più è in grado di parlare diverse lingue.
Di fronte ad una mente così eccelsa e geniale i maestri e gli educatori si rendono conto di non avere granchè da insegnare. Durante il periodo che lui stesso definisce “di studio matto e disperatissimo”, che coincide con gli anni della sua adolescenza, Giacomo si cimenta nella scrittura di un testo erudito di astronomia ed un poema in greco antico. Più tardi comincia a produrre alcune tragedie epiche, imperniate sul culto degli eroi antichi.
Dal 1816 in poi si dedica alla stesura di componimenti poetici. Un anno dopo Giacomo Leopardi comincia a scrivere una delle sue opere più famose, lo “Zibaldone”. L’infanzia e la giovinezza di Leopardi non sono affatto felici: la sua famiglia è molto gretta e il padre insiste affinchè lui prenda la strada del sacerdozio. Dopo un tentativo fallito di fuggire di casa, Giacomo si rifugia nello studio, ma ben presto le sue condizioni di salute diventano precarie. Lui stesso si definisce un “sepolcro ambulante”, ben consapevole che il suo aspetto fisico non avvenente lo penalizza nei rapporti con le donne.
Dal punto di vista filosofico, i suoi “maestri” sono Voltaire, Rousseau, Pascal. Negli anni compresi tra il 1819 e il 1823 Giacomo Leopardi compone alcuni idilli come “Alla luna”, e “L’infinito”. Nel 1825 il poeta lascia il suo piccolo paese natio e si sposta in alcune città italiane come Milano, Bologna, Firenze, Pisa. Qui frequenta circoli culturali e si dedica all’attività letteraria con fervente passione. Intanto il suo “pensiero” prende corpo, identificandosi con il pessimismo cosmico e la natura matrigna che crea soltanto illusioni.
La malattia agli occhi e l’asma peggiorano con gli anni. Nel 1835 si trasferisce a Napoli e qui pubblica “Il tramonto della luna” e la “Ginestra”. Nel momento in cui la sua salute comincia seriamente a compromettersi, la sorella Paolina gli sta vicino con dedizione ed affetto. Giacomo Leopardi muore a Napoli il 14 Giugno del 1837.









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