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	<title>Interviste a Imprenditori e Persone di Successo, associazione culturale - l.it</title>
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	<description>Interviste sulla Vita e le Esperienze degli Imprenditori e delle Persone di Successo, Interviste a Imprenditori e Persone di Successo, Comunicazione, Motivazione e Racconti di Successo - l.it</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Oct 2012 17:20:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Herman Melville, Biografia Libri e Frasi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 08:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="209" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/10/Herman-Melville-Biografia-Vita-e-Frasi-300x209.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Herman Melville, Biografia Vita e Frasi" title="Herman Melville, Biografia Vita e Frasi" /></p>Herman Melville è l&#8217;autore di Moby Dick. Oggi è l&#8217;anniversario della pubblicazione del libro. Moby Dick è stato inizialmente pubblicato il 18 ottobre 1851 in Gran Bretagna, mentre negli Stati Uniti il libro è stato pubblicato il 14 novembre 1851. E sulla bianca schiena dell&#8217;animale egli scaricò la somma della rabbia e l&#8217;odio provati dalla propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="209" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/10/Herman-Melville-Biografia-Vita-e-Frasi-300x209.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Herman Melville, Biografia Vita e Frasi" title="Herman Melville, Biografia Vita e Frasi" /></p><p><strong>Herman Melville è l&#8217;autore di Moby Dick. </strong>Oggi è l&#8217;anniversario della pubblicazione del libro. <strong>Moby Dick è </strong>stato inizialmente pubblicato il 18 ottobre 1851 in Gran Bretagna, mentre negli Stati Uniti il libro è stato pubblicato il 14 novembre 1851.</p>
<p>E sulla bianca schiena dell&#8217;animale egli scaricò la somma della rabbia e l&#8217;odio provati dalla propria razza; se il suo petto fosse stato un cannone, egli, gli avrebbe sparato contro il suo cuore. <strong>Herman Melville</strong></p>
<p>Come questo spaventevole oceano circonda la terra verdeggiante, così nell&#8217;anima dell&#8217;uomo c&#8217;è un&#8217;insulare Tahiti, piena di pace e di gioia, ma circondata da tutti gli orrori della vita a metà sconosciuta. Herman Melville</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6816" title="Herman Melville, Biografia Vita e Frasi" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/10/Herman-Melville-Biografia-Vita-e-Frasi-1024x716.png" alt="Herman Melville, Biografia Vita e Frasi" width="720" height="400" /></p>
<p>Dell&#8217;amicizia a prima vista, come dell&#8217;amore a prima vista, va detto che è la sola vera. frasi Herman Melville</p>
<p>Il coraggio più sicuro è quello che nasce da una reale conoscenza del rischio da affrontare, mentre quello che proviene dall&#8217;incoscienza è tanto pericoloso quanto la vigliaccheria. <span style="text-decoration: underline;">Herman Melville</span></p>
<p>Ci sono certe bizzarre circostanze in questa strana e caotica faccenda che chiamiamo vita, che un uomo prende l&#8217;intero universo per un&#8217;enorme burla in atto, sebbene non riesca a vederne troppo chiaramente l&#8217;arguzia, e sospetti anzichenò che la burla non sia alle spalle di altri che le sue. Egli ingolla tutti gli avvenimenti, [...] non importa quanto indigeribili, come uno struzzo dallo stomaco robusto inghiotte pallottole e pietre focaie. E quanto alle piccole difficoltà e afflizioni, le prospettive d&#8217;improvvisa rovina, di pericolo della vita o del corpo, tutto questo, e perfino la morte, gli sembrano ingegnosi e amichevoli colpi, allegre spunzonature nei fianchi, somministrati dall&#8217;invisibile e inspiegabile vecchio mattacchione. frasi <em>Herman Melville</em></p>
<p>In certe anime c&#8217;è un&#8217;aquila di Catskill che può egualmente precipitarsi nei burroni più oscuri e tornare a librarsi in alto e scomparire negli spazi solari. E anche ove essa voli per sempre nel burrone, questo burrone è dei monti, e così, nella sua più bassa discesa, l&#8217;aquila montana è sempre più in alto degli uccelli della pianura, anche quando questi salgono. frasi Herman Melville</p>
<p>Pensate a venticinque cumuli di cenere, scaricati qui e là in un campo alla periferia della città. Immaginate che alcuni siano giganteschi come montagne e che il campo sia il mare: avrete così l&#8217;idea esatta delle Encantadas, o isole Incantate. Un arcipelago di vulcani spenti, piuttosto che di isole, più o meno come apparirebbe il mondo dopo una conflagrazione punitiva. Herman Melville</p>
<p><strong>Libri di Herman Melville</strong></p>
<p>- Taipi: uno sguardo alla vita della Polinesia<br />
- Omoo: narrazione delle avventure nei mari del sud<br />
-Mardi: e un viaggio in quel luogo<br />
-Redburn: il suo primo viaggio<br />
-Giacchetta Bianca o il mondo su una nave da guerra<br />
-Moby Dick o la balena bianca<br />
-Pierre o delle ambiguità<br />
-Israel Potter: i suoi cinquant&#8217;anni di esilio<br />
-L&#8217;uomo di fiducia: le sue truffe<br />
-Billy Budd marinaio: una narrazione dal di dentro<br />
-traduzione di Eugenio Montale<br />
-libretto per opera musicale di Salvatore Quasimodo<br />
-libretto per opera musicale di E.M. Forster e Eric Crozier</p>
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		<title>Ciro Abbondante E La Consulenza Del Lavoro In Rete</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Aug 2012 10:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/08/foto-ciro-abbondanza2-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Ciro Abbondante E La Consulenza Del Lavoro In Rete" title="Ciro Abbondante E La Consulenza Del Lavoro In Rete" /></p>Ciro Abbondante, consulente del lavoro esperto nella gestione del personale, è uno dei titolari di Consulenza del Lavoro 3.0, oltre ad essere co-ideatore del portale Paghesemplici®. Un&#8217;idea innovativa, un nuovo modo di concepire la Consulenza del Lavoro e l’Amministrazione del Personale, al servizio dell&#8217;utente. Chi è Ciro Abbondante? Sono un Consulente del Lavoro, esperto nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/08/foto-ciro-abbondanza2-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Ciro Abbondante E La Consulenza Del Lavoro In Rete" title="Ciro Abbondante E La Consulenza Del Lavoro In Rete" /></p><p><strong>Ciro Abbondante,</strong> consulente del lavoro esperto nella gestione del personale, è uno dei titolari di Consulenza del Lavoro 3.0, oltre ad essere co-ideatore del portale Paghesemplici®. Un&#8217;idea innovativa, un nuovo modo di concepire la Consulenza del Lavoro e l’Amministrazione del Personale, al servizio dell&#8217;utente.<img class="alignright size-large wp-image-6767" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/08/foto-ciro-abbondanza2-682x1024.jpg" alt="" width="546" height="819" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Ciro Abbondante?</strong></span></p>
<p>Sono un Consulente del Lavoro, esperto nella gestione e nell’amministrazione del personale nella sua accezione più ampia, sono anche socio di Consulenza del Lavoro 3.0 e co-ideatore, con il collega Rosolino, di paghesemplici®.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il suo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Dopo la Laurea in Economia e Commercio, ho conseguito il Diploma di abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro, rilasciato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale .</p>
<p>Dal 2000, sono iscritto all’Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli e dal 2003 rivesto la qualifica di C.T.U. (Consulente Tecnico d’Ufficio) del Tribunale, in qualità di Consulente del Lavoro.</p>
<p>Durante l’anno accademico 2002/2003, sono stato Professore di Diritto del Lavoro a contratto, presso la Seconda Università degli Studi di Napoli.</p>
<p>Dal 2010 sono Delegato della Fondazione Consulenti per il lavoro ed in forza della delega mi occupo di ricerca e selezione del personale.</p>
<p>Nel quotidiano fornisco pareri professionali e Consulenza del Lavoro ad aziende e studi professionali, ubicati sull’intero territorio nazionale ed in particolare in Lombardia, dove vanto la collaborazione con importanti Studi di Commercialisti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come e perché si diventa consulente del lavoro?</strong></span></p>
<p>Si diventa Consulenti del Lavoro dopo aver frequentato il praticantato e superato l’esame di Stato. Per il resto c’è bisogno di tanta passione, tanto duro lavoro e continuo studio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Lei è uno dei titolari di Consulenza del Lavoro 3.0, di cosa si occupa la sua azienda?</strong></span></p>
<p>La mia è una società di professionisti, costituita assieme al collega Rosolino e si occupa di Amministrazione del personale e Consulenza del Lavoro. Il 3.0 indica un nuovo modo di concepire la Consulenza del Lavoro e l’Amministrazione del Personale: più dinamica, più moderna. insomma più “sostenibile” per il cliente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da quale esigenza è nata?</strong></span></p>
<p>Dall’esigenza di accorpare diverse competenze professionali che abbiano come comune denominatore, l’offerta di un servizio di amministrazione del personale a 360° gradi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi e quanto lavoro c’è dietro Paghesemplici®?</strong></span></p>
<p>Dietro il servizio paghe e amministrazione del personale, denominato Paghesemplici®, c’è una continua interazione tra consulenti del lavoro, avvocati lavoristi, addetti alle paghe, tecnici informatici ed esperti del web.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di cosa tratta precisamente il servizio online Paghesemplici®?</strong></span></p>
<p>Paghesemplici® non è un software, ma un servizio paghe e amministrazione del personale “web oriented”, che si rivolge a tutte le imprese e professionisti che intendono esternalizzare l’elaborazione delle paghe o la gestione del personale, senza perdere completamente la propria autonomia e il controllo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono gli utenti che si rivolgono al vostro servizio online?</strong></span></p>
<p>Aziende o Professionisti (Commercialisti, Avvocati, etc..)<strong> </strong>che intendono offrire, ai clienti del proprio studio, il servizio paghe e amministrazione del personale, senza impiegare capitali e risorse interne, ma esternalizzando lo stesso, con il supporto continuo e professionale di Paghesemplici®.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di rapporto istaurate con  i vostri clienti e in quanto tempo riuscite a risolvere i problemi che vi vengono sottoposti?</strong></span></p>
<p>I rapporti che istauriamo con i clienti, sono in realtà delle “collaborazioni”, nel senso che collaborando in armonia, otteniamo delle sinergie che altrimenti non sarebbero possibili. I nostri tempi di risposta ai problemi che ci vengono sottoposti, sono rapidissimi anche perché, nel nostro lavoro, ogni giorno facciamo i conti con scadenze improrogabili.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Vi avvalete dell’aiuto di altri collaboratori?</strong></span></p>
<p>Come detto in precedenza, il nostro è un lavoro di team. E’ quindi ovvio che per gestire migliaia di rapporti di lavoro dobbiamo ricorrere all’aiuto di collaboratori, nei vari settori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono nuovi progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>I progetti nuovi non mancano mai anche perché ci danno entusiasmo e voglia di migliorarci ogni giorno. Nel concreto, l’obiettivo è quello di perfezionare sempre più la struttura di Paghesemplici®, rendendola un punto di riferimento costante per i nostri clienti e collaboratori e perché no, un futuro per mio figlio Gianmaria. <strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Ieri, oggi o domani?</em> Oggi, perché ieri non è modificabile e “del doman non v’è certezza”</p>
<p><em>Tre ingredienti essenziali nella vita: </em>Ambizione, coraggio e capacità di guardare oltre le apparenze</p>
<p><em>Una sera a cena con:</em> L’attrice americana Andy MacDowell</p>
<p><em>Supereroe preferito:</em> Super Mario Bros, per la sua simpatia e semplicità</p>
<p><em>L&#8217;ultimo regalo ricevuto: </em>Un libro di psicologia dal titolo “Criminal Profiling”</p>
<p><em>Il posto del cuore:</em> La Parigi visitata durante la gita delle superiori. Dopo ci sono stato altre volte, ma non era più la stessa cosa</p>
<p><em>La collezione:</em> Francobolli, perché mi ricorda la mia infanzia</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sul comodino:</em> Il mio inseparabile Ipad e la mia storica radiosveglia</p>
<p><em>Il suo miglior pregio:</em> A questa domanda preferisco non rispondere, perché preferirei rispondessero le persone con le quali vivo e collaboro.</p>
<p><em>Il suo miglior difetto: </em>Sono permaloso e spesso “me la lego al dito”</p>
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		<title>Peppe Savà, il successo di un quotidiano web</title>
		<link>http://www.lintervista.it/peppe-sava-il-successo-di-un-quotidiano-web/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 11:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="242" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/08/Peppe-Savà-242x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Peppe Savà" title="Peppe Savà" /></p>Ragusanews, primo giornale on line in provincia di Ragusa Il sito fondato da Peppe Savà è uno dei cinque quotidiani web più letti in Sicilia Ragusa &#8211; Con 148.000 visitatori unici in un mese, Ragusanews.com è il primo giornale on line della provincia di Ragusa. I dati sono forniti da DoubleClick Ad Planner, lo strumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="242" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/08/Peppe-Savà-242x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Peppe Savà" title="Peppe Savà" /></p><p><img class="alignright size-medium wp-image-6758" title="Peppe Savà" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/08/Peppe-Savà-242x300.jpg" alt="Peppe Savà" width="242" height="300" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong> Ragusanews, primo giornale on line in provincia di Ragusa</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Il sito fondato da Peppe Savà è uno dei cinque quotidiani web più letti in Sicilia</em></p>
<p>Ragusa &#8211; Con 148.000 visitatori unici in un mese, Ragusanews.com è il primo giornale on line della provincia di Ragusa.</p>
<p>I dati sono forniti da DoubleClick Ad Planner, lo strumento offerto da Google per monitorare l’audience di un sito, con rilevazioni provenienti dai motori di ricerca, per diffondere i gusti e le preferenze degli internauti alle agenzie pubblicitarie e ai media buyers.</p>
<p>I numeri sono in parte stime e in parte sono tratti da Google Analytics (il servizio di statistiche web di Google) se i proprietari dei siti hanno deciso volontariamente di renderli pubblici. Anche Ragusanews.com condivide i propri dati di traffico pubblicamente. E i dati di Ragusanews, resi pubblici per scelta volontaria dell’editore, sono calcolati e confermati da Google Analytics, il servizio di statistiche di Google da cui attinge il service di Adplanner.</p>
<p>Ragusanews, prima anche nei mesi precedenti nel panorama informativo territoriale, conferma, dunque, anche per il  2012 il superlativo trend di crescita. In poco meno di 6 mesi i lettori sono cresciuti del 50%.</p>
<p>Numeri, unici, che gratificano per il lavoro esclusivo sin qui svolto.</p>
<p><span style="color: #800000;"> <strong>Ma qual è il successo dei Ragusanews, oggi il quinto giornale on line più letto in Sicilia?</strong></span></p>
<p>“Il carattere immediato, poco formale, del giornale, volto a raccontare il costume e la società, prima ancora che la cronaca e la politica”, spiega Peppe Savà,fondatore e ideatore di Ragusanews.</p>
<p>“Poi la circostanza che le notizie possano essere commentate. Questo rende la nostra informazione partecipata”.</p>
<p><span style="color: #800000;"> <strong>Quanti sono i lettori mensili?</strong></span></p>
<p>“A fronte di quasi 150 mila lettori unici, il sito registra 330 mila visite al mese e un milione di pagine lette. Il trend di crescita è di un più 30% mensile”.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come si sostiene da un punto di vista finanziario l’iniziativa editoriale?</strong></span></p>
<p>“L’avventura iniziò il 12 maggio del 2007. Nei primi anni in maniera autonoma, grazie ai sacrifici di ciascuno di noi, oggi il sito ha un alto indice di gradimento pubblicitario da parte degli inserzionisti locali, fra cui grandi aziende leader nei loro settori merceologici di riferimento, che hanno trovato particolarmente competitivo il rapporto tra costo e contatto”.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi sono i vostri lettori?</strong></span></p>
<p>“Sono lettori del Sudest siciliano, molti emigrati, e persone che non hanno nessun legame con la sicilia, che apprezzano le pagine culturali del sito, che hanno, o quantomeno, tentato di avere, un taglio di respiro più ampio”.</p>
<p style="text-align: right;">Valentina Scucces</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Luigi Pirandello</title>
		<link>http://www.lintervista.it/luigi-pirandello/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 22:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="215" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/06/luigi-pirandello-300x215.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Biografia di Luigi Pirandello - Opere e Vita - Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie" title="Biografia di Luigi Pirandello - Opere e Vita - Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie" /></p>Biografia di Luigi Pirandello &#8211; Opere e Vita &#8211; Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867, da una famiglia dell&#8217;agiata borghesia, proprietaria di una miniera di zolfo. Sia la madre che il padre parteciparono attivamente alla campagna garibaldina in Sicilia. Dopo aver frequentato il liceo classico a Palermo, Pirandello si iscrive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="215" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/06/luigi-pirandello-300x215.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Biografia di Luigi Pirandello - Opere e Vita - Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie" title="Biografia di Luigi Pirandello - Opere e Vita - Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie" /></p><p style="text-align: center;">Biografia di <strong>Luigi Pirandello</strong> &#8211; Opere e Vita &#8211; Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6712" title="Biografia di Luigi Pirandello - Opere e Vita - Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/06/luigi-pirandello.jpeg" alt="Biografia di Luigi Pirandello - Opere e Vita - Teatro, Romanzi, Novelle, Poesie" width="500" height="359" /></p>
<p>Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867, da una famiglia dell&#8217;agiata borghesia, proprietaria di una miniera di zolfo. Sia la madre che il padre parteciparono attivamente alla campagna garibaldina in Sicilia. Dopo aver frequentato il liceo classico a Palermo, Pirandello si iscrive alla facoltà di Lettere dell&#8217;Università di Roma, dedicandosi soprattutto alla filologia romanza. In seguito a un violento litigio con un docente, si trasferisce a Bonn nel 1889, dove nel &#8217;91 si laurea con una tesi sul dialetto di Agrigento. A Bonn resta come lettore d&#8217;italiano per un anno.</p>
<p>Nel &#8217;93 Luigi Pirandello torna in Italia. L&#8217;anno dopo si sposa con la figlia di un socio di suo padre. Il matrimonio era stato quasi &#8220;combinato&#8221;. Si stabilisce con la famiglia a Roma ed entra nella vita culturale e letteraria del suo tempo, collaborando a numerosi periodici: stringe amicizia con Luigi Capuana, mentre resta ostile al D&#8217;Annunzio. Nel &#8217;97 assume, come incaricato, l&#8217;insegnamento di Letteratura italiana (stilistica) presso l&#8217;Istituto superiore di Magistero a Roma; nel 1908 ne diventa professore ordinario insegnando sino al 1922.</p>
<p>Nel 1903 una frana con allagamento distrugge la miniera di zolfo nella quale erano stati investiti sia i capitali di suo padre che la dote di sua moglie, la quale, già sofferente di nervi (sospettava continuamente che il marito la tradisse), si ammalò gravemente, cominciando a manifestare i primi segni di uno squilibrio psichico che la condurrà poi in manicomio. <em>Luigi Pirandello</em> reagì a questa situazione conducendo a Roma vita ritirata (per non offrire pretesti alla follia della moglie, ma inutilmente) e lavorando intensamente, anche per far fronte alle difficoltà economiche (insegnava, scriveva e dava lezioni private).</p>
<p>Tuttavia, le sue novelle, raccolte poi col titolo <em>Novelle per un anno</em>, e i suoi romanzi (<em>L&#8217;esclusa</em>, <em>Il turno</em>, <em>Il fu Mattia Pascal</em> e altri), nonché i suoi saggi (in particolare <em>L&#8217;umorismo</em>) passarono quasi inosservati. La celebrità gli giunse soltanto in età matura, quando -a partire dal 1916- si rivolse quasi interamente al teatro. Le sue commedie, talvolta accolte con dissensi clamorosi, si imposero al pubblico soprattutto dopo la fine della I guerra mondiale. Ottennero vasta risonanza <em>Liolà</em>, <em>Pensaci Giacomino!</em>, <em>Così è (se vi pare)</em>, <em>Sei personaggi in cerca d&#8217;autore</em>, <em>L&#8217;uomo dal fiore in bocca</em>, <em>Enrico IV </em>e molte altre commedie.</p>
<p>Leggi la <strong><a rel="nofollow" href="http://www.homolaicus.com/letteratura/pirandello.htm">Biografia di Luigi Pirandello</a> </strong>(homolaicus)</p>
<p><strong>Luigi Pirandello</strong>, figlio di Stefano e Caterina Ricci Gramitto, appartenenti a famiglie di agiata condizione borghese, dalle tradizioni risorgimentali, nacque nel 1867 in località Càvusu vicino Girgenti, luogo che al momento della sua nascita aveva cambiato la sua denominazione originaria in &#8220;Caos&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;imminenza del parto che doveva avvenire a Porto Empedocle, per un&#8217;epidemia di colera che stava colpendo la Sicilia, il padre Stefano aveva deciso di trasferire la famiglia in un&#8217;isolata tenuta di campagna per evitare il contatto con la pestilenza. Porto Empedocle, prima di chiamarsi così, era una borgata (Borgata Molo) di Girgenti (l&#8217;odierna Agrigento).</p>
<p>Quando nel 1853 si decise che la borgata divenisse comune autonomo «La linea di confine fra i due comuni venne fissata all&#8217;altezza della foce di un fiume essiccato che tagliava in due la contrada chiamata &#8220;u Càvuso&#8221; o &#8220;u Càusu&#8221; (pantaloni)&#8230;Questo Càvuso apparteneva metà al nuovo comune di Porto Empedocle e l&#8217;altra metà al Comune di Girgenti&#8230;A qualche impiegato dell&#8217;ufficio anagrafe parse che non era cosa [che si scrivesse che qualcuno fosse nato in un paio di pantaloni] e cangiò quel volgare &#8220;Càusu&#8221; in &#8220;Caos&#8221;».</p>
<p>Il padre, Stefano Pirandello, aveva partecipato tra il 1860 e il 1862 alle imprese garibaldine; aveva sposato nel 1863 Caterina, sorella di un suo commilitone, Rocco Ricci Gramitto.<br />
Il nonno materno di Luigi, Giovanni Ricci Gramitto, era stato tra gli esponenti di spicco della rivoluzione siciliana del 1848-49 ed escluso dall&#8217;amnistia al ritorno del Borbone era fuggito in esilio a Malta dove era morto un anno dopo, nel 1850, a soli 46 anni.</p>
<p>Il nonno paterno, Andrea, era stato un armatore e ricco uomo d&#8217;affari di Pra&#8217;, ora quartiere di Genova. La famiglia di Pirandello viveva in una situazione economica agiata, grazie al commercio e all&#8217;estrazione dello zolfo.</p>
<p>Leggi la <strong><a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello">Biografia di Luigi Pirandello</a> </strong>(wikipedia)</p>
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		<title>Stefano Pesce, &#8220;Fare L&#8217;Attore Significa Esprimere Se Stessi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 07:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/pesce_21-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Stefano Pesce, &quot;Fare L&#039;Attore Significa Esprimere Se Stessi&quot;" title="Stefano Pesce, &quot;Fare L&#039;Attore Significa Esprimere Se Stessi&quot;" /></p>Stefano Pesce, attore televisivo, cinematografico e teatrale, è noto soprattutto per aver recitato nella serie tv “RIS delitti imperfetti”, in cui interpreta il ruolo di Davide Testi. Numerose sono le sue partecipazioni a diverse produzioni, tra cui le serie tv “Distretto di polizia 4”, “Cuore contro cuore” e i filmfilm Ma che colpa abbiamo noi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/pesce_21-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Stefano Pesce, &quot;Fare L&#039;Attore Significa Esprimere Se Stessi&quot;" title="Stefano Pesce, &quot;Fare L&#039;Attore Significa Esprimere Se Stessi&quot;" /></p><p><strong>Stefano Pesce,</strong> attore televisivo, cinematografico e teatrale, è noto soprattutto per aver recitato nella serie tv “RIS delitti imperfetti”, in cui interpreta il ruolo di Davide Testi. Numerose sono le sue partecipazioni a diverse produzioni, tra cui le serie tv “Distretto di polizia 4”, “Cuore contro cuore” e i filmfilm Ma che colpa abbiamo noi, Amore a prima vista, Da zero a dieci, e film Ma che colpa abbiamo noi, Amore a prima vista, Da zero a dieci, e “Ma che colpa abbiamo noi”, “Amore a prima vista”, “Da zero a dieci” e tanti altri ancora. Per Stefano Pesce, fare l’attore nasce da una profonda esigenza e significa, prima di tutto, avere la possibilità di esprimere se stessi.<img class="alignright size-full wp-image-6697" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/pesce_21.jpg" alt="" width="426" height="640" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Stefano, sei un attore teatrale, cinematografico e televisivo. Tra questi, in quale contesto ti senti più a tuo agio?</strong></span></p>
<p>Sinceramente non ho una reale preferenza, ma ultimamente, lavorando molto in tv, con la macchina da presa ho un rapporto più naturale e mi sento molto a mio agio, nonostante sia richiesto un lavoro molto approfondito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai prestato la voce all’audiolibro “Il mercante di libri maledetti” di Marcello Simoni. Com’è nata questa collaborazione?</strong></span></p>
<p>Sono stato contattato dall’Emons Audiolibri, i quali mi hanno offerto questa bella opportunità che ho accettato di buon grado. Non conoscevo Marcello Simoni, mi sono fidato di loro e ho ottenuto così, l’opportunità di vivere una bella esperienza lavorativa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente e quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Al momento, sono in attesa che inizino le riprese della nuova serie “Il tredicesimo apostolo”, seconda stagione, che dovrebbe partire a fine luglio. Quando riceverò i copioni deciderò se accettare o meno, mi interessa vedere se il personaggio che dovrò interpretare, rispecchierà le mie aspettative. Poi, ad ottobre, sarò in teatro con la commedia “Mal d’amore”. Sto anche scrivendo un film per il cinema, ma questo è un progetto molto lungo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>L’aspetto più bello è, senza dubbio, la possibilità di esprimersi. Non è detto che si possa sempre farlo, ma quando si riesce, è una grande soddisfazione. Troppo spesso, si pensa più al guadagno e ci si dimentica che questo tipo di lavoro è prima di tutto espressione, poichè ti offre sempre la possibilità di esprimere te stesso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nel panorama dello spettacolo c’è qualche regista con cui avresti voluto lavorare e ancora non l’hai fatto?</strong></span></p>
<p>C’è un regista con cui ho sempre desiderato lavorare, ma con cui non ho ancora avuto questa possibilità. Si chiama Marco Tullio Giordana. In questi dieci anni di carriera, l’ho incontrato per tre volte. Ha scritto delle cose molto belle, ma ogni volta, c’è sempre un motivo che mi impedisce di lavorare con lui. Così alla fine mi capita di pensare che forse, questa non è la mia storia e che probabilmente è tutta una mia fantasia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcosa che ti è stato impedito di fare e che rimpiangi?</strong></span></p>
<p>Molte cose mi sono state impedite da diverse persone. Ad esempio, tempo fa mi impegnai molto per interpretare un ruolo importante, nel film che avrebbe dovuto ricordare la strage di Piazza Fontana. Avrei dovuto interpretare Franco Freda, accusato della strage, processato ed oggi libraio in Puglia. Mi preparai molto per interpretare quel ruolo, riascoltai anche tutte le registrazioni dei processi. Poi però, mi dissero che ero troppo “vecchio” per interpretarlo. Quando successivamente andai a vedere il film, mi resi conto che, comunque, non avevano scelto di certo un bambino. Dietro il lavoro di attore, purtroppo si celano una serie di cose, che non tutti sanno. E’ importante capire che questo lavoro si deve fare prima di tutto per se stessi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se oggi non fossi un attore, probabilmente saresti…?</strong></span></p>
<p>Sarei un’altra persona. Non c’è un’alternativa professionale a quella di attore, che parte da un’esigenza profonda. Se mi fosse andata male con questo lavoro, forse sarei diventato un decoratore d’interni, poiché mi piace molto studiare il colore delle pareti, del parquet, disegnare un bagno, rifare una cucina…..Un’altra cosa che avrei desiderato fare è l’autista. Mi piace guidare e mi piace il movimento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe?</strong></span></p>
<p>Forse un film di Tim Burton. Forse un film appartenente al genere fantastico, ma sempre con un fondo di realtà. Ecco, “Guerre Stellari”. Un film fantastico, ma variopinto e ricco di emozioni umane.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto di Stefano Pesce, nascosto al pubblico?<img class="alignleft size-full wp-image-6698" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/l.jpg" alt="" width="323" height="420" /></strong></span></p>
<p>Ce ne sono tanti. Il pubblico vede solo i miei personaggi. Uno degli aspetti forse più sconosciuto, è che sono un po’ nevrotico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano i tuoi sogni da bambino? Sei riuscito a realizzarli?</strong></span></p>
<p>In realtà non li ricordo tutti e questo è un vero peccato.  Sinceramente non ricordo un bel niente dai 7 fino ai 15 anni. Ho veramente pochissimi ricordi. Il mio sogno di diventare un attore non apparteneva alla mia infanzia, ma piuttosto alla mia adolescenza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi senti di dover maggiormente ringraziare per la persona e l’artista che sei diventato?</strong></span></p>
<p>Sicuramente i miei genitori, che hanno contribuito a farmi diventare quello che sono oggi, aiutandomi lungo il mio cammino. Dovrei ringraziare anche il buddismo, che negli ultimi otto anni mi ha aiutato tantissimo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Sei soddisfatto quando….</em>Vado in moto</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino: </em>Grazie!</p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio:</em> Sono nevrotico</p>
<p><em>Una sera a cena con:</em> Un buon vino bianco</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo?</em> Il denaro</p>
<p><em>Se fossi una città saresti? </em>Parigi</p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere: </em>L’amore</p>
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		<title>Daniele Bolelli, Un Uomo Che Vive Danzando Sull&#8217;Abisso</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 06:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="287" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Daniele_Bolelli-300x287.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Daniele Bolelli, Un Uomo Che Vive Danzando Sull&#039;Abisso" title="Daniele Bolelli, Un Uomo Che Vive Danzando Sull&#039;Abisso" /></p>Scrittore, filosofo, insegnante, principalmente però, Daniele Bolelli è un uomo determinato che, da subito, ha preferito vivere la sua vita “danzando sull’abisso” . Il suo nuovo libro “iGod – Istruzioni per l’uso di una religione fai da te”, da giugno nelle librerie, “è una guida galattica per chi vuole spazzare la polvere dai sistemi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="287" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Daniele_Bolelli-300x287.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Daniele Bolelli, Un Uomo Che Vive Danzando Sull&#039;Abisso" title="Daniele Bolelli, Un Uomo Che Vive Danzando Sull&#039;Abisso" /></p><p>Scrittore, filosofo, insegnante, principalmente però, <strong>Daniele Bolelli </strong> è un uomo determinato che, da subito, ha preferito vivere la sua vita “danzando sull’abisso” . Il suo nuovo libro “iGod – Istruzioni per l’uso di una religione fai da te”, da giugno nelle librerie, “<em>è una guida galattica per chi vuole spazzare la polvere dai sistemi di pensiero su cui si fonda il nostro modo di essere. Spazzare il campo, per trovare quello giusto per sè stessi”. <img class="alignright size-full wp-image-6693" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Daniele_Bolelli-300x287.jpg" alt="" width="300" height="287" /></em></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Su quali basi, si fonda la tua “personale religione”?</span></strong></p>
<p>Sul fatto che sono vivo e che voglio creare il mio cammino, che poi è l’unico compito essenziale di ogni essere umano.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il Dio in cui credi, com’è?</strong></span></p>
<p>Credere è una perdita di tempo. Il credo è il vano attaccamento di chi non sa nulla dell’universo, ma vuole disperatamente avere risposte anche quando non ce ne sono. Ho sperimentato mille cose, alcune delle quali mi fanno pensare che ci sia una logica nell’universo e una presenza “superiore” dietro a tutto, e altre che mi dicono che non esiste nulla se non caos e le nostre congetture. Entrambe le sensazioni sono ugualmente forti. Quali siano “vere” non lo so nè perdo troppo tempo a pensarci.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Com’è il tuo rapporto con la vita?</strong></span></p>
<p>La vivo. La vita è splendida e straziante. Ti dona estasi senza nome e tragedie che ti spezzano il cuore. O ti spari (scelta che capisco e su cui non ho nulla in contrario) o decidi di godertela danzando sull’ abisso. Personalmente preferisco danzare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quale è l’aspetto della vita che prendi sul serio?</strong></span></p>
<p>La vita.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai più rimorsi o più rimpianti?</strong></span></p>
<p>Non lascio spazio nella mia vita per rimorsi &amp; rimpianti. Sono totalmente inutili, una masturbazione mentale per gente che ha tempo da perdere. Vivere nel passato è stupido quanto proiettarsi su un futuro che non esiste. C’è molto per cui vivere qui e ora. Quindi si fottano i rimpianti e l’attaccamento al passato.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Sei andato via da casa all’età di 18 anni, sicuramente ci saranno stati dei momenti di difficoltà, come li hai superati?</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p>Chi ha detto che li ho superati? Le difficoltà  non se ne vanno mai. Ti prenderanno a calci nelle palle per tutta la vita. L’unica questione è se lasci che ti fermino o se ti rialzi in piedi ogni volta che vieni messo al tappeto.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali sono i valori che non hai mai messo in discussione?</strong></span></p>
<p>Non vengo mai meno alla parola data. Non tradirò mai chi mi dà fiducia.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Insegni storia americana al Santa Monica College e a Cal State Long Beach, che tipo di insegnante sei?</strong></span></p>
<p>Nei primi cinque minuti del semestre metto su Scar Tissue e Snow dei Red Hot Chili Peppers e passo tra i banchi a dare i programmi di studio e stringere la mano a tutti. Fondamentalmente, mi diverto e cerco di fare divertire loro. Insegnare è molto, ma molto meglio di lavorare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come vivi il tuo rapporto con il pubblico e con la notorietà?</strong></span></p>
<p>La maggior parte della gente che ottiene anche solo uno straccio di notorietà diventa noiosamente  egoica e focalizzata esclusivamente sul proprio ombelico, chiaro sintomo di insicurezza mascherato con atteggiamenti da diva. Sono tutte cazzate però. Siamo tutti nient’altro che scimmie che stanno cercando di godersi il proprio tempo sulla terra. Montarsi la testa perchè vedi il tuo nome su un giornale è triste e pure un po’ patetico. Il giorno in cui smetterò di rispondere a tutti quelli che mi manderanno una mail, perchè penserò di essere troppo importante per degnarmi di farlo, sarete autorizzati a tirarmi un cazzotto in faccia.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Da cosa è nato il tuo desiderio di fuggire in USA all’età di 18 anni?</strong></span></p>
<p>In Italia, appena hai un’idea nuova, ti imbatterai in dieci persone che ti diranno subito che non si può fare. In Italia è bellissimo venirci in vacanza e godersela. Ma per ogni altro scopo è un posto vecchio, pesante, dove la stasi domina. Fossi rimasto in Italia, sarebbe stato tutto molto prevedibile. A 18 anni sapevo già come sarebbe andata tutta la mia vita. Vivere in America ha il suo notevole carico di problemi, ma ci sono più rischi e più imprevisti.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Vivi tra l’America e l’Italia, quale delle due consideri più casa tua?</strong></span></p>
<p>Non ho casa in alcun luogo. Mi sento un po’ straniero dovunque.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Andare via a 18 anni, da soli, in una terra lontana, è indice di grande forza e coraggio. Da chi hai ereditato queste qualità?</strong></span></p>
<p>I miei genitori mi hanno trasmesso tutti gli stimoli di cui avevo bisogno. Qualunque cosa ho sviluppato di buono, viene da loro. Ma mi sembra comunque di non possedere nemmeno un decimo della forza e del coraggio che vorrei avere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Ultimo libro letto:</em> Don Winslow “Savages”</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>“Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col sangue” Nietzsche</p>
<p><em>Filosofo preferito: </em>Friedrich Nietzsche, Lao Tzu, Ikkyu Sojun, Franco Bolelli</p>
<p><em>Davanti allo specchio ti guardi e….</em> Scioccato da tanta bellezza, svengo.</p>
<p><em>Il Comandamento più importante:</em> Gioia, anche nel mezzo della disperazione</p>
<p><em>Un peccato capitale: </em>Il talento sprecato</p>
<p><em>Il viaggio che sogni di fare: </em>Sei mesi in Thailandia, alternati tra un campo di Muay Thai e un bungalow sulla spiaggia, il tutto mangiando prodigiose quantità di cibo locale.</p>
<p><em>Come ti vedi tra 20 anni?</em> Non mi vedo nemmeno domani. Figurati fra 20 anni.</p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…</em>.Mi guardo allo specchio?</p>
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		<title>Manuel Aspidi, &#8220;Per Me Cantare E&#8217; Una Necessità&#8221;</title>
		<link>http://www.lintervista.it/manuel-aspidi-per-me-cantare-e-una-necessita/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 16:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Manuel1-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Manuel Aspidi, &quot;Per Me Cantare E&#039; Una Necessità&quot;" title="Manuel Aspidi, &quot;Per Me Cantare E&#039; Una Necessità&quot;" /></p>Manuel Aspidi ha iniziato a cantare all’età di 6 anni ed a soli 15 era già vincitore di numerosi concorsi canori. Nel 1999 si è accostato allo studio della musica leggera (Pop – Blues – Soul), affidandosi all’insegnante Cinzia Italiano. Parallelamente alla musica leggera, ha affrontato il panorama della musica lirica, studiando con gli insegnanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Manuel1-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Manuel Aspidi, &quot;Per Me Cantare E&#039; Una Necessità&quot;" title="Manuel Aspidi, &quot;Per Me Cantare E&#039; Una Necessità&quot;" /></p><p style="text-align: center"><strong>Manuel Aspidi </strong>ha iniziato a cantare all’età di 6 anni ed a soli 15 era già vincitore di numerosi concorsi canori. Nel 1999 si è accostato allo studio della musica leggera (Pop – Blues – Soul), affidandosi all’insegnante Cinzia Italiano. Parallelamente alla musica leggera, ha affrontato il panorama della musica lirica, studiando con gli insegnanti Maurizio Preziosi e Fernanda. Il 20 Ottobre 2006 è entrato a far parte della 6° edizione del talent Show “Amici” di Maria De Filippi, in diretta su Canale 5. Durante questi anni, è stato ospite di diversi programmi televisivi e radiofonici, come Verissimo e radio Deejay, senza però trascurare l’ attività live, tanti infatti i concerti nelle più belle Piazze italiane ed in prestigiosi Teatri, apprezzati da tutto il suo pubblico e dai circa 25.000 fan che continuano a sostenerlo e a credere in lui e nel suo indiscusso talento. <img class="aligncenter size-large wp-image-6687" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Manuel1-1024x681.jpg" alt="" width="614" height="409" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Prima di “Amici” chi era Manuel Aspidi?</strong></span></p>
<p>Prima di entrare ad Amici ero la stessa persona di adesso, con un sogno nel cassetto e la speranza che questo si potesse in qualche modo realizzare, con la voglia di cantare e far conoscere la mia voce, con un amore incondizionato per la musica e un bagaglio di valori fondamentali e indispensabili, che la mia famiglia mi ha trasmesso e senza dei quali non riuscirei a vivere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dopo “ Amici” chi è Manuel Aspidi?</strong></span></p>
<p>Sicuramente sono una persona molto più sicura di me e del mio lavoro, grazie ad “Amici”, ho avuto la possibilità di far conoscere la mia voce e di farmi conoscere dal grande pubblico. Mi ha offerto una grossa visibilità e un grande successo, ma sono consapevole del fatto che tutto questo può finire da un momento all’altro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ti è stato sempre vicino durante il tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Mia madre, la mia più grande fan, mi ha sempre sostenuto in tutti i momenti, anche quando non era tutto facile, mi ha sempre dato e mi dà tuttora la carica per continuare a credere sempre in me stesso e a non mollare mai; i miei fratelli, anche loro i miei primi sostenitori; la mia insegnante di canto Cinzia Italiano, grazie alla quale ho scoperto, giorno dopo giorno, quanto la musica potesse regalarmi; Maria De Filippi e  tutto lo staff di “Amici”, con i quali ho potuto vivere un sogno e ho avuto l’opportunità di farmi conoscere dal grande pubblico italiano; i miei fan, che sono la mia carica giornaliera; la mia produzione, che ha creduto in me e in questo nuovo progetto discografico ed infine, la mia fede, che non mi ha mai abbandonato e grazie alla quale non ho mai perso la speranza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha dato il successo che prima non avevi?</strong></span></p>
<p>La consapevolezza che non bisogna mai smettere di sognare, perché con la tenacia, l’impegno e lo studio, chiunque viva di arte può avere una possibilità. Non credo di aver raggiunto il successo che desidero, ma sto lavorando per far sì che ciò accada. “Amici” è stato un buon trampolino di lancio…in breve: è come prendere la patente, non basta il foglio di carta, è necessaria tanta pratica per imparare a guidare. “Amici” è la mia patente, il percorso che sto facendo in questi anni è quello che mi porterà a fare della mia arte, il mio mestiere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che rapporto hai con il pubblico?</strong></span></p>
<p>Il rapporto con il mio pubblico è bellissimo, sono molto grato a loro per tutto quello che fanno per me quotidianamente, mi sostengono da 5 anni e non hanno mai smesso di credere in me. Ogni giorno cerco di scrivere sulla mia pagina ufficiale di Facebook, per tenermi in contatto con loro, sapere come stanno e quando posso, mi piace organizzare raduni in giro per l’Italia, per poterli inc0ntrare e conoscerli di persona. Devo molto a loro e spero di non deluderli mai.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tutti gli artisti sono soggetti a delle critiche, tu come reagisci?</strong></span></p>
<p>Tutte le critiche sono ben accette se costruttive, perché aiutano la mia crescita artistica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?<img class="alignright size-large wp-image-6688" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Cover-singolo-Manuel-Aspidi-senza-titolo1-1024x1024.jpg" alt="" width="491" height="491" /></strong></span></p>
<p>In questo periodo sono molto impegnato nella realizzazione del mio nuovo album, che uscirà a Settembre. Sono sempre in giro tra Milano e Roma per rilasciare varie interviste, in cui parlo del mio nuovo progetto discografico, del quale sono realmente emozionato ed entusiasta, perché alla realizzazione stanno collaborando grandi professionisti nel campo della musica italiana, come il maestro Fabrizio Palma, arrangiatore di tutte le canzoni contenute all’interno del mio album. Mentre, il mio ultimo singolo “ Non ci aspettiamo più” è scaricabile da iTunes e su YouTube è possibile trovare il video ufficiale. A giugno invece, uscirà un nuovo singolo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che cosa significa per te cantare?</strong></span></p>
<p>Per me cantare è una necessità, è una cosa che parte non solo dal cuore, ma anche dallo stomaco, ho bisogno di fare quello che faccio, perché per me è come un bisogno primario. Non riesco a vivere senza. Quando canto è come se in quel momento per me il mondo si fermasse e io fossi dentro la mia dimensione, fatta solo di emozioni e musica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che messaggio vorresti trasmettere con le tue canzoni?</strong></span></p>
<p>Sicuramente la cosa più importante è riuscire ad arrivare al cuore delle persone che ascoltano le mie canzoni, trasmettendo delle forti emozioni, le stesse che io provo quando canto. Riuscire a far ritrovare e rispecchiare nelle mie canzoni, esperienze di vita quotidiana di ogni persona che le ascolta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale tuo brano sei più legato? E perché?</strong></span></p>
<p>Sicuramente “Soli a metà”, la canzone che mi hanno dato ad “Amici”, con la quale ho vinto il doppio disco d’oro e sono entrato nelle Hit Parade, diventando uno dei successi italiani del 2007. Questo brano mi ha regalato tante soddisfazioni, pensa che ci sono persone che mi fermano addirittura per strada e mi ringraziano perché, grazie a questa canzone, si sono innamorati e addirittura persino sposati! Per me questa è una grande gioia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>L’animo di un cantante è un labirinto di emozioni. Quale predomina in te?</strong></span></p>
<p>In me predomina l’emozione stessa, in tutte le sue sfaccettature. Per assurdo, più che un labirinto di emozioni, è un arcobaleno di colori. Non mi piace definirlo labirinto, perché in fondo da un labirinto si cerca di trovare la via d’uscita, mentre la musica per me è la via d’uscita stessa! La massima espressione della libertà….la mia libertà d’essere…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Il mio tempo libero è composto di musica! Mi arricchisce l’anima e mi fa vivere in un mondo tutto mio; ascoltare, aggiornarmi sulla musica di tutti i generi, alimenta sempre di più la mia vita e la voglia di cantare e regalare emozioni a chi mi ascolta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il successo più grande e l’insuccesso?</strong></span></p>
<p>Essere arrivato fin qui grazie alle mie forze e a coloro che hanno creduto in me, questo è il mio successo più grande. Non c’è un insuccesso nella mia vita, perché faccio quello che amo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando ti capita di sbagliare dinanzi al pubblico, cosa dici a te stesso? E cosa provi?</strong></span></p>
<p>Generalmente mi metto a ridere e cerco di sorvolare sulla cosa, senza dargli molto peso. Sbagliare fa parte della vita, nessuno è perfetto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…</em>Canto</p>
<p><em>Il tuo pensiero al mattino: </em>La musica</p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio:</em> Sono entusiasta</p>
<p><em>Una sera a cena con:</em> Adele e Steve Wonder</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo? </em>La voglia di scoperta e libertà</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Armando Palmegiani, Autore Del Libro &#8220;Gino Girolimoni&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 06:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_2443-copia1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" title="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" /></p>Armando Palmegiani, durante la sua carriera si è occupato di numerosi casi, come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze e molti altri ancora. Appassionato di criminologia, è l’autore del libro “Gino Girolimoni”, in cui viene raccontata una delle storie più agghiaccianti, svoltasi nella Roma degli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_2443-copia1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" title="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" /></p><p><strong>Armando Palmegiani, </strong>durante la sua carriera si è occupato di numerosi casi, come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze e molti altri ancora. Appassionato di criminologia, è l’autore del libro “Gino Girolimoni”, in cui viene raccontata una delle storie più agghiaccianti, svoltasi nella Roma degli anni ’20. Un caso di cui poco si è parlato e che ha coinvolto Gino Girolimoni, un fotografo e mediatore italiano, che venne accusato ingiustamente dei delitti e additato come mostro dalla stampa.<img class="alignright size-large wp-image-6664" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_2443-copia1-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Armando Palmegiani?</strong></span></p>
<p>Sono un appassionato di criminologia. Lavoro nel settore e nella mia carriera, mi sono occupato di casi come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze, ecc..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha spinto a scrivere il libro “Gino Girolimoni”?</strong></span></p>
<p>Ho deciso di scrivere questo libro, poiché quella di Girolimoni è stata una vicenda poco raccontata. Il primo libro scritto, risalente al 1971, ne raccontava la storia, mettendo in luce solo una visione parziale dell’intera faccenda. Si tratta di un caso di cui poco si è parlato, nonostante fosse una storia agghiacciante, poiché parliamo di ben sette vittime, di cui quattro decedute, tutte nella città di Roma.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Potresti descrivere brevemente la trama del tuo libro?</strong></span></p>
<p>Nel mio libro viene effettuata una ricostruzione storica dell’accaduto. Vengono raccontati e descritti tutti e sette i crimini, viene raccontato l’accanimento perpetrato nei confronti di Gino Girolimoni, un fotografo e mediatore italiano, forse una delle più importanti vittime, poiché venne accusato dei delitti e fu additato come mostro dalla stampa. Successivamente, dopo 11 mesi di galera, venne scagionato, ma la sua vita fu comunque sconvolta. Un altro importante personaggio, che successivamente uscirà dalla scena perché ritenuto innocente, è un reverendo inglese che entrerà a far parte della vicenda, perché indagato da un investigatore dell’epoca. E poi ovviamente parliamo di Dosi, l’investigatore che visse la storia più da vicino.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di riscontro sta avendo tra i lettori?</strong></span></p>
<p>Tutti coloro che hanno letto il mio libro, sono rimasti colpiti molto dall’atmosfera. La storia è ambientata nella Roma degli anni ’20 e si snoda tra posti particolari come il Ponte del Soldino, un ponte che ora non esiste più e la fonte dell’Acqua Lancisiana. Un’atmosfera particolare che fa rivivere la Roma degli anni ’20, che si estendeva per circa un sesto, rispetto a quella attuale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?</strong></span></p>
<p>I miei interessi sono diversi, ma per la maggior parte riguardano la criminologia e la cronaca nera.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha spinto ad avvicinarti ad un mondo così drammatico e forte? </strong></span></p>
<p>Purtroppo, oggi come oggi, la cronaca nera fa parte della nostra realtà quotidiana. Basta accendere la tv, per rendersi conto che il palinsesto televisivo è ricco di programmi, film e serie tv, dedicati proprio alla cronaca nera. E’ un interesse condiviso da tutti, quasi da sempre. Anche negli anni ’60, come ora, quando c’era un processo, c’erano migliaia di persone riunite nelle piazze, in attesa di ascoltare la sentenza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il tuo lavoro ti porta a stare a contatto con tanta cattiveria umana. Quali sono le sensazioni che ti pervadono? <img class="alignleft size-large wp-image-6665" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Copertina-libro-ridimensionata-636x1024.jpg" alt="" width="382" height="614" /></strong></span></p>
<p>La cattiveria umana è un elemento imprescindibile del mondo. Alcuni possono provare disgusto nei confronti di alcuni tipi di reati, come ad esempio la pedofilia, ma bisogna prenderne atto che purtroppo esiste. Poi ci possiamo scandalizzare o meno, dipende da soggetto a soggetto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei tuoi rapporti interpersonali, quanto e come incide il tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Incide particolarmente. La maggior parte dei miei rapporti interpersonali, è legata all’entourage degli appassionati di criminologia e criminalistica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a conciliare i tuoi numerosi impegni lavorativi con la tua vita privata?</strong></span></p>
<p>Purtroppo lavoro molto e quindi ho poco tempo da dedicare alla mia famiglia e alla scrittura, la mia passione. Quindi mi tocca scrivere nei ritagli di tempo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire la tua carriera, senti di aver trascurato qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>No, sono contentissimo della mia carriera, quindi non ho alcun rammarico. Sono stato molto fortunato, ho  sempre fatto quello che più mi piaceva e questo non è cosa da poco.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’eri da bambino? Quali erano i tuoi sogni?</strong></span></p>
<p>In realtà non avevo sogni. Non avevo la più pallida idea di quello che avrei fatto da grande. Non avevo nessuna aspirazione particolare. Poi sono stato molto fortunato nella vita e sono riuscito a trovare la mia strada.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei momenti in cui necessiti di un consiglio e di una guida, a chi ti rivolgi?</strong></span></p>
<p>Mi piace rivolgermi sempre agli esperti. Per esempio, per quanto riguarda il mio libro, quando dovevamo parlare delle vittime, ci siamo consultati con un medico legale, ecc.. . La gente dovrebbe fare più affidamento alle parole degli esperti e non comportarsi da “tuttologa”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti è capitato di vivere situazioni in cui avresti voluto mollare tutto, durante il tuo percorso lavorativo?</strong></span><strong></strong></p>
<p>Sì, mi è capitato di vivere situazioni difficili e dolorose. Magari mollare tutto no, ma avrei  desiderato essere da un’altra parte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Ciò che non faresti mai: </em>Non ferire le persone</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> Il dolore fisico dei miei cari</p>
<p><em>Il giorno più bello della tua vita: </em>La nascita di mio figlio</p>
<p><em>Il giorno più brutto della tua vita:</em> Il decesso dei miei genitori</p>
<p><em>La persona che stimi di più:</em> A parte me!?!? Diciamo che stimo molte persone</p>
<p><em>Un tuo pregio:</em> L’empatia</p>
<p><em>Un tuo difetto:</em> Ne ho tanti</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Un romanzo d’avventura</p>
<p><em>Personaggio storico:</em> Enrico Fermi</p>
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		<title>Mario De Santis: “Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="269" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/355_83128820346_561430346_4448475_4460_n-269x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" title="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" /></p>Mario De Santis è un giornalista radiofonico. La sua passione per la radio, che l’ha accompagnato fin da bambino, l’ha portato a lavorare in diversi studi radiofonici, tra cui Radio Dj, al fianco di Nicola Savino e Linus. Attualmente conduce il programma “Caffè di Radio Capital”, sull’omonima radio, oltre a dedicarsi alla poesia, altra sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="269" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/355_83128820346_561430346_4448475_4460_n-269x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" title="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" /></p><p><strong>Mario De Santis </strong>è un giornalista radiofonico. La sua passione per la radio, che l’ha accompagnato fin da bambino, l’ha portato a lavorare in diversi studi radiofonici, tra cui Radio Dj, al fianco di Nicola Savino e Linus. Attualmente conduce il programma “Caffè di Radio Capital”, sull’omonima radio, oltre a dedicarsi alla poesia, altra sua grande passione, perché come si definisce lui stesso “principalmente sono un poeta, per il resto faccio la radio”. Attualmente è in uscita il suo secondo libro di poesie “La polvere nell’acqua” edito da Crocetti editore.<img class="alignright size-full wp-image-6655" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/355_83128820346_561430346_4448475_4460_n.jpg" alt="" width="380" height="423" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Mario, raccontaci qualcosa di te…</strong></span><strong></strong></p>
<p>Sono un giornalista radiofonico. La radio è stata da sempre la mia passione, sin da piccolino. Nel mio percorso professionale, mi sono avvicinato prima alla radio e poi, successivamente, sono diventato anche un giornalista. Per i miei interessi letterari, potrei anche dire che faccio il giornalista e sono un poeta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stato il percorso professionale che ti ha portato a Radio Capital?</strong></span></p>
<p>Il mio percorso professionale ha avuto inizio nell’88, quando mi sono avvicinato a “Italia radio”, una radio d’informazione nazionale, comprata successivamente dal Gruppo Espresso. Ero uno studente universitario, prossimo alla laurea. Per qualche anno, ho fatto la classica “gavetta”, fino a diventare un giornalista. Ho lavorato dal 2001 al 2010 ad un programma di Radio Deejay, al fianco di Linus e Nicola Savino. Poi si è aperta la possibilità di condurre un programma su Radio Capital ed eccomi qui.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Perché hai scelto proprio la radio come mezzo di comunicazione?</strong></span></p>
<p>Sono nato nel ’64 e la televisione è arrivata in casa mia nel ’69. Prima di quell’evento, l’unico mezzo di comunicazione era la radio. Ricordo chiaramente quando, da bambino, osservavo mio padre accendere la radio durante l’ora di cena per ascoltare le notizie. E’ un mezzo di comunicazione che mi ha sempre affascinato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa senti di trasmettere attraverso la radio?</strong></span></p>
<p>A parte i contenuti, che sono molto importanti, mi piace parlare della mia passione per la cultura e per i libri, che cerco di travasare anche nel mondo radiofonico. La radio poi è un mezzo “caldo”, in grado di coinvolgere tutti coloro che l’ascoltano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si svolge una tua giornata tipo?</strong></span></p>
<p>Le mie giornate sono molto lunghe. Il mio programma “Caffè di Radio Capital” va in onda alle sette, quindi sono costretto a svegliarmi tutti i giorni alle 5/5.15. Una volta giunto in redazione, leggo qualche giornale, prima di andare in onda dalle 7 alle 10. Dopo le 10 inizia il vero lavoro, che consiste nel reperire notizie e nel preparare le diverse interviste. Si lavora fino all’ora di pranzo e a volte, anche oltre. Il pomeriggio continuo a lavorare, perché presentando diversi libri, devo anche leggerli, oltre a preparare il programma “Soul Food”, che va in onda il sabato. E poi c’è il tempo libero, ovviamente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire essere speaker radiofonico?</strong></span></p>
<p>In Italia, si tende a creare una netta differenza tra il dj e il giornalista radiofonico, a me invece piace pensare di essere entrambe le cose. Non sono un dj, ma mi piace trasmettere calore attraverso la radio. Nella vita invece, sono un tipo tranquillo e a volte poco chiacchierone.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te cosa trasmette la radio che la televisione non può trasmettere?</strong></span></p>
<p>La radio è un suono e, nello stesso tempo, è anche una parola. Quindi si concentra sulla possibilità di poter entrare in una dimensione interiore e, paradossalmente, di attenzione. A volte, viene usata come sottofondo, diventando un po’ televisiva in questo, ma, se vissuta bene, riesce a regalare attenzioni particolari che la televisione non può dare. Quest’ultima ti colpisce come uno schiaffo, mentre la radio ti abbraccia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti regalassero un superpotere, quale sceglieresti? E perché?</strong></span></p>
<p>Sono indeciso tra la lettura del pensiero e l’invisibilità. Entrambi i poteri mi affascinano. Sono un tipo molto curioso e mi piacerebbe molto poter entrare nella mente delle persone o nelle case della gente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 10 anni?</strong></span></p>
<p>Viste le riforme sulle pensioni, sarò costretto a lavorare ancora per 20 anni e forse anche di più. Quindi ho ancora molto lavoro davanti, per fortuna. Mi vedo, spero, in una radio che trasmette via web, così da poter essere ascoltato da tutti. Oggi, la radio via web, non sta ottenendo grandi riscontri, purtroppo non riesce ancora a trovare il suo giusto spazio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come vivi la quotidianità?</strong></span></p>
<p>Un po’ oppresso dal lavoro e un po’ affaticato, perché le cose da fare sono tante, le notizie sono innumerevoli ed è difficile starci dietro. La vivo un po’ di corsa, quindi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?<img class="alignleft size-full wp-image-6656" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/581302_10151739560350347_561430346_24736038_1289098530_n1.jpg" alt="" width="315" height="616" /></strong></span></p>
<p>Da un punto di vista professionale, sta per chiudersi la seconda stagione a Radio Capital e siamo tutti un po’ ansiosi per il risultato degli ascolti. Inoltre, a fine maggio dovrebbe uscire il mio secondo libro di poesie, “La polvere nell’acqua”, edito da Crocetti editore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Progetti per il futuro?</strong></span></p>
<p>Vorrei continuare a scrivere e a coltivare i miei interessi letterari. Da un punto di vista radiofonico e giornalistico, mi piacerebbe realizzare un progetto che leghi internet alla radio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano i tuoi sogni da adolescente?</strong></span></p>
<p>Pensavo alla musica, volevo diventare un musicista, una rock star. Suonavo il basso, ma non avevo un sogno in particolare. Alla fine del liceo, è emersa la mia passione per la comunicazione ed ho capito che, nella vita, avrei voluto comunicare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire la tua carriera, senti di aver trascurato qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>No, non ho rimpianti clamorosi. Certo, si fanno tanti errori. Prima di tutto, sento di aver trascurato me stesso, che forse è la cosa più importante. Contestualmente però, ho anche cercato di regalarmi delle soddisfazioni. Per me è stato molto importante svolgere un lavoro che rispecchiasse la mia passione, per cui ho cercato di mantenermi <span style="color: #000000">fedele a quella.</span></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio?</em> Non preparare nulla</p>
<p><em>Mare o montagna?</em> Montagna</p>
<p><em>Pensieri o parole? </em>Pensieri</p>
<p><em>“Volere è potere”, quanto sei d’accordo con questa frase? </em>Sono d’accordo solo a metà, perché è diventato sempre più difficile tenere fede al concetto.</p>
<p><em>Supereroe preferito: </em>Non sono legato ad un supereroe. Magari Zagor, Tex Miller, che leggevo quando ero piccolo</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente:</em> Non mi piacciono i proverbi</p>
<p><em>Film preferito: </em>I soliti ignoti</p>
<p><em>La collezione: </em>Colleziono libri</p>
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		<title>Simone Venturini E &#8220;Il Libro Segreto Di Gesù&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1271bn3-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" title="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" /></p>Simone Venturini è ricercatore presso l’Archivio Segreto Vaticano, dove si occupa anche di Relazioni esterne. Docente di scienze bibliche, presso l’Università della Santa Croce di Roma, ha scritto e pubblicato articoli di riviste specializzate in Studi biblici ed alcuni libri, tra i quali: I libri di Dio. La Bibbia, Mondadori; Il Vangelo del bambino interiore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1271bn3-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" title="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" /></p><p><strong>Simone Venturini </strong>è ricercatore presso l’Archivio Segreto Vaticano, dove si occupa anche di Relazioni esterne. Docente di scienze bibliche, presso l’Università della Santa Croce di Roma, ha scritto e pubblicato articoli di riviste specializzate in Studi biblici ed alcuni libri, tra i quali: <em>I libri di Dio. La Bibbia</em>, Mondadori; <em>Il Vangelo del bambino interiore</em>, Città Nuova, curando anche l’edizione italiana del libro di John Bowker, <em>Manuale della Bibbia</em>, Mondatori 2000. A settembre, è stata pubblicata la sua ultima opera &#8220;Il libro segreto di Gesù&#8221;.<img class="alignright size-full wp-image-6646" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1271bn3.jpg" alt="" width="414" height="517" /><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Simone Venturini?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sono originario di Fano (Pesaro), dove ho vissuto fino all’età di 24 anni, quando mi sono trasferito a Roma per iniziare gli studi, che mi hanno portato ad essere ciò che ho sempre desiderato essere nella vita: un <em>biblista</em>, ossia un esperto di lingue antiche, che cerca di capire il significato originale della Bibbia.</p>
<p>Sono sposato con Letizia ed ho un figlio, Raffaele. Siamo in attesa del secondo … mi sento comunque un <em>biblista</em> assai particolare, al di fuori degli schemi. Mi piace far capire come la <em>Bibbia</em> non sia un semplice libro di letteratura, ma parla di un mondo che è quello di Dio.</p>
<p>Mi piace leggere ed ascoltare qualsiasi cosa sia fonte d’ispirazione per i miei libri. Per esempio, tra i libri, sono un fan di <em>Harry Potter</em>, ma anche di <em>Twilight</em>. Amo ascoltare anche buona musica, ma non necessariamente classica, come per esempio i <em>Coldplay,</em> che adoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A settembre, è stato pubblicato il tuo ultimo libro “ Il libro segreto di Gesù”. Di cosa tratta?</strong></span></p>
<p>Si tratta di un’indagine, condotta con la perizia degli investigatori di CSI, alla ricerca di cosa sarebbe accaduto dentro il sepolcro di Gesù e di cosa potrebbe accadere anche a noi, subito dopo la morte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da quale esigenza è nato questo libro?</strong></span></p>
<p>Dal desiderio di arrivare alla gente e dar loro una visione complementare, rispetto a ciò che di solito si sente dire su Gesù e da parte dei soliti autori. Del resto, ritengo che il compito di teologi e biblisti sia quello di parlare alla gente, facendo capire in parole semplici, ciò che invece è frutto di lunghi anni di studio. Il mio libro vorrebbe così inaugurare – almeno per me – una lunga serie di libri scritti proprio con questo scopo e dicendo con chiarezza, la propria opinione su temi che interessano davvero tutti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>“La morte di Gesù non è la fine di tutto, ma l’inizio di un viaggio oltre i confini della morte” questo è un passo del tuo libro…ma cosa c’è oltre la morte?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Oltre la morte c’è una luce che possiamo sperimentare dentro di noi, mentre siamo ancora in vita. Oltre i confini della morte c’è poi l’amore … la sostanza luminosa che dovrebbe costituire ogni nostra azione, compiuta per il bene degli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei ricercatore presso l’Archivio Segreto Vaticano. E’ sicuramente un lavoro interessante che ti porta a contatto con il mondo che c’è oltre …</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Con il mondo che c’è oltre il presente, nel senso che si tratta di documenti che trattano del passato, quello più antico. Pensate solo che il testo più antico risale addirittura al IX secolo! Tuttavia, in un certo senso, l’Archivio Segreto Vaticano, poiché parla del passato, è anche il miglior posto per capire cosa potrebbe accadere anche in futuro. Il futuro, infatti, è in certo senso già presente nelle tendenze storiche che traggono origine dal passato.</p>
<p>Tuttavia il mio interesse è per il <em>mondo che sta oltre</em> ciò che possiamo vedere e toccare ogni giorno; per questo motivo, nel mio libro parlo anche delle cosiddette “esperienze di pre-morte”, che rappresentano davvero uno squarcio su ciò che sta <em>oltre</em>.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il tuo rapporto con la religione?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Amo definirmi un biblista cattolico perché sono profondamente convinto che l’appartenere alla chiesa cattolica sia un valore aggiunto per il biblista e non una sovrastruttura di cui liberarsi. Tuttavia, sono un cattolico che ha il coraggio di dire la propria opinione e a modo suo su argomenti scottanti, come quelli che affronto nel mio libro. Lavorando in Vaticano, sono tutti i giorni alle prese con la grande ricchezza spirituale e morale della Chiesa, ma anche con tutte le sue fragilità e scandali … da scrittore cattolico, mi sento impegnato in prima linea a far risaltare ciò che brilla, rispetto a ciò che invece è in ombra … ritengo inoltre che noi laici dobbiamo far sentire sempre di più la nostra voce, ciascuno nel suo campo, apportando un contributo positivo per far sì che la  Chiesa cattolica sia sempre più fedele all’insegnamento di Gesù.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E con la vita?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sono estremamente curioso e, perciò, sono interessato a tutti gli aspetti della vita, soprattutto però a quelli più semplici, laddove si nasconde il segreto della gioia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Simone Venturini padre:</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Auguro a mio figlio e a quello che presto nascerà, di poter vivere in un mondo più segnato dalla giustizia e dalla verità. Più che togliere, i figli mi danno l’energia necessaria per realizzare – se Dio vuole – i miei progetti di lavoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da ragazzo quali erano i tuoi sogni, le tue ambizioni?<img class="alignleft size-full wp-image-6647" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN1161b.jpg" alt="" width="551" height="414" /></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Di fare esattamente ciò che sto facendo adesso: scrivere libri sulla Bibbia ed abitare a Roma.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si svolge una tua giornata lavorativa?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Mi alzo molto presto la mattina per recarmi nel mio ufficio, in via della Conciliazione 7. Nel pomeriggio scrivo i miei libri e, ovviamente, faccio del mio meglio per essere un buon marito ed un padre decente. Mi piace trascorrere molto tempo insieme a mia moglie e a mio figlio, perché sono l’unico e grande tesoro della mia vita.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un sogno che ti piacerebbe prima o poi realizzare:</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Aprire una scuola biblica destinata alla gente, dove spiegare il senso originale delle parole della Bibbia, in relazione alla nostra vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere: </em>Amare attraverso ciò che si fa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Cosa dà la felicità: </em>Gustare fino in fondo le piccole cose di una giornata</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il tuo più bel ricordo: </em>Il giorno del mio matrimonio</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il tuo peggior ricordo: </em>Una malattia</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Profumo preferito: </em>Gelsomino</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Una sera a cena con…. </em>J. K. Rowling</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? </em>Mezzo pieno</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il viaggio che vorresti fare: </em>Tibet</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…. </em>Riconosco di aver fatto ciò che potevo fare</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-Dario-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" title="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" /></p>Dario Ballantini è un attore, pittore e trasformista. Oltre ad essere molto conosciuto dal grande pubblico per alcune sue interpretazioni di successo, all’interno del programma di “Striscia la notizia”, quali Valentino, Gianni Morandi, Margherita Hack e Vasco Rossi, è anche uno stimato pittore.  La sua passione per le arti figurative e per la pittura, l’hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-Dario-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" title="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" /></p><p style="text-align: center"><strong>Dario Ballantini </strong>è un attore, pittore e trasformista. Oltre ad essere molto conosciuto dal grande pubblico per alcune sue interpretazioni di successo, all’interno del programma di “Striscia la notizia”, quali Valentino, Gianni Morandi, Margherita Hack e Vasco Rossi, è anche uno stimato pittore.  La sua passione per le arti figurative e per la pittura, l’hanno portato a partecipare a diverse mostre in cui ha esposto i suoi dipinti di arte contemporanea. Attualmente è impegnato con la mostra “Identità Artefatte”  esposta alla Mazzoleni Art Gallery di Alzano Lombardo (Bg), dal 28 aprile al 28 maggio 2012.<img class="size-large wp-image-6610 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-Dario-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dario Ballantini e la pittura:</strong></span></p>
<p>Una misteriosa attrazione che dura da quando avevo 4 anni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dario Ballantini e la tv:</strong></span></p>
<p>Un contatto continuo, grazie ad un programma storico come Striscia la Notizia, con chi ancora si meraviglia delle mie trasformazioni e che non voglio deludere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come nasce la tua passione per la pittura?</strong></span></p>
<p>Mio padre ed i miei zii dipingevano; Livorno, con i natali dati a Modigliani e Fattori a fare da contorno; oltre alla passione per i fumetti. In seguito il Liceo Artistico con un insegnante, che era un pittore espressionista.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace esprimere attraverso i tuoi quadri?</strong></span></p>
<p>Attraverso la mia arte figurativa, mi piace esprimere “il tutto” che c’è nell’essere umano. Un “tutto” che attira e spaventa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che emozioni provi nel realizzare qualcosa di nuovo?</strong></span></p>
<p>Cerco di meravigliarmi, perché solo così credo che si possa meravigliare gli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci parli della mostra che stai presentando?<img class="alignright size-large wp-image-6611" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Dure-verit+á-carta-48x32-2011-691x1024.jpg" alt="" width="415" height="614" /></strong></span></p>
<p>La mostra “Identità Artefatte” è esposta alla Mazzoleni Art Gallery di Alzano Lombardo (Bg), dal 28 aprile al 28 maggio 2012.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Oltre ad essere un pittore sei anche un grande trasformista. Quanto lavoro c’è dietro le tue trasformazioni?</strong></span></p>
<p>Il vero lavoro è quello con la truccatrice e l’autore, il resto è puro istinto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di optare per una forma d’arte, quale sceglieresti?</strong></span></p>
<p>La regia cinematografica ed i testi di canzoni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è a tuo parere, il personaggio che più ti somiglia?</strong></span></p>
<p>Gino Paoli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A molti artisti capita di affezionarsi alle loro opere e quindi decidono di non separarsene. A te è mai capitato?</strong></span></p>
<p>Sì, ma mi fa molto piacere che qualcuno le voglia per sé. Di fatto non spariscono.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire le tue passioni, hai rinunciato a qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>Di sicuro, ho rinunciato a seguire giornalmente i miei figli, ma forse per loro è anche un bene. Per ora, ho rinunciato al teatro e anche a certi impegni culturali paralleli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai mai attraversato dei momenti difficili? Quanto ti ha aiutato il Ballantini pittore e quanto il Ballantini trasformista?</strong></span></p>
<p>Ho attraversato molti momenti difficili in cui, entrambi i campi, mi hanno aiutato. La pittura, specialmente dal 2001, è riuscita ad aprirmi un nuovo mondo. Mi ha tolto dal senso unico in cui ero finito facendo solo Valentino in Tv,  così non solo ho aperto un nuovo ciclo di mostre, ma in più ho decuplicato i miei personaggi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di ringraziare qualcuno per quello che sei diventato, chi ringrazieresti?</strong></span></p>
<p>Mio nonno, mio padre, Massimo Licinio il mio agente e naturalmente Antonio Ricci.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che voto ti daresti come pittore? E come attore?</strong></span></p>
<p>Come pittore 8 e mezzo, come attore 7, come trasformista 10.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da bambino dicevi “da grande farò….”</strong></span></p>
<p>Il pittore e l’attore, già da quando avevo 4 anni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Citazione preferita: </em>Ce ne sono tante, per ora scelgo: “Cambiar faccia 100 volte per far finta di essere un bambino” (Lucio Dalla)</p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia:</em> Tutto, soprattutto i cantautori italiani e Lucio Dalla</p>
<p><em>Davanti allo specchio ti guardi e…</em>. Faccio le smorfie e controllo i cambiamenti del viso</p>
<p><em>Il Comandamento più importante: </em>Ama il prossimo tuo come te stesso</p>
<p><em>Un peccato capitale: </em>L’odio.</p>
<p><em>Il viaggio che sogni di fare: </em>Dentro un bosco da solo, per incontrare un lupo</p>
<p><em>Come ti vedi tra 20 anni? </em>Spero di far ridere di più e magari di avere ruoli interessanti nel cinema e grandi collaborazioni, come è stato con le scenografie di Fossati</p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…</em> Quando ridono tutti i miei 3 figli..</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> L’educazione ed il sesto senso</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>La contorsione ed i continui auto interrogatori, nonché lo scetticismo<img class="size-full wp-image-6612 alignleft" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/valentino.jpg" alt="" width="384" height="576" /></p>
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		<title>Salvatore Spoto, Giornalista E Scrittore Italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="276" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Foto-del-27-02-12-alle-18.47-2-276x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" title="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" /></p>Salvatore Spoto è un giornalista e scrittore italiano. Ha lavorato per molti anni a Il Messaggero occupandosi di cronaca, cultura e turismo. Ha collaborato anche con il Resto del Carlino, Repubblica, Espresso e Panorama. È titolare di corsi di scrittura e laboratori di Giornalismo e Comunicazione. E’ autore di numerosi libri di ricostruzione storica, presentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="276" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Foto-del-27-02-12-alle-18.47-2-276x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" title="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" /></p><p><strong>Salvatore Spoto</strong> è un giornalista e scrittore italiano. Ha lavorato per molti anni a Il Messaggero occupandosi di cronaca, cultura e turismo. Ha collaborato anche con il Resto del Carlino, Repubblica, Espresso e Panorama. È titolare di corsi di scrittura e laboratori di Giornalismo e Comunicazione. E’ autore di numerosi libri di ricostruzione storica, presentati nelle maggiori rassegne editoriali, in Italia ed all’estero. Vanta prestigiosi riconoscimenti. Tra le sue opere sulla Sicilia, vanno menzionati “Sicilia antica”, “Sicilia normanna”,“Sicilia templare” e “I Gattopardi”, editi da Newton &amp; Compton, presenti anche nei cataloghi di librerie e di grandi università italiane ed estere.<img class="alignright size-full wp-image-6594" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Foto-del-27-02-12-alle-18.47-2.jpg" alt="" width="431" height="467" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Salvatore Spoto si racconta&#8230;.</strong></span></p>
<p>Posso dire di essere nato con la “penna in mano”. Avevo, infatti, meno di 10 anni quando cominciai a mandare miei scritti (barzellette e freddure) al “Corriere dei piccoli”. Me ne pubblicavano, pagandomi. Autofinanziavo l’acquisto di giocattoli e penne, queste ultime mi facevano gioire.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ama definirsi?</strong></span></p>
<p>“Dattilografo pensante”, è una frase nata per caso, svolgendo la professione di giornalista. Ricordo i turni di notte nella cronaca del primo giornale di Roma. Accadeva sempre qualcosa, soprattutto episodi luttuosi, proprio quando si stava per “chiudere” il giornale in tipografia. E allora era necessario “coprire” la notizia per evitare quello che viene definito “buco” in gergo. Bisognava scrivere, battendo rapidamente sui tasti, inseguiti dallo sguardo nervoso del “caporedattore di notte”, provando a capire e poi descrivere come poteva essere accaduto quell’episodio, buttando nel calderone delle parole buone manciate di “pare”, “sembra” e molto condizionali.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa significa per lei scrivere?</strong></span></p>
<p>Vivere, sognare, lavorare, guadagnare, per me scrivere è tutto, anche guarire. Impegnarmi in un libro è inizialmente un rito fatto di concentrazione, lunghe meditazioni nel corso della stesura della “scaletta” (quella che nel gergo teatrale viene chiamata “canovaccio”. E poi l’”attacco”, come lo chiamo, l’”incipit” come, invece, altri lo definiscono, che dev&#8217;essere forte, deciso, capace di catalizzare l’attenzione del lettore fin dalle prime parole. Questo lavoro per me significa anche benessere. A prescindere dalla sorte del libro, scrivere mi fa bene. Aiuta, infatti, a estraniarsi dal mondo e, quindi, di liberarsi da lacci e laccioli mentali procurati dallo stress quotidiano. La nascita del mio primo libro è legata a uno di quei periodi scuri che capitano ai giornalisti che non gradiscono “padroni”. Capitò un periodo che vide la mia penna inerte. Mi davano lo stipendio ma non passavano lavoro. Ero in punizione. Così decisi di scrivere un libro. Nacque la “Storia delle carte da gioco”, non sapevo e non so giocare, ma i Tarocchi finirono per rivelarmi la loro origine. E scaccia lo stress.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa si sta dedicando attualmente?</strong></span></p>
<p>Testi di narrativa, puntando a scoprire personaggi ed eventi sorprendenti. Penso anche al teatro. Sto lavorando a casi e personaggi, soprattutto antichi, che sembrano anticipare la società moderna. Credo che il lettore abbia bisogno di punti di riferimento nella storia per orientarsi nella società moderna.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto più bello del suo lavoro?</strong></span></p>
<p>La creatività, le emozioni che procura, il sorriso di sincera gratitudine dei lettori. Mi piace incontrare i giovani, seguirli, dedicare loro il mio tempo disponibile. Sotto l’aspetto personale, la mia vita di scrittore mi tiene molto vicino a Liliana, mia moglie. E’ la mia principale collaboratrice: la prima a leggere la “scaletta” e a correggere la bozza iniziale del libro. Abbiamo firmato insieme un libro dedicato all’antico porto imperiale di Roma che ha arricchito con le sue splendide fotografie.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è la noia per uno scrittore?</strong></span></p>
<p>La rilettura dei testi, il cosiddetto “editing”, vale a dire l’individuazione dei refusi. È anche uno stato che rischia di farmi riscrivere il libro. Debbo controllare la forte carica di autocritica, incanalandola sui giusti binari. Credetemi, è noioso mettersi in discussione per poi concludere sull’inutilità di farlo senza motivazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come immagina i suoi lettori?</strong></span></p>
<p>Attenti, giustamente esigenti. Faccio di tutto per dare notizie e sorprenderli. Anche perchè un libro ha un costo. È giusto ripagare chi ha scelto di spendere soldi per una lettura che ritiene valida.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E lei, che tipo di lettore è?<img class="alignleft size-full wp-image-6595" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IIo-e-Liliana-029x.jpg" alt="" width="454" height="340" /></strong></span></p>
<p>Sono un lettore molto attento non solo allo svolgimento della trama ma anche alla costruzione grammaticale del testo. Critico al massimo, come lo sono i giornalisti. Non dimentico, infatti, di essere nato nella culla giornalismo e, tra le mie specializzazioni, c’è la critica letteraria.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ha dedicato molti dei suoi libri alla storia romana e più in generale a quella dell’Italia. Ma cos’è per lei la storia?</strong></span></p>
<p>Un viaggio nel passato per cercare i germogli della moderna civiltà con i propri pregi e difetti. La storia, non solo quella che viene insegnata a scuola, è una materia fondamentale per la crescita sociale. Bisognerebbe scavare nei periodi storici e tra i personaggi per conoscerli come modelli del futuro da proiettarli nel presente. Il principio enunciato da Giambattista Vico sui “corsi e ricorsi storici” è profondamente vero.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcosa che non ha fatto e che invece avrebbe voluto fare in questi anni di carriera?</strong></span></p>
<p>Creare un nuovo giornale per dare lavoro a tanti giovani. Purtroppo non si vive di utopie, aprire ai giovani le porte di una redazione significa assicurare loro un giusto compenso. Io non avrei potuto farlo. Non sono un organizzatore e non so chiedere soldi a nessuno. Meglio, dunque, non creare illusioni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cos&#8217;è nata la sua passione per il giornalismo?</strong></span></p>
<p>Dalla passione per lettura, da ragazzo ho iniziato a divorare libri, e l’amore per la scrittura che è il mio miglior modo per esprimermi. Da giovane, quand&#8217;ero colpito da una donna, non stavo a biascicare melasse parole, ma le scrivevo. A Liliana, allora fidanzata, ho scritto una lettera al giorno per la durata del fidanzamento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nella sua carriera, ci sono state alcune occasioni in cui le è costato dire la verità?</strong></span></p>
<p>Tante, alcune mi sono costate care e ho subito violenza, ma ho fatto il mio dovere. Per essere sincero mi è capitato di essere umiliato, ma ne sono sempre uscito a testa alta.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nel corso della sua carriera, ha incontrato delle difficoltà? In che modo e grazie a chi le ha superate?</strong></span></p>
<p>Forza di volontà e attaccamento alla mia professione. Soprattutto sono stato caparbio. Da giovane, ancora collaboratore esterno, mi guadagnai l’assunzione come premio per avere portato notizie che nessun giornale era riuscito a conoscere. Bisogna sempre ricordare il principio “volere è potere”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Si ricorda uno dei suoi articoli che ha generato più reazioni?</strong></span></p>
<p>In un trentennio e oltre, non sono mancate reazioni. Ricordo, per esempio, l’inchiesta sui “canoni neri” nelle spiagge, ma è uno di una lunghissima lista, che comprende anche aggressioni nei miei confronti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Lei in 3 pregi e in 3 difetti: </strong></span><strong> </strong></p>
<p>Pregi: romantico, creativo, deciso. Difetti: pigro, disordinato, svagato</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è nel privato Salvatore Spoto? Cosa le fa più paura?</strong></span></p>
<p>Voglia di uscire, amante e giocherellone con i gatti di casa, aspirante cuoco costretto a recedere causa bruciature da olio o acqua calda, timoroso della proteste di moglie e amici per pasta scotta o insipida. La paura? Perdere un testo, scritto con passione e impegno, salvato su una “penna” da portare a un editore, ma che non riesco a trovare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E cosa la rende felice?</strong></span></p>
<p>I Premi letterari, quando mi vengono conferiti come riconoscimento del mio lavoro, indubbiamente sono motivo di grande felicità. Tra i tanti, dal “Premio Telamone” al “Premio letterario delle Regioni d’Italia” ed altri, recentemente mi è stato consegnato il “Premio Antica Ostia”, su segnalazione degli amici dell’Associazione culturale “Clemente Riva” che si batte per la cultura organizzando una “Fiera del libro” destinando i fondi in beneficenza. Aiutare la gente a vincere le ingiustizie. L’aver scelto di fare il cronista “da marciapiede”, restando il meno possibile in redazione, ha reso la mia professione molto sacrificata e rischiosa, ma mi ha appagato professionalmente e umanamente perchè mi ha permesso di conoscere bassezze e grandezze dell’umanità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un consiglio a chi vorrebbe seguire le sue orme:</strong></span></p>
<p>Chi sogna di fare il giornalista o lo scrittore sappia che si troverà solo davanti a strade in salita ripida e aspra. Non pensate che siano utili le raccomandazioni: sono professioni dove si vince per capacità. Vale chi scrive cose che piacciono ai lettori di giornali o libri. Se una “penna” non piace, non avrà futuro. Questo significa che occorre seria e dura preparazione. Occorre confrontarsi con gli altri, capire dove e perchè si è inferiori. Mai essere invidiosi ma cercare di “studiare” stile e tecnica di chi è considerato bravo. Uno che vale, prima o dopo, troverà la strada.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Se potesse essere un libro o un personaggio di un libro, chi sarebbe?</em> “Il milione” di Marco Polo</p>
<p><em>Il libro sul comodino: </em>Il comodino è un&#8217;appendice della biblioteca che conta migliaia di libri. Ci sono testi digiovani aspiranti scrittori che mi chiedono consigli sui loro testi, ma anche libri di avventura, viaggi, psicologia&#8230;ma il mio “amico” della notte è il poeta romano Catullo.</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>Una rosa nel cuore, il pugnale tra i denti ( come dire: sentimento, solidarietà ma anche decisione, costi quel che costi, per raggiungere un obiettivo)</p>
<p><em>Scrittore preferito: </em>Tanti, non vorrei fare torti a nessuno….ne cito un paio: Italo Calvino e Ercole Patti</p>
<p><em>La frase di un tuo libro che preferisce…</em> Non voglio ricordare qui tutte le pagine di Seneca….è il saggio per eccellenza!</p>
<p><em>Cosa le fa più paura? </em>Il timore di non riuscire a offrire ai lettori un libro capace di soddisfarli appieno</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla sua scrivania: </em>Una candela profumata o un incenso che brucia, mi conciliano i pensieri quando scrivo</p>
<p><em>Ciò che non farebbe mai: </em>Ingannare una persona, soprattutto se ripone fiducia in me.</p>
<p><em>Passatempo preferito: </em>Raccontare la natura e l’umanità con la fotografia</p>
<p><em>Il viaggio che vorrebbe fare:</em> Il giro del globo terraqueo in nave per incontrare il mondo e raccontarlo</p>
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		<title>Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999399-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" title="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" /></p>Alessandro Baronciani, illustratore e grafico pubblicitario, ha iniziato diversi anni fa, disegnando storie a fumetti che spediva in tutta Italia per abbonamento. L&#8217;anno scorso ha scritto e disegnato il suo primo romanzo per ragazzi, intitolato Mi ricci! Edito da Rizzoli. Si tratta di una storia a tre, in cui vengono raccontati tutti gli errori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999399-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" title="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" /></p><p><strong>Alessandro Baronciani,</strong> illustratore e grafico pubblicitario, ha iniziato diversi anni fa, disegnando storie a fumetti che spediva in tutta Italia per abbonamento. L&#8217;anno scorso ha scritto e disegnato il suo primo romanzo per ragazzi, intitolato Mi ricci! Edito da Rizzoli. Si tratta di una storia a tre, in cui vengono raccontati tutti gli errori del T9, il famoso dizionario che velocizza la scrittura con la tastiera del cellulare a 9 tasti.  Attualmente sta lavorando ad una storia a fumetti per la Feltrinelli e sta piantando degli oleandri.<img class="alignright size-full wp-image-6590" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999399.jpeg" alt="" width="427" height="640" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Alessandro Baronciani?</strong></span></p>
<p>Questa è una domanda un po’ complicata. Ti rispondo con una frase di Paolo Rumiz , per cui ho illustrato il suo primo libro per ragazzi. Diceva che non sappiamo chi siamo, fino a quando non parliamo con gli altri. Solo così possiamo capire chi siamo. Ognuno di noi può scoprire se stesso e può farlo solo confrontandosi con gli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stata l’esigenza che ti ha avvicinato al disegno?</strong></span></p>
<p>Il disegno è stata sempre la mia più grande passione. Alle elementari, la mia maestra mi consigliò di frequentare la scuola del libro di Urbino. Si tratta di una scuola molto importante per il disegno e il cinema d&#8217;animazione, da cui escono tanti illustratori. Finite le medie mi ricordai della frase della mia maestra e decisi di andare ad Urbino per frequentare le scuole superiori, nonostante la distanza, gli orari e tutto il resto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di rapporto hai con il disegno?</strong></span></p>
<p>Da che io mi ricordi, ho sempre disegnato. Ho cominciato da piccolino. Imitavo mio fratello mentre faceva i compiti. Mia madre mi ha raccontato che ancora non camminavo e già desideravo disegnare! Mi dicevano tutti che ero bravo, così ero sempre motivato a farlo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci descrivi il tuo percorso professionale in tre tappe principali:</strong></span></p>
<p>La prima tappa è stato l’Istituto d’Arte, ora liceo, di Urbino, poi ho proseguito facendo il corso di perfezionamento, sempre all&#8217;Istituto d&#8217;Arte, infine sono andato a Milano. Ho fatto uno stage in un’agenzia pubblicitaria, quando ancora gli stage erano un vero e proprio apprendistato. Durò un mese e poi iniziai a lavorare come visualizer, disegnavo gli story-board per gli spot pubblicitari. Successivamente sono diventato art junior, poi art director e poi sono scoppiato. Lavorare all&#8217;interno di un’agenzia era davvero pesante. Ho sempre girato col mio portfolio e quando decisi di farlo full time, andai ad aprire una partita iva. Ho lavorato tanto per la scolastica, cioè i libri di testo degli studenti, per iniziare sono il vero pane quotidiano dell’illustratore e parallelamente, producevo storie a fumetti che poi spedivo per abbonamento, in tutta Italia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Lavori ad alcuni libri per ragazzi. Ci parli di quest’esperienza?</strong></span></p>
<p>Ho sempre disegnato libri per ragazzi. Sto lavorando con Feltrinelli per una collana di saggistica/romanzo per ragazzi. Il primo titolo riguarda la caduta del muro di Berlino. Ho anche illustrato i libri di Mauro Corona e Skarmeta. L&#8217;anno scorso ho realizzato il mio primo romanzo per ragazzi, scritto e disegnato. Si intitola Mi ricci! Ed è uscito per Rizzoli. Si tratta di una storia a tre, in cui vengono raccontati tutti gli errori del T9, il famoso dizionario che velocizza la scrittura con la tastiera del cellulare a 9 tasti. Pubblicare questo libro è stato un piccolo grande traguardo personale; dato che di solito avevo il tre fisso sul tema di italiano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La fantasia è una prerogativa importante ed essenziale per un fumettista. Ma quanto aiuta averla nella quotidianità?</strong></span></p>
<p>Per me la fantasia coincide con la creatività. Forse oggi abbiamo bisogno più della creatività che della fantasia. Quando sento parlare di fantasia, arrivano sempre gli orchi, gli elfi, i draghi e le fatine. La creatività, invece, ti salva dalla quotidianità. È quella che ti aiuta a capire che, con una cassettiera dell’Ikea e due viti in più, puoi farci venire fuori un tavolino per bambini. Pensa a Munari che parlava di riutilizzo quando ancora non esisteva il concetto di riciclo. Una filosofia che viene direttamente dai nostri genitori, i quali prima di buttare qualcosa, la riciclavano 3/4 volte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Adesso sto lavorando ad una storia a fumetti che spero uscirà per Lucca. Poi sto piantando a terra degli oleandri. Prima abitavo in un attico, al terzo piano senza ascensore, ora ho traslocato al piano terra e ho un giardino. Nel vaso non riuscivano più a vivere bene e con la neve, stavano quasi per bruciarsi le radici.<span style="color: #800000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è la persona che stimi maggiormente? E quella di cui temi più il giudizio?</strong></span></p>
<p>Non so…Perché dovrei temere un giudizio? Anche tra fumettisti c&#8217;è una sana competizione, tipo Sasuke e Naruto. Se ci critichiamo è solo per spingere un po’ più in là i nostri limiti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il successo ti ha cambiato? E in che modo ha cambiato il tuo rapporto con genitori ed amici?</strong></span></p>
<p>Il successo? Oh, non so se esiste il successo. Nella mia professione devi sempre produrre cose nuove, nessuno ti segue per principio. Riguardo ai miei genitori, mia mamma non ha mai ben capito cosa stia facendo, però penso sia contenta di quello che faccio. Invece quando lasciai l’agenzia pubblicitaria per mettermi in proprio, mia nonna mi chiese “Ma nella fabbrica dove lavoravi, non ti trovavi bene?”…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcosa ti autobiografico nei tuoi fumetti?<img class="alignleft size-full wp-image-6591" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999364.jpeg" alt="" width="426" height="640" /></strong></span></p>
<p>C’è sempre qualcosa di autobiografico, come le città, i luoghi, anche perché non riesco a disegnare cose che non ho mai visto. Oltre a disegnare cose che avrei voluto accadessero nella realtà. Non so se ti è mai capitato di voler dire qualcosa a qualcuno, magari al tuo ragazzo quando vi siete lasciati, cose che alla fine ti sono venute in mente soltanto quando sei tornato a casa. Ecco, in quell’istante finisce l’autobiografia e inizia la storia. Quando dici quelle due frasi che avresti voluto dirgli e non ci sei mai riuscita. Nella sceneggiatura, nei fumetti, c’è sempre questa seconda possibilità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è stato qualcuno che ti ha aiutato nel tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>I miei insegnanti di scuola. Ho incontrato tanti insegnanti che potrebbero essere definiti dei &#8220;maestri&#8221;. Un’altra persona che esattamente non è stato un vero insegnante, è colui che mi ha chiamato a fare lo stage in agenzia pubblicitaria. È Michele Tranquillini, un illustratore che lavora ancora oggi per il Corriere della Sera.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa fai nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Disegno. Il mio tempo libero lo trascorro disegnando, a meno che non stia piantando una siepe di oleandri. Perché i disegni fatti nel tempo libero, sono diversi rispetto a quelli che fai quando stai lavorando.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Durante la tua carriera, c’è stato un momento in cui hai desiderato mollare tutto e andare via?</strong></span></p>
<p>No, però è stato difficile il periodo in cui lavoravo come art director in agenzia pubblicitaria.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La svolta della tua vita?</strong></span></p>
<p>Ogni volta che mi taglio i capelli per me è una svolta. Decidere così improvvisamente di cambiare così tanto, per me è una svolta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa c’è sotto il tuo letto: </em>Polvere.</p>
<p><em>Profumo di un viaggio: </em>Olio di argan.</p>
<p><em>Capo d’abbigliamento preferito:</em> Maglione di lana nera.</p>
<p><em>Ieri, oggi o domani:</em> Venerdì, sabato e domenica.</p>
<p><em>Il più bel gesto che si possa ricevere:</em> Un bacio.</p>
<p><em>Se fossi un peccato capitale saresti: </em>Lussuria.</p>
<p><em>L’oggetto che non butterai mai: </em>L’alzata.</p>
<p><strong>Foto di Gabriele Nastro</strong></p>
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		<title>Howard Carter</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="177" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/image-300x177.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Howard Carter" title="Howard Carter" /></p>Howard Carter (Swaffham, 9 maggio 1874 – Londra, 2 marzo 1939) , Archeologo ed egittologo britannico, scopritore della tomba di Tutankhamon. Howard Carter nasce in una famiglia dalle poche risorse economiche. Suo padre, Samuel John Carter, lavorava dipingendo ritratti di famiglia per l&#8217;Illustrated London News in qualità di pittore ed illustratore dal grande talento. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="177" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/image-300x177.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Howard Carter" title="Howard Carter" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6584" title="Howard Carter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/image.jpeg" alt="Howard Carter" width="456" height="270" /></p>
<p>Howard Carter (Swaffham, 9 maggio 1874 – Londra, 2 marzo 1939) , Archeologo ed egittologo britannico, scopritore della tomba di Tutankhamon.</p>
<p>Howard Carter nasce in una famiglia dalle poche risorse economiche. Suo padre, Samuel John Carter, lavorava dipingendo ritratti di famiglia per l&#8217;Illustrated London News in qualità di pittore ed illustratore dal grande talento.</p>
<p>In questo ambiente, Howard Carter, imparò a sua volta a disegnare facilmente ad acquerello senza però mostrare un particolare talento.</p>
<p>Grazie al padre Howard Carter ebbe la possibilità di conoscere uno dei più grandi collezionisti di antichità egizie dell&#8217;Inghilterra, il barone William Amhurst Tyssen-Amherst, che abitava in un paese vicino a quello del futuro archeologo; fu qui che iniziò ad amare la civiltà egizia. Da questo avvenimento si schiusero le porte al futuro di Howard Carter, il barone presentò il giovane all&#8217;egittologo Percy E. Newberry che lo prese in simpatia.</p>
<p>Newberry consigliò Howard Carter come disegnatore per una spedizione in Egitto finanziata dal British Museum allo scopo di riprodurre ad acquerello le pitture tombali ed altri reperti archeologici.</p>
<p>Biografia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Carter" target="_blank">Howard Carter</a></p>
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		<title>Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#8217;Arte E Spettacolo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 13:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1597-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" title="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" /></p>Andrea Dianetti, giovane attore da sempre appassionato d&#8217;arte e spettacolo, inizia i suoi studi con De Pascalis (Accademia Gigi Proietti). Nel 2005 con il programma mediaset &#8220;Amici&#8221;, approda in tv, per poi continuare con varie trasmissioni televisive e Fiction tv, quali &#8220;Camera Cafè&#8221;, &#8220;I Cesaroni&#8221;, &#8220;La Ladra&#8221;, &#8220;Un medico in famiglia&#8221;, &#8220;I delitti del cuoco&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1597-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" title="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" /></p><p><strong>Andrea Dianetti</strong>, giovane attore da sempre appassionato d&#8217;arte e spettacolo, inizia i suoi studi con De Pascalis (Accademia Gigi Proietti). Nel 2005 con il programma mediaset &#8220;Amici&#8221;, approda in tv, per poi continuare con varie trasmissioni televisive e Fiction tv, quali &#8220;Camera Cafè&#8221;, &#8220;I Cesaroni&#8221;, &#8220;La Ladra&#8221;, &#8220;Un medico in famiglia&#8221;, &#8220;I delitti del cuoco&#8221; e altre ancora, fino ad un ruolo di presentatore nella trasmissione &#8220;Staraoke&#8221;, in onda su Cartoon Network e Boing. Debutta in teatro con numerosi Musical, quali &#8220;A un passo dal sogno&#8221;, &#8220;Lungomare&#8221;, &#8220;Svegliati e Sogna&#8221;, per la regia Marco Mattolini e spettacoli teatrali, spesso scritti da lui stesso. Approda anche nel cinema con i film &#8220;Un attimo sospesi&#8221; di Peter Marcias, e &#8220;Tempo di Reazione&#8221; di Antonio Micciulli. Si è dedicato anche al doppiaggio, studiando con Roberto Chevalier e con personaggi del calibro di Massimiliano Bruno e Giorgio Albertazzi. Quest&#8217;anno ha finito di scrivere e sta portando in scena &#8220;Nemmeno un uragano&#8221;, spettacolo che lo vede Protagonista ed autore insieme ad Antonio Nobili.<img class="alignright size-large wp-image-6579" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1597-680x1024.jpg" alt="" width="476" height="717" /><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Andrea Dianetti?</strong></span></p>
<p>Un giovane ragazzo che spera, nella vita, di vivere del suo mestiere. Insomma, uno come tanti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono state le tappe più importanti della tua vita?</strong></span></p>
<p>Sinceramente è difficile scegliere dei punti chiave della propria vita/carriera, soprattutto alla mia età. Me la rifate tra 20 anni questa domanda?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Televisione o Teatro? E perché?</strong></span></p>
<p>Entrambi, non per fare il politically correct, ma semplicemente perché entrambi danno un qualcosa di diverso a chi lo fa. Sono emozioni completamente differenti. La televisione è fantasiosa, curiosa e completamente in continua “diffusione”. Il teatro è intimo, personale, mistico e ha quel contatto con il pubblico che non trovi da nessun’altra parte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>A più cose, vengo fuori da un anno particolarmente fortunato. Quattro spettacoli teatrali, tra cui uno con il grande Giorgio Albertazzi e Massimiliano Bruno. Una commedia musicale “BollyRome” e una scritta da me: “Nemmeno un Uragano”. Ho appena terminato un mediometraggio sul sociale, come coprotagonista con un cast d’eccezione quale Ricky Tognazzi e Francesco Pannofino.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 10 anni?</strong></span></p>
<p>Alto biondo con gli occhi azzurri. Mi vedo spero in uno show tutto mio&#8230; una sorta di “ilpiugrandespettacolodopoilweekend”. Fiorello? un mito sì..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ha sempre creduto nelle tue capacità?</strong></span><strong> </strong></p>
<p>La mia famiglia, sempre&#8230; costantemente, anche quando perdevo le speranze.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano le tue passioni da bambino?</strong></span></p>
<p>Ne ho avute poche devo dire, perché qualcosa mi riportava sempre alle recite, agli spettacoli, alla tv. Ricordo però che volevo essere un supereroe. E’ un desiderio che coltivo ancora…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’episodio più imbarazzante che ti è capitato durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>Questa è una bella domanda. Probabilmente quando ho voluto far alzare durante uno spettacolo una persona, che EVIDENTEMENTE non poteva. Purtroppo solo io non me ne resi conto&#8230; che figuraccia.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come vivi la notorietà?</strong></span></p>
<p>Dopo il Talent, è stato davvero travolgente l’essere riconosciuto e anche seguito a volte. Penso che la notorietà sia come il colesterolo&#8230;va tenuta sotto controllo! SEMPRE!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale pensi sia il tuo talento?</strong></span></p>
<p>Far credere di averne uno. (scherzo..) Dico cavolate e la gente ci crede&#8230;simpatica come cosa no?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i ruoli che preferisci interpretare? E quali, al contrario, preferiresti lasciare agli altri?</strong></span></p>
<p>Penso sia ancora presto per aver ben chiaro un ruolo a me ostile o viceversa. Sicuramente, quelli comici mi riescono più facili da interpretare. Ma alcuni amici e anche tuoi colleghi, sostengono che son sprecato in quei ruoli….Mah!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale film ti piacerebbe interpretare?</strong></span></p>
<p>Una commedia, ma di quelle che fanno anche riflettere. Quella “dolce nostalgia” per capirci.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai lavorato con grandi attori del panorama televisivo italiano. Quale tra questi ti ha colpito maggiormente? E chi, invece, ti ha un po’ deluso?</strong></span></p>
<p>Deluso&#8230;non te lo dirò mai e già lo sai.<br />
Colpito particolarmente da Albertazzi, per la sua immensa sapienza e capacità di muoversi in qualsiasi ruolo e da Massimo Lopez e Massimiliano Bruno per la loro umanità. Due persone stupende a mio parere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando hai bisogno di una guida, a chi ti rivolgi?<img class="alignleft size-large wp-image-6580" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1839-681x1024.jpg" alt="" width="409" height="614" /></strong></span></p>
<p>A qualcuno che c’è sempre&#8230; Da lassù. E non è il boss.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Presente, passato o futuro:</em> Animatore turistico – Attore &#8211;Salma?</p>
<p><em>Il giorno più bello della tua vita: </em>La nascita di mia sorella</p>
<p><em>Cosa non sopporti nella gente:</em> L’incoerenza</p>
<p><em>Una triste verità o una bella bugia?</em> Bella bugia</p>
<p><em>La persona che stimi di più: </em>Mia madre</p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia?</em> Baglioni</p>
<p><em>L’ultimo regalo ricevuto:</em> Un bellissimo portafoglio</p>
<p><em>Citazione preferita:</em> “La bellezza è l’armonia delle imperfezioni”</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> La solitudine</p>
<p><em>Libro sul comodino:</em><strong> </strong>L’ombra del vento</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="214" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/cappi-official-per-libri-214x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" title="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" /></p>Andrea Carlo Cappi, scrittore e traduttore, è una delle figure più attive nel campo della letteratura di genere, in Italia: giallo, avventura, spionaggio e fantastico.  E’ anche un autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi; consulente editoriale, curatore di collane, direttore editoriale, traduttore da inglese e spagnolo, organizzatore di eventi, fotografo e illustratore. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="214" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/cappi-official-per-libri-214x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" title="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" /></p><p><strong>Andrea Carlo Cappi, </strong>scrittore e traduttore, è una delle figure più attive nel campo della letteratura di genere, in Italia: giallo, avventura, spionaggio e fantastico.  E’ anche un autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi; consulente editoriale, curatore di collane, direttore editoriale, traduttore da inglese e spagnolo, organizzatore di eventi, fotografo e illustratore. Da anni si occupa di questioni spionistiche nella realtà e nella narrativa: ha pubblicato sei romanzi di spionaggio, ha collaborato alla sceneggiatura del serial di Radio Rai Mata Hari, ha scritto per la rivista &#8220;Delitti &amp; Misteri&#8221;. E&#8217; noto anche per i suoi romanzi originali su celebri eroi del fumetto italiano (Martin Mystère, Diabolik &amp; Eva Kant) e per i suoi saggi su James Bond. Nel 2000, ha fondato il mystery magazine “M-Rivista del Mistero”, di cui è direttore editoriale.<img class="alignright size-large wp-image-6576" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/cappi-official-per-libri-730x1024.jpg" alt="" width="584" height="819" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Andrea, come nascono le tue storie?</strong></span></p>
<p>Da molti stimoli diversi. A volte arriva l&#8217;idea per un titolo e vado a scoprire qual è la storia che vi si nasconde dietro. Altre volte c&#8217;è una situazione che si porta dietro una vicenda dai contorni ancora indefiniti. Altre volte ancora, parto da un fatto reale, come la morte di Lady Diana: in quel caso, da studioso di intrighi, ho avuto subito dubbi sulla versione ufficiale e ho scritto il romanzo <em>Ladykill/Morte accidentale di una lady</em>, per raccontare un&#8217;altra spiegazione possibile. Oppure, semplicemente, i miei personaggi continuano a vivere anche quando non mi occupo di loro e dopo un po&#8217; reclamano la mia attenzione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei sempre stato attratto dalla letteratura noir?</strong></span></p>
<p>Come lettore «giallo» sono partito da Diabolik e dal thriller spionistico-avventuroso, passando poi attraverso Agatha Christie, ma anche Richard Stark, risalendo a Edgar Allan Poe, per poi arrivare alla stagione di Hammett e Chandler e tornare alle spie con Fleming e Le Carré, passando in parallelo attraverso Scerbanenco e approdando al noir spagnolo e latino-americano, che sono stati l&#8217;ultimo contributo formativo a quello che scrivo. L&#8217;attrazione verso un certo tipo di letteratura c&#8217;è sempre stata, ma con tantissime sfumature.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a spaziare dal noir alla fantascienza, dall’horror al fantasy, fino ad arrivare alle storie umoristiche?</strong></span></p>
<p>Mi viene naturale, fin da quando ho cominciato a scrivere. Dipende dall&#8217;ispirazione e dall&#8217;umore&#8230; o anche semplicemente dal fatto che ogni tanto, sono invitato a partecipare a una certa antologia, per cui occorre un racconto di un tipo piuttosto che un altro, compresa la commistione tra generi. Da qualche tempo, con uno o due racconti all&#8217;anno, sto portando avanti la saga di fantascienza di Padre Stanislawsky, che può sfiorare il giallo e sconfinare nell&#8217;horror; l&#8217;avevo in mente dagli anni Ottanta, ma si è concretizzata solo ultimamente, soprattutto grazie alle antologie di fantascienza di Bietti. Le storie del Cacciatore di Libri, cominciate nel 1993, passano di volta in volta da un genere all&#8217;altro, dal giallo al fantastico, sempre con un pizzico di ironia. I racconti umoristici nascono come le mie storie di genere, aumentando la dose di ironia fino a sfociare nel deliberato paradosso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai curato anche la traduzione di alcuni testi,  ma quanto lavoro c’è dietro la traduzione di un testo?</strong></span></p>
<p>In realtà ho perso il conto delle traduzioni, ne ho fatte parecchie decine. Ci sono casi in cui occorre documentarsi per tradurre anche un romanzo, che al lettore potrà sembrare relativamente semplice: con <em>Ice Limit</em> di Preston &amp; Child e con alcuni romanzi di James Bond di Raymond Benson, più che il dizionario consultavo il <em>Manuale dell&#8217;ingegnere</em>. A volte serve documentarsi persino per fare una revisione: quando ho curato l&#8217;edizione integrale dei classici noir <em>Rififi </em>(Le Breton) e <em>Grisbi </em>(Simonin), rivedendo traduzioni di cinquant&#8217;anni prima, tenevo sotto gli occhi una guida di Parigi dell&#8217;epoca. Ma l&#8217;aspetto più importante per un traduttore è quello di entrare nella mente dell&#8217;autore e riscrivere fedelmente il suo libro, come se fosse stato pensato in italiano, mantenendo stile, atmosfere e ritmo dell&#8217;originale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te, è più noir la letteratura noir o la realtà di oggi?</strong></span></p>
<p>La realtà è sempre noir, non solo oggi. Ho finito di scrivere da pochi minuti un libro su Marilyn Monroe, di prossima uscita da Aliberti: una storia di cinquant&#8217;anni fa, in cui appaiono crimine organizzato, servizi segreti&#8230; vizi segreti. Ne <em>Le grandi spie</em>, uscito due anni fa da Vallardi, raccontavo un secolo di complotti e operazioni clandestine. Con Paolo Brera l&#8217;anno scorso ho pubblicato da Sperling un romanzo di intrighi ambientato durante il Risorgimento, <em>Il Visconte</em>, che va indietro di 150 anni e si basa su parecchie vicende e personaggi reali di quei tempi: noir anche allora. Rispetto alla realtà, la letteratura ha solo l&#8217;obbligo di essere un po&#8217; più coerente e un po&#8217; più&#8230; verosimile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Solitamente uno scrittore tende ad affezionarsi ai personaggi creati dalla sua penna. Tu a quale sei più legato? E perché?</strong></span></p>
<p>Avendone parecchi, a cui si sono aggiunti anche alcuni che non ho ideato io (Martin Mystère, Diabolik &amp; Eva Kant), la scelta è difficile. Quello su cui ho scritto di più è Mercedes «Nightshade» Contreras, sette romanzi in dieci anni, l&#8217;ultimo dei quali esce in agosto in edicola da Segretissimo Mondadori. Quello a cui forse sono più legato, è il mio alter ego noir, cioè Carlo Medina, protagonista di parecchi racconti e due romanzi. Lui è ciò che sarei potuto diventare se nella mia vita fossero successe un paio di cose che per fortuna non sono accadute. Ma, se fossi diventato come lui, a me non sarebbero capitate parecchie cose negli ultimi quindici anni. Perché Medina, pur avendo una specie di codice etico, non esita a utilizzare metodi criminali e avrebbe rimosso i responsabili, prima che diventassero dannosi. A me invece non rimane che mettere sulla sua strada personaggi che somiglino ad alcune persone del mondo reale, in modo da punirle simbolicamente sulla carta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi della realtà editoriale italiana? </strong></span></p>
<p>Un mondo in cui Medina avrebbe parecchio da lavorare. Dopo anni che la televisione non solo fa concorrenza nell&#8217;intrattenimento di massa, ma lancia anche il messaggio «chi legge è uno sfigato», i lettori sono in via di estinzione. Molti editori allora si tuffano su prodotti tele-derivati – le ricette delle conduttrici, per esempio – o su mode editoriali sempre più transitorie: un giorno i templari, un altro i vampiri teenager. Si obietterà che il thriller va sempre bene. Dipende da editori e addetti marketing: quando capitano quelli privi di gusto e di cervello, ti senti bollare come «autore di nicchia» e non importa se la «nicchia» conta un numero di lettori sufficiente per un bestseller, ti devono boicottare. Ho visto persino un ufficio marketing portare al fallimento una casa editrice: dopo essersi liberati di tutti gli «autori di nicchia» sono rimasti anche senza lettori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stata la svolta della tua vita?</strong></span></p>
<p>Primavera 1991. Partecipai a un concorso di RadioRai, dicendo a me stesso che quella sarebbe stata l&#8217;ultima volta che avrei inviato un dattiloscritto, perché forse non ero nato per fare lo scrittore. Dopo una settimana ricevetti una telefonata: la mia storia era piaciuta, ero invitato a espanderla e a scrivere altri soggetti, per diventare un collaboratore fisso del programma. La burocrazia della Rai cancellò questo successo improvviso e il programma per cui ero stato reclutato; non vidi una lira, ma da quel momento <em>sapevo </em>di essere uno scrittore. Ci misi altri due anni, lottando per non scomparire di nuovo nell&#8217;oblio e nel 1993, cominciò la collaborazione con <em>Il Giallo Mondadori.</em></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è un aspetto di te sconosciuto al pubblico?</strong></span></p>
<p>Credo di no. Dopo trenta libri, oltre un centinaio di racconti e anni di presenza quotidiana su Facebook, per chi mi segue l&#8217;unico aspetto della mia vita su cui cerco sempre di mantenere un velo di discrezione, sono le questioni sentimentali, quando ce ne sono. Poi c&#8217;è ancora gente che pensa che, essendo uno scrittore, passi le serate a divertirmi, mi svegli tardi, lavori poco, guadagni tanto e abbia un sacco di tempo libero. Invece ho esaurito il mio tempo libero nell&#8217;autunno del 1998, non faccio mai vacanza e ultimamente le mie giornate lavorative sono passate delle dodici ore alle diciannove ore. Quindi le persone che mi mandano i loro libri da leggere si rassegnino ad attese di proporzioni geologiche.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tue più grandi passioni?</strong></span></p>
<p>Una volta avrei detto: le donne, i libri, i film, i fumetti, la musica. Ultimamente ho pochissimo tempo da dedicare a tutte e cinque le categorie. L&#8217;unica passione che cerco di coltivare, e anche questa ultimamente è alquanto sacrificata, è il panorama della baia dalla finestra del mio rifugio in Spagna, dove si alternano albe e tramonti spettacolari&#8230; che di solito mi trovano al computer a lavorare. Spero di tornarci il più presto possibile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di bambino sei stato?</strong></span></p>
<p>Ovviamente solitario e propenso a inventare storie. Dopo avere visto a sei anni <em>Agente 007-Licenza di uccidere</em>, dove altri avrebbero deciso che da grandi volevano essere James Bond, io decisi che invece volevo diventare Ian Fleming: martini cocktail e donne splendide, pensavo, senza nessuno che cerchi di ammazzarti. Non avevo fatto i conti con l&#8217;editoria italiana, naturalmente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessi di fare un bilancio della tua vita, sarebbero più le sconfitte o le vittorie?</strong></span></p>
<p>Molte le battaglie vinte: vittorie di breve durata e soprattutto morali; non faccio altro che cercare nuove sfide, dimostrando sempre di essere all&#8217;altezza. Questo non significa avere sempre successo: quello ormai non dipende più dalla qualità di ciò che si scrive. Poche le sconfitte, di solito ereditate da altri, ma devastanti sul piano economico. Posso dire però che, a differenza di parecchia gente che ho conosciuto, se passo davanti a uno specchio non mi devo sputare in faccia. Ho parlato di battaglie. La guerra&#8230; be&#8217;, quella non si vincerà mai.<strong> </strong>Non se ci si ostina a giocare pulito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono nuovi progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>Sempre. Le prossime storie di Stanislawsky, Nightshade e Medina (del quale c&#8217;è già un romanzo pronto, che uscirà in edicola nel settembre 2013). Per ora non vedo movimenti sul fronte di nuovi romanzi di Diabolik (di cui stanno per uscire in ebook i quattro già scritti in questi dieci anni) anche se le idee non mancano. Forse un nuovo libro di cinema, di cui attendo il contratto. Intanto a giorni esce un altro ebook, <em>Il gioco della dama</em><em>,</em> un omaggio ad alcuni personaggi classici del mystery (reperibile, come i Diabolik, su dbook.it).</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tue paure? E come le superi?</strong></span></p>
<p>Restare senza sigari, vodka e succo d&#8217;arancia mentre sto scrivendo. Per ora le supero scendendo dal tabaccaio e al supermercato. Se aumentano ancora le tasse, la mia prossima paura sarà di non potermi permettere né sigari, né vodka, né succo d&#8217;arancia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci saluti con una citazione?</strong></span></p>
<p>«Quando sai che non ti lasceranno mai vincere, l&#8217;unica scelta è continuare a combattere.» (Carlo Medina)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…. </em>Mi accendo un mezzo toscano e mi metto a scrivere di fronte alla baia</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino:</em> Che succede adesso nel libro che sto scrivendo?</p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio:</em> Ho preso i biglietti?</p>
<p><em>Una sera a cena con:</em> La mia nuova fidanzata (le selezioni cominceranno prossimamente)</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo?</em> I soldi. Ma io mi accontento di un volo low-cost per la baia</p>
<p><em>Se fossi una città saresti?</em> Clerville</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Ghost Rider (raccolta americana dei primi fumetti della serie anni &#8217;70)</p>
<p><em>A cena con il nemico:</em> Ci sono stato parecchie volte, solo che credevo fosse un amico. Quantomeno aveva ottimo gusto nella scelta dei vini. Non sapevo però che li avrei pagati io.</p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere: </em>Bere un martini guardando la baia</p>
<p><em>Non esci mai senza…</em> Un tubo di alluminio in cui nascondere il mezzo toscano quando entro in un luogo in cui è vietato fumare&#8230; e da cui ripescarlo per riaccenderlo appena esco</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Evelyn Storm E Il Suo &#8220;Grido D&#8217;Amore&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="210" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Evelyn-Storm-4-300x210.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" title="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" /></p>Dopo aver pubblicato poesie e fumetti per ragazzi con il suo vero nome, Evelyn Storm si è poi dedicata alla scrittura di romanzi. Dal mese di gennaio del 2010 fino a marzo del 2012, ha collaborato con la rivista per teen-ager “Ginger Generation”. Da novembre del 2011, ha poi iniziato a collaborare con il blog [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="210" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Evelyn-Storm-4-300x210.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" title="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" /></p><p>Dopo aver pubblicato poesie e fumetti per ragazzi con il suo vero nome, <strong>Evelyn Storm</strong> si è poi dedicata alla scrittura di romanzi. Dal mese di gennaio del 2010 fino a marzo del 2012, ha collaborato con la rivista per teen-ager “Ginger Generation”. Da novembre del 2011, ha poi iniziato a collaborare con il blog “Polvere alla polvere”, come recensionista di libri e articolista. Blogger di diversi blog personali, ha aperto anche una pagina Facebook dedicata al fantasy, in cui ha programmato di recente un racconto di gruppo, coinvolgendo altri autori. Di recente ha firmato un contratto con la casa editrice free “Lettere Animate”, per pubblicare il mio romanzo “Grido d&#8217;amore – Quando il sogno non basta”.<img class="alignright size-full wp-image-6572" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Evelyn-Storm-4.jpg" alt="" width="576" height="403" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Evelyn Storm?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Un&#8217;aspirante scrittrice e artista con una grande determinazione, con forti ambizioni e tanti sogni che vuole realizzare con tutta sé stessa.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Perché hai scelto lo pseudonimo di Evelyn Storm?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Perché un giorno vorrei arrivare a scrivere per il mondo, non certo solo per l&#8217;Italia. E un nome più internazionale del mio, mi sembrava migliore. La scelta comunque non è stata per niente difficile. Cercavo un nome che mi ricordasse l&#8217;infanzia e il cartone giapponese “Evelyn e la magia di un sogno d&#8217;amore” mi è sembrato perfetto. Per il cognome ho preso spunto dalla soap opera tedesca che preferisco, “Sturm der liebe” o “Storm of love” in inglese. E dalla canzone “Monsoon” dei Tokio Hotel, che mi piacciono molto. Nella canzone compariva la parola “storm” e quindi l&#8217;ho ripresa, suonando bene con Evelyn. Ed ecco come ho scelto il mio nome d&#8217;arte. Breve, diretto, che si pronuncia come si scrive.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi eri prima di diventare Evelyn Storm?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ero io e basta. Il nome non lo dico. Ero una ragazza con tanti sogni più grandi di me ed una grande confusione su come realizzarli. Una giovane che ha sempre “invidiato” la professionalità estera e si è chiesta innumerevoli volte cosa ci facesse qui. Un&#8217;altra delle domande tipiche era “Perché darmi delle capacità e non farmi nascere nella “terra delle opportunità” per realizzarle appieno?” Questa domanda in realtà me la pongo ancora. Purtroppo non ho i soldi per trasferirmi, quindi devo restare. Ma come Evelyn Storm, ho trovato almeno qualche via per fare la cosiddetta gavetta e tentare con le unghie e i denti di realizzarmi. La strada è ancora lunga, però almeno ho iniziato a percorrerla, sperando mi porti dove voglio io.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te, è più noir la letteratura noir o la realtà di oggi?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Entrambe. A volte nella vita vera si sentono notizie da far accapponare la pelle e alcune di esse vengono riprese nella letteratura. Sfortunatamente, comunque la si voglia mettere, pare che avere un mondo di pace, senza alcuna cattiveria sia impossibile e lo sia sempre stato.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale personaggio dei tuoi libri sei più affezionata?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Anche se ho scritto più di un libro, o meglio, anche se ho iniziato a scriverne più di uno, l&#8217;unico che ho effettivamente finito e che amo è il romanzo di cui sto aspettando la pubblicazione, avendo firmato da poco il contratto. Mi sento dunque di dire che sono affezionata al protagonista maschile, Tomas Morgan. Il motivo? É un ragazzo che sa amare con un trasporto e un tormento tali da far innamorare e sa dare moltissimo alla musica, il suo amore più grande al pari della sorellastra Kyra. In lui c&#8217;è anche molto di me, almeno per quanto riguarda l&#8217;interesse per la musica. <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come nascono le tue storie?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Dipende. Magari leggo un libro o guardo un film e mi viene l&#8217;illuminazione. Altre volte mi basta ascoltare la musica, anche mentre sto lavando i piatti. Altre ancora, metto le dita sul Pc e sempre la musica mi suggerisce una storia che mi affretto a battere sulla tastiera. In linea di massima però, parto da un&#8217;idea di base per sviluppare la trama intera che, man mano che procedo con la scrittura, potrà sempre arricchirsi. E la musica, come avrete capito, non deve mai mancare. È fondamentale per me!</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei anche un’artista ed una disegnatrice. Ci parli di questa tua passione? </strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Certo. Diciamo che forse ho ereditato dai miei avi questo interesse, vantando pittori e scultori nella mia famiglia. In quanto a me, disegno fin da piccola.  Ho frequentato la Scuola del Fumetto, ramo Illustrazione e ho partecipato a diversi mercatini hobbistici. Alcuni miei lavori sono anche stati in mostra in bar, art-bar, cartolerie, negozi di articoli da regalo e di fiori. Più che altro il mio interesse è rivolto ai quadri, ai biglietti d&#8217;auguri, alle illustrazioni per copertine di libri e ai figurini di moda ed è tutto fatto a mano. Poi, elaboro il tutto con il computer, ma non più di tanto. Un giorno, quando avrò dato un&#8217;impronta più professionale alla mia carriera letteraria, vorrei fare altrettanto con il disegno. Si vedrà&#8230;<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E della musica cosa puoi dirci?<img class="alignleft size-full wp-image-6573" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/evelyn-storm.jpg" alt="" width="323" height="306" /></strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La musica è stata la mia prima grande passione. Da piccola, quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, la mia risposta era sempre la stessa: “Voglio fare la cantante. La cantante rock” dicevo. Il punto è che le band con cui ho collaborato negli anni, non avevano intenzione di muoversi verso questa direzione, almeno non in forma professionale. Per loro era solo un hobby. Ora, comunque, adoro sempre cantare e qualche volta mi è capitato di esibirmi in locali karaoke, in bar, in feste di compleanno e ad un matrimonio. Vorrei creare qualche canzone mia sul modello di quelle americane, anche se la vedo dura, ma proprio per assecondare la mia passione. Niente di più. <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il tuo percorso professionale?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Parto dall&#8217;inizio. Ho cominciato a cantare in tre gruppi rock, a fare la comparsa in trasmissioni televisive e modella per un parrucchiere. E quando ho terminato il mio corso alla Scuola del Fumetto, ho scritto e pubblicato nove numeri di un fumetto per ragazzi con una compagna di classe, che si occupava dei disegni. Successivamente, ho pubblicato poesie su inserti di giornale, su riviste e su una mini-antologia poetica. È venuto il momento dei lavori “normali”, che ho svolto nel campo della telefonia, come standista o PR e presentatrice Avon. Ma poi sono tornata alle mie passioni. Quindi, dopo anni dedicati per lo più a disegnare, ho messo un freno alla miriade di cose che avevo in mente e tentavo di portare avanti contemporaneamente. Attualmente, mi occupo solo di scrittura, collaborando con diversi siti e blog letterari in qualità di articolista, recensionista e intervistatrice. Senza tralasciare la scrittura di romanzi, come ho già precisato prima.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano le tue passioni giovanili?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le mie passioni, di cui ho già ampiamente accennato, erano un po&#8217; quelle di adesso: cantare, disegnare, scrivere, leggere, suonare la tastiera o il pianoforte, viaggiare e ballare. <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei problemi quotidiani, quanto ti aiuta Evelyn Storm?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Moltissimo. Come tutti, ho anch’io una vita al di fuori di Internet e delle mie occupazioni in campo letterario e artistico, ma la mia mente è, bene o male, rivolta a quello che devo fare nei settori sopra indicati. A volte mi capita di sentirmi giù di morale per qualcosa e riflettendo su quanta emozione riesco a trovare con Evelyn Storm, quando mi avvicino al mio lavoro che è anche il mio sogno, mi sento bene e in un certo senso più forte. In più, non ho nessun problema a dividermi tra la vera me stessa e Evelyn; ognuna delle due, sa quello che deve fare e ha una vita differente dall&#8217;altra, ma mi va bene così. È così che deve essere, per mia unica scelta.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un difetto delle donne d&#8217;oggi?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sinceramente, non saprei. Si parla sempre più dei difetti che dei pregi. Forse però un difetto è quello di voler apparire a tutti i costi, arrivando in certi casi ad accettare compromessi, pur di ottenere quello che si desidera. <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Devo per forza dirne uno solo? Penso sia la possibilità di lasciar spaziare la fantasia ovunque si voglia, andando in qualsiasi luogo e restando comodamente a casa propria. Di vedere realizzata un&#8217;opera con dei personaggi che “vivono e agiscono”, quando prima c&#8217;era solo il foglio bianco.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tre ingredienti essenziali per la tua vita?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Fantasia, originalità, creatività.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>A parte quello che devo fare in qualità di collaboratrice, sto scrivendo un libro “Paranormal Romance”, anche se ho steso contemporaneamente qualche pagina del seguito del romanzo che sto aspettando mi pubblichino. Infine, sto prendendo parte ad un racconto di gruppo con altri 31 scrittori. È un&#8217;idea che mi è venuta quando ho aperto una pagina dedicata al fantasy su Facebook. Il racconto si intitola “Dark Agony” e procede bene. Vedremo che sviluppo dargli alla fine.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Se tu potessi essere un libro o un personaggio di un libro, chi saresti? </em>Ah, bella domanda. Vorrei essere tanti libri e tanti personaggi. Dovendone dire uno&#8230; “Twilight”</p>
<p><em>Il libro sul comodino:</em> “Il cavaliere d&#8217;inverno” di Paullina Simons</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Citazione preferita: </em>“Non esiste cambiamento che non abbia avuto un sogno ad ispirarlo” -Nichi Vendola -</p>
<p><em>Scrittore preferito:</em> Kresley Cole per il fantasy, Agatha Christie per il giallo, William Shakespeare per la narrativa, soprattutto sentimentale con il suo “Romeo e Giulietta”</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>La frase di un tuo libro che preferisci&#8230;</em> “&#8230;Ho il mantello della notte per nascondermi ai loro occhi, ma se non tu mi ami, lascia pure che mi trovino qui. Preferirei che la mia vita finisse per mano loro che prorogare la morte senza il tuo amore.” Romeo in “Romeo e Giulietta”</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Cosa ti fa più paura? </em>La morte. Sia mia e sia quella di chi amo</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla tua scrivania:</em> Un computer, un libro, un Ipod</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Ciò che non faresti mai: </em>Fumare e drogarmi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Passatempo preferito: </em>Devo dirne per forza tre. Leggere, viaggiare, ballare. Ma sono di più</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il viaggio che vorresti fare: </em>Anche qui, ne ho più di uno. Visitare la Scozia, il Canada e la Svezia</p>
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		<title>Keith Haring</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 21:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/keith_popshop-300x205.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Immagini Keith Haring" title="Immagini Keith Haring" /></p>&#160; Keith Haring (Reading, 4 maggio 1958 – New York, 16 febbraio 1990) è stato un pittore e writer statunitense. È stato uno degli esponenti più singolari del graffitismo di frontiera, emergendo dalla scena artistica newyorkese durante il boom del mercato dell&#8217;arte degli anni ottanta insieme ad artisti come Jean-Michel Basquiat e Richard Hambleton: i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/keith_popshop-300x205.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Immagini Keith Haring" title="Immagini Keith Haring" /></p><p><img class="size-medium wp-image-6563 alignleft" title="Biografia Vita e Opere di Keith Haring - Immagini e Frasi" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/75024-217x300.jpg" alt="Biografia Vita e Opere di Keith Haring - Immagini e Frasi" width="217" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Keith Haring (Reading, 4 maggio 1958 – New York, 16 febbraio 1990) è stato un pittore e writer statunitense.</p>
<p>È stato uno degli esponenti più singolari del graffitismo di frontiera, emergendo dalla scena artistica newyorkese durante il boom del mercato dell&#8217;arte degli anni ottanta insieme ad artisti come Jean-Michel Basquiat e Richard Hambleton: i suoi lavori hanno rappresentato la cultura di strada della New York di quel decennio.</p>
<p>« Mi è sempre più chiaro che l&#8217;arte non è un&#8217;attività elitaria riservata all&#8217;apprezzamento di pochi. L&#8217;arte è per tutti, e questo è il fine a cui voglio lavorare. » Keith Haring</p>
<p>Frasi <strong>Keith Haring</strong></p>
<p>Penso che si debbano controllare i materiali in modo misurato, ma è importante lasciare che essi abbiano una sorta di vita propria; come la naturale forza di gravità, se dipingi un muro la pittura gocciola; non c&#8217;è motivo di combatterla. Keith Haring</p>
<p>Il mio contributo al mondo è la mia abilità nel disegnare. Dipingere è ancora sostanzialmente la stessa identica cosa che fu nella preistoria. Riunisce l&#8217;uomo e il mondo. Vive nella magia. Keith Haring</p>
<p>L&#8217;arte del disegno è fondamentalmente ancora la stessa fin dai tempi preistorici. Essa unisce l&#8217;uomo e il mondo. Vive attraverso la magia. Keith Haring</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6564" title="Frasi keith haring" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/keith_haring-1024x711.png" alt="Frasi keith haring" width="720" height="450" /><strong> </strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6565" title="Immagini Keith Haring" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/keith_popshop.jpeg" alt="Immagini Keith Haring" width="460" height="315" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6567" title="Poster Keith Haring" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/haring-keith-dj-2801343.jpeg" alt="Poster Keith Haring" width="450" height="316" /></p>
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		<title>Emanuele Tenderini E L&#8217;Arte Del Fumetto</title>
		<link>http://www.lintervista.it/emanuele-tenderini-e-larte-del-fumetto/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/manu1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Emanuele Tenderini E L&#039;Arte Del Fumetto" title="Emanuele Tenderini E L&#039;Arte Del Fumetto" /></p>Emanuele Tenderini, disegnatore di fumetti veneziano, è uno dei più grandi esponenti mondiali della tecnica di colorazione digitale. Nel mercato italiano collabora alla realizzazione di &#8220;Dylan Dog&#8221; e &#8220;Dampyr&#8221; per Sergio Bonelli Editore. Attualmente lavora Bao pubblishing, su una serie dai toni umoristici intitolata &#8220;Dei&#8221; e per la casa editrice LeLombard, per la quale ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/manu1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Emanuele Tenderini E L&#039;Arte Del Fumetto" title="Emanuele Tenderini E L&#039;Arte Del Fumetto" /></p><p style="text-align: center"><strong>Emanuele Tenderini, </strong>disegnatore di fumetti veneziano, è uno dei più grandi esponenti mondiali della tecnica di colorazione digitale. Nel mercato italiano collabora alla realizzazione di &#8220;Dylan Dog&#8221; e &#8220;Dampyr&#8221; per Sergio Bonelli Editore. Attualmente lavora Bao pubblishing, su una serie dai toni umoristici intitolata &#8220;Dei&#8221; e per la casa editrice LeLombard, per la quale ha appena pubblicato un fumetto sulla storia della celebre Tapisserie di Guglielmo il Conquistatore, per il museo nazionale a Bayeux. E&#8217; il creatore dello stile &#8216;hyperflat&#8217;.<img class="size-large wp-image-6558 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/manu1-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Emanuele Tenderini?</strong></span></p>
<p>Sono un ragazzo Veneziano di 35 anni che, ad un certo punto della sua vita, ha deciso di diventare un disegnatore di fumetti. Ho studiato come ragioniere e poi ho fatto un anno di giurisprudenza, ma alla fine ho ceduto alla passione per il disegno, mi sono iscritto alla scuola del fumetto a Milano e sono diventato un fumettista professionista.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace trasmettere con la tua arte?</strong></span></p>
<p>Adoro trasmettere il “senso di ricerca”. Al lettore non offro quasi mai degli “obiettivi raggiunti”, i miei fumetti sono tutti “in divenire”, errori inclusi. Parto ponendomi delle problematiche tecniche, con la volontà di acquisire personalmente dei nuovi risultati visivi, perché trovo che sia il modo più sincero per rapportarmi alle aspettative del lettore.</p>
<p>Non è, però, il risultato finale che mi interessa, ciò che veramente mi appassiona è il percorso che faccio per raggiungerlo. Ne risultano storie “dinamiche”, all’interno delle quali il “segno” cambia in continuazione e ciò che conquisto viene elaborato e semplificato, lasciando spazio a nuove necessità. Nei miei fumetti si “vede”, letteralmente, che sto cercando qualcosa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci parli della colorazione digitale…</strong></span></p>
<p>La colorazione digitale è parte integrante di questa mia ricerca, si lega e si intreccia al disegno e lo trascina (e ne viene trascinata) nella sua evoluzione. Molte delle cose che ho imparato sul disegno, sono scaturite da necessità di colorazione e viceversa. Per imparare a colorare bene, si deve partire da una base solida di teoria del colore, io stesso ho imparato a colorare partendo dalle tecniche pittoriche classiche e nei miei workshop, insegno soprattutto le regole fisiche che servono a “controllare” la luce. Non è una questione, quindi, di photoshop, corel paint o altro, l’importante è la “teoria” e la creatività nell’applicarla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si diventa fumettisti?</strong></span></p>
<p>Ognuno può intraprendere un suo percorso personale: ci sono grandi maestri che hanno imparato da autodidatti, altri che hanno seguito dei corsi, altri ancora che sono andati a “bottega” da disegnatori professionisti. Personalmente sono una persona che ha bisogno di costruirsi un percorso piuttosto “solido” e chiaro, non ho l’indole della “casualità”, ho bisogno di avere il “controllo” anche del mio apprendimento, è per questo che mi sono affidato ad una scuola, che mi proponeva un programma di studi preciso, che ho potuto seguire in maniera analitica. E’ chiaro, però, che l’esperienza più importante la si fa sul campo ed è quindi necessario fare un bel po’ di “gavetta”, per farsi veramente le ossa e imparare a gestire il proprio mestiere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto lavoro c’è dietro ad un fumetto?</strong></span></p>
<p>C’è molto lavoro per realizzare un fumetto, soprattutto per quanto riguarda la fase di preparazione, ovvero lo step in cui di solito ci si documenta, per poter disegnare ciò che viene richiesto dalla sceneggiatura. Un paio d’anni fa, ho realizzato un fumetto che racconta le gesta di Guglielmo il Conquistatore e i Normanni dell’anno 1000. Prima di poter realizzare le tavole, ho dovuto studiare molto per capire come disegnare qualsiasi cosa: gli abiti nel Medioevo, gli usi della “vita quotidiana” di 1.000 anni fa, le armature dei soldati, le spade, le architetture delle case e dei castelli. Sono anche andato di persona nei luoghi, dove si erano svolti gli avvenimenti storici che raccontavo (Bayeux) e per realizzare un fumetto di 64 tavole, alla fine, mi ci è voluto un intero anno, tra studio, disegno e colore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Guardandoti indietro, pensi di aver trascurato qualcosa per seguire la tua passione?</strong></span></p>
<p>No, sinceramente non ho nessun rimpianto per ciò che ho deciso di fare. Vedi, essere disegnatore di fumetti ti coinvolge a 360 gradi, non è una professione, è un “modo di vivere”, di osservare la realtà, di sperimentare e cercare un tuo percorso visivo. Agli occhi delle altre persone, sicuramente appaio come un uomo che ha sacrificato la sua vita in nome del “disegno”, ma in realtà ciò che ho scoperto, ciò che ho raggiunto e capito della professione è che non posso assolutamente considerarlo un “sacrificio”o qualcosa di “perduto” nei confronti della vita, anzi, è stato sempre un guadagno, un qualcosa “in più” che mi ha arricchito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che emozione provi a realizzare i tuoi personaggi?<img class="alignleft size-full wp-image-6559" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/373877_2359728125743_1626496970_2287349_1034476088_n.jpeg" alt="" width="504" height="672" /></strong></span></p>
<p>E’ un discorso un po’ complesso, perché è difficile descrivere una sola emozione, per come la intendiamo normalmente. La costruzione di un personaggio è la realizzazione di un “puzzle”, del quale non sempre hai piena consapevolezza. Pensa a quanto complessi siamo noi esseri umani e immagina di poter “costruire” il carattere di una persona in ogni sua sfaccettatura: difficile pensare di averne il totale controllo, no? La fatica mentale iniziale, nel focalizzare il carattere dominante del tuo personaggio, lascia presto spazio alla concentrazione nel rifinire tutti quegli aspetti della sua personalità, che devono giustificare un certo comportamento all’interno della storia, per poi arrivare alla fase in cui devi sintetizzare il tutto sotto il punto di vista visivo. Tutto questo poi, va a svilupparsi ed evolversi all’interno delle situazioni della storia e sono comunque steps in cui devi tenere le fila di tutto l’impianto che hai costruito, dal personaggio, agli ambienti, ai dialoghi, ai “ritmi” del racconto. In uno scenario così complesso è difficile, come dicevo all’inizio, focalizzare una sola emozione specifica. Personalmente, il punto preciso in cui vivo la somma di tutte le emozioni legate ai miei personaggi e li sento vivere, è quando vengono gettati in pasto al pubblico, con i lettori che mi rimandano indietro i loro personali feedbacks sulla storia. In quel momento il “cerchio si chiude” e la storia prende vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Della tua passione, ne hai fatto un lavoro. Oggi, è ancora possibile?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Non avrei potuto fare altrimenti. Credo sia un fattore “genetico”: ci sono persone che costruiscono il proprio percorso professionale, come necessità per crearsi una vita al di fuori dello stesso, mentre altre, come me, che prendono la propria vita e la riversano nella costruzione di un percorso lavorativo. Non c’è un “meglio” o un “peggio”, c’è un modo di essere e, a prescindere che sia ancora possibile farlo o meno, non puoi fare altro che provarci.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che rapporto hai con il pubblico?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il pubblico mi permette di fare il mio lavoro ed io cerco di ripagarlo, cercando di proporre risultati sempre nuovi. Credo di avere il miglior rapporto possibile con i lettori, che diventano parte integrante del mio lavoro, perché fanno vivere ciò che ho creato. La critica è utilissima, anche quella più “ignorante”, perché comunque ti costringe a rimanere con i piedi per terra e aiuta a cesellare il tuo lavoro, evitando che tu possa prendere direzioni stilistiche (troppo) improbabili.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il tuo più grande successo?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>E’ ancora in hard disk e sta aspettando che un editore abbia la volontà di farlo diventare tale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E il tuo insuccesso?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L’unico insuccesso del mio (breve) percorso da fumettista, è esser stato “tradito” da un amico con cui stavo portando avanti dei progetti fantastici. Aver riposto tutte le forze e le speranze in un lavoro di squadra, che è poi è stato sgretolato per motivi che ancora oggi non riesco a spiegarmi.  Qualsiasi altro errore commesso, non lo considero un insuccesso, ma una possibilità che mi è stata data per scoprire cose nuove.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai sempre avuto l’interesse per i fumetti sin da bambino? E i tuoi cosa ne pensavano?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sì, da bambino fino ad una certa età, ho sempre adorato i fumetti. Da quando ho iniziato a farli in modo professionale invece, non riesco più a leggerne tanti, perché mi riempio talmente tanto di mie aspettative nei confronti del mio lavoro, che non riesco anche a “farmi carico” delle aspettative degli altri autori!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi in un futuro?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Spero sinceramente di riuscire a far esplodere tutte le idee che mi circolano in testa e di farle arrivare a più lettori possibili. Ogni giorno che passa intuisco cose nuove, nuove soluzioni ed è sempre una corsa per riuscire a raggiungere tutti gli obiettivi che mi pongo. Continuerò a vedermi sempre come un esploratore dell’immagine, con ansie, paure e “fatica” annessi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto conta nel tuo lavoro, la passione e quanto la determinazione?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sono le due colonne su cui si regge tutta l’architettura. Senza passione e determinazione non si riuscirebbe a far nulla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>BOTTA &amp; RISPOSTA:</strong></span></p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere:</em> Gli affetti</p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…</em>Ho risolto un problema, di qualsiasi genere</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino: </em>La colazione</p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio:</em> Spero di non essermi dimenticato nulla</p>
<p><em>Una sera a cena con: </em>Qualcuno che mi possa dare, semplicemente, delle risposte</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo? </em>Non di certo l’uomo</p>
<p><em>Se fossi una città saresti:</em> La mia città, Venezia</p>
<p><em>Piatto preferito:</em> Pasta con il tonno</p>
<p><em>Il posto del cuore:</em> Venezia</p>
<p><em>La collezione:</em> Non riesco a collezionare nulla, anzi ho la tendenza a buttare sempre via tutto!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marcello Simoni E &#8220;Il Mercante Di Libri Maledetti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="241" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Marcello-simoni-2-241x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Marcello Simoni E &quot;Il Mercante Di Libri Maledetti&quot;" title="Marcello Simoni E &quot;Il Mercante Di Libri Maledetti&quot;" /></p>Marcello Simoni è l’autore del libro“Il mercante di libri maledetti”, al 2° posto nella classifica dei libri più venduti in Italia, candidato alla Bancarella. Scrittore di narrativa popolare, votata prima di tutto all’intrattenimento, Marcello Simoni, ex archeologo, laureato in lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario, attratto dalla storia e dal passato. Il suo primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="241" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Marcello-simoni-2-241x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Marcello Simoni E &quot;Il Mercante Di Libri Maledetti&quot;" title="Marcello Simoni E &quot;Il Mercante Di Libri Maledetti&quot;" /></p><p style="text-align: center"><strong>Marcello Simoni </strong>è l’autore del libro“Il mercante di libri maledetti”, al 2° posto nella classifica dei libri più venduti in Italia, candidato alla Bancarella. Scrittore di narrativa popolare, votata prima di tutto all’intrattenimento, Marcello Simoni, ex archeologo, laureato in lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario, attratto dalla storia e dal passato. Il suo primo romanzo, “Il mercante di libri maledetti”, è un thriller medievale che ruota intorno alla figura di Ignazio da Toledo, mercante di reliquie mozarebo e ad uno sfuggente manoscritto, intitolato “Uter Ventorum”, in grado, secondo leggenda, di evocare gli angeli.<img class="size-large wp-image-6551 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Marcello-simoni-2-824x1024.jpg" alt="" width="577" height="717" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il tuo ultimo libro “Il mercante di libri maledetti” risulta essere al 2° posto nella classifica dei libri più venduti in Italia. Questo è un traguardo importante per uno scrittore. Con che stato d’animo hai vissuto questo successo?</strong></span></p>
<p>Con molta semplicità, cercando di restare fedele a me stesso. Ho sempre disprezzato qualsiasi forma di fanatismo e credo che uno dei modi migliori di rendersi ridicoli, sia montarsi la testa. D’altro canto, la soddisfazione di vedere il <em>Mercante</em> scalare le top 10 dei libri più venduti è stata un’esperienza impareggiabile, ma anche la conferma dell’apprezzamento di un grande pubblico. Tutto ciò mi ha fatto maturare e mi ha reso più sicuro sul mio stile di scrittura.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa e per quale esigenza è nata l’idea di un audiolibro?</strong></span></p>
<p>Il successo del <em>Mercante</em>, insieme ai suoi contenuti, hanno attirato l’interesse di “Emons audiolibri” e quindi, dopo aver preso accordi, si è dato il via al progetto di trasposizione audio. Credo sia stato fatto un ottimo lavoro, soprattutto grazie al lettore d’eccezione che dà voce al mio romanzo: Stefano Pesce.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il tuo rapporto con la scrittura?</strong></span></p>
<p>L’idea più diffusa sugli scrittori è che se ne stiano giorno e notte davanti al pc, con la testa tra le mani, scarmigliati e nevrotici, con il posacicche pieno. Io non fumo (ho smesso da qualche anno), la notte dormo e non dedico alla scrittura più di tre-quattro ore al giorno, a meno che non stia attraversando periodi di lavoro intenso. In linea di massima, cerco di non forzare la creatività: lascio che le storie prendano forma nella mente e sedimentino, finché non scorgo con chiarezza gli elementi a cui voglio dare maggior rilievo. Quando mi sono fatto un quadro generale, ma non precisissimo, inizio a scrivere lasciandomi trasportare dalla storia. Scrivere è un mestiere, ma deve essere soprattutto un piacere. Voglio divertimi mentre lo faccio. Credo che sussistano profonde differenze tra i libri scritti con entusiasmo e quelli scritti soltanto per lavoro. E soprattutto, credo che i lettori se ne accorgano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nel panorama della letteratura italiana, che libro ti piacerebbe aver scritto?</strong></span></p>
<p>Leggo moltissimo e apprezzo un’infinità di romanzi, perciò la scelta sarebbe ardua. Come ho già dichiarato altrove, ogni volta che leggo un bel libro, non posso evitare di chiedermi come l’avrei scritto io.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei un ex archeologo, quanto ha inciso l’amore per le civiltà antiche nel tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Moltissimo. La storia e l’archeologia non rappresentano un semplice background, ma hanno influito pesantemente sulla mia formazione e sul mio modo di concepire la narrativa. Tuttavia scrivere fiction non equivale a scrivere saggistica: l’approccio storico dei miei thriller fonde la verosimiglianza alla suggestione. E d’altra parte non è sufficiente essere archeologi o medievisti per scrivere un romanzo storico. Serve soprattutto inventiva e l’inventiva non te la insegnano a nessun corso universitario. Anche se non avessi studiato storia, scriverei comunque narrativa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stata l’esigenza che ti ha avvicinato alla scrittura? E cosa ti piace trasmettere attraverso quest’ultima?</strong></span></p>
<p>Ho sempre voluto scrivere, fin da ragazzino. Non so da dove derivi questa esigenza – anzi, questa necessità – ma devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre incoraggiato a esprimermi in piena libertà, senza fomentare in me alcuna aspettativa. Spero di trasmettere a chi mi legge lo stesso entusiasmo che, durante le fasi di scrittura, mi sprona a giungere, il più in fretta possibile, all’ultima pagina.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per te la storia?</strong></span></p>
<p>Un concatenarsi di errori che continuiamo a commettere e, allo stesso tempo, un’avventura di grandi conquiste. Se imparassimo a guardarci indietro, non solo attraverso sterili sussidiari scolastici, potremmo fare miglior uso delle nostre vite e soprattutto delle nostre idee.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai qualche progetto in corso di cui ci vuoi rendere partecipi?</strong></span></p>
<p>Il secondo capitolo della trilogia di Ignazio da Toledo è ormai pronto a partire. Uscirà in libreria nel settembre 2012.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano i tuoi sogni da adolescente?</strong></span></p>
<p>Diventare uno scrittore o, in alternativa, un disegnatore di fumetti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come immagini i tuoi lettori?<img class="alignright size-full wp-image-6553" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercante-di-libri-maledetti-di-Marcello-Simoni.jpg" alt="" width="360" height="555" /></strong></span></p>
<p>Una nebulosa di volti di tutte le età. Io scrivo narrativa popolare, votata prima di tutto all’intrattenimento, dove la connotazione storica non acquisisce i toni di una lezione accademica, ma assurge a sfondo di un thriller avventuroso. D’altro canto, non sono immune dall’esprimere le mie idee e le mie convinzioni, ma non mi piace imporle. Preferisco che la gente, leggendo, sia libera di pensarci su senza sentirsi “precettata”. Sono soprattutto felice di aver riscosso l’interesse di molti giovani. E con grande sorpresa, ho scoperto di avere un vasto pubblico femminile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia: Master of puppets</em> (Metallica)</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente:</em> Detesto i proverbi</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>Se una cosa non mi interessa, non la faccio neanche se ti metti a piangere in greco</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> Metto passione in tutto quello che faccio</p>
<p><em>Cosa ti fa adirare di più: L</em>’ignoranza</p>
<p><em>La cosa a cui sei più legato:</em> La mia indipendenza <em>Non sopporti una persona quando… </em>Vuole impormi di fare o pensare una cosa, a prescindere che la condivida o meno</p>
<p><em>Film preferito:</em> Il Buono, il Brutto, il Cattivo</p>
<p><em>Cosa ti spaventa di più: </em>I reality show</p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti:</em> Creativo, cocciuto, passionale</p>
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		<title>Ivano Russo E La LiveNet Company</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="213" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Foto-Ivano-Russo-300x213.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Ivano Russo E La LiveNet Company" title="Ivano Russo E La LiveNet Company" /></p>Ivano Russo è un socio fondatore della LiveNet , un’Internet Company specializzata nello sviluppo di soluzioni di e-business. Un progetto che ha alla base un team, il cui  massimo comune denominatore è la passione per il proprio lavoro e la precisione nel curare tutti gli aspetti della propria presenza in rete,  non lasciando nulla al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="213" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Foto-Ivano-Russo-300x213.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Ivano Russo E La LiveNet Company" title="Ivano Russo E La LiveNet Company" /></p><p style="text-align: center"><strong>Ivano Russo</strong> è un socio fondatore della LiveNet , un’Internet Company specializzata nello sviluppo di soluzioni di e-business. Un progetto che ha alla base un team, il cui  massimo comune denominatore è la passione per il proprio lavoro e la precisione nel curare tutti gli aspetti della propria presenza in rete,  non lasciando nulla al caso.<img class="size-large wp-image-6548 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Foto-Ivano-Russo-1024x729.jpg" alt="" width="717" height="510" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Ivano Russo?</strong></span></p>
<p>E’ uno che negli anni ‘90 si è innamorato del mondo di Internet e ha deciso  di farne una  professione. Nel 1997, con il mio amico e socio Valerio Granato, abbiamo fondato la LiveNet , avevamo poco più di vent’anni ed è stata un’avventura veramente entusiasmante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi c’è oggi dietro la LiveNet ?</strong></span></p>
<p>C’è un Team di esperti nel settore web e della comunicazione,  il cui massimo comune denominatore è la passione per il proprio lavoro. La nostra è un’attività che necessita di diverse competenze e che ha bisogno di miscelare le attività tecniche e razionali, con una buona dose di creatività. Ho sempre creduto che a determinare il successo di un’azienda siano le persone, una squadra che si diverte lavorando è un patrimonio inestimabile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di cosa si occupa principalmente?</strong></span></p>
<p>LiveNet è un’Internet Company specializzata nello sviluppo di soluzioni di e-business.<br />
I nostri progetti,  oltre ad essere ad alto contenuto tecnologico, sono sempre accompagnati da uno studio accurato di design e comunicazione. Oggi fare business online significa curare tutti gli aspetti della propria presenza in rete,  è necessario non lasciare nulla al caso, è proprio grazie al nostro know how sia tecnico che creativo, che riusciamo a realizzare progetti che funzionano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Quando posso, mi piace andare in montagna, sono appassionato di trekking,  mi piace anche leggere e guardare film, ma dedico molto del mio tempo alla famiglia, giocare con la mia piccola Giulia cha ha 3 anni, mi rilassa tantissimo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è stato qualcuno che ti ha aiutato nel tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Sono un imprenditore di prima generazione, devo ringraziare sicuramente la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto moralmente in questo  progetto,  in particolare  un grande sostegno lo ricevo tutti i giorni da mia moglie Mirella,  per il resto mi sono fatto le ossa sul campo.<br />
Devo dire di avere avuto la grande fortuna di vivere quest’avventura  con il mio amico e socio Valerio Granato, credo sia un grande professionista,  ritengo sia uno dei massimi esperti in Italia  nel settore della sicurezza e della progettazione di soluzioni web…. e non lo dico perché è il mio socio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Riesci a trovare un equilibrio tra lavoro e relax?</strong></span></p>
<p>Al momento non ho un equilibrio, ma assolutamente mi ritaglio dei momenti di relax. Sono fondamentali per rigenerarmi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto incidono le relazioni pubbliche e le reti sociali nei tuoi affari?</strong></span></p>
<p>Direi che sono fondamentali, la gran parte del mio tempo la dedico alla cura delle relazioni, stabilire rapporti di fiducia  con i propri clienti e con i propri collaboratori,  è il vero segreto per crescere, non solo nel proprio business, ma anche a livello personale.<br />
Il mio lavoro mi da la fortuna di poter incontrare molte  persone e credo che questo sia uno degli aspetti più divertenti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio daresti a chi intende intraprendere una strada come la tua?</strong></span></p>
<p>Bisogna avere tanta passione, determinazione, una formazione costante ed una forte predisposizione all’innovazione. Questo è un mondo che cambia giorno per giorno ed è fondamentale saper intuire in anticipo il cambiamento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono nuovi progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>E’ stata lanciata da poco sul mercato una Digital Agency, specializzata in soluzioni di marketing e comunicazione online, il  bello di questa nuova avventura  è che ha come vision, la costruzione di un mondo sostenibile, collaborativo ed equo,  attraverso l’utilizzo della rete e degli strumenti digitali. Questo progetto è voluto fortemente, oltre che da me,  da Valerio Granato e Gabriele Granato che è il  Web Marketing Director di LiveNet , con cui condividiamo il sogno di creare un’azienda, basata sull’etica e che guardi al futuro con gli occhi di un bambino.<br />
Abbiamo avuto la fortuna di vivere meglio dei nostri genitori ed abbiamo la grande responsabilità ed il dovere di garantire un futuro migliore ai nostri figli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Tre oggetti che porteresti con te su un’isola deserta: </em>Scarpe da trekking, un cappello per proteggermi dal sole e l’ipad</p>
<p><em>Dolce o salato?</em> Dolce</p>
<p><em>Se fossi un pianeta: </em>Marte</p>
<p><em>Cosa  non sopporti nella gente:</em> L’ipocrisia</p>
<p><em>Un tuo difetto: </em>A volte viaggio in un mondo tutto mio, assentandomi anche in presenza di persone</p>
<p><em>Un tuo pregio: L</em>a lealtà</p>
<p><em>Film preferito: </em>The Big Kahuna</p>
<p><em>Città in cui vivere e lavorare: </em>Dovrei viverci e lavorarci per poter fare una scelta</p>
<p><em>Un viaggio che vorresti fare</em><strong>:</strong> Capo Nord con zaino e tenda</p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o bicchiere mezzo vuoto? </em>Mezzo pieno?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rossella Calabrò, Fondatrice Del Club Delle Matrigne</title>
		<link>http://www.lintervista.it/rossella-calabro-fondatrice-del-club-delle-matrigne/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Woman]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="293" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/RCalabrò-300x293.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Rossella Calabrò, Fondatrice del Club Delle Matrigne" title="Rossella Calabrò, Fondatrice del Club Delle Matrigne" /></p>Rossella Calabrò, copywriter, blogger, scrittrice e fondatrice del Club delle Matrigne, è l’autrice di tre libri: &#8220;Uova di Matrigna&#8221;, &#8220;Mogliastre, manuale semiserio per seconde mogli e matrigne&#8221; e &#8220;Di matrigna ce n&#8217;è una sola&#8221;. Nella vita privata è una matrigna, molto orgogliosa di esserlo, che cerca di aiutare  e consigliare tutte coloro che, proprio come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="293" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/RCalabrò-300x293.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Rossella Calabrò, Fondatrice del Club Delle Matrigne" title="Rossella Calabrò, Fondatrice del Club Delle Matrigne" /></p><p><strong>Rossella Calabrò, </strong>copywriter, blogger, scrittrice e fondatrice del Club delle Matrigne, è l’autrice di tre libri: &#8220;Uova di Matrigna&#8221;, &#8220;Mogliastre, manuale semiserio per seconde mogli e matrigne&#8221; e &#8220;Di matrigna ce n&#8217;è una sola&#8221;.  Nella vita privata è una matrigna, molto orgogliosa di esserlo, che  cerca di aiutare  e consigliare tutte coloro che, proprio come lei, si  sono trovate a vivere una tale esperienza.<img class="alignright size-full wp-image-6545" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/RCalabrò.jpg" alt="" width="388" height="379" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ama definirsi Rossella Calabrò?</strong></span></p>
<p>Una persona profondamente buona, con un carattere profondamente cattivo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong> “Il Blog delle Matrigne” è il blog da te creato, dove è possibile  condividere esperienze sulle famiglie allargate e sull’essere matrigne.  Da cosa è nata l’esigenza di aprire questo blog?</strong></span></p>
<p>Si  parla tanto di famiglie allargate, ma il punto di vista delle nuove  compagne di uomini separati con prole, era totalmente inedito e anche un  po’ un tabù, quando cinque anni fa ho cominciato a occuparmi di  matrigne.  Per questo ho voluto parlarne, con il blog, i libri che ho  pubblicato (L’ultimo uscito è attualmente “Di matrigna ce n’è una sola”,  per Sonzogno) e il Club delle Matrigne, una realtà che oggi conta  migliaia di adesioni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai vissuto in prima persona l’esperienza di una famiglia allargata?</strong></span></p>
<p>Sì,  certo. Sono da parecchi anni una matrigna e sono orgogliosissima di  esserlo.  Tant’è che preferisco utilizzare il termine “famiglie  ricostituite”, più che allargate. Perché il lavoro fondativo di  ricostituzione di un nucleo familiare, è un’esperienza  molto forte e  profonda, che fa crescere emotivamente tutti i componenti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando  sentiamo il termine “matrigna”, il pensiero corre subito alla povera e  tanto amata Cenerentola, costretta ad una vita di stenti proprio dalla  matrigna cattiva. Per te è stato difficile farti accettare dalla  famiglia di tuo marito? </strong></span></p>
<p>Be’, il pensiero corre  anche a Grimilde, la matrigna di Biancaneve, che era una donna  bellissima, elegantissima ed estremamente sensuale.  Scherzi a parte,  all’inizio del matrignato, la vera Cenerentola è spesso proprio la  matrigna. L’insicurezza affettiva, il ruolo sociale inesistente (per  ora), la sensazione, erronea, di sentirsi un’estranea, rendono tutto  molto complicato. Mettiamoci poi le comprensibili ma deleterie paure  delle ex mogli che remano contro, le fisiologiche gelosie dei piccoli,  le difficoltà di gestire tutto questo calderone emotivo dei padri e,  insomma, ci vuole un fisico bestiale. Ma, per fortuna (e con un po’ di  fortuna) di solito si cresce tutti e le cose si sistemano. A volte molto  bene, a volte alla meno peggio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per te la scrittura? E che tipo di messaggi vorresti trasmettere ai tuoi lettori?</strong></span></p>
<p>La scrittura, oltre a essere la mia professione, è un piacere infinito. Insieme alla lettura.</p>
<p>Vorrei  trasmettere un messaggio positivo. Detesto il piangersi addosso,  adoro  l’autoironia. Soprattutto perché l’ironia è l’arma più affilata che  esista e la cura più efficace che sia mai stata inventata.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tu in 3 pregi e in 3 difetti:<img class="alignleft size-full wp-image-6544" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Di-matrigna-ce-nè-una-sola__-blog-copia.jpg" alt="" width="309" height="445" /></strong></span></p>
<p>Sono infantile, entusiasta, pignola, permalosa, sensibile, polemica. Quali siano pregi e quali  difetti, non lo so.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto tempo dedichi al tuo blog?</strong></span></p>
<p>Tantissimo,  perché oltre al fatto che è il mio lavoro e lo adoro, c’è una community  di donne che mi segue (tantissime) a cui voglio sinceramente bene.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si svolge una tua giornata tipo?</strong></span></p>
<p>Ho  il bioritmo di un pipistrello, quindi mi alzo tardi la mattina e vado a  letto tardissimo la sera. Diciamo che la prima cosa che faccio è  leggere e l’ultima anche. In mezzo, scrivo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è Rossella Calabrò in  famiglia?</strong></span></p>
<p>Io  sono sempre stata piuttosto allergica al concetto di famiglia. Tutt’ora  la considero una strana faccenda. Però, siccome tutti ci divertiamo  molto, forse non è così male. E ho la sensazione di essermi trasformata,  da matrigna in matriarca. Cosa che mi fa sorridere e che mi dà una  grande soddisfazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa bolle in pentola al momento? </strong></span></p>
<p>Blub blub blub.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipologia di persone si rivolge a te per ottenere qualche prezioso consiglio?</strong></span></p>
<p>Ci  sono matrignette novizie, di nemmeno venticinque anni e matrigne  veterane. Ovviamente la maggior parte approda sul blog o al Club, perché  è in difficoltà. Ma alcune, preziosissime, arrivano per portare una  testimonianza positiva. Una cosa molto bella è che mi relaziono con  donne di ogni stato sociale, ascolto migliaia di storie differenti e, se  sono cresciuta in questi anni, lo devo molto a tutte loro, le “mie”  matrigne.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il tuo successo più grande e l’insuccesso da un punto di vista professionale? E da quello privato?</strong></span></p>
<p>A  costo di rischiare di apparire melensa (e un po’ lo sono davvero), il  mio successo professionale (e personale) più grande, è la dimostrazione  di affetto che ricevo quotidianamente dalle “mie” matrigne.   L’insuccesso deve ancora arrivare. Ma magari si dimentica, chissà.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio daresti ad una neomatrigna?</strong></span></p>
<p>Le  direi di non avere fretta. Persino io, che sono una persona impaziente,  ho imparato, col matrignato, ad aspettare. E aspettando, arrivano sia i  cadaveri dei nemici, sia le più grandi soddisfazioni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa desideri per te?</strong></span></p>
<p>Vorrei continuare, adesso che ho imparato, a poter esser me stessa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia: </em>Canto solo di fronte al mio gatto che, la doccia, la detesta</p>
<p><em>Cosa c’è sotto il tuo letto? </em>Mio marito</p>
<p><em>Ieri, oggi o domani:</em> Oggi, oggi, oggi</p>
<p><em>Supereroe preferito:</em> Eta Beta. Pmi è psempre piaciuto ptantissimo</p>
<p><em>In una strada dritta, se ti trovassi di fronte una curva e una fermata, quale sceglieresti? </em>La curva, perché magari porta ad una pasticceria</p>
<p><em>Il più bel gesto che si possa ricevere:</em> Uno sguardo. Possibilmente azzurro</p>
<p><em>Prima di addormentarti, pensi a…</em> Dare la buonanotte al Babau</p>
<p><em>Un peccato capitale:</em> La presunzione</p>
<p><em>Se fossi una città: </em> La vera verità? Milano</p>
<p><em>Se fossi una stagione:</em> Estate. Un’estate da cicala. Cantando, fuori dalla doccia</p>
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		<title>Anna Fermi E Il Suo Rapporto Con Gli Angeli</title>
		<link>http://www.lintervista.it/anna-fermi-e-il-suo-rapporto-con-gli-angeli/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 07:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Woman]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/untitled-200x300.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Anna Fermi E Il Suo Rapporto Con Gli Angeli" title="Anna Fermi E Il Suo Rapporto Con Gli Angeli" /></p>Anna Fermi autrice televisiva della trasmissione “Angeli” in onda su Italia 1, dopo il suo primo incontro con l’angelo che ha salvato suo figlio dalla morte,  si è avvicinata al mondo delle creature angeliche, dando speranza a tante persone e scrivendo numerosi libri sull’argomento. Ha ideato le tre serie del programma “Angeli” di Rete4, condotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/untitled-200x300.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Anna Fermi E Il Suo Rapporto Con Gli Angeli" title="Anna Fermi E Il Suo Rapporto Con Gli Angeli" /></p><p><strong>Anna Fermi</strong> autrice televisiva della trasmissione “Angeli” in onda su Italia 1, dopo il suo primo incontro con l’angelo che ha salvato suo figlio dalla morte,  si è avvicinata al mondo delle creature angeliche, dando speranza a tante persone e scrivendo numerosi libri sull’argomento. Ha ideato le tre serie del programma “Angeli” di Rete4, condotto da Marco Liorni. Ha poi collaborato nel settore narrativa di Confidenze e Vera. Il suo primo libro, &#8220;Vivere con gli angeli&#8221; è stato un bestseller, di cui sono stati venduti i diritti televisivi a Mediaset per una serie tv. Con Piemme ha pubblicato &#8220;Ho incontrato il mio angelo. E ti svelo come puoi farlo anche tu&#8221; Attualmente sta lavorando al suo quarto libro “Gli angeli ci guidano”, una raccolta di storie di personaggi famosi e del loro angelo.<img class="alignright size-full wp-image-6539" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/untitled.png" alt="" width="480" height="720" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Anna Fermi?</strong></span></p>
<p>E’ una donna di 46 anni, una scrittrice, un’autrice, una moglie ed una madre che vive per ciò che ama.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa e chi sono gli angeli?</strong></span></p>
<p>Gli angeli sono dei compagni di vita, dei maestri spirituali molto importanti che mi hanno insegnato ad ascoltare  e a sentire con il cuore,  arrivando a toccare l’amore vero.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ha mai visto il suo angelo? E cosa ha provato?</strong></span></p>
<p>Non ho mai visto il mio angelo personale, ma l’ho percepito e continuo a percepirlo e questa reputo sia una cosa molto più importante. Ho vissuto tre esperienze in cui ho visto degli angeli, tre episodi in cui ho visto tre angeli diversi. Una volta è accaduto durante la cresima di mio figlio, in quell’episodio l’angelo era avvolto da una luce bianca e viola e si trovava vicino al prete. Le altre due volte, è accaduto in due momenti poco felici della mia vita, quando mio figlio è stato vittima di due incidenti da cui ne è uscito praticamente illeso, grazie alla vicinanza degli angeli che l’hanno protetto. Ogni volta che mi è capitato di vederli, ho sempre provato delle forti emozioni. Tutte le volte che una persona vive un’esperienza con un angelo, è perché quest’ultimo la sta chiamando e non sempre si è pronti ad accettare la chiamata. Gli angeli ti fanno sentire la presenza dell’amore di Dio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è cambiata la sua vita dopo aver scoperto la presenza costante di un angelo custode? </strong></span></p>
<p>Ho provato delle emozioni molto forti all’inizio e di queste emozioni ho deciso di parlarne in un programma. Pochi giorni dopo, sulla scrivania del mio ufficio, trovai un pacco con tutte le cassette da visionare, di gente americana che aveva avuto la fortuna di vedere gli angeli.  Era difficile per me riuscire a gestire il programma, a causa dei diversi impegni familiari, ma nel momento in cui ho accettato di farlo, la mia vita è cambiata completamente, perché sono riuscita a realizzare tutti i miei sogni e perché con gli angeli entri in una dimensione più alta. Ho cambiato il mio schema mentale, essere in volo con gli angeli cambia il senso e il significato della vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ognuno di noi ha un proprio angelo? Qual è il segreto per imparare a riconoscerlo e ad ascoltarlo?</strong></span></p>
<p>Ognuno di noi ha un proprio angelo che lo accompagna dalla nascita fino alla morte e per chi crede nella reincarnazione, anche oltre la morte, poiché l’angelo costruisce la nostra anima permettendole di realizzare il suo piano di evoluzione. Durante la nostra esistenza, è possibile incontrarne altri, presenze angeliche che ci sostengono durante alcune prove della vita, che ci aiutano in situazioni particolari. Il segreto per riconoscere il proprio angelo, è quello di ascoltare il proprio cuore. E per farlo, bisogna amarsi. Il segreto è stare in silenzio ed iniziare a dialogare con l’angelo, parlarci continuamente, fare domande, ringraziarlo per le cose che si realizzano e avere tanta fiducia. Noi ascoltiamo i suoi messaggi e allo stesso tempo, cresce l’amore che riceviamo. L’angelo vuole solo amarci, molto spesso però, per l’uomo è difficile lasciarsi amare e finchè non imparerà ad amare se stesso, sarà difficile che ascolti l’angelo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per lei la scrittura?</strong></span></p>
<p>La scrittura è uno dei miei più grandi talenti, che non ho ascoltato per gran parte della mia vita. Grazie agli angeli ho scoperto questa mia dote. Scrivere per gli angeli è bellissimo, le mie capacità le ho messe al loro servizio. Una possibile via di conversione, è proprio quella di coltivare i propri talenti, per arrivare a Dio. Non è un caso che una delle parabole più importanti sia proprio quella dei talenti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vorrebbe trasmettere attraverso i suoi libri?</strong></span></p>
<p>La vita di coloro che leggono i miei libri cambia e di questo ne ho numerose testimonianze. La vita può essere felice, anche se non si riesce ad ascoltare gli angeli, ma tutti coloro che leggono i miei libri, le mie parole, entrano in contatto con la vibrazione angelica e questo cambia la loro vita. Ne sono molto contenta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tre ingredienti essenziali nella vita?</strong></span></p>
<p>L’amore. Amare se stessi, sentire Dio nel proprio cuore ed essere amati. Sono tre ingredienti legati fra loro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Le fa paura la morte?</strong></span></p>
<p>No, assolutamente. Per me la morte può anche giungere tra un attimo e ne sarei felice. Perché torno a casa. La vita è un passaggio, è una parentesi. Non ho paura della morte e quindi non ho paura dei cambiamenti. Ogni cambiamento vuol dire, in un certo senso, morire. Chi ha paura della morte ha paura di cambiare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa desidera per lei?</strong></span></p>
<p>Desidero continuare a servire al meglio, perché nel servizio trovi la gioia e tutto ciò che è utile per essere felice.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa sta lavorando attualmente? E quali sono i suoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Sto lavorando al mio quarto libro che s’intitolerà “Gli angeli ci guidano”, è una raccolta di storie di personaggi famosi e del loro angelo, è un libro dove viene sviluppato il tema del talento. Tengo dei corsi che mi appassionano molto, perché mi piace molto il contatto con le persone ed amo aiutarle. Quotidianamente assisto a numerosi miracoli, di persone che una volta che si aprono agli angeli, cambiano completamente vita e questo mi sta portando in giro per l’Italia. Anche se faticosa, quest’esperienza è piacevole. Il mio sogno nel cassetto, è che gli angeli arrivino dovunque ed io sono a loro disposizione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il suo rapporto con la vita?</strong></span></p>
<p>Io amo tantissimo la vita, perché è la mia maestra, giorno per giorno imparo a vivere. Ora ho un rapporto di amore con la vita. Fino a qualche tempo fa, pur amando la vita, era molto difficile e faticosa. Oggi ho imparato alcuni trucchi. La vita ti parla, ti stupisce, ti offre regali e finchè non la comprendi fino in fondo, non puoi goderne a pieno.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E con la religione?</strong></span></p>
<p>Mi sento più cristiana che cattolica. Non ho nulla contro la religione e le apprezzo tutte, perché quando una persona sente Dio nel proprio cuore, riesce a riconoscere l’uomo di Dio ovunque. Inoltre gli angeli sono presenti in tutte le religioni, perché hanno il compito di mettere in contatto l’uomo con Dio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di mamma è Anna Fermi?</strong></span></p>
<p>Bisognerebbe chiederlo a mio figlio e non a me. Diciamo che io sono cresciuta insieme a lui. Credo che la maternità sia una grazia che permette di crescere. Sono una mamma che si mette in discussione, che vuole amare e che vuole dare amore vero.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Se potesse essere un libro o un personaggio di un libro, chi sarebbe?</em> Gli arcangeli</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>Aiutati che Dio ti aiuta</p>
<p><em>Scrittore preferito:</em> Ho amato molto Oriana Fallaci e adesso adoro Mark Levy</p>
<p><em>Se potesse essere il personaggio di un libro, chi sarebbe: </em>Mi piacerebbe molto essere un angelo</p>
<p><em>La frase di un libro che preferisce: </em>L’amore è un grande mistero per l’uomo, ma non per gli angeli che bene conoscono il mistero dell’animo</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla sua scrivania: </em>E’ piena di libri, angeli e candele</p>
<p><em>Ciò che non farebbe mai:</em> Rubare ed ingannare. Non vorrei mai fare del male a qualcuno</p>
<p><em>Passatempo preferito: </em>Leggere</p>
<p><em>Il viaggio che vorrebbe fare: </em>Vorrei essere su una spiaggia in riva al mare, in assoluto silenzio</p>
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		<title>Confucio</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 12:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="278" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/confucio2-278x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="confucio2" title="confucio2" /></p>Il nome originario di Confucio è Qiu, che nell’antica lingua cinese significa “collina”: pare che il termini derivi dalla protuberanza sul cranio che Confucio mostra al momento della nascita. Il “Maestro” Confucio nasce nel 551 a.C., nel territorio che adesso è lo stato di Shandong. Pur appartenendo ad una famiglia aristocratica, dopo la morte prematura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="278" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/confucio2-278x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="confucio2" title="confucio2" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6533" title="Biografia Vita e Storia di Confucio - Frasi Aforismi e Citazioni" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/confucio2.jpg" alt="Biografia Vita e Storia di Confucio - Frasi Aforismi e Citazioni" width="295" height="318" />Il nome originario di <strong>Confucio</strong> è Qiu, che nell’antica lingua cinese significa “collina”: pare che il termini derivi dalla protuberanza sul cranio che Confucio mostra al momento della nascita.</p>
<p>Il “Maestro” <strong>Confucio </strong>nasce nel 551 a.C., nel territorio che adesso è lo stato di Shandong.</p>
<p>Pur appartenendo ad una famiglia aristocratica, dopo la morte prematura del padre la casata si impoverisce e cade in disgrazia.</p>
<p>Da giovane <strong>Confucio</strong> si dedica agli studi con passione, ed esercita l’attività di funzionario addetto al controllo del bestiame e alla gestione del magazzino. Attraverso lo studio e l’esperienza della cultura antica cinese Confucio diventa un grande saggio.</p>
<p>Per un po’ di tempo è anche giudice nello stato di Lu. <strong>Confucio</strong> vive in un periodo storico di grande cambiamento della Cina, assistendo a contrasti esasperati tra governanti e governati. Per circa tredici anni il Maestro vaga di Stato in Stato, ma gli riesce difficile farsi comprendere sia dai nobili che dal popolo.</p>
<p>Egli si pone nei confronti di tutti come educatore, e predica il ritorno all’età dell’oro cominciando dalla salvezza dell’uomo. Dall’età di 68 anni in poi, terminate le sue peregrinazioni, <strong>Confucio</strong> si dedica anima e corpo all’insegnamento, e fonda una scuola che rompe gli schemi dell’insegnamento ufficiale.</p>
<p>Quella istituita da <strong>Confucio</strong>, infatti, è una scuola progressista, nella quale gli allievi possono apprendere sei materie: musica, politica, tiro con l’arco, calligrafia, matematica e guida del carro.</p>
<p>L’obiettivo di <strong>Confucio</strong> è quello di formare uomini in grado di essere utili allo Stato. Su tremila allievi, settantadue diventano veri e propri “saggi”. Confucio muore all’età di 73 anni, nel 479 a.C. Sono celebri alcuni suoi aforismi su diversi argomenti, che lui era solito dire ai suoi discepoli durante le spiegazioni.</p>
<p>“Imparare senza riflettere o riflettere senza parlare non vi porta alla buona comprensione”. Il suo motto è: “Imparare senza mai soddisfarsi, insegnare senza mai stancarsi”, e difatti, nonostante le difficoltà e la diffidenza di molti, <strong>Confucio</strong> non ha mai perso l’entusiasmo e l’amore per la ricerca e lo studio (in questo parecchi lo avvicinano al filosofo greco Socrate).</p>
<p>Di sicuro Confucio rimane un grande modello di saggezza e virtù, non solo per la cultura cinese cui appartiene, ma anche per la nostra.</p>
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		<title>Gideon Sundback</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 21:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="118" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-2012-04-23-a-23.52.34-300x118.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Biografia Vita e Storia di Gideon Sundback - Cerniera Lampo Zip" title="Biografia Vita e Storia di Gideon Sundback - Cerniera Lampo Zip" /></p>Gideon Sundback &#160; Gideon Sundback nel 1905 inizia a lavorare alla Westinghouse Electric and Manufacturing Company di Pittsburgh, in Pennsylvania. Nel 1906, Gideon Sundback è stato assunto per lavorare per la Società di fissaggio universale a Hoboken, New Jersey. Successivamente Gideon Sundback è stato promosso alla posizione di capo designer alla Fastener Universal. Gideon Sundback [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="118" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-2012-04-23-a-23.52.34-300x118.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Biografia Vita e Storia di Gideon Sundback - Cerniera Lampo Zip" title="Biografia Vita e Storia di Gideon Sundback - Cerniera Lampo Zip" /></p><p style="text-align: right;"><strong>Gideon Sundback</strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-6523" title="Biografia Vita e Storia di Gideon Sundback - Cerniera Lampo Zip" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-2012-04-23-a-23.52.34-1024x405.png" alt="Biografia Vita e Storia di Gideon Sundback - Cerniera Lampo Zip" width="720" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gideon Sundback</strong><img class="alignright size-full wp-image-6525" title="Gideon Sundback" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/08-09-01_sundback.jpeg" alt="Gideon Sundback" width="430" height="588" /> nel 1905 inizia a lavorare alla Westinghouse Electric and Manufacturing Company di Pittsburgh, in Pennsylvania. Nel 1906, <strong>Gideon Sundback</strong> è stato assunto per lavorare per la Società di fissaggio universale a Hoboken, New Jersey.</p>
<p>Successivamente <strong>Gideon Sundback</strong> è stato promosso alla posizione di capo designer alla Fastener Universal.<br />
<strong>Gideon Sundback </strong>ha fatto diversi progressi nello sviluppo della cerniera lampo tra il 1906 e il 1914.</p>
<p>Nel 1914 Gideon Sundback ha sviluppato una versione basata sui denti ad incastro.</p>
<p>Il nome cerniera è stato creato nel 1923 da BF Goodrich, che ha utilizzato il dispositivo sugli stivali.</p>
<p>Inizialmente, stivali e borse da tabacco sono stati l&#8217;uso primario di cerniere, ci sono voluti altri venti anni prima di essere utilizzato nel settore della moda.</p>
<p>Nella Seconda Guerra Mondiale la cerniera ottenuto largo consenso per le mosche di pantaloni e le plackets di gonne e abiti.</p>
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		<title>Camillo Benso Conte di Cavour</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="208" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/88-208x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="88" title="88" /></p>Nato il 10 Agosto 1810 a Torino in una famiglia dalle origini aristocratiche, Camillo Benso Conte di Cavour si interessa fin da giovane alla politica e allo studio della filosofia. In particolare, approfondisce le teorie del filosofo inglese Jeremy Bentham. Durante l’adolescenza Camillo Benso frequenta l’Accademia Militare di Torino e successivamente diventa Ufficiale del Genio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="208" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/88-208x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="88" title="88" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6517" title="Camillo Benso Conte di Cavour" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/88.jpg" alt="Camillo Benso Conte di Cavour" width="448" height="644" />Nato il 10 Agosto 1810 a Torino in una famiglia dalle origini aristocratiche, <strong>Camillo Benso Conte di Cavour</strong> si interessa fin da giovane alla politica e allo studio della filosofia. In particolare, approfondisce le teorie del filosofo inglese Jeremy Bentham.</p>
<p>Durante l’adolescenza <strong>Camillo Benso </strong>frequenta l’Accademia Militare di Torino e successivamente diventa Ufficiale del Genio. Nel 1830 si trasferisce a Genova, dove conosce una donna che sarà importante nella sua vita: Anna Giustiniani Schiaffino.</p>
<p>Nominato sindaco di Grinzane, <strong>Camillo Benso</strong> ricopre questa carica fino al 1848. Poi, per approfondire le teorie filosofiche, politiche ed economiche studiate sui libri Cavour visita i Paesi più industrializzati del tempo, come la Gran Bretagna e la Francia.</p>
<p>A Parigi resta per circa due mesi, in compagnia dell’amico Pietro di Santarosa. Nel 1835, invece, raggiunge Londra. Nel tempo <strong>Camillo Benso</strong> matura una propensione verso le teorie economiche  del libero scambio. Tornato dai suoi viaggi nel 1843, Cavour entra a far parte del Governo nel 1850.</p>
<p>In particolare, si devono a lui numerose iniziative nel campo dell’industria e dell’agricoltura. Essendo lui stesso proprietario terriero, si impegna a favore di questa categoria migliorando i settori delle macchine agricole, dei concimi e dell’allevamento del bestiame.</p>
<p>Dal punto di vista politico, <strong>Camillo Benso</strong> si schiera con fermezza a favore della stesura della Costituzione del 1848. Insieme a Cesare Balbo fonda il periodico “Il Risorgimento”, di cui assume la direzione. Il 4 Marzo 1848 nasce lo <strong>Statuto Albertino</strong>, che pur essendo una Costituzione piuttosto sintetica, rappresenta comunque una vittoria per il movimento interventista di cui Cavour fa parte.</p>
<p>Il nuovo regime costituzionale, formatosi dopo le elezioni del 27 Aprile 1848, vede <strong>Camillo Benso Conte di Cavour</strong> seduto tra i banchi di destra del Parlamento come Deputato Subalpino. In particolare, Cavour si fa portavoce degli interessi piemontesi. Intanto imperversa la guerra con l’Austria, e si giunge all’Armistizio di Salasco nel mese di agosto 1848.</p>
<p>Camillo Benso si dichiara favorevole al rinvio delle ostilità e all’intervento diplomatico della Gran Bretagna. Nel dicembre del 1848 il re Carlo Alberto lascia che sia Gioberti a formare il governo, e Cavour non viene eletto. Il governo Gioberti è piuttosto debole e crolla subito nel 1849.</p>
<p>Nello stesso anno il re Carlo Alberto abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele. Nel maggio del 1849 si costituisce il governo di Massimo d’Azeglio, che riporta la figura di Cavour in primo piano, che si mette alla guida della maggioranza.</p>
<p>Nel 1850, grazie alla spinta di Cavour, vengono emanate le leggi Saccaridi, che aboliscono i privilegi del clero nel Regno di Sardegna. Naturalmente non mancano le reazioni anche violente da parte della Santa Sede.</p>
<p><strong>Camillo Benso</strong> assume la carica di Ministro dell’Agricoltura e del Commercio del Regno di Sardegna l’11 Ottobre 1850. In politica estera intensifica i trattati commerciali con la Gran Bretagna ed il Belgio, dando un notevole impulso al liberismo economico.</p>
<p>Successivamente a Cavour viene assegnato il ruolo di Ministro della Marina e poi delle Finanze. In politica interna, riesce a migliorare la situazione del bilancio statale.</p>
<p>All’inizio del 1852 <strong>Camillo Benso </strong>stringe un’intesa con il Centro-sinistra. Il primo Governo Cavour effettua investimenti nel settore delle ferrovie, ed introduce la riforma doganale. Il secondo governo Cavour dura dal 1855 al 1859.</p>
<p>Il terzo governo Cavour coincide con l’avvento dell’Unità di Italia, avvenuta nel 1861. Il politico piemontese, che ha segnato la storia d’Italia, muore il 6 Giugno 1861: la sua morte suscita cordoglio anche perché improvvisa.</p>
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		<title>Fidel Castro</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 17:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="233" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/fidel-castro280841-300x233.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="fidel castro280841" title="fidel castro280841" /></p>Nato nel 1926, Fidel Castro trascorre l’infanzia con il padre, Angel, un galiziano trasferitosi a Cuba, e la seconda moglie, Lina Ruz Gonzales, che oltre a Fidel mette al mondo altri quattro figli. La famiglia Castro vive in una delle più belle regioni di Cuba, nei pressi della baia di Nige, un territorio che resta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="233" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/fidel-castro280841-300x233.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="fidel castro280841" title="fidel castro280841" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6513" title="Biografia Vita e Storia di Fidel Castro" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/fidel-castro280841.jpg" alt="Biografia Vita e Storia di Fidel Castro" width="457" height="355" />Nato nel 1926, <strong>Fidel Castro</strong> trascorre l’infanzia con il padre, Angel, un galiziano trasferitosi a Cuba, e la seconda moglie,  Lina Ruz Gonzales, che oltre a Fidel mette al mondo altri quattro figli. La famiglia Castro vive in una delle più belle regioni di Cuba, nei pressi della baia di Nige, un territorio che resta quasi incontaminato almeno fino al ventesimo secolo.</p>
<p>Il piccolo Fidel, insieme ai fratelli, riceve un’educazione piuttosto rigida di impostazione gesuita. Nei due collegi da lui frequentati, si mette in evidenza per le capacità atletiche e l’abilità nel parlare. 	Il carattere di <strong>Fidel Castro</strong> si mostra subito volubile, ma al tempo stesso forte. I contrasti in famiglia, e soprattutto con il padre, contribuiscono a rafforzare il suo temperamento.</p>
<p>Nel 1945 intraprende gli studi in Legge presso l’Università dell’Avana, e in questo periodo comincia ad interessarsi di politica, militando in una organizzazione rivoluzionaria. Nel 1948 <strong>Fidel Castro</strong> partecipa ad una manifestazione di protesta organizzata dagli studenti a favore dell’autonomia universitaria, durante la quale vi sono degli scontri molto accesi.</p>
<p>Nello stesso anno, insieme ad altri studenti comunisti, fa circolare migliaia di volantini con scritte contrarie al capitalismo, proprio in concomitanza con la conferenza indetta dal generale Marshall a Bogotà. La città viene messa a soqquadro dai disordini, e gli Stati Americani attribuiscono la colpa di tutto ciò ai comunisti.</p>
<p>Il 12 Ottobre 1948, dopo l’esperienza di Bogotà, Castro sposa la sorella di un compagno di studi, Marta. Nel 1950, conseguita la laurea, Fidel Castro si getta anima e corpo nella vita politica, ammettendo di aver subito durante gli anni universitari la profonda influenza del marxismo.</p>
<p>Più volte il politico cubano dichiara di sentire una “vocazione alla rivoluzione” che lo porta ad affrontare con coraggio le più disparate situazioni, schierandosi con gli studenti cubani contro la tirannia americana. Nel 1951 Castro interviene a favore dei contadini e lavoratori cubani contro lo strapotere dei latifondisti.</p>
<p>In molti sono convinti che <strong>Fidel Castro</strong> possa salvare la nazione recuperandone l’indipendenza perduta. Nel 1953 Fidel si mette alla guida di una organizzazione di giovani intenzionata ad impadronirsi delle due caserme militari di Bayamo e Santiago.</p>
<p>La spedizione, organizzata il 26 Luglio del 1953, fallisce miseramente, ed anche Fidel Castro viene catturato. Davanti ai giudici che lo condannano, in tribunale, Castro denuncia con argomentazioni storiche e sociali non solo il governo cubano, guidato da Batista, ma l’intero sistema cubano.</p>
<p>Nello stesso tempo mette a punto il programma che regola il movimento rivoluzionario, elaborando cinque importanti leggi che riguardano diversi settori. Nel 1954 Castro si separa dalla moglie, l’anno successivo Batista viene rieletto alla presidenza. A questo punto Fidel si reca in Messico per preparare un reparto di guerriglieri addestrato.</p>
<p>Qui conosce Ernesto Guevara, che all’epoca ha ventisei anni. L’attività dei guerriglieri capeggiati da <strong>Fidel Castro</strong> comincia ad ottenere qualche risultato, appoggiandosi alla schiera dei rivoluzionari presenti all’interno delle varie città. Nel 1958, in occasione delle elezioni, il gruppo subisce molte perdite umane.</p>
<p>Batista riesce a fuggire a Santo Domingo, mentre l’America prepara un complotto militare per prendere le redini della situazione. Nel 1960 viene varata la tanto attesa “riforma agraria”. Intanto la Rivoluzione continua, e l’America decide di interrompere ogni rapporto diplomatico con Cuba.</p>
<p>Fidel Castro definisce il movimento in atto una “Rivoluzione socialista”. Nel 1963 Castro visita la Russia, e nel mese di Ottobre viene resa operativa la seconda riforma agraria. Nel 1964 Fidel tiene un discorso in cui insiste nel mettere il problema dell’agricoltura tra i più urgenti.</p>
<p>Oltre ai sostenitori, la figura di Castro attira numerosi detrattori, convinto che la politica da lui seguita non sia affatto rispettosa dei diritti umani, a causa dell’utilizzo di sistemi repressivi e coercitivi.</p>
<p><strong>Fidel Castro </strong>è rimasto sulla scena della politica cubana dal 1959 fino al 2006, quando a causa di problemi di salute lascia per un po’ il governo al fratello Raul.</p>
<p>Nel 2007 arrivano, da parte del Presidente cubano, le dimissioni ufficiali dalla carica di Primo Segretario del Partito.</p>
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		<title>Charles Henry Bukowski</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 13:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="262" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/charles-bukowski-300x262.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="charles-bukowski" title="charles-bukowski" /></p>Nato in Germania il 16 Agosto 1920 da padre americano e mamma tedesca, Charles Henry Bukowski si trasferisce a Baltimora con la famiglia nel 1923. Durante gli anni della Grande depressione economica, che colpisce l’America a partire dal 1929, il padre di Charles rimane spesso disoccupato e questo alimenta la sua caratteriale aggressività. Charles (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="262" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/charles-bukowski-300x262.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="charles-bukowski" title="charles-bukowski" /></p><p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-6506 alignright" title="Biografia Vita e Storia di Charles Henry Bukowski - Frasi Poesie e Aforismi" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/charles-bukowski.jpg" alt="Biografia Vita e Storia di Charles Henry Bukowski - Frasi Poesie e Aforismi" width="454" height="397" />Nato in Germania il 16 Agosto 1920 da padre americano e mamma tedesca, <strong>Charles Henry Bukowski </strong>si trasferisce a Baltimora con la famiglia nel 1923. Durante gli anni della Grande depressione economica, che colpisce l’America a partire dal 1929, il padre di Charles rimane spesso disoccupato e questo alimenta la sua caratteriale aggressività.</p>
<p>Charles (che poi tutti chiamano Henry) non vive bene il periodo dell’infanzia e adolescenza: è un ragazzo timido e schivo, se ne sta spesso da solo e soffre di una grave forma di acne. Proprio in questi anni tormentati Charles conosce l’alcol, un vizio che non lascerà per tutta la vita.</p>
<p>Dopo le scuole superiori Bukowski si iscrive al College (università) e per due anni studia letteratura, giornalismo e arte. Tra le frequentazioni giovanili vi è un gruppo di nazisti e alcuni esponenti dell’estrema sinistra. Nell’estate del 1944 viene arrestato perché non vuole fare il servizio militare, ma viene scarcerato dopo diciassette giorni.</p>
<p>In seguito viene esonerato dal servizio militare perché non idoneo. All’età di ventiquattro anni comincia a scrivere i suoi primi racconti, che vengono pubblicati su alcune riviste letterarie. La maggior parte delle opere di Bukowski è autobiografica, ma come lui stesso dichiara, vi sono anche elementi immaginari.</p>
<p>Inizialmente lo scrittore non riesce ad imporsi come vorrebbe nel panorama letterario, così decide di lasciare per un po’ e dedicarsi ai viaggi. Si mette quindi a girare l’America, svolgendo una serie di lavoretti precari. Lo stesso Bukowski descrive questo periodo della sua vita come “una sbronza di dieci anni”, anche a causa della sua forte passione per l’alcol.</p>
<p>Nel 1955 rischia la vita per un ulcera perforante. Tornato dall’ospedale, comincia a scrivere opere in versi. Nel 1957 sposa Barbara Frye, una poetessa texana dalla quale però divorzia pochi anni dopo. Dopo la separazione, Charles ricomincia a bere.</p>
<p>La donna che lo scrittore ama più di se stesso si chiama Jane Cooney Baker, che però muore prematuramente, lasciando lo scrittore nella disperazione. Come molti critici confermano, è stata lei una delle muse ispiratrici della produzione letteraria di Bukowski.</p>
<p>Nel 1964 la donna con la quale convive, una certa Frances Smith, mette al mondo la piccola Marine Luise, che resta unica figlia dello scrittore. Nel 1969 arriva la grande svolta letteraria per Bukowski: l’editore Black Sparrow gli offre 100 dollari a settimana per esercitare l’attività di scrittore a tempo pieno.</p>
<p>All’età di quarantanove anni, Charles decide di lasciare il lavoro presso l’ufficio di postale di Los Angeles e dedicarsi alla sua grande e unica passione: la scrittura. In questi anni pubblica il romanzo “Post Office”, nel quale racconta la sua vita, e riscuote molto successo.</p>
<p>La fama gli dà la possibilità di conoscere tante donne e avere molte relazioni: queste storie d’amore o di sesso diventano materiale prezioso per scrivere poesie e racconti.</p>
<p>Una delle storie più importanti è con Linda Lee Beighle, con la quale trascorre circa due anni ad intermittenza, sposandosi nel 1985. Il 9 Marzo 1994 <strong>Charles Henry Bukowski</strong> muore a causa di un infarto, già debilitato dalla tubercolosi. Il suo ultimo romanzo si intitola “Pulp”.</p>
<p>Sulla lapide della tomba in cui è sepolto si legge la frase: “Don’t try” (Non provare), che è il verso di una poesia.</p>
<p>Bukowski è di certo un autore anticonformista e informale sia nello stile che nei contenuti, per questo molti lo associano al movimento della “Beat generation”, anche se lui non si è mai identificato in maniera precisa.</p>
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		<title>Giordano Bruno</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 13:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="266" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Giordano_Bruno-266x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giordano_Bruno" title="Giordano_Bruno" /></p>Giordano Bruno, il cui nome di battesimo è Filippo, nasce a Nola, un paese in provincia di Napoli, nel 1548. Il padre è un militare, la mamma invece appartiene ad una famiglia di modesti proprietari terrieri. Dopo aver finito gli studi di base nel suo paese natio, Filippo Bruno si trasferisce a Napoli, dove intraprende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="266" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Giordano_Bruno-266x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giordano_Bruno" title="Giordano_Bruno" /></p><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-6503" title="Biografia Vita e Storia di Giordano Bruno" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Giordano_Bruno.jpg" alt="Biografia Vita e Storia di Giordano Bruno" width="290" height="326" />Giordano Bruno</strong>, il cui nome di battesimo è Filippo, nasce a Nola, un paese in provincia di Napoli, nel 1548.</p>
<p>Il padre è un militare, la mamma invece appartiene ad una famiglia di modesti proprietari terrieri.</p>
<p>Dopo aver finito gli studi di base nel suo paese natio, Filippo Bruno si trasferisce a Napoli, dove intraprende gli studi universitari di logica, matematica e mnemotecnica.</p>
<p>A soli diciassette anni Filippo decide di seguire la carriera ecclesiastica, entrando a far parte dell’ordine domenicano, con il nome di <strong>Giordano Bruno</strong>.</p>
<p>Trascorso circa un anno, la vita monastica comincia ad andargli stretta, e Giordano manifesta una certa inquietudine nei confronti delle regole imposte in convento.</p>
<p>Per questo, più volte, corre il rischio di subire procedimenti disciplinari da parte dell’ordine religioso. La carriera ecclesiastica è piuttosto rapida: nel 1570 diventa suddiacono, nell’anno successivo viene nominato diacono, nel 1572 celebra la prima messa come sacerdote.</p>
<p><strong>Giordano Bruno</strong> è uno studioso serio e pieno di curiosità: non solo legge e approfondisce gli scritti di San Tommaso, ma si dedica anche con attenzione all’analisi delle opere di Erasmo da Rotterdam, un autore “proibito” per i contenuti anticlericali delle sue opere. Proprio per questo motivo Giordano Bruno viene processato dall’Inquisizione.</p>
<p>Poiché il clima nei suoi confronti si fa piuttosto sospettoso, Giordano Bruno decide di lasciare Napoli e la carriera ecclesiastica. Durante le sue peregrinazioni il filosofo cambia diverse località (Torino, Savona, Padova, Venezia, Brescia, Bergamo).</p>
<p>Poi nel 1578, dopo essere tornato all’abito ecclesiastico, si dirige prima verso Lione, poi alla volta di Ginevra, dove impera il calvinismo. In questa città Giordano Bruno viene accolto con benevolenza dal marchese di Vico, Gian Galeazzo Visconti, e aderisce al calvinismo.</p>
<p>Costretto a lasciare anche questa città perché accusato di diffamazione nei confronti di un docente di filosofia e quindi processato, <strong>Giordano Bruno</strong> arriva a Tolosa, dove ottiene un posto nella locale università come “lettore di filosofia”.</p>
<p>Dopo circa due anni si trasferisce a Parigi, dove ricopre il ruolo di “lettore straordinario”, tenendo un corso universitario sulla figura di Tommaso d’Aquino. La produzione letteraria e filosofica di Giordano Bruno è molto ricca. Al re Enrico VIII° il filosofo dedica il trattato dal titolo “De umbris idearum” e l’opera annessa “Ars Memoriae”.</p>
<p>Ottenuto il favore del monarca, Giordano Bruno diventa amico di Michel de Castelnau, ambasciatore francese in Inghilterra. A Londra Giordano Bruno pubblica alcune opere importanti, come “Ars reminiscendi” e “La Cena delle ceneri”.</p>
<p>Anche a Londra il filosofo mette in difficoltà con le sue teorie alcuni illustri docenti universitari. Ben presto interrompe le sue lezioni sulla cosmologia perché difende le teorie di Copernico sul movimento terrestre.</p>
<p>In Germania Bruno insegna nella locale università, e qui tiene un elogio della teoria luterana, che si oppone con forza al potere temporale della Chiesa di Roma. In seguito aderisce al Luteranesimo.</p>
<p>Tornato in Italia, il filosofo napoletano è ormai isolato. Nel 1592 il ramingo Giordano Bruno raggiunge Venezia. Anche l’ambiente veneziano è ostile nei suoi confronti, tanto che deve subire un altro processo perché accusato di essere un eretico e in conflitto con la dottrina cattolica. Il 20 Gennaio 1600 il Papa Clemente VIII ordina che Giordano Bruno venga bruciato vivo sul rogo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Carlotta Proietti, &#8220;Il Mio Disco E&#8217; Un Sogno Che Si Avvera&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 07:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="211" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Carlotta-Proietti3_m-211x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Carlotta Proietti, &quot;Il Mio Disco E&#039; Un Sogno Che Si Avvera&quot;" title="Carlotta Proietti, &quot;Il Mio Disco E&#039; Un Sogno Che Si Avvera&quot;" /></p>Carlotta Proietti, figlia del celebre Gigi, ha da poco debuttato con il suo nuovo disco “Carlotta Proietti”, uscito il 20 marzo, che raccoglie 11 brani basati su un sound tra il rock e l&#8217;elettronica, con testi  che narrano di storie fatte di immagini, fotografie, ricordi e racconti. I due brani “Scema” e “Uccidimi” sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="211" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Carlotta-Proietti3_m-211x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Carlotta Proietti, &quot;Il Mio Disco E&#039; Un Sogno Che Si Avvera&quot;" title="Carlotta Proietti, &quot;Il Mio Disco E&#039; Un Sogno Che Si Avvera&quot;" /></p><p><strong>Carlotta Proietti,</strong> figlia del celebre Gigi, ha da poco debuttato con il suo nuovo disco “Carlotta Proietti”, uscito il 20 marzo, che raccoglie 11 brani basati su un sound tra il rock e l&#8217;elettronica, con testi  che narrano di storie fatte di immagini, fotografie, ricordi e racconti. I due brani “Scema” e “Uccidimi” sono stati scritti a quattro mani con il grande e compianto Giancarlo Bigazzi, “una forte personalità e una grande simpatia tipicamente toscana”. Una voce importante che affascina e colpisce aldilà del suo essere figlia d’Arte. Sapientemente arrangiato e realizzato da Fabrizio Federighi e Saverio Gerardi, questo album mescola suoni acustici ed elettronici, canzoni in inglese e in italiano, un mix di mistero ed ironia.<img class="alignright size-large wp-image-6484" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Carlotta-Proietti3_m-720x1024.jpg" alt="" width="504" height="717" /><strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Carlotta, quando e come è nata la tua passione per la musica?</strong></span></p>
<p>Da quello che ricordo c’è sempre stata. Fin da piccola amavo cantare ed ero molto più esibizionista di ora!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il 20 marzo</strong><strong> è uscito il tuo disco d’esordio “CARLOTTA PROIETTI”, che contiene 11 brani basati su un sound tra il rock e l’elettronica con testi semplici ed essenziali. Ce ne parli?</strong></span></p>
<p>È un sogno che si avvera. Fare un disco di mie canzoni più due cover, è stata una bellissima esperienza, una sfida con le sue difficoltà e i suoi ostacoli. I suoni particolari sono il risultato  del lavoro in studio con Fabrizio Federighi (Bandabardò, Luca Madonia, Battiato, ecc) e Saverio Gerardi (Monoma, ecc), che hanno trascorsi musicali diversi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come è stato lavorare con un grandissimo autore come Giancarlo Bigazzi?</strong></span></p>
<p>Bellissimo. Ogni grande maestro ti insegna qualcosa di grande con la semplicità di uno sguardo. Mi ha insegnato ad avere il coraggio di buttare e ricominciare e quando ce n’è la necessità, di fermarsi a riflettere e  ad ascoltare. Giancarlo aveva una forte personalità e una grande simpatia tipicamente toscana, ho amato molto i momenti di relax, in cui si cenava insieme e ci raccontava aneddoti sulla sua carriera.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tuo papà Gigi cosa pensa della tua carriera artistica?</strong></span></p>
<p>Bisognerebbe chiedere a lui! Penso sia contento, la sua frase tipica è “fate cose belle”. Che sembra scontato, ma non lo è. Penso intenda dire “fate e date sempre il meglio”. Ed io ci provo!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che rapporto hai con tuo padre?</strong></span></p>
<p>Sento di poter dire che ho un ottimo rapporto con entrambi i miei genitori. Li stimo molto e quindi amo lo scambio che c’è, sia nella vita che nel lavoro. Inoltre, mi diverto sempre tanto quando stiamo insieme, c’è sempre stato un clima di gioco e di leggerezza in famiglia e per questo, sono grata a loro. Con mio padre ho anche lavorato, il che mi ha permesso di conoscere meglio anche il papà “attore”. Fortunatamente non mi ha deluso,  anzi mi ha introdotto al favoloso mondo del teatro, che ormai ho nel cuore.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E’ difficile emergere nel contesto musicale italiano?</strong></span></p>
<p>Penso sia difficile emergere in qualunque contesto musicale. Oggi ci sono tantissimi cantanti, interpreti, cantautori e il mercato è saturo. Bisogna cercare di fare le scelte giuste, perché  è un ambiente nel quale non ci sono regole, ma si rischia sempre di sbagliare, perché nessuno può dirti se hai preso la strada giusta. Personalmente, punto ad essere professionale, cercando di fare il meglio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è il tuo più grande fan? E il giudice più severo?</strong></span></p>
<p>I miei genitori e i miei collaboratori sono i primi ad ascoltare le cose che scrivo. E sicuramente non mi risparmiano critiche, dove le ritengono necessarie. Ma a me piace, è un tacito accordo fatto di opinioni sincere e critiche costruttive.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che lavoro c’è dietro al tuo album d’esordio?</strong></span></p>
<p>Molto tempo, molto lavoro, dubbi, incertezze, energia e tanto impegno mentale. Ma anche tanta complicità, rabbia e felicità: un misto di emozioni che sono tutte incise su quel cd!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il percorso professionale che ti ha portato a questo traguardo?</strong></span></p>
<p>Fare la gavetta (che faccio tuttora), ovvero mettere su più band, suonare nei locali, nei pub..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Leggere, andare al cinema, a teatro. Soprattutto stare con le mie amiche a casa per una spaghettata e un bicchiere di vino. Amo molto camminare e leggere al sole, distesa su un prato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai incontrato molte difficoltà nel tuo percorso e come le hai superate?</strong></span></p>
<p>Le avversità ci sono sempre e per tutti. Più che superate credo che vadano affrontate, così da riconoscere i propri limiti e migliorarsi sempre.  Mi piace ragionare così, quando incontro difficoltà lavorative o personali, amo essere ottimista senza chiudermi davanti ad un ostacolo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che ragazza è Carlotta?<img class="alignleft size-large wp-image-6485" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/cover-disco_b-1013x1024.jpg" alt="" width="486" height="491" /></strong></span></p>
<p>Dicono di me che sono solare, ma mi accorgo dalle mie canzoni che hanno un non so che di misterioso. Questo probabilmente significa che ho una duplice personalità, un po’  sfaccettata e complessa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E che artista ?</strong></span></p>
<p>Artista è una parola molto importante, non so se me la merito! Per il momento sono una cantautrice. E come tale, chi mi ascolterà saprà dare un giudizio. Speriamo buono!<br />
<span style="color: #800000"><strong>BOTTA &amp; RISPOSTA</strong></span></p>
<p><em>La tua playlist:</em> Paolo Nutini, Vanessa Damata, Funk mix!</p>
<p><em>Tre oggetti che porteresti con te su un’isola deserta: </em>Un libro, il mio porcospino Billo, un coltellino svizzero</p>
<p><em>Dolce o salato?</em> Salato</p>
<p><em>Se fossi un pianeta:</em> Terra!</p>
<p><em>Il libro sul comodino: </em>Il dizionario etimologico</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla tua scrivania: </em>Un posacenere</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino: </em>C’è il sole?</p>
<p><em>Cosa  non sopporti nella gente:</em> L’arroganza</p>
<p><em>Un tuo difetto:</em> Quando mi spazientisco non resisto più di un secondo</p>
<p><em>Un tuo pregio:</em> So ascoltare</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giovanni Falcone</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 14:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/54545-giovanni-falcone-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="54545-giovanni-falcone" title="54545-giovanni-falcone" /></p>Nato a Palermo il 20 Maggio 1939, Giovanni Falcone è figlio di Arturo Falcone e Luisa Bentivegna. La famiglia è composta da cinque persone: Giovanni ha due sorelle più grandi. Dopo le scuole superiori, Giovanni si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, conseguendo la laurea nel 1961. Nel 1964 Falcone entra in magistratura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/54545-giovanni-falcone-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="54545-giovanni-falcone" title="54545-giovanni-falcone" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6479" title="Biografia Vita e Storia di Giovanni Falcone" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/54545-giovanni-falcone.jpg" alt="Biografia Vita e Storia di Giovanni Falcone" width="515" height="343" />Nato a Palermo il 20 Maggio 1939, <strong>Giovanni Falcone</strong> è figlio di Arturo Falcone e Luisa Bentivegna. La famiglia è composta da cinque persone: Giovanni ha due sorelle più grandi. Dopo le scuole superiori, Giovanni si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, conseguendo la laurea nel 1961.</p>
<p>Nel 1964 Falcone entra in magistratura, e ricopre per circa dodici anni il ruolo di sostituto procuratore presso il Tribunale di Trapani. Questa esperienza avvicina il giudice siciliano alle tematiche del diritto penale, cui d’ora in avanti si appassiona.</p>
<p>Trasferitosi al Tribunale di Palermo nel 1978, <strong>Giovanni Falcone </strong>viene assegnato all’Ufficio istruzione, sotto la guida di Rocco Chinnici. Qui si distingue per le sue notevoli capacità, lavorando fianco a fianco con il collega e amico Paolo Borsellino.</p>
<p>Nel 1980 Chinnici affida a Falcone alcune indagini abbastanza delicate riguardanti Rosario Spatola ed altre associazioni criminali, dislocate anche negli Stati Uniti. <strong>Giovanni Falcone</strong>, con grande professionalità e bravura, approfondisce il caso a lui assegnato analizzando anche la situazione bancaria e patrimoniale di tali organizzazioni, riuscendo a fornire un quadro conoscitivo e dettagliato del fenomeno “mafia”.</p>
<p>Nel mese di Dicembre del 1980 il giudice Falcone raggiunge New York per portare a termine le indagini su Cosa Nostra, con l’aiuto dell’investigatore Victor Rocco. Intanto in Sicilia scoppia una vera e propria guerra tra clan mafiosi, e si contano numerose vittime, tra cui il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pio La Torre e Rocco Chinnici.</p>
<p>Il successore di Chinnici è Antonio Caponnetto, che istituisce un “pool” di magistrati che si occupa esclusivamente dei processi mafiosi. Caponnetto sceglie Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come esponenti di spicco per il gruppo di magistrati.</p>
<p>Con l’arresto di Tommaso Buscetta “Cosa Nostra” subisce un notevole scossone. Buscetta decide di collaborare con la giustizia nel processo che comincia a Luglio del 1984. Questo episodio si rivela determinante per la comprensione di alcune dinamiche interne alla compagine mafiosa.</p>
<p>Ma la mafia non se ne sta certo ferma a guardare: si comincia a temere per la vita dei magistrati impegnati nel “pool”, soprattutto dopo la morte di Montana e Cassarà, nell’estate del 1985.</p>
<p>Per motivi di sicurezza i giudici Falcone e Borsellino vengono trasferiti per qualche tempo presso il carcere dell’Asinara, con le loro rispettive famiglie. A Novembre del 1987 termina il Maxiprocesso: per il pool anti-mafia è un memorabile risultato.</p>
<p>A questo punto il Pool aumenta di  tre unità: i giudici istruttori Giacomo Conte, Gioacchino Natoli e Ignazio De Francisci. Dopo l’uscita di Caponnetto per ragioni di anzianità, il Consiglio Superiore della Magistratura provvede alla nomina di Antonino Meli.</p>
<p>Da questo momento in poi il lavoro del Pool antimafia subisce una battuta d’arresto, e cominciano i problemi che porteranno qualche tempo dopo al suo scioglimento. Il gruppo viene sciolto ufficialmente il 30 Luglio 1988.</p>
<p>Nel mese di Giugno 1989 il giudice Falcone scampa miracolosamente ad un attentato organizzato dal boss Totò Riina ed altri mafiosi, mentre si trova nella sua villetta al mare.</p>
<p>Dopo poco tempo dal fallito attentato Falcone viene nominato procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica. A partire dagli anni Novanta Giovanni Falcone cerca di portare avanti con maggiore forza la battaglia contro il crimine.</p>
<p>Ma gli manca l’appoggio del mondo politico, e questo alimenta un clima di sfiducia e sospetto nei suoi confronti. La strategia mafiosa intanto si inasprisce di fronte all’operato del giudice, che intanto scopre e rende noto il profondo legame tra politica, mafia e imprenditoria.</p>
<p>Con il passare del tempo Giovanni Falcone si sente sempre più messo da parte dalle istituzioni. Il giorno prima della sua morte viene eletto Superprocuratore. Falcone perde la vita nella strage di Capaci, il 23 Maggio 1992. Con lui muore nell’attentato anche sua moglie Francesca Marvillo.</p>
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		<title>Elvira Seminara, Giornalista, Scrittrice E &#8220;Cantascorie&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Woman]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/fiera-dautore-2-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Elvira Seminara, Giornalista, Scrittrice E &quot;Cantascorie&quot;" title="Elvira Seminara, Giornalista, Scrittrice E &quot;Cantascorie&quot;" /></p>Elvira Seminara, giornalista,  scrittrice e pop-artist, si definisce una “cantascorie”. Crede nel recupero creativo delle cose e delle parole (quelle perdute, quelle  abusate) e  nella  riconversione dei linguaggi. Tra le sue ultime pubblicazioni,  il romanzo “L’indecenza” (Mondadori, 2008);  “I racconti del parrucchiere”e la dark comedy  “Scusate la polvere”. Quest’ultimo ha meritato nei mesi scorsi, due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/fiera-dautore-2-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Elvira Seminara, Giornalista, Scrittrice E &quot;Cantascorie&quot;" title="Elvira Seminara, Giornalista, Scrittrice E &quot;Cantascorie&quot;" /></p><p><strong>Elvira Seminara, </strong>giornalista,  scrittrice e pop-artist, si definisce una “cantascorie”. Crede nel recupero creativo delle cose e delle parole (quelle perdute, quelle  abusate) e  nella  riconversione dei linguaggi. Tra le sue ultime pubblicazioni,  il romanzo “L’indecenza” (Mondadori, 2008);  “I racconti del parrucchiere”e la dark comedy  <em>“</em>Scusate la polvere”. Quest’ultimo ha meritato nei mesi scorsi, due prestigiosi riconoscimenti quale “romanzo da film”, dalle giurie internazionali del Festival internazionale del cinema di Roma e  della Fiera del libro di Torino, che lo ha scelto come soggetto da sceneggiare. <img class="alignright size-large wp-image-6466" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/fiera-dautore-2-685x1024.jpg" alt="" width="479" height="717" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Elvira, la tua vita è un mix di esperienze: giornalismo, scrittura, insegnamento,  da poco hai esordito come pop –designer. Quale ti appassiona di più?</strong></span></p>
<p>Mi ha entusiasmato ogni fase nella sua pienezza. Insegnare giornalismo agli studenti universitari mi ha stimolato moltissimo anche umanamente, per il confronto generazionale e fare la redattrice per vent’anni a La Sicilia, mi ha insegnato a essere curiosa del mondo con passione e rispetto della verità,  oltre che a conciliare, nella scrittura, ricchezza e sottrazione. Ho lasciato entrambe le occupazioni, da poco,  per dedicarmi essenzialmente alla narrativa, ma devo ammettere che la nuova attività di Borseggiautrice adesso mi sta travolgendo con passione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Borseggiautrice in che senso ? </strong></span></p>
<p>Autrice di borse sovversive, ricreate con materiale di recupero. Il mio marchio è Manomissioni, non a caso. Nei miei manomessi riabilito e travesto- a- festa gli scarti più umili del quotidiano come forchette di plastica, gomme di caffettiere, pettini rotti, persino tubetti di dentifricio in abiti da sera. Tutto ha diritto a una seconda vita, che spesso è più bella della prima. E’ un fatto etico prima ancora che estetico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dove sono esposti i tuoi manufatti manomessi? </strong></span></p>
<p>Sino ai primi di aprile, nell’art gallery di Marella Ferrera, lo spazio M del Sicilia village di Agira, assieme alle creazioni di artisti di tutto il mondo. Poi la mostra girerà in Europa.  Oltre alle borse espongo le mie ormai storiche Cramatte, cioè cravatte folli e visionarie e gioielli dada.  Ogni oggetto è un pezzo unico e ha il suo titolo come fosse un racconto, perché per me tutto è scrittura e anche una borsa è narrazione. Ogni manufatto di riciclo è infatti a sua volta, testimonianza di vite e passaggi preesistenti, è uno spazio di  transiti ed emozioni. E di sedimenti, oltre che di sentimenti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che rapporto hai con la critica?</strong></span></p>
<p>Con la critica come modalità di pensiero, direi intimo, vitale e connaturato. Non  potrebbe essere altrimenti. Mio marito è critico letterario (insegna Letteratura italiana all’Università di Catania),  io stessa ho esordito nel giornalismo come critica teatrale e ho un temperamento ipercritico, con un “Super Io” insopportabile e invadente. (!)  A parte lo scherzo, quanto ai critici come categoria, mi piacerebbe fossero meno compiacenti e meno autoreferenziali e che si tornasse a quel nobile genere dismesso, la stroncatura.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nel tuo cassetto ci sono libri non pubblicati?</strong></span></p>
<p>Sì, un paio. Uno è quello su cui sto lavorando, l’altro è nato sfortunato e incorreggibile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da ragazza amavi la scrittura?</strong></span></p>
<p>Mi era indispensabile, soprattutto.  Perché era uno strumento per leggere il mondo e interpretarlo, dunque abitarlo al meglio. Prima ancora di raccontarlo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se potessi fare un salto indietro nel tempo, cosa cambieresti della tua vita?</strong></span></p>
<p>Cambierei il tempo e anche lo spazio, per vivere in quel chilometro magico tra Place de la Concorde e Boulevard Saint Germain, che attraversi in 25 minuti, per poi prendere la mia tisana al Cafè de Flor, nel tavolo accanto a Sartre e Simone e magari sentirli litigare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace trasmettere attraverso la scrittura ?</strong></span></p>
<p>Il piacere delle parole e degli oggetti che si reinventano e si muovono in modo nuovo, pur essendo gli stessi di sempre,  oppure si smontano e rimontano per dire cose mai pensate.  La materia della vita sgravata dal suo peso. Scrivere un racconto o una borsa non è così diverso. E’ la grande premonizione,  in fondo, di Tristan Tzara o di Duchamp.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da donna a donna: qual è il difetto peggiore delle donne d’oggi?</strong></span></p>
<p>Copiare i modelli maschili.  L’arroganza col rossetto,  la corsa coi tacchi. E scambiare il piacere della bellezza o di un bel vestito  con l’obiettivo della seduzione. Come se alla fine, con buona pace di tutte,   intellettuali,  veline,  attrici o casalinghe, il fine ultimo non fosse che quello di sedurre gli uomini, dentro e fuori la pubblicità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a conciliare la vita privata con quella professionale?</strong></span></p>
<p>Benissimo, perché non c’è distinzione fra lavoro e passione…A casa leggo, scrivo e costruisco i miei oggetti, comunicando con gli altri ancor prima di incontrarli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro? E quale quello peggiore?</strong></span></p>
<p>Coincidono. E’ sentirsi sempre sotto giudizio. Il tuo, dei lettori, degli amici, di chi ami. Bello e terribile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanti e quali sacrifici hai dovuto affrontare per riuscire ad affermarti e ad emergere?</strong></span></p>
<p>Così tanti che preferisco rimuoverli. Ricordo la fatica di lavorare in redazione, in cronaca, sino alle undici di sera, con due bimbe a casa che reclamavano giustamente più tempo e più leggerezza. E poi l’ansia per la pubblicazione dei romanzi, la lotta col tempo sempre inadeguato, contro gli stereotipi e le trappole di genere, in ogni campo. Quella condizione da funambole che caratterizza tutte le donne.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano i tuoi sogni da adolescente?<img class="alignleft size-full wp-image-6467" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/sul-divano.jpg" alt="" width="400" height="279" /></strong></span></p>
<p>Fare quello che faccio, accanto alle persone che amo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>I momenti più difficili della tua vita  in che modo sei riuscita a superarli?</strong></span></p>
<p>Con l’immaginazione e gli affetti, grandi alleati da sempre.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se la tua vita fosse un libro, quale sarebbe? E perché?</strong></span></p>
<p>Ho usato troppo le parole, ho scritto migliaia di articoli. Mi piacerebbe  essere un libro fatto di foglie al posto dei fogli, foglie tutte diverse cadute dagli alberi di ogni tempo. Tutto senza parole, naturalmente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Presente, passato o futuro? E perché?</strong></span></p>
<p>Il presente.  L’unico passato che accetto e anzi frequento ogni giorno, è quello di verdure. Il futuro è fuori di noi, ci appartiene solo in parte, è meglio corteggiarlo senza  pensarci troppo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Citazione preferita: </em>In “Scusate la polvere”,  il mio ultimo romanzo,  la dice Coscienza,  donna di innocenza diabolica :  “I ricordi non vanno mai rimodernati, sono come i vestiti antichi, rischi solo di rovinarli quando li riporti in vita. I bei ricordi vanno lasciati appesi nelle loro grucce, nella parta alta dell’armadio, sotto il cellophane, in naftalina. Ogni tanto li guardi, se vuoi, ma non toccarli piú”</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> Perdere gli affetti e la fantasia</p>
<p><em>L’oggetto a cui sei più legata:</em> La mia Olivetti Lettera 22, di quand’ero bambina</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino: </em>Quanto sole c’è, è affidabile?</p>
<p><em>Prima di partire per un viaggio:</em> Quale libro mi  porto?</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>C’è una colonna instabile che spesso frana  a terra, tra cui Simone Weil, la Bibbia, un Topolino di dieci anni fa, un Auster, un Miller (Henry)</p>
<p><em>Personaggio storico:</em> Una qualsiasi fra le tante donne nascoste e cancellate dai libri di storia, che non conosceremo mai e ha lottato nel buio per dare anche a noi, la possibilità di fare oggi quest’intervista</p>
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		<title>Robert Doisneau</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="231" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/dixl450-300x231.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="dixl450" title="dixl450" /></p>Robert Doisneau è un fotografo, famoso per le sue fotografie, giocoso e ironico di accostamenti divertenti, ha fotografato strade di Parigi e caffè. Il fotografo Robert Doisneau è stato influenzato dal lavoro di André Kertész,Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson, in oltre venti libri Robert Doisneau ha presentato una suggestiva visione della fragilità umana e della vita come una serie di momenti tranquilli e incongrui. &#8221; Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti, nessun regista in grado di organizzare l&#8217;imprevisto che si trova in strada. &#8221; Robert Doisneau. Le fotografie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="231" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/dixl450-300x231.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="dixl450" title="dixl450" /></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6458" title="Biografia Vita e Storia di Robert Doisneau - Frasi e Citazioni" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/dixl450.jpeg" alt="Biografia Vita e Storia di Robert Doisneau - Frasi e Citazioni" width="583" height="450" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Robert Doisneau</strong> è un fotografo, famoso per le sue fotografie, giocoso e ironico di accostamenti divertenti, ha fotografato strade di Parigi e caffè.</p>
<p style="text-align: left;">Il fotografo<strong> Robert Doisneau </strong>è stato influenzato dal lavoro di André Kertész,Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson, in oltre venti libri <strong>Robert Doisneau</strong> ha presentato una suggestiva visione della fragilità umana e della vita come una serie di momenti tranquilli e incongrui.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6460 aligncenter" title="Robert Doisneau - Fotografia Frasi e Citazioni" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/artwork_images_168763_231034_robert-doisneau.jpeg" alt="Robert Doisneau - Fotografia Frasi e Citazioni" width="512" height="377" /></p>
<p style="text-align: left;">&#8221; Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti, nessun regista in grado di organizzare l&#8217;imprevisto che si trova in strada. &#8221; Robert Doisneau.</p>
<p style="text-align: left;">Le fotografie di Robert Doisneau  trattano il gioco dei bambini con serietà e rispetto.In suo onore, e grazie a questo, ci sono varie scuole elementari che portano il suo nome e congome.</p>
<p style="text-align: left;">Un esempio è a Véretz (Indre-et-Loire).</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-6459" title="Robert Doisneau" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/robert-doisneau.jpeg" alt="Robert Doisneau" width="350" height="380" /></p>
<p style="text-align: left;">Robert Doisneau è uno dei fotografi francesi più famosi, per la sua fotografia di strada e per le molte immagini giocose della vita quotidiana francese.</p>
<p style="text-align: left;">Robert Doisneau ha pubblicato oltre venti libri con immagini realistiche e affascinanti momenti personali nella vita degli individui.</p>
<p>La sua vita è trascorsa nella periferia parigina di Montrouge, fotografando strade e volti sempre differenti.</p>
<p>Il suo nome viene ricordato soprattutto per le sue foto riguardanti la vita di strada della capitale francese, caratterizzate da una sincera e umoristica rappresentazione della società e dell&#8217;ambiente parigino.</p>
<p>Robert Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
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		<title>Paolo Borsellino</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 10:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Paolo-Borsellino-fuma-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Paolo-Borsellino-fuma" title="Paolo-Borsellino-fuma" /></p>Paolo Borsellino nasce nel quartiere Magione di Palermo il 19 Gennaio 1940. Qui trascorre gli anni dell’adolescenza insieme ai suoi genitori, entrambi farmacisti. I rapporti con la famiglia sono molto forti: da questa Paolo Borsellino eredita valori e modelli di comportamento che lo contraddistinguono. Iscrittosi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, Paolo Borsellino comincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Paolo-Borsellino-fuma-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Paolo-Borsellino-fuma" title="Paolo-Borsellino-fuma" /></p><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-6452" title="Paolo Borsellino" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/Paolo-Borsellino-fuma.jpg" alt="Paolo Borsellino" width="400" height="400" />Paolo Borsellino</strong> nasce nel quartiere Magione di Palermo il 19 Gennaio 1940. Qui trascorre gli anni dell’adolescenza insieme ai suoi genitori, entrambi farmacisti.</p>
<p>I rapporti con la famiglia sono molto forti: da questa <strong>Paolo Borsellino</strong> eredita valori e modelli di comportamento che lo contraddistinguono. Iscrittosi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, <strong>Paolo Borsellino</strong> comincia la sua attività politica proprio durante gli studi universitari, nella lista del FUAN Fanalino.</p>
<p>Conseguita la laurea in Legge a soli ventidue anni e con il massimo dei voti, Borsellino diventa capo-famiglia dopo la perdita prematura di suo padre. Nonostante le difficoltà riesce a proseguire negli studi, superando il concorso in magistratura nel 1963.</p>
<p>Nel frattempo gestisce la farmacia dei genitori in attesa che la sorella prenda il suo posto, una volta laureatasi. Diventare magistrato, per <strong>Paolo Borsellino</strong>, è una vera e propria missione: sente di doverlo fare per amore della sua terra e della giustizia.</p>
<p>Dopo un primo periodo trascorso ad Enna come uditore giudiziario, Borsellino trascorre un po’ di tempo a Ma zara del Vallo. Nel frattempo il magistrato convola a nozze nel 1968. L’anno successivo si trasferisce alla pretura di Monreale: qui collabora con il capitano dei Carabinieri Basile.</p>
<p>Con lui, nel 1975, Borsellino avvia la sua prima indagine sull’organizzazione mafiosa, sotto la guida di Rocco Chinnici al Tribunale di Palermo. Nel 1980 la compagine mafiosa comincia ad essere scardinata, viene ucciso durante un agguato mafioso il capitano Basile.</p>
<p>Da questo momento in poi il giudice Borsellino e la sua famiglia vengono messi sotto scorta. Presso il Tribunale di Palermo si costituisce il “Pool Anti-mafia”: ne fanno parte i giudici <strong>Paolo Borsellino</strong>, Falcone, Barrile, guidati da Chinnici. L’operato dei giudici anti-mafia raggiunge le coscienze delle persone, che chiedono a gran voce un cambiamento.</p>
<p>La squadra è unita, funziona benissimo, ma non basta. I giudici chiedono che lo Stato intervenga a proteggerli con una serie di misure. Il 4 Agosto 1983 il magistrato a capo del Pool, Rocco Chinnici, viene ucciso con un’autobomba. Il legame tra questo giudice e Borsellino è molto intenso: i due sono colleghi e amici nello stesso tempo.</p>
<p>La morte di Chinnici scuote profondamente i giudici del Pool, che si sentono indifesi e in preda alla paura. A sostegno del Pool viene chiamato il giudice Caponnetto, si prepara una mobilitazione generale contro la mafia.</p>
<p>Nel 1984 comincia il Maxi-processo, nel quale rivestono un ruolo di spicco i pentiti mafiosi. Il clima si infervora, e c’è un’altra vittima: il commissario Beppe Montana. Per sicurezza <strong>Paolo Borsellino</strong> viene trasferito all’Asinara, da qui continua a lavorare incessantemente.</p>
<p>Nel 1986 Borsellino ottiene il trasferimento a Marsala, dove ricopre l’incarico di Procuratore Capo per cinque anni. Ad aiutarlo arriva un giovane e coraggioso magistrato, il suo nome è Diego Cavaliero. Ben presto, però, il Pool viene messo in difficoltà dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura.</p>
<p>Nel 1992 <strong>Paolo Borsellino</strong> viene eletto Superprocuratore, ma qualche tempo, nel mese di Maggio, perde la vita il collega Giovanni Falcone e sua moglie, nella strage di Capaci.</p>
<p>A Luglio, il 19, intorno alle sette del mattino, un’esplosione in via d’Amelio uccide <strong>Paolo Borsellino</strong> e gli uomini della sua scorta.</p>
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		<title>Paolo Piva, Speaker Radiofonico Di RDS</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 06:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/IMG_3827-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Paolo Piva, Speaker Radiofonico Di RDS" title="Paolo Piva, Speaker Radiofonico Di RDS" /></p>Paolo Piva, speaker radiofonico, dopo aver fatto tanta “gavetta”, organizzando serate nei locali e le prime dirette in radio nel Veneto, ha iniziato la sua carriera professionale a Radio Monte Carlo. Sei anni di vita intensa nel Principato di Monaco tra World Music Awards, le feste per la Formula 1, il festival del cinema di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/IMG_3827-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Paolo Piva, Speaker Radiofonico Di RDS" title="Paolo Piva, Speaker Radiofonico Di RDS" /></p><p style="text-align: center"><strong>Paolo Piva, </strong>speaker radiofonico, dopo aver fatto tanta “gavetta”, organizzando serate nei locali e le prime dirette in radio nel Veneto, ha iniziato la sua carriera professionale a Radio Monte Carlo. Sei anni di vita intensa nel Principato di Monaco tra World Music Awards, le feste per la Formula 1, il festival del cinema di Cannes e le serate in discoteca. Dal 2004, da Radio Monte Carlo è passato a RDS. La sua passione per la musica, lunga una vita intera e la necessità di esprimersi, l’hanno trascinato nel mondo della radio, mezzo con cui “Se chiudi gli occhi, puoi sentire, vedere, odorare, avvertire il gusto e percepire la sostanza delle cose come quando le tocchi”.<img class="size-large wp-image-6445 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/IMG_3827-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Paolo, quali sono state le tappe fondamentali della tua vita sia professionale che privata?</strong></span></p>
<p>Professionalmente direi la prima volta che mi sono sentito dire “questo è il tuo microfono….vai!”. Erano i primi anni ’90 e la radio davvero molto piccola ma, dopo aver frequentato studi radiofonici di amici per molto tempo, finalmente toccava a me. Spesso collego i momenti più importanti della mia vita, proprio al mio lavoro-passione, per cui credo un passaggio fondamentale per entrambi sia stato il trasferimento da Padova a Montecarlo per lavorare a RMC. Iniziare a vivere da soli aiuta a capire molte cose e i 6 anni nel Principato, ti cambiano la vita. Diciamo che ora ho un bel po’ di cose da raccontare! Poi nel 2004 è arrivata la chiamata da RDS ed eccomi a Milano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le qualità che un giovane dovrebbe possedere per andare avanti attualmente?</strong></span></p>
<p>Tutti possediamo da sempre le qualità per cavarcela in ogni momento, attualmente come nel futuro, penso però sia necessario credere in se stessi un po’ di più per riuscire a vincere, invece che semplicemente “andare avanti”. Sono anche convinto sia indispensabile riuscire a non fossilizzarsi in un’unica idea di se e/o in un unico progetto di vita, questo aiuta ad accorgersi di quei treni che passano e che spesso perdiamo, solo perché distratti da noi stessi. Mi piace una frase del film “Il Cigno Nero”, dice così : “L’unico vero ostacolo al tuo successo sei tu…”. Ci tengo però ad aggiungere che non è importante cercare diventare a tutti i costi Michael Schumacher, la cosa fondamentale è riuscire a fare ciò che si vuole e nel miglior modo possibile, qualsiasi sia il proprio mestiere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è il giusto approccio che i giovani, che intendono avvicinarsi al mondo radiofonico, dovrebbero avere? </strong></span></p>
<p>Dovrebbero frequentare le radio e cercare di capire come funzionano, se possibile trovare un piccolo spazio per una diretta, nella quale confrontarsi con il giudizio di chi ascolta, con il proprio e con quello dei responsabili, oltre che con l’adrenalina che provoca aprire un microfono…..perchè se prima di andare in onda non provate nessuna sensazione, vi conviene cambiare mestiere. Consiglio di iniziare avvicinandosi a radio piccole o magari web radio, e preciso questa cosa perché nell’era dei talent, sembra sia diventato facile per tutti partire dalla serie A o guidare una formula 1 come prima macchina da corsa, ma non conosco nessun calciatore e nessun pilota così talentuoso. Niente contro i talent sia chiaro, semplicemente ho sempre preferito imparare qualcosa che pensare al successo….magari a 50 anni vincerò un Oscar.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo radiofonico?</strong></span></p>
<p>La passione per la musica e la necessità di esprimermi. Magari avrei potuto scegliere di diventare un cantante, ma i tanti amici in radio e il piacere che provavo quando andavo a trovarli, mi ha trascinato dentro un mondo che tutt’ora amo da impazzire e che alla fine è diventato il mio lavoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il tuo percorso professionale ti ha portato ad approdare a RDS, ci parli di quest’esperienza?</strong></span></p>
<p>Arrivando da un altro network, conoscevo l’ambiente e sapevo bene di approdare in una tra le tre radio più forti d’Italia, è bello sentirsi parte di un grande progetto. Ancora oggi è già una bella soddisfazione poter comunicare con un pubblico così vasto ogni giorno, ma come se non bastasse, con RDS salgo sui palchi delle più grandi star della musica, per aprire i loro concerti con i nostri pre-show, come nel caso dei live dei Jamiroquai, di Vasco, Ligabue, Backstreet Boys, Elisa, Zucchero e molti altri. Ti assicuro che salire sul palco del Liga a Campovolo e trovarsi di fronte a 120.000 persone, è stata un’emozione indimenticabile. Lo stesso ho provato in tour con Vasco, a San Siro in particolare l’impatto con quel muro di persone che affollava i tre anelli è stato pazzesco! Magari quest’estate ci si rivedrà in qualche stadio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è una tua giornata tipo?</strong></span></p>
<p>Sveglia molto tardi, tra la diretta la sera e l’abitudine a far mattina lavorando in club e party in tutta Italia, ormai vivo con il fuso orario di Miami. Facendo colazione navigo nei siti di informazione, twitto e controllo Facebook ed e-mail, esco per appuntamenti di lavoro e/o cazzeggi vari e poi verso le 19 vado in radio per preparare il programma. A volte invece mi capita di dormire anche solo 3 o 4 ore a notte, di solito succede quando devo prendere un volo per andare a fare una serata, ma è il mio lavoro e mi piace anche per questo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire essere speaker radiofonico?</strong></span></p>
<p>Vuol dire dover rispondere a questa domanda per tutta la vita: “ma tu che lavoro fai?”, quesito che solitamente ti viene posto dai genitori della fidanzata, dopo aver già spiegato loro che lavori in radio! Ma va bene così, perché questo non è solo un lavoro, deve prima di tutto essere una grande passione…..da non confondere con voglia di popolarità che invece non paga in nessun mestiere del mondo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti regalassero un superpotere, quale sceglieresti? E perché?</strong></span></p>
<p>L’ubiquità! So che non è nella lista dei superpoteri classici, ma potrei fare un sacco di serate in più durante l’anno!!! Scherzi a parte, più che un superpotere mi piacerebbe avere il teletrasporto, andrei a New York tutti i weekend.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di riassumere con poche parole la tua vita, cosa diresti?</strong></span></p>
<p>Se me lo chiedessero, risponderei utilizzando il testo di TANTO di Jovanotti, ma per fortuna non me l’ha chiesto ancora nessuno.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’episodio più imbarazzante che ti è capitato mentre eri in onda?</strong></span></p>
<p>Tendo a rimuoverli dalla memoria e uso il plurale perché sono parecchi, però mi torna in mente una volta, in cui io ed una mia collega, stavamo parlando degli affaracci nostri, senza renderci conto di aver dimenticato il microfono aperto, se non ricordo male stavamo sparlando di fatti privati di un collega e del direttore….puoi immaginare il seguito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La scelta che ti ha cambiato la vita.</strong></span></p>
<p>Mollare tutto e tutti per andare a vivere a Montecarlo e trasmettere a RMC, senza quell’esperienza probabilmente adesso non sarei a RDS.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come valuti il successo?</strong></span></p>
<p>Può essere molto appagante se non  lo si vive come un obbiettivo, in caso contrario diventa una malattia che porta problemi e forme diverse di malessere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa trasmette la radio che la tv non può trasmettere?</strong></span></p>
<p>La possibilità di utilizzare contemporaneamente tutti i cinque sensi! Se chiudi gli occhi con la radio puoi sentire, vedere, odorare, avvertire il gusto e percepire la sostanza delle cose come quando le tocchi, questa è la magia dell’unico mezzo che sfrutta principalmente il senso, che per primo si sviluppa in un feto, l’udito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Aspetti positivi e negativi del tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Quelli positivi sono praticamente infiniti visto che adoro ciò che faccio, quelli negativi derivano probabilmente proprio da questo. Spesso una forte passione per il proprio lavoro, porta chi ti sta vicino a doversi adeguare ad orari e stile di vita, non totalmente per fortuna, cosa che crea non poche difficoltà nei rapporti con le persone. Per il resto credo esistano gli aspetti negativi di qualsiasi altro mestiere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti comporti in famiglia?</strong></span></p>
<p>Direi come qualsiasi altra persona rispettosa e sana di mente!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano le tue passioni da bambino?</strong></span></p>
<p>Da piccolo credo le stesse di quasi tutti i bambini, con l’adolescenza invece ho sviluppato una grande passione per la musica e per i dj, diciamo che alle feste ero sempre quello che metteva i dischi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i valori che non hai mai messo in discussione?</strong></span></p>
<p>Il rispetto è uno dei valori più importanti nella vita, quello per se stessi e quello nei confronti degli altri. La società spesso risulta essere poco civile, proprio perché le persone si dimenticano di questo valore fondamentale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>La collezione:</em> T-shirt da ragazzino, ora oggetti che hanno a che fare con la Formula 1 e più nello specifico con la Ferrari<em></em></p>
<p><em>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero? </em>Karting, sport in generale, ascoltare musica, leggere, videogame</p>
<p><em>Penna o Computer:</em> Computer….ma la penna non la butto mai.</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla tua scrivania: </em>L’iPhone</p>
<p><em>Il libro sul comodino:</em> In questi giorni “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” (molto divertente nonostante il titolo)</p>
<p><em>Una sera a cena con…</em>Alessia Ventura</p>
<p><em>Citazione preferita:</em> “Nulla è più fatale alla felicità che il ricordo della felicità stessa”- André Gide</p>
<p><em>Rimpianti o rimorsi? </em>Nessuno! Errori molti, ma fanno parte della vita e vanno accettati.</p>
<p><em>Descriviti in tre aggettivi: </em>Passionale, cerebrale, pigro</p>
<p><em>Presente, passato o futuro? </em>Tutti  e tre</p>
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		<title>Giuseppe Povia, Un Cantautore Interattivo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 17:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/FOTO-1-povia-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giuseppe Povia, Un Cantautore Interattivo" title="Giuseppe Povia, Un Cantautore Interattivo" /></p>Giuseppe Povia, cantautore italiano, inizia a scrivere canzoni molto presto ed impara a suonare la chitarra da autodidatta. Il suo percorso musicale si sviluppa attraverso l’esperienza dal vivo e la partecipazione a diverse esibizioni e concorsi. Il filo conduttore della sua carriera, è stato sempre quello di trasmettere messaggi positivi, attraverso le sue canzoni. “I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/FOTO-1-povia-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giuseppe Povia, Un Cantautore Interattivo" title="Giuseppe Povia, Un Cantautore Interattivo" /></p><p><strong>Giuseppe Povia, </strong>cantautore italiano, inizia a scrivere canzoni molto presto ed impara a suonare la chitarra da autodidatta. Il suo percorso musicale si sviluppa attraverso l’esperienza dal vivo e la partecipazione a diverse esibizioni e concorsi. Il filo conduttore della sua carriera, è stato sempre quello di trasmettere messaggi positivi, attraverso le sue canzoni. “I bambini fanno rock”, in uscita il 10 aprile, è il suo ultimo album. <img class="alignright size-large wp-image-6439" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/04/FOTO-1-povia-681x1024.jpg" alt="" width="477" height="717" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Giuseppe ci racconti da cosa nasce la tua passione per la musica?</strong></span></p>
<p>Mia mamma, quando ero piccolino, mentre faceva le pulizie in casa, amava cantare ed io ho iniziato a cantare insieme a lei. Cantava sempre, anche d’inverno, “E’ primavera, svegliatevi bambini”, mettendomi tanta allegria e buonumore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa è per te il talento?</strong></span></p>
<p>Per me, il talento è riuscire a dire le cose che pensa la gente. Per un cantautore, come lo sono io, il talento è osservare la realtà circostante e rappresentarla in una canzone, cercando di entrare nel cuore di tanta gente, riuscendo a farla emozionare sinceramente. Con alcune mie canzoni, sono riuscito a raggiungere questo obiettivo, come “I bambini fanno ooh”, “Luca era gay”, “La verità”, c’è anche un pezzo “L’amicizia”, che ha raggiunto circa 1milione di cliccaggi su Youtube, nonostante non sia diventato un successo radiofonico nell’immediato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E qual è il tuo talento?</strong></span></p>
<p>Il mio talento è riuscire a vedere il dolore nelle persone e riuscire a scriverlo. Sento di avere questa grande capacità. Ad alcuni piaci, ad altri invece no, ad altri piaci anche troppo e magari, proprio per questo, non riescono ad essere obiettivi nel loro giudizio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che voto ti daresti come artista? E come uomo?</strong></span></p>
<p>Certe volte, mi guardo allo specchio dopo aver scritto una canzone e scopro che mi emoziona ancora, nonostante l’abbia già cantata diverse volte, in quelle occasioni  mi darei un 10. Altre volte, scopro che ci sono canzoni che non mi emozionano più e in quei casi mi darei la sufficienza. Da quest’anno e per tutta la stagione, ho deciso di vestirmi di bianco, perché il bianco è il colore della purezza. Quello che scrivo è quello che vorrei essere, nelle mie canzoni sono intellettualmente onesto, sono bianco fuori e un po’ sporco dentro. Quindi, come artista, un bel 10 e come uomo mi darei un 5 e mezzo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi della musica contemporanea?</strong></span></p>
<p>Quando escono le novità, c’è sempre quella tendenza a credere che dopo un po’, quel cantante sparirà dalla scena e poi invece scopri che “chi la dura la vince”. Quindi, credo che tutti abbiano l’opportunità di una grande carriera davanti, anche se poi alcuni si perdono per strada. Le canzoni che stanno uscendo ultimamente, parlano di amori che portano tristezza, personalmente invece,  sono contento di scrivere canzoni dove c’è un amore felice.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tre canzoni che rappresentano il tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>“La cura” di Battiato, una delle canzoni d’amore più belle mai scritte. La seconda è “Siamo solo noi” di Vasco Rossi, perché mia madre, quando ero più piccolo, mi ripeteva sempre frasi del tipo “Ma hai visto che sei solo te a fare queste cose? Sei solo te, gli altri non le fanno queste cose!”; e poi “I bambini fanno ooh”, perché per me è una canzone che fa la differenza. Non è solo una canzone. E’ qualcosa che mi ha fatto uscire da due anni di cocaina, periodo in cui ho frequentato la comunità, da anni di depressione, di attacchi di panico, di problemi. Mi sono auto curato scrivendo quella canzone.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa ti stai dedicando attualmente? E quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Il 10 aprile, uscirà “I bambini fanno rock”, che è il titolo dell’album. In questi 7 anni che esisto, artisticamente parlando, ho iniziato a fare qualche concerto anche di sera. Fino a qualche tempo fa, avevo un pubblico di giovanissimi, ragazzi di 10/12 anni ed ora quel pubblico è cresciuto. Si tratta di ragazzi maggiorenni cresciuti con i miei messaggi, con i miei significati e non solo sulla base delle quattro canzoni portate a Sanremo. Hanno comprato tutti i miei dischi e questa è una cosa che mi dà grande soddisfazione, perché crescono loro insieme a me e cresco io insieme a loro. Il titolo si riferisce proprio a questo, “Rock” sta per roccia e non solo per chitarra elettrica. Rock significa anche riuscire ad afferrare la vita in pugno e prendere le giuste decisioni. Successivamente uscirà un singolo, tratto dall’album, che si chiama “Ricordi”, in cui si parla dei ricordi di un ragazzo, ricordi che fanno venire i brividi e che riescono a farti sentire gli odori di una primavera d’amore. Nel frattempo, vado in giro facendo promozioni e concerti, anche perché ho un cachet anticrisi, che mi permette di avvicinarmi a tanta gente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A proposito,</strong> <strong>c</strong><strong>i parli del progetto liveinweb.net?</strong></span></p>
<p>E’ un progetto che offre<strong> </strong>la possibilità al pubblico di seguire le mie performance, attraverso lo streaming, digitando la password presente nei<strong> </strong>miei Dischi originali. L&#8217;interattività non si ferma qui, infatti sarà possibile dialogare con me tramite gli SMS che verranno<strong> </strong>proiettati sul maxischermo alle mie spalle. Sono molto interattivo come artista, non mi piace tenere la gente ad un metro e mezzo di distanza. Il mio progetto futuro è proprio questo, riuscire ad arrivare dovunque e a toccare tutti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci parli del tuo nuovo tour che sta per partire? </strong></span></p>
<p>Il tour inizierà il 10 aprile e partirà da Pineto, località vicino Teramo, poi proseguirò verso Riccione, Tarquinia Lido, Viterbo, Chieti, Torino, è un tour lungo e con un sacco di date….</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcuno che vorresti ringraziare per i successi ottenuti?</strong></span></p>
<p>Le persone che lavorano con me. Siamo io e Gigi, due ragazzi volenterosi che escono i soldi di tasca propria. Ci agganciamo ad una distribuzione per vendere i dischi nei negozi. Devo ringraziare Gigi che mi sta sempre dietro. Lui è il mio manager.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come vivi la notorietà?</strong></span></p>
<p>Ho notato che alla fine, se sei sul palco, lo devi proprio alla gente che decreta il tuo successo. Purtroppo mi sono reso conto che, la maggior parte della gente dello spettacolo, tende a tenere distanti le persone, facendo anche delle  brutte smorfie quando viene chiesto loro un autografo. A me invece, il contatto con il pubblico piace. Mi fermo all’autogrill e faccio 10 foto con i bambini in giro per una gita scolastica, lascio l’autografo alla cassiera, al banconista…. Anche perché, se dici di no, sei uno stronzo, se dici di sì, perdi tempo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 10 anni?</strong></span></p>
<p>Con i capelli più bianchi e questa è una cosa che proprio non mi va giù. Ho già qualche capello bianco e forse mi farò qualche tinta. Scherzi a parte, spero di essere un papà abbastanza buono, perché so che la perfezione non esiste. Proprio per questo, cerco di dedicare molto tempo alle mie figlie. Attraverso le mie canzoni, cerco di trasmettere dei messaggi chiari e onesti. Nel mio nuovo album c’è una canzone che parla del Rap, stile musicale che nasce in Africa intorno al 1400/1500, come un concetto di pace, oggi invece ci sono un sacco di artisti che nel rap dicono un sacco di parolacce e mi da molto fastidio che questo tipo di testi, vengano ascoltati dalle mie figlie, così ho deciso di fare capire loro, con la mia canzone, che il rap nasce come un concetto sano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano le tue passioni da bambino?</strong></span></p>
<p>Il calcio, giocavo molto spesso a pallone e poi mi piaceva molto andare in discoteca e andare a mare. Queste passioni me le porto ancora dietro e ogni tanto  mi capita  di andare in discoteca con il capellino, gli occhialini, i capelli legati, così non mi riconosce nessuno.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il sogno che ti piacerebbe realizzare prima o poi?</strong></span></p>
<p>Il mio più grande desiderio è che le mie figlie stiano bene per tutta la vita e che non accada loro mai niente di brutto. I figli danno delle preoccupazioni che non puoi neanche immaginare. Tempo fa, un bimbo si è tolto un occhio con un rametto. Un altro invece, è diventato tetraplegico, in seguito ad un tamponamento. Ora non voglio metterti ansia, ma pensare che possa succedere alle mie figlie, è qualcosa che mi fa stare male…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale tra le canzoni da te interpretate sei più legato? E perché?</strong></span></p>
<p>Le canzoni alle quali sono più legato sono: “Ti insegnerò”, che ho dedicato alla mia prima figlia Emma e “Mattone su mattone”, che ho dedicato ad Amelia, la mia seconda figlia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che messaggio vorresti trasmettere con le tue canzoni?</strong></span></p>
<p>Un senso, solo quello. Nessuno ha sempre ragione, ognuno ha la propria verità, ma non deve pensare che quella sia la verità assoluta. Ognuno deve rispettare le idee degli altri, altrimenti accade come nella religione, dove ognuno è convinto di avere un Dio migliore dell’altro e così siamo tutti divisi e non capiamo che spiritualmente, siamo tutti preparati, ma quando alziamo gli occhi al cielo, abbiamo tutti una grande paura…</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Ultimo libro letto: </em>“La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani</p>
<p><em>Citazione preferita:</em> Vola solo chi osa</p>
<p><em>Davanti allo specchio ti guardi e…</em>.ogni tanto dico “lascia perdere”</p>
<p><em>Il Comandamento più importante: </em>Fatti i cavoli tuoi</p>
<p><em>Un peccato capitale:</em> Non cedere alle tentazioni</p>
<p><em>Sei soddisfatto quando….</em> Vado a letto e non ho l’ansia</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> Se succedesse qualcosa alle mie figlie</p>
<p><em>A cosa non rinunceresti mai? </em>Al brachetto</p>
<p><em>Un tuo pregio: </em>Nessuno</p>
<p><em>Un tuo difetto:</em> Nessuno</p>
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		<title>Gautama Buddha</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 10:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/buddha-sri-lanka-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gautama Buddha, fondatore del Buddismo" title="Gautama Buddha, fondatore del Buddismo" /></p>Conosciuto con il nome di Siddhartha, o più semplicemente come “Buddha”, questo monaco che ha fondato la religione buddista, nonché mistico, filosofo e asceta, nasce a Lumbini l’8 Aprile 566 a.C. E’ uno dei profeti spirituali più importanti, insieme a Gesù Cristo e Maometto. Secondo quanto attestano i documenti storici, Buddha è vissuto tra il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/buddha-sri-lanka-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gautama Buddha, fondatore del Buddismo" title="Gautama Buddha, fondatore del Buddismo" /></p><p><a href="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/buddha-sri-lanka.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6409" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/buddha-sri-lanka.jpg" alt="Gautama Buddha, fondatore del Buddismo" width="500" height="334" /></a>Conosciuto con il nome di Siddhartha, o più semplicemente come “<strong>Buddha</strong>”, questo monaco che ha fondato la religione buddista, nonché mistico, filosofo e asceta, nasce a Lumbini l’8 Aprile 566 a.C. E’ uno dei profeti spirituali più importanti, insieme a Gesù Cristo e Maometto.</p>
<p>Secondo quanto attestano i documenti storici, <strong>Buddha</strong> è vissuto tra il 566 a.C. e il 486 a.C. In sanscrito e nella tradizione indiana, il nome “<strong>Buddha</strong>” significa “colui che ha raggiunto l’illuminazione”.</p>
<p>Esistono numerose biografie riguardanti Gautama <strong>Buddha</strong>, alcune antiche, altre più recenti. La vita di Buddha viene raccontata attraverso singoli episodi e narrazioni, tutti inseriti in raccolte più o meno organiche.</p>
<p>Il materiale biografico a disposizione degli studiosi è stato analizzato ed approfondito nel corso del tempo. Secondo la tradizione, Buddha nasce nella zona indiana del Nepal: pare che la sua nascita sia stata preceduta da eventi miracolosi e fuori dal normale.</p>
<p>La famiglia da cui proviene è ricca e appartenente ad una stirpe guerriera: il padre è a capo di numerosi territori nell’India del Nord, mentre la mamma viene descritta come una donna molto bella. Questa, il cui nome è Maya, muore pochi giorni dopo il parto, e <strong>Buddha</strong> viene allevato dalla seconda moglie del padre, sorella minore della defunta.</p>
<p>Denominato “<strong>Siddhartha</strong>” (“quegli che ha raggiunto lo scopo”), il giovane si sposa presto, a soli sedici anni, con sua cugina. Con lei, tredici anni dopo, ha una figlia, chiamata Rahula. Vissuto nello sfarzo e nel lusso sfrenato, Buddha all’età di ventinove anni decide di uscire dal palazzo in cui vive per esplorare il mondo.</p>
<p>Venendo in contatto con il dolore e la sofferenza degli uomini, <strong>Buddha</strong> si rende conto che la ricchezza materiale è caduca e quindi è disposto a rinunciarvi. La tradizione narra a proposito alcuni episodi che portano il Buddha alla decisione di abbandonare la famiglia e dedicarsi alla vita ascetica. Inizia così, a ventinove anni, il percorso di illuminazione che lo porta a vagabondare per anni nel più totale ascetismo.</p>
<p>Alcuni discepoli si uniscono a lui, condividendo pratiche anche estreme di ascetismo (meditazione e yoga). Pare che a trentacinque anni, il Buddha, dopo aver meditato per una notte intera, abbia raggiunto il Nirvana, che è l’illuminazione perfetta.</p>
<p>Attraverso tale percorso di consapevolezza <strong>Buddha</strong> conosce le “Quattro nobili verità” e l’Ottuplice sentiero, liberandosi dal ciclo delle rinascite. Ad un certo punto Buddha decide di diffondere a chiunque la sua dottrina e di fare a meno di qualsiasi maestro, in quanto “perfettamente illuminato”.</p>
<p>Durante il suo peregrinare, Gautama <strong>Buddha</strong> fonda alcune comunità monastiche, cui possono accedere tutti, senza distinzione sociale. Cominciano così le prime conversioni e si allargano le fila dei suoi fedeli seguaci. Il fondatore del Buddismo muore a Kusingara nel 486 a. C. Il suo corpo è sottoposto a cremazione.</p>
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		<title>Alberto Bevilacqua</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 11:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/43968-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alberto Bevilacqua, scrittore e poeta italiano" title="Alberto Bevilacqua, scrittore e poeta italiano" /></p>La vivacità intellettuale di Alberto Bevilacqua lo porta ad avvicinarsi alla letteratura e al cinema fin dalla giovane età. Nato a Parma il 27 Giugno 1934, Alberto Bevilacqua non è solo un abile scrittore, ma anche un giornalista critico del costume, un bravo regista cinematografico ed un audace polemista. Oltre alle opere in prosa, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/43968-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alberto Bevilacqua, scrittore e poeta italiano" title="Alberto Bevilacqua, scrittore e poeta italiano" /></p><p>La vivacità intellettuale di <strong>Alberto Bevilacqua</strong> lo porta ad avvicinarsi alla letteratura e al cinema fin dalla giovane età. Nato a Parma il 27 Giugno 1934, <strong>Alberto Bevilacqua</strong> non è solo un abile scrittore, ma anche un giornalista critico del costume, un bravo regista cinematografico ed un audace polemista.</p>
<p>Oltre alle opere in prosa, che riscuotono un grande successo di pubblico, <strong>Alberto Bevilacqua</strong> compone una serie di raccolte poetiche, che insieme ai romanzi vengono tradotte in numerose lingue straniere. La prima raccolta di poesie è pubblicata nel 1961, e si intitola “L’amicizia perduta”.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-6367" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/43968.jpg" alt="Alberto Bevilacqua, scrittore e poeta italiano " width="290" height="435" /></p>
<p>La bravura di <strong>Alberto Bevilacqua</strong> viene particolarmente apprezzata dallo scrittore Leonardo Sciascia. Trai suoi romanzi di successo, che poi diventano anche pellicola cinematografica, è da ricordare “La Califfa”, pubblicato nel 1964, un’opera molto amata dal pubblico per la protagonista, Irene Corsini, donna forte ma al tempo stesso piena di dolcezza.</p>
<p>Con il romanzo “Questa specie d’amore” lo scrittore vince il prestigioso “Premio Campiello” nel 1966 e il David di Donatello per il migliore film. La sua narrativa è ricca di lirismo e il tema ricorrente è quasi sempre l’amore, nelle varie sfaccettature psicologiche.</p>
<p>Nel 1968 <strong>Alberto Bevilacqua</strong> vince il “Premio Strega” con il romanzo “L’occhio del gatto”, e il “Premio Bancarella” nel 1972, con l’opera “I sensi incantati”. Di notevole spessore anche i romanzi scritti più di recente: “Anima Amante” del 1996, “Giallo Parma” del 1997, “Sorrisi dal mistero” del 1998, e “La polvere sull’erba”, pubblicato da Einaudi nel 2000.</p>
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		<title>Andrea Tosi, Compositore E Direttore D&#8217;Orchestra</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 07:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="262" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/andrea-foto-262x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Tosi, Compositore E Direttore D&#039;Orchestra" title="Andrea Tosi, Compositore E Direttore D&#039;Orchestra" /></p>Andrea Tosi, compositore, orchestratore e direttore d’orchestra, compone dal 1986 musiche per il teatro,il cinema e la televisione, cimentandosi in vari generi musicali. Segue inoltre la produzione artistica di alcuni artisti della discografia italiana, come Tamara Selim e Marcella Foranna. Comincia la sua esperienza professionale con i musicals di Carlo Tedeschi. Collabora con Garinei e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="262" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/andrea-foto-262x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Tosi, Compositore E Direttore D&#039;Orchestra" title="Andrea Tosi, Compositore E Direttore D&#039;Orchestra" /></p><p><strong>Andrea Tosi, </strong>compositore, orchestratore e direttore d’orchestra, compone dal 1986 musiche per il teatro,il cinema e la televisione, cimentandosi in vari generi musicali. Segue inoltre la produzione artistica di alcuni artisti della discografia italiana, come Tamara Selim e Marcella Foranna.<strong> </strong>Comincia la sua esperienza professionale con i musicals di Carlo Tedeschi. Collabora con Garinei e Giovannini al teatro Sistina come assistente musicale di G. Ferrio, A. Trovaioli e C. Mattone, nelle commedie musicali “Alleluja brava gente”, “Rugantino”, “Aggiungi un posto a tavola” e “Scugnizzi”. Insieme al compositore Stefano Natale, vince il 1° premio per la migliore colonna sonora del film documentario “Angela degli abissi” al Festival Mondiale del Cinema Subacqueo, Cape d’Antibes 1990.<img class="alignright size-large wp-image-6371" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/andrea-foto-894x1024.jpg" alt="" width="501" height="574" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Andrea Tosi?</strong><strong>Chi è Andrea Tosi?</strong></span></p>
<p>Sono un compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra. Amo la musica fin da bambino, quando ho iniziato a suonare una pianola ed il mio gioco preferito era accompagnare mia nonna, voce soprano, che cantava per me. La musica fa talmente parte della mia vita fin da allora, che è stato per me naturale farla diventare anche il mio lavoro. Mi viene spontaneo soffermarmi sui suoni di ciò che mi circonda, come le note che prende una voce durante un discorso o interpretare e trasformare  le mie emozioni in musica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per essere un compositore bisogna avere una spiccata sensibilità. Pensi di averla ereditata da qualcuno o è parte di te?</strong></span></p>
<p>Sicuramente avevo un’attitudine personale ma, come ho accennato prima, mia nonna mi ha trasmesso e fatto vivere la passione per la musica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci indichi tre composizioni musicali che meglio possono rappresentare la tua carriera artistica?</strong></span></p>
<p>Più che tre composizioni musicali, ti indico tre produzioni a cui sono particolarmente legato:</p>
<p>Il musical “Chiara di Dio” di Carlo Tedeschi, di cui sono l’autore e orchestratore della colonna sonora.</p>
<p>Il CD “A modo mio” che ho prodotto e realizzato per la cantante Arianna (la protagonista del musical “La bella e la bestia”).</p>
<p>Il film per ragazzi “Il magico Natale di Rupert”, di cui ho realizzato la colonna sonora.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Ho appena ultimato il cd “Memory” di Marcella Foranna, cantante lirica e jazz ed il cd “L’attesa” di Tamara Selim, cantante soul, ambedue di prossima pubblicazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai altri progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>Ho iniziato a lavorare alla colonna sonora di un nuovo musical, che è attualmente in fase di scrittura ed inoltre sto valutando la produzione di nuovi artisti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A chi dedichi la tua creatività?</strong></span></p>
<p>Mia moglie e mia figlia sono le mie prime fans, ma anche i miei “giudici severi”, dunque non è una vera e propria dedica, ma mi piace che siano loro le prime a condividere con me quello che faccio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi sogni?</strong></span></p>
<p>Il mio sogno è continuare a fare musica, cercando sempre di crescere ed evolvermi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E i tuoi sogni di bambino?</strong></span></p>
<p>Fare musica. Sognavo soprattutto di saper scrivere la musica che avevo in testa e di eseguirla con un’orchestra sinfonica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci saranno stati dei momenti difficili durante il tuo percorso di vita e professionale, chi ti è stato vicino?</strong></span></p>
<p>Io e mia moglie ci siamo conosciuti ed innamorati quando avevamo 17 anni, dunque lei nei miei momenti difficili c’è sempre stata e mi ha sempre sostenuto. Inoltre, le nostre famiglie sono state molto presenti nella mia vita e mi hanno sempre sostenuto nelle scelte, soprattutto in quelle difficili.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per te l’identità?  Oggi è ancora possibile averne una propria? </strong></span></p>
<p>Rispondo a questa domanda con una considerazione che mi sono sentito fare da una direttrice di un coro che aveva visto due musical, di cui ho realizzato la colonna sonora e da alcuni dei miei collaboratori: mi hanno detto che riconoscerebbero la mia musica anche senza sapere che ne sono l’autore. Questa per me è l’identità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sicuramente l’animo del compositore è un labirinto di emozioni. Quale predomina in te?</strong></span></p>
<p>Come hai giustamente osservato, le emozioni sono tante… Non ce n’è una che predomina sulle altre, ma si alternano in base allo scorrere della vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un aneddoto curioso accaduto durante i tuoi anni di carriera.</strong></span></p>
<p>Un episodio che ricordo con particolare affetto è legato alla figura di Pietro Garinei.</p>
<p>Era il 1992 e collaboravo come compositore con il regista teatrale Carlo Tedeschi e con la sua compagnia. Questa compagnia venne chiamata da Pietro Garinei al Teatro Sistina per fare un’audizione per la riedizione dello spettacolo “Alleluja Brava Gente”, con Sabrina Ferrilli, Massimo Ghini e Rodolfo Laganà. Il regista mi chiese di andare all’audizione con loro,  per poter accompagnare al pianoforte i ragazzi. L’audizione si fece, la compagnia venne scritturata ed il Sig. Garinei, in quell’occasione, mi disse:</p>
<p>“Sig. Tosi,  voglio che anche lei entri a far parte della grande famiglia del Sistina, sentirla suonare mi ha talmente emozionato, che non so ancora bene cosa farle fare ma so che voglio sentirla ancora suonare”.</p>
<p>E da quel giorno cominciò la mia collaborazione come assistente musicale con il teatro Sistina.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il momento più significativo della tua carriera? </strong></span></p>
<p>All’interno della collaborazione teatrale con il regista Carlo Tedeschi, nel 2004 mi ha affidato la realizzazione della colonna sonora del musical “Chiara di Dio”, uno spettacolo sulla vita di S. Chiara accanto a S. Francesco, tutt’ora in pianta stabile al Teatro Metastasio di Assisi. Un‘esperienza significativa, sia sul piano professionale che umano e spirituale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quale quello della tua vita privata?</strong></span></p>
<p>In realtà sono due.</p>
<p>Il primo è l’incontro con Leo Amici, poeta, filosofo e maestro, che ho conosciuto quando avevo 8 anni. E’ stato per me un padre spirituale, un punto di riferimento ed un vero amico. Devo a lui ciò che sono oggi, sia umanamente che professionalmente.</p>
<p>Il secondo è la nascita di mia figlia Sophia. Non credevo che un bambino potesse portare una tale meraviglia nella vita di una persona.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è il tuo rapporto con la vita?</strong></span></p>
<p>Una scelta continua tra luci e ombre che si contrappongono ogni giorno….</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Il posto del cuore: </em>Mia figlia e mia moglie… loro sono la mia casa</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura? </em>Non essere amato</p>
<p><em>Il libro sul comodino: </em>Harry Potter</p>
<p><em>Il viaggio che sogni di fare: </em>New York</p>
<p><em>Non esci mai senza…</em> Il coraggio di essere me stesso in ogni circostanza e… l’ Iphone</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio: </em>Dicono … “la bontà”</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto:</em> Dicono… “la pignoleria”</p>
<p><em>Presente, passato o futuro:</em> Il passato ci ha reso ciò che siamo… il futuro è nelle nostre mani, frutto delle nostre scelte… dunque, IL PRESENTE</p>
<p><em>Città in cui vivere e lavorare: </em>Sempre New York</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sul tuo comodino:</em> Un block notes o un registratore audio</p>
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		<title>Nino Benvenuti, ex pugile italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 14:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="287" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/nino-benvenuti-2_103971-287x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nino Benvenuti, ex pugile italiano" title="Nino Benvenuti, ex pugile italiano" /></p>Giovanni Benvenuti, detto “Nino”, nasce il 26 Aprile 1938 nell’Isola d’Istria. Noto per le sue imprese nel campo del pugilato, attualmente svolge la professione di commentatore sportivo. Proprio nel luogo nativo, l’Isola d’Istria, Nino Benvenuti comincia prestissimo la sua carriera pugilistica, seguendo la passione paterna per questa disciplina sportiva. Dopo una serie di vittorie a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="287" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/nino-benvenuti-2_103971-287x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nino Benvenuti, ex pugile italiano" title="Nino Benvenuti, ex pugile italiano" /></p><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-6350" title="Nino Benvenuti, ex pugile italiano" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/nino-benvenuti-2_103971.jpg" alt="Nino Benvenuti, ex pugile italiano" width="512" height="534" />Giovanni Benvenuti</strong>, detto “Nino”, nasce il 26 Aprile 1938 nell’Isola d’Istria. Noto per le sue imprese nel campo del pugilato, attualmente svolge la professione di commentatore sportivo.</p>
<p>Proprio nel luogo nativo, l’Isola d’Istria, <strong>Nino Benvenuti </strong>comincia prestissimo la sua carriera pugilistica, seguendo la passione paterna per questa disciplina sportiva.</p>
<p>Dopo una serie di vittorie a livello regionale e interregionale, <strong>Nino Benvenuti </strong>riesce ad entrare nella Nazionale. Rimasto imbattuto fino a quel momento, l’unica sconfitta del pugile da dilettante è quella avuta in Turchia, nel 1956.</p>
<p>Il sogno rincorso fin da bambino è di partecipare alle Olimpiadi, e questo risultato arriva nel 1957: ai giochi olimpici di Roma Nino Benvenuti conquista la medaglia d’oro nella sua categoria. Nello stesso anno il pugile ottiene la medaglia d’oro agli Europei svoltisi a Praga.</p>
<p>Con Patrizio Oliva, altro grande pugile italiano, Benvenuti vince la coppa “Val Barker”, sottraendo il prestigioso riconoscimento a Cassius Clay. Come dilettante, Nino Benvenuti realizza ben centoventi vittorie a fronte di una sola sconfitta. Dal 1961 in poi Benvenuti approda al pugilato come professionista. Tra gli sfidanti che Benvenuti incontra vi è l’amico Tommaso Truppi (della categoria Pesi medi) ed il pugile toscano Sandro Mazzinghi, già campione mondiale nella sua categoria (pesi Super welter).</p>
<p>L’incontro tra Benvenuti e Mazzinghi avviene il 18 Giugno 1965 a Milano: lo stadio San Siro registra il tutto esaurito. Il match si conclude con la vittoria di <strong>Nino Benvenuti</strong>, che ottiene così il titolo mondiale. La rivincita avviene qualche tempo dopo a Roma, ed anche stavolta il pugile toscano viene battuto da Benvenuti: la rivalità tra i due è molto accesa. Dopo aver difeso il titolo europeo contro il pugile tedesco Jupp Elze, Nino Benvenuti parte in Corea per combattere contro il coreano Ki-Soo-Kim.</p>
<p>A detta di molti, l’incontro non è regolare, ma i giudici dichiarano la sconfitta di Benvenuti, che dopo un po’ decide di concentrasi soltanto sul titolo mondiale della categoria “Pesi medi”. A partire dal 1967 Nino Benvenuti decide di allenarsi in America, accompagnato dal suo manager. I connazionali organizzano voli charter per assistere all’incontro con il campione mondiale dei pesi medi Emile Griffith, che si conclude con la vittoria di Benvenuti.</p>
<p>L’entusiasmo è alle stelle: Nino è il primo italiano che conquista le cinture WBA e WBC di campione del mondo dei pesi medi. Al suo ritorno in Italia, viene festeggiato dagli abitanti del suo paese e da tutti gli italiani. La rivincita con Griffith avviene il 29 Settembre 1967. Il match volge subito al peggio per il campione italiano, che si rompe una costola e non riesce a resistere fino alla fine per il dolore. Il titolo mondiale ritorna così al pugile americano.</p>
<p>Il terzo incontro avviene nel 1968, e tutti danno per favorito Griffith. Dopo un match quasi perfettamente equilibrato, Benvenuti si impone sull’avversario e lo atterra. Tornato in Italia, <strong>Nino Benvenuti </strong>si impegna a difendere i titoli acquisiti contro gli avversari. Tra questi, c’è il pugile argentino Carlos Monzon. Purtroppo per Benvenuti il match con l’argentino va male, ma può contare su una rivincita immediata. Dopo l’ennesima sconfitta, il pugile italiano decide di ritirarsi dalla boxe. Il ritiro definitivo avviene a Giugno del 1971. Nino Benvenuti si è sposato per due volte e ha cinque figli.</p>
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		<title>Ludwig Mies van der Rohe</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 06:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="233" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/mies-van-der-rohe-300x233.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Ludwig Mies van der Rohe" title="Ludwig Mies van der Rohe" /></p>Ludwig Mies van der Rohe è nato ad Aachen (Aquisgrana), 27 marzo 1886 con il nome di Maria Ludwig Michael Mies, è il più giovane di cinque fratelli. Il padre Michael Mies è uno scalpellino con un proprio laboratorio dove produce principalmente monumenti funerari, aiutato dal figlio maggiore Ewald. Ludwig Mies van der Rohe aiuta a gestire la cava di famiglia e frequenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="233" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/mies-van-der-rohe-300x233.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Ludwig Mies van der Rohe" title="Ludwig Mies van der Rohe" /></p><p><object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rUQdQWf4otU?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rUQdQWf4otU?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-6353" title="Ludwig Mies van der Rohe" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/mies-van-der-rohe.jpeg" alt="Ludwig Mies van der Rohe" width="548" height="426" /></p>
<p>Ludwig Mies van der Rohe è nato ad Aachen (Aquisgrana), 27 marzo 1886 con il nome di <em>Maria Ludwig Michael Mies</em>, è il più giovane di cinque fratelli. Il padre <em>Michael Mies</em> è uno scalpellino con un proprio laboratorio dove produce principalmente monumenti funerari, aiutato dal figlio maggiore Ewald.</p>
<p>Ludwig Mies van der Rohe aiuta a gestire la cava di famiglia e frequenta la <em>Domschule</em>, per un periodo che va dai sei ai tredici anni, anche se non prende mai il diploma; cambia indirizzo di studi e va nel corso di arti e mestieri, la <em>Spenratschule</em>, ma visto la sua modesta condizione economica, lavora anche per <em>Max Fischer</em>, specialista in decorazione a stucco d&#8217;interni. Durante questo periodo Mies sviluppa una grande capacità di disegno a mano libera, inoltre frequenta il mondo dei cantieri, che lo porta a conoscere gli architetti locali; temporaneamente collabora come mastro apprendista (a titolo gratuito) per un costruttore locale. Passerà per lo studio <em>Goebbles</em> come disegnatore, quindi da <em>Albert Schneider</em> dove avrà modo di leggere la rivista <em>Die Zukunft</em>, che lo porta a conoscere la filosofia e la spiritualità. In questo periodo conosce l&#8217;architetto <em>Dülow</em> che lo sprona ad andare a Berlino a cercare lavoro.</p>
<p>Nel 1905 Ludwig Mies van der Rohe si trasferisce a Berlino, dove lavora senza salario in vari cantieri della città. Questo fino a quando non entra nello studio di Bruno Paul, come disegnatore di mobili, dove inizia ad apprendere i primi rudimenti di architettura. Qui riceve il suo primo incarico, <em>Casa Riehl</em> a Neubabelsberg, nel Potsdam-Babelsberg, (1906). Dal 1906 al 1908 frequenta sia la <em>Kunstgewerbeschule</em> che la <em>Hochschule für Bildende Künste</em>, accademie di belle arti.</p>
<p>Sotto l&#8217;influenza di Behrens, Ludwig Mies van der Rohe sviluppa un approccio stilistico basato sulle nuove tecniche strutturali. Sviluppa anche una simpatia per il &#8220;credo&#8221; estetico sia del costruttivismo Russo che del gruppo del <em>De Stijl</em> Olandese. Prende grande ispirazione dalle opere neoclassiche di Karl Friedrich Schinkel, il cui rigore delle forme permetteranno a Mies di creare un proprio linguaggio architettonico.</p>
<p>In questo periodo Ludwig Mies van der Rohe ha anche la fortuna di conoscere due protagonisti dell&#8217;architettura del suo secolo: Frank Lloyd Wright durante una sua mostra di disegni nel 1910 e Hendrik Petrus Berlage durante un soggiorno in Olanda avvenuto nel 1912.Nel 1907 Peter Behrens entra nel Deutscher Werkbund e lo stesso anno Mies entra nello studio di Behrens dove rimane fino al 1912, lavorando al fianco diGropius e per breve tempo anche di Le Corbusier. In questo periodo Behrens era il consulente artistico della ditta AEG per cui realizza, con i suoi collaboratori Mies, Walter Gropius e Adolf Meyer la Fabbrica di turbine AEG; inoltre collabora anche per l&#8217;Ambasciata tedesca a San Pietroburgo, dove nascono dei dissapori tra il capostudio e il venticinquenne Mies.</p>
<p>La rottura tra i due avviene poco dopo, quando i coniugi olandesi Kröller nel 1911 incaricano lo studio di Behrens per una casa; il progetto neoclassico rappresentato su tele <em>in sutu</em> viene rifiutato e i due invitano il giovane Mies a farne uno tutto suo, anch&#8217;esso rifiutato<span style="font-size: 11px;">.</span></p>
<p>Nel 1910 Ludwig Mies van der Rohe torna nella città natale e partecipa assieme al fratello Ewald al concorso per il Monumento commemorativo a Bismarck. Nello stesso anno progetta Casa Perls a Berlino. È in questo periodi che Mies decide di aggiungere il cognome della madre di origine olandese al suo, diventando <em>Ludwig Mies van der Rohe</em>, nome più suggestivo e altisonante che meglio suonava nelle orecchie dei clienti di alto livello a cui Ludwig Mies van der Rohe voleva rivolgere il suo lavoro. Come primo incarico improprio ebbe la costruzione di <em>Casa Riehl</em> dove per l&#8217;occasione ebbe modo di conoscere <em>Adele Auguste Bruhn</em>, figlia di un industriale. È del 10 aprile 1913 il matrimonio con Ada Bruhn, dalla quale avrà tre figlie Dorothea, Marianne e Waltraut.</p>
<p>Nel 1912 Ludwig Mies van der Rohe lascia lo studio di Behrens e l&#8217;anno successivo apre il proprio studio a Berlino presso la propria abitazione. La famiglia decide di trasferirsi a Berlino: Am Karlsbad 24 diventa l&#8217;indirizzo anche del suo studio. Con lo scoppio della Grande Guerra la sua carriera ha un brusco rallentamento, si dedica soprattutto agli studi visto le poche commesse che gli vengono offerte; Ludwig Mies van der Rohe non partecipa attivamente agli scontri poiché la sua età glielo impedisce.</p>
<p>Biografia intera di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_Mies_van_der_Rohe">Ludwig Mies van der Rohe</a></p>
<p><strong>Citazioni di Ludwig Mies van der Rohe</strong></p>
<p>La forma è davvero uno scopo? Non è piuttosto il risultato del processo del dare forma? Non è il processo essenziale? Una piccola modifica delle condizioni non ha come conseguenza un altro risultato? Un&#8217;altra forma? Io non mi oppongo alla forma, ma soltanto alla forma come scopo. Lo faccio sulla base di una serie di esperienze e di convinzioni da queste derivate. La forma come scopo porta sempre al formalismo.  Ludwig Mies van der Rohe</p>
<p>Solo i grattacieli in costruzione mostrano ardite idee costruttive, e l&#8217;effetto di questi scheletri d&#8217;acciaio che si stagliano contro il cielo è sconvolgente. Con il rivestimento delle facciate tale effetto scompare completamente, l&#8217;idea costruttiva che sta alla base della creazione artistica è annientata e soffocata per lo più da un caos di forme prive di senso e banali. Nel migliore dei casi, oggi, risultano esclusivamente le dimensioni grandiose, eppure queste costruzioni avrebbero potuto essere qualcosa di più di una semplice manifestazione delle nostre possibilità tecniche.  Ludwig Mies van der Rohe</p>
<p>Le opere sono necessarie in se stesse e in quanto parti di un ordine genuino. Si può ordinare soltanto ciò che è già in sé ordinato. L&#8217;ordine è qualcosa di più dell&#8217;organizzazione. L&#8217;organizzazione è la determinazione della funzione. L&#8217;ordine invece è attribuzione di significato.  Ludwig Mies van der Rohe</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6361" title="Mies van der Rohe villa tugendhat" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Mies-Van-Der-Rohe.jpg" alt="Mies van der Rohe villa tugendhat" width="720" height="540" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giovanni Boccaccio</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 08:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="233" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Giovanni_Boccaccio-233x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giovanni_Boccaccio" title="Giovanni_Boccaccio" /></p>Nato in un paese della Toscana, Giovanni Boccaccio è uno dei più illustri esponenti della letteratura italiana del XV° secolo. Il padre di Giovanni Boccaccio è un mercante dedito ai commerci, sua madre invece è di umili origini. Compiuti gli studi a Firenze sotto la guida del maestro Giovanni di Domenico Mazzuoli da Strada, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="233" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Giovanni_Boccaccio-233x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giovanni_Boccaccio" title="Giovanni_Boccaccio" /></p><p><a href="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/francesco_petrarca.jpg"></a></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-6339" title="Biografia e Vita Giovanni Boccaccio - Opere" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Giovanni_Boccaccio.jpg" alt="Biografia e Vita Giovanni Boccaccio - Opere" width="400" height="514" />Nato in un paese della Toscana, <strong>Giovanni Boccaccio </strong>è uno dei più illustri esponenti della letteratura italiana del XV° secolo. Il padre di Giovanni Boccaccio è un mercante dedito ai commerci, sua madre invece è di umili origini.</p>
<p>Compiuti gli studi a Firenze sotto la guida del maestro Giovanni di Domenico Mazzuoli da Strada, a partire dal 1327 <strong>Giovanni Boccaccio </strong>vive a Napoli, dove svolge l’apprendistato presso il Banco dei Bardi, per volere di suo padre.</p>
<p>Nella città partenopea frequenta gli ambienti letterari e compone le sue prime opere: “Filostrato”, “Filocolo”, “Caccia di Diana”, “Rime”, “Teseida”. Il componimento più famoso di <strong>Giovanni Boccaccio </strong>si intitola il “Decameron”, che viene ultimato nel 1351.</p>
<p>Nello stesso periodo lo scrittore approfondisce la conoscenza delle opere dantesche e stringe amicizia con Francesco Petrarca, un altro illustre autore suo contemporaneo.</p>
<p>Il “Decameron” suscita subito una grande approvazione nei lettori, tanto che viene tradotto in parecchie lingue. Il periodo trascorso a Firenze dal 1340 al 1347 è di sicuro il più intenso tra quelli vissuti da <strong>Giovanni Boccaccio</strong>, almeno dal punto di vista della produzione letteraria.</p>
<p>In questi anni scrive il romanzo in prosa “Elegia di Donna Fiammetta”, ed altre opere come il “Ninfale fiesolano” e “Amorosa visione”.</p>
<p>Dal 1347 al 1348 lo scrittore si trasferisce a Forlì, dove frequenta i poeti Francesco Miletto de Rossi e Nereo Morandi. Negli anni che precedono la sua morte, avvenuta il 21 Dicembre 1375,<strong> Giovanni Boccaccio </strong>svolge alcuni incarichi pubblici a Firenze e si dedica al commento in pubblico della “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Sulla sua tomba campeggia l’epigrafe in latino: “Studium fuit alma poesis” (“la sua passione fu la nobile poesia”).</p>
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		<title>Federico Grazzini, &#8220;La Musica E&#8217; La Mia Compagna Di Vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 08:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/FEDERICOGRAZZINI_600-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Federico Grazzini, &quot;La Musica E&#039; La Mia Compagna Di Vita&quot;" title="Federico Grazzini, &quot;La Musica E&#039; La Mia Compagna Di Vita&quot;" /></p>Federico Grazzini è un dj italiano, le cui produzioni sono suonate dai più grandi artisti internazionali, in particolare, il remix di Lemonade, ultima hit dei Planet Funk firmato insieme ad Alex Neri, compare nella classifica inglese di  Radio BBC1, compilata da Pete Tong e nella compilation ufficiale PACHA 2000. Dopo aver oltrepassato i confini con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/FEDERICOGRAZZINI_600-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Federico Grazzini, &quot;La Musica E&#039; La Mia Compagna Di Vita&quot;" title="Federico Grazzini, &quot;La Musica E&#039; La Mia Compagna Di Vita&quot;" /></p><p style="text-align: center"><strong>Federico Grazzini</strong> è un dj italiano, le cui produzioni sono suonate dai più grandi artisti internazionali, in particolare, il remix di Lemonade, ultima hit dei Planet Funk firmato insieme ad Alex Neri, compare nella classifica inglese di  Radio BBC1, compilata da Pete Tong e nella compilation ufficiale PACHA 2000. Dopo aver oltrepassato i confini con i suoi set,  nell’estate 2009 si trasferisce ad Ibiza e diventa uno dei dj dello ZOOPROJECT, mentre nella stessa stagione partecipa al tour dei Planet Funk.  <img class="size-full wp-image-6333 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/FEDERICOGRAZZINI_600.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Federico, cos’è per te la musica?</strong></span></p>
<p>Una compagna di vita, fedele, divertente, rassicurante. Una cosa che esiste già in natura, come l&#8217;aria e il fuoco. Lo scorrere di un fiume e il rumore del bosco non sono forse già musica?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong> E quali sono i tuoi gusti musicali?</strong></span></p>
<p>Sono piuttosto eclettico nei gusti, fuori dall&#8217;ambito lavorativo ascolto un po&#8217; di tutto, da Sly &amp; the family stone a Stevie Wonder e Prince. Poi sono affascinato dai Radiohead e dalle novità che mi incuriosiscono parecchio, per fare un esempio, gli XX.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi della scena musicale italiana?</strong></span></p>
<p>Sento un fermento particolare in questo periodo, vedo un interesse nei confronti del nostro movimento anche fuori dai confini nazionali. Ci sono nomi nuovi con idee stimolanti e figure storiche che sono state capaci di rimettersi in discussione,  forse proprio dalla fusione di queste correnti, si è creata la scintilla che ha riacceso l&#8217;italian style.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? E quali sono i tuoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Proprio in questi giorni sto lavorando in studio insieme ai Jestofunk, senza interrompere tutto quello che sto facendo da anni con Alex Neri e Marco Baroni (Planet Funk). L&#8217;obiettivo è sempre quello di fare musica liberamente, senza pensare a quali saranno i canali dove andrà a finire. Il mio sogno nel cassetto è quello di realizzare un album, in collaborazione con tutti i miei amici e le persone che sono state importanti, nel mio percorso musicale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi in un prossimo futuro, quando ti ritirerai dalla scena?</strong></span></p>
<p>Non so nemmeno quale sarà il mio programma in studio la prossima settimana, non riesco, o meglio non voglio, pianificare nulla a lungo termine. Credo che toglierebbe interesse al mio lavoro e, di conseguenza, anche alla mia vita. Mi piace prendere il meglio da tutto quello che mi succede intorno e non voglio perdere l&#8217;opportunità di buttarmi a capofitto in qualcosa di nuovo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è un locale dove ti piacerebbe suonare? E qual è il locale che ti è piaciuto di più?</strong></span></p>
<p>Ultimamente sono attratto da tutto quello che è “parallelo” ai locali tradizionali, a volte location alternative danno alle serate una marcia in più. Mi piacerebbe comunque suonare al Fabric di Londra, lo considero un tempio della musica elettronica. Per diversi motivi, sono tanti i posti che mi sono piaciuti, di giorno lo Zooproject di Ibiza, è unico nel suo genere, di notte il Tenax di Firenze e il Womb di Tokyo (che ho trovato incredibilmente simili tra loro) che mi hanno rapito. L&#8217;emozione più forte l&#8217;ho provata suonando con i Planet Funk all&#8217;MTV Day a Bari, dove abbiamo diviso il palco con Moby, indimenticabile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei legato sentimentalmente a qualcuno? E quanto incide nei tuoi rapporti personali questo tipo di lavoro?</strong></span></p>
<p>Da single posso dire che questo tipo di lavoro, come tanti lavori che ti tengono spesso lontano da casa, soprattutto nei week end e in tutti i momenti di festa, non facilita le relazioni sentimentali. Ovviamente non voglio generalizzare, ogni rapporto è una storia a sé stante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi del tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Quando la tua passione si trasforma nel tuo lavoro, il primo aspetto positivo è sicuramente  il non sentire la pressione del lavoro stesso. Mi sono ritrovato in studio la sera del primo gennaio o spesso di domenica pomeriggio, ma per me è sempre un divertimento. Il lato negativo, se vogliamo, è quello di tutti i lavori artistici, dove non c&#8217;è certezza del futuro, ma io lo vivo come uno stimolo, non lo vedo propriamente negativo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci racconti qualche aneddoto curioso accaduto durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>In un festival a Cortona in Toscana, il paese dove sono nato, era in programma a mezzanotte il dj set di Lorenzo Jovanotti (anche lui viene da lì). Alle 11, durante il mio set, me lo sono ritrovato accanto col microfono in mano e ha iniziato a cantare. Non capita proprio tutti i giorni!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai sempre avuto questa passione?</strong></span></p>
<p>Sono sempre stato attratto dalla musica, dalla chitarra alla batteria, poi a 13 ho iniziato a giocare coi piatti nella radio di un amico di mio padre, tutto il resto è venuto da sé.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e dedicarti ad altro?</strong></span></p>
<p>Mai pensato di mollare. Ho avuto tempo di fare altre cose: ho insegnato nuoto per tanto tempo, ho avuto un locale mio, ma non m&#8217;è mai passato per la testa di smettere di fare musica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che messaggio vorresti lanciare ai giovani d’oggi?</strong></span></p>
<p>Di non credere a tutto quello che arriva dalla TV, di pensare con la propria testa, di non farsi omologare dalle mode e di non credere che questi consigli siano universalmente giusti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000">Botta &amp; Risposta</span></strong></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia:</em> Non canto, ma le fischio tutte!</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente: </em>Meglio la ciccia che l&#8217;osso (toscano, ciccia=carne)</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto:</em> Sono permaloso</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio: </em>Sono estremamente socievole</p>
<p><em>Cosa ti fa adirare di più: </em>La maleducazione</p>
<p><em>La cosa a cui sei più legato:</em> Le persone che ho accanto</p>
<p><em>Non sopporti una persona quando</em>…. Mente</p>
<p><em>Film preferito: </em>Into the Wild</p>
<p><em>Cosa ti spaventa di più:</em> Non essere autosufficiente</p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti: </em>Curioso, pignolo, positivo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Juan Gris</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 06:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="224" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/pears-and-grapes-on-a-table-1913-300x224.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Biografia di Juan Gris - Opere e Quadri" title="Biografia di Juan Gris - Opere e Quadri" /></p>Quadri e Opere di Juan Gris Tra il 1902 ed il 1904 Juan Gris studiò disegno industriale a Madrid, collaborando anche in alcuni quotidiani locali come disegnatore di vignette umoristiche; questa passione per la satira illustrata lo accompagnerà per tutta la vita, anche dopo essere diventato un pittore famoso. Nel 1904 e nel 1905 Juan Gris studiò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="224" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/pears-and-grapes-on-a-table-1913-300x224.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Biografia di Juan Gris - Opere e Quadri" title="Biografia di Juan Gris - Opere e Quadri" /></p><p>Quadri e Opere di Juan Gris<br />
<img class="alignnone size-large wp-image-6324" title="Biografia di Juan Gris - Opere e Quadri" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/pears-and-grapes-on-a-table-1913-1024x765.jpg" alt="Biografia di Juan Gris - Opere e Quadri" width="720" height="350" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6325" title="Juan Gris natura morta " src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/353.jpeg" alt="Juan Gris natura morta " width="720" height="475" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6326" title="Juan Gris quadri e opere" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Harlequin-with-Violin.jpeg" alt="Juan Gris quadri e opere" width="384" height="500" /></p>
<p>Tra il 1902 ed il 1904 Juan Gris studiò disegno industriale a Madrid, collaborando anche in alcuni quotidiani locali come disegnatore di vignette umoristiche; questa passione per la satira illustrata lo accompagnerà per tutta la vita, anche dopo essere diventato un pittore famoso. Nel 1904 e nel 1905 Juan Gris studiò pittura con l&#8217;artista accademico José Maria Carbonero.<br />
Nel 1906 Juan Gris si trasferì a Parigi, entrando in contatto con gli artisti più importanti del tempo, tra cui <a title="henry matisse" href="http://www.lintervista.it/henry-matisse-pittore-incisore-illustratore-e-scultore-francese/">Henri Matisse</a>, Georges Braque, Fernand Léger e Amedeo Modigliani. Fu proprio a Parigi che Juan Gris conobbe il suo connazionale <a title="pablo picasso" href="http://www.lintervista.it/pablo-picasso-biografia-di-un-artista/">Pablo Picasso</a>, di cui divenne amico e di cui seguì l&#8217;esempio: già le opere del 1910 mostrano un chiaro interesse per il cubismo, che si rafforza nei lavori degli anni seguenti, fino ad arrivare ad uno stile cubista analitico nel 1912. Il suo ritratto di Picasso del 1912 è una delle prime significative opere cubiste effettuata da un pittore che non sia Pablo Picasso o Georges Braque.</p>
<p>Biografia completa di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Juan_Gris" target="_blank">Juan Gris</a></p>
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		<title>Charles Baudelaire</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/charles_baudelaire_1-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="charles_baudelaire_1" title="charles_baudelaire_1" /></p>Soprannominato “il poeta maledetto” per la sua vita particolarmente incline alla solitudine e al dolore, Charles Baudelaire nasce a Parigi nel 1821. Rimasto orfano di padre molto presto, Charles Baudelaire è costretto a vivere con la madre ed il patrigno, con i quali non va d’accordo. I contrasti familiari sono talmente forti che a soli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/charles_baudelaire_1-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="charles_baudelaire_1" title="charles_baudelaire_1" /></p><p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-6316 alignleft" title="Biografia Charles Baudelaire - Poesie Libri e Aforismi" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/charles_baudelaire_1.jpg" alt="Biografia Charles Baudelaire - Poesie Libri e Aforismi" width="512" height="384" />Soprannominato “il poeta maledetto” per la sua vita particolarmente incline alla solitudine e al dolore, <strong>Charles Baudelaire </strong>nasce a Parigi nel 1821. Rimasto orfano di padre molto presto, Charles Baudelaire è costretto a vivere con la madre ed il patrigno, con i quali non va d’accordo.</p>
<p>I contrasti familiari sono talmente forti che a soli vent’anni <strong>Charles Baudelaire</strong> lascia la famiglia per viaggiare nei Paesi orientali. Tornato in Francia nel 1842, ormai maggiorenne, riceve l’eredità del padre naturale, che però dissipa conducendo una vita assolutamente “borderline”, al punto che il patrigno, il generale Aupick, decide di imporgli un giudice tutelare.</p>
<p>Le vicende familiari condizionano la vita dell’artista, rendendolo una persona disadattata e parecchio sofferente. La vita di Charles Baudelaire è segnata da avvenimenti dolorosi: il tentativo di suicidio nel 1845, la sifilide, l’indigenza inframmezzata soltanto da qualche collaborazione letteraria.</p>
<p>Negli anni tra il 1845 ed il 1848 il poeta compone una delle sue opere più riuscite, una raccolta di poesie di indiscutibile valore, intitolata “I fiori del male”. Nello stesso periodo partecipa ai moti popolari del 1848, traduce gli scritti di Edgar Allan Poe, frequenta Marie Daubrun.</p>
<p>L’esistenza di Charles Baudelaire è costellata di eccessi: vino, droghe, hashish lo aiutano a creare un muro con il mondo borghese che disprezza. Subito dopo la pubblicazione de “I fiori del male” il poeta viene condannato per immoralità, e molte sue poesie vengono censurate.</p>
<p>Nel 1860 pubblica “I paradisi artificiali”, e nel 1862 è la volta di alcuni poemi. Colpito dalla sifilide, si trasferisce per due anni in Belgio, poi ritorna a Parigi, dove muore il 31 Agosto 1867.</p>
<p>Negli scritti di Charles Baudelaire è chiara la critica al sistema borghese, ma nello stesso tempo vi è l’esaltazione del sentimento amoroso e del Romanticismo, la corrente letteraria cui il poeta aderisce. Le poesie sono ricche di immagini e simboli, davvero uniche nel loro genere.</p>
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		<title>Franco Forte, Un Prolifico Romanziere</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="228" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Profilo-media-300x228.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Franco Forte, Un Prolifico Romanziere" title="Franco Forte, Un Prolifico Romanziere" /></p>Franco Forte, scrittore, giornalista professionista, consulente e autore di fiction televisive, è uno tra i più prolifici romanzieri degli ultimi anni. Attualmente, in tutte le librerie, è possibile trovare  il suo ultimo romanzo “Il segno dell’untore”, un thriller medievale ambientato nella Milano del 1576 afflitta dalla peste, un libro in cui l&#8217;esattezza della ricostruzione storica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="228" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Profilo-media-300x228.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Franco Forte, Un Prolifico Romanziere" title="Franco Forte, Un Prolifico Romanziere" /></p><p><strong> </strong></p>
<p><strong>Franco Forte, </strong>scrittore, giornalista professionista, consulente e autore di fiction televisive, è uno tra i più prolifici romanzieri degli ultimi anni. Attualmente, in tutte le librerie, è possibile trovare  il suo ultimo romanzo “Il segno dell’untore”, un thriller medievale ambientato nella Milano del 1576 afflitta dalla peste, un libro in cui l&#8217;esattezza della ricostruzione storica si unisce alla descrizione di tecniche investigative antiche incredibilmente simili a quelle sofisticate di oggi. Per Franco Forte, “la scrittura è magia, perché consente di trasmettere le proprie emozioni ad altre persone, anche a centinaia di chilometri di distanza o nel tempo”.<img class="alignright size-full wp-image-6312" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Profilo-media.jpg" alt="" width="504" height="384" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Franco, quando e come è nata la tua passione per il mondo della scrittura? E quando hai sentito per la prima volta il forte desiderio di scrivere?</strong></span></p>
<p>La mia passione per la scrittura è nata contemporaneamente a quella per la lettura. E’ sempre stato un rapporto di forte simbiosi, anche perché credo che nessuno possa definirsi un vero scrittore se non è anche un fortissimo lettore. Cosa che, ahimè, molti esordienti non capiscono.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per te la scrittura? E cosa ti piacerebbe trasmettere attraverso i tuoi libri?</strong></span></p>
<p>La scrittura è magia, perché consente di trasmettere le mie emozioni ad altre persone, anche a centinaia di chilometri di distanza o nel tempo. E in fondo è proprio questo lo scopo della scrittura: una sorta di comunicazione empatica fatta di parole, suggestioni ed emozioni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti è  mai capitato di iniziare un libro e poi di abbandonarlo?</strong></span></p>
<p>Naturalmente. Ne ho diversi nel cassetto digitale del mio pc. Ma non tanto perché non ne fossi soddisfatto, se devo essere sincero. Più che altro perché non erano maturi (o si erano già persi il treno in corsa) per il mercato editoriale, che ha esigenze molto particolari che non si possono disattendere e che un professionista deve considerare prima di qualsiasi cosa, anche della passione personale che ci spinge a metterci alla tastiera.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei tuoi libri, spazi da argomenti storici a thriller. Ti è mai capitato di non aver nulla da scrivere? E come sei riuscito a superare il blocco?</strong></span></p>
<p>Mi considero fortunato, da questo punto di vista: mai sofferto del blocco dello scrittore. E non potrebbe essere altrimenti, visto che di scrittura campo da trent’anni: come giornalista, sceneggiatore di fumetti e di cinema e TV e narratore. Io scrivo sempre, in un modo o nell’altro e questa varietà mi consente di non annoiarmi mai e di fare pratica continuamente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per arrivare alla stesura finale dei tuoi libri, segui qualche passo specifico?</strong></span></p>
<p>Prima programmo una scaletta, non troppo accurata, ma sufficiente a darmi le linee di sviluppo della storia, quindi comincio a scrivere. Al termine, effettuo una revisione e poi sono pronto a consegnare all’editore. Negli anni ho imparato a ottimizzare il rapporto velocità di scrittura e qualità di ciò che produco in prima stesura e questo mi permette di essere rapido e piuttosto efficace, senza perdere tempo a scrivere, riscrivere e sistemare all’infinito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i progetti in cantiere al momento?</strong></span></p>
<p>Il secondo romanzo della serie dedicata al notaio criminale Niccolò Taverna, già protagonista del mio ultimo romanzo, appena uscito per Mondadori, “Il segno dell’untore”. Questa figura del notaio criminale, una sorta di commissario di polizia che esercitava nella Milano del 1500, è molto affascinante e inedita nel panorama del thriller internazionale. Per cui sto cercando di battere sul ferro, finché è caldo…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è un momento o un luogo particolari in cui ti piace scrivere?</strong></span></p>
<p>Io di solito scrivo di notte, nel silenzio e nella pace del mondo che mi circonda. Magari con una buona musica in sottofondo, a volume bassissimo, appena udibile, per non disturbare nessuno, ma creare quell’atmosfera che mi serve per mantenere la concentrazione. Questo se scrivo romanzi. Per tutto il resto, la mia attività si svolge nell’arco dell’intera giornata e quindi, in pratica, non mi fermo mai.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei anche autore di fiction televisive. Di cosa si tratta precisamente e che lavoro c’è dietro una fiction?</strong></span></p>
<p>Una fiction è mestiere. Poca passione, poca elasticità, poche possibilità di dare spazio alla propria fantasia, perché bisogna seguire gabbie e gabbiette di ogni tipo (costruite dalla bibbia di serie, dai soggetti impostati, dalla produzione, dall’emittente). Non è molto divertente, ma se non altro fa guadagnare bene.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcosa che non hai fatto e che invece avresti voluto fare in questi anni di carriera?</strong></span></p>
<p>Non ho mai scritto per il teatro. Ecco, questa è una mancanza che mi rattrista e a cui penso spesso, ma purtroppo non ho mai avuto l’occasione (e il tempo), di approfondire e di provare a cimentarmi. Però so che mi piacerebbe molto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale libro da te scritto sei particolarmente legato? E perché?</strong></span></p>
<p>Sempre all’ultimo pubblicato, perché è quello a cui sono ancora legato da parecchi cordoni ombelicali, che non recido mai, lascio che si sfaldino pian pianino nel tempo, con l’esigenza di produrre qualcosa di nuovo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa trai ispirazione?</strong></span></p>
<p>Da qualsiasi cosa. Ciò che leggo, ciò che vedo (alla TV, al cinema, dalla finestra, per strada), le persone che conosco, le esperienze che faccio. Tutto è terreno di coltura per le cose che ho scritto e per quelle che scriverò. Si tratta soltanto di discriminare e capire qual è il momento giusto per ciascuna di queste idee, perché possano trovare la loro strada verso la libreria.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi punti forti e i tuoi punti deboli?<img class="alignleft size-large wp-image-6313" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/COP_FORTE_il-segno-MEDIA-698x1024.jpg" alt="" width="419" height="614" /></strong></span></p>
<p>Uno l’ho già descritto: la capacità di scrivere velocemente e con un’ottima qualità fin dalla prima stesura. Ma la mia qualità principale credo sia l’esperienza: ho fatto tutti i mestieri possibili e immaginabili nel campo dell’editoria e quindi, conosco questo mondo in tutte le sue sfaccettature, sia come autore sia come editore. Il che mi facilita non poco. Per ciò che riguarda i punti deboli… be’, sarebbero troppi per poterli elencare tutti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi dei lettori di oggi?</strong></span></p>
<p>Che sono troppo superficiali. Si fanno attrarre dalle pubblicità e dagli slogan altisonanti, senza concentrarsi sul contenuto di un libro, su quello che ti può dare dopo che l’avrai letto, non perché ti viene presentato in uno scrigno d’argento a un prezzo ridicolo. Ma ormai, purtroppo, al giorno d’oggi con la pubblicità si può vendere tutto e i libri non sono esenti da questo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Prima di diventare uno scrittore di successo, hai ricevuto qualche no? Come hai reagito?</strong></span></p>
<p>No se ne ricevono sempre, in tutti i settori dell’editoria e della scrittura. L’importante è capirne le ragioni, superarle e tornare all’attacco. Se non si fa così, si resterà sempre al palo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono stati i sacrifici che hai dovuto sopportare per seguire la tua carriera?</strong></span></p>
<p>Fai conto che dopo l’università (ingegneria) ho trovato lavor0 come responsabile tecnico di una grande azienda. Avevo la segretaria, la macchina aziendale con il telefono (parlo di fine anni ’80…), uno stipendio elevato, responsabilità e giacca e cravatta. Ho resistito sei mesi, poi mi sono licenziato, con sconcerto di tutti, primo mio padre, a cui per poco non veniva un colpo. Ho buttato via giacca e cravatta e mi sono messo a fare il collaboratore freelance per giornaletti locali, a due lire al pezzo. Ho cominciato così, con una scelta netta, definitiva e per certi versi traumatica. Ma non ho mai mollato e alla fine posso dire di avercela fatta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è Franco Forte nel privato?</strong></span></p>
<p>Un orso solitario che si rinchiude per ore nella sua caverna, a battere sulla tastiera del pc per sfornare mille progetti ogni mese. Ma quando stacco mi dedico alla famiglia, a mia moglie e ai miei due figli e la pace interiore che provo non ha prezzo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a conciliare vita privata e vita professionale?</strong></span></p>
<p>Per fortuna scrivo di notte, quando tutti dormono. Il che mi lascia abbastanza tempo per gestire la famiglia di giorno e nei week end.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un consiglio per tutti gli scrittori emergenti, che vorrebbero fare della propria passione il proprio lavoro.</strong></span></p>
<p>Prima di tutto ci vuole costanza, determinazione, voglia di arrivare. Se ci si lascia demoralizzare, allora è finita. Occorre avere piena consapevolezza di sé e delle proprie capacità (o deficienze, per porvi rimedio al più presto), ma non bisogna essere arroganti o credere di poter avere tutto subito. L’umiltà è importante quanto la forza d’animo e forse, la cosa più difficile per un esordiente, è proprio raggiungere l’equilibro fra questi opposti. E poi, non dimentichiamolo mai: leggere, leggere, leggere…</p>
<p><strong><span style="color: #800000">Botta &amp; Risposta</span></strong></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia: </em>Non canto, fischio</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente: </em>L’abito non fa il monaco… soprattutto in letteratura</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto:</em> Sono permaloso</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> Cerco sempre di aiutare tutti quelli che posso</p>
<p><em>Cosa ti fa adirare di più: </em>La superbia</p>
<p><em>La cosa a cui sei più legato: </em>La mia famiglia</p>
<p><em>Non sopporti una persona quando… </em>Crede di avere sempre ragione</p>
<p><em>Film preferito: </em>Alien</p>
<p><em>Cosa ti spaventa di più:</em> Non poter più scrivere</p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti:</em> Spavaldo, conciliante, determinato</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di seguito alcuni interessanti link:</strong></span></p>
<p><strong>Il segno dell’untore</strong><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UDNHTUH1C-k&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=UDNHTUH1C-k&amp;feature=related</a></p>
<p><strong>Chi è Niccolò Taverna?</strong><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=QHL5itE4cp0">http://www.youtube.com/watch?v=QHL5itE4cp0</a></p>
<p><strong>Lettura brano 1</strong><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nTvUmhMZrF4&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=nTvUmhMZrF4&amp;feature=related</a></p>
<p><strong>Lettura brano 2</strong><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=sz03jAGYaLw">http://www.youtube.com/watch?v=sz03jAGYaLw</a><br />
<strong> </strong></p>
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		<title>Dante Alighieri, poeta italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Experience]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="288" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Dante-Alighieri-300x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Dante Alighieri, poeta italiano" title="Dante Alighieri, poeta italiano" /></p>Nato a Firenze il 29 Maggio 1265, Dante Alighieri è considerato il “padre” della lingua italiana. La sua famiglia appartiene alla piccola nobiltà, e viene coinvolta nell’opposizione, esistente all’epoca, tra i Guelfi (legati all’autorità papale) e i Ghibellini (che invece difendono il potere politico degli Imperatori): in realtà si tratta di uno scontro tra appartenenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="288" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Dante-Alighieri-300x288.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Dante Alighieri, poeta italiano" title="Dante Alighieri, poeta italiano" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6287" title="Biografia Vita e Storia di Dante Alighieri, Poeta Italiano " src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Dante-Alighieri.jpg" alt="Biografia Vita e Storia di Dante Alighieri, Poeta Italiano " width="401" height="385" />Nato a Firenze il 29 Maggio 1265, <strong>Dante Alighieri</strong> è considerato il “padre” della lingua italiana. La sua famiglia appartiene alla piccola nobiltà, e viene coinvolta nell’opposizione, esistente all’epoca, tra i Guelfi (legati all’autorità papale) e i Ghibellini (che invece difendono il potere politico degli Imperatori): in realtà si tratta di uno scontro tra appartenenti alla nobiltà e la borghesia che degenera in una vera e propria lotta di classe.</p>
<p>Quando <strong>Dante Alighieri</strong> nasce, Firenze è una delle città italiane più importanti, e si trova nelle mani dei Ghibellini. Qualche anno dopo torna ad essere guidata dal partito dei Guelfi. A loro volta, questi si dividono in due opposte fazioni: i “Bianchi” e i “Neri”. L’elevato spessore letterario e poetico di Dante non tarda a manifestarsi.</p>
<p>A stimolare la vena poetica di <strong>Dante Alighieri</strong> contribuisce anche il tormentato periodo politico e sociale che il poeta si trova a vivere. L’amore per Beatrice, una donna incontrata nel 1274 e mai più dimenticata, costituisce il filo conduttore di molte opere dantesche, a partire dalla “Vita Nuova”. Nel 1283 Dante si ritrova orfano di entrambi i genitori, e assume il ruolo di capofamiglia.</p>
<p>Negli anni giovanili trascorsi a Firenze, <strong>Dante Alighieri</strong> compone scritti poetici e struggenti, che raccoglie nelle “Rime”. All’età di venti anni Dante convola a nozze con Gemma di Manetto Donati, dalla quale ha quattro figli. Dal 1292 in poi Dante si dedica allo studio della teologia e della filosofia, la cui conoscenza gli serve per realizzare la sua opera più imponente, “La Divina Commedia”.</p>
<p>Quando il partito dei Neri assume il potere a Firenze, <strong>Dante Alighieri</strong> è costretto a lasciare l’amata città nativa e a recarsi in esilio. In questi anni difficili scrive il “Convivio”, un trattato in lingua volgare. Nel 1306 comincia a lavorare alla “Divina Commedia”. Numerosi e apprezzati anche i componimenti politici, come “La Monarchia”, in cui <strong>Dante Alighieri</strong> elogia la figura del monarca, contrapponendolo al potere temporale della Chiesa. Il “sommo poeta” muore a Ravenna il 26 Settembre 1326, per un attacco di malaria, a soli 56 anni.</p>
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		<title>Paulo Coelho</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="234" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/paulo_coelho-234x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="paulo_coelho" title="paulo_coelho" /></p>Di origini portoghesi, Paulo Coelho nasce nel quartiere di Botafogo, a Rio de Janeiro, il 24 Agosto 1947. A causa del temperamento avverso alle regole, da giovane Paulo Coelho si mette in contrasto con sua madre, al punto che la ribellione gli costa il ricovero in un ospedale psichiatrico per un anno. Per assecondare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="234" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/paulo_coelho-234x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="paulo_coelho" title="paulo_coelho" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6290" title="Paulo Coelho" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/paulo_coelho.jpg" alt="Paulo Coelho" width="360" height="460" />Di origini portoghesi, <strong>Paulo Coelho</strong> nasce nel quartiere di Botafogo, a Rio de Janeiro, il 24 Agosto 1947. A causa del temperamento avverso alle regole, da giovane<strong> Paulo Coelho</strong> si mette in contrasto con sua madre, al punto che la ribellione gli costa il ricovero in un ospedale psichiatrico per un anno.</p>
<p>Per assecondare il volere del padre, Paulo Coelho si dedica per qualche tempo agli studi di Economia. Ma ben presto abbandona e si mette a girare il mondo per fare nuove esperienze. Entrato a far parte di un’organizzazione anticapitalista, chiamata “Società Alternativa”, Paulo Coelho viene incarcerato nel 1974 insieme al poeta Raul Sexias, con l’accusa di essere sovversivo.</p>
<p>Sottoposto a varie torture, qualche anno dopo riesce ad uscire dal carcere fingendosi pazzo. Tra le esperienze più importanti della sua vita vi è il Cammino di Santiago, un pellegrinaggio intrapreso nel 1986 e del quale lo scrittore scrive il diario giorno per giorno. Nel 2001 Paulo Coelho pubblica il libro su questo viaggio, intitolandolo “Il Cammino di Santiago”.</p>
<p>Il libro riscuote un grande consenso, ed è seguito dopo poco tempo da un altro volume di successo, dal titolo “L’alchimista”. Per il numero di copie vendute, questo libro è inserito nel “Guiness dei Primati”. Seguono poi altre pubblicazioni nel 1994 “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”, nel 1996 “Monte Cinque”, nel 1997 “Il manuale del guerriero della luce”.</p>
<p>Altri romanzi molto conosciuti di questo autore portoghese sono: “Veronika decide di morire”, pubblicato nel 1998, e “Il diavolo e la signorina Prym” del 2000. Nello stesso anno è la volta di “Le confessioni del pellegrino”, mentre “Undici minuti” è un altro grande successo editoriale del 2003.</p>
<p>Nel 2005 Paulo Coelho da alla stampa “Lo Zahir”, nel 2007 pubblica la “Strega di Portobello”, nel 2008 viene tradotto in lingua italiana “Brida”. Nel 2009 Coelho pubblica “Il vincitore è solo”, cui seguono “Le Valchirie” e “Aleph”, nel 2011. Con la prima moglie l’autore vive a Parigi. Dopo il divorzio, risposatosi una seconda volta, Paulo Coelho torna in Brasile.</p>
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		<title>Emanuela Pacotto, &#8220;Per Me Doppiare E&#8217; Come Vivere Mille Vite&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 07:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Woman]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="247" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/AMBITION-Emanuela_Pacotto-IMG_6083-3-www.ambitionworld.it-Medium-247x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Emanuela Pacotto, &quot;Per Me Doppiare E&#039; Come Vivere Mille Vite&quot;" title="Emanuela Pacotto, &quot;Per Me Doppiare E&#039; Come Vivere Mille Vite&quot;" /></p>Emanuela Pacotto è una tra le doppiatrici più conosciute ed apprezzate nel panorama televisivo. Oltre ad essere  la voce ufficiale di Barbie, personaggio con cui è nata un’amicizia virtuale e con cui ha condiviso delle bellissime avventure “nel suo meraviglioso mondo… tutto rosa”, ha doppiato numerosi film e cartoni animati, di cui lei stessa è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="247" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/AMBITION-Emanuela_Pacotto-IMG_6083-3-www.ambitionworld.it-Medium-247x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Emanuela Pacotto, &quot;Per Me Doppiare E&#039; Come Vivere Mille Vite&quot;" title="Emanuela Pacotto, &quot;Per Me Doppiare E&#039; Come Vivere Mille Vite&quot;" /></p><p><strong>Emanuela Pacotto </strong>è una tra le doppiatrici più conosciute ed apprezzate nel panorama televisivo. Oltre ad essere  la voce ufficiale di Barbie, personaggio con cui è nata un’amicizia virtuale e con cui ha condiviso delle bellissime avventure “nel suo meraviglioso mondo… tutto rosa”, ha doppiato numerosi film e cartoni animati, di cui lei stessa è una grandissima fan.  La sua celebre carriera di doppiatrice, l’ha condotta ad affermarsi nei vari ruoli degli anime più visti in Italia. Tra i personaggi noti, a cui ha prestato la sua voce, spiccano Bulba in Dragon Ball, Nami in One Piece e Sakura in Naruto. <img class="alignright size-full wp-image-6302" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/AMBITION-Emanuela_Pacotto-IMG_6083-3-www.ambitionworld.it-Medium.jpg" alt="" width="444" height="538" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Emanuela ci racconti q</strong><strong>uale è stato il tuo percorso professionale? C’è qualcuno che è stato per te, fonte di ispirazione?</strong></span></p>
<p>Quando ero piccolina la mia mamma, seguendo un po’ un suo sogno, mi ha fatto entrare a far parte di un coro per bambini, “i Piccoli Cantori” di Ninì Comolli ed è stato chiaro fin da subito che avrei fatto parte del mondo dello spettacolo per la mia esuberanza e l’incontenibile voglia di esprimere la mia creatività. Da lì, ho proseguito a piccoli passi. Oltre al canto, ho iniziato a studiare danza classica. Ho scelto di frequentare il Liceo Artistico. A 17 anni ho fatto l’audizione per entrare all’Accademia D’Arte dei Filodrammatici e dopo 2 anni, mi sono diplomata attrice. Il resto lo conoscete. No, non avevo nessun modello. Saltellando da un’esperienza all’altra, ho soltanto seguito la mia voglia di imparare,  di conoscere, di sperimentare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire per te doppiare? </strong></span></p>
<p>Vivere mille vite. Vuol dire avere la possibilità di calarsi in mille esistenze diverse e vivere mille passati, mille presenti, mille futuri. E’ bello poter vestire i panni di qualcun altro e mettersi nei guai, innamorarsi, soffrire, gioire, ma senza nessuna conseguenza. Posso essere una ragazzina adolescente o una giovane moglie o una bambina. A volte posso anche cambiare sesso e diventare un maschietto. Piccolino però. Posso essere un avvocato o una liceale, ma anche una potente maga, una scienziata un po’ pazza, un ninja o la navigatrice di una nave di pirati. Chi non vorrebbe essere al mio posto? E’ fantastico. E tutto questo forse mi fa “vivere” soffermandomi a guardare la vita da tanti punti diversi e mi fa essere una persona molto più aperta e meno facile ad esprimere giudizi affrettati.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Descrivici una tua giornata tipo.</strong></span></p>
<p>Non esiste una mia giornata tipo. Non ho una giornata uguale all’altra. Mi divido fra un turno di doppiaggio, uno speakeraggio pubblicitario o una sessione di registrazione per un video gioco. Ma cerco di non perdermi le lezioni di danza… di canto… Faccio un saltino su Facebook, una piccola incursione nel mio web-site per rispondere ai messaggi… e poi… mi devo occupare della casa… della spesa… delle bollette… far da mangiare… O cavoli! La “Pacotto” è una comune mortale!!!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da bambina dicevi “da grande farò”….</strong></span></p>
<p>Il “POMPIERE!”. Hai presente Grisù il draghetto che voleva fare il pompiere? O meglio voleva fare qualcosa di impossibile? Voglio dire: a 10 anni ho debuttato in teatro con “La Bambola Abbandonata” per la regia di Giorgio Streheler, certo sono nata sotto la migliore stella… ma niente era scontato. E invece sono ancora qua. Il mio sogno è diventato realtà.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa provi nel risentire la tua voce in tv?</strong></span></p>
<p>Mamma mia! Una tragedia! Non riesco a non ascoltarmi! Mi dico “Si, non male… però avrei potuto fare così o cosà!” Che barba! Penso sempre al lavoro e mi trasformo in “miss perfettina” e così mi rovino lo spettacolo! Ma poi, a volte, accade la magia… di colpo non mi ascolto più… la storia mi rapisce e mi ritrovo a “farmi emozionare”, a “farmi piangere”, a “farmi ridere” e allora sono felice perché se la magia riesce con me, magari funziona anche sugli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Preferisci doppiare o recitare? </strong></span></p>
<p>Ecco qua! Troppo spesso ci si dimentica che “il doppiatore” è “un attore” che recita a sink! Ogni volta che doppio, recito un personaggio diverso. Ho capito cosa intendi. Certo se recitassi in carne ed ossa, sarebbe un’altra cosa, ma sarei anche limitata dalla mia stessa “fisicità”. Di certo non potrei mai recitare la parte di una bambina, di una modella da copertina o di una ragazza di colore e tanto meno di una chiocciola o di una lavagnetta. Caspita! Con il doppiaggio invece ho possibilità infinite. L’unico limite è che non posso fare quello che voglio, ma devo muovermi nei “limiti” di quello che ha fatto l’attore sullo schermo prima di me o nello stile del cartone animato, ma questa è una bella sfida. Certo se reciti anche con il corpo, hai uno strumento in più per esprimerti. Nel doppiaggio invece, hai solo la voce a disposizione. Però, dovendo concentrarti solo su quella, pensa quanto puoi perfezionare il tuo strumento per arrivare a farlo suonare in modo perfetto, con la sfumatura e l’intonazione giusta, senza sbavature o note stonate. La voce davvero è uno strumento bellissimo e a volte ringrazio di non dover pensare anche a quello che fa il corpo. Infatti se ci fosse  una telecamera a riprenderci mentre doppiamo… ci sarebbe da ammazzarsi dal ridere! E concludo dicendo che in realtà io nasco come attrice in carne ed ossa, ma devo ammettere che grazie al doppiaggio, ho vissuto emozioni e situazioni irripetibili e in fondo, per interpretare tutti i ruoli che ho interpretato io, ad un “attore” non basterebbero 7 vite!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La notorietà ti ha cambiata o sei rimasta quella di sempre?</strong></span></p>
<p>La “notorietà”? Non esageriamo! Forse ho qualche amico in più su Facebook! A parte gli scherzi, credo di essere rimasta sempre la stessa. Lavoro con entusiasmo e spesso mi rimetto in discussione come se fossi una “novellina” alle prime armi…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’ è Emanuela Pacotto in famiglia?</strong></span></p>
<p>Esattamente come la vedete in pubblico. Credo davvero che “la voce” sia uno “specchio” molto fedele di ciò che siamo in realtà e chi conosce i miei doppiaggi, può intuire molte delle mie “sfumature”!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi della tv del momento? Cosa preferisci e cosa, invece, elimineresti dal palinsesto?</strong></span></p>
<p>Credo che in questo momento, purtroppo, la TV ci rappresenti benissimo. Non si sa più che cosa guardare. I programmi sono molto discutibili e i palinsesti sono parecchio  “confusi”. A parte poche cose come i TG e alcuni programmi di informazione o intrattenimento alternativo come Zelig, Le Iene o Crozza Show, non guardo molto la tv. Preferisco un bel film in dvd…  E’ vero però che nei periodi di crisi, ci sono meno soldi e quei pochi si cerca di spenderli meno. Quindi voglio essere positiva.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Pensi che i doppiatori e le doppiatrici abbiano il giusto spazio nel mondo dello spettacolo? </strong></span></p>
<p>Penso che abbiano il giusto spazio nel cuore di molti, ma è inutile negarlo, il doppiaggio resta un interesse di pochi. Ma quei pochi si appassionano a tal punto di voler scoprire chi si nasconde dietro a “quella” voce. E ti cercano, ti rincorrono, ti raggiungono e non ti mollano più. Io riesco a sorprendermi ogni volta che ricevo un messaggio da qualche appassionato. Mai avrei potuto immaginare quale intenso legame si possa creare solo con la voce.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tra i numerosi personaggi doppiati, quale preferisci?<img class="alignleft size-full wp-image-6304" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/AMBITION-Emanuela_Pacotto-IMG_5990-3-www.ambitionworld.it-Medium.jpg" alt="" width="380" height="461" /></strong></span></p>
<p>Chi mi segue sa che non ho mai perso occasione per dire che quella pazzerellona di Rina Inverse, ha un posticino speciale nel mio cuore, ma gli anni passano e credo che ormai non potrei immaginare la mia vita senza Nami e non potrei più fare a meno di Sakura! Aiuto, come si fa!!!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’ è un personaggio che avresti desiderato doppiare, ma che non hai avuto la possibilità di doppiare? </strong></span></p>
<p>Qualcuno sì. Ma ce ne sono altri che mi piacerebbe doppiare e che non sono ancora arrivati in Italia, per cui ho ancora qualche speranza! Lo so, lo so, ti sento che mi stai domandando “Quali sono? Quali sono?”. Beh per esempio Cagalli Yula Hatta di GUNDAM SEED e SEED DESTINY, Sheryl Nome di MACROSS FRONTIER o Lucy della nuovissima serie FAIRY TAIL.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa si prova ad essere la voce ufficiale di Barbie, la bambola preferita da tutte le bambine?</strong></span><strong></strong></p>
<p>E’ bellissimo!!! Ne sono orgogliosa! Siamo diventate molto amiche e abbiamo condiviso delle bellissime avventure. Due anni fa, quando Barbie ha compiuto 50 anni, abbiamo festeggiato insieme e siamo state protagoniste di un sacco di eventi. Lei è fantastica con il suo meraviglioso mondo… tutto rosa! E non un rosa qualsiasi ma il “Rosa Pantone 219”, ovvero il rosa Barbie! Avete presente i suoi film? Anche l’ultimo “Barbie e il Natale perfetto”? Ricordo ancora quando l’ho visto ed è stato fantastico. La storia narra che il giorno prima di Natale, gli aerei vengono bloccati a causa della neve. Allora Barbie decide di prendere l’auto con le sorelline, ma durante il viaggio si perdono in mezzo alla tormenta e miracolosamente si ritrovano in uno splendido albergo sperduto in mezzo al nulla. Ne succedono di tutti i colori, ma lei non si perde d’animo. D’altronde è perfetta e alla fine riesce a risolvere ogni cosa, come sempre! E’ tutto semplicemente incredibile, nel senso di poco credibile, assurdo, ma quando finisce il film ti senti felice e credi davvero in un mondo migliore. E allora “Viva Barbie” con i suoi film pieni di buoni sentimenti e positività. Barbie è come la Nutella! Che mondo sarebbe senza… Barbie!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale ritieni essere stato il tuo primo doppiaggio importante?</strong></span></p>
<p>Alvin, senza dubbio! Avevo appena finito l’avventura di Licia e  mi hanno chiamata a fare il provino per Alvin. Io? Proprio io? I provini sono volati in America e hanno scelto me! Proprio me! E così ho doppiato Alvin, il mio primo personaggio protagonista!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il doppiaggio più complicato che hai fatto? E quello più riuscito?</strong></span></p>
<p>Senza dubbio Natalie di MY MELODY KIRARA. In originale, parlava in modo strano, tant’è che non la capivano. Non volevamo ricorrere ai soliti dialetti, ma non sapevamo come renderla. Allora Patrizio Prata, che era il direttore della serie, mi ha proposto di farla parlare con gli accenti tutti spostati. Risultato. Dopo un’ora Patrizio, che aveva proposto la cosa, non riusciva più a seguirmi. Il fonico a metà turno supplicava di fare una pausa in preda ad un attacco d’ansia. Abituato ad un certo “suono” della lingua, spostando gli accenti non capiva più dove doveva entrare in registrazione e dopo quale parola doveva uscire. Ho seminato il panico. Il fonico al mixer mi ha confessato che parlavo in modo così strano, ma così convinto che dopo un po’ pensava che fossero tutti gli altri a parlare in modo strano e io l’unica giusta. E io? Io dopo il turno andavo avanti per tutta la serata a “pensare” con gli accenti sbagliati. Ero dissociata…. Non prendetèmi in girò. Pròvate voì a pàrlare con gli àccenti spostatì… Difficìle verò?&#8230; Mà moltò, moltò dìvèrtente! ^.^  Il più riuscito? Giudicate voi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i valori più importanti sui quali si basano la tua carriera e la tua vita?</strong></span></p>
<p>Troppo spesso ci dimentichiamo che senza niente arriviamo e senza niente ce ne andremo. Forse quello che già abbiamo è anche troppo. Dobbiamo solo imparare a “gustare” quello che abbiamo. Credo che questo dia la misura giusta ad ogni cosa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio daresti a chi si avvicina al mondo del doppiaggio?</strong></span></p>
<p>Di armarsi di tanta pazienza, entusiasmo e voglia di imparare con tanto impegno, costanza e “umiltà.”</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Piatto preferito:</em> La pizza</p>
<p><em>Barbie o Hello Kitty:</em> Barbie forever!!!!!!!!!!!</p>
<p><em>Nami o Jessy:</em> Nami… Jessie non me ne voglia</p>
<p><em>Passatempo preferito: </em>Passare il tempo con la persona giusta!</p>
<p><em>Cosa dà la felicità? </em> L’amore. Quello con la “A” maiuscola. L’amore per la vita, l’amore per se stessi o per un&#8217;altra persona. L’amore per un fiore, per una roccia. Per uno splendido tramonto, per un piccolo germoglio. E potrei continuare all’infinito…</p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere:</em> La vita</p>
<p><em>Cartone animato preferito: </em>Cenerentola?&#8230;.. “Salagadula megicadula bibidibodidibù”!</p>
<p><em>Il ricordo più bello:</em> Quello che deve ancora  arrivare</p>
<p><em>Il viaggio che vorresti fare:</em> Nell’aldilà… ma prima o poi lo farò!</p>
<p><em>Giorno della settimana che preferisci: </em>Tutti!!!</p>
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		<title>Equinozio di Primavera</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 10:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Experience]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Ecliptic_path-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Equinozio di primavera" title="Equinozio di primavera" /></p>Video Equinozio di Primavera Equinozio di Primavera L’equinozio di Primavera, festa di Oestara, Alban Eiler (“Luce della Terra”), veniva festeggiato il 21 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio. Ricordiamo che la parola equinozio deriva dal latino “equus nox”, ovvero “uguale notte”. E’ il momento in cui la Natura tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Ecliptic_path-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Equinozio di primavera" title="Equinozio di primavera" /></p><p>Video <strong>Equinozio di Primavera</strong></p>
<p><object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/T1kTrthJcek?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/T1kTrthJcek?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Equinozio di Primavera</strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-6293" title="Equinozio di primavera" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Ecliptic_path-1024x768.jpg" alt="Equinozio di primavera" width="720" height="350" /></p>
<p><strong>L’equinozio di Primavera</strong>, festa di Oestara, Alban Eiler (“Luce della Terra”), veniva festeggiato il 21 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio. Ricordiamo che la parola equinozio deriva dal latino “equus nox”, ovvero “uguale notte”.<br />
E’ il momento in cui la Natura tutta reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali. Rappresenta quindi, una sorta di capodanno. Ricordiamo anche che nella Roma antica, l’anno aveva inizio proprio nel mese di marzo, dedicato a Marte, padre dei gemelli fondatori della città.</p>
<p>L’Equinozio di primavera celebra il ritorno della primavera e della vita, l’ascesa della Dea dagli Inferi.<br />
E’ una festa che celebra la fertilità della terra ed ha un particolare valore soprattutto nel paganesimo dell’area mediterranea dove già all’equinozio il ritorno della bella stagione e il rinnovarsi della natura è evidente.</p>
<p>L’Equinozio di Primavera segna proprio il momento dell’unione in un simbolismo cosmico, legato al risveglio della Natura; a ciò si ricollega il tema del matrimonio fra una divinità maschile, appartenente alla sfera solare, ed una femminile, legata alla Terra o alla luna. Il Dio Sole si accoppia, infatti, con la Giovane Dea Terra.<br />
In questo giorno venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la tradizione, più a lungo rimanevano accesi, più fruttifera sarebbe stata la terra.</p>
<p>Pianta sacra all’Equinozio di Primavera è il trifoglio, associato al triskele, la ruota sacra a quattro braccia.<br />
Alban Eiler è il momento della rinascita, dei nuovi progetti, è il momento in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo. E’ il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità.<br />
Rinascere con la Natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.</p>
<p>Come per gli altri festival stagionali antichi, questo giorno è stato in parte assorbito dalla chiesa cristiana ed associato a due giorni santi cristiani. Il primo è la festività dell’annunciazione della Vergine benedetta Maria, che cade il 25 marzo. Il secondo, naturalmente, è la Pasqua.<br />
Il motivo del sacrificio e della rinascita hanno un significato profondo per i cristiani che commemorano la crocifissione, morte e resurrezione di Cristo con la Pasqua. Qualunque sia la nostra credenza, questo è un periodo in cui celebriamo il trionfo della luce sul buio e sulla morte.</p>
<p>La parola “Pasqua” ha la sua origine nel nome della Dea germanica antica della fertilità e della Primavera, Eostre, Oestara o Ostara, tra i cui simboli sono i nidi delle lepri, le uova degli uccelli, così come la nuova luna, le farfalle ed i bozzoli.<br />
I colori di Oestara – Eostre sono tutta la gamma del rosa, blu-chiaro e giallo paglierino chiaro, il verde, così come i colori più forti della Primavera, quali il verde dell’erba, il blu dell’uovo di pettirosso, il viola ed il bianco.<br />
Le pietre speciali per questo giorno sono l’opale, l’acquamarina, il quarzo rosa e la pietra di luna.<br />
Le piante e le erbe associate con questo festival sono i fiori di primavera, dai croco, ai bucaneve, dalle daffodi ai narcisi, così come il gelsomino, il muschio irlandese e lo zenzero.</p>
<p><strong>Celebrare Oestara</strong>.</p>
<p>Ci sono molti modi di celebrare Ostara, alcuno di loro semplici e di qualche ritualistici:<br />
Benchè le notti siano ancora fredde, i giorni hanno un certo calore ed i cieli sono blu con le nubi bianche torreggianti fra gli acquazzoni della pioggia – un tempo ideale per uscire ed esplorare la natura, camminare, ballare, sentire l’energia gioiosa intorno a noi.<br />
La casa può essere decorata con l’abbondanza dei fiori di primavera (comunque non cogliete quelli selvatici per non contribuire alla loro estinzione finale!). Illuminate le vostre stanze con le daffodi, le primule, le forsythie dorato e le candele colorate in tonalità di giallo e di malva, di celeste e di verde.<br />
Fate torte e adornatele con cerchi di fiori gialli luminosi di marzapane o di glassa, o decorate i panini con strisce di pasta in una formazione trasversale per rappresentare i quattro festivals solari.<br />
Le uova possono essere bollite e colorate con i coloranti alimentari luminosi e se ne conservate qualcuno per tutto l’anno potete interrarle nel vostro giardino fino all’Ostara seguente prima di decorarne di nuove, così continuando il tema della morte e del rinnovamento.</p>
<p>Possiamo onorare tutto lo scuro ed il chiaro all’interno di noi stessi e della natura, riconoscendo che nessuno è superiore e ciascuno contribuisce all’integrità.</p>
<p>Contenuto preso da: <a href="http://www.ilcerchiodellaluna.it/" target="_blank">Ilcerchiodellaluna.it</a></p>
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		<title>Festa del Papà</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 08:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Experience]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="218" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/c-300x218.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Festa del Papà" title="Festa del Papà" /></p>Frasi e Poesie per la Festa del Papà Un messaggio per papà! Sempre teso e preoccupato, qualche volta un pò arrabbiato, tempo libero non hai e non stiamo insieme mai; poi la sera tu sei stanco, posso solo starti accanto e abbracciarti stretto stretto sul divano o nel tuo letto! Io con te vorrei giocare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="218" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/c-300x218.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Festa del Papà" title="Festa del Papà" /></p><p>Frasi e Poesie per la Festa del Papà<br />
<object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3nvmZ78JPC4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" src="http://www.youtube.com/v/3nvmZ78JPC4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6282" title="Festa del Papà" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/c.jpeg" alt="Festa del Papà" width="628" height="458" /></p>
<p>Un messaggio per papà!</p>
<p>Sempre teso e preoccupato,<br />
qualche volta un pò arrabbiato,<br />
tempo libero non hai<br />
e non stiamo insieme mai;<br />
poi la sera tu sei stanco,<br />
posso solo starti accanto<br />
e abbracciarti stretto stretto<br />
sul divano o nel tuo letto!<br />
Io con te vorrei giocare<br />
ma tu hai sempre da fare;<br />
dai,su,fermati papà,<br />
lascia tutto e vieni qua!<br />
Senti il tuo telefonino:<br />
chi ti chiama è il tuo bambino,<br />
il messaggio del mio cuore è:<br />
&#8220;Tu sei il papà migliore!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Saint Patrick&#8217;s Day il Giorno di San Patrizio</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 15:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/st_patricks_day_15-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="St. Patrick&#039;s Day" title="St. Patrick&#039;s Day" /></p>Video St. Patrick&#8217;s Day - Giorno di San Patrizio Saint Patrick&#8217;s Day - Giorno di San Patrizio Saint Patrick&#8217;s Day, il Giorno di San Patrizio in Italiano è una festa di origine cristiana che si celebra il 17 marzo di ogni anno in onore di San Patrizio che è il patrono dell&#8217;Irlanda. In Irlanda la Festa del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/st_patricks_day_15-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="St. Patrick&#039;s Day" title="St. Patrick&#039;s Day" /></p><p>Video <strong>St. Patrick&#8217;s Day - Giorno di San Patrizio</strong><br />
<object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uqqehfbqFPs?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" src="http://www.youtube.com/v/uqqehfbqFPs?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><strong>Saint Patrick&#8217;s Day - Giorno di San Patrizio</strong></p>
<p><img class="size-large wp-image-6263 alignleft" title="St. Patrick's Day" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/st_patricks_day_15-1024x768.jpg" alt="St. Patrick's Day" width="720" height="380" /> </p>
<p>Saint Patrick&#8217;s Day, il Giorno di San Patrizio in Italiano è una festa di origine cristiana che si celebra il 17 marzo di ogni anno in onore di San Patrizio che è il patrono dell&#8217;Irlanda.</p>
<p>In Irlanda la Festa del Giorno di San Patrizio è il 17 marzo, Saint Patrick&#8217;s Day è stato inserito nel calendario liturgico della Chiesa cattolica già all&#8217;inizio del XVII secolo su pressione dello storico, nonché frate francescano, Luke Wadding, nato a Waterford.</p>
<p>Saint Patrick&#8217;s Day è sempre vicina alla Quaresima, a volte proprio durante la Settimana Santa.</p>
<p>St. Patrick&#8217;s Day non cadrà più durante la Settimana Santa fino al 2160, quando cioè coinciderà con il lunedì precedente la Pasqua. Nel Nord America, che conta un gran numero di comunità di origini italiane, le celebrazioni per il Giorno di San Patrizio vengono spesso unite con quelle per San Giuseppe, festività che cade due giorni dopo: il 19 marzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Antonino Spadaccino, &#8220;Le Mie Emozioni Nella Musica&#8221;</title>
		<link>http://www.lintervista.it/antonino-spadaccino-le-mie-emozioni-nella-musica/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 07:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Antonino-3-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Antonino Spadaccino, &quot;Le Mie Emozioni Nella Musica&quot;" title="Antonino Spadaccino, &quot;Le Mie Emozioni Nella Musica&quot;" /></p>Antonino Spadaccino, uscito vittorioso da “Amici” nel 2004, ha debuttato l’anno successivo a Sanremo, al fianco di Gigi D’Alessio, ottenendo nello stesso anno, il disco d’oro con il singolo “Ce la farò”. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album “Antonino”, mentre nel 2011 ha pubblicato il secondogenito “Costellazioni”, con la casa discografica di Mara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Antonino-3-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Antonino Spadaccino, &quot;Le Mie Emozioni Nella Musica&quot;" title="Antonino Spadaccino, &quot;Le Mie Emozioni Nella Musica&quot;" /></p><p style="text-align: center"><strong>Antonino Spadaccino, </strong>uscito vittorioso da “Amici” nel 2004, ha debuttato l’anno successivo a Sanremo, al fianco di Gigi D’Alessio, ottenendo nello stesso anno, il disco d’oro con il singolo “Ce la farò”. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album “Antonino”, mentre nel 2011 ha pubblicato il secondogenito “Costellazioni”, con la casa discografica di Mara Maionchi “Non ho l’età”. Il suo più grande sogno è quello di calcare il palco dell’Ariston da solista. <img class="size-large wp-image-6258 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Antonino-3-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Antonino ci racconti quando e come è nata la tua passione per la musica?</strong></span></p>
<p>Non ricordo un singolo momento senza musica in casa mia. Sin da bambino ho ascoltato i vinili e le cassette di mio padre! Di sicuro la mia passione per la musica è stata alimentata e scoperta grazie a lui, che mi ha fatto conoscere e apprezzare i cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana e internazionale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se non avessi fatto il cantante, cosa avresti fatto?</strong></span></p>
<p>Se non avessi fatto il cantante? Avrei portato avanti la mia passione, magari affiancandola ad un lavoro diverso, ho sempre creduto nella Musicoterapia e i suoi benefici. Probabilmente avrei studiato per diventare Musicoterapista.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai una voce straordinaria, che incanta chi ti ascolta. L’hai ereditata da qualcuno?</strong></span></p>
<p>Il timbro e il colore che  mi contraddistinguono li ho ereditati da mio padre. Entrambi abbiamo la stessa conformazione delle corde vocali, a dir la verità alquanto strana, ma che ci permette di avere un suono sabbiato e arioso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa desideri per te a livello professionale e nella vita privata?</strong></span></p>
<p>Al momento credo di essere in un periodo estremamente positivo. La mia carriera dura da 6 anni e poco a poco sto cominciando a raccogliere i primi frutti. Sicuramente grazie a chi crede in me e ai miei fans! Grazie a Mara Maionchi e Alberto Salerno sto imparando a comunicare meglio con la mia musica e un giorno, mi piacerebbe pubblicare un album di soli inediti scritti da me. Per quanto riguarda la vita privata…sono molto soddisfatto!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa hai provato quando sei stato proclamato il vincitore di “Amici” nel 2004?</strong></span></p>
<p>Fu come vivere un sogno ad occhi aperti! Provai per ben tre anni ad entrare nella scuola di “Amici”…e il terzo anno fu addirittura vittorioso…che dire?!?! Un&#8217;esperienza che mi ha cambiato la vita!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A chi hai dedicato la tua vittoria?</strong></span></p>
<p>Ho dedicato la mia vittoria alla mia famiglia e agli amici più stretti, che hanno sempre creduto nelle mie potenzialità e mi hanno sempre spronato ad andare avanti!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>L&#8217;11 Ottobre scorso è uscito &#8220;Costellazioni&#8221;, il mio nuovo Ep Prodotto da “Non Ho L&#8217;età” e attualmente, sono ritornato in studio per completare questo Ep. Sto lavorando a dei brani che ho scritto negli ultimi due anni ed entro la fine di Gennaio, avremo un quadro più completo dei brani che andranno a completare &#8220;Costellazioni&#8221;. Sono molto soddisfatto dei primi risultati, tutti i Demo si avvicinano al mio stile e buona parte sono scritti da me…potrei essere più contento?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Non nascondo che pur avendo vinto due Festival Internazionali rappresentando l&#8217;Italia, il mio più grande sogno, sia quello di salire sul palco di Sanremo da solista. Chi vivrà vedrà….</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il successo è come un’altalena. Per te ci sono stati più costi o più benefici?</strong></span></p>
<p>E&#8217; vero, il successo è una grande altalena e funziona nello stesso modo sia per i Big della musica che per gli emergenti. Personalmente, credo che tutti i momenti di successo che ho avuto a partire dalla vittoria di “Amici” ad oggi, siano affiancati da momenti di grande gavetta e duro lavoro. Ci sono stati i colpi bassi, i grandi pregiudizi da parte dei Media e dalle Major che evidentemente non erano ancora pronte per i talenti che venivano fuori da un TalentShow, ma ci sono state che delle bellissime soddisfazioni e cosa più importante…I miei Fans…indelebili e pazienti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?<img class="alignright size-large wp-image-6259" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Antonino1_bassa-682x1024.jpg" alt="" width="409" height="614" /></strong></span></p>
<p>L&#8217;aspetto più bello e gratificante del mio lavoro, è quello di poter mettere in musica le mie emozioni ed essere consapevole che questi aspetti e frangenti di vita privata, possano essere comuni a chi mi ascolta. Una canzone a volte può salvare più di un intero esercito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tre ingredienti essenziali per la tua vita?</strong></span></p>
<p>La mia famiglia, la musica e i miei amici…quelli veri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti fa veramente paura?</strong></span></p>
<p>Qualche giorno fa gironzolando su Facebook ho guardato un video su una clinica Per Anziani di Sanremo. Ecco cosa mi fa paura. L&#8217;uomo, che di fronte a persone o animali indifesi, pensa di essere un Dio e di poter abusare in una maniera inaudita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Caratterialmente quali soni i tuoi principali difetti? E le tue virtù?</strong></span></p>
<p>Spesso sono insicuro e troppo buono!  I miei pregi? Dicono che riesco a mettere le persone a proprio agio e di buon umore e questo aspetto di me, mi piace moltissimo. Antonino Dispensatore di serenità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nel mondo dello spettacolo, senti di dover ringraziare qualcuno per quello che sei diventato?</strong></span></p>
<p>Assolutamente Maria De Filippi, altrimenti  non sarei qui a rispondere alle tue domande.</p>
<p><strong><span style="color: #800000">Botta &amp; Risposta</span><br />
</strong><br />
<em>Cosa canti sotto la doccia:</em> Mi capita spessissimo di cantare &#8220;Esagerata&#8221; di Neil Sedaka!</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente:</em> Fai bene e dimentica …fai del male e pensa!</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>La geeeeelosia!</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> Credo l&#8217;umiltà.</p>
<p><em>Cosa ti fa adirare di più: </em>La superficialità</p>
<p><em>La cosa a cui sei più legato:</em> Senza dubbio, la mia famiglia</p>
<p><em>Non sopporti una persona quando…. </em>Parla di cose che non conosce affatto</p>
<p><em>Film preferito: </em>Il Colore Viola &#8211; Dirty Dancing &#8211; Il Miglio Verde</p>
<p><em>Cosa ti spaventa di più: </em>L’attuale panorama economico e sociale dell&#8217;Italia</p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti: </em>Solare &#8211; Generoso &#8211; Testardo</p>
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		<item>
		<title>Antonello Costa, &#8220;Il Teatro E&#8217; Il Mio Mondo&#8221;</title>
		<link>http://www.lintervista.it/antonello-costa-il-teatro-e-il-mio-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 08:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Antonello-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Antonello Costa, &quot;Il Teatro E&#039; Il Mio Mondo&quot;" title="Antonello Costa, &quot;Il Teatro E&#039; Il Mio Mondo&quot;" /></p>Antonello Costa comico siciliano, trapiantato definitivamente nella capitale, ha iniziato la sua attività artistica nel 1985 con la compagnia siciliana Teatro Minimo. Tra le sue esperienze teatrali spiccano le commedie musicali &#8220;Aggiungi un posto a tavola&#8221; , &#8220;Rugantino&#8221; e &#8220;Macchiette, polpette, paiette a suon di tip tap&#8221;. Come assistente alla regia ha lavorato alla realizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Antonello-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Antonello Costa, &quot;Il Teatro E&#039; Il Mio Mondo&quot;" title="Antonello Costa, &quot;Il Teatro E&#039; Il Mio Mondo&quot;" /></p><p><strong>Antonello Costa </strong>comico siciliano, trapiantato definitivamente nella capitale, ha iniziato la sua attività artistica nel 1985 con la compagnia siciliana Teatro Minimo. Tra le sue esperienze teatrali spiccano le commedie musicali &#8220;Aggiungi un posto a tavola&#8221; , &#8220;Rugantino&#8221; e &#8220;Macchiette, polpette, paiette a suon di tip tap&#8221;. Come assistente alla regia ha lavorato alla realizzazione di film come &#8220;Italiani&#8221; e &#8220;Fratelli Coltelli&#8221; di Maurizio Ponzi. Ha girato il film &#8220;Cavalleria Rusticana&#8221;, tratto dalla novella di Verga, interpretando il ruolo del protagonista Turiddu Macca, per la regia di Massimo Puglisi. Numerose le sue comparse in tv, anche se il suo mondo resta il teatro. Attualmente sta portando in scena lo spettacolo “Tutto costa ancora di più”, che sta riscuotendo un grande successo.<img class="alignright size-large wp-image-6250" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Antonello-680x1024.jpg" alt="" width="408" height="614" /><strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Antonello Costa?</strong></span></p>
<p>Antonello Costa è una persona fortunata, perché svolge il mestiere che gli piace. Sono molto felice perché faccio il comico e mi esibisco sul palcoscenico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha avvicinato al mondo dello spettacolo?</strong></span></p>
<p>Da bambino, a 4/ 5 anni, tutti ridevano quando imitavo mio nonno, poi ho iniziato con gli spettacolini scolastici e a 14 anni sono entrato in una compagnia teatrale e così, da un piccolo paesino della Sicilia, mi sono trasferito a Roma, a 18  anni, subito dopo aver preso il diploma al liceo classico. A Roma ho iniziato a studiare recitazione, canto, tip-tap e mi sono avvicinato naturalmente al mondo dello spettacolo, senza pensare di diventare famoso o di avere successo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono gli aspetti positivi e negativi del tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Gli aspetti negativi sono pochissimi, uno tra questi è la difficoltà di instaurare un rapporto duraturo. Trovare una donna che capisca il tuo lavoro e che sia in grado di comprendere che, per quasi 200 giorni all’anno devi dividerti tra la vita privata e il pubblico, è molto difficile. Gli aspetti positivi, invece, sono tanti. Sei riconosciuto per strada, ti fanno i complimenti, gli applausi e in più, guadagni dei soldi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai vinto numerosi premi e riconoscimenti. A chi hai dedicato le tue vittorie e i tuoi successi?</strong></span></p>
<p>Teoricamente non devo ringraziare quasi nessuno, a parte i miei genitori, mio fratello e mia sorella che mi hanno sempre appoggiato, pur non facendo parte del mondo dello spettacolo. Non ho un parente che mi abbia consigliato e mi abbia aiutato lungo il percorso. Mio padre ha sempre fatto l’operaio e mia madre la casalinga, quindi ho fatto tutto da solo. La difficoltà era quella di dover capire come adeguarsi a questo mondo e piano piano ci sono riuscito da solo, a volte sbagliando. Quindi i premi e i riconoscimenti li dedico sempre a me.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale ruolo da te interpretato ti senti più affine?</strong></span></p>
<p>Quello che mi piace fare particolarmente, è cantare le macchiette napoletane. Con le canzoncine riesco a coinvolgere il pubblico, riuscendo ad appassionare sia uomini che donne. Ma mi piace anche interpretare tutti quei personaggi da me inventati, come Rocco, Sergio, Don Antonino. Ogni personaggio è come se fosse un figlio. Solitamente quello a cui sono più legato è l’ultimo che creo, perché non vedo l’ora di portarlo in scena.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E qual è lontano anni luce dalla tua personalità?</strong></span></p>
<p>Forse Rocco, perché è uno stilista gay, mentre io sono etero, ma non è un problema per me. Piuttosto, mi sento lontano dal personaggio di Rocco, perché è appariscente, eccentrico. Personalmente, pur appartenendo al segno del leone, riesco ad appagare il mio desiderio di apparire e di essere al centro dell’attenzione, sul palcoscenico, così nella vita privata sono una persona molto tranquilla, che non sente il bisogno di porsi al centro dell’attenzione. Rocco, quindi, rappresenta una parte lontana di me.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? E quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Al momento abbiamo debuttato da meno di un mese con lo spettacolo teatrale “Tutto costa ancora di più”, che sta avendo un grandissimo successo. Ci abbiamo lavorato per sei mesi ed ora è in scena. Inoltre, stiamo lavorando ad uno spettacolo che andrà in scena l’anno prossimo, si tratta di una commedia lontana dal mio modo di fare spettacolo che si avvicina al varietà;  quest’ultima sarà una commedia di prosa divertente, senza ballerini e senza canzoni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti manca ancora qualcosa da inserire nel tuo curriculum artistico?</strong></span></p>
<p>Sicuramente una commedia musicale scritta da me. Ho già qualche appunto nel cassetto. Vorrei fare una commedia musicale all’italiana, perché noi non siamo capaci di farne una all’americana. Spero di realizzare anche questo sogno.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti comporti in famiglia?</strong></span></p>
<p>Vivendo da solo, benissimo. Giro per casa nudo, facendo quello che mi pare. Quando vado a trovare i miei, a volte sono un po’ nervoso, perché il lavoro lo porto anche nella vita privata. Sono sempre pensieroso, perché penso sempre alle cose da fare e se i miei genitori, in quel momento sono pressanti, ogni tanto mi capita di rispondergli male. Con gli anni e con l’esperienza, sto imparando a non farlo più.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano le tue passioni da bambino?</strong></span></p>
<p>A 14 anni giocavo a pallone con l’Augusta, la squadra della mia città, giocavo in serie A e facevo teatro. Quindi uscivo da scuola, andavo ad allenarmi per poi andare a teatro. Con il tempo, ho abbandonato il calcio, perché non mi dava quello che riusciva a regalarmi il teatro. Mi piace anche molto pescare e suonare la chitarra.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i valori che non hai mai messo in discussione?</strong></span></p>
<p>La famiglia e la religione, infatti non faccio mai battute sulla religione, perché rispetto molto le diversità religiose. Il rispetto e l’educazione sono due valori molto importanti. Se tutti fossero più educati e più rispettosi, il mondo sarebbe un luogo migliore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è l’episodio più imbarazzante che ti è capitato mentre eri sul palco?<img class="alignleft size-full wp-image-6251" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Don-Antonino.jpg" alt="" width="384" height="578" /></strong></span></p>
<p>Mi hanno tirato una fetta d’ananas vuota, ma non per disapprovazione. Era una signora molto ubriaca, che si stava divertendo talmente tanto che, ha pensato fosse divertente lanciarmi un ananas. Per fortuna non mi colpì.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di riassumere con poche parole la tua vita, cosa diresti?</strong></span></p>
<p>Una favola fortunata, perché se mi avessero detto 20 anni fa che mi sarei trovato a Roma a fare teatro, avrei risposto “Non prendetemi per i fondelli!”. Ma tutto questo è accaduto, perché mi sono impegnato tanto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>La collezione:</em> Dylan Dog e Tex Miller</p>
<p><em>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero? </em>Suonare la chitarra e guardare lo sport</p>
<p><em>Penna o Computer: </em>Entrambe, perché al computer scrivo e poi con la penna correggo</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla tua scrivania:</em> Una penna e un Block notes, perché qualsiasi cosa mi viene in mente, ho bisogno di scriverla subito, altrimenti me la dimentico.</p>
<p><em>Il libro sul comodino:</em> L’ultimo libro di Camilleri e McBeth di Shakesperare</p>
<p><em>Personaggio storico: </em>Garibaldi</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>“Brindisi alle mogli e alle amanti sperando non si incontrino mai” e “L’esperienza è un pettine che ti regalano quando diventi calvo”</p>
<p><em>Rimpianti o rimorsi? </em>Meglio rimorsi</p>
<p><em>Descriviti in tre aggettivi:</em> Bello, solare e perbene</p>
<p><em>Presente, passato o futuro?</em> Futuro</p>
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		<title>Edoardo Sylos Labini, Un Uomo Brillante E Autoironico</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 08:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/jpg-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Edoardo Sylos Labini, Un Uomo Brillante E Autoironico" title="Edoardo Sylos Labini, Un Uomo Brillante E Autoironico" /></p>Edoardo Sylos Labini, attore italiano, aveva una sola grande passione, il calcio, passione che in seguito ha abbandonato per coltivare ed alimentare il suo talento: la recitazione. Ha preso parte a numerosi progetti cinematografici, televisivi e teatrali, interpretando ruoli negativi, personaggi a tinte forti. Tra i più noti programmi televisivi e cinematografici spiccano “Vivere”, “Incantesimo”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/jpg-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Edoardo Sylos Labini, Un Uomo Brillante E Autoironico" title="Edoardo Sylos Labini, Un Uomo Brillante E Autoironico" /></p><p><strong>Edoardo Sylos Labini, </strong>attore italiano, aveva una sola grande passione, il calcio, passione che in seguito ha abbandonato per coltivare ed alimentare il suo talento: la recitazione. Ha preso parte a numerosi progetti cinematografici, televisivi e teatrali, interpretando ruoli negativi, personaggi a tinte forti. Tra i più noti programmi televisivi e cinematografici spiccano “Vivere”, “Incantesimo”, “Un posto al sole”, “Don Matteo” e ancora “Commedia sexy”, “Per l’ultima volta” e molto altro. Nonostante l’apparenza da duro, Edoardo Sylos Labini è un uomo a cui piace scherzare, è autoironico ed ama trascorrere il tempo con Luna, Luce e Rebecca, la sua famiglia. Attualmente, sta portando in scena lo spettacolo teatrale “Uno sbagliato” e ben presto lo rivedremo su canale 5 con la fiction “Le tre rose di Eva” e “Come un Delfino”.<img class="alignright size-full wp-image-6247" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/jpg" alt="" width="364" height="546" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Edoardo, quali sono state le tue passioni giovanili?</strong></span></p>
<p>Avevo solo una passione: il calcio. Poi è svanita, quando ho iniziato a conoscere il mondo della danza e del teatro, che ha eclissato il calcio. Andavo allo stadio, ma poi il mondo teatrale con la sua scenografia e coreografia, ha surclassato il mondo calcistico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stata la scelta che ti ha cambiato la vita?</strong></span></p>
<p>La scelta che mi ha cambiato la vita è legata alla mia iscrizione ad una scuola di danza di Roma. E’ stata una decisione improvvisa che mi ha portato ad allontanarmi dal calcio. E’ stato un vero e proprio salto. Subito dopo la mia iscrizione alla scuola di danza, ho proseguito lungo la strada dello spettacolo, studiando recitazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perché?</strong></span></p>
<p>Non mi rivedo in un film, ma cerco di scrivere io stesso il mio film. Non ho modelli, ma punti di riferimento, tra i registi, attori ed autori, cercando sempre di mantenere la mia indipendenza e la mia soggettività. Quindi, ripeto, preferisco scrivere da me il film della mia vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? </strong></span></p>
<p>Attualmente sto portando in teatro lo spettacolo “Uno sbagliato”, che va in scena tutti i lunedì al Gattopardo di Milano. Poi inizieremo la tournèe a Firenze, Lugano, Vicenza, San Patrignano. Inoltre sto girando la nuova fiction con Raoul Bova “Come un delfino” e poi a breve su canale 5, sarà proiettata una fiction in 12 puntate, “Le tre rose di Eva”, dove interpreto un personaggio molto bello.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di personaggio?</strong></span></p>
<p>Sarà un personaggio molto particolare. Si tratta di un maresciallo dei Carabinieri, che ne combina di cotte e di crude, ma non posso aggiungere altro. Sarà sicuramente un personaggio che interesserà molto. Faccio sempre personaggi negativi. Ma mi divertono molto, mi piace interpretare ruoli così lontani da me.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se avessi il potere di andare indietro nel tempo, in che punto della tua vita ti teletrasporteresti?</strong></span></p>
<p>Sono sempre stato un essere libero e in tutta la mia vita ho sempre fatto quello che più desideravo, quindi non ho nessun rimpianto. Forse quando ero più piccolo, nella fase in cui ero affascinato dal mondo calcistico, avrei potuto dedicare più tempo al teatro e allo studio della recitazione, ma alla fine è stata un’esperienza interessante e divertente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che rapporto hai con la critica?</strong></span></p>
<p>A caldo provo fastidio, ma poi ascolto sempre chi mi giudica, maturo dentro di me la critica e cerco di migliorare. Sono una persona che pensa che nessuno possa giudicare gli altri. Diffido molto da coloro che giudicano e che fanno i moralisti, che si ergono come paladini della verità assoluta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il ruolo che ti ha dato più soddisfazioni interpretato fino ad oggi?</strong></span></p>
<p>Tutti i miei spettacoli mi danno soddisfazioni, come quello sul Futurismo o quello per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Anche lo spettacolo “Uno sbagliato”, mi sta dando tante soddisfazioni. Tutte le mie rappresentazioni mi trasmettono qualcosa di bello, interpretare personaggi diversi tra loro che interagiscono con lo spazio circostante, in modo del tutto nuovo, è una forma di teatro che ho inventato 10 anni fa e che mi da grandi soddisfazioni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nella tua galleria di personaggi ce n’è qualcuno che ti ha dato problemi nell’interpretazione?</strong></span></p>
<p>No, ho sempre interpretato personaggi estremi per quanto riguarda il target televisivo. Ad esempio, il personaggio che mi ha divertito molto, anche se si trattava solo di uno spot pubblicitario, è stato Nerone. Quello è stato il personaggio che mi è rimasto più impresso, anche se l’esperienza è durata solo tre giorni. Poi ho sempre interpretato personaggi negativi, a tinte forti, come in Vivere, Cento Vetrine, Un posto al Sole.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi senti di dover maggiormente ringraziare per la persona e l’attore che sei diventato?</strong></span></p>
<p>Ho sempre preso le decisioni per conto mio, ho sempre avuto le idee molto chiare. Ovviamente se incontri un regista che ti offre la sua fiducia, ben venga. La vita è fatta d’incontri. Sento di dover ringraziare la mia famiglia, che ha sempre creduto nei miei progetti e mi ha lasciato fare le mie scelte, in massima libertà. Ho iniziato a fare spettacolo, con “Stasera si recita a soggetto”, al fianco delle pietre miliari dello spettacolo, come Alida Valli. Ho avuto la fortuna di iniziare e di relazionarmi umanamente con grandi personaggi, che mi hanno aiutato e mi hanno regalato ottimi consigli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto di Edoardo Sylos Labini sconosciuto al pubblico?</strong></span></p>
<p>Interpreto sempre ruoli molto negativi e quindi la gente si sorprende quando legge le mie interviste e scopre che in realtà, sono una persona a cui piace scherzare, una persona brillante ed autoironica e questo è un aspetto che mi piacerebbe mostrare anche nei personaggi che interpreto. In realtà sono anche un attore comico e soprattutto negli spot pubblicitari, ho avuto la possibilità di mostrare questa mia corda comica, grazie al regista Alessandro D’Alatri che ha creduto in me e mi ha dato l’opportunità di interpretare questo tipo di ruolo. Nella vita sono così, mi piace scherzare e giocare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai paura di invecchiare?</strong></span></p>
<p>Sì, quello sì. Da poco sono diventato padre. E quando nasce una figlia capisci il senso della vita, capisci che invecchierai e che stai già invecchiando, che prima o poi la morte arriverà, perché l’immortalità non esiste. Ma la fortuna di essere un artista è quella di essere un po’ immortale e di vivere anche tra i posteri. Facciamo un grande mestiere, un bel lavoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per te il talento?</strong></span></p>
<p>Il talento è qualcosa con cui ci nasci, ma che poi va alimentata. Ho visto tanti attori di talento, iniziare da giovanissimi e poi bruciarsi. Il talento è qualcosa che va coltivato con lo studio, con la tecnica e con la disciplina. A volte mi capita di vedere uno spettacolo teatrale o un film e di essere rapito da un attore che, pur avendo la dizione sporca, una pronuncia scorretta, ha talento da vendere. Il talento è qualcosa che può portare al successo, ma anche alla iubris, alla presunzione, che non ti fa vedere le cose per quelle che sono.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il successo più grande e l’insuccesso.</strong></span></p>
<p>Il successo e l’insuccesso sono legati allo stesso progetto. Per due anni ho lavorato nella fiction “Vivere”, interpretando il personaggio di Andrea Gherardi, il primo caso di recasting all’italiana. Ovvero quando il personaggio dopo anni, cambia il proprio volto. Inizialmente era interpretato da Lorenzo Ciompi e poi il ruolo fu dato a me. All’inizio, quindi è stato molto complicato, però sono riuscito ugualmente ad ottenere successo tra il pubblico. Ad un tratto, tornò un vecchio direttore artistico, che decise di rescindere il mio contratto e di far ritornare il vecchio Andrea Gherardi. Lo considerai un insuccesso. Subito dopo, iniziai a lavorare ad “Incantesimo”. Ma scoprii che con il nuovo volto, la soap stava registrando un calo di ascolti. Quindi, oltre che una mia amarezza, un insuccesso, è stata anche una grande soddisfazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Edoardo Sylos Labini: marito e padre.</strong></span></p>
<p>Perfetto! Scherzo…Ho trovato una donna perfetta per me, con cui ho vissuto tante bellissime esperienze. Ho trovato un equilibrio totale con lei. Un conto è trovare la persona giusta a 20 anni ed un altro è trovarla a 40, quando sei più maturo e sai cosa va bene per te. Anche se sono sempre stato un latin lover, perché ho avuto tante donne, ora che ho una famiglia  sto scoprendo tante cose, è veramente molto bello ed appagante. Con Rebecca, la figlia di Luna, avuta in un precedente matrimonio e Luce, il quadro è perfetto. La famiglia mi riempie la vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>A cena con il nemico:</em> No, grazie. Troppe volte sono andato a cena con il nemico, ora il nemico lo tengo lontano. Non è giusto dare una seconda possibilità a chi ti fa del male</p>
<p><em>Il posto del cuore:</em> La casa</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> La morte</p>
<p><em>Il libro sul comodino:</em> “l’amante guerriero” di Gabriele D’Annunzio</p>
<p><em>Il viaggio che sogni di fare:</em> Un viaggio esotico con mia moglie</p>
<p><em>Non esci mai senza…</em>Mia moglie</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> L’autoironia</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>L’egocentrismo</p>
<p><em>Presente, passato o futuro: </em>Futuro</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sul tuo comodino: </em>Gli occhiali da vista</p>
<p><em>Con chi passeresti il 20 dicembre 2012? </em>Con Luna, Luce e Rebecca</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Benedetta Caretta, &#8220;La Musica E&#8217; La Mia Vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 07:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/benebelken.w-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Benedetta Caretta, &quot;La Musica E&#039; La Mia Vita&quot;" title="Benedetta Caretta, &quot;La Musica E&#039; La Mia Vita&quot;" /></p>Benedetta Caretta, vincitrice dell’edizione del 2010 di “Io Canto”, trasmissione televisiva in onda su Canale 5 e diretta da Gerry Scotti, è una ragazza semplice dai sani principi, da sempre innamorata della musica. Ha iniziato a cantare sin da piccolissima, guardando i film della Walt Disney. Negli ultimi due anni, ha partecipato a numerosi concerti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/benebelken.w-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Benedetta Caretta, &quot;La Musica E&#039; La Mia Vita&quot;" title="Benedetta Caretta, &quot;La Musica E&#039; La Mia Vita&quot;" /></p><p><strong>Benedetta Caretta, </strong>vincitrice dell’edizione del 2010 di “Io Canto”, trasmissione televisiva in onda su Canale 5 e diretta da Gerry Scotti, è una ragazza semplice dai sani principi, da sempre innamorata della musica. Ha iniziato a cantare sin da piccolissima, guardando i film della Walt Disney. Negli ultimi due anni, ha partecipato a numerosi concerti di interesse internazionale e nel 2010, è stata premiata come “Donna Eccellente” insieme ad altre dieci protagoniste del mondo culturale italiano. <img class="alignleft size-large wp-image-6240" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/benebelken.w-682x1024.jpg" alt="" width="546" height="819" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A che età hai cominciato a cantare? </strong></span></p>
<p>Ho cominciato a cantare da piccolissima, guardando i film della Walt Disney e cantando le colonne sonore, ma la canzone che più mi ha ispirato è stata &#8221; MY HEART WILL GO ON&#8221;, colonna sonora del film Titanic.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni?</strong></span></p>
<p><strong> </strong>In questi tre anni ho ricevuto grandissime soddisfazioni. Inaspettata la vittoria della prima puntata della prima edizione di “Io Canto” (e pensare che quasi non volevo andarci), ma la vittoria finale della seconda edizione è stata la cosa più importante! Inoltre, aver duettato con importanti artisti internazionali del calibro di Katherine Jenkins, Hayley Westenra e Michael Bublè, è stato davvero indimenticabile!!!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La vittoria a “Io canto” che emozioni ti ha dato? </strong></span></p>
<p>Avevo vinto sette puntate su dieci, quindi un po&#8217; me lo aspettavo. Ma quando ho visto uscire il mio nome sul grande schermo dello Studio 20, la felicità e l&#8217;entusiasmo di tutti i miei amici di “Io Canto” e del pubblico presente in sala, ho provato qualcosa di difficile da descrivere. Per me è stato l&#8217;avverarsi di un sogno!!!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi progetti futuri? E quali i traguardi che vorresti raggiungere? </strong></span></p>
<p>Sto lavorando assieme ad una grande orchestra per la realizzazione di un CD. Inoltre, sto programmando una serie di concerti in vari teatri italiani. Attualmente sto studiando danza, recitazione e pianoforte, perché credo sia importante essere completa, anche se la cosa che in assoluto amo di più, è cantare e mi piacerebbe che questo potesse diventare il mio lavoro in futuro. Sono però convinta dell&#8217;importanza di fare un percorso che mi porti ad avere una solida cultura.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 10 anni? </strong></span></p>
<p>Ancora con tanti sogni da realizzare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è il tuo rapporto con i tuoi genitori? </strong></span></p>
<p>Sono figlia unica, il legame è grandissimo, ma c&#8217;è anche tanto confronto (mi dicono sia l&#8217;età), con loro parlo di tutto e trovo in loro dei confidenti, anche se non sempre siamo d&#8217;accordo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è cambiata la tua vita, dopo il successo a “Io canto”?</strong></span></p>
<p>Non è cambiata tanto, ma adesso quando esco, le persone mi fermano per farmi i complimenti, ricevo lettere bellissime ogni settimana, che mi dimostrano un affetto davvero commovente! I miei familiari sono molto fieri di me e questo mi riempie di felicità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai una voce bellissima, che sensazione provi quando riesci ad emozionare il pubblico con la tua voce? </strong></span></p>
<p>Quando canto sento di entrare in un altro mondo, rapita dalla musica, provo una sensazione di grande serenità e gioia e riuscire a trasmettere queste mie emozioni anche a chi mi ascolta, mi fa capire l&#8217;importanza e il valore del grande dono che ho ricevuto. Penso sia indispensabile per qualsiasi artista, emozionarsi per poter emozionare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa desideri per te? </strong></span></p>
<p>Una vita serena circondata da persone che mi vogliono bene. Desidero una bella famiglia con due bei gemellini…ma di questo ne parleremo più avanti! E soprattutto…CANTARE CANTARE CANTARE!!!</p>
<p><strong><span style="color: #800000">Come si svolge una tua giornata? </span></strong></p>
<p>Sveglia alle 6:30, lunghi preparativi in bagno, colazione e via a scuola. Finiti i compiti, subito alla ricerca di nuove canzoni da imparare, un &#8220;giretto&#8221; su Facebook per chattare con i miei amici più lontani, un po&#8217; di esercizi al pianoforte e poi tanto canto. La sera mi piace guardare qualche bel film, leggere ed il sabato uscire con i miei amici.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti ha spinta qualcuno a partecipare a “io canto” o è stata una tua iniziativa? </strong></span></p>
<p>Non ho mai guardato programmi di questo genere, quindi non avrei mai pensato di partecipare alla trasmissione! E&#8217; stato Luca Pitteri che, sentendo una mia registrazione, ha insistito perché facessi un provino con Roberto Cenci.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è il tuo giudice più severo? E chi il tuo fan più accanito? </strong></span></p>
<p>Sicuramente mio papà è quello più critico. Di fan ne ho tanti ed alcuni davvero scatenati! Ne ho da Milano, da Sanremo, da Ferrara, dalla Sardegna, dalla Sicilia e naturalmente dal Veneto, ragazzi/e che non esitano a fare centinaia di km per venire a sentirmi cantare. Venivano anche in trasmissione con dei cartelloni bellissimi. Non potrò mai ringraziarli abbastanza per tutto quello che fanno per me!!!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sul palco sembri una persona molto timida e riservata. Sei realmente così? E nella vita di tutti i giorni come sei?</strong></span></p>
<p>In realtà ho solo bisogno di prendere un po&#8217; di confidenza con le persone che frequento, dopo mi trasformo e riesco a dare il meglio di me. Mi piace la compagnia, ridere e scherzare. Sono una chiacchierona e mi accorgo che spesso lascio poco spazio agli altri, ma vedo che si divertono e quindi continuo così.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span><strong></strong></p>
<p><em>Il posto del cuore: </em>Parigi</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura? </em>La solitudine</p>
<p><em>Il libro sul comodino: </em>Le pagine della nostra vita, di Nicholas Sparks</p>
<p><em>Il viaggio che sogni di fare: </em>Maldive</p>
<p><em>Non esci mai senza…</em>I-pod e burrocacao</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio: </em>Gentilezza</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto:</em> Testardaggine</p>
<p><em>Presente, passato o futuro: </em>Futuro</p>
<p><em>Città in cui vivere e lavorare:</em> New York</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sul tuo comodino: </em>Un libro</p>
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		<title>Walter Croce, Regista Teatrale E Televisivo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 08:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/foto_walter_castel_santangelo-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Walter Croce, Regista Teatrale E Televisivo" title="Walter Croce, Regista Teatrale E Televisivo" /></p>Walter Croce, è un regista teatrale e televisivo che si occupa di spettacolo da ben quarant’anni. Attualmente impegnato con la commedia “Crepino gli attori”, ha diretto numerosi spettacoli come “Il brigante”, “Disposte a tutto”, “Te lo do io il Pasquino” e molti altri ancora. Paziente e deciso al momento giusto, Walter Croce lascia spazio alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/foto_walter_castel_santangelo-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Walter Croce, Regista Teatrale E Televisivo" title="Walter Croce, Regista Teatrale E Televisivo" /></p><p style="text-align: center"><strong>Walter Croce, </strong>è un regista teatrale e televisivo che si occupa di spettacolo da ben quarant’anni. Attualmente impegnato con la commedia “Crepino gli attori”, ha diretto numerosi spettacoli come “Il brigante”, “Disposte a tutto”, “Te lo do io il Pasquino” e molti altri ancora. Paziente e deciso al momento giusto, Walter Croce lascia spazio alla creatività degli attori, per poi tirare le fila al momento opportuno.<img class="size-large wp-image-6235 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/foto_walter_castel_santangelo-1024x680.jpg" alt="" width="614" height="408" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come nasce Walter Croce regista?</strong></span></p>
<p>E’ stato un percorso naturale, mi occupo di spettacolo da quarant’anni, ho prodotto, organizzato e quindi anche diretto, centinaia di spettacoli televisivi ed anche teatrali, ultimamente mi occupo più spesso di regia, perché è più rilassante e creativo e ad una certa età, è più logico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Ad una commedia di Prospero Richelmy  “Crepino gli attori”, che è un autore con il quale collaboro spesso anche a livello autoriale, ma che questa volta si è scritto  un testo ritagliato su di lui anche come attore ed allora, dato il rapporto pluridecennale, lo assisto  curando la regia della commedia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le doti che deve possedere un buon regista?</strong></span></p>
<p>Prima di tutto pazienza e senz’altro un ottima predisposizione alla psicologia, dato il  “materiale” umano con cui si ha a che fare, cioè gli attori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire la tua carriera hai dovuto rinunciare a qualcosa?</strong></span></p>
<p>Assolutamente no.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo regista? E che tipo di rapporti instauri con gli attori e con i colleghi?</strong></span></p>
<p>Paziente appunto, ma deciso poi al momento opportuno. Preferisco lasciare ampia libertà agli attori nella fase iniziale, per dare sfogo alla loro creatività e poi tirare  le fila quando i tempi stringono. La compagnia o  la troupe, per il periodo della durata del progetto, diventano la mia famiglia, così come considero i colleghi e quelli che fanno questo mestiere, una famiglia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si svolge una tua giornata tipo?</strong></span></p>
<p>Dipende dai periodi. Nel periodo di produzione: la mattina in ufficio, per portare avanti i progetti che sono sempre tanti, il pomeriggio le prove, la sera spettacolo (il mio o quello di qualche collega) o cinema e poi inevitabilmente ristorante, quasi sempre lo stesso, frequentato da tutta gente che fa questo lavoro…così non si stacca  mai la spina.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le gratificazioni che ricevi dal tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Evidentemente l’apprezzamento del pubblico e perché no, anche dei colleghi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali possono essere le principali difficoltà nell’affrontare la realizzazione di uno spettacolo teatrale?</strong></span><em> </em></p>
<p>Trovare i soldi…il resto è lavoro!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti è mai capitato di ricevere critiche sul lavoro svolto? E come hai reagito?</strong></span></p>
<p>Mah…non ricordo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che voto ti daresti come uomo? E come professionista?</strong></span></p>
<p>Be’…questo sarebbe veramente presuntuoso, lasciamo giudicare gli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi c’è dietro il regista Walter Croce?</strong></span></p>
<p>Walter Croce.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è la tua più grande paura?</strong></span></p>
<p>Che non si apra il sipario.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quale la cosa che ti rende più felice?</strong></span></p>
<p>Quando si apre il sipario.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Puoi ritenerti soddisfatto del tuo percorso di vita e professionale o ti manca ancora qualcosa?</strong></span></p>
<p>Assolutamente soddisfatto. Ovviamente manca sempre qualcosa…tutto è migliorabile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se potessi essere qualcun altro, chi vorresti essere? E perché?</strong></span></p>
<p>Mio figlio. Per  avere più tempo per continuare…</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Film preferito:</em> Naturalmente “C’era una volta in America”</p>
<p><em>Città in cui vivere e lavorare:</em> Che domanda: ROMA</p>
<p><em>Un viaggio che vorresti fare: </em>Il giro del  mondo in bicicletta</p>
<p><em>Supereroe preferito:</em> Ovviamente Superpippo</p>
<p><em>Se fossi un pianeta: </em>Marte</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Lo zen e l’arte della  manutenzione della motocicletta</p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o bicchiere mezzo vuoto?</em> Sempre mezzo pieno</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente: </em>Tanto va la gatta al lardo…che ci lascia lo zampino!</p>
<p><em>In una strada dritta, se ti trovassi di fronte una curva e una fermata, quale sceglieresti?</em> Che discorso…la curva</p>
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		<title>Festa Della Donna</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 23:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/a-festa-delle-donne021-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="festa della donna" title="festa della donna" /></p>Festa Della Donna Frasi Festa Della Donna E sto abbracciato a te senza chiederti nulla, per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami. E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti. Non debba mai scoprire con domande, con carezze, quella solitudine immensa d&#8217;amarti solo io.  &#8221;Pedro Salinas&#8221; Quando ti chiedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/a-festa-delle-donne021-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="festa della donna" title="festa della donna" /></p><p><strong>Festa Della Donna</strong><br />
<object width="740" height="450"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LXrGxbzSjkE?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LXrGxbzSjkE?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="740" height="450" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Frasi Festa Della Donna</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6222" title="festa della donna" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/a-festa-delle-donne021.jpeg" alt="festa della donna" width="404" height="404" /><br />
E sto abbracciato a te<br />
senza chiederti nulla, per timore<br />
che non sia vero<br />
che tu vivi e mi ami.<br />
E sto abbracciato a te<br />
senza guardare e senza toccarti.<br />
Non debba mai scoprire<br />
con domande, con carezze,<br />
quella solitudine immensa<br />
d&#8217;amarti solo io.  &#8221;Pedro Salinas&#8221;</p>
<p>Quando ti chiedi cos&#8217;è l&#8217;amore,<br />
immagina due mani ardenti<br />
che si incontrano,<br />
due sguardi perduti l&#8217;uno nell&#8217;altro,<br />
due cuori che tremano<br />
di fronte all&#8217;immensità di un sentimento,<br />
e poche parole<br />
per rendere eterno un istante. &#8220;Alan Douar &#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se guardi in cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle,<br />
non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.  &#8221;Kahlil Gibran&#8221;</p>
<p>La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare,<br />
così profondo il mio amore: più te ne do, più ne ho,<br />
perché entrambi sono infiniti. &#8221;William Shakespeare&#8221;</p>
<p>L&#8217;amore non deve implorare e nemmeno pretendere,<br />
l&#8217;amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé.<br />
Allora non è più trascinato, ma trascina. &#8221;Hermann Hesse&#8221;</p>
<p>Per il mio cuore basta il tuo petto, per la tua libertà bastano le mie ali.<br />
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo,<br />
ciò ch&#8217;era addormentato sulla tua anima. &#8220;Pablo Neruda&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kledi Kadiu, &#8220;La Danza E&#8217; Il Mio Pane Quotidiano&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 17:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/image-kledi1-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Kledi Kadiu, &quot;La Danza E&#039; La Mia Passione&quot;" title="Kledi Kadiu, &quot;La Danza E&#039; La Mia Passione&quot;" /></p>Kledi Kadiu, giunto in Italia nel 1993, ha debuttato tre anni dopo su Canale 5 con la trasmissione “Il Quizzone”. Dal 1997 al 2003, è stato ballerino di “Buona Domenica”, mentre dal 2002 al 2007 ha lavorato in “C’è posta per te “ e “Amici”, dove ha continuato a lavorare fino al 2009. Attualmente conduce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/image-kledi1-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Kledi Kadiu, &quot;La Danza E&#039; La Mia Passione&quot;" title="Kledi Kadiu, &quot;La Danza E&#039; La Mia Passione&quot;" /></p><p><strong>Kledi Kadiu, </strong>giunto in Italia nel 1993, ha debuttato  tre anni dopo su Canale 5 con la trasmissione “Il Quizzone”. Dal 1997  al 2003, è stato ballerino di “Buona Domenica”, mentre dal 2002 al 2007  ha lavorato in “C’è posta per te “ e “Amici”, dove ha continuato a  lavorare fino al 2009. Attualmente conduce il programma “Progetti di  Danza” su Rai 5, canale digitale, un programma che mostra la danza a 360  gradi, non solo dal punto di vista dei ballerini e dei coreografi, ma  anche dei critici e degli scenografi.<img class="alignright size-large wp-image-6219" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/image-kledi1-682x1024.jpg" alt="" width="477" height="717" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Kledi, cosa ti ha portato ad avvicinarti al mondo della danza?</strong></span></p>
<p>La danza faceva parte della vita sociale del mio Paese natale,  l’Albania. Chi faceva sport era considerato privilegiato. I miei  genitori, sin da quando ero molto piccolo, videro in me questa voglia di  danzare, questa mia passione, il grande desiderio di diventare un  ballerino e quindi mi portarono in Italia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa è per te la danza?</strong></span></p>
<p>“La danza e l’unica forma d’arte che si avvicina di più all’amore”,  questa è una frase di Vittoria Ottolenghi. Comprende tante emozioni e  tanti motivi. La danza per me è il mio pane quotidiano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? E quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Sto lavorando da due anni al programma che va in onda su Rai 5,  canale digitale, “Progetti di Danza”, prodotto da Vittoria Cappelli e la  cui regia è curata da Alessandro Tresa. I protagonisti in prima linea  sono i coreografi e i ballerini, ma anche il lavoro degli scenografi,  dei costumisti, della regia teatrale; i grandi luoghi della<br />
danza, i teatri, le piazze, i laboratori, i musei, gli eventi; le  contaminazioni culturali e artistiche. Ripercorriamo le vicende storiche  di  personaggi e intellettuali che si sono rivelati determinanti per la  gestazione di balletti straordinari. Un percorso che unisce passato,  presente e futuro, volto a parlare e tradurre il linguaggio della danza  in tutte le sue declinazioni e sfaccettature. Abbiamo dedicato numerose puntate monografiche a personaggi come Carla Fracci, Eleonora Abbagnato, Pompea Santoro, Elisabetta Terabust, Vladimir Derevianko e ancora Amedeo Amodio, un coreografo di fama internazionale, Miche Van Hoecke e il Direttore della scuola del Teatro La Scala, Frederic Olivieri. Mentre tra i critici spiccano nomi quali Roger Salas e Elisa Vaccarino, ma ce ne sono tanti altri. Oggi ci sono tanti programmi dedicati alla danza, ben vengano.  Ma “Progetti di Danza” è l’unica trasmissione televisiva che nasce come  una trasmissione di approfondimento, che parla della danza sotto diversi  punti di vista, non solo quello dei ballerini e dei coreografi, ma  anche quello dei critici, dei maestri. Tramite la loro esperienza si  entra nel mondo della danza, quella legata alla scenografia, ai costumi,  ai backstage. La danza a 360 gradi. Non solo  intesa come un  intrattenimento passivo, ma come qualcosa che forma.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa provi quando sali su di un palco?</strong></span></p>
<p>Sul palco provo una serie di emozioni, sono molto preso da quello che  sta per accadere. Per arrivare ad esibirsi sul palco, c’è un grande  lavoro dietro, tanto impegno e tanta fatica. Ma quando ci si arriva, ci  si dimentica della fatica e ci si entusiasma, trasmettendo le emozioni  anche al pubblico. Penso che sia questo il vero obiettivo della danza,  far emozionare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i difetti di un lavoro come il tuo? </strong></span></p>
<p>La danza è una disciplina che richiede un impegno costante, uno  studio quotidiano. Non si finisce mai di imparare e di apprendere. Fin  quando decidi di stare sul palcoscenico, devi applicarti sempre, devi  imparare e mantenerti in forma. Questo non lo ritengo un difetto, ma con  gli anni diventa un po’ monotono e questa monotonia, quando sali sul  palco, devi imparare a metterla da parte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei una persona molto amata dal pubblico di tutte le età. Cosa pensi che colpisca di te?</strong></span></p>
<p>Sicuramente il carattere, i miei modi di fare con le persone, la  serietà nel lavoro che svolgo. Il mio essere sempre corretto nei  confronti degli altri e del mio lavoro. E’ quello che sono, molto  probabilmente il pubblico recepisce tutto questo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei una persona che fa molta beneficenza, da cosa nasce questa tua propensione?</strong></span></p>
<p>Dalla consapevolezza che dalla vita ho avuto tanto e sento il  desiderio di aiutare chi è stato più sfortunato di me ed è rimasto  indietro. Da circa tre anni sono testimonial di Unicef, per cercare di  spiegare alla gente quello che ho visto dall’altra parte, cose  inimmaginabili. Bisogna sempre aiutare chi è più sfortunato di noi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che messaggio vorresti dare a tutti quei ragazzi che desiderano intraprendere la strada dello spettacolo?</strong></span></p>
<p>Ora è un momento di crisi del Paese e quando ci sono questi momenti,  la cultura e la danza subiscono le più gravi perdite, passando in  secondo piano. La danza, in Italia, è sempre stata trascurata. Oggi  tutti vorrebbero ballare, ma non si impegnano abbastanza. Questa  disciplina non è presa seriamente. Consiglio di accumulare tante  esperienze, di girare all’estero e di fermarsi necessariamente in  Italia, ma di prendere la valigia e di andare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ha creduto sempre in te?</strong></span></p>
<p>Io ho creduto sempre in me. Quando inizi a fare un percorso  accademico molto duro, come quello delle accademie dell’est, ci sono  diversi insegnanti che ti spronano a dare il massimo, ma sei tu che devi  credere in te stesso prima degli altri. Anche la mia famiglia ha  creduto molto in me, credo che dietro ogni successo ci sia sempre la  famiglia che ti sostiene. Ma, alla fine la decisione finale spetta a te.  La famiglia può consigliarti e tu sei libero di decidere se seguire i  loro consigli o se proseguire lungo la tua strada.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai ottenuto numerosi riconoscimenti. A chi li hai dedicati?</strong></span></p>
<p>Al mio lavoro, alla mia determinazione, alla mia famiglia, che ha  svolto un ruolo fondamentale nel mio successo. Sono tutte cose collegate  tra loro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha dato il successo  che prima non avevi?</strong></span></p>
<p>Dipende dal tipo di successo. Ma credo che riesca a regalarti una  vita più rilassata, i complimenti della gente per strada, la gente che  ti riconosce. Ma, personalmente, non ho mai considerato il successo come  una meta della mia vita. E’ venuto così, non è stato cercato. E’  arrivato quando non me lo aspettavo e non era immaginabile. Mentre i  giovani d’oggi, ma anche i genitori dei giovani d’oggi, cercano il  successo e lo considerano una  meta da raggiungere. Ma il successo va  mantenuto, quindi ci vuole una grande preparazione alle spalle. Il  successo televisivo, ad esempio, è simile ad una cometa, lascia una  scia, ma si spegne velocemente. Il successo devi saperlo mantenere  quando c’è.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tutti  sappiamo la tua storia e il difficile percorso che ti ha portato in  Italia. Cosa ti ha spinto a lasciare la tua terra natale e ad imbarcarti  in un terribile viaggio?</strong></span></p>
<p>Non è stato un viaggio terribile, è stato un viaggio d’avventura. Un  viaggio che mi ha permesso di assaporare un tipo di libertà differente.  Non sono scappato dalla fame o da una guerra, né tantomeno da disagi di  tipo politico. Avevo 18 anni e avevo voglia di assaporare una realtà  diversa, in totale libertà, non c’era nessuna guerra in corso, non ero  un prigioniero politico.  Come succede oggi in tutto il mondo. Considero  tutte le persone dei cittadini del mondo, la gente non dovrebbe essere  etichettata solo dalla provenienza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando sei arrivato in Italia, chi ti ha dato una mano?</strong></span></p>
<p>Ho iniziato a lavorare in una compagnia di danza a Mantova, poi a  Verona, poi a Rovereto, con la mia valigia in mano, spostandomi laddove  c’era il lavoro. Ho sostenuto numerose audizioni e alla fine sono stato  notato. Non ho avuto qualcuno che mi ha aiutato. Ho seguito la strada  che seguono tutti, quella delle audizioni.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa e chi ti ha dato la forza di non arrenderti?</strong></span></p>
<p>L’esperienza della vita è la cosa migliore che può forgiare il tuo  carattere. Non ci sono altre motivazioni, l’esperienza è la cosa più  importante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente: </em>Dai e ti sarà dato</p>
<p><em>A cena con il nemico: </em>Cercherei di farlo diventare un amico</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>Sono un po’ permaloso</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> La lealtà</p>
<p><em>Cosa ti fa adirare di più:</em> Le bugie</p>
<p><em>La cosa a cui sei più legato: </em>La mia famiglia</p>
<p><em>Non sopporti una persona quando….</em>Parla a sproposito</p>
<p><em>Cosa ti spaventa di più: </em>Le malattie</p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti: </em>Sensibile, sensuale, buono</p>
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		<title>Mario Bochi, Esperto Consulente Assicurativo Italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 12:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="223" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Mario_Bochi-223x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario Bochi, Esperto Consulente Assicurativo Italiano" title="Mario Bochi, Esperto Consulente Assicurativo Italiano" /></p>Intervista ad un esperto consulente assicurativo italiano, che grazie ai suoi oltre quarant&#8217;anni di carriera nella gestione sinistri è considerato uno specialista del settore. Mario Bochi per merito della sua comprovata esperienza in campo assicurativo, ha consolidato significative conoscenze professionali nella consulenza, nella gestione e realizzazione di procedure gestionali ad hoc riguardanti i sinistri assicurativi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="223" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Mario_Bochi-223x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario Bochi, Esperto Consulente Assicurativo Italiano" title="Mario Bochi, Esperto Consulente Assicurativo Italiano" /></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-6211" title="Mario Bochi, Esperto Consulente Assicurativo Italiano" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Mario_Bochi.jpeg" alt="Mario Bochi, Esperto Consulente Assicurativo Italiano" width="232" height="312" />Intervista ad un esperto consulente assicurativo italiano, che grazie ai suoi oltre quarant&#8217;anni di carriera nella gestione sinistri è considerato uno specialista del settore.<br />
<a title="Mario Bochi" href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2816&amp;biografia=Mario+Bochi"> Mario Bochi</a> per merito della sua comprovata esperienza in campo assicurativo, ha consolidato significative conoscenze professionali nella consulenza, nella gestione e realizzazione di procedure gestionali ad hoc riguardanti i sinistri assicurativi.<br />
Conosciamolo meglio.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Chi è Mario Bochi?</span></strong></p>
<p>Sono un soggetto un poco perfezionista, ma determinato, metodico, affidabile e curioso, che ha avuto la fortuna di fare un mestiere che gli ha permesso di occuparsi dell’oggetto del suo maggior interesse “il diritto”, nelle sue variegate componenti: leggi, codici, giurisprudenza e dottrina ecc.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Gli studi nautici seguiti da un periodo in Marina Mercantile e una carriera nella gestione dei sinistri assicurativi. Puoi spiegarci questo salto?</strong></span></p>
<p>In effetti il filone marittimo con la successiva attività professionale consolidatasi poi non c&#8217;entra nulla, ma rappresentano due momenti diversi della mia vita. Il primo è un amore giovanile per il mare e l’avventura, mentre il secondo è una sopraggiunta consapevole passione per un’attività sulla terraferma, che mi permetteva di stare in contatto con altre due importanti passioni: le <a title="Auto Usate" href="http://www.bachecaauto.com/" target="_blank">auto</a> e il diritto.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il tuo percorso professionale in tre tappe:</strong></span></p>
<p>Sono partito con l’’appassionante libera professione, che mi consentiva di operare non chiuso fra quattro mura; mi sono poi fatto sedurre da uno stimolante lavoro organizzato in un importante contesto dimensionale e operativo; sono infine arrivato alla libera scelta del campo opposto: ho voluto fare il giro della stessa scrivania.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa fa esattamente un broker assicurativo e cosa consiglieresti a un giovane che vuole intraprendere questa professione?</strong></span></p>
<p>Per dire cosa fa il broker ci vorrebbe tutto lo spazio dell’intervista, comunque, in estrema sintesi, direi: è un intermediario che lavora con più assicuratori per collocare i rischi alle migliori condizioni e secondo le esigenze dell’assicurato, dal quale riceve espresso mandato.<br />
Ad un giovane suggerirei di far dell’apprendistato presso un broker o un agente plurimandatario, poi studiare molto, magari frequentando uno dei vari corsi per mediatori assicurativi ed in fine sostenere l’esame di abilitazione alla professione.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Mario, sei soddisfatto del tuo percorso lavorativo o hai qualche rimpianto?</strong></span></p>
<p>Sono molto soddisfatto, ma un piccolo rimpianto c’è ed è quello di non aver domato la mia impazienza ed essere uscito dal Gruppo Toro Assicurazioni, lasciando una posizione che poi, forse, mi avrebbe dato maggiori frutti e soddisfazioni.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quanto tempo hai dedicato al tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Al mio lavoro ho dedicato una buona parte della mia vita, non solo rispettandone abbondantemente l’orario, ma sono andato oltre a tale limite impiegando ore e ore nella lettura e ricerca giuridica e assicurativa. Prima di sposarmi, nelle varie sedi provvisorie (Torino, Como, Milano e Firenze), la maggior parte delle sere cenavo e poi mi davo alla lettura di trattati giuridici, sino all’inevitabile colpo di sonno.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come mai dopo una vita dedicata ai sinistri hai deciso di continuare in questo settore fornendo consulenza?</strong></span></p>
<p>Le ragioni sono due: da una parte la consapevolezza di aver avuto una formazione completa sulle contrapposte visioni della materia (Assicuratore e Broker); dall’altra la considerazione che in questa materia le conoscenze dell’utente medio sono spesso poche e confuse. Ho pertanto deciso di fornire un supporto prevalentemente gratuito, che mi mantiene attivo, senza buttare alle ortiche un bagaglio di quarantacinque anni di lavoro.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai lavorato per numerose aziende, tra i tuoi capi chi ti ha colpito maggiormente?</strong></span></p>
<p>Pur avendo collaborato con fior di manager, ricordo l’Amministratore Delegato Carlo Galeazzi in Toro Assicurazioni; il Presidente Umberto Occhipinti in GPA; l’Amministratrice Delegata Letizia Moratti in Aon ed infine l’amico ed ex collega Gianmario Massocco, Amministratore Delegato di UniCredit Broker.<br />
Sono rimasto positivamente colpito da Letizia Moratti che è stata una imprenditrice lucida, decisionista e determinata, doti che mi hanno indotto a seguirla da GPA ad Aon; poi però è stata sottratta alla sua impresa dalla politica che necessitava di “tecnici”.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Durante la tua carriera hai avuto modo di lavorare per svariati clienti importanti: il Corriere della Sera, Ferrovie dello Stato, i calciatori di Serie A-B-C, l’Inter, la Feltrinelli, la Rinascente, il Touring Club Italiano, Gianni Versace, e molti altri. Chi tra questi ti ha lasciato un ricordo?</strong></span></p>
<p>Gli episodi significativi che comportano un ricordo sono tantissimi, mi limito ai seguenti: il sinistro dell’incendio del Touring Club, particolarmente ingarbugliato e parzialmente contestato, chiuso poi con soddisfazione del cliente.<br />
La gestione dei numerosi sinistri dei calciatori di seria A, per i quali gestivo la polizza Infortuni Professionale e non (ricordo il rovinoso incidente d’auto di Lentini Gianluigi che è stato in coma), istruendo, trattando e liquidando direttamente le indennità.<br />
Poi ricordo la Rinascente per il sinistro Incendio di Piazza del Duomo.<br />
Infine, per la Gianni Versace SpA, avendo purtroppo gestito il sinistro mortale del titolare, risolto in 48 interminabili giorni con una cifra rilevante pagata dagli assicuratori inglesi.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Qual&#8217;è stato il sinistro più complicato che hai risolto? E quello economicamente più costoso che hai liquidato?</strong></span></p>
<p>Il sinistro più complicato è stato certamente quello della Tecnimont avvenuto per scoppio nella Centrale di Montalto di Castro (Edison); il danno era ingente e doveva essere spalmato su due polizze, riducendo al minimo la parte a carico del Cliente; dato il disaccordo sull’entità del danno è poi sfociato in un contestato arbitrato.</p>
<p>Di sinistri molto consistenti ne ricordo due: il primo è l’incendio dello stabilimento di Montefibre di Porto Marghera, con danni di decine di milioni di euro, partito con una parziale contestazione, in presenza di un grave danno diretto da incendio ed un ingente danno indiretto da fermo dello stabilimento.<br />
Il secondo è un singolare sinistro di quasi due decine di miliardi d’euro, su polizza D&amp;O &#8211; Directors &amp; Officers (responsabilità amministratori), per una azione promossa dagli azionisti di minoranza di una banca tedesca assorbita, che contestavano il valore col quale erano state convertite le azioni, nei confronti di un gruppo bancario italiano assorbente.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quando non lavori, come trascorri il tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Qualche lettura e poi passo molto tempo al computer e su Internet, anche per esigenze amministrative (banca, bollette ecc.) e per diletto.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>C’è un errore che non rifaresti?</strong></span></p>
<p>Si, una cosa che, forse, non rifarei è quella di accettare tutti i traslochi che ho avuto (ben dieci!), che hanno sradicato la mia famiglia e hanno finito per allontanarci dalla nostra Romagna.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come nasce <a title="Consulenza Sinistri" href="http://www.consulenzasinistri.it/" target="_blank">ConsulenzaSinistri.it</a>?</strong></span></p>
<p>Era un chiodo fisso per raccogliere una serie di argomenti usati nel mio lavoro, finalizzandoli al supporto dei comuni utenti, con un uso divulgativo che solo internet può dare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa c’è dietro questo progetto?</strong></span></p>
<p>Soprattutto la voglia di sentirmi ancora attivo e utile, che unisco a una passione e a tanta esperienza. Voglio inoltre restituire in qualche modo la soddisfazione di aver fatto un mestiere che tutto sommato, mi ha permesso di fare quello che mi è sempre piaciuto: occuparmi di diritto e legge.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>BOTTA &amp; RISPOSTA:</strong></span></p>
<p><em>Penna o computer?</em></p>
<p>Assolutamente computer, che sin dai sistemi EDP a schede, mi ha sempre affascinato&#8230;. tra l’altro ho una calligrafia che fa letteralmente schifo, ma non ditelo a nessuno.</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla tua scrivania?</em></p>
<p>In un ordine vagamente esagerato, oltre al detto computer (dal quale oramai dipendo) ci deve essere: l’indispensabile cellulare, i quattro codici commentati e il Codice delle Assicurazioni Private per la frequente consultazione.</p>
<p><em>Il libro sul comodino:</em></p>
<p>Un romanzo intrigante di fantapolitica.</p>
<p><em>Citazione preferita:</em></p>
<p>Facta non verba! (fatti, non parole!).</p>
<p><em>Rimpianti o rimorsi?</em></p>
<p>C’è il rimpianto di non aver fatto alcune cose ed esiste un solo rimorso: aver fatto preoccupare eccessivamente mia madre per la mia irrequietezza.</p>
<p><em>Descriviti in tre aggettivi:</em></p>
<p>Determinato, affidabile e meticoloso</p>
<p><em>Presente, passato o futuro?</em></p>
<p>Vivo nel presente, ancorato al passato e preoccupato del futuro.</p>
<p><em>Il posto del cuore:</em></p>
<p>La mia città natale Ravenna, che anche se non mi ha dato molto, mi è rimasta sempre nel cuore.</p>
<p><em>Capo d’abbigliamento preferito:</em></p>
<p>Per cinquant’anni la “cravatta”, che doveva essere in linea con la camicia, i calzini ed il vestito.</p>
<p><em>Se fossi una città:</em></p>
<p>Vorrei essere Ravenna, o un’altra città di provincia con il mare.</p>
<p><em>Pensieri o parole?</em></p>
<p>Sono senz’altro più incline al pensiero, piuttosto che alle parole.</p>
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		<title>Alessandro Manzoni</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 19:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="212" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/87-212x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Manzoni" title="Alessandro Manzoni" /></p>&#8220;All&#8217;avvocato bisogna contare le cose chiare, a lui poi tocca imbrogliarle&#8221; Considerato uno  dei più grandi romanzieri italiani, con il suo “ Promessi sposi” è entrato nelle aule scolastiche riuscendo ad affascinare intere generazioni attraverso un racconto di impronta classica ma dal tema di grande attualità. Nasce a Milano il 7 marzo 1785 e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="212" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/87-212x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Manzoni" title="Alessandro Manzoni" /></p><p><strong><img class="size-medium wp-image-5124 alignright" title="Alessandro Manzoni " src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/87-212x300.jpg" alt="Alessandro Manzoni " width="212" height="300" />&#8220;All&#8217;avvocato bisogna contare le cose chiare, a lui poi tocca imbrogliarle&#8221;</strong></p>
<p>Considerato uno  dei più grandi romanzieri italiani, con il suo “ Promessi sposi” è entrato nelle aule scolastiche riuscendo ad affascinare intere generazioni attraverso un racconto di impronta classica ma dal tema di grande attualità.</p>
<p>Nasce a Milano il 7 marzo 1785 e per i primi  due anni di vita viene accudito in una cascina da una balia.</p>
<p>Nel 1791 entra nel collegio dei Somaschi a Merate, dove rimane fino al 1796, anno in cui viene ammesso presso il collegio dei Barnabiti.</p>
<p>Nel 1805, dopo aver abitato con il padre per due anni a Milano, si trasferisce a Parigi (rimanendovi fino al 1810) dove a quel tempo invece risiedeva la madre insieme con il suo compagno, Carlo Imbonati .</p>
<p>In suo onore Manzoni compone il carme &#8220;In morte di Carlo Imbonati&#8221;.</p>
<p>E’ nell’ambiente culturale parigino che Alessandro Manzoni coltiva il suo interesse per il pensiero illuminista.</p>
<p>Al suo rientro a Milano incontra Enrichetta Blondel, con la quale si sposa con rito calvinista e dalla quale avrà negli anni ben dieci figli (otto dei quali gli morirono tra il 1811 e il 1873).</p>
<p>Nel 1810 Enrichetta abbraccia la fede cattolica e Manzoni si comunica per la prima volta.</p>
<p>Dal 1812 lo scrittore compone i primi quattro &#8220;Inni Sacri&#8221; e l&#8217;anno seguente inizia la stesura de &#8220;Il conte di Carmagnola&#8221;.</p>
<p>In questo periodo Alessandro Manzoni compone la &#8220;Pentecoste&#8221;, le &#8220;Osservazioni sulla morale cattolica&#8221;, la tragedia &#8220;l&#8217;Adelchi&#8221;, le odi &#8220;Marzo 1821&#8243; e &#8220;Cinque Maggio&#8221;, le &#8220;Postille al vocabolario della crusca&#8221; ed avvia la stesura del romanzo &#8220;Fermo e Lucia&#8221;, uscito poi nel 1827 col titolo &#8220;I promessi sposi&#8221;.</p>
<p>La stesura si protrae a lungo poiché il Manzoni vuole attuare un rinnovamento linguistico che prevede un’unificazione della lingua: non più il dialetto ma la lingua VIVA, parlata dai ceti colti della Toscana.</p>
<p>Nel 1833 muore la moglie e  nel 1837 si risposa con Teresa Borri.</p>
<p>Nel 1848 un fatto triste sconvolge l’apparente tranquillità del Manzoni:  viene arrestato il figlio Filippo, è proprio in questa occasione che scrive l&#8217;appello dei milanesi a Carlo Alberto.</p>
<p>Del 1850 è la lettera al Carena &#8220;Sulla lingua italiana&#8221;.</p>
<p>Tra il &#8217;52 e il &#8217;56 si stabilisce in Toscana.</p>
<p>Nel 1860 Alessandro Manzoni viene nominato Senatore del Regno.</p>
<p>Nel 1862 viene incaricato di prendere parte alla Commissione per l&#8217;unificazione della lingua e sei anni dopo presenta la relazione &#8220;Dell&#8217;unità della lingua e dei mezzi per diffonderla&#8221;.</p>
<p>Muore a Milano il 22 maggio 1873, venerato come il letterato italiano più rappresentativo del secolo e come il padre della lingua italiana moderna.</p>
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		<title>Mario Furlan, Il Fondatore Dei City Angels</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 07:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Mario_Furlan-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario Furlan, Il Fondatore Dei City Angels" title="Mario Furlan, Il Fondatore Dei City Angels" /></p>Mario Furlan, scrittore, giornalista, formatore, è il fondatore dei City Angels, un’associazione di volontari che assistono i più deboli, i senzatetto, i tossicomani, le vittime della violenza e tutte quelle persone e quegli animali in difficoltà. Con la loro divisa sono un punto di riferimento sicuro per i cittadini e un deterrente visivo per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Mario_Furlan-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario Furlan, Il Fondatore Dei City Angels" title="Mario Furlan, Il Fondatore Dei City Angels" /></p><p><strong>Mario Furlan, </strong>scrittore, giornalista, formatore, è il fondatore dei City Angels, un’associazione di volontari che assistono i più deboli, i senzatetto, i tossicomani, le vittime della violenza e tutte quelle persone e quegli animali in difficoltà. Con la loro divisa sono un punto di riferimento sicuro per i cittadini e un deterrente visivo per i malintenzionati. Dopo una profonda crisi vocazionale, che l’ha portato ad abbandonare il suo lavoro a tempo indeterminato presso la Mondadori, Mario Furlan ha sentito il forte desiderio di incidere sulla realtà, migliorandola. Ora, il suo più grande desiderio, è quello di portare i City Angels in tutte le principali città italiane e perché no? Anche all’estero.<img class="alignright size-large wp-image-6197" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Mario_Furlan-680x1024.jpg" alt="" width="408" height="614" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Mario, ci racconti da cosa è nata l’idea di creare i City Angels?</strong></span></p>
<p>Facevo il giornalista a tempo pieno alla Mondadori e ad un certo punto ho avuto una crisi vocazionale. Mi piaceva fare il giornalista, ma non volevo solo scrivere quello che accadeva, volevo anche incidere sulla realtà, migliorarla. Così, nonostante il mio contratto a tempo indeterminato, mollai tutto e fondai l’associazione degli angeli delle strade.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire essere un “angelo”?</strong></span></p>
<p>Vuol dire essere un bravo cittadino, una persona che si comporta correttamente, aiutando chi ne ha bisogno, non voltandosi dall’altra parte, ma tendendogli la mano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come e da cosa riesci a capire quando una persona è giusta per diventare un City Angel?</strong></span></p>
<p>Dallo spirito giusto. Se è una persona che ha passione, voglia di fare, se è motivata e se ha nel cuore il volontariato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Siete sostenuti economicamente da qualche amministrazione pubblica o vi autofinanziate?</strong></span></p>
<p>All’inizio non c’erano finanziamenti, ora abbiamo dei sussidi da parte di varie amministrazioni. Chi più chi meno, in tutte le città in cui siamo presenti, le amministrazioni ci sostengono economicamente o con qualche forma di collaborazione.</p>
<p><strong><span style="color: #800000">Quali sono i tuoi obiettivi, i tuoi sogni nel cassetto?</span></strong></p>
<p>Portare i City Angels in tutte le città in cui è indispensabile. Nei centri piccoli non sempre ce n’è bisogno, ma nelle grandi città se ne sente la necessità. Ora siamo in 20 città italiane e vorrei portare i City Angels in altre città come Bologna, Palermo o Genova e poi anche all’estero, in altri Paesi europei.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti senti un po’ eroe?</strong></span></p>
<p>No, mi sento semplicemente un cittadino normale, che vuole essere un bravo cittadino, che si sente parte di una società e non se ne frega, ma pensa al bene degli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei una persona che pensa agli altri, ma per te cosa desideri?</strong></span></p>
<p>Desidero essere consapevole di aver speso bene la mia vita, di aver sfruttato i giorni che Dio mi ha dato per fare del bene, senza sprecare il mio tempo e il mio talento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci racconti un episodio che ti è rimasto nel cuore?</strong></span></p>
<p>Ce ne sono tanti, ma uno degli episodi più significativi è quello di un senzatetto che si chiamava Marco Faggionato, aveva una vita normale, poi iniziò a buttare i soldi nel gioco d’azzardo e fu cacciato di casa dalla moglie e dalla figlia. Finì per strada, in stazione centrale. Noi ci accorgemmo che di notte, scriveva poesie, nelle quali raccontava la sua vita. Il suo sogno era quello di vedere pubblicato un libro di poesie, così ho trovato un editore interessato al suo progetto. Dopo qualche mese è uscito “Poesie di strada”. Per lui è stata una molla, perché subito dopo, ha iniziato a credere in se stesso, non era più un senzatetto, ma un poeta e così ha trovato un lavoro ed una casa e ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in modo sereno.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei anche uno scrittore ed un giornalista. Hai collaborato con il Tg5, con Studio Aperto, con il Corriere della Sera e molti altri ancora. A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Ora sto iniziando a scrivere un libro, che sarà pubblicato a Natale e si chiamerà “Tu puoi”, un libro di motivazione, che ti fa capire che, se hai dei sogni e se ci credi veramente, Tu Puoi realizzarli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei anche un Life Coach. Quali strumenti usi per insegnare a vivere?</strong></span></p>
<p>Aiuto le persone a guardare in se stesse, perché credo che ognuno di noi abbia in se stesso le risorse per stare bene, solo che spesso non lo sappiamo o ce ne dimentichiamo o abbiamo paura del giudizio degli altri, paura di sbagliare, paura di essere ridicoli. Quindi aiuto le persone a non avere più paura e a comprendere ciò che di bello hanno nel proprio animo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che emozioni e quali sensazioni provi nell’aiutare gli altri e nel constatare che il tuo impegno ha raggiunto i risultati prefissati?</strong></span></p>
<p>E’ una grande soddisfazione, anche se non sempre si riescono  a raggiungere gli obiettivi prefissati. A volte vorresti fare di più, ma non ne sei in grado ed è un po’ una delusione. Ma, quando ci riesci, provi una grande gioia e dici a te stesso: “Ho fatto quello che mi sentivo di fare e sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>“L’arte di vivere” l’hai appresa da qualcuno?</strong></span></p>
<p>E’ una cosa che impari dalla vita. Una persona che mi è stata di grande ispirazione, è stata mio nonno Mario. Lui è stato un bracciante agricolo in Veneto, poi arrivato a Milano ha fatto il senzatetto e successivamente il partigiano. Era una persona di grande umanità e di grande saggezza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come è il tuo rapporto con la vita?</strong></span></p>
<p>Credo che la vita sia un grande dono e che vada vissuta fino in fondo, senza sprecarla inutilmente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei uno scrittore, un giornalista, un formatore, un City Angel. Ci sveli il tuo superpotere?</strong></span></p>
<p>Sono solo una persona che nonostante i suoi errori e le sue debolezze, cerca di seguire la sua vocazione. Credo che ognuno di noi abbia una vocazione nel suo cuore e il compito di ognuno di noi, è quello di seguirla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da bambino dicevi “da grande farò”….</strong></span></p>
<p>Da bambino credevo che da grande avrei fatto il missionario o il guerrigliero, avevo da una parte Madre Teresa di Calcutta e dall’altra Che Guevara. Molto diversi apparentemente, ma in realtà entrambi desideravano combattere contro le ingiustizie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Tu in 3 pregi e in 3 difetti:</em> Sono una persona tenace, buona e idealista. Sono anche una persona ingenua, sognatrice e  a volte poco pratica.</p>
<p><em>Una città dove vivere e lavorare: </em>In Italia Milano, all’estero Londra</p>
<p><em>Tre elementi essenziali per la tua vita? </em>Credere in se stessi, credere nella bellezza dei propri sogni e credere che non tutto finisca con questa vita</p>
<p><em>Se tu potessi essere un libro o un personaggio di un libro, chi saresti?</em> Ricordo di aver letto da bambino un libro sul cavallo pazzo. Mi piacerebbe essere un guerriero indiano</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>La Bibbia</p>
<p><em>Il giorno più bello della tua vita: </em>Quando è nata mia figlia, la prima. Ne ho due, ma quando è nata la prima è stata un’emozione troppo forte</p>
<p><em>Il giorno più brutto della tua vita: </em>Quando pensavo di essere malato di leucemia e pensavo che non sarei riuscito a realizzare tutti i miei desideri</p>
<p><em>Il tuo primo pensiero al mattino:</em> Gratitudine verso Dio, per quello che ho e passione per quello che mi accingo a fare</p>
<p><em>Cosa porta la felicità:</em> La felicità viene da noi stessi e ci offre la motivazione per andare avanti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Carmine Castoro, scrittore, giornalista, autore televisivo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 13:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Books]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="163" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/maria-de-filippi-ti-odio-163x300.gif" class="attachment-medium wp-post-image" alt="maria-de-filippi-ti-odio" title="maria-de-filippi-ti-odio" /></p>Viviamo in una società “catodica” in cui la realtà si confonde con la fantasia, creando personaggi che entrano nelle nostre case e nelle nostre vite con l’aria rassicurante di chi è “amico” da sempre. Uno di questi, secondo Carmine Castoro, è proprio la bionda conduttrice Maria De Filippi, da molti anni ormai regina incontrastata dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="163" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/maria-de-filippi-ti-odio-163x300.gif" class="attachment-medium wp-post-image" alt="maria-de-filippi-ti-odio" title="maria-de-filippi-ti-odio" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-6152" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/maria-de-filippi-ti-odio.gif" alt="Carmine Castoro, scrittore, giornalista, autore televisivo" width="300" height="549" />Viviamo in una società “catodica” in cui la realtà si confonde con la fantasia, creando personaggi che entrano nelle nostre case e nelle nostre vite con l’aria rassicurante di chi è “amico” da sempre. Uno di questi, secondo <strong>Carmine Castoro</strong>, è proprio la bionda conduttrice Maria De Filippi, da molti anni ormai regina incontrastata dei palinsesti Mediaset. Il libro “<strong>Maria De Filippi ti odio. Per un&#8217; ecologia dell&#8217;immaginario televisivo&#8221; </strong>”, scritto da Carmine Castoro suscita curiosità ed interesse, ma non solo per il titolo, pur forte ed evocativo.</p>
<p>Nelle  pagine del giornalista romano c’è una disamina approfondita ma niente affatto noiosa, del “mondo irreale dello schermo”. Ci sono spunti di riflessione che riguardano l’intero settore dei media e della comunicazione. All’autore rivolgo qualche domanda per entrare nel vivo del suo libro, che proprio in questo periodo sta presentando in tutta Italia, riscuotendo un notevole consenso di pubblico e critica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A Sanremo 2012 trionfa un’altra allieva della scuola di “Amici”. Molti ritengono che i programmi come questo aiutino i giovani ad esprimere il loro talento. Tu cosa ne pensi? </strong></span></p>
<p>Senza dubbio una trasmissione come Amici si è creata nel tempo l’etichetta di “palestra” del talento e degli artisti in erba. Ma occorre anche precisare che l’aspetto concreto e realmente finalizzato di trasmissioni come Amici è sempre disattivato dalla logica dello spettacolo che chiede polemiche, discordie, pettegolezzi, retoriche dell’osceno e dell’attenzione morbosa. Se Amici davvero funzionasse come una sorta di meccanismo di collocamento di artisti in erba o incompresi o sconosciuti, la percentuale di riuscita sarebbe molto più alta di quella decina scarsa di nomi che in dieci anni, per esempio, hanno ottenuto un reale successo. Basti vedere, inoltre, le trasformazioni che il format ha assunto soprattutto all’inizio di questa stagione: un accumulo di momenti “thriller” a cominciare dal batticuore continuo di sottofondo, un’atmosfera sempre più aspra, litigiosa, ansiogena, basata su una sorta di atteggiamento persecutorio incessante nei riguardi dei ragazzi messi come insetti sul vetrino dei prof e dei giudici non tanto per le loro virtù artistiche quanto perché servono come bassa manovalanza dello share. E allora vengono giudicati, braccati, inseguiti, puniti, messi in sfida, scrutati perché se ne parli, perché si creino schieramenti e fazioni fra di loro e nel pubblico da casa. Per non tacere di veri e propri personaggini di cartapesta che vengono mandati avanti perché risultano già beniamini di folle di fan che li acclamano, e allora anche se non prendono una nota o sono indisciplinati e ipervanitosi nonostante la giovanissima età, vengono tollerati, blanditi, utilizzati e lanciati senza nessun reale motivo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Perché utilizzi un termine così forte come l’odio per descrivere il tuo “punto di vista” nei riguardi di Maria De Filippi?</strong></span></p>
<p>Non c’è traccia nel mio libro “Maria De Filippi ti odio. Per un’ecologia dell’immaginario televisivo” di gossip, pettegolezzi sul privato della popolare conduttrice, né di sentimenti pregiudiziali o discriminatori nei riguardi della sua persona. Il libro è una lucida analisi di format che per me ben rappresentano quel punto di non ritorno, di collasso e di implosione di un intero sistema di immagini e parole che presiedono all’universo dell’intrattenimento più o meno contaminato da quello dell’informazione. Un universo che si pone come un vero e proprio dispositivo dello show, un potere silenzioso, soft-killer che scende nelle nostre anime e, senza imporci o reprimerci in nulla, modula però le nostre mappe mentali, i nostri stili di vita, il nostro sentirci integrati o esclusi da talune griglie di comportamenti. L’odio, allora, è proprio il recupero di sentimenti forti, di punti di riferimento stabili e netti contro la vischiosità di tanti format – reality soprattutto – che entrano in maniera tentacolare e rovinosa nel nostro privato, nei nostri sogni, nei nostri desideri. L’odio è il “no” a una subcultura della tolleranza che non è più rispetto delle diversità, ma acquiescenza verso qualsiasi cosa i media ci propalino, soggezione a ogni messaggio, regime di equivalenza, equipollenza fra informazione e spettacolo, senza più quello scarto necessario che ci permette di conoscere, capire, selezionare. Per questo l’odio è collegato a un discorso di “ecologia dell’immaginario” perché sa di contrattacco, di liberazione, disinfezione, disintossicazione da quella televisione non più solo “spazzatura” ma “nucleare” che ci investe quotidianamente col suo nulla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nel tuo libro ci sono alcuni riferimenti filosofici. Quanto aiuta secondo te la filosofia nella comprensione dei moderni sistemi di comunicazione? </strong></span></p>
<p>Sulla filosofia madre di tutti i saperi sono stati spesi fiumi di inchiostro nei secoli. Più che altro, sull’onda degli insegnamenti di un vero maestro di pensiero come Michel Foucault al quale ho dedicato molti studi, credo che l’estetica sia il mezzo che ci permetta di combattere quello che lui stesso definiva il “biopotere”, ovvero le forme di dominio e di sapere che colonizzano la nostra vita, le nostre fibre più intime, i nostri sistemi cognitivi. E in questo la televisione e in generale il regime globale dei massmedia, Rete inclusa, continuano ad avere grossissime responsabilità. L’estetica è per me lo studio di come sentiamo, di ciò che percepiamo, di come questo crea destino e comunità, o schiacciamento della nostra individualità e obbedienza cieca a certi meccanismi che crediamo controllabili e indolori. Come un’”innocente” immagine televisiva, che tanto innocente non lo è mai e va smascherata nella sua essenza bugiarda. La filosofia – intendendola come ho fatto nel libro un incrocio di discipline che toccano anche la psichiatria, l’antropologia, la massmediologia – è quel sapere che ci permette di interrogarci profondamente e di recuperare quella dimensione conflittuale, aporetica, sensibile e fenomenologica del nostro stare al mondo e stare insieme, dunque uno strumento affilato e necessario per rilanciare la nostra comprensione, la nostra libertà, contro tutti i finti santoni che ci vogliono comode pedine del loro personalissimo impero di ricchezza e adorazione collettiva. La filosofia come grimaldello. La televisione come scatola magica da scassinare, una volta per tutte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un programma televisivo che tutti dovrebbero vedere, secondo te.</strong></span></p>
<p>Nel libro segnalo una mia personale distinzione fra flow-media e glow-media, ovvero fra i media che è come se ci mettessero immediatamente, col potere delle loro immagini e dei loro discorsi, in contatto col “flusso” della vita, con l’immediatezza del nostro sentire, della nostra libertà; e quelli che invece è come se ci accecassero con un bagliore (glow), con una scarica di adrenalina, uno choc visivo e nulla più. Ecco, i primi ci lasciano tracce, sensi, seduzioni, gioie condivise e forme di riflessione. I secondi solo smanie mimetiche di imitazione e rifugio. Inutile dire che all’orrore dei secondi appartengono in pieno i format defilippiani, mentre nella mia personale classifica, salvo tutti i programmi di approfondimento e verità come Striscia, Le Iene, Servizio Pubblico, Report, che si battono realmente per i diritti della gente, e con un uso sapiente e ironico delle immagini, o esplicito e senza tabù, sanno affrontare battaglie civili, inchieste, sanno far affiorare delle verità scomode, senza cadere nel caos acustico e visivo o nella retorica d’occasione. Purtroppo siamo nel paradosso per cui la gente preferisce vedere in tv chi finge clamorosamente su sentimenti e autenticità in cambio di pochi grammi di popolarità. E il modello alternativo a questa maleodorante e profittevole iconografia fa sempre molta fatica a imporsi e penetrare nelle nostre menti, perché comporta il rischio dell’acculturamento e della non superficialità.</p>
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		<title>Claudio Guerrini, Dj Guest E Conduttore Radiofonico</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 08:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Schermata-2012-03-05-a-09.21.11-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Schermata 2012-03-05 a 09.21.11" title="Schermata 2012-03-05 a 09.21.11" /></p>Claudio Guerrini, è un dj, un doppiatore ed un conduttore radiofonico. Attualmente lavora come presentatore e Dj Guest in tutta Italia, oltre a collaborare oramai da anni con RDS, dove conduce ogni giorno, lo spazio tra le 14 e le 16. Ha collaborato con numerosi personaggi dello spettacolo, del calibro di Will Smith, Shakira, Rossella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Schermata-2012-03-05-a-09.21.11-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Schermata 2012-03-05 a 09.21.11" title="Schermata 2012-03-05 a 09.21.11" /></p><p style="text-align: center;"><strong>Claudio Guerrini,</strong> è un dj, un doppiatore ed un conduttore radiofonico. Attualmente lavora come presentatore e Dj Guest in tutta Italia, oltre a collaborare oramai da anni con RDS, dove conduce ogni giorno, lo spazio tra le 14 e le 16. Ha collaborato con numerosi personaggi dello spettacolo, del calibro di Will Smith, Shakira, Rossella Brescia, Max Pezzali, Elisa e molti altri ancora. Il suo motto? “Leggete e moltiplicatevi”.<img class="aligncenter size-full wp-image-6155" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-guerrini-2.bmp" alt="" width="700" height="465" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi è Claudio Guerrini?</strong></span></p>
<p>Cominciamo con la domanda più difficile… Direi una persona che ha creduto dall’inizio e fino in fondo, nelle sue capacità e nelle sue passioni, ma che ancora non ha capito se ha fatto bene!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai collaborato con tanti personaggi dello spettacolo, chi ti ha colpito maggiormente? E perché?</strong></span></p>
<p>Qui vado sul sicuro. Will Smith, il più vero, spontaneo, disponibile e gentile personaggio che abbia mai conosciuto. Un esempio per tanti piccoli ‘vip de noantri’ che credono di essere importanti per qualche minuto di notorietà…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>E cosa pensi di ciò che c’è oltre il sipario?</strong></span></p>
<p>Purtroppo oltre (e dietro) il sipario c’è spesso il lato nascosto e meno simpatico dello showbiz, l’ipocrisia, le rivalità, le guerre sotterranee. Per fortuna ci sono parecchie eccezioni, ma credo che sia un problema fisiologico del nostro mestiere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cos’è per te la musica? E cosa ti ha avvicinato ad essa?</strong></span></p>
<p>La musica per me è gioia, allegria, ritmo, vitalità, energia. Per questo non ho mai amato tanto  quella italiana. Già da piccolo in discoteca guardavo più i deejay che le ragazze… Ma solo perché dovevo imparare, rubare, captare e memorizzare il mio futuro lavoro. Ero già fissato!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ci racconti qualche aneddoto curioso che ti è accaduto durante i tuoi anni di carriera?</strong></span></p>
<p>A Roma, all’anteprima del suo ‘I am legend’, mi è capitato di fare un rap dal vivo proprio con Will Smith, mi sono buttato e lui mi ha fatto anche i complimenti! Poi, qualche anno fa, alla fine di una giornata in radio con Shakira, dopo averla fatta ridere, divertire, ballare, lei mi ha salutato abbracciandomi a lungo, stringendomi e dandomi un bacino… Le ho regalato un mio cd mixato, sperando di avere il suo numero, un contatto, un agganci. Invece niente, il suo gruppo l’ha portata via, non la rivedrò più… Sono un cretino, ci avevo sperato per un secondo, sai?</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai più rimorsi o rimpianti?</strong></span></p>
<p>Il grande Avvocato (Gianni Agnelli) disse: “In ogni momento della vita, quando sei indeciso se fare o non fare una cosa, falla”. Ecco, più di una volta non l’ho seguito. E infatti ho sbagliato…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali sono i valori che non hai mai messo in discussione?</strong></span></p>
<p>La famiglia, gli amici, la lealtà (per quanto possibile) verso chi mi segue. So che stai per dirmi: “E l’amore?”. L’ho sempre collocato un passo indietro e ho perso persone potenzialmente importanti.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ti è capitato di trascurare la vita privata per seguire quella professionale?</strong></span></p>
<p>Vedi? Siamo sempre lì… Per tanto tempo ho pensato solo a divertirmi lavorando. O a lavorare divertendomi. Ma non mi pento, in quegli anni non ero pronto, avrei combinato solo disastri!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa ti piace di più tra le cose che fai?</strong></span></p>
<p>Ancora oggi, l’adrenalina più forte la sento salendo su una console di una discoteca. Lì posso scegliere la ‘mia’ musica e vedere tanta gente che si diverte insieme a me, mi rende felice. Mi basta poco. O no?</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Una tua giornata tipo.</strong></span></p>
<p>Sveglia alle 12 (non mi odiate…), doccia, fermenti lattici, pranzo alla mensa RDS, diretta dalle 14 alle 16, eventuali doppiaggi e/o incontri di lavoro, shopping, internet time con controllo di posta, Facebook e Twitter (senza non saprei più vivere), cena, lezioni di inglese in dvd, lettura di quotidiano e/o libro e buonanotte… Quando sono fidanzato, entra in palinsesto anche la mia lei. Diciamo al posto dell’inglese o del libro…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come vivi il tuo rapporto con il pubblico e con la notorietà?</strong></span></p>
<p>Non mi sono mai sentito e non mi sentirò mai un “figo” solo perchè faccio un mestiere che mi rende più conosciuto di altri. Anzi, trovo molto tristi quelli che ‘ci credono’. Molti si stupiscono se su Twitter rispondo ai loro messaggi o se mi capita di ‘postare’ un video fatto a casa mia. Io sono né più né meno di loro. Il mio lavoro è comunicare, intrattenere, divertire. Il rapporto con chi mi segue è fondamentale.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>C’è qualcosa che manca al tuo curriculum artistico e che, invece, ti piacerebbe fare? </strong></span></p>
<p>Ci sono due cose che mancano e se questa intervista me l’avessi fatta tra qualche mese forse una lacuna l’avrei già colmata…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Ti posso dire che proprio in questi giorni, dovrei firmare per un progetto che ‘balla’ da 2/3 anni, e che forse partirà in estate. Ci tengo molto, perché non riguarda affatto il<strong> </strong>mondo della musica, e ho una gran voglia di dimostrare che so fare anche altro. Forse…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Progetti per il futuro?</strong></span></p>
<p>Ancora più avanti c’è l’ultimo tassello mancante. Questo te lo dico perché è una semi-utopia. La recitazione. Ho girato per gioco due cortometraggi e ho scoperto che mi piace molto recitare, interpretare qualcuno che non sei e non sarai mai davvero. Vivere in un’altra dimensione, pensare e fare cose che non faresti mai. Entrare in un altro corpo. Fantastico. Non so se ne sono capace, l’attore è un artista con la ‘A’ grandissima ed io non ho alcun background in questo campo. Ma seguirò l’Avvocato stavolta. Mi butterò.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>L’evento che ti ha emozionato di più?<img class="alignright size-full wp-image-6160" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-guerrini1.bmp" alt="" width="540" height="359" /></strong></span></p>
<p>La prima volta che ho presentato in uno stadio un concerto di Vasco. Rossi, intendo. Salito su quel palco enorme, con decine di migliaia di persone pronte a fare casino che aspettavano solo lui. Un po’ me la sono fatta sotto. Guardavo la gente da una fessura dietro una tenda. Erano proprio tanti… Ma dopo un minuto non c’ho pensato più e sono andato. Mezz’ora di casino puro, un delirio. Da quella sera poi, l’ho presentato molte altre volte, ma l’abitudine a certe sensazioni non la fai mai…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ci saluti con una citazione?</strong></span></p>
<p>Vale anche se è mia? La dico spesso in radio, riassume la mia natura dicotomica, la definirei intellettual-godereccia: “Leggete e moltiplicatevi”.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Tu in 3 pregi e in 3 difetti: </em>Divertente, sincero, onesto. Ma spesso anche triste, cogitabondo e ipocondriaco</p>
<p><em>Una città dove vivere e lavorare?</em> In Italia Milano, nessun dubbio. Detto da un romano vale di più, no? Nel mondo Londra, 10 anni avanti. O forse più</p>
<p><em>Supereroe preferito: </em>L’uomo invisibile. Ma ci pensi? Potresti fare tutto, troppo…</p>
<p><em>Tre elementi essenziali nella tua vita?</em> Il microfono, le donne (è brutto al plurale? Scusa, Giusy!), una connessione internet. Ma tre sono poche!</p>
<p><em>Se tu potessi essere un libro o un personaggio di un libro, chi saresti?</em> Jean Valjean, da “I miserabili” di Hugo. Un libro che tutti dovrebbero leggere</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Che figura, ora ho l’ultimo di Volo… Me l’hanno regalato i miei genitori e lo devo leggere! Vedi che sono troppo sincero?</p>
<p><em>Cinema o Teatro: </em>Cinema. Ma il teatro andrebbe frequentato di più. Recupererò in vecchiaia</p>
<p><em>Da bambino dicevi “da grande farò”….</em>Il deejay! Che monotono… Ma anche il giornalista in tv. Volevo lavorare al Tg1</p>
<p><em>Il tuo primo pensiero al mattino:</em> Errore, il primo pensiero mi arriva di pomeriggio. Ci metto qualche ora per carburare. Mi dicono per la pressione bassa. Speriamo sia vero…</p>
<p><em>Cosa porta la felicità:</em> La consapevolezza di non cercarla a tutti costi. Tanto è inutile, durerebbe pochissimo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Matteo Fini, &#8220;Non E&#8217; Un Paese Per Bamboccioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 07:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Matteo11-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Matteo Fini, &quot;Non E&#039; Un Paese Per Bamboccioni&quot;" title="Matteo Fini, &quot;Non E&#039; Un Paese Per Bamboccioni&quot;" /></p>Matteo Fini, autore del libro “Non è un Paese per bamboccioni”, insieme alla giornalista freelance Alessandra Sestito, ha raccolto undici storie di giovani italiani, che ce l’hanno fatta nonostante l’Italia. Perché accanto ad un’Italia in ginocchio, senza voglia di ricominciare, ce n’è un’altra che si rialza, che lotta per i suoi sogni. Matteo Fini fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Matteo11-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Matteo Fini, &quot;Non E&#039; Un Paese Per Bamboccioni&quot;" title="Matteo Fini, &quot;Non E&#039; Un Paese Per Bamboccioni&quot;" /></p><p><strong>Matteo Fini, </strong>autore del libro “Non è un Paese per bamboccioni”, insieme alla giornalista freelance Alessandra Sestito, ha raccolto undici storie di giovani italiani, che ce l’hanno fatta nonostante l’Italia. Perché accanto ad un’Italia in ginocchio, senza voglia di ricominciare, ce n’è un’altra che si rialza, che lotta per i suoi sogni. Matteo Fini fa parte di questa, sempre pronto a mettersi in discussione, con la tenacia di una persona determinata, ama fare quello che più desidera, senza lasciarsi condizionare dagli eventi. Vive, non sopravvive.<img class="alignright size-large wp-image-6145" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Matteo11-682x1024.jpg" alt="" width="409" height="614" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Matteo Fini?</strong></span></p>
<p>In Italia direbbero che sono un ragazzo, anche se in realtà ho 33 anni e quindi mi ritengo qualcosa in più di un semplice ragazzo. E’ difficile definirmi, poiché mi occupo di due campi molto diversi tra loro. Per quasi dieci anni, ho insegnato all’Università di Milano e ora mi occupo di formazione nel privato. E poi nutro una grande passione per la scrittura, in tutte le sue forme. Infatti di recente ho scritto un libro, “Non è un Paese per bamboccioni”, che sta avendo un discreto successo ed ha aperto un’altra strada nel mio percorso professionale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di cosa parla il tuo libro “Non è un Paese per bamboccioni”?</strong></span></p>
<p>Il libro racconta undici storie vere di giovani italiani che ce l’hanno fatta in Italia, nonostante l’Italia. A causa della situazione del Paese, molti ragazzi non riescono ad emergere e non per demerito. Nonostante questo, insieme ad una mia amica, Alessandra Sestito, ho voluto mostrare un&#8217;altra faccia del Paese, perché accanto ad un’Italia che non ce la fa, ce n’è un’altra che invece ci prova, riesce e si costruisce una strada. Non bisogna mai scoraggiarsi in partenza.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa è nata l’esigenza di scrivere questo libro?</strong></span></p>
<p>Insieme ad Alessandra abbiamo guardato un po’ le nostre storie. Lei è una giornalista freelance, per cui precaria per antonomasia ed io ero un precario dell’Università, cioè uno di quelli che lavora tantissimo al posto di qualcun altro. Entrambi avevamo un contratto a termine e così un giorno ci siam detti “Ma saranno tutti degli sfigati come noi in giro per il Paese?”. Così abbiamo cercato più a fondo e abbiamo trovato questi undici ragazzi. Ma non sono gli unici, anzi, ne abbiamo trovati tanti che si stanno mettendo in luce, ritagliandosi uno spazio e con un discreto successo personale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come avete trovato queste storie?</strong></span></p>
<p>All’inizio non è stato facile. Anche perchè nessuno ne parla. Abbiamo ovviamente sfruttato Google, le riviste specializzate, siti internet. Ma anche il passaparola, parlando con amici, con amici di amici, con il barista, alla fine abbiamo trovato queste interessanti storie che abbracciano numerosi mestieri e professioni. C&#8217;è la cuoca, il manager, l&#8217;imprenditore, il regista, il cardiologo e tanti altri.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi dell’Italia attuale?</strong></span></p>
<p>Siamo nel baratro. C’è pochissimo da salvare. Sono una persona disillusa oramai da tanti anni. Però andando in giro per l’Italia, attraversandola per presentare il libro, ho visto una piccola luce. Molta gente mi si avvicinava e mi diceva che ci stava provando. E qualcuno pure riuscendo. Ricordo di una piccola pasticcera nel Pratese o un ballerino a Siena o anche una giovane giornalista del Foggiano o la band dei Brainshock a Viterbo! Quindi ho ricominciato ad avere fiducia, ma una fiducia nelle singole persone, più che nelle persone insieme.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Oltre a scrivere, fai altro nella vita?</strong></span></p>
<p>Sì, certo. Sicuramente con i libri non ti mantieni, a meno che non sia Fabio Volo, il Papa o Bruno Vespa! Ho insegnato per tanti anni all’Università di Milano, ma ho girato anche altri Atenei nel Nord Italia. Ma se il Paese è nel baratro, l’Università è proprio il peggio del peggio del peggio. Devi essere sempre legato a qualcuno per andare avanti. Ad un certo punto mi sono stancato di fare lo schiavo di qualcun altro. Ora mi occupo di formazione interna per una società. Ho accantonato questa mia passione per l’insegnamento, anche se brucia sempre dentro di me. I miei ex studenti con cui sono rimasto in contatto, ad esempio su Facebook, mi dicono sempre &#8220;torna, torna&#8221;, ma a queste condizioni è davvero impensabile e frustrante per qualsiasi persona minimamente sensata. Però approfitto per dire loro che mi mancano tantissimo! Anche se lo sanno.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Parlaci un po’ del tuo blog. Quando e come è nata l’esigenza di scrivere un diario virtuale?</strong></span></p>
<p>Fatico a rispondere a questa domanda. Sono in una fase di gran riorganizzazione delle mie attività, per cui i blog sono una passione che ho sempre, ma devo capire dove voglio andare. Per cui per rispondere a questa domanda ci risentiamo tra un po&#8217;! Il tempo è sempre poco, ma ho in mente una nuova cosa per il futuro&#8230;.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un desiderio per te.</strong></span></p>
<p>Professionalmente mi piace poter scegliere le cose da fare. E non è una cosa banale di questi tempi. Molto spesso la gente si ritrova a fare cose che non desidera. Io nella mia vita ho sempre cercato di fare scelte che mi rappresentassero, magari a scapito di importanti contratti, ma ho sempre privilegiato i progetti ai soldi. Spesso rischiando, devo dire! Ho una buona preparazione, ho un dottorato di ricerca e quindi ho avuto buone opportunità di lavoro, ma spesso in ambienti che non mi piacevano o non mi stimolavano. Ho sempre fatto le mie scelte e spero di poter proseguire su questa strada.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi progetti futuri? Scriverai un secondo libro?</strong></span></p>
<p>Sta ancora bruciando questo. Dal libro sta nascendo un film per il cinema. Due produttrici, Ottavia Fusco e Rossella Izzo, si sono innamorate del libro e del progetto ed hanno deciso di farne un film. È una nuova avventura entusiasmante, poichè ne sono immerso al 100%. Insieme a Rossella ho scritto la sceneggiatura ed è stata un’esperienza pazzesca. Sapevo di poterlo fare, ma lavorare con una professionista come lei, è stata una scuola impagabile. Beh, speriamo di vederlo presto al cinema! Qui entrano dinamiche a me sconosciute, ma in ogni caso è un&#8217;avventura davvero stimolante, divertente e una volta di più mi ha permesso di mettere in gioco me stesso e conoscere persone e situazioni nuove.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire per te viaggiare?</strong></span></p>
<p>Per me viaggiare è tutto. E’ l’unico vizio che ho. Non bevo, non fumo, non mi piacciono le auto né le moto. Ma spendo tutto quello che ho in viaggi, perché un viaggio mi da sempre qualcosa indietro. Mi piace farmi trasportare dall’atmosfera dei Paesi, senza organizzare, è durante il viaggio che vedo la strada da percorrere. Mi piace conoscere gente di diverse culture, diverse religioni, diverse lingue, vedere il mondo dal loro punto di vista, seguire le loro abitudini, confrontarsi, capire. Bere una birra è sempre bere una birra, ma è dove sei e con chi sei, che ti cambia il sapore delle cose. Un viaggio non è mai inutile. Torni sempre con qualcosa in più.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di rapporto hai con la tua famiglia?</strong></span></p>
<p>I miei genitori sono separati, ma credo che questa sia la cosa più bella che mi potesse capitare, perché ho avuto la possibilità di vivere con due famiglie, di frequentare più persone, fare più esperienze e di scoprire cose nuove. Ovviamente a 4 anni non la pensavo così&#8230;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i valori che non hai mai messo in discussione?</strong></span></p>
<p>Nessuno. Ti potrei dire banalità come l’amore e l’amicizia, ma non sarebbe vero. Perchè credo che tutto alla fine venga messo in discussione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il senso della vita per te?<img class="alignleft size-large wp-image-6146" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Cairo-1021x1024.jpg" alt="" width="368" height="368" /></strong></span></p>
<p>Non sono uno che da molta importanza ai soldi o alle cose materiali, ma mi piace poter scegliere cosa fare. Credo che questo sia un lusso incredibile. Quindi, secondo me, il senso della vita è stare bene con le persone a cui vuoi bene, facendo quello che più ti piace.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci saluti con una citazione?</strong></span></p>
<p>“Fermo sulle mie idee ma continuamente in viaggio&#8221; di Fede dei Lyricalz.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Film preferito:</em> Donnie Brasco</p>
<p><em>Città in cui vivere e lavorare:</em> Lisbona</p>
<p><em>Un viaggio che vorresti fare:</em> Un viaggio in auto, ma anche in pullman, cost to cost negli Stati Uniti</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura: </em>Mi scazza invecchiare</p>
<p><em>Supereroe preferito: </em>Medioman</p>
<p><em>Se fossi un pianeta: </em>Venere</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Al momento sto leggendo il libro di Zucchero, “Il suono della domenica”, che racconta la sua vita</p>
<p><em>Il tuo idolo d’infanzia: </em>Roberto Baggio</p>
<p><em>E da adolescente:</em> Sean Puffy Combs</p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o bicchiere mezzo vuoto? </em>Mezzo pieno</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente: </em>Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino</p>
<p><em>In una strada dritta, se ti trovassi di fronte una curva e una fermata, quale sceglieresti? </em>Sceglierei la curva</p>
<p><strong>Contatto twitter: @matteofini78</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lucio Dalla</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 12:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Dalla_ritratto1-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Lucio Dalla" title="Lucio Dalla" /></p>Biografia Vita e Storia di Lucio Dalla &#8211; Canzoni La carriera musicale e artistica di Lucio Dalla, nato a Bologna il 4 Marzo 1943, ma di origini pugliesi, è durata cinquanta anni. Da giovane suona con il gruppo musicale “Gli Idoli”, poi attraversa varie fasi, nelle quali sperimenta anche la musica pop e jazz. Successivamente si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Dalla_ritratto1-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Lucio Dalla" title="Lucio Dalla" /></p><p><object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GdthX65CMp4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" src="http://www.youtube.com/v/GdthX65CMp4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-6125" title="Lucio Dalla" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/Dalla_ritratto1-680x1024.jpg" alt="Lucio Dalla" width="408" height="614" />Biografia Vita e Storia di <strong>Lucio Dalla</strong> &#8211; Canzoni</p>
<p>La carriera musicale e artistica di <strong>Lucio Dalla</strong>, nato a Bologna il 4 Marzo 1943, ma di origini pugliesi, è durata cinquanta anni. Da giovane suona con il gruppo musicale “Gli Idoli”, poi attraversa varie fasi, nelle quali sperimenta anche la musica pop e jazz.</p>
<p>Successivamente si dedica alla canzone d’autore, diventando uno degli artisti italiani più apprezzati anche all’estero.</p>
<p>A soli ventuno anni <strong>Lucio Dalla </strong>incide il primo quarantacinque giri, mentre nel 1964 esordisce al “Cantagiro”con un brano scritto per lui da Gino Paoli, che però non riscuote molto successo.</p>
<p>Nel 1967 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone “Bisogna saper perdere”, e nello stesso anno recita nel film “I sovversivi” diretto dai fratelli Taviani. La pellicola viene premiata alla “Mostra di Venezia”.</p>
<p>Nel 1971 Dalla si ripresenta al Festival di Sanremo, con la canzone intitolata “4/3/1943”, e si piazza al terzo posto. Il titolo originario del pezzo è “Gesù Bambino”, cambiato poco prima della manifestazione canora perché ritenuto irrispettoso. L’anno dopo spopola a Sanremo con la famosissima canzone intitolata “Piazza Grande”.</p>
<p>Nel 1973 Lucio Dalla comincia a collaborare con Roberto Roversi, un poeta bolognese. Il connubio artistico dura quattro anni, durante i quali vengono composte le più belle canzoni di Dalla.</p>
<p>Nel 1975, invece, il cantante stringe un sodalizio con Francesco De Gregori, con il quale tiene anche alcuni concerti. Negli anni Ottanta Lucio Dalla si affianca al gruppo musicale degli “Stadio” e nel 1988 nasce il duo “Dalla/Morandi”, che conquista il pubblico. Le <strong><a title="Testi canzoni Lucio Dalla" href="http://testi-canzoni.skeppy.com/testi-lucio_dalla-16455.html">canzoni di Lucio Dalla</a></strong> sono conosciute in tutto il mondo. Lucio Dalla muore mentre è in tourneè a Ginevra, in Svizzera, il 1° Marzo 2012. Il cantante è stato colpito da un infarto fulminante.</p>
<p>Album Lucio Dalla</p>
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		<title>Rita Pelusio, Un Esempio Di Forza E Determinazione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 07:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/rita-pelusio-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Rita Pelusio, Un Esempio Di Forza E Determinazione" title="Rita Pelusio, Un Esempio Di Forza E Determinazione" /></p>Rita Pelusio, salentina di nascita e milanese d’adozione, è un’attrice ed una cabarettista. Numerosi i personaggi da lei portati in scena sul palco di “Colorado”, tra i quali figurano quelli di un&#8217;irriverente teenager macabramente innamorata di uomini adulti, Adelina Perez, domestica latino-americana di Letizia Moratti (della quale racconta gli arcani segreti), una pressante sposina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/rita-pelusio-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Rita Pelusio, Un Esempio Di Forza E Determinazione" title="Rita Pelusio, Un Esempio Di Forza E Determinazione" /></p><p><strong>Rita Pelusio, </strong>salentina di nascita e milanese d’adozione, è un’attrice ed una cabarettista. Numerosi i personaggi da lei portati in scena sul palco di “Colorado”, tra i quali figurano quelli di un&#8217;irriverente teenager macabramente innamorata di uomini adulti, Adelina Perez, domestica latino-americana di Letizia Moratti (della quale racconta gli arcani segreti), una pressante sposina di Bitonto e Morchia, una nuova fata delle Winx, tutti personaggi che portano con sé qualcosa di chi li interpreta. “Stasera non esco” e “Pianto tutto” sono i suoi ultimi progetti teatrali, che la vedono sul palco dei più grandi teatri italiani.<img class="alignright size-full wp-image-6100" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/rita-pelusio.jpg" alt="" width="490" height="735" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Rita, ci racconti come e da cosa nascono i tuoi sketch?</strong></span></p>
<p>Sinceramente, c’è sempre qualcosa di autobiografico nei miei sketch, sono tutti parte di me. I personaggi conosciuti al pubblico nascono proprio dall’osservazione. La Winx è nata con mio figlio. La sposa di Bitonto è nata ricordando i matrimoni del Sud Italia, io sono salentina e ricordo che i matrimoni al sud durano tutta una giornata. Gli spettacoli teatrali di “Pianto tutto”, invece,  nascono perché io piango sempre.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>C’è un progetto in corso che si chiama “Stasera non esco”, è uno spettacolo con altre quattro attrici. Oltre a portare in giro il mio spettacolo “Pianto tutto”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come vedi la comicità di oggi? </strong></span></p>
<p>La comicità italiana non sta passando un momento molto bello. La comicità europea invece, è diversa. Sono molto più avanti ed è molto più sviluppata. Sarebbe carino fare dei passi verso questo tipo di comicità, che tende a dare maggiore importanza al cabaret.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te la comicità è cultura? </strong></span></p>
<p>Sì, ovviamente. La comicità è cultura, è satira, è ironia. Ma prima di tutto cultura.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa guardi in tv?</strong></span></p>
<p>Guardo Report, tg vari, alcuni film, Blob..purtroppo non ho molto tempo per guardare la tv, perché ho un figlio di sette anni. Ma, a volte, mi concedo ogni tanto un po’ di relax davanti alla tv. La domenica cerco di guardare Fazio, perché mi piace molto, altrimenti ascolto moltissimo la radio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di bambina sei stata?</strong></span></p>
<p>Sono stata una bambina terribile, diciamo che ero vivace. Le insegnanti mi ripetevano spesso “Sei brava..ma potresti dare di più!”. Lo dicono così spesso, che alla fine non credi più alle loro parole.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stata la svolta della tua vita?</strong></span></p>
<p>Sono andata via di casa molto presto, avevo 20 anni e ho iniziato a studiare teatro e poiché i miei genitori non condividevano i miei sogni, non hanno finanziato economicamente il progetto. All’inizio è stata molto dura, poi ho capito che, comportandosi in quel modo, i miei genitori mi hanno aiutata a cavarmela da sola, lavorando sodo con determinazione. Ogni seminario a cui partecipavo, per me era un lusso. Ogni piccola cosa non era gratuita. Professionalmente ho incontrato delle persone determinante nel mio percorso artistico. Filippo Radice, Teo Bastì, Natalino Balasso e Luca Domenicali, sono stati i miei quattro maestri. Ed ora, un’altra svolta è stata ricostituire un gruppo con Alessandra Faiella, Claudia Penoni, Margherita Antonelli. Ed è una svolta per me, perché torno a lavorare in gruppo, cosa che non accadeva dal 2003.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto di te sconosciuto al pubblico?</strong></span></p>
<p>La mia timidezza. Sono veramente molto molto timida, anche se non si direbbe.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Durante la tua carriera, c’è stato un momento in cui hai desiderato mollare tutto e andare via?</strong></span></p>
<p>No, mollare tutto mai. C’è stato un momento in cui ho avuto paura, quando sono caduta dalle scale e sono stata a letto un mese.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>In base alla tua esperienza, che consiglio daresti a coloro che vorrebbero intraprendere la carriera dello spettacolo?</strong></span></p>
<p>Di studiare tanto. Se hanno possibilità economiche, di andare a studiare all’estero, soprattutto in Francia. Ed osservare la vita quotidiana, questo è uno dei più grandi insegnamenti di Levoisier. Lui mi diceva “Rita, guardati intorno e porta in scena la vita quotidiana”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Pensi che oggi sia più facile entrare nel mondo dello spettacolo rispetto al passato? </strong></span></p>
<p>No, assolutamente no. Oggi, si sono abbassati i livelli, per cui non si da più valore all’arte.  Oggi non c’è più forma artistica, si tratta di puro show business.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tue paure?</strong></span></p>
<p>Quella di non avere più la creatività, di non avere più nulla da dire, di essere vuota.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i sacrifici che Rita Pelusio ha dovuto sopportare, per arrivare ad essere quello che è adesso?</strong></span></p>
<p>Quando sono andata via di casa è stato difficilissimo. Vivevo in un monolocale insieme ad altre 7 persone, poi ho vissuto in una comune per tre anni, non c’era la luce né l’acqua calda. Dovevo studiare con un maestro a Bologna e non volevo rinunciare. Oggi i sacrifici più grandi sono quelli legati a mio figlio Nico. Doverlo lasciare per qualche giorno, mi fa stare male, ma poi troviamo altri modi per stare insieme.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tue più grandi passioni?</strong></span></p>
<p>I fumetti, il nuoto e la musica. Purtroppo non ho più tempo per studiare il pianoforte, un’altra mia grande passione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessi di fare un bilancio della tua vita, sarebbero più le sconfitte o le vittorie?</strong></span></p>
<p>Le vittorie.<img class="alignleft size-full wp-image-6101" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/03/piantotutto.jpg" alt="" width="330" height="378" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci saluti con una citazione?</strong></span></p>
<p>Ce ne sono due che mi accompagnano. “Diventerai peggiore a forza di vivere” e poi c’è “Lasciamo le donne belle agli uomini con poca fantasia” di Proust. Un’altra è di Montaigne, non ricordo le parole esatte, ma recita così “Svegliarsi di buonumore è il dovere che abbiamo ogni giorno”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia: </em>“L’animale” di Battiato</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente:</em> Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>Sono polemica</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio: </em>Sono solare</p>
<p><em>Cosa ti fa adirare di più:</em> Gli abusi del potere</p>
<p><em>La cosa a cui sei più legata: </em>Nico, mio figlio</p>
<p><em>Non sopporti una persona quando….</em> dice le bugie</p>
<p><em>Film preferito: </em>Brazil</p>
<p><em>Cosa ti spaventa di più: </em>Di non avere più niente da dire</p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti: </em>Piccola, Rossa e Felice</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Natasha Stefanenko, &#8220;La Mia Vita E&#8217; Come Un Film&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Woman]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto_jule_hering_11b-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Natasha Stefanenko, &quot;La Mia Vita E&#039; Come Un Film&quot;" title="Natasha Stefanenko, &quot;La Mia Vita E&#039; Come Un Film&quot;" /></p>Natasha Stefanenko, modella, attrice e conduttrice televisiva, è anche una mamma apprensiva ed una moglie presente. Bambina ribelle, cresciuta in una realtà difficile, in una città segreta dell’ex Unione Sovietica, ha vissuto situazioni che l’hanno resa una persona forte e determinata. Dopo essersi laureata a Mosca in ingegneria metallurgica, è giunta in Italia dove ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto_jule_hering_11b-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Natasha Stefanenko, &quot;La Mia Vita E&#039; Come Un Film&quot;" title="Natasha Stefanenko, &quot;La Mia Vita E&#039; Come Un Film&quot;" /></p><p><strong>Natasha Stefanenko, </strong>modella, attrice e conduttrice televisiva, è anche una mamma apprensiva ed una moglie presente. Bambina ribelle, cresciuta in una realtà difficile, in una città segreta dell’ex Unione Sovietica, ha vissuto situazioni che l’hanno resa una persona forte e determinata. Dopo essersi laureata a Mosca in ingegneria metallurgica, è giunta in Italia dove ha intrapreso la carriera di modella. Notata dal regista Beppe Recchia, è entrata nel mondo della televisione con la trasmissione “La grande sfida” in onda su canale 5. “Festivalbar”, “Taratata”, “Per tutta la vita”, “Italia&#8217;s next top model” e “Cambio vita”,  sono solo alcuni dei programmi da lei condotti.<img class="alignright size-full wp-image-6089" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto_jule_hering_11b.jpg" alt="" width="477" height="717" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Natasha, in cosa sei impegnata attualmente?</strong></span></p>
<p>Sto per partire per Mosca, dove condurrò la trasmissione “What not to wear” (Cosa non devi indossare”), una trasmissione molto carina, ovviamente in russo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Mi piace molto recitare e mi piacerebbe scrivere un libro. Ma per adesso è tutto un “dovrebbe”, non ci sono progetti futuri sicuri. Non ho ancora firmato nulla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci riveli che mamma sei?</strong></span></p>
<p>Apprensiva, ma sono più amica che mamma. Non so se questa cosa è più un pregio che un difetto. Poco tempo fa, ho parlato con mia figlia e a volte sono fin troppo amica. Mi è difficile rimproverarla ed essere rigida, sto cercando di risolvere tutto con il dialogo, quindi parliamo e ridiamo molto. Mi fa molto piacere questo, perché  a me è mancato, avevo una “mamma mamma”, rigida e rigorosa che però, mi ha dato una corretta educazione, anche se mi è mancata una mamma con la quale potermi confidare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E che bambina sei stata?</strong></span></p>
<p>Sono stata una bambina ribelle, anche perché sono nata in una situazione diversa. Sono nata in una città segreta dell’ex Unione Sovietica. Per 50 anni non c’era la carta, mio padre lavorava con l’Uranio e si produceva tutto il necessario per la Guerra Fredda. Quindi non sopportavo le ingiustizie, non sopportavo quando non mi spiegavano le cose. Mi ricordo quando i grandi mi dicevano “non si può perché non si può. Punto e basta”, senza darmi una giusta spiegazione. Questo non lo sopportavo. Se riuscivo a capire la logica allora non lo facevo, altrimenti facevo dispetti. Ero abbastanza maschiaccio, questo anche grazie a mio padre, che sin da bambina mi diceva che avrei dovuto difendermi da sola, perché nel momento del bisogno lui non ci sarebbe stato. Ricordo un episodio in particolare: andavo all’asilo e una bambina mi offese, quando lo dissi a mio padre lui mi rispose “Non è un mio problema, questo è un tuo problema. Se sei sicura di avere ragione rispondi o con le parole o fisicamente”. Rimasi spiazzata di fronte a tale risposta, ma a lungo andare mi resi conto che mio padre aveva agito bene. Non mi aspetto mai l’aiuto di nessuno e questo è servito a farmi diventare più forte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Riesci a conciliare il lavoro con gli impegni familiari?</strong></span></p>
<p>Sì, anche se è faticoso, perché sto lavorando su due Paesi, quindi viaggio spesso. Ma sono stata molto onesta con mia figlia, le ho spiegato le difficoltà che il mio lavoro comporta. Vedere solo il risultato finale non aiuta, sembra  quasi che non abbia fatto nulla, invece cerco di spiegarle cosa c’è dietro. Una fiction, un film, una trasmissione. Fino all’età di sei anni la portavo sempre con me, poi quando è cresciuta ho smesso, ma ogni qualvolta tornavo a casa le spiegavo tutto quello che avevo fatto, per filo e per segno. A volte ci sono momenti un po’ drammatici, come questo, in cui sto per partire per Mosca, ma cerco sempre di sdrammatizzare. La capisco perché anche io ho vissuto momenti difficili, poiché dall’età di 16 anni ho vissuto da sola, con tutto quello che ne comporta. Poi ho capito che, per non morire di crepacuore, devi cercare di pensare al momento del ritorno. Per fortuna esiste Skype e la tecnologia che ci facilita moltissimo, perché le distanze si riducono. E’ quasi una magia. Poi con What’s up ci facciamo gli scherzi e prendiamo in giro anche il papà, che non parla russo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Pensi che oggi sia più facile entrare a far parte del mondo dello spettacolo, rispetto a prima?</strong></span></p>
<p>No, assolutamente no. Ci vuole sempre la giusta preparazione. E’ facile stupire le persone con foto osè, con scoop, ma poi devi avere il giusto spessore per andare avanti. Oramai non funziona più la ragazza bella e vuota, ne abbiamo degli esempi. Credo che entrare sia facile, ma durare è difficile. Devi applicarti, devi studiare e devi sperare che la gente apprezzi la tua fatica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Durante la tua carriera, con chi ti è piaciuto collaborare di più?</strong></span></p>
<p>Ho lavorato con tantissima gente, comici, conduttori e attori. Ogni partner mi ha sempre dato qualcosa. Bertolino per me è come un fratello e poi c’è Frizzi, che mi ha voluto arduamente nel ’96 nella sua trasmissione “Per tutta la vita”, per me è una specie di porta fortuna. Poi c’è Paolo Rossi, con il suo umorismo e con la sua profondità, che mi ha colpito quando facevamo “Scatafascio”. Ma anche Vincenzo Mollica, un’enciclopedia vivente. Mi piace comunicare, vedere, osservare, ascoltare e quindi tutti mi hanno dato tutto. Nel nostro mondo, non devi mai pensare di essere la “più saputa”. Quando ho lavorato con Barbareschi o con Benvenuti, ho vissuto delle esperienze importanti, come anche con Vincenzo Salemme. Le esperienze cinematografiche sono in grado di darti di più, bisogna lavorare con maggior impegno per ottenere un buon risultato. Infatti, quando Benvenuti ha insistito affinchè girassi un film con lui, io non mi sentivo assolutamente pronta, anche se alla fine ho detto di sì. Poi, quando è arrivato Barbareschi nel mio percorso lavorativo, è stato il momento perfetto, perché lui mi ha shakerato,  consigliandomi di abbandonare la mia maschera sempre sorridente, tipica della commedia e di  raccontare la verità. Anche “Cambio vita” e “Italia&#8217;s next top model”, sono programmi molto particolari , hai di fronte a te persone comuni  da seguire  con responsabilità e dedizione, cercando di essere una guida e dando dei consigli all’occorrenza. Imparo tantissimo anche da loro. Ripensandoci, ho vissuto un percorso assurdo nella mia vita, ho vissuto il socialismo, i cambiamenti, poi il trasferimento in Italia, ho viaggiato molto quando facevo la modella. Ho capito che avrei potuto raccontare tanto e così ho lavorato molto su me stessa, ascoltandomi e conoscendomi sempre più.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il traguardo che ti piacerebbe raggiungere nella sfera professionale?</strong></span></p>
<p>Mi piace molto recitare e il mio sogno è quello di farlo in un film, con un bravo regista, anche se so che il mio accento è particolare e la mia fisicità anche. Ho un’altezza tale che, a volte , crea problemi, specialmente per la carriera da attrice.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E in quella privata?</strong></span></p>
<p>Mi piace molto la mia vita. Sono davvero felice con la persona che ho accanto. Dopo 19 anni ci cerchiamo ancora. Per me è davvero strano. Prima di lui, stare insieme con una persona per due anni, era per me un atto eroico. E invece oggi, dopo 19 anni, mi sento appagata. Soprattutto nel nostro ambiente è difficile che un rapporto duri così tanto. Per tutto il resto invece, mi piace guardare il mondo attraverso gli occhi di mia figlia e attraverso le sue emozioni. Con lei è tutto diverso, anche le stesse cose, appaiono diverse. Ora abbiamo trovato anche un gattino e quindi il quadro è perfetto. Vorrei tanto mantenere questa realtà,  conciliandola con quella professionale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei una donna molto bella, ti spaventa l’idea di dover invecchiare?<img class="alignleft size-full wp-image-6090" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto_jule_hering_5_b.jpg" alt="" width="477" height="717" /></strong></span></p>
<p>No, anzi sto invecchiando molto rapidamente. Vedo qualche rughetta nuova. Ma non mi fa paura, mi accetto. Purtroppo è così, anche se mi impegno facendo ginnastica ogni giorno, mi rendo conto che non posso fare nulla per fermare il tempo che passa. Secondo me la cosa più importante è non invecchiare di testa. Vedo, molto spesso, la gente che non vive, che dorme, che non si gode più la vita. Ora sto imparando sempre più, a godermi ogni giorno. Non ho paura di invecchiare, ma ho paura di non vivere come vorrei. Mi infastidisce vedere il tempo che passa e che perdo  stupidamente, non riflettendo. Cerco di vivere il presente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci racconti un aneddoto curioso che ti è capitato durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>Lavorando con i comici, me ne sono capitate di cose. Quando lavoravo con Bertolino, i comici inventarono una canzone per chiedere il break: “Natasha vai ad allattare, vai ad allattare, vai ad allattare”. Mollica  invece, che mi ha sostenuto subito dopo il parto, prima di andare in onda mi disse: “Natasha devi guardare sempre in su, perché hai delle occhiaie incredibili che ti arrivano fino ai piedi”. Ricordo anche quando Beppe Recchia, un regista di Canale 5 che ora, purtroppo, non c’è più, mi notò in un ristorante e mi chiese di poter lavorare con la mia immagine. Inizialmente non ci credetti, dopo però, contattò l’agenzia di modelle per cui lavoravo ed iniziai a collaborare con lui. Il bello di questo mestiere è che ogni volta accade sempre qualcosa di divertente e di insolito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe?</strong></span></p>
<p>Il mio film. La mia vita è come un film. Una bambina nata in una città segreta, insicura ed impaurita, giunta in Italia, facendo un lavoro che non avrebbe mai sognato di fare. La mia vita è proprio come un film, a volte mi capitava di sdoppiarmi e guardavo i passi di questa bambina. La prima sfida è stata quella di arrivare a Mosca, dove ho iniziato a studiare ingegneria metallurgica, una città che mi dominava, che mi schiacciava, mi uccideva psicologicamente. Poi l’arrivo in Italia, il lavoro come modella, l’incontro con mio marito. Mi sono innamorata prima della sua testa. Ho trovato una persona molto più bella dentro. Ora è arrivata con l’età anche la maturità e la mia testa mi piace molto di più di quella del passato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di rinunciare alla famiglia per un contratto professionale importantissimo, cosa faresti?</strong></span></p>
<p>Mi piace da matti il mio lavoro, ma non rinuncerei mai alla mia famiglia, anche per una piccola cosa. Rinunciare alla mia famiglia è come rinunciare a me stessa. E’ la mia squadra e senza loro due non vivrei più.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti fa più paura?</strong></span></p>
<p>Perdere i miei familiari. Perdere le persone che amo più di me. Anche gli ostacoli più alti e difficoltosi, con loro due riuscirò sempre a superarli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E cosa invece, ti rende più felice?</strong></span></p>
<p>Mi rendono felici le situazioni semplici. Prendere un film e  guardarlo tutti insieme spaparanzati sul divano. Cenare tutti insieme, fare una bella passeggiata al mare. Mi rende felice anche quando una persona, durante la mia trasmissione su Sky, cambia e sente un’energia dentro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Il posto del cuore:</em> Brasile</p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?</em> Mezzo pieno</p>
<p><em>Cosa non deve mancare nella tua borsa?</em> Due passaporti, uno russo e uno italiano</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio: </em>Orgoglio</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>Orgoglio</p>
<p><em>Su di un’isola deserta con: </em>La mia famiglia</p>
<p><em>Ieri, oggi o domani? </em>Oggi</p>
<p><em>Un viaggio che vorresti fare:</em> Un viaggio in Oriente</p>
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		<title>Gioacchino Rossini</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/gioachino_rossini_1-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gioachino Rossini" title="Gioachino Rossini" /></p>La passione di Gioacchino Rossini per la musica si manifesta fin dalla tenera età. Nato a Pesaro il 29 Febbraio 1792, Gioacchino Rossini impara a suonare e cantare con l’aiuto di suo padre, anche lui musicista. Già all’età di tredici anni è in grado di comporre testi di musica sacra, mentre a quattordici anni gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/gioachino_rossini_1-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gioachino Rossini" title="Gioachino Rossini" /></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-6093" title="Gioachino Rossini" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/gioachino_rossini_1.jpeg" alt="Gioachino Rossini" width="448" height="336" />La passione di <strong>Gioacchino Rossini </strong>per la musica si manifesta fin dalla tenera età. Nato a Pesaro il 29 Febbraio 1792, <strong>Gioacchino Rossini </strong>impara a suonare e cantare con l’aiuto di suo padre, anche lui musicista.</p>
<p>Già all’età di tredici anni è in grado di comporre testi di musica sacra, mentre a quattordici anni gli viene commissionata l’opera dal titolo “Demetrio e Polibio”, rappresentata solo più tardi, nel 1812.</p>
<p>L’attività di Rossini è fervida e intensa, le opere da lui scritte ottengono tutte un grande successo di pubblico. Nel 1812 una delle sue “creature” dal titolo “La Pietra del Paragone” viene rappresentata alla Scala di Milano.</p>
<p>Ma la popolarità di <strong><a rel="nofollow" title="gioacchino rossini" href="http://www.ovo.com/gioacchino-rossini" target="_blank">Gioacchino Rossini</a> </strong>si lega in particolare a due opere teatrali, “L’Italiana in Algeri” e “Tancredi”, che conquistano il pubblico dell’epoca. Dal 1815 in poi Rossini produce altre opere famose, come il “Barbiere di Siviglia”, che però a Napoli non riscuote successo, come invece avviene in altre città italiane e all’estero.</p>
<p>Sempre a Napoli Gioacchino Rossini presenta l’opera “Mosè in Egitto”, mentre nella sua città natale, in occasione dell’inaugurazione del teatro, viene accolta in trionfo l’opera dal titolo “La Gazza Ladra”. Qui a Pesaro il musicista si ammala, e dopo essere ritornato a Bologna compone “Adina”.</p>
<p>Continuando a fare la spola tra Napoli e Bologna, Rossini alterna opere di successo a flop clamorosi. Nel 1823 il maestro Rossini decide di lasciare l’Italia e raggiunge Londra, dove però non compone alcuna opera.</p>
<p>Nel 1825 si reca a Parigi per rappresentare “Il Viaggio a Reims” in occasione dell’incoronazione di Carlo X. Decide quindi di restare nella capitale francese, dove si impegna a “sfornare” cinque opere nel giro di dieci anni. Dal 1831 comincia per Rossini un periodo difficile di malattia, alleviato dalle cure di Olympe Pellissier, che di lui si innamora. Siccome lo stato di salute peggiora giorno dopo giorno, la vena musicale di Rossini comincia ad esaurirsi.</p>
<p>Ritornato in Italia, il maestro trascorre qui pochi anni tormentati prima di raggiungere nuovamente Parigi. Qui compone altre opere musicali e recupera l’entusiasmo perduto. Nel 1868, dopo due operazioni chirurgiche, la salute ricomincia a destare preoccupazione. Il 13 Novembre dello stesso anno, il compositore muore. Più tardi, nel 1887, la salma viene trasferita nella chiesa di S. Croce a Firenze, dove attualmente si trova.</p>
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		<title>Luca Pitteri, &#8220;La Musica? E&#8217; La Mia Stessa Vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 08:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/LP-1-colore-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Pitteri, &quot;La Musica? E&#039; La Mia Stessa Vita&quot;" title="Luca Pitteri, &quot;La Musica? E&#039; La Mia Stessa Vita&quot;" /></p>Luca Pitteri, insegnante di canto diplomatosi brillantemente in pianoforte presso il Conservatorio “B.Marcello” di Venezia, è un musicista, pianista, direttore del Venice Gospel Ensemble, collaboratore di Vessicchio e dell&#8217;illustre fonistra Dr. Fussi e preparatore vocale di numerose trasmissioni televisive. E&#8217; un volto noto al grande pubblico poiché insegnante nella trasmissione televisiva &#8220;Io Canto&#8221; e insegnante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/LP-1-colore-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Pitteri, &quot;La Musica? E&#039; La Mia Stessa Vita&quot;" title="Luca Pitteri, &quot;La Musica? E&#039; La Mia Stessa Vita&quot;" /></p><p><strong>Luca Pitteri, </strong>insegnante di canto diplomatosi brillantemente in pianoforte presso il Conservatorio “B.Marcello” di Venezia, è un musicista, pianista, direttore del Venice Gospel Ensemble, collaboratore di Vessicchio e dell&#8217;illustre fonistra Dr. Fussi e preparatore vocale di numerose trasmissioni televisive. E&#8217; un volto noto al grande pubblico poiché insegnante nella trasmissione televisiva &#8220;Io Canto&#8221; e insegnante nella trasmissione di  &#8220;Amici&#8221; di Maria De Filippi, tra il 2001 e il 2007.<img class="alignright size-full wp-image-6084" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/LP-1-colore.jpg" alt="" width="426" height="640" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Luca Pitteri?</strong></span></p>
<p>Boh.. uno che cerca di diventare migliore..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il percorso che ti ha condotto ad essere: Luca Pitteri “maestro di canto”?</strong></span></p>
<p>Ho studiato pianoforte e composizione ed ho insegnato dapprima queste materie. Poi, dopo anni di attività corale come esecutore, direttore e arrangiatore vocale, sia in ambito classico che jazz e pop, ho iniziato ad insegnare canto moderno, quasi in concomitanza con l’invito di partecipare alla trasmissione tv “Saranno Famosi” (come inizialmente si chiamava l’attuale “Amici” di Maria De Filippi)</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Ad un libro sul canto moderno. Un metodo che è la summa di tutte le mie esperienze musicali e didattiche in questo settore. Per lo più insegno, ma continuo a studiare direzione d&#8217;orchestra ed ho in progetto di scrivere un musical. L&#8217;essere insegnante per me, è la conseguenza del mio essere musicista a 360° e pertanto, a volte, mi sta un po&#8217; stretto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha lasciato l’esperienza vissuta ad “Amici”?</strong></span></p>
<p>E&#8217; stata indubbiamente la più importante esperienza professionale della mia vita, molto controversa, ma anche molto formativa nell&#8217;impatto che la mia cultura musicale ha avuto, col mondo della televisione e le sue contraddizioni. Credo mi abbia fatto capire il valore della comunicazione immediata e mi abbia fatto scoprire  di avere questa qualità ancora inespressa, sepolta sotto gli atteggiamenti snobisticamente intellettuali di chi veniva come me, appunto, da una&#8217;educazione accademica. Mi ha insegnato anche ad essere un po&#8217; meno prudente, a buttarmi di più senza esagerare nel perfezionismo, che a volte può essere una forma di masturbazione narcisistica o di nevrosi. I tempi della televisione sono senza pietà: presto e bene.. o quantomeno in maniera accettabile..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei il maestro di canto della trasmissione “Io Canto”. Ci racconti com’è lavorare a stretto contatto con i bambini di diverse età?</strong></span></p>
<p>Molto bello. Ho scoperto un mondo emotivo ed un&#8217;intelligenza che non immaginavo appartenesse a bambini di quest&#8217;età.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ne pensi dei talent?</strong></span></p>
<p>Il discorso è complesso e articolato. In effetti, allo stato attuale, sembra l&#8217;unica chance per arrivare a suscitare l’interesse della discografia e quindi, porte aperte per una diffusione del proprio progetto.</p>
<p>Ma la televisione è una brutta bestia ed ha logiche tutte sue con cui dobbiamo convivere, se vogliamo tenerla in considerazione. Innanzitutto la televisione ha l&#8217;obbligo di rivolgersi ad una massa, pertanto è difficile che un cast sia fatto tutto dai migliori elementi in circolazione, altrimenti come ci si potrebbe identificare da casa? Penso alla formula di X-Factor: come si può prendere un fuoriclasse che alla prima puntata o alla seconda o alla terza, rischia di essere mandato a casa? E questa è una riflessione che ognuno potrebbe e dovrebbe fare. Per ciò che riguarda la loro utilità,  non so.. bisognerebbe aspettare qualche anno per vedere se i Talent sono utili ai ragazzi o sono piuttosto i ragazzi ad essere utili ai Talent. La perplessità nasce dal fatto che, le già poche risorse della discografia attuale, devono per forza riversarsi sugli ultimi prodotti usciti.  E se i programmi tv devono sopravvivere, l&#8217;anno dopo ce ne saranno altri e l&#8217;anno dopo altri ancora.. Il rischio è quindi che, se ci saranno soldi (pochi) da spendere  in promozione, spazi televisivi, dischi da fare, questi non saranno mai destinati in grande quantità ai “vecchi” prodotti, a meno che non ci siano personalità artistiche di grande livello&#8230; ma esiste oggi una cultura che consente agli artisti uno spessore di questo tipo? Qualche perplessità è naturale, spero ovviamente di sbagliarmi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il consiglio principale che suggerisci a chi vorrebbe avvicinarsi alla musica?</strong></span></p>
<p>Di farla per il piacere di farla, per le emozioni che può regalare e di non pensare al successo… mai!! E per molti motivi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di rapporto instauri con i tuoi allievi?</strong></span></p>
<p>Molto confidenziale, ma credo basato sulla stima e il rispetto che ci si deve meritare coi fatti ed il carisma.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stato il momento, durante la tua carriera, che ti ha dato maggiori soddisfazioni?</strong></span></p>
<p>Mah.. non ce n&#8217;è uno in particolare. L&#8217;esperienza di “Amici” è stata sicuramente la più importante e formativa, nel bene e nel male.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quello che vorresti dimenticare?</strong></span></p>
<p>Certe incomprensioni ed alcune profonde diversità di vedute proprio in quell&#8217;ambiente. Ma anche il periodo del diploma è stato un incubo. Erano appena mancati i miei genitori e l&#8217;ho vissuto in uno stato psicologico assai precario.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa è per te la musica?</strong></span></p>
<p>La mia stessa vita. Uno strumento che ha accompagnato la mia crescita come uomo, prima ancora che come artista. E&#8217; ciò che mi ha consentito di esplorare zone profonde ed oscure della mia anima. Le gioie che mi ha dato la musica sono incomparabili. Mi sento un po&#8217; come un prete per il suo Dio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se la tua vita fosse una canzone, quale sarebbe?</strong></span></p>
<p>“I treni a vapore” di Fossati.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ricordi qualche episodio della tua infanzia, durante il quale, la passione per la musica, è iniziata a farsi sentire sempre più forte?</strong></span></p>
<p>Ho iniziato fin da piccolo ad ascoltare musica black. I miei mi hanno regalato dischi di Wilson Pickett e Rocky Roberts. Poi mi sono appassionato ad Elton John. Ma lo studio della musica, l&#8217;incontro con la classica e la sensazione che questo era l&#8217;amore della mia vita e che l&#8217;avrei fatto per sempre, è arrivata solo a 16 anni.</p>
<p><strong> </strong><span style="color: #800000"><strong>Se dovessi definire in modo estremamente sintetico la tua vita, quali sarebbero le tre parole che sceglieresti?</strong></span></p>
<p>“Ogni cosa a suo posto”, sono cinque va bene lo stesso?? Sette se aggiungo “per ora!!”</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcosa che non hai fatto e che invece avresti voluto fare?</strong></span></p>
<p>A tutt&#8217;oggi inseguo il sogno di suonare, dirigere e comporre, sempre di musica si tratta e continuo a studiare e ad investire denaro, tempo ed energie per questo. Poi, forse, mi piacerebbe viaggiare un po&#8217; di più per piacere e non solo per lavoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono stati dei momenti di difficoltà durante il tuo percorso professionale e privato? </strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Certo, ci sono stati veri momenti tragici. Dalla morte dei miei genitori a crisi esistenziali molto forti, dubbi e incertezze sul mio percorso professionale. L&#8217;ultimo, è stata una grave malattia lo scorso anno. Ma in fondo, mi guardo indietro e vedo che i momenti di sofferenza sono quelli in cui sono cresciuto veramente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ti è stato vicino e chi o cosa ti ha aiutato a superarli?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sono stato spesso solo e  per lo più da solo me ne sono tirato fuori,  ma ho anche sempre avuto la fortuna di essere molto amato e ben voluto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per te la felicità?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Un attimo di grande intensità emotiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Se fossi un pianeta: </em>Terra assolutamente</p>
<p><em>Una parola di 5 lettere che comincia con la A:</em> Aiuto</p>
<p><em>Rimpianti o rimorsi? </em>Rimorsi senza dubbio!!</p>
<p><em>Descriviti in tre aggettivi:</em> Appassionato, curioso, riflessivo</p>
<p><em>Ti guardi allo specchio e …..</em> Ossignore sto invecchiando!!</p>
<p><em>Presente, passato o futuro?</em> Nessuna delle tre, ma se devo scegliere PASSATO</p>
<p><em>Se fossi un supereroe saresti: </em>Boh.. Luca Pitteri</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> Probabilmente la morte e il nulla</p>
<p><em>La persona che stimi di più: </em>La mia ragazza</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lorenzo Visi E L&#8217;Arte Della Comunicazione</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 08:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Lorenzo-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Lorenzo Visi E L&#039;Arte Della Comunicazione" title="Lorenzo Visi E L&#039;Arte Della Comunicazione" /></p>Lorenzo Visi ama definirsi un “comunicatore”. E’ una persona ricca di esperienza, con i suoi 27 anni nel settore delle comunicazioni. Realizza tv e radio personalizzate per aziende, segue progetti multimediali per associazioni legate alla Comunità Europea, cura contenuti giornalistici per siti internet, segue un ufficio stampa e insegna comunicazione radiofonica e televisiva al Liceo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Lorenzo-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Lorenzo Visi E L&#039;Arte Della Comunicazione" title="Lorenzo Visi E L&#039;Arte Della Comunicazione" /></p><p style="text-align: center"><strong>Lorenzo Visi</strong> ama definirsi un “comunicatore”. E’ una persona ricca di esperienza, con i suoi 27 anni nel settore delle comunicazioni. Realizza tv e radio personalizzate per aziende, segue progetti multimediali per associazioni legate alla Comunità Europea, cura contenuti giornalistici per siti internet, segue un ufficio stampa e insegna comunicazione radiofonica e televisiva al Liceo Classico Perticari di Senigallia. <img class="size-full wp-image-6080 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Lorenzo.jpg" alt="" width="604" height="404" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Lorenzo Visi?</strong></span></p>
<p>Diciamo….un comunicatore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è per te la comunicazione?</strong></span></p>
<p>Un traguardo. Il fine da raggiungere per chiarire una posizione, un pensiero, una qualità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di cosa ti occupi precisamente?</strong></span></p>
<p>Fondamentalmente mi avvalgo della tecnologia per raggiungere e far raggiungere degli obiettivi: realizzo radio e tv personalizzate per aziende, seguo progetti multimediali per associazioni legate alla Comunità Europea, curo contenuti giornalistici per siti internet, seguo un ufficio stampa e insegno comunicazione radiofonica e televisiva al Liceo Classico Perticari di Senigallia (AN).</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa trasmette la radio che la televisione non riesce a trasmettere?</strong></span></p>
<p>Una volta ti avrei risposto la fantasia, l’immaginazione, il sogno. Oggi, dopo 27 anni di esperienza ti dico: trasmette una filosofia di vita alternativa. Un rifugio per l’anima. Poi ci sono anche molte stupidaggini ma quelle, come per la televisione generalista, si può scegliere di non ascoltarle. La più grande rivoluzione di questo secolo secondo me, resta il telecomando.<br />
Con lui diventi vittima, ma anche carnefice di programmazioni per cui si pianificano investimenti milionari. Spesso purtroppo, si è solo vittime.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che obiettivi intendi perseguire con i corsi di comunicazione radiofonica che si svolgono nelle scuole?</strong></span></p>
<p>Vorrei far passare un messaggio nuovo: ogni individuo oggi può crearsi una radio sul web senza spendere praticamente nulla. L’importante è capire cosa metterci dentro e se un ragazzo tra i sedici e i diciotto anni si fa una radio propria in cui parla anche solo del suo quartiere, per me è una grande vittoria. Lo streaming sta al web come la modulazione di frequenza sta all’etere, solo con un margine di creatività e libertà che l’fm non ti da più.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di riscontro hai ottenuto dai ragazzi?</strong></span></p>
<p>Al di sopra delle mie aspettative. Ormai sono 5 anni che tengo questo corso e alcuni degli allievi sono anche arrivati ad un’esperienza nella radio tradizionale. La loro passione e il loro interesse mi travolgono ogni volta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa è nata l’idea di organizzare corsi di comunicazione nei Paesi del Mediterraneo?</strong></span></p>
<p>Da uno dei progetti che ho seguito per l’Anna Lindh Foundation. La scorsa estate abbiamo realizzato un training sulla comunicazione sociale attraverso i social network e le web tv. 27 persone provenienti da Inghilterra, Portogallo, Spagna, Egitto, Marocco, Israele e Palestina hanno studiato i linguaggi televisivi, il montaggio video e le forme di giornalismo etico. Ti assicuro che vedere fianco a fianco israeliani e palestinesi che si aiutavano in questo progetto, è stato davvero emozionante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>In questo momento seguo dei ragazzi a Bruxelles di una nuova associazione che si chiama ECEPAA. Con loro svolgo un lavoro di editoria vera e propria. Una volta al giorno su planetafrica.tv producono un video notiziario e raccontano la loro esperienza di tirocinanti del Progetto Leonardo Da Vinci.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi progetti futuri, i tuoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Scelgo la busta numero due.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a conciliare i tuoi numerosi impegni lavorativi con la tua vita privata?</strong></span></p>
<p>Divido in compartimenti stagni. Una volta che ho spento i computer non ne voglio più sentir parlare fino al giorno dopo. Purtroppo qualche volte il pc lo spengo a mezzanotte…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti avvali dell’aiuto di qualche collaboratore?</strong></span></p>
<p>Sì. Non ho mai avuto paura di chiedere aiuto. Non sono per la filosofia “One man show”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale pensi sia il tuo talento?</strong></span></p>
<p>La curiosità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come sei in famiglia?</strong></span></p>
<p>Pigro, se faccio il terribile sbaglio di mettermi in ciabatte, non mi farebbe uscire di casa neppure un eclisse.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi hobby?</strong></span></p>
<p>Tento di migliorarmi a tennis e adoro andare in moto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa cerchi dalla vita?</strong></span></p>
<p>La serenità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se dovessi darti un voto, che voto ti daresti come professionista e come persona?</strong></span></p>
<p>Alla fine vuoi proprio mettermi con le spalle al muro vero? Come professionista direi 8.<br />
Come persona c’è chi dice…………ma anche chi dice…….</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nelson Mandela</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 10:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="273" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/nelson_mandela-273x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nelson Mandela, presidente del Sudafrica" title="Nelson Mandela, presidente del Sudafrica" /></p>Fervente politico sudafricano, Nelson Mandela è il simbolo delle libertà africana dalla vergognosa realtà dell’apartheid. Nato a Mvazo il 18 Luglio 1918, Nelson Mandela comincia abbastanza presto l’attività politica a sostegno del suo Paese, all’interno di movimenti contro l’apartheid. A ventidue anni la famiglia e la tribù cui appartiene gli impongono il matrimonio con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="273" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/nelson_mandela-273x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nelson Mandela, presidente del Sudafrica" title="Nelson Mandela, presidente del Sudafrica" /></p><p>Fervente politico sudafricano, <a rel="nofollow" title="nelson mandela" href="http://www.ovo.com/nelson-mandela" target="_blank">Nelson Mandela</a> è il simbolo delle libertà africana dalla vergognosa realtà dell’apartheid. Nato a Mvazo il 18 Luglio 1918,<strong> Nelson Mandela </strong>comincia abbastanza presto l’attività politica a sostegno del suo Paese, all’interno di movimenti contro l’apartheid.</p>
<p>A ventidue anni la famiglia e la tribù cui appartiene gli impongono il matrimonio con una ragazza scelta dal capo tribù.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-6065" title="Biografia Vita e Storia di Nelson Mandela" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/nelson_mandela.jpg" alt="Biografia Vita e Storia di Nelson Mandela" width="350" height="461" /></p>
<p>Opponendosi a questa scelta, Nelson Mandela scappa via dalla famiglia, ed insieme al cugino raggiunge la città di Johannesburg.</p>
<p>Laureatosi in legge, Mandela apre con l’avvocato Oliver Tampo un ufficio legale nel quale forniscono assistenza gratuita ai neri che hanno bisogno di essere difesi. Nel 1942 Nelson Mandela fonda l’associazione Youth Leaugue, ed entra a far parte dell’African National Congress (ANC), a fianco del quale partecipa ad una campagna di resistenza al Partito Nazionale, che intanto è al potere.</p>
<p>Nell’assemblea popolare dell’ANC del 1955, viene stilata la Carta delle Libertà. Coinvolto nelle guerriglie ed accusato di tradimento, Mandela viene arrestato. Il successivo processo assolve tutti gli imputati. Divenuto co-fondatore e comandante della fazione armata dell’ANC, nel 1961 Nelson Mandela guida un’accesa campagna contro il governo, per eliminare l’apartheid, attraverso una vera e propria strategia militare di guerriglia armata.</p>
<p>Nel 1962 la polizia arresta Nelson Mandela, accusandolo di incitamento allo sciopero e viaggi illegali all’estero, e rimane in carcere per ben cinque anni. Nello stesso periodo vengono arrestati altri capi attivisti dell’ANC, ritenuti responsabili di sabotaggio ed altri gravi reati contro lo Stato. Anche Mandela rientra tra questi.</p>
<p>Nei successivi ventisei anni, il politico sudafricano non smette mai di combattere contro l’apartheid, e lo slogan “Nelson Mandela libero” riecheggia in tutto il mondo. Nelson Mandela resta in carcere fino a Febbraio 1990. Viene rilasciato, su insistenza dell’ANC e dell’intera comunità internazionale, l’11 Febbraio. Nel 1993 gli viene assegnato il Premio Nobel per la pace.</p>
<p>Una volta libero, Mandela diventa Presidente dell’ANC dal 1994 al 1999. Il suo obiettivo principale è ottenere la riconciliazione a livello nazionale ed internazionale. Con questo scopo istituisce un Tribunale speciale, denominato “Commissione per la Verità e la riconciliazione”. Durante il mandato Nelson Mandela viene criticato per alcuni suoi sbagli, lui stesso ammette di aver commesso qualche errore di valutazione, per esempio riguardo alla diffusione dell’Aids.</p>
<p>Nel 1999 Mandela abbandona la presidenza, proseguendo però la sua attività a sostegno dei diritti sociali, umani e civili. Numerosi sono i titoli e le onorificenze che gli vengono attribuiti. Nel 2004 Mandela annuncia di volersi ritirare dall’attività politica. Il Presidente sudafricano si è sposato per ben tre volte, l’ultima ad ottanta anni. A Soweto sorge il Mandela Family Museum.</p>
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		<title>Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 11:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="225" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Chiodaroli2-225x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile" title="Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile" /></p>Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile che nasce come  acrobata di strada, clown e mangiafuoco. Porta in scena personaggi surreali, energici e folli, tra i quali Mariano, il ladro di macchine e picchiatore dal cuore d’oro, nella sitcom “Belli dentro” in onda su canale 5. Una persona mai banale nè convenzionale, sempre aperta a nuove sfide [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="225" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Chiodaroli2-225x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile" title="Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile" /></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-6061" title="Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Chiodaroli2.jpeg" alt="Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile" width="300" height="400" />Stefano Chiodaroli, un comico irresistibile che nasce come  acrobata di strada, clown e mangiafuoco. Porta in scena personaggi surreali, energici e folli, tra i quali Mariano, il ladro di macchine e picchiatore dal cuore d’oro, nella sitcom “Belli dentro” in onda su canale 5. Una persona mai banale nè convenzionale, sempre aperta a nuove sfide professionali.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Stefano come e quando ha avuto inizio la tua carriera di comico?</strong></span></p>
<p>E’ iniziata nel 1988, cominciai facendo il clown ed il mangiafuoco.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A quale personaggio interpretato, sei più legato? </strong></span></p>
<p>Il panettiere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa pensi della comicità italiana?</strong></span></p>
<p>Sono del parere che le cose migliori siano quelle lontano dal business, perche sono quelle più vere. Zelig e Colorado sono diventati la canzonissima della risata.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Oltre ad essere un comico sei anche un attore, raccontaci di quest’ultima esperienza.</strong></span></p>
<p>Si, ho interpretato un ruolo drammatico  nell’ultimo film di Michele Placido “I fiori del male”, che narra la vicenda criminale del bandito milanese Renato Vallanzasca.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come vivi la notorietà?</strong></span></p>
<p>Con distacco, mi fa piacere ma senza paranoia.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Sentimentalmente sei legato a qualcuno? E come riesci a catturare l’attenzione delle donne? Facendo lo spiritoso o la persona seria?</strong></span></p>
<p>Sono legato a mia moglie. Generalmente penso che sia meglio essere sempre se stessi, se poi uno è naturalmente spiritoso o serio,  meglio per lui.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quale pensi sia il tuo talento?</strong></span></p>
<p>Il coraggio.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>La comicità ha fatto sempre parte di te, anche quando eri più piccolo?</strong></span></p>
<p>Si, insieme alla vanità di far ridere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>“La comicità è arte genetica”. Quanto sei d’accordo con questa citazione di Paolo Villaggio?</strong></span></p>
<p>Condivido in pieno questa citazione.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perché?</strong></span></p>
<p>“Il gladiatore”, perchè non avevo veramente nulla, se non il mio talento e l’affetto dei miei genitori.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Che tipo di rapporto hai instaurato con i tuoi fans?</strong></span></p>
<p>Sono sempre stato diretto e leale nei miei rapporti con loro.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quanto ti aiuta la comicità nella quotidianità? </strong></span></p>
<p>Sinceramente non mi aiuta per nulla. Sono del parere che aiuta di più la notorietà.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Oggi, quanto è difficile emergere per un comico? E quali sono le difficoltà che ci si trova di fronte? </strong></span></p>
<p>Oggi come oggi, è difficilissimo emergere, ma lo è ancora di più permanere nella  NOTORIETA’.   Se uno è originale, si scontra contro il gusto basso e popolare, imposto da programmi come Zelig e Colorado.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>E</strong> <strong>tu, quali sono le difficoltà che hai incontrato e in che modo sei riuscito ad affrontarle?</strong></span></p>
<p>Il peggiore nemico è stata la mia emotività, che mi ha portato a compiere diversi errori. Nel percorso di miglioramento personale, non esiste la parola fine.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali sono i tuoi hobby e le tue passioni?</strong></span></p>
<p>Sono appassionato di trekking e ciclismo, amo le letture storiche e l’astronomia.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p>Piatto preferito: Filetto</p>
<p>Se fossi una stagione: <em>I</em>nverno</p>
<p>Film preferito: Ghost dog</p>
<p>Cosa canti sotto la doccia? Personal Jesus</p>
<p>Cosa ti fa più paura? La paura</p>
<p>Il viaggio che vorresti fare: Parigi &#8211; Pechino in treno</p>
<p>Rimpianti o rimorsi ? Rimpiango il tempo perso ad odiare</p>
<p>Il posto del cuore:  Una collinetta vicino a Varese</p>
<p>Tre oggetti che porteresti con te su un’isola deserta: Un accendino, un pugnale, un  fucile</p>
<p>Il tuo più bel ricordo: La mano di mio papà che stringe la mia,  durante la processione del Corpus Domini</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alessio Chiodini, &#8220;Il Sogno Della Mia Vita? Fare L&#8217;Attore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="203" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/380510_2982024438178_1488975359_32950589_617049340_n-203x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessio Chiodini, &quot;Il Sogno Della Mia Vita? Fare L&#039;Attore&quot;" title="Alessio Chiodini, &quot;Il Sogno Della Mia Vita? Fare L&#039;Attore&quot;" /></p>Alessio Chiodini, nonostante la sua giovane età, è un ragazzo maturo che ha avuto la fortuna di fare nella vita quello che più desiderava: l’attore. Ha preso parte ai “Cesaroni”, “Life Bites”, “La ladra” e in molteplici spettacoli teatrali. Il successo non lo ha cambiato,  è rimasto il ragazzo di sempre, a volte persino timido: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="203" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/380510_2982024438178_1488975359_32950589_617049340_n-203x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessio Chiodini, &quot;Il Sogno Della Mia Vita? Fare L&#039;Attore&quot;" title="Alessio Chiodini, &quot;Il Sogno Della Mia Vita? Fare L&#039;Attore&quot;" /></p><p><strong>Alessio Chiodini, </strong>nonostante la sua giovane età, è un ragazzo maturo che ha avuto la fortuna di fare nella vita quello che più desiderava: l’attore. Ha preso parte ai “Cesaroni”, “Life Bites”, “La ladra” e in molteplici spettacoli teatrali. Il successo non lo ha cambiato,  è rimasto il ragazzo di sempre, a volte persino timido: “sono un ragazzo abbastanza equilibrato, non mi sono mai montato la testa, so come va questo mestiere: oggi sei portato in cielo, domani rischi di essere dimenticato, è un altalena”.<img class="alignright size-full wp-image-6053" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/380510_2982024438178_1488975359_32950589_617049340_n.jpg" alt="" width="424" height="625" /><strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Alessio, cosa significa per te recitare?</strong></span></p>
<p>E&#8217; ciò che nella vita mi ha dato più soddisfazione e amore per me stesso. La considero la cosa che più di tutte mi fa sentire vivo.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stata (se c’è stata) la critica più impietosa che ti hanno rivolto?</strong></span></p>
<p>Devo ammettere che nella mia giovane vita da attore, di critiche pesanti non ne ho mai ricevute, sia a livello televisivo che teatrale. Di solito sono proprio io ad essere il più grande critico di me stesso; ricordo tuttavia che, alla fine di uno dei miei ultimi spettacoli, in cui interpretavo il ruolo di protagonista, un ruolo difficile, distante dal mio vissuto e dai miei canoni e attitudini attoriali, alcuni dei miei colleghi e insegnanti d&#8217; accademia, mi accusarono di aver reso quel personaggio a tratti caricaturale e questo mi fece un po’ male, vista la fatica e l&#8217;impegno investiti. Do molta importanza alle critiche, purchè siano esse costruttive e intelligenti, ai fini della mia crescita.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale, tra i personaggi da te interpretati, è stato più problematico da rappresentare?</strong></span></p>
<p>Direi proprio il personaggio a cui facevo riferimento nella domanda precedente: si chiama Eddy, è un cowboy americano innamorato pazzamente della sorellastra, sin dai tempi delle scuole, quando ancora non sapeva della parentela, nascosta dalla segreta doppia vita familiare di un padre alcolizzato. Un quadro davvero affascinante, degno della penna di Sam Sephard  e del suo bellissimo testo, chiamato &#8220;Pazzo d&#8217;amore&#8221;.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quale invece, hai trovato più adatto alle tue corde?</strong></span></p>
<p>Da amante della commedia, posso dire che molti dei ruoli comici interpretati in passato, possono essere considerati nelle mie corde; sicuramente il ruolo di Lorenzo ( La ladra) e Luca (Vacanze di Natale a Cortina), sono quelli che più si avvicinano alla mia personalità e al mio vissuto, quindi risultati più facili da rappresentare.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le qualità che un giovane dovrebbe possedere per andare avanti attualmente?</strong></span></p>
<p>Direi entusiasmo, umiltà, ma soprattutto gioia per quello che si fa. Noto che molti dei miei coetanei, hanno la tendenza nel buttarsi a capofitto in situazioni di studio o di lavoro, senza chiedersi prima se veramente è quello che desiderano o sperano di ottenere dalla propria vita, io ho sempre voluto evitare questi tipi di atteggiamenti  ed è grazie a questo, che oggi posso dire di aver iniziato un percorso che ho sognato da sempre.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i valori che non hai mai messo in discussione?</strong></span></p>
<p>Sono un ragazzo abbastanza equilibrato, non mi sono mai montato la testa, so come va questo mestiere: oggi sei portato in cielo, domani rischi di essere dimenticato, è un altalena e non parlo della gente che ti guarda, ma degli addetti ai lavori soprattutto. L&#8217;umiltà è alla base.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Aspetti positivi e negativi del tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Direi di aver già risposto in parte nella domanda precedente, è un mestiere fantasioso, un gioco che ti permette di spegnere la tua vita a intervalli completi, gettandoti a capofitto in altri corpi e in altre situazioni, nulla è pari a questo, penso. Di contro c&#8217;è che, poiché si tratta di una bellissima giostra, di gente che ci vuole salire sopra ce n&#8217;è moltissima e spesso qualcuno ci sale senza pagare il biglietto.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Amo trascorrere il tempo libero con i miei amici, la mia ragazza e facendo sport, in particolare il calcio, che amo da tutta la vita, la mia seconda più grande passione. Inoltre, se mi capita di avere le mattinate libere, difficilmente riesco a staccarmi con facilità dal mio letto, con il quale ho da sempre una relazione ultrapassionale.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti comporti in famiglia?</strong></span></p>
<p>La mia è una bella famiglia, unita e numerosa. Siamo in 5 sotto un tetto, ho un fratello ed una sorella minori ed io cerco sempre di dare il mio contributo per aiutare, quando vengo chiamato in causa dai miei genitori, ai quali devo tutto.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Avresti mai pensato che la tua vita sarebbe andata in questo modo?</strong></span></p>
<p>Sinceramente non credevo che sarei diventato un attore, forse perchè l’ho sempre sognato ed essendo un tipo realista e a volte un po’ pessimista, non me lo sarei mai immaginato.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Il mio unico sogno è che questo rimanga il mio mestiere per sempre, che questo percorso non si interrompa mai, per niente e nessuno e che mi consenta un domani, se riuscirò a mettere su famiglia (cosa a cui ambisco), di garantire il pane ai miei figli.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei rimasto il ragazzo di sempre o la notorietà ti ha cambiato?</strong></span></p>
<p>Credo, anche per testimonianza di chi mi circonda e conosce da più tempo, di non essere cambiato in peggio, semmai migliorato a livello di maturità e cultura. Questo è un mestiere che ti insegna anche molto. Mi imbarazza quando capita che qualcuno mi guardi e mi riconosca. Riesco ad essere molto timido a volte e quando è successo che qualcuno si è avvicinato per accertarsi che fossi io quel ragazzo, sono diventato rosso come un peperone.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il tuo percorso professionale in tre tappe:</strong></span></p>
<p>Accademia di recitazione TEATROSENZATEMPO &#8211; LA LADRA &#8211; VACANZE DI NATALE A CORTINA (in parole povere: teatro, tv e cinema).<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Una sera a cena con….</em> Keira knightley</p>
<p><em>Personaggio storico: </em>Giulio Cesare</p>
<p><em>Tre ingredienti essenziali nella vita:</em> Famiglia- salute- soldi (purtroppo)</p>
<p><em>Per cosa vale la pena combattere?</em> Passione</p>
<p><em>L’oggetto più inutile: </em>I cuscinetti sopra il letto</p>
<p><em>L’oggetto a cui sei più legato: </em>Un vecchio giocattolo di Woody (Toy story)</p>
<p><em>Attore preferito: </em>Favino</p>
<p><em>Cosa è per te la felicità?</em> Non avere pensieri</p>
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		<title>Heinrich Rudolf Hertz</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="224" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Heinrich-Rudolf-Hertz-224x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Heinrich Rudolf Hertz" title="Heinrich Rudolf Hertz" /></p>Heinrich Rudolf Hertz è stato il primo a dimostrare le onde elettromagnetiche. Nato ad Amburgo nel 1857, lo studioso Hertz mostra fin da ragazzo la sua particolare predisposizione per lo studio delle scienze delle lingue straniere. All’Università, che frequenta a Berlino, ha la fortuna di avere tra i suoi professori gli scienziati Kirchhoff ed Helmholtz. Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="224" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Heinrich-Rudolf-Hertz-224x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Heinrich Rudolf Hertz" title="Heinrich Rudolf Hertz" /></p><p><img class="alignleft size-large wp-image-6035" title="Heinrich Rudolf Hertz" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Heinrich-Rudolf-Hertz-764x1024.jpg" alt="Heinrich Rudolf Hertz" width="432" height="614" /> <strong> </strong></p>
<p><strong>Heinrich Rudolf Hertz</strong> è stato il primo a dimostrare le onde elettromagnetiche.</p>
<p>Nato ad Amburgo nel 1857, lo studioso <strong>Hertz</strong> mostra fin da ragazzo la sua particolare predisposizione per lo studio delle scienze delle lingue straniere.</p>
<p>All’Università, che frequenta a Berlino, ha la fortuna di avere tra i suoi professori gli scienziati Kirchhoff ed Helmholtz. Dopo aver conseguito la laurea, si dedica con passione alla carriera universitaria, rivestendo il ruolo di direttore di fisica teorica.</p>
<p><strong>Heinrich Rudolph Hertz</strong> è noto per aver scoperto una particolare tipologia di onde elettromagnetiche, le stesse che più tardi Guglielmo Marconi utilizza nell’ingegnosa invenzione della radiotelegrafia.</p>
<p>In precedenza, il fisico inglese Carl Maxwell aveva studiato ipotizzato l’esistenza di tali onde, studiandone la caratteristiche, ma soltanto a livello teorico. Le “onde hertziane” hanno le stesse proprietà di quelle luminose: si muovono alla medesima velocità (300 mila km. al secondo), danno vita ai fenomeni di rifrazione, interferenza, polarizzazione.</p>
<p>Hertz raggiunge la popolarità nel campo della fisica a partire dal 1880, quando pubblica uno studio riguardante l’elettricità in movimento, in particolare sull’inerzia.</p>
<p>Nel 1887, chiamato a far parte della Royal Society di Londra, lo studioso tedesco fornisce la dimostrazione pratica della teoria delle onde, il cui precursore è stato appunto Maxwell.</p>
<p>Ma Hertz aggiunge elementi importanti, quali la relazione esistente tra la luce e l’elettricità, il modo in cui le onde si propagano, le proprietà dei gas rarefatti. Ad Hertz, inoltre, si attribuisce il merito di aver prodotto oscillazioni di tre metri di lunghezza.</p>
<p>A tal fine, lo scienziato crea un apparecchio specifico, chiamato appunto “oscillatore”. La rifrazione delle onde elettromagnetiche viene invece dimostrata tramite l’utilizzo di un prisma di pece.</p>
<p>Hertz scopre che gli oggetti carichi di elettricità perdono la carica quando li si espone ad una luce ultravioletta. Tale principio sarà poi ripreso e perfezionato da Albert Einstein.</p>
<p>Lo sperimentatore delle onde elettromagnetiche muore a Bonn nel 1894, all’età di trentasei anni. Nel 1925 suo nipote vince il Premio Nobel per la fisica. Sono trascorsi 155 anni dalla sua nascita.</p>
<p><strong>Biografia Vita e Storia di Heinrich Rudolf Hertz</strong></p>
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		<title>Joe T Vannelli, Grande Dj Italiano</title>
		<link>http://www.lintervista.it/joe-t-vannelli-grande-dj-italiano/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="242" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Joe-T-Vannelli-originale-242x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Joe T Vannelli, Grande Dj Italiano" title="Joe T Vannelli, Grande Dj Italiano" /></p>Joe T Vannelli è un disc jockey, produttore discografico remixer e speaker italiano. È tra i più famosi in Italia e nel mondo, per quanto riguarda la musica house. Mettere dischi è la sua missione, creare quello che non c’è e porsi ogni volta nuovi traguardi, sono i suoi obiettivi. E’ stato il primo italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="242" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Joe-T-Vannelli-originale-242x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Joe T Vannelli, Grande Dj Italiano" title="Joe T Vannelli, Grande Dj Italiano" /></p><p><strong>Joe T Vannelli </strong><span style="color: #000000">è </span><span style="color: #000000">un disc jockey, produttore discografico remixer e speaker italiano. È tra i più famosi in Italia e nel mondo, per quanto riguarda la musica house. Mettere dischi è la sua missione, creare quello che non c’è e porsi ogni volta nuovi traguardi, sono i suoi obiettivi. E’ stato il primo italiano a vincere i Dj Awards del Pacha di Ibiza, ha creato la sua one-night Supalova, ha remixato le migliori popstar e dj’s del mondo ed ha dato vita al suo radio show Slave To The Rhythm, autentico programma di culto per tutti gli adepti della house music. <img class="alignright size-large wp-image-6039" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Joe-T-Vannelli-originale-828x1024.jpg" alt="" width="497" height="614" /></span></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando e come è nata la tua passione per la musica?</strong></span><strong></strong></p>
<p>Alla fine degli anni settanta, quando ho iniziato a vendere dischi nel negozio di Elio Fiorucci, in via Torino a Milano. Nacque tutto così, poi arrivarono le prime serate in discoteca, in locali come il SìoSì. Ho appena rincontrato Fiorucci ad una sua festa: un grande artista, un grande genio, un grande appassionato di musica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando hai capito che fare il dj sarebbe diventata la tua professione?</strong></span></p>
<p>Ad inizio anni ottanta, grazie ad Alessandro Mossotti, grande giornalista e grande direttore di radio private. Con la sua radio Metropolis, ebbi il mio primo vero e sistematico spazio radiofonico, conducevo la mia classifica dance. Nello stesso periodo, si intensificarono le serate in discoteca: oltre al SìoSì, al Blu Notte e all’ After Dark.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ricordi la prima volta che hai remixato una canzone?</strong></span></p>
<p>Si trattò di un autentico esperimento: io ed il mo amico Daniele Sassi (poi voce di ‘Nonsolomoda’) ci dedicammo al remix di “Say Say Say” di Michael Jackson e Paul Mc Cartney, sia per proporlo alla loro casa discografica, la Emi, sia per avere una versione da dancefloor; era il 1985, all’ epoca un’ idea del genere suonava davvero avanguardistica, infatti la Emi la respinse. In ogni caso per me rappresentò la mia prima volta in uno studio di registrazione, quindi ne valse in ogni caso la pena.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il locale che più ti ha emozionato durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>L’ After Dark di Milano, dove ho suonato negli anni ottanta, dove si suonava musica per divertirsi e per far divertire il pubblico, in maniera naturale e spontanea.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Mi piace molto cucinare e soprattutto dedicarmi alla forma fisica. Vado in palestra tutti i giorni, ho appena acquistato una bicicletta high tech, anche per dare il mio contributo all’abbattimento delle emissioni di gas nocivi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è la città più bella che hai mai visitato?</strong></span></p>
<p>Difficile sceglierne una… Forse Rio De Janeiro con la spiaggia di Copacabana, New York, Miami, Tokio….</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali aggettivi useresti per descrivere il mondo delle discoteche?</strong></span></p>
<p>Irripetibile, fantasioso, ribelle.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? E quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Ho appena remixato i nuovi dischi di David Morales e Wally Lopez, fra poco mi dedicherò al nuovo rmx per il disco di Morillo e Skin. Nel frattempo continuo a dedicarmi alle mie serate in tutto il mondo, alla mia one-night Supalova, al mio radio-show ‘Slave To The Rhythm’ e al mio nuovo album, che uscirà il 12 dicembre 2012. Il 12.12.12…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 10 anni?</strong></span></p>
<p>Sempre con le cuffie, ma collegato ad un nuovo strumento non ancora inventato, che mi consenta di ascoltare musica e di crearla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Parlaci un po’ dell’Area Venezia. </strong></span></p>
<p>Come faccio a raccontare il locale più bello d’ Italia? Per me è stato amore a prima vista! Do già appuntamento a tutti per l’ ultimo sabato di settembre, per l’ inaugurazione della nuova stagione. Lo chiamerò Area Vannelli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale tuo pezzo sei più legato? E perché?</strong></span></p>
<p>Sono legato a tutti i miei dischi, anche perché ognuno mi ricorda momenti importanti. Penso ad esempio a ‘Play with the voice’ con Csilla, che mi ha consentito di effettuare la mia prima tournèe mondiale, ai brani con Eartha Kitt, Helen&amp;Terry, Matt Goss… E ovviamente a ‘Sweetest Day of May’, con il coro gospel registrato a New York, che mi costò soltanto di pizza, ben 2mila dollari!.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è un aspetto di te sconosciuto ai tuoi fans?</strong></span></p>
<p>Forse russo quando dormo. Forse.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come sei nel privato?</strong></span></p>
<p>Fantastico… Un guerriero fantastico anche in amore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se non fossi diventato un dj, cosa avresti fatto nella tua vita?</strong></span></p>
<p>Sarei diventato un chitarrista.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Puoi raccontarci un aneddoto curioso che ti è accaduto durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>Una notte di San Valentino un magnate russo mi chiese di suonare soltanto per lui e la sua fidanzata. Ringraziai per l’ offerta, ma declinai l’ invito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio daresti a chi desidera intraprendere la tua stessa strada?</strong></span></p>
<p>Di lasciar perdere! Scherzo… Posso soltanto suggerire a tutti di credere sempre in se stessi, di non mollare mai, di sapersi divertire anche e soprattutto con la testa, di non esagerare mai e saper capire quando è il momento di fermarsi e fare un passo indietro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span><strong></strong></p>
<p><em>L’oggetto che non butterai mai: </em> Il cervello</p>
<p><em>La collezione:<strong> </strong></em>L’ hard disk che mi è stato regalato a Natale con 150mila brani, molti inediti, molto bootlegati live</p>
<p><em>Il posto del cuore: </em>La mia casa</p>
<p><em>Capo d’abbigliamento preferito:</em> Maglietta con collo a “v” che consenta il movimento smanicabile</p>
<p><em>Supereroe preferito: </em>Batman</p>
<p><em>Ieri, oggi o domani: </em>passato, presente, futuro</p>
<p><em>Che cosa fa girare il mondo? </em>L’ amore</p>
<p><em>Se fossi una città: </em>San Francisco</p>
<p><em>Pensieri o parole?</em> Parole</p>
<p><em>Penna o computer? </em>Ahimè computer. Più creativo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Paolo Genovese, Regista Italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="201" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/37184_1654396410364_1550673513_1612912_2806705_n-201x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Paolo Genovese, Regista Italiano" title="Paolo Genovese, Regista Italiano" /></p>Paolo Genovese, regista italiano, dedica tutta la sua vita alla sua passione e al suo lavoro: la regia. “La banda dei Babbi Natale”, “Questa notte è ancora nostra”, “Nessun messaggio in segreteria”, sono solo alcuni dei film diretti da lui, fino a “Immaturi: il viaggio”, sequel di “Immaturi”, uscito da poco nelle sale , già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="201" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/37184_1654396410364_1550673513_1612912_2806705_n-201x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Paolo Genovese, Regista Italiano" title="Paolo Genovese, Regista Italiano" /></p><p>Paolo Genovese, regista italiano, dedica tutta la sua vita alla sua passione e al suo lavoro: la regia. “La banda dei Babbi Natale”, “Questa notte è ancora nostra”, “Nessun messaggio in segreteria”, sono solo alcuni dei film diretti da lui, fino a “Immaturi: il viaggio”, sequel di “Immaturi”, uscito da poco nelle sale , già riconfermato uno dei più grandi successi cinematografici, riuscendo, nel giro di poche settimane, a sbancare i botteghini. In quest’intervista, Genovese ci svela l’universo che c’è dietro la macchina da presa e il grande lavoro che c’è dietro un film.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong><img class="alignright size-full wp-image-6018" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/37184_1654396410364_1550673513_1612912_2806705_n.jpeg" alt="Paolo Genovese, Regista Italiano" width="483" height="720" />Paolo, cosa vuol dire essere registi?</strong></span></p>
<p>Vuol dire tante cose, ma trovo che il cuore di questo mestiere sia quello di raccontare storie.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando è nata la tua passione per la regia?</strong></span></p>
<p>E’ nata casualmente, quando ero piccolo mi piaceva girare piccoli documentari amatoriali per hobby. Poi immagazzinare immagini e ricordi, poterli assemblare insieme e metterci uno sfondo musicale, è diventata per me una passione, ma non avrei mai creduto che potesse diventare anche un lavoro. Poi successivamente lo è diventato, quando ho iniziato a lavorare in pubblicità e a girare i primi cortometraggi, i quali sono stati notati da un produttore, che mi ha proposto un primo lungometraggio. Così è iniziata la mia carriera.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Una laurea in Economia e una carriera da regista. Puoi spiegarci questo salto?</strong></span></p>
<p>Mi sono laureato in Economia con indirizzo “tecnica del mercato pubblicitario” e nella pubblicità c’è uno studio delle immagini e della comunicazione. Avevo scelto più il ramo manageriale. E’ vero che può sembrare un salto strano, ma è pur vero che non è una strada così definita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto tempo dedichi al tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Tutta la mia vita, anche perché io sono anche uno sceneggiatore, quindi mi risulta molto difficile scindere la vita privata da quella professionale, perché anche quando sto in famiglia, lavoro. Nel senso che ogni cosa può essere spunto d’ispirazione e riflessione. Anche quando sono in vacanza, se sto scrivendo una sceneggiatura, prendo appunti ed osservo. Se ci riferiamo al set vero e proprio, un film prende più o meno un anno di vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa e chi c’è dietro la macchina da presa?</strong></span></p>
<p>C’è tutto un lavoro enorme dietro la macchina da presa che poi va a finire nel film. Noi siamo abituati a vedere solo gli attori e a volte a conoscere il nome del regista, ma la cosa più importante che c’è dietro, è un insieme di professionisti, una troupe estremamente qualificata che riesce a portare avanti questa macchina molto complessa. Dalla persona che porta i caffè fino ad arrivare al regista, sono tutti fondamentali nella riuscita del progetto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono nuovi progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>Non ho ancora deciso. Ho diversi progetti sul tavolo, perché è appena uscito “Immaturi il viaggio” e quindi sono ancora in una fase decisionale. Sto cercando di capire quale film girare in futuro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è il film che avresti desiderato girare, ma che non hai avuto la possibilità dai fare?</strong></span></p>
<p>Devo dire che fino ad ora sono stato molto fortunato, perché sono riuscito a realizzare tutto quello che desideravo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai lavorato con numerosi attori, come Aldo, Giovanni e Giacomo, Raoul Bova, Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Ricky Memphis, Nicolas Vaporidis e molti altri ancora. Chi tra questi ti ha colpito maggiormente?</strong></span></p>
<p>Ogni attore ti colpisce per qualcosa di particolare. Ognuno ha delle sue caratteristiche che ti rimangono. All’inizio ho lavorato con Pierfrancesco Favino, Carlo delle Piane e Valerio Mastrandrea e tutti e tre mi hanno molto colpito per l’attenzione posta sul personaggio e sulla sceneggiatura. I ragazzi di “Immaturi” mi hanno invece colpito per l’estrema dedizione al lavoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali emozioni provi quando vedi il prodotto finito?</strong></span></p>
<p>La prima visione con il pubblico sul grande schermo è un’emozione davvero molto forte, perché capisci che tutto i sacrifici e tutto il lavoro svolto, tutto quell’anno trascorso a lavorare a quel film, hanno finalmente un senso. Perché non c’è, in questo lavoro, un risultato intermedio. Prima  della proiezione non è nulla, quando lo vedi in sala, è qualcosa di compiuto ed è molto emozionante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale critica ti ha fatto più male?</strong></span></p>
<p>Non mi fanno male le critiche negative, ma quelle critiche che non capiscono il film. Quelle critiche per cui il film viene giudicato per altro, rispetto a quello che è. La critica negativa non mi disturba, mi disturba la critica che non capisce lo spirito del film.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando non lavori, come trascorri il tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Mi piace trascorrere il mio tempo libero con gli amici.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è un errore che non rifaresti?</strong></span></p>
<p>Secondo me, nella vita ci sono scelte giuste e scelte sbagliate, entrambe ti portano a diventare quello che sei. Le scelte sbagliate magari ti possono portare ad aprirti una strada che poi si rivela quella giusta. Ora sono soddisfatto del mio lavoro, quindi non potrei dire quale sia stata una scelta sbagliata.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Puoi raccontarci qualche strano vezzo di qualche attore che hai diretto?</strong></span></p>
<p>Carlo Delle Piane, è un attore molto igienista, non tocca niente e nessuno. Non stringe le mani a nessuno, cerca di non avere contatti fisici con le persone, ma poi quando si batte il ciak, è come se dimenticasse tutto e diventa un’altra persona.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come nasce un film?</strong></span></p>
<p>Un film nasce da un’idea, da un soggetto che poi viene presentato ad un produttore, se a quest’ultimo piace, si crea una sceneggiatura e poi si susseguono le diverse fasi di produzione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Credi che questa crisi economica stia colpendo anche il settore culturale?</strong></span></p>
<p>Necessariamente sì, sta scolpendo tutti i settori e sta portando il pubblico a diventare più selettivo e quindi, bisogna offrire al pubblico un prodotto di qualità, altrimenti non si sopravvive sul mercato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai dei modelli di riferimento?</strong></span></p>
<p>No, non ho dei modelli a cui mi ispiro. Ogni artista se è tale, osserva tutto e tutti e poi lo rielabora, creando un qualcosa di nuovo e di originale. Ma se devo indicarti uno stile, mi piacciono molto le commedie inglesi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p>Presente, passato o futuro: Non so rispondere</p>
<p>Cosa non sopporti nella gente: L’indifferenza</p>
<p>Una triste verità o una bella bugia? Sempre meglio una triste verità</p>
<p>La persona che stimi di più: Ce ne sono troppe e in troppi campi</p>
<p>Citazione preferita: “Per fare un buon film ci vogliono tre cose: una buona sceneggiatura, una buona sceneggiatura, una buona sceneggiatura”</p>
<p>Libro sul comodino: Ce ne sono troppi, perché non inizio mai un libro per volta, ma mi piace leggerne tanti contemporaneamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Fame di Camilla e l’approccio famelico alla musica</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="214" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC5667-214x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="La Fame di Camilla e l’approccio famelico alla musica" title="La Fame di Camilla e l’approccio famelico alla musica" /></p>La Fame di Camilla è una band pop-rock, nata nel capoluogo pugliese nel 2007 per un caso del tutto fortuito. Un incontro, un’amicizia, interessi condivisi ed ecco che il sogno di una vita si realizza. Fare musica, cantare dal vivo su importanti palchi italiani come il Forum di Assago, l’Heineken Jammin Festival, l’Ariston e molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="214" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC5667-214x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="La Fame di Camilla e l’approccio famelico alla musica" title="La Fame di Camilla e l’approccio famelico alla musica" /></p><p>La Fame di Camilla è una band pop-rock, nata nel capoluogo pugliese nel 2007 per un caso del tutto fortuito. Un incontro, un’amicizia, interessi condivisi ed ecco che il sogno di una vita si realizza. Fare musica, cantare dal vivo su importanti palchi italiani come il Forum di Assago, l’Heineken Jammin Festival, l’Ariston e molti altri ancora. A due anni da “Buio e Luce”, la Fame di Camilla torna con il nuovo album “L’Attesa”, inciso ad Arezzo negli studi dei Negrita.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6011" title="La Fame di Camilla e l’approccio famelico alla musica" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC5667.jpeg" alt="La Fame di Camilla e l’approccio famelico alla musica" width="342" height="478" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ermal, quando e come è nato il vostro gruppo? E quando vi siete conosciuti, c’è stato subito feeling tra voi?</strong></span></p>
<p>Il nostro gruppo è nato nel 2007 da un incontro assolutamente fortuito. Noi quattro ci siamo beccati per caso in un negozio di strumenti musicali. Da lì, abbiamo iniziato a suonare insieme. E’ nato subito un grandissimo feeling tra noi, soprattutto di tipo musicale.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Perché questo nome, “Fame di Camilla”?</strong></span></p>
<p>La scelta del nome è sempre molto difficile quando nasce una band e noi abbiamo voluto complicarci ulteriormente la vita. Abbiamo scelto questo nome perché volevamo esprimere il concetto principale del nostro approccio musicale, molto famelico, istintivo. La fame di sopravvivenza più pura, ci sembrava un nome adatto.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ma perché “di Camilla”?</strong></span></p>
<p>Ehh, questo non lo saprai mai purtroppo…</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa vi ha lasciato l’esperienza vissuta a Sanremo?</strong></span></p>
<p>Ci ha lasciato una gran pancia piena. Abbiamo mangiato come dei dannati per un’intera settimana e ci siamo divertiti un casino, perché suonare con un’orchestra di oltre 50 elementi che, tra l’altro, commette anche degli errori, non capita tutti i giorni.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Da cosa prendete l’ispirazione per i vostri testi musicali?</strong></span></p>
<p>Da tutto ciò che ci circonda, dalla vita in genere. Non si può prendere ispirazione da una cosa sola, altrimenti si andrebbe incontro alla sterilità.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Qual è il posto più bello dove avete avuto la possibilità di esibirvi?</strong></span></p>
<p>Il posto più bello in realtà, è quello di sabato 18 febbraio: il Forum di Assago, dove apriremo il concerto dei Negrita. Anche se, ancora più bello è stato l’Heineken Jammin Festival, dove abbiamo aperto il concerto dei Cranberries, Aerosmith e degli Stereophonics. Un’esperienza molto bella.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Com’è il vostro rapporto con i vostri fans?</strong></span></p>
<p>Noi curiamo personalmente tutti i nostri spazi, sia il nostro sito internet, sia Facebook, quindi direi che abbiamo creato un rapporto molto diretto. Li coinvolgiamo sempre in un sacco di iniziative. Direi che è un rapporto molto bello.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Oltre a dedicarvi alla musica, cosa fate nella vita?</strong></span></p>
<p>No, per ora no. Ci dedichiamo interamente alla musica. Forse questo potrebbe essere un consiglio a fare altro nella vita.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A cosa state lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Attualmente stiamo suonando, abbiamo appena iniziato il nostro Tour, quindi il nostro impegno principale è la musica e suonare dal vivo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali sono i vostri sogni nel cassetto? </strong></span></p>
<p>Di sogni ce ne abbiamo tanti, purtroppo però abbiamo perso la chiave del cassetto. Probabilmente, il nostro sogno più grande è quello di poter vivere di musica.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>E i vostri progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Continuare a fare musica per i prossimi 30 anni, se Dio ce la manda buona.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>E’ difficile emergere nel mondo della musica?</strong></span></p>
<p>Assolutamente sì. A meno che non vai in un talent show, solo così tutto diventa più facile. La gente purtroppo sottovaluta quello che fai, non lo considera neanche un lavoro, non sapendo quanta fatica c’è dietro ogni pezzo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ermal, se la tua vita fosse una canzone quale sarebbe tra quelle del nuovo album “L’attesa”? </strong></span></p>
<p>“La stagione dell’amore silenzioso”,<strong> </strong>perché parla della mia vita, è autobiografica.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quanto lavoro c’è dietro un pezzo? </strong></span></p>
<p>Il lavoro di scrittura è ben poco rispetto alla fase di arrangiamenti. A volte per arrangiare un pezzo si può impiegare anche una settimana, altre volte solo due ore.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali sono i vostri modelli musicali?</strong></span></p>
<p>Ce ne abbiamo tanti. I Coldplay, Bjork, i Radiohead, in buona parte la musica americana ed anche quella europea.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi ha creduto sempre in voi?</strong></span></p>
<p>Noi e le nostre famiglie.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Un messaggio rivolto ai vostri fans:</strong></span></p>
<p>Tenete duro, perché il nostro futuro è dietro l’angolo e possiamo ancora fare in modo di riprendercelo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p>Cosa canti sotto la doccia: Smile di Charlie Chaplin</p>
<p>Il primo proverbio che ti viene in mente: Aspera ad astra</p>
<p>Il tuo peggior difetto: Sono permaloso</p>
<p>Il tuo miglior pregio: Sono paziente</p>
<p>Cosa ti fa adirare di più: Mio fratello</p>
<p>La cosa a cui sei più legato: Mio fratello</p>
<p>Non sopporti una persona quando…. Quando mi prende per il c***</p>
<p>Film preferito: Le ali della libertà</p>
<p>Cosa ti spaventa di più: Una vita troppo lunga</p>
<p>Tre aggettivi per definirti: Permaloso, generoso, musicista</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Luigi Tabita, Attore Italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="240" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/alta-risoluzione-300x240.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luigi Tabita, Attore Italiano" title="Luigi Tabita, Attore Italiano" /></p>Luigi Tabita, attore italiano, affrontò il suo primo debutto in uno spettacolo dal titolo “Fantasmi”. Successivamente ha sempre continuato a lavorare e studiare, perfezionandosi con maestri come: Antonio Calenda, Giorgio Albertazzi, Alvaro Piccardi, Ferruccio Soleri, Michele Abbondanza, Lina Wertmuller. Durante la sua carriera ha affrontato vari generi, dalla tragedia alla commedia al musical, con nomi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="240" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/alta-risoluzione-300x240.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luigi Tabita, Attore Italiano" title="Luigi Tabita, Attore Italiano" /></p><p><img class="alignnone size-full wp-image-5998" title="Luigi Tabita, Attore Italiano" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/alta-risoluzione.jpeg" alt="Luigi Tabita, Attore Italiano" width="720" height="500" /></p>
<p>Luigi Tabita, attore italiano, affrontò il suo primo debutto in uno spettacolo dal titolo “Fantasmi”. Successivamente ha sempre continuato a lavorare e studiare, perfezionandosi con maestri come: Antonio Calenda, Giorgio Albertazzi, Alvaro Piccardi, Ferruccio Soleri, Michele Abbondanza, Lina Wertmuller. Durante la sua carriera ha affrontato vari generi, dalla tragedia alla commedia al musical, con nomi importanti del teatro italiano e internazionale e ha conseguito numerosi premi tra cui  il Premio Napoli Cultural Classic -Teatro-&#8221;MIGLIORE ATTORE GIOVANE&#8221; nel 2011. In televisione ha lavorato in “Dov’è mia figlia”, “Fratelli Detective”, “I Cesaroni” ed in molte altre fiction e serie tv. Al momento, è in tournèe in tutti i più grandi teatri italiani con “L’opera da tre soldi” di Brecht, con Massimo Ranieri e Lina Sastri e dove interpreta un ruolo comico-grottesco.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi è Luigi Tabita?</strong></span></p>
<p>Luigi è un giovane attore siciliano di 1,90 cm, quindi fuori razza, che per inseguire il suo obiettivo al meglio, per confrontarsi e per migliorarsi, ha lasciato la sua amata isola  quasi 10 anni fa e si è trasferito a Roma, dove vive felicemente.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Nel 2008 hai vinto il Premio Gassman come giovane promessa del teatro. Che emozione hai provato nel ricevere tale premio?</strong></span></p>
<p>È stato strano perché la settimana prima di ricevere il premio  ero molto sereno e ovviamente felice, ma la sera della premiazione, quando c’erano in platea tutti i grandi del teatro, seduto tra il regista Castri e l’attore Bonacelli, mi è salito il cuore in gola ed ho cominciato a trattenere le lacrime per non piangere come un bimbo. E’ stata un’esperienza molto forte.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai lavorato con tanti grandi personaggi del mondo dello spettacolo, come Alessandro haber, Irene Papas, Massimo Ranieri e hai avuto grandi maestri tra cui Giorgio Albertazzi e Lina Wertmuller. Cosa hai “preso” da ognuno di loro?</strong></span></p>
<p>TUTTO. Non è possibile racchiudere in poche righe quello che mi hanno regalato e che ho “rubato”, come si dice in  gergo. Se sono quello che sono, lo devo a tutti i registi e attori, piccoli e grandi, che ho incontrato fino ad ora sulla mia strada.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>In questo momento sono in tournèe  ne  “L&#8217;OPERA DA TRE SOLDI” di B. Brecht con Massimo Ranieri e Lina Sastri, dove interpreto un ruolo comico-grottesco.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>La difficoltà principale è riuscire ad incontrare i registi, farsi conoscere, fare dei provini, far vedere quello che sai fare…e non è affatto semplice.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa pensi del mondo dello spettacolo? </strong></span></p>
<p>Amo il mondo dello spettacolo e lo vivo felicemente. Faccio molto teatro, che  custodisco gelosamente nonostante abbia cominciato da qualche hanno a fare la tv, perchè in teatro si respira un aria diversa da quella che c’è dietro le quinte della tv, perche  in teatro si prova per 40 giorni almeno, tutti i giorni per otto ore e poi si va in tournèe, quindi i tuoi colleghi diventano la tua famiglia. Ci si scambia umori, emozioni, problemi, stati d’animo belli e brutti.. amori. Sicuramente non è un lavoro come tanti, è una vera scelta di vita.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Qual è il ruolo interpretato fino ad oggi, che ti ha dato più soddisfazioni?</strong></span></p>
<p>Sono legato a tutti i ruoli che ho interpretato, perché ci metto l’anima e li costruisco in maniera maniacale. Se proprio dovessi scegliere, sceglierei  i ruoli comici, che sono quelli che mi hanno dato  più soddisfazioni. Proprio come quello che sto interpretando ora  in teatro ,Jakob un gangaster ex pugile, tonto, gigante, dai capelli platinati  al servizio di Mackie (Massimo Ranieri).</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Com’è il rapporto con gli attori fuori dal set?</strong></span></p>
<p>Come nella vita, con alcuni leghi di più e allora magari, dopo le riprese, ci esci insieme  per un drink e con altri meno e ci si limita ad un cordiale rapporto lavorativo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come ti vedi tra dieci anni? </strong></span></p>
<p>Migliorato! Sia fisicamente, perché al dire di tutti più maturo e più divento carino e sia lavorativamente , perché continuo sempre a studiare per potenziare e raffinare le armi del mestiere.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>C’è qualcosa che manca al tuo curriculum artistico e che, invece, ti piacerebbe fare? </strong></span></p>
<p>Sì, il CINEMA!!! Lancio  qui questo appello. Vorrei tanto poter partecipare ad un film.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quante e quali sono le soddisfazioni che riesci a ricavare dal tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Io vivo per il mio “lavoro”. E’ la mia linfa vitale. La soddisfazione più grande è quella di aver avuto la possibilità di fare questo lavoro e di farlo  come lo sto facendo,  lavorando con grandi maestri e artisti dai quali poter solo imparare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali erano i tuoi sogni da bambino?</strong></span></p>
<p>Ho sempre voluto e dichiarato di voler fare L’ATTORE! I miei mi portavano in teatro da piccolino ed io rimanevo incantato… e poi  quando tornavo a  casa riscrivevo  le battute  a modo mio e le  recitavo, coinvolgendo anche i  mie compagni di giochi.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi è il tuo più grande fan?</strong></span></p>
<p>Molti  dei mie concittadini, che mi seguono con grande affetto e ardore. L‘ho scoperto grazie ai social network.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quanto è difficile, al giorno d’oggi, emergere nel mondo dello spettacolo?</strong></span></p>
<p>È abbastanza  difficile  oggi perché si è in tanti e quindi molte volte anche se hai  talento non sempre hai la possibilità e l’occasione di dimostrarlo. A volte vieni scavalcato dal bello o dalla bella di turno. Ma va bene così, io sono uno sempre  positivo e penso che i cavalli di razza si vedano a lunga corsa, no?</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>La tua più grande paura?</strong></span></p>
<p>Essere frainteso.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quando c’è qualcosa che non va, a chi ti rivolgi per un consiglio o una guida?</strong></span></p>
<p>Sono uno che è abituato a risolversi  i problemi  da sé, cerco di non chiedere aiuto a nessuno se posso, perché mi sembra sempre di arrecare disturbo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perché?</strong></span></p>
<p>“Midnight in Paris” di Allen, perché spesso mi rendo conto di vivere avendo come punto di riferimento, i miti del passato, proprio come il protagonista del film!</p>
<p>Botta &amp; Risposta</p>
<p>Cosa c’è sotto il tuo letto: Un libro di Bennet che sto leggendo</p>
<p>Profumo di un viaggio:  Ambra pura</p>
<p>Capo d’abbigliamento preferito: Giacca</p>
<p>Ieri, oggi o domani: Domani</p>
<p>Il più bel gesto che si possa ricevere: L’abbraccio</p>
<p>Prima di addormentarti, pensi a….Alle persone che ho conosciuto durante il giorno</p>
<p>Se fossi un peccato capitale saresti: Gola</p>
<p>L’oggetto che non butterai mai: La mia agenda Louis Vuitton</p>
<p>Il giorno più bello della sua vita: L’incontro con l’amore</p>
<p>Il giorno più brutto della sua vita: La perdita dell’amore</p>
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		<title>Gem Boy, Gruppo Rock Bolognese</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 07:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/5-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gem Boy, Gruppo Rock Bolognese" title="Gem Boy, Gruppo Rock Bolognese" /></p>I Gem Boy sono un gruppo rock bolognese, la cui specialità è quella di creare cover parodistiche di canzoni famose. Carlo, voce e leader del gruppo musicale, racconta in quest’intervista il percorso che li ha portati sul palco di “Colorado”, dove si sono esibiti con canzoni quali “Potter Fesso”, parodia di Poker Face di Lady [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/5-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gem Boy, Gruppo Rock Bolognese" title="Gem Boy, Gruppo Rock Bolognese" /></p><p>I Gem Boy sono un gruppo rock bolognese, la cui specialità è quella di creare cover parodistiche di canzoni famose. Carlo, voce e leader del gruppo musicale, racconta in quest’intervista il percorso che li ha portati sul palco di “Colorado”, dove si sono esibiti con canzoni quali “Potter Fesso”, parodia di Poker Face di Lady Gaga, “She wolf” di Shakira, “I Gotta feeling” dei Black Eyed Peas.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Carlo, da cosa nasce il nome “Gem Boy”?</strong></span></p>
<p>Vogliamo che rimanga un mistero. Tante persone ce l’hanno chiesto, ma noi non diamo mai una risposta. Alcuni pensano che stia a significare “Goldrake e Mazinga battono l’Orso Yoghi”, ma sono solo ipotesi.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>Le vostra canzoni ci fanno sorridere, ma quanto tempo impiegate per riscriverne in chiave ironica i testi?<img class="aligncenter size-full wp-image-5991" title="Gem Boy, Gruppo Rock Bolognese" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/5.jpeg" alt="Gem Boy, Gruppo Rock Bolognese" width="720" height="540" /></strong></span></p>
<p>Dipende da canzone a canzone. Ci sono canzoni che ci vengono tutte in una volta ed altre per cui impieghiamo più tempo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>E da cosa trai ispirazione?</strong></span></p>
<p>Da quello che mi accade intorno. Quando parlo con una persona, quando leggo un giornale, quando ascolto un gossip o vedo il tg… basta tenere sempre gli occhi aperti e alla fine l’ispirazione arriva.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il successo è arrivato rapidamente o avete dovuto lottare per emergere?</strong></span></p>
<p>Lottare è una parola grossa e ancora oggi parlare di successo mi fa un po’ ridere. Siamo andati in tv, abbiamo fatto qualche canzone, ma posso andare ancora a fare la spesa senza che qualcuno mi salti addosso. Il nostro percorso è iniziato lentamente e di nascosto, poiché noi riscrivevamo canzoni già esistenti, quindi non potevamo di certo venderle. Qualche volta sottobanco passavano delle cassette e piano piano il nostro nome ha cominciato a diffondersi in tutta Italia. Poi con l’arrivo di internet tutto è stato più facile, anche se ancora oggi costa fatica.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>E’ difficile emergere nel panorama musicale italiano?</strong></span></p>
<p>Assolutamente sì, anche se penso che sia difficile emergere in qualsiasi campo. So che può sembrare banale, ma dove ci sono i soldi dietro, è tutto più semplice. Non sempre il talento viene premiato. Oggi poi, con internet che è un mondo anarchico, ci sono persone che riescono a fare un boom di visite e magari riescono ad essere notati da qualche casa discografica. Ma, al momento, è molto più complicato, perché c’è tanta roba ed è difficile essere originali.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa ne pensate della musica contemporanea?</strong></span></p>
<p>E’ una  musica usa e getta, è da consumarsi entro pochi giorni. Parlo ovviamente della musica italiana, dove credo che gli unici che siano riusciti ad emergere e che abbiano una marcia in più, siano i Subsonica. Sono riconoscibili, hanno delle caratteristiche particolari. Tanto di cappello ai Subsonica.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il successo vi ha cambiato? O siete rimasti quelli di sempre?</strong></span></p>
<p>Io sono quello di sempre. Come ti ho già detto, il successo non c’è ancora del tutto, a parte qualche bambino che mi ferma in mezzo alla strada ed urla “Principe Cacca”, non ci sono episodi eclatanti. Nel corso degli anni, sono cresciuto e sono maturato. Ho cambiato il testo delle mie canzoni, cercando di ridurre le parolacce.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Carlo, sei sposato e hai due gemelli, come ti comporti in famiglia? E che tipo di padre sei?</strong></span></p>
<p>Credo di comportarmi bene. Quando ci sono, cerco di dare tutto. Purtroppo a causa del mio lavoro, molto spesso sono lontano da casa e avere due gemelli in una botta sola, è stato duro, perciò quando sono a casa, cerco di fare tutto  e so fare tutto. Preparo le pappine, cambio i pannolini e li metto a dormire<strong>.</strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Com’è lavorare con <a title="Belen Rodriguez" href="http://www.lintervista.it/belen-rodriguez-showgirl-modella-e-conduttrice-televisiva/">Belen Rodriguez</a>, al momento, la più amata dagli italiani?</strong></span></p>
<p>Non abbiamo proprio lavorato insieme, ci siamo incontrati. E’ una donna professionale, con un’aurea di diva attorno, ma quello che ho notato è che fa fatica a relazionarsi con le persone e molto spesso è isolata. E’ consapevole che prima arriva il personaggio e poi la sua persona vera e propria, perciò ogni qualvolta qualcuno si avvicina, lei non sa perché lo fa e si mette sulla difensiva.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa puoi dirmi del film “Iros”?</strong></span></p>
<p>E’ un film finito da un bel pezzo. Solo che stiamo faticando per trovare qualcuno che lo compri. Ci è costato tanta fatica, ma alla fine sappiamo che l’abbiamo fatto più per passione che per guadagno. E’ un film dove i Gem Boy sono i protagonisti. Il film è stato girato con mezzi poveri, ma con intenzioni professionali.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Preferisci riscrivere canzoni o doppiare famosi film?</strong></span></p>
<p>Dipende dai momenti, è come paragonare un hamburger ad una grigliata. Mi divertono entrambi, ovviamente il film è un’opera mastodontica che richiede più tempo e più lavoro, ma quando si finisce, la soddisfazione è anche più grande.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Che tipo di rapporto avete instaurato con i vostri numerosi fans?</strong></span></p>
<p>Ci sono fans a cui siamo più legati e a cui rispondiamo sempre, perché sono coloro che ci seguono dovunque. Non ci sono però persone che ti seguono fin sotto casa o ti assillano. Noi cerchiamo di essere sempre molto disponibili e quando ci chiedono autografi e foto, quelle rare volte che accade, non ci neghiamo mai.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ci racconti qualche aneddoto curioso, accaduto durante la vostra carriera?</strong></span></p>
<p>Una volta siamo stati denunciati da un prete. E’ successo qualche anno fa, ma tutto poi si è risolto senza conseguenze.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Botta &amp; Risposta</p>
<p>La collezione: Ho tante magliette, ma non le colleziono assiduamente</p>
<p>Città in cui vivere e lavorare: Bologna</p>
<p>Presente, passato o futuro? Futuro</p>
<p>Una sera a cena con…. Paola Cortellesi</p>
<p>Ciò che non faresti mai: Tradire un amico</p>
<p>Il primo pensiero al mattino: Il mutuo</p>
<p>Cosa ti fa più paura? Il mutuo, scherzi a parte, la salute ed ora che ho due gemelli, il pensiero di non riuscire a dar loro tutto quello di cui hanno bisogno</p>
<p>Per cosa vale la pena combattere? Per tutto</p>
<p>Se fossi un pianeta saresti? Un pianeta molto lontano che non si conosce ancora</p>
<p>Profumo preferito : Il legno, la liquirizia ma dipende dai momenti.</p>
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		<title>Roberto Chevalier E Il Mondo Del Doppiaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 08:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/196155_105346896214802_100002184773309_50600_41847_n-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Roberto Chevalier E Il Mondo Del Doppiaggio" title="Roberto Chevalier E Il Mondo Del Doppiaggio" /></p>Roberto Chevalier, attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio, ha doppiato numerosi personaggi televisivi e cinematografici. Dal piccolo Lucky, il dalmata della “Carica dei 101” al Tom Cruise di “Magnolia”. Numerosi i successi collezionati durante una carriera ricca di opportunità e soddisfazioni. Tra i grandi attori a cui Chevalier ha prestato la sua inconfondibile voce, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/196155_105346896214802_100002184773309_50600_41847_n-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Roberto Chevalier E Il Mondo Del Doppiaggio" title="Roberto Chevalier E Il Mondo Del Doppiaggio" /></p><p><strong>Roberto Chevalier, </strong> <span style="color: #000000">attore</span><span style="color: #000000">, </span><span style="color: #000000">doppiator</span><span style="color: #000000">e, </span><span style="color: #000000">dialoghista</span><span style="color: #000000"> e </span><span style="color: #000000">direttore del doppiaggio</span><span style="color: #000000">,</span> ha doppiato numerosi personaggi televisivi e cinematografici. Dal piccolo Lucky, il dalmata della “Carica dei 101” al Tom Cruise di “Magnolia”. Numerosi i successi collezionati durante una carriera ricca di opportunità e soddisfazioni. Tra i grandi attori a cui Chevalier ha prestato la sua inconfondibile voce, troviamo Tom Hanks, David Bowie, Andy Garcia, Jhon Travolta e molti altri ancora.<img class="alignright size-full wp-image-5980" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/196155_105346896214802_100002184773309_50600_41847_n.jpg" alt="" width="480" height="720" /><strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si è avvicinato al mondo del doppiaggio?</strong></span></p>
<p>Ho cominciato tutto da bambino, molto presto. Ho iniziato facendo l’attore e come succede ancora ora, se sei molto bravo, i registi, gli attori e i tuoi colleghi diffondono la voce e tu vieni chiamato per lavorare. Ho iniziato all’età di 5 anni e a 6 anni lavoravo già in televisione, nel doppiaggio e a teatro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando ha capito che il suo lavoro sarebbe stato il doppiaggio?</strong></span></p>
<p>Il mio lavoro è fare l’attore. Il doppiaggio lo reputo una specializzazione, divenuta preminente in seguito ad una scelta di vita. Nell’ 80 lavoravo presso il teatro Piccolo a Milano già da 4 anni con l’Arlecchino e avrei dovuto trasferirmi a Milano definitivamente, per poter lavorare otto, nove mesi. Quell’anno purtroppo, mio padre morì, mia madre si ammalò di cancro ed io avevo un bambino piccolo. Quindi feci una scelta di vita per seguire gli affetti. Mio figlio aveva il diritto di vivere una vita tranquilla, mia madre aveva bisogno di essere accudita e quindi rinunciai a lavorare al Piccolo di Milano. Mi fermai a Roma, dove continuai a fare teatro per 5 stagioni, però era molto faticoso. Lavorare tante ore, poi la sera dover  affrontare uno spettacolo. Due turni al giorno, prove, più spettacolo finale, era tutto molto impegnativo anche per un 35enne. Per cui decisi di dedicarmi esclusivamente al doppiaggio, che già faceva parte della mia vita. In seguito arrivarono gli attori grossi, poi arrivò la direzione del doppiaggio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E’ soddisfatto del suo percorso lavorativo o ha qualche rimpianto?</strong></span></p>
<p>Mi sarebbe piaciuto continuare con il teatro, ma nessuno avrebbe potuto dire come sarebbe andata. Per i risultati che ho ottenuto, sono diventato comunque un numero uno, quindi mi va bene così.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono gli aspetti positivi del suo lavoro? E quali quelli negativi?</strong></span></p>
<p>Uno degli aspetti positivi è quello di riuscire ad esprimersi in una forma artistica e di livello. Quelli negativi sono legati agli aspetti economici, perché magari il cliente ha risorse differenti, ma vorrebbe un determinato risultato. Desidera una Ferrari, pagandola come fosse una 500, siccome non si può fare, allora devi attrezzarti per non realizzare una Ferrari, ma neanche una 500, perché sei un professionista. Quindi devi cercare di realizzare una cilindrata di mezzo. Purtroppo non dipende da noi, ma sempre dal cliente, il quale dovrebbe essere il primo a desiderare una maggiore qualità del prodotto, ma le condizioni di mercato, la crisi economica ed altre situazioni simili, non gli permettono di raggiungere il suo obiettivo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Al momento, ha qualche nuovo progetto in cantiere?</strong></span></p>
<p>Ora è  appena uscito Mission Impossibile 4 ed ho appena finito di dirigere il doppiaggio del primo film di Laura Morante che si chiamerà “Ciliegine” o “Ciliegina sulla torta”, non hanno ancora deciso. Ora dirigerò il doppiaggio di “Dracula” di Dario Argento e sto per iniziare la 12esima serie di CSI: Las Vegas. Poi ci sono tante altre cose che bollono in pentola.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire per lei doppiare? E cosa recitare?</strong></span></p>
<p>Recitare vuol dire che sono io a creare il personaggio, dandogli una fisionomia, una mimica. Invento come parlerà, come si muoverà, come gesticolerà, come gestirà la mia immagine sul palcoscenico o nella pellicola. Doppiare invece, significa recitare sui tempi di un altro, quindi spersonalizzarsi e diventare il doppio di un altro e saperlo fare al meglio. Sono due cose diverse, ma che alla base, hanno un comune denominatore, cioè saper recitare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa prova nel risentire la sua voce in tv?</strong></span></p>
<p>Controllo se ho fatto bene o se potevo fare meglio. Nessun tipo di emozione,  perché ormai la conosco. Diciamo che mi piace controllare e rendermi conto del lavoro svolto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Preferisce doppiare o recitare? </strong></span></p>
<p>Tuttora continuo a recitare in qualche fiction, interpreto ruoli secondari che non vanno a sovrapporsi ai miei impegni di doppiatore. Ma nasco come attore e quindi mi piacerebbe continuare a fare l’attore, anche se oramai sono in un ingranaggio che lascia poco spazio a queste cose.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio darebbe a chi si avvicina al mondo del doppiaggio?</strong></span></p>
<p>Di intraprenderlo in maniera professionale ed in maniera seria. Quindi di non tentare avventure senza avere una solida preparazione e comunque, di affidarsi a professionisti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il doppiaggio più complicato che ha fatto? E quello più riuscito?</strong></span></p>
<p>Lo stesso. &#8220;Truman Capote &#8211; A Sangue Freddo&#8221;, che ha richiesto uno studio vocale interpretativo notevole. Nessuno si aspettava che io, con una voce rotonda, morbida, maschia, sarei stato capace di interpretare la voce di un gay, pieno di difetti di pronuncia, con la voce stridula. Ho vinto un provino ed ho vinto un terno a lotto professionale, perché ho avuto la possibilità di fare una cosa molto diversa da me, fuori dai miei canoni. Il risultato è stato ottimo. Un altro ruolo che mi è piaciuto molto è quello di Tom Cruise in Magnolia, un ruolo molto aggressivo, tosto, duro, impegnativo. <strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensa della tv del momento? </strong></span></p>
<p>La prossima domanda?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La prossima è: cosa preferisce e cosa, invece, eliminerebbe dal palinsesto? </strong></span></p>
<p>La prossima domanda? A parte gli scherzi..mi piacerebbe che si tornasse a fare una televisione seria, di cultura, la televisione che forma, che trasmette messaggi. E non quella televisione che dà importanza solo alla forma e che intrattiene. Non la guardo più la televisione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Pensa che i doppiatori e le doppiatrici abbiano il giusto spazio nel mondo dello spettacolo? </strong></span></p>
<p>Nel momento in cui hanno modo di potersi esprimere al meglio e viene loro riconosciuta la professionalità, sia a livello economico  sia a livello professionale, nel senso che viene dato loro la possibilità di farlo al meglio, sì. Purtroppo questo spazio si sta riducendo sempre di più.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>In cosa consiste il lavoro di direttore del doppiaggio?</strong></span></p>
<p>Il direttore del doppiaggio è un po’ il regista del doppiaggio. Scegliere la voce adatta sia per capacità artistica, sia per timbro vocale, sia per aderenza al corpo e all’emotività dell’attore. Quindi bisogna guidarle nel percorso, perché alla fine ne deve venire fuori un&#8217; interpretazione simile all’originale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per diventare un doppiatore, bisogna avere delle doti particolari?</strong></span></p>
<p>Saper recitare. Ad esempio per fare il chirurgo, bisogna studiare medicina, perché il chirurgo è una specializzazione, così come lo è il neurologo, l’analista. Sono tutte specializzazioni di una professione, quella di medico. Allo stesso modo, per fare il doppiatore, bisognerebbe saper recitare e da questa derivano una serie di specializzazioni, come il teatro, il cinema, la radio…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>La collezione: </em>Ho collezionato per un periodo dei modellini di macchinette, poi non avendo uno spazio dove metterle, ho dovuto interrompere. Poi ho collezionato numerose riviste di turismo, che sempre per mancanza di spazio ho dovuto abbandonare. Ma la collezione più bella ce l’ho nella mia testa. Una serie di ricordi e di bei momenti.</p>
<p><em>Cosa le piace fare nel suo tempo libero?</em> Mi piace soprattutto stare con le mie bambine e con mio figlio grande. Gestire i miei hobby, la subacquea e il modellismo e dedicarmi ai vini, che amo molto e cucinare. Vedere gli amici..</p>
<p><em>Penna o Computer:</em> Computenna oppure Pennuter a seconda delle esigenze. Entrambi sono importanti</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla sua scrivania:</em> L’ordine</p>
<p><em>Il libro sul comodino: </em>Siddharta</p>
<p><em>Personaggio storico:</em> Mi piace molto la storia, ma non c’è un personaggio che mi ha colpito particolarmente</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te stesso</p>
<p><em>Rimpianti o rimorsi? </em>Un po’ di tutti e due e nessuno dei due. E’ meglio vivere di rimorsi, ma a volte un rimorso può non farti sbagliare in futuro. Quindi, diciamo un giusto mix di tutti e due</p>
<p><em>Si descriva in tre aggettivi: </em>Buono, corretto ed esigente</p>
<p><em>Presente, passato o futuro?</em> Futuro</p>
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		<title>Matteo Setti: Una Voce, Un Uomo Che Vive Di Emozioni</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 08:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/M-SETTI_MG_2153-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Matteo Setti: Una Voce, Un Uomo Che Vive Di Emozioni" title="Matteo Setti: Una Voce, Un Uomo Che Vive Di Emozioni" /></p>Matteo Setti si definisce “una voce, un uomo che vive le sue emozioni sbagliando ed imparando”. Indimenticabile nei panni del poeta Gringoire nell’opera teatrale “Notre-Dame de Paris”, in cui ha incantato il pubblico con la sua interpretazione. Ha anche interpretato il brano “Non abbiate paura”, incentrato sulla figura di Papa Giovanni Paolo II, in occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/M-SETTI_MG_2153-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Matteo Setti: Una Voce, Un Uomo Che Vive Di Emozioni" title="Matteo Setti: Una Voce, Un Uomo Che Vive Di Emozioni" /></p><p><strong>Matteo Setti </strong>si definisce “una voce, un uomo che vive le sue emozioni sbagliando ed imparando”. Indimenticabile nei panni del poeta Gringoire nell’opera teatrale “Notre-Dame de Paris”, in cui ha incantato il pubblico con la sua interpretazione. Ha anche interpretato il brano “Non abbiate paura”, incentrato sulla figura di Papa Giovanni Paolo II, in occasione della sua beatificazione. La sua forte curiosità artistica lo ha portato ad esplorare territori musicali diversi, attraverso collaborazioni eterogenee e di grande importanza. <img class="alignright size-full wp-image-5975" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/M-SETTI_MG_2153.jpg" alt="" width="534" height="800" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Matteo Setti?</strong></span></p>
<p>Una voce, un uomo che vive le sue emozioni sbagliando ed imparando.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa nasce la tua passione per la musica?</strong></span></p>
<p>Nasce dalla necessità di esprimere le sensazioni che l&#8217;orecchio e il corpo trasferiscono alla mente, oltre che da mio padre.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa è per te il talento?</strong></span></p>
<p>Inizialmente, un inconsapevole dono da condividere poi, assolutamente, con il mondo che ti circonda.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E qual è il tuo talento?</strong></span></p>
<p>Dare voce al mio cuore, interpretando il mio “io” più vero.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che voto ti daresti come artista? E come uomo?</strong></span></p>
<p>Come artista buono, come uomo è ancora presto darsi un buon voto, per ora sufficiente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai lavorato al fianco di grandi artisti internazionali e italiani. Chi ti ha colpito maggiormente? E perché?</strong></span></p>
<p>Tra tutti il signor Pierre Cardin per la sua eleganza ed educazione, per il rispetto che ha per le persone, per la sua generosità. Un grande signore. Un&#8217;altra persona e grande artista è Luciano Pavarotti per la sua semplicità, per lo sguardo attento proveniente da due occhi che avevano visto tanto nella vita, ma che sono ancora curiosi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tappe principali del tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Ho conosciuto la musica molto presto, diciamo appena nato, perchè in casa mio padre cantava. Poi a vent&#8217;anni mi sono &#8220;innamorato&#8221; di Freddie Mercury e ho iniziato a cantare &#8211; o, meglio, a provare a cantare &#8211; le sue canzoni per sei anni, in casa e in macchina. Successivamente, sono arrivate le prime cover band, l&#8217;esperienza più importante per ogni artista, una tappa che non deve mancare e, dopo quasi dieci anni, il primo musical, &#8220;Rent&#8221; poi &#8220;Notre Dame de Paris&#8221; e altre esperienze teatrali, come &#8220;La bottega delle parole usate&#8221; . Oggi raccolgo tutto questo bagaglio di esperienza e comincio a spiegare cos&#8217;è diventato Matteo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ognuno di noi nella vita ha alti e bassi. Come sei riuscito a superare i tuoi momenti “no”? e chi ti è stato vicino?</strong></span></p>
<p>Le tappe più dure della vita di tutti noi spesso si presentano improvvisamente e sono difficili da affrontare. Ci vuole coraggio, poche storie,  gambe in spalla e via. Quelli che ti aiutano sono coloro che hanno sbagliato prima di te e sanno come farsi un po&#8217; meno male. Ma sta a te cercare di crescere e risolvere gli errori. Non sempre sono le persone vicine ad aiutarti,  a volte possono essere persone addirittura non ancora amiche, che dopo &#8211; probabilmente &#8211; lo resteranno per la vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio daresti a chi desidera intraprendere un percorso come il tuo?</strong></span></p>
<p>Tanta, tanta gavetta, non serve a nulla lanciarsi in un talent show e credere che sia una buona partenza senza provare prima il pub, la gelateria, le feste degli amici e così via. Oggi si punta immediatamente a fare il botto con la tv, ma non sempre funziona purtroppo o per fortuna direi; non si parte da zero in questa maniera, perché ci si fa molto male prima di tutto, magari senza nemmeno capire il perché.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i valori su cui si basa la tua vita?</strong></span></p>
<p>Avere regole di vita professionale ben precise. Una vita sana, fatta di sport e alimentazione attenta, per una mente lucida. Cercare di essere metodico sulla preparazione del mio strumento vocale, oltre che applicarmi per la sua crescita, differenziandone l&#8217;uso  per rendere la voce un corpo atletico. Ho imparato a cercare di non volere troppo subito, meglio curare le cose a piccoli passi, per fare un giorno il grande salto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei legato sentimentalmente a qualcuno?</strong></span></p>
<p>Si chiama  Margherita ed è in parte la mia salvezza, cioè quella persona che mi da stabilità e serenità. La rispetto e la stimo molto e oggi è parte molto importante anche del mio lavoro. Credo che sia una donna difficile da trovare e la tengo cara.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quanto incidono le tue assenze lavorative, nei tuoi rapporti privati? </strong></span></p>
<p>Ad oggi non hanno creato problemi, ci vuole intelligenza per gestire un rapporto a distanza e soprattutto credere l&#8217;uno nell&#8217;altra.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’emozione che ti pervade quando sei sul palcoscenico?</strong></span></p>
<p>È difficile spiegare cosa succeda quando mi trovo sul palco. Sono in uno stato molto particolare, sono io che do il meglio di me con il canto per divertire il mio pubblico, attento a come reagisce e cercando di rispondere alle sue esigenze. Provo anche a guardarmi esternamente per osservarmi, calibrando la performance. Ascolto il mio corpo, le fatiche, dando il mio massimo senza risparmio alcuno. Insomma, senza palco mi manca la dimensione per cui sono nato e dopo troppo tempo che non lo vivo, non sono veramente io, mi spengo e perdo interesse per tante cose.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci saluti con una citazione? </strong></span></p>
<p>&#8220;Il bello deve ancora venire&#8221;,  si diceva sempre nel piccolo paese in cui sono nato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Una sera a cena con….</em> Pierre Cardin</p>
<p><em>Personaggio storico:</em> Alessandro Magno</p>
<p><em>Tre ingredienti essenziali nella vita: </em>Vita sana, soddisfazioni piccole ma durature, essere amati e amare</p>
<p><em>Per cosa vale la pena combattere?</em> Per tutto quello che sei e per far sì che nessuno lo cambi</p>
<p><em>Cosa è per te la felicità? </em>Saper distinguere le cose reali da ciò che è soltanto apparenza</p>
<p><em>Il più bel gesto che si possa ricevere: </em>Essere ascoltati e capiti</p>
<p><em>Tre oggetti che porteresti con te su un’isola deserta:</em> Uno spazzolino da denti, della corda e un coltello</p>
<p><em>Se potessi essere qualcun altro chi saresti?</em> Vorrei essere più persone&#8230; Alessandro Magno, Seneca, un capo indiano d&#8217;America</p>
<p><em>La tua playlist: </em>Queen, Eurythmics, Simply Red, Tina Turner, Mina, Sting, Fabrizio de Andrè</p>
<p><em>La collezione: </em>Oggetti raccolti durante tournée e viaggi, ricordi di vita e di persone</p>
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		<title>Whitney Houston</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="260" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/whitney-houston-morta-300x260.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Whitney Houston, cantante e attrice statunitense" title="Whitney Houston, cantante e attrice statunitense" /></p>La sua voce, bellissima e dal timbro potente, è inconfondibile. Per questo il soprannome di Whitney Houston, stella della musica pop e soul famosa in tutto il mondo, è “The Voice”. Nata nel New Yersey il 9 Agosto 1963, Whitney Houston debutta molto presto nel mondo dello spettacolo, prima come modella, poi come attrice. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="260" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/whitney-houston-morta-300x260.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Whitney Houston, cantante e attrice statunitense" title="Whitney Houston, cantante e attrice statunitense" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5967" title="Whitney Houston" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/whitney-houston-morta.jpg" alt="Whitney Houston" width="460" height="400" />La sua voce, bellissima e dal timbro potente, è inconfondibile. Per questo il soprannome di <strong>Whitney Houston</strong>, stella della musica pop e soul famosa in tutto il mondo, è “The Voice”.</p>
<p>Nata nel New Yersey il 9 Agosto 1963, <strong>Whitney Houston </strong>debutta molto presto nel mondo dello spettacolo, prima come modella, poi come attrice.</p>
<p>Ma il successo e la popolarità arrivano con la sua carriera di cantante, in particolare con il brano di esordio, intitolato“ I wanna dance with somebody”.</p>
<p>Interprete elegante e sofisticata, Whitney Houston compare nel Guinnes dei Primati come cantante di successo di tutti i tempi, in grado di interpretare diversi generi musicali, dal blues al funky, passando per il gospel ed il soul.</p>
<p>Figlia d’arte, Whitney è una lontana parente di Aretha Franklin. A soli undici anni comincia a cantare in un coro gospel guidato da sua madre.</p>
<p>Sposatasi con il rapper Bobby Brawn, dall’unione nasce Bobby Pristina, il 4 Marzo 1993. I problemi della cantante con la droga e l’alcol cominciano nel 2000.</p>
<p>Nel 2009 Whitney dichiara apertamente in televisione il suo calvario con le dipendenze e la fine del matrimonio, che la fa cadere nel tunnel buio della depressione. Dopo essersi allontanata dalla scena per cercare di di disintossicarsi, fa il suo ritorno incidendo, sempre nel 2009, l’album intitolato “I look to you”, ma il tour è un disastro, perché è sotto effetto di alcol e droghe.</p>
<p>La carriera di Whitney come cantante è ricca di prestigiosi riconoscimenti: circa 40 dischi d’oro e di platino, e nel 1986 e 1988 anche il “Grammy”. Nel 1992 l’interprete americana è protagonista del famoso film “The Bodyguard”, in coppia con Kevin Costner. La colonna sonora della pellicola, e soprattutto il singolo “I will always love you”, vende circa 23 milioni di copie.</p>
<p>Gli ultimi successi della Houston appariranno il prossimo 17 Agosto nel film “ Sparkle”. La cantante muore il 12 Febbraio 2012, in un albergo di Beverly Hills, all’età di 48 anni. A dare l’allarme è stato il compagno della cantante, Ray Jay. Pare che ad uccidere una delle voci più belle di tutti i tempi sia stato un micidiale mix di farmaci.</p>
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		<title>Andrea Lodovichetti, &#8220;La Regia, La Mia Passione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="207" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Lodovichetti_2-207x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Lodovichetti, &quot;La Regia, La Mia Passione&quot;" title="Andrea Lodovichetti, &quot;La Regia, La Mia Passione&quot;" /></p>  Andrea Lodovichetti, regista italiano, assistente di Paolo Sorrentino nel 2005 e vincitore del Golden Globe nel 2009 per il miglior cortometraggio è da sempre stato innamorato del cinema e della regia, subito dopo aver terminato gli studi liceali, ha capito che la regia sarebbe diventata la sua professione. Per la sua professionalità è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="207" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Lodovichetti_2-207x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Lodovichetti, &quot;La Regia, La Mia Passione&quot;" title="Andrea Lodovichetti, &quot;La Regia, La Mia Passione&quot;" /></p><p> </p>
<p><strong>Andrea Lodovichetti, </strong>regista italiano, assistente di Paolo Sorrentino nel 2005 e vincitore del Golden Globe nel 2009 per il miglior cortometraggio è da sempre stato innamorato del cinema e della regia, subito dopo aver terminato gli studi liceali, ha capito che la regia sarebbe diventata la sua professione. Per la sua professionalità è stato selezionato in eventi cinematografici di ogni parte del mondo. Attualmente è impegnato come docente in corsi di Regia e Scrittura Creativa in Italia e all&#8217;estero, partecipando a vari eventi, oltre a tenere seminari ed incontri sui suoi lavori e sul cinema in genere.<img class="alignright size-full wp-image-5970" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Lodovichetti_2.jpg" alt="" width="512" height="741" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Andrea quando hai capito che la regia sarebbe stata il tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Lo speravo fin da piccolissimo. Ma solo dopo il liceo, poco prima dell’università, ho capito che il sogno del bimbo sarebbe potuto, forse, diventare realtà. E da quel momento, per vocazione o semplice incoscienza,  ho iniziato a “lavorare” su me stesso con tale obiettivo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire essere registi?</strong></span></p>
<p>Vuol dire sentire la necessità di comunicare. Raccontare storie, personaggi, situazioni.  Emozionare, spaventare, far sorridere. Significa anche esporsi, in qualche modo, perchè ritengo che un regista tenda comunque a raccontare ogni volta sé stesso, in varie declinazioni e attraverso sfumature più o meno evidenti e più o meno consapevoli.  Essere regista credo rimandi anche ad una necessità di condivisione (o di scontro, sovente). Francesco Casetti,  in un suo splendido saggio, sostiene che il meccanismo del cinema termina con lo spettatore. Ossia dire: lo spettatore non è solo il fruitore, ma parte integrante dell’intero processo. Sono d’accordo e, anzi, azzarderei: il regista vuole essere la nemesi del suo spettatore.  Sin dal principio. Terribilmente affascinante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E cosa vuol dire per te?</strong></span></p>
<p>E’ una cosa che sento piuttosto naturale. Fin da bambino sono stato attratto dalle immagini in movimento e soprattutto dalla scomposizione della realtà in frammenti da rielaborare e ricomporre in formule sempre nuove. Il raccontar storie (quindi ragionevolmente anche il cinema) è, per dirla alla Tabucchi, “<em>Un gioco segreto e quasi infantile</em>”.  Essere registi, dunque, è il non poter sottrarsi a quel giocare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa c’è dietro la macchina da presa?</strong></span></p>
<p>Dietro la macchina da presa c’è un altro mondo. Un mondo parallelo a quello che viviamo e a quello che vivrà lo spettatore, quando si troverà di fronte al film finito. Dalla partenza del “<em>motore</em>” allo “<em>stop</em>” si apre il varco magico in funzione del quale, attraverso la sensibilità creativa ed artistica di decine di persone, prendono forma storie e personaggi che fino a poco prima non esistevano. Il film (aggiungo: anche il dietro le quinte di un film) è un vero “<em>festival delle emozioni</em>”, come diceva Barthes.</p>
<p> <span style="color: #800000"><strong>Cosa desideri per te?</strong></span></p>
<p>Continuare questo percorso con la stessa trasparenza, correttezza ed onestà intellettuale che ritengo mi abbiano sempre accompagnato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ha sempre creduto in te, appoggiando le tue scelte?</strong></span></p>
<p>Sicuramente, su tutti, la mia famiglia. Mio padre, medico di professione, ma film maker per passione fin da giovanissimo, credo abbia sempre visto in me una sorta di “<em>altra vita che avrebbe potuto vivere</em>” (<em>non dico con rimpianti, ma con un pizzico di nostalgia – quello sì</em>):  una responsabilità non da poco per il sottoscritto, insomma! Scherzi a parte, anche i miei collaboratori sono stati (e sono) determinanti: senza di loro non avrei fatto tutto ciò che ho fatto e che farò.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è lavorare al fianco di Paolo Sorrentino?</strong></span></p>
<p>Sorrentino è un Artista vero, nell’accezione più complessa del termine. Se tale epiteto si usasse con un po’ più di senno e parsimonia e non a sproposito come si tende a fare oggigiorno, Paolo lo meriterebbe in ogni caso. E’ un ottimo regista ed un eccellente sceneggiatore. Lavorare come suo assistente alla regia è stata una esperienza inevitabilmente dura, ma assolutamente straordinaria. Stesso vale per i suoi più stretti collaboratori, tre su tutti (senza nulla togliere agli altri): Nicola Giuliano (produttore Indigo Film), Luca Bigazzi (direttore della fotografia) e Davide Bertoni (aiuto regista). Dei professionisti eccezionali.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei momenti in cui necessiti di un consiglio e di una guida, a chi ti rivolgi?</strong></span></p>
<p>Alla mia famiglia e al mio socio in Lobecafilm: Luca Caprara. Un manuale di cinema vivente e un amico. Tendo in ogni caso a seguire molto il mio istinto, “almeno” come ci ricorda il grande Billy Wilder “<em>gli errori saranno i tuoi e non quelli di qualcun&#8217;altro</em>”!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio senti di poter dare a coloro che desiderano intraprendere una strada come la tua?</strong></span></p>
<p>Oggi sarebbe un consiglio intriso di grande ed inevitabile amarezza: andatevene all’estero, soprattutto se avete circa 25 anni.  E lo dico con la tristezza nel cuore e nell’anima. Stop.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è stato qualcuno che ti ha aiutato in questo percorso professionale?<img class="alignleft size-full wp-image-5971" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Lodovichetti_sparo.jpg" alt="" width="510" height="310" /></strong></span></p>
<p>Sicuramente: i miei collaboratori e tutte le persone che in me hanno sempre creduto. Sono tantissime. Non potrò mai smettere di ringraziarli tutti. Mi voglio però concedere una piccola considerazione, nonchè motivo (un po’ naif e retorico, ma autentico) di grande orgoglio personale: non sono MAI stato “favorito”. Non ho mai raggiunto i famosi compromessi. Ho sempre detto e scritto ciò che pensavo. Sono sempre stato libero da ogni forma di condizionamento.  E sul campo, nella situazione italiana attuale che tutti conosciamo e che è inutile ribadire in questa sede, tale “dimensione” può essere un problema, laddove per “problema”, intendo un considerevole abbassamento delle possibilità di realizzarsi: le persone libere non devono favori a nessuno, dunque sono imprevedibili &#8211; quindi scomode.  Vista tale consapevolezza, è sconsiderato masochismo, il mio? Forse. Ma per come sono fatto e per l’educazione che ho ricevuto,  problema più grosso sarebbe stato guardarmi allo specchio ogni mattina, sapendo di aver fatto il paraculo o qualcosa di intellettualmente disonesto. Intollerabile. Sarò probabilmente uno stupido, ma sicuramente con la coscienza a posto. Conosco tantissime persone come me (non solo del mio ambiente) che, inevitabilmente, arrancano. Ma a testa alta. Sempre.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di chi temi maggiormente il giudizio?</strong></span></p>
<p>Il mio. Sono molto critico con tutti, di norma, ma con me stesso sfioro proprio la patologia autolesionista. Va detto che non considero questo aspetto un pregio, tutt’altro. Perchè ti porta a vivere uno stato di sottile ma perenne insoddisfazione. La cosa positiva (che c’è, grazie al cielo!) è che in questo modo sei spronato a fare sempre meglio e sempre prima.  E, soprattutto, a non abbassare mai la guardia, mantenendo i piedi ben saldi al terreno.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci racconti qualche aneddoto curioso, che ti è accaduto durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>Ce ne sono migliaia – è una delle cose più belle di questo lavoro. Ne racconterò uno su tutti, legato al mio cortometraggio “Sotto il mio giardino”. L’ultimo giorno di riprese, dopo l’ultimo ciak, presi da una parte Stefano Bottone, il giovane protagonista – che all’epoca dei fatti (2007) aveva 10 anni. Iniziai a fargli un discorso sul fatto che in tutto quel tempo passato insieme, avevo evitato di parlare in modo articolato, rinunciando a parole difficili e costruzioni sintattiche complicate, il tutto per entrare in piena sintonia con lui, per essere “capito”, per diventare “<em>un bambino come lui</em>”. Stefano, da subito molto poco interessato al mio monologo, mi congedò in malo modo, guardandomi negli occhi con compassione ed affermando: “<em>Ok, bravo, grazie – ma comunque non era necessario</em>”!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si svolge una giornata tipo di un regista?</strong></span></p>
<p>Che domandona! Risponderò così: quando si lavora per un film o situazione analoga, le giornate iniziano presto e finiscono tardi: c’è sempre qualcosa da fare, da rivedere, da ripensare, da mettere in discussione. Quando non si lavora&#8230; stessa cosa!  Diciamo che la differenza sostanziale tra le due situazioni, sono i caffè e le sigarette. Nel primo caso sono più i caffè delle sigarette, nel secondo&#8230;viceversa. Comunque, al di là dei giorni di set, di preparazione e postproduzione che sarebbe impossibile sintetizzare in poche righe, di norma una giornata tipo è fatta di cose che, chi non è del mestiere, può reputare inutili, ma che in realtà costituiscono il vero e proprio fondamento di questo lavoro.  Chiedo aiuto a Conrad, per concludere la risposta. Lui diceva: “<em>Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando</em>?”. Sic et simpliciter.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Ho due progetti insieme ad Eros Tumbarello, due sceneggiature per altrettanti lungometraggi: “Dear Mr. Obama” e “La prospettiva dall’alto”. In più, sempre insieme ad Eros, un terzo progetto in fase di trattamento insieme a Damiano Bruè. Purtroppo la situazione attuale non è affatto incoraggiante (e questo, ahime, lo dico a ragion veduta) per chi vuole esordire nel lungometraggio e non ha la solita robetta nel cassetto. Speriamo che la situazione cambi presto, per il bene di tutti. Altrimenti, necessariamente e non per certo per velleità esterofile, il consiglio di cui la domanda di prima, sarà meglio (lèggasi: inevitabile) rivolgerlo a noi stessi. E con la medesima amarezza di cui sopra.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa hai provato quando sei stato premiato con il Golden Globe? A chi hai dedicato la tua vittoria?</strong></span></p>
<p>E’ stata una grande emozione, perchè il Globo D’Oro, assegnato da decine di giornalisti della stampa straniera accreditati in Italia, è un premio molto prestigioso, internazionale e, mi si passi il termine, “internazionalizzante”. E’ stato dedicato per ovvie ragioni a tutto il cast e la troupe del film premiato, nonchè a tutte le persone che in qualche modo, hanno contribuito, negli anni, a “formarmi”: Caterina D’Amico, Giuliano Montaldo, Paolo Sorrentino, Nicola Giuliano tra gli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un sogno nel cassetto dal punto di vista professionale:</strong></span></p>
<p>Unire la creatività, l’ “artigianalità”, la poetica Italiana ad un apparato produttivo funzionante e funzionale al merito, come per esempio quello americano. Fondere le nostre oggettive peculiarità in un sistema non autoreferenziale, stagnante ed autodistruttivo;  che riesca quindi a riconoscere e valorizzare il talento di tutte le professionalità coinvolte in un’opera audiovisiva. Anche e soprattutto se emergenti. Il sogno è, sintetizzando, un “mondo” in cui si possa tentare di essere risorsa culturale ed artistica; a fronte di una realtà di drammatica immobilità in cui si è visti solo e soltanto come  “minacce” per “le poltrone” dei soliti noti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un sogno nel cassetto dal punto di vista personale:</strong></span></p>
<p>La mia vita personale e quella professionale sono perfettamente coincidenti, nel bene e nel male. Diciamo che dal punto di vista umano e personale, seppur sempre legato al lavoro, mi piacerebbe che tutti i professionisti e gli amici che ho incontrato in questi anni, possano avere ciò che si meritano: tanto. E sono tanti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>L’oggetto che non butterai mai:</em>  Un puffo (i pupazzetti di gomma di un tempo). Il primo che mi comprarono o di cui ho ricordo&#8230; avrò avuto 4 o 5 anni.  E’ strano: ha lo spazzolone e si lava la schiena.  E non indossa il consueto berretto bianco (a pensarci: voi vi fate la doccia con il cappello?) Mi è sempre piaciuto e non ho mai capito il perchè. Un vero estremo da psicanalisi.</p>
<p><em>La collezione: </em> Non è una vera e propria collezione, ma sono un maniaco dell&#8217;archiviazione, quindi direi il mio archivio informatico (decisamente considerevole in termini di Gigabyte) e i miei appunti (migliaia di pagine, ritagli etc)</p>
<p><em>Il posto del cuore: </em>Il mare d’inverno, nella mia città natale: Fano</p>
<p><em>Capo d’abbigliamento preferito:</em> Non so se può essere considerato un capo d’abbigliamento: i miei occhiali. Sono l’unica cosa che mi piace comprare. Una sorta di necessità divenuta feticcio</p>
<p><em>Supereroe preferito: </em>L’uomo tigre (<em>&#8230;che lotta contro il male, combatte solo la malvagità. Non ha paura si batte con furore,  ed ogni incontro vincere lui sa. Ma l&#8217;uomo tigre ha in fondo un grande cuore, combatte solo per la libertà: difende i buoni sa cos&#8217;è l&#8217;amore, il nostro eroe mai si perderà. Ha tanti amici e grande è la bontà&#8230; ma con nemico non ha pietà</em>). Altri tempi&#8230;</p>
<p><em>Ieri, oggi o domani:</em> Domani, attraverso oggi, in virtù di ieri</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo?</em> Non credo sia elegante dirlo in un’intervista. La seconda cosa è la curiosità</p>
<p><em>Se fossi una città: </em>New York. Sempre in movimento, apparentemente spietata (ed in parte anche in realtà),  piacevole se la prendi nel modo giusto</p>
<p><em>Pensieri o parole?</em> Per me sono praticamente la stessa cosa: un mio enorme pregio ed uno dei miei più grossi difetti</p>
<p><em>Penna o computer?</em> Entrambe le cose ma “ogni cosa è buona a suo tempo”, come diceva Don Abbondio (che non è certo il mio mentore, ma quel concetto mi piace molto). L’una, di certo, non esclude necessariamente l’altra</p>
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		<title>Emanuele Di Marino, &#8220;Il Mio Sogno? Vincere L&#8217;Oro Alle Olimpiadi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Emanuele-Di-Marino-062-®-Autuori-Carletti--300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Emanuele Di Marino, &quot;Il Mio Sogno? Vincere L&#039;Oro Alle Olimpiadi&quot;" title="Emanuele Di Marino, &quot;Il Mio Sogno? Vincere L&#039;Oro Alle Olimpiadi&quot;" /></p>Emanuele Di Marino, è un ragazzo di soli 22 anni, con un grande sogno nel cassetto: vincere l’oro alle Olimpiadi con il record del mondo. Ha tutte le carte in tavola per riuscirci, ma solo un ostacolo da affrontare: un vulnus normativo ed un regolamento incompleto ed a tratti discriminante, che mettono a repentaglio la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Emanuele-Di-Marino-062-®-Autuori-Carletti--300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Emanuele Di Marino, &quot;Il Mio Sogno? Vincere L&#039;Oro Alle Olimpiadi&quot;" title="Emanuele Di Marino, &quot;Il Mio Sogno? Vincere L&#039;Oro Alle Olimpiadi&quot;" /></p><p class="MsoNormal" style="text-align: center;margin: 0cm 0cm 10pt"><strong><span>Emanuele Di Marino, </span></strong><strong><span>è un ragazzo di soli 22 anni, con un grande sogno nel cassetto: vincere l’oro alle Olimpiadi con il record del mondo. Ha tutte le carte in tavola per riuscirci, ma solo un ostacolo da affrontare: un vulnus normativo ed un regolamento incompleto ed a tratti discriminante, che mettono a repentaglio la sua partecipazioni ai Giochi Paralimpici di Londra 2012. Da circa 8 anni pratica l’atletica leggere, la sua grande passione, nonostante un handicap al piede e al polpaccio.<img class="size-large wp-image-5962 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Emanuele-Di-Marino-062-®-Autuori-Carletti--1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span> </span></strong><strong><span> </span></strong><strong><span>Chi è Emanuele Di Marino?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Emanuele Di Marino è un ragazzo salernitano di 22 anni, nato con una malformazione genetica all’arto sinistro, grande appassionato di atletica, disciplina che pratica nonostante l’handicap. Emanuele è al centro di una vicenda piuttosto “strana” che gli sta precludendo la partecipazione alle Paralimpiadi di Londra 2012.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Raccontaci un po’ di te e della tua passione per l’atletica leggera.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Di me posso dirvi che sono un ragazzo semplice, mi piace stare in compagnia, studio giurisprudenza presso l’università di Napoli e da sempre ho amato lo sport ed i motori. Pratico l’atletica leggera da circa 8 anni ed all’inizio non è stato facile, a causa dell’handicap al piede ed al polpaccio. Nonostante questo però, la passione e la tenacia non mi hanno mai fatto mollare (anche quando qualche medico mi sconsigliava di praticare proprio questo sport) e lavorando girono per giorno, sono riuscito a capire come usare il mio piede nel miglior modo possibile nella corsa, per avere i migliori risultati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Chi ti impedisce di realizzare i tuoi sogni? E per quale motivo?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Un vulnus normativo ed un regolamento incompleto ed a tratti discriminante, mi stanno precludendo la partecipazione ai Giochi Paralimpici di Londra. In poche parole, a me tutti hanno riscontrato gli handicap però, strano a dirsi ma vero, sono considerato normodotato fino a Londra 2012 e poi atleta paralimpico, nonostante io abbia gli handicap<span>  </span>sia ora che tra 6 mesi! Come posso quindi gareggiare alla pari e lealmente nelle gare con i normodotati (per 6 mesi) se mi hanno riscontrato degli handicap, che anche a detta loro, incidono nel gesto biomeccanico della corsa?<strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Quali sono i momenti indimenticabili della tua vita? Quelli che le hanno lasciato un’impronta indelebile?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Un momento indimenticabile, anche se non lo ricordo, sicuramente è stato quando da piccolino mi hanno tolto il gesso alla gamba dopo ben 12 mesi. I miei genitori mi hanno raccontato tante volte di questo momento e di come io, appena mi hanno liberato dal gesso, mi sia letteralmente scatenato cercando di muovere la gamba, che finalmente sentivo più leggera e libera. Per quanto riguarda un momento che ricordo, credo sia stato quando è venuto a mancare mio nonno…avevo 11 anni ed è stato il primo lutto “vissuto”. E’ stato davvero brutto anche perché ero molto legato ai miei nonni, con i quali spesso da bambino trascorrevo molto tempo insieme.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><strong><span><span style="color: #800000">Cosa desideri per te? </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Per me desidero di poter finalmente avere il diritto a competere con i miei pari, poter sognare una medaglia olimpica e sicuramente una famiglia serena e felice.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><strong><span><span style="color: #800000">Una tua giornata tipo.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>La mia giornata inizia alle 8 – 8:30 con la colazione ed i soliti gesti quotidiani di routine che eseguiamo tutti. Poi verso le 10:30 – 11 (d’inverno) vado al campo a fare allenamento. Una volta a casa doccia, pranzo e un po’ di relax. Poi a volte di pomeriggio, faccio la seconda sessione di allenamento, ma non sempre e comunque nel caso in palestra. Dopo, 3 – 4 volte a settimana vado dai miei fisioterapisti per curarmi vari dolorini e per scaricare i muscoli e le articolazioni dal lavoro svolto. La sera esco con gli amici oppure resto a casa a vedere un film.<img class="alignleft size-large wp-image-5963" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/sequenza-1024x241.jpg" alt="" width="614" height="145" /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><strong><span><span style="color: #800000">Come ti vedi tra 10 anni?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Tra 10 anni mi vedo ancora su di un campo di atletica, magari ancora come atleta, con la mia famiglia e spero anche con un figlio. Sicuramente mi vedo anche come fisioterapista, materia di cui sono appassionato e che studio regolarmente ormai da tempo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Quando ti trovi in difficoltà, chi ti è più vicino?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Quando sono in difficoltà la mia famiglia mi è sempre molto vicino, così come i miei amici. Non mi hanno mai lasciato da solo, anche nei momenti più difficili.<strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Chi senti di dover maggiormente ringraziare per la persona che sei diventata?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Credo e mi sento di dover ringraziare essenzialmente mio padre Raffaele e mia madre Antonella, che mi hanno insegnato l’educazione, il rispetto e la lealtà verso le altre persone. Credo questi siano dei fattori indispensabili in una persona.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Quale è il tuo rapporto con la religione e con Dio?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Vivo in una famiglia in cui è molto sentita la religione. Di conseguenza già da piccolo, sono sempre stato abituato ad andare in chiesa. Purtroppo devo dire che ultimamente, molto spesso non ho più tempo per andare in chiesa, ma la mia fede in Dio è sempre presente.<strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Quali sono i tuoi sogni?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>I miei sogni sono vincere l’oro alle Olimpiadi con il record del mondo, entrare in un gruppo sportivo militare ed avere, in futuro, una famiglia serena.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Cosa dà la felicità?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>La felicità credo che dia tranquillità d’animo, cosa indispensabile per poter fare qualsiasi cosa nel migliore dei modi.<strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Che messaggio vorresti trasmettere a chi ti sta intorno?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>A chi mi sta intorno vorrei trasmettere un messaggio di positività…non bisogna mai arrendersi di fronte ad un handicap oppure di fronte ad una difficoltà, perché c’è sempre il modo di uscirne fuori e di trarne vantaggio e felicità! Spero che, nel mio piccolo, riesca a far avvicinare allo sport Paralimpico, tanti ragazzi diversamente abili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="color: #800000"><strong><span>Cosa dici a te stesso nei momenti difficili?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>Nei momenti difficili cerco di non abbattermi mai. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno e mi dico “dai dai ce la puoi fare…ce la DEVI fare!”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><strong><span><span style="color: #800000">Ci saluti con una citazione?</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span lang="EN-US">“Rubo” la citazione del mio idolo Oscar Pistorius: “you’re not disabled by the disabilities you have, you are able by the abilities you have”.<strong></strong></span></p>
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		<title>Cristian Imparato, &#8220;La Mia Bellissima Esperienza A Io Canto&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-imparato-buona-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Cristian Imparato, &quot;La Mia Bellissima Esperienza A Io Canto&quot;" title="Cristian Imparato, &quot;La Mia Bellissima Esperienza A Io Canto&quot;" /></p>Cristian Imparato oggi ha quasi 16 anni, ma nel 2010, quando è stato proclamato vincitore di “Io Canto”, il programma condotto da Gerry Scotti, di anni ne aveva poco più di 13. Nonostante la sua giovane età, riuscì a conquistare tutto il pubblico del programma, merito non solo del suo “sorriso d‘argento” e della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-imparato-buona-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Cristian Imparato, &quot;La Mia Bellissima Esperienza A Io Canto&quot;" title="Cristian Imparato, &quot;La Mia Bellissima Esperienza A Io Canto&quot;" /></p><p><strong>Cristian Imparato </strong>oggi ha quasi 16 anni, ma nel 2010, quando è stato proclamato vincitore di “Io Canto”, il programma condotto da Gerry Scotti, di anni ne aveva poco più di 13. Nonostante la sua giovane età, riuscì a conquistare tutto il pubblico del programma, merito non solo del suo “sorriso d‘argento” e della sua timidezza ed umiltà, ma soprattutto della sua incredibile voce, in grado di toccare le corde più profonde.<img class="alignright size-large wp-image-5955" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-imparato-buona-682x1024.jpg" alt="" width="491" height="737" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cristian, cosa hai provato quando sei stato proclamato vincitore di “Io Canto”?</strong></span></p>
<p>Tante cose, tante emozioni, vedevo i miei genitori e i miei fratelli che si abbracciavano e sentivo i miei compagni che mi stringevano. E’ stato molto bello, non saprei cosa aggiungere, molto bello. Stavo ricevendo un regalo da tanta gente, gente che nemmeno conoscevo e che aveva votato per me.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A chi hai dedicato la tua vittoria?</strong></span></p>
<p>Ovviamente alla mia famiglia, mamma e papà, i fratelli, i nonni, ma anche a me stesso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E’ cambiata la tua vita subito dopo la vittoria del programma condotto da Gerry Scotti?</strong></span></p>
<p>I primi tempi un po’ si. C’erano sempre molte persone e uscire era un po’ complicato, ma è durato poco, un po’ l’abitudine e un po’ il tempo e tutto è tornato come prima. L’affetto delle persone è rimasto e questo credo sia la parte più bella. La musica e il canto sono le mie grandi passioni, l’esperienza di “Io canto” mi ha insegnato anche ad affrontarle con impegno e con lo studio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è Gerry Scotti dietro le quinte?</strong></span></p>
<p>Esattamente come in tv. Credevo che i personaggi famosi, dietro le telecamere fossero antipatici (alcuni veramente lo sono anche in tv), Gerry non cambia; è simpatico e scherza. E’ veramente una bella persona.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti chiedi mai cosa sarebbe accaduto se tuo fratello non ti avesse iscritto a “Io Canto”?</strong></span></p>
<p>Avrei continuato la vita di sempre, non avrei conosciuto tanti amici, non avrei vissuto esperienze straordinarie e, forse, non avrei ancora preso un aereo.. ma “Io canto” lo avrei visto lo stesso, ne sono sicuro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di rapporto hai con i tuoi fratelli?</strong></span></p>
<p>Buono, ogni tanto si litiga, ma credo sia normale. Io sono il più piccolo, ma non mi faccio mettere i piedi in testa. Abbiamo interessi diversi, ma anche tante cose in comune e ci vogliamo tanto bene; la cosa sicura è che non mi vogliono mai accompagnare a fare shopping e non capisco il perché.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti dicono i tuoi amici e i tuoi coetanei? E’ cambiato il tuo rapporto con loro?</strong></span></p>
<p>I veri amici c’erano prima e ci sono anche ora, non è cambiato nulla. I compagni di scuola sono nuovi; la curiosità iniziale magari c’è, ma dura veramente poco e poi non ho fatto niente di straordinario, sono solo andato in televisione a cantare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? </strong></span></p>
<p>Durante la trasmissione il mio insegnante di canto era Luca Pitteri, ora invece sto studiando canto con un altro bravissimo maestro, Fabio Lazzara e ne sono felice. Non avevo mai preso lezioni di canto ed è tutto nuovo. Durante il cambio di voce ho avuto bisogno di abituarmi alle nuove corde vocali e ho scoperto che esistono tecniche ed esercizi per allenare la voce e questo grazie ad un ottimo foniatra: Gianluca Gucciardo. All’inizio mi pareva strano, gli esercizi mi facevano anche un po’ ridere, ma sono utilissimi. Ora ho terminato quella fase e studio canto, è bellissimo, mi piace molto e ad ogni lezione imparo molto. Il mio maestro dice che apprendo rapidamente, chissà se lo dice a tutti?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E come riesci a conciliare i tuoi impegni lavorativi con quelli scolastici?</strong></span></p>
<p>Durante il periodo di “Io canto” è stato più difficile, io abito a Palermo e la trasmissione è a Milano, poi ci sono le prove, i viaggi etc., si perde un po’ di scuola. In quel momento è piacevole, ma poi bisogna recuperare e ovviamente non è facile. Comunque tutti i ragazzi della mia età, hanno impegni extra scolastici, sport, hobbies; quando una cosa piace è difficile rinunciare, anzi nel mio caso impossibile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei molto giovane, eppure hai già avuto un grande successo tra il pubblico di tutte le età. Come ti fa sentire tutto questo?</strong></span></p>
<p>Mi viene un po’ da ridere quando mi parlano di grande successo, io credo di essere solo piaciuto per come canto e questo mi fa molto piacere. E’ come se tanta gente mi avesse detto: “Sì ok Cristian, ci puoi provare, vai pure avanti così e poi vediamo che succede”. Il fatto che tra le persone a cui piace come canto, ci siano persone di ogni età è bellissimo, è forse la cosa che mi da più soddisfazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti dicono quando ti incontrano per le strade della città?</strong></span></p>
<p>Mi fanno i complimenti, le nonne mi baciano anche e non mi dispiace certo, lo fanno con grande affetto. Ora mi dicono anche che la mia voce è cambiata, molti aggiungono che è migliorata, qualcuno invece, la preferiva come era prima; sinceramente all’inizio ci rimanevo un po’ male, ma poi ho pensato che ci sono molti cantanti bravi e famosi che a me non piacciono, quindi se a qualcuno non piaccio più, forse significa che potrò diventare un cantante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Raccontaci un po’ della tua esperienza vissuta nella Grande Mela.</strong></span></p>
<p>New York è incredibile, i grattacieli, tutti quei taxi, un sacco di gente. Non ero mai uscito dall’Italia, quindi mi sembrava tutto strano e avevo anche un po’ di nostalgia di casa. Poi c’era la scuola da frequentare. Anche lì tutto nuovo: la lingua, tecniche nuove, insomma due settimane impegnative, ma una bellissima esperienza. Spero di tornare in America presto, magari per una vacanza con tutta la mia famiglia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 20 anni?</strong></span></p>
<p>Vecchiooooo… scherzo. Vent’anni sono più del doppio dei miei anni, chissà quante cose succederanno da qui ad allora. E’ normale che per quanto riguarda la professione, desidererei continuare a lungo su questa strada, per il resto vorrei avere vicino ancora tutte le persone care e magari qualcuna in più. Tra vent’anni vorrei essere ancora una brava persona. </p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Ho un cassetto grandissimo, magari un po’ disordinato, ci sono un sacco di cose per ora. Ogni giorno ci metto qualcosa e non butto nulla. Sono fortunato, ho avuto esperienze importanti che mi hanno permesso di sognare molto. Credo di avere molto tempo per fare ordine nel cassetto dei sogni, magari dividere le cose importanti da quelle che lo sono meno e buttare le cose inutili, che levano spazio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia? </em>Di tutto e sempre</p>
<p><em>La tua playlist: </em>Mentre te lo dico, è già cambiata</p>
<p><em>Suoneria del cellulare:</em> Vibrazione ovvio</p>
<p><em>Film preferito:</em> Titanic</p>
<p><em>Artista preferito: </em>Tanti, anzi tante, le donne sono più brave, senza nulla togliere ai maschi</p>
<p><em>Supereroe preferito: </em>Superman</p>
<p><em>Un viaggio che vorresti fare: </em>Tornare a New York</p>
<p><em>Se fossi un pianeta: </em>Uno abitato</p>
<p><em>Descriviti in tre aggettivi: </em>Impulsivo, testardo, determinato</p>
<p><em>Presente, passato o futuro?</em> Ho quasi 16 anni… futuro!</p>
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		<title>Max Galli E L&#8217;Utopica Agenzia VanGoGh</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="175" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/imgmax01-300x175.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Max Galli E L&#039;Utopica Agenzia VanGoGh" title="Max Galli E L&#039;Utopica Agenzia VanGoGh" /></p>Max Galli, designer e grafico, è riuscito a trasformare la sua passione in lavoro e di certo non è stata una cosa semplice o banale. Trae ispirazione da sua figlia Nicole, dall’arte, dalla vita. Ha vinto il “Webby Awards” negli Stati Uniti, conosciuto anche come “l’Oscar del web”, il più importante premio al mondo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="175" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/imgmax01-300x175.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Max Galli E L&#039;Utopica Agenzia VanGoGh" title="Max Galli E L&#039;Utopica Agenzia VanGoGh" /></p><p style="text-align: center;"><strong>Max Galli, </strong>designer e grafico, è riuscito a trasformare la sua passione in lavoro e di certo non è stata una cosa semplice o banale. Trae ispirazione da sua figlia Nicole, dall’arte, dalla vita. Ha vinto il “Webby Awards” negli Stati Uniti, conosciuto anche come “l’Oscar del web”, il più importante premio al mondo per i progetti digitali. Il progetto a cui è più legato è “l’utopica agenzia vanGoGh. Uno spazio creativo all’avanguardia in ambito digitale, in grado di attrarre talenti dalla Cina, dall’India, dal Brasile, dalla Russia”.<img class="size-large wp-image-5945 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/imgmax01-1024x598.jpg" alt="" width="717" height="419" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Max, quale è stato il tuo percorso di formazione?</strong></span></p>
<p>Dopo gli anni dedicati allo studio della grafica e delle comunicazioni visive, qualche master e diversi workshop dedicati al design e al digitale, ho riscoperto il mondo della <strong><a title="Formazione e Crescita Personale" href="http://www.150681.it/realizzazione-e-crescita-personale-e-professionale/" target="_blank">formazione e crescita personale</a></strong>. Mi sono immerso nella <a title="pnl " href="http://www.lintervista.it/pnl-programmazione-neuro-linguistica/" target="_blank">PNL</a>, nel coaching e in tutte quelle discipline che mi hanno permesso di intraprendere il cammino per diventare una persona migliore.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come è nata in te la passione per il design e per le arti visive?</strong></span></p>
<p>Non ricordo l’origine della mia passione, è come se ci fosse da sempre. Forse le passioni ci accompagnano sin dalla nascita e ad un tratto si manifestano. Di certo è che l’appetito che alimenta la mia passione non è ancora sopito.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come hai iniziato a lavorare nel settore?</strong></span></p>
<p>Iniziai come designer e fotografo nel reparto creativo di un’industria grafica oltre 21 anni fa. Dopo un paio d’anni di disegni e inalazioni d’acidi fotografici, decisi di muovere i miei primi passi come libero professionista. Successo e buoni clienti non tardarono ad arrivare. A 23 anni mi sentivo un Re, disegnavo cover di dischi per alcune etichette discografiche ed ebbi  l’opportunità di conoscere diversi artisti.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quale è la fonte della tua ispirazione?</strong></span></p>
<p><strong><em>Mia figlia.</em></strong> Una piccola artista, con i suoi 5 anni, i suoi disegni e la sua visione creativa e trasparente della vita, è in grado di trasmettermi amore ed una grande energia.</p>
<p><strong><em> L’arte.</em></strong> Alcune opere, alcuni musei, alcuni artisti, hanno qualcosa di magico, esercitano su di me un’influenza incredibile. Sono di fronte all’opera ma vorrei essere di fronte ad una tela bianca per dar vita all’emozione che in quel momento mi esplode dentro. J.M. Basquiat e la sua disperazione artistica mi hanno entusiasmato, come pure Gastone Novelli, l’artista concettuale che univa la parola al disegno e Franz Kline con il suo percorso di astrazione visiva.</p>
<p>L’arte è fonte d’ispirazione per ogni persona della mia agenzia (vanGoGh-creative.it) che ha accesso gratuito a mostre, cinema e musei di ogni genere.  Abbiamo fame di stimoli e se non ci nutriamo di nuova linfa, la nostra capacità creativa tenderà a smettere di crescere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Fino ad ora, quale è stato il momento più importante nella tua carriera?</strong></span></p>
<p>Penso di essere al decimo scalino di 100 nonostante un’attività ventennale ricca di soddisfazioni. Ogni obiettivo raggiunto, ogni gara vinta, ogni nuovo awards che premia un progetto che si è distinto a livello nazionale o internazionale, rappresenta un momento importante della mia vita professionale.</p>
<p>L’ultimo evento degno di rilevanza, rappresentare l’Italia e vincere il <strong>Webby Awards</strong> negli Stati Uniti. Il webby è il più importante premio al mondo per i progetti digitali, conosciuto anche come “l’Oscar del web”, vinto con il progetto online ideato per il brand <strong>Vespa.com</strong> e grazie alle grandi capacità creative e tecnologiche dei miei ragazzi.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il tuo lavoro è la tua passione, ma hai anche altri interessi? Quali sono?</strong></span></p>
<p><a title="annunci di lavoro" href="http://www.bachecalavoro.com/" target="_blank">Avere un lavoro</a> che rappresenta anche una passione non è cosa banale, sono sicuramente molto fortunato, ma la vita non può essere solo “casa e bottega” come diceva mio nonno. Dedico il mio tempo libero alla pittura (un amico gallerista mi definisce un pittore della domenica), alla musica (ho militato in una cover band fino allo scorso anno, poi si sono liberati di me ed hanno inciso un disco <img src='http://www.lintervista.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ) ed alla formazione (diversi anni fa sono diventato coach e per diletto, metto la mia esperienza a disposizione delle persone che investono nella crescita personale). Riesco anche a trovare il tempo per la mia famiglia, incredibile.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quale è il segreto del tuo successo?</strong></span></p>
<p>La parola successo ha significati diversi per ogni persona, per me avere successo significa poter fare quello che voglio, quando voglio. Non ci sono formule magiche, ma impegno, costanza, positività e tanta calma.</p>
<p>Non mi sento arrivato. Mi sento una persona in cammino, con grandi obiettivi e ancora molte cose da imparare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Un sogno nel cassetto dal punto di vista professionale:</strong></span></p>
<p>Se i sogni rimangono in un cassetto penso sia molto difficile realizzarli. Io ho una piccola agenda su cui ogni mattina riscrivo i miei obiettivi per orientare la giornata nella loro direzione.</p>
<p>Dal punto di vista professionale, entro il 2013 voglio portare vanGoGh ai vertici in Europa, attraverso una politica di investimenti qualitativi, fusioni, acquisizioni.</p>
<p>Entro metà 2012 consolidare ed affermare la nuova agenzia di comunicazione che abbiamo aperto ad Hong Kong in joint venture, con altre società del mondo della comunicazione www.1.618group.hk</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Un sogno nel cassetto dal punto di vista personale:</strong></span></p>
<p>Un desiderio che spero si concretizzi presto, fare una mostra personale di opere dipinte con mia figlia e devolvere il ricavato delle vendite all’associazione di cui faccio parte <a rel="nofollow" href="http://www.unfuturomigliore.it/" target="_blank">www.unfuturomigliore.it</a> per aiutare i bimbi di una missione in Brasile.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A quale progetto ti senti più legato? Perché?</strong></span></p>
<p>L’utopica agenzia vanGoGh. Uno spazio creativo all’avanguardia in ambito digitale, in grado di attrarre talenti dalla Cina, dall’India, dal Brasile, dalla Russia. Utopica poiché le persone contano più del denaro che sono in grado di generare. Utopica perché il progetto d’agenzia si alimenta di arte e vive di relazioni. Utopica perché si sta costruendo un&#8217;identità, alimentandosi con il denaro che riesce a generare ed affermandosi grazie alla qualità creativa che è in grado di esprimere. Emergere in un contesto dominato dalle multinazionali non è cosa facile.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Raccontaci una tua giornata tipo:</strong></span></p>
<p>Sveglia ore 6,00. Alterno lo yoga al running in funzione del programma che seguo. Chiudo gli esercizi con 20 minuti di meditazione, tutte le mattine da 6 anni a questa parte. Dopodichè m’immergo in una giornata che per mia fortuna è sempre differente. Viaggio molto per incontrare clienti abituali e trovarne di nuovi, facilito il lavoro dei miei ragazzi e partecipo alla definizione delle strategie di comunicazione.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai dovuto affrontare tanti ostacoli per arrivare ad essere quello che sei?</strong></span></p>
<p>Sì. Sono stato spesso in ginocchio, sono caduto e mi sono rialzato. Sono diventato un esperto, poiché ho sbagliato tutto ciò che era possibile sbagliare e forse non ho ancora smesso.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come e chi ti ha aiutato ad affrontarli?</strong></span></p>
<p>Ho incontrato molte persone che mi hanno aiutato a trovare in me stesso la forza necessaria per andare avanti. Mia moglie Lorena prima di tutti e mia figlia Nicole mi danno forza ed energia. Ho avuto poi la fortuna di avere una grande coach, Miranda Sorgente.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Nel tuo lavoro, hai rapporti con tanta gente dello spettacolo. Come vivi il tuo rapporto con loro?</strong></span></p>
<p>I primi momenti di fronte ad un’artista sono carichi di emozione, poi la professionalità emerge e nasce un dialogo equilibrato. Ho avuto la possibilità di lavorare per diverse case discografiche in passato ed ho incontrato alcune belle persone. Ho un ottimo ricordo dell’energia che una “boy band” di gran livello è sempre riuscita a sprigionare, anche nella vita privata: la mitica P.F.M.</p>
<p>Devo onestamente dire che la musica, dal punto di vista professionale, appartiene al mio passato, ora le mie relazioni sono prevalentemente con titolari d’azienda e direttori marketing. Tutta un’altra musica.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Che consiglio daresti a chi desidera intraprendere la tua stessa strada?</strong></span></p>
<p>Avere ben chiaro i propri obiettivi aiuta a raggiungerli. Avere ben chiaro i propri limiti aiuta a colmarli. Investire sulla crescita personale e professionale, perché non si smette mai di imparare. Avere il coraggio di sbagliare e soprattutto dare la possibilità di sbagliare a tutti i collaboratori di cui ci si avvale. Trovare il tempo di fermarsi a pensare, trovare il giusto equilibrio tra la logica ed il cuore e sorridere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Artista preferito: </em>Jean Michel Basquiat</p>
<p><em>Suoneria del cellulare: </em>Arpa</p>
<p><em>Città europea preferita<strong>: </strong></em>Londra</p>
<p><em>Personaggio storico: </em>Luisa Spagnoli</p>
<p><em>Ultimo libro letto: </em>Siamo tutti strambi – Seth Godin</p>
<p><em>Un oggetto di cui non potresti mai farne a meno:</em> Non ho nulla di indispensabile</p>
<p><em>Un oggetto inutile: </em>Il pettine</p>
<p><em>Cinema o teatro: </em>Cinema<strong></strong></p>
<p><em>Cosa non può mancare sulla tua scrivania: </em>Una pianta</p>
<p><em>Mese preferito: </em>Marzo</p>
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		<title>Claudia Gerini</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 17:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Claudia-Gerini-021-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Claudia Gerini, attrice italiana" title="Claudia Gerini, attrice italiana" /></p>La bella Claudia Gerini nasce a Roma il 18 Dicembre 1971. Nel 1985 partecipa al concorso di bellezza “Miss Teen-ager” e lo vince. Tra i giurati siede Gianni Boncompagni, con il quale la Gerini, allora quattordicenne, instaura una relazione (naturalmente molto chiacchierata per la notevole differenza di età tra i due). Grazie a Boncompagni, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Claudia-Gerini-021-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Claudia Gerini, attrice italiana" title="Claudia Gerini, attrice italiana" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5939" title="Claudia Gerini" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Claudia-Gerini-021.jpg" alt="Claudia Gerini" width="366" height="550" />La bella <strong>Claudia Gerini </strong>nasce a Roma il 18 Dicembre 1971. Nel 1985 partecipa al concorso di bellezza “Miss Teen-ager” e lo vince. Tra i giurati siede Gianni Boncompagni, con il quale la Gerini, allora quattordicenne, instaura una relazione (naturalmente molto chiacchierata per la notevole differenza di età tra i due).</p>
<p>Grazie a Boncompagni, che è il suo Pigmalione, <strong>Claudia Gerini </strong>esordisce nel famoso programma televisivo da lui diretto, “Non è la Rai”, nel 1991.</p>
<p>Poco dopo, Claudia fa il suo ingresso nel cinema, e diventa subito popolare per la partecipazione ad alcuni film di Carlo Verdone, come “Sono pazzo di Iris Blond” e “Viaggi di nozze”.</p>
<p>La bravura di Claudia Gerini come attrice è indiscutibile: ricordiamo i suoi personaggi in altri famosi film quali “Tutti gli uomini del deficiente”, “Fuochi d’artificio”, “Non ti muovere”, “La terra”, “La passione di Cristo”.</p>
<p>Oltre alla carriera cinematografica, che le dà grandi soddisfazioni, l’attrice veste i panni della conduttrice dell’edizione di Sanremo 2003, dominando la scena dell’Ariston con Pippo Baudo e Serena Autieri.</p>
<p>Felicemente in coppia con il leader dei “Tiromancino”, Federico Zampaglione, Claudia è la protagonista del film “Nero bifamiliare”, che vede Zampaglione come regista esordiente, nel 2007.</p>
<p>Un anno prima, l’attrice romana ha l’onore di lavorare ad un film con Giuseppe Tornatore, il cui titolo è “La sconosciuta”. Ma è con il regista e attore Carlo Verdone che la Gerini trova l’affinità artistica e professionale: nel 2008 la vediamo nel famoso film diretto da Verdone, “Grande, grosso e Verdone”.</p>
<p>Ma Claudia se la cava abbastanza bene anche come cantante: seguendo le indicazioni del compagno Federico Zampaglione, poco prima dell’estate del 2009, incide il suo primo disco dal titolo “Like never Before”.</p>
<p>Claudia appare anche in due videoclip realizzati dai Tiromancino: “L’alba di domani” e “Amore impossibile”. L’attrice ha due figlie: la prima avuta nel 2004 con l’ex marito Alessandro Enginoli, e l’altra nata nel 2009 dalla relazione con il cantante Zampaglione.</p>
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		<title>Gianluca Impastato, Un Comico &#8220;Simpatico, Affascinante E Modesto&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 08:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/402797_3154732950633_1334480131_4843618_667656331_n1-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gianluca Impastato, Un Comico &quot;Simpatico, Affascinante E Modesto&quot;" title="Gianluca Impastato, Un Comico &quot;Simpatico, Affascinante E Modesto&quot;" /></p>Gianluca Impastato, attore e comico italiano, ha da sempre avuto un’indole sarcastica e ironica, che oltre a fargli collezionare numerosi 7 in condotta, l’ha portato in tutte le case degli italiani, con programmi televisivi, tra i quali spicca “Guida al Campionato”, “Così fan tutte”, “Life Bites “ e “Colorado”. Gianluca, in cosa sei impegnato al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/402797_3154732950633_1334480131_4843618_667656331_n1-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gianluca Impastato, Un Comico &quot;Simpatico, Affascinante E Modesto&quot;" title="Gianluca Impastato, Un Comico &quot;Simpatico, Affascinante E Modesto&quot;" /></p><p><strong>Gianluca Impastato, </strong>attore e comico italiano, ha da sempre avuto un’indole sarcastica e ironica, che oltre a fargli collezionare numerosi 7 in condotta, l’ha portato in tutte le case degli italiani, con programmi televisivi, tra i quali spicca “Guida al Campionato”, “Così fan tutte”, “Life Bites “ e “Colorado”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Gianluca, in cosa sei impegnato al momento?<img class="alignright size-full wp-image-5929" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/402797_3154732950633_1334480131_4843618_667656331_n1.jpg" alt="" width="448" height="672" /></strong></span></p>
<p>Stiamo lavorando ad un progetto con Colorado, con personaggi nuovi, ambientati nel passato. L’impegno più prossimo è questo, ma sto preparando anche alcuni spettacoli live e fra un po’, ci prepareremo anche per la prossima edizione di Colorado.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dal 1998 fai parte del gruppo i Turbolenti, quando vi siete conosciuti si è subito creato un feeling tra voi?</strong></span></p>
<p>Sì, perché ci siamo conosciuti 20 anni fa e dopo qualche anno è nata la scintilla, poi si è creata una forte amicizia e la voglia di fare qualcosa di divertente. C’era molta voglia di divertirsi, avevamo esperienze comuni e quindi abbiamo pensato di imbarcarci in quest’esperienza, nata per gioco, ma che poi si è trasformata in una vera e propria professione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per mestiere sei abituato a far ridere le persone, ma a te cosa e chi fa ridere?</strong></span></p>
<p>Ci sono tante persone che mi fanno ridere da un punto di vista artistico. Ho dei colleghi molto bravi, ma nominandoli non vorrei togliere qualcosa a qualcuno. Molti colleghi mi fanno ridere non solo sul palco, ma anche nella vita. Personalmente, rido molto spesso e spesso mi capita di ridere per le cose che faccio io.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti regalassero un super potere, quale sceglieresti e perché?</strong></span></p>
<p>Essere invisibile. Perché mi piacerebbe vedere come si comportano le persone quando non sono presente. E’ sempre stato il mio desiderio, mi ha sempre stuzzicato l’idea, perché viviamo in un mondo dove molto spesso, non si dicono le cose come stanno e quindi mi piacerebbe sapere cosa pensano realmente le persone di me.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come eri da bambino?</strong></span></p>
<p>Ero piuttosto vivace. Ho vissuto un periodo particolare di timidezza, mentre nell’adolescenza ero molto meno timido. Avevo sempre 7 in condotta, non ero un tipo tranquillo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual era la frase che i tuoi genitori ti ripetevano in continuazione?</strong></span></p>
<p>Ce ne sono un po’. Quando ho iniziato ad uscire, la frase tipica era: “Questa casa non è un albergo”, un classico. C’è stato un periodo che uscivo tutte le sere e mia madre molto spesso cucinava, ma non rientravo per tempo e quindi erano costretti ad aspettare che rientrassi. Mentre la frase che mi ripeteva sempre mio padre e che tutt’oggi ripete ancora è: “Ma cosa vuoi fare da grande?”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se oggi non fossi un artista, probabilmente saresti….</strong></span></p>
<p>Sono laureato in scienze motorie, quindi probabilmente farei qualcosa di inerente alla mia laurea. Se non fossi diventato un comico, questa sarebbe stata una possibile alternativa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio daresti a chi vorrebbe fare il comico?</strong></span></p>
<p>Dare consigli è molto molto difficile, non è semplice. La cosa più importante penso sia l’umiltà e lavorare sodo, soprattutto ascoltare tutti coloro che hanno più esperienza di te. Questa è una cosa fondamentale ed io ho sempre avuto persone che mi hanno aiutato nella mia crescita, in primis Diego Abatantuono. Imparare ad ascoltare e fidarsi ciecamente di coloro che hanno più esperienza, è un mio consiglio, anche se a volte, è giusto che ognuno di noi faccia i suoi errori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5928" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/252578_2152121005961_1334480131_4083685_3762686_a1.jpg" alt="" width="180" height="269" />C’è qualcosa che ti è stato impedito di fare e che rimpiangi?</strong></span></p>
<p>No, fortunatamente. E devo ringraziare i miei genitori, che non mi hanno mai messo i bastoni fra le ruote, nonostante la loro estrazione sociale. Entrambi provengono dal Sud del dopoguerra, quindi parlo degli anni ’50 e quindi entrambi con un’educazione particolare. Mio padre credeva che il posto fisso fosse un punto d’arrivo. Nonostante questo, mi hanno sempre fatto fare quello che volevo.</p>
<p><strong><span style="color: #800000">Ti è mai capitato di trovarti in una situazione imbarazzante durante la tua carriera? E come ne sei venuto fuori</span>?</strong></p>
<p>Ricordo un giorno, una convention importante sul Lago di Como, un posto bellissimo, c’era tanta gente. Un ricco entourage tedesco, legato al marchio Mercedes. C’erano tanti maxischermi. Ricordo che ero molto raffreddato e mi scappò da ridere, dal naso uscì la classica candela. C’era il mio primo piano su tutti i maxischermi ed io non potetti fare nulla per nascondere il mio viso. Fu un momento imbarazzatissimo, avrei tanto voluto sprofondare. Ancora oggi mi imbarazza raccontarlo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi in un futuro non troppo lontano?</strong></span></p>
<p>Sicuramente mi vedo genitore e spero di fare parte ancora di questo campo, anche se in futuro spero di ritirarmi in campagna per potermi dedicare a qualcosa di più tranquillo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei momenti di pausa lavorativa a cosa ti dedichi?</strong></span></p>
<p>Sono bravissimo a non far nulla, sono campione mondiale in questo. Ci sono giorni in cui mi stendo sul divano e non muovo neanche un muscolo del corpo. Ci sono giorni molto movimentati, giorni in cui sei sballottato a destra e a sinistra, ad orari pazzeschi. Quindi, quando ne ho la possibilità, mi piace stare senza far nulla. Poi mi piace fare footing, perché mi scarica moltissimo e mi piace stare con gli amici.</p>
<p><strong><span style="color: #800000">Qual è un aspetto di Gianluca Impastato che non conosciamo</span>?</strong></p>
<p>Sono sempre quegli aspetti che non interessano. Il lato più profondo, ma non so se in realtà possa interessare più di tanto. Quello che faccio vedere, è quello che va bene, insomma. Non ho interesse a far vedere di più.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dal tuo lavoro hai tratto più vantaggi o più rinunce?</strong></span></p>
<p>Più vantaggi. Non ho dovuto rinunciare praticamente a nulla, sono sempre riuscito a fare tutto. Forse, da un punto di vista sentimentale, direi che è molto più difficile avere una relazione stabile con una persona. Quando sei sempre in movimento, ti capita di tralasciare e trascurare la relazione di coppia, ma non perché tu lo voglia, ma per forza di cose.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La maggior parte dei comici ha una vena malinconica nascosta. Anche tu ne hai una?</strong></span></p>
<p>Sì, diciamo che l’apprezzo di più, soprattutto perché trascorro molto tempo ridendo e cercando di far ridere. Bisogna fare ridere le persone durante g<strong>l</strong>i spettacoli e tutto questo mi aiuta ad apprezzare molto di più quei momenti di malinconia. Ho raggiunto i 40 anni e a quest’età si fa sempre un primo bilancio di quella che è stata la propria vita. Ogni tanto la mia malinconia è legata proprio a questo, al tempo che passa. Sono stati 20 anni molto divertenti e quindi il tempo che passa mi rende triste.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa trai ispirazione per i tuoi sketch?</strong></span></p>
<p>Da quello che mi colpisce e non so neanche che cosa è che mi colpisce. Molto deriva dalle cose che mi interessano. Perché per trasformare una cosa seria in una cosa comica, la devi conoscere a fondo. Per adesso è così..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci saluti con una citazione?</strong></span></p>
<p>Tre cose amo nella vita: la fama, i soldi e il vino. Perché con la fama, mi faccio i soldi e con i soldi posso comprarmi il vino.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti: </em>Simpatico, affascinante e modesto</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino:</em> Dipende, non ne ho uno ricorrente</p>
<p><em>Cosa c’è sotto il tuo letto? </em>Un po’ di roba vecchia e l’amante</p>
<p><em>Non esci mai senza: </em>Il cellulare</p>
<p><em>Il libro sul comodino: </em>“23 11 63” di Stephen King</p>
<p><em>Su un’isola deserta con:</em> Charlize Theron</p>
<p><em>Dolce o salato?</em> Salato, tutta la vita</p>
<p><em>La collezione: </em>Colleziono orologi, fumetti e figuracce</p>
<p><em>Penna o computer? </em>Computer</p>
<p><em>L’ultimo regalo ricevuto:</em> Un ferma soldi in oro</p>
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		<title>San Valentino</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 07:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-07-a-08.23.22-300x199.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Frasi Idee e Storia di San Valentino" title="Frasi Idee e Storia di San Valentino" /></p>San Valentino è la Festa degli Innamorati, San Valentino è stato un Vescovo e Martire Cristiano, definito il Santo dell&#8217;Amore per vari miracoli fatti agli innamorati. La Festa di San Valentino ogni anno viene festeggiata da tutti gli innamorati con scambi di regali e cene romantiche a lume di candela. Frasi e Aforismi di San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-07-a-08.23.22-300x199.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Frasi Idee e Storia di San Valentino" title="Frasi Idee e Storia di San Valentino" /></p><p><img class="alignnone size-full wp-image-5920" title="Frasi Idee e Storia di San Valentino" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-07-a-08.23.22.png" alt="Frasi Idee e Storia di San Valentino" width="720" height="450" /></p>
<p><strong>San Valentino</strong> è la Festa degli Innamorati, San Valentino è stato un Vescovo e Martire Cristiano, definito il Santo dell&#8217;Amore per vari miracoli fatti agli innamorati. La Festa di San Valentino ogni anno viene festeggiata da tutti gli innamorati con scambi di regali e cene romantiche a lume di candela.</p>
<p><strong>Frasi e Aforismi di San Valentino </strong></p>
<p>Amare non significa guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta. &#8220;Antoine de Saint-Exupery&#8221;</p>
<p>Se alcune vite formano un cerchio perfetto, altre assumono delle forme che non possiamo prevedere né comprendere appieno,<br />
il dolore è stato parte integrante del mio percorso, ma mi ha fatto capire che niente è più prezioso di un grande amore.  &#8221;Le parole che non ti ho detto&#8221;</p>
<p>Il linguaggio dell&#8217;amore è un linguaggio segreto e la sua espressione più alta è un abbraccio silenzioso. &#8220;Roberto Musil&#8221;</p>
<p>E sto abbracciato a te senza chiederti nulla, per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami. E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti. Non debba mai scoprire con domande, con carezze, quella solitudine immensa d&#8217;amarti solo io. &#8220;Pedro Salinas&#8221;</p>
<p>Per il mio cuore basta il tuo petto, per la tua libertà bastano le mie ali. Dalla mia bocca arriverà fino al cielo, ciò ch&#8217;era addormentato sulla tua anima. &#8220;Pablo Neruda&#8221;</p>
<p>Che il vostro cuore sia sempre colmo d&#8217;amore. Una vita senza amore è come un giardino senza sole e coi fiori appassiti. La coscienza di amare ed essere amati regalano tale calore e ricchezza alla vita che nient&#8217;altro può portare. <a title="Frasi e Aforismi Oscar Wilde" href="http://www.lintervista.it/aforismi-oscar-wilde/">Oscar Wilde</a></p>
<p>Rimani! Riposati accanto a me. Non andare. Io ti veglierò. Io ti proteggerò. Ti pentirai di tutto fuorché d&#8217;essere venuta a me, liberamente, fieramente. Ti amo. Non ho nessun pensiero che non sia tuo; non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te. Lo sai. Non vedo nella mia vita altra compagna, non vedo altra gioia. Rimani. Riposati. Non temere di nulla.Dormi stanotte sul mio cuore. &#8221;<a title="Gabriele D'Annunzio" href="http://www.lintervista.it/gabriele-d-annunzio/">Gabriele D&#8217;annunzio</a>&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Charles Dickens</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="242" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/CharlesDickens-300x242.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Charles Dickens" title="Charles Dickens" /></p>Charles Dickens ha scritto opere romanzi e racconti , è uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio! Frasi e Aforismi di Charles Dickens &#8220;Pensate se voi ed io fossimo italiani e fossimo cresciuti dall&#8217;infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io esser migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="242" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/CharlesDickens-300x242.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Charles Dickens" title="Charles Dickens" /></p><p>Charles Dickens ha scritto opere romanzi e racconti , è uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5896" title="Charles Dickens" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/CharlesDickens.jpeg" alt="Charles Dickens" width="720" height="300" /></p>
<p><strong>Frasi e Aforismi di Charles Dickens</strong></p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Pensate se voi ed io fossimo italiani e fossimo cresciuti dall&#8217;infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io esser migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no.&#8221;</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Più uno ingrassa, più diventa saggio. Pancia e saggezza crescono insieme.&#8221;</p>
<p>&#8220;È la mia vecchia ragazza che dice cosa fare. È lei che ha il cervello. Ma io non lo riconosco mai davanti a lei. Bisogna mantenere la disciplina.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ci vogliono venti anni a una donna per fare del proprio figlio un uomo, e venti minuti a un&#8217;altra donna per farne un idiota.&#8221;</p>
<p>&#8220;Lega un albero di fico nel modo in cui dovrebbe crescere, e quando sarai vecchio potrai sederti alla sua ombra.&#8221;</p>
<p><strong>Romanzi e Opere di Charles Dickens</strong></p>
<ul>
<li><em>Il Circolo Pickwick</em> (<em>The Posthumous Papers of the Pickwick Club</em>) (1836)</li>
<li><em>Le avventure di Oliver Twist</em> (<em>The Adventures of Oliver Twist</em>) (1837-1839)</li>
<li><em>Nicholas Nickleby</em> (<em>The Life and Adventures of Nicholas Nickleby</em>) (1838-1839)</li>
<li><em>La bottega dell&#8217;antiquario</em> (<em>The Old Curiosity Shop</em>) (1840-1841)</li>
<li><em>Barnaby Rudge</em> (1841)</li>
<li><em>Martin Chuzzlewit</em> (1843-1844)</li>
<li><em>Dombey e Figlio</em> (<em>Dombey and Son</em>) (1846-1848)</li>
<li><em>David Copperfield</em> (1849-1850)</li>
<li><em>Casa desolata</em> (<em>Bleak House</em>) (1852-1853)</li>
<li><em>Tempi difficili</em> (<em>Hard Times</em>) (1854)</li>
<li><em>La piccola Dorrit</em> (<em>Little Dorrit</em>) (1855-1857)</li>
<li><em>Racconto di due città</em> (<em>A Tale of Two Cities</em>) (11 luglio, 1859)</li>
<li><em>Grandi speranze</em> (<em>Great Expectations</em>) (1860-1861)</li>
<li><em>Il nostro comune amico</em> (<em>Our Mutual Friend</em>) (1864-1865)</li>
<li><em>Il mistero di Edwin Drood</em> (<em>The Mystery of Edwin Drood</em>) (non portato a termine) (1870)</li>
</ul>
<p><strong>Racconti di Charles Dickens</strong></p>
<ul>
<li><em>Il naufragio della Golden Mary (</em>The Wreck of the Golden Mary<em>) (1856)</em></li>
<li><em>Canto di Natale</em> (<em>A Christmas Carol</em>) (1843)</li>
<li><em>Le campane</em> (<em>The Chimes</em>) (1844)</li>
<li><em>Il grillo del focolare</em> (<em>The Cricket on the Hearth</em>) (1845)</li>
<li><em>La battaglia della vita</em> (<em>The Battle of Life</em>) (1846)</li>
<li><em>Il patto col fantasma</em> (<em>The Haunted Man and the Ghost&#8217;s Bargain</em>) (1848)</li>
<li><em>Perdersi a Londra</em> (<em>Gone Astray</em>) (1853)</li>
<li><em>Passeggiate notturne</em> (<em>Night Walks</em>) (1860)</li>
<li><em>Mugby Junction</em> (<em>Mugby Junction</em>) (1866)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vasco Rossi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="293" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-29-a-12.14.57-293x300.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vasco Rossi, Una RockStar Italiana" title="Vasco Rossi, Una RockStar Italiana" /></p>Vasco Rossi nasce nel 1952 a Zocca, località dell’Appennino tra Modena e Bologna. Affetto da un carattere turbolento fin da ragazzo, Vasco Rossi inizia e non conclude gli studi presso la facoltà di Economia ed in seguito di Pedagogia di Bologna. Abbandona dunque la carriera universitaria e Vasco Rossi si lancia in nuove esperienze: nel 1975 fonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="293" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-29-a-12.14.57-293x300.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vasco Rossi, Una RockStar Italiana" title="Vasco Rossi, Una RockStar Italiana" /></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-4553" title="Vasco Rossi, Una RockStar Italiana" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-29-a-12.14.57.png" alt="Vasco Rossi, Una RockStar Italiana" width="413" height="422" />Vasco Rossi nasce nel 1952 a Zocca, località dell’Appennino tra Modena e Bologna.</p>
<p>Affetto da un carattere turbolento fin da ragazzo, Vasco Rossi inizia e non conclude gli studi presso la facoltà di Economia ed in seguito di Pedagogia di Bologna.</p>
<p>Abbandona dunque la carriera universitaria e Vasco Rossi si lancia in nuove esperienze: nel 1975 fonda una radio libera assieme ad un gruppo di amici, e compone testi e canzoni nel segreto della sua stanza.</p>
<p>Nel giugno 1977 viene pubblicato il suo primo 45 giri, “Jenny e Silvia”, seguito &#8211; l’anno successivo &#8211; dal primo album “Ma cosa vuoi che sia una canzone”. Il disco passa quasi inosservato, così come il secondo, “Non siamo mica gli americani”, nonostante contenga la <strong><a title="albachiara testo" href="http://testi-canzoni.skeppy.com/testo-albachiara-vasco_rossi-1306816.html">canzone Albachiara</a></strong> che diventerà l’inno di una generazione.</p>
<p>Eppure è proprio a questa canzone che il successo di Vasco Rossi è dovuto: lentamente il pubblico comincia ad amarlo, ed al terzo album “Colpa d’Alfredo” segue il successo di “Siamo solo noi”, e “Vado al massimo”.</p>
<p>Nel 1983 Vasco Rossi partecipa al festival di Sanremo con la <a title="Vita spericolata testo" href="http://testi-canzoni.skeppy.com/testo-vita_spericolata-vasco_rossi-764766-html">canzone vita spericolata</a>, emblema della sua musica e della sua vita. Perché Vasco, una <em>vita spericolata</em>, la conduce fuori e sopra il palco, durante i concerti come nella sua quotidianità.</p>
<p>Droghe, donne, incidenti automobilistici, carcere, ma Vasco Rossi si limita a commentare “Va bene così”.</p>
<p>Eppure questa serie di guai sembra regalargli ancora più creatività. Sono infatti di questi anni le sue realizzazioni migliori: “Cosa succede in città”, “C’è chi dice di no”, “Liberi liberi” e “Fronte del palco”, a cui si affianca la nascita del primo figlio.</p>
<p>Il secondogenito di Vasco Rossi è invece fonte di ispirazione per l’album “Gli spari sopra”, del 1993, a cui segue una pausa da cui il cantautore riemerge con l’album “Nessun pericolo per te” (contenente la canzone “Gli Angeli”, il cui video è diretto da Roman Polanski), ed il celeberrimo “Rewind”.</p>
<p>Nel 2001 esce “Stupido Hotel”, e nello stesso anno Vasco Rossi vince Festivalbar con la canzone “Ti prendo e ti porto via”. Il 2004 è l’anno di “Buoni o cattivi”, seguito da un tour di due estati.</p>
<p>L’album successivo è “Il mondo che vorrei”, mentre nel giorno del suo cinquantanovesimo compleanno la rockstar italiana pubblica l’album  “Vivere o niente”, a cui segue l’annuncio dell’uscita di un film-documentario sulla sua vita.</p>
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		<title>Alessandro Perissinotto, &#8220;Mi Piace Creare Romanzi Appassionati&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="284" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/ale2009-284x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Perissinotto, &quot;Mi Piace Creare Romanzi Appassionati&quot;" title="Alessandro Perissinotto, &quot;Mi Piace Creare Romanzi Appassionati&quot;" /></p>Alessandro Perissinotto è uno scrittore italiano, autore di numerosi romanzi polizieschi e di natura politica, tra i quali “Per vendetta”, “L’anno che uccisero Rosetta”, “Al mio giudice” e “Semina il vento”, il suo ultimo romanzo pubblicato nel 2011. E’ autore anche di numerosi saggi.  L’erosione delle libertà democratiche da parte del potere finanziario e industriale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="284" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/ale2009-284x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Perissinotto, &quot;Mi Piace Creare Romanzi Appassionati&quot;" title="Alessandro Perissinotto, &quot;Mi Piace Creare Romanzi Appassionati&quot;" /></p><p><strong>Alessandro Perissinotto</strong> è uno scrittore italiano, autore di numerosi romanzi polizieschi e di natura politica, tra i quali “Per vendetta”, “L’anno che uccisero Rosetta”, “Al mio giudice” e “Semina il vento”, il suo ultimo romanzo pubblicato nel 2011. E’ autore anche di numerosi saggi.  L’erosione delle libertà democratiche da parte del potere finanziario e industriale, questo l’ultimo tema che lo affascina e su cui sta provando a costruirci un romanzo. In attesa della pubblicazione, Alessandro Perissinotto si racconta in quest’intervista.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Per quale motivo hai iniziat<img class="alignright size-large wp-image-5890" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/ale2009-972x1024.jpg" alt="" width="583" height="614" />o a scrivere?</strong></span></p>
<p>Credo che il motivo per cui ho iniziato sia lo stesso per cui continuo a scrivere: la voglia di inventare mondi, situazioni, personaggi. Questo era ciò che mi animava a 12 anni, quando ho fatto i primi (tremendi) tentativi di scrittura. Col tempo, a quella prima puerile motivazione, si è aggiunto il desiderio di costruire situazioni emblematiche, che parlino delle cose in cui credo senza la pesantezza del linguaggio saggistico.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Da cosa trai ispirazione per i tuoi libri gialli?</strong></span></p>
<p>Per i polizieschi, ma anche per i “romanzi-romanzi” (i miei ultimi due libri non sono dei polizieschi, ma piuttosto dei romanzi politici), l’ispirazione nasce sempre dalla cronaca. Non necessariamente dalla cronaca nera, ma semplicemente da “quel che succede intorno”.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Oggi la realtà è più efferata della fantasia, è difficile scrivere un libro originale?</strong></span></p>
<p>Sì, è difficile scrivere un libro originale non tanto perché la realtà superi la fantasia (questo è sempre accaduto), ma perché siamo continuamente investiti da un flusso narrativo diffuso (film, telefilm, romanzi, fumetti, ma anche notiziari e indagini giornalistiche che spesso assumono le caratteristiche del racconto). In tutto questo raccontare è difficile inseguire l’originalità assoluta. D’altra parte, se si eccettuano pochi eletti, nessuno di noi ha vite originali. Io credo dunque nelle storie che assomigliano alla vita e mi assumo il rischio della scarsa originalità: voglio creare romanzi appassionanti, non necessariamente originali.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ti sei mai bloccato davanti ad una pagina bianca? E in che modo riesci a superare il black-out?</strong></span></p>
<p>Generalmente io pianifico la mia scrittura costruendo scalette molto elaborate, dunque non ho mai di fronte a me una vera pagina bianca, so sempre ciò che dovrei scrivere. Quello che mi manca, talvolta è la voglia di scrivere: una bella pista da sci o una bella giornata in montagna riescono a cancellare ogni ispirazione.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>C’è un momento e un luogo particolari in cui ti piace scrivere?</strong></span></p>
<p>Non ho momenti particolari, quanto ai luoghi, mi piace scrivere all’aria aperta, in particolare su un tavolo di cemento nella frazione Lities (comune di Cantoira – TO) (v. <a rel="nofollow" href="http://www.marieclaire.it/Attualita/Silenzio-qui-si-scrive/Alessandro-Perissinotto">http://www.marieclaire.it/Attualita/Silenzio-qui-si-scrive/Alessandro-Perissinotto</a>) o nella stazione di arrivo di una seggiovia abbandonata nelle Alpi francesi.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A quale personaggio dei tuoi libri sei più affezionato?</strong></span></p>
<p>I personaggi sono come i figli: non c’è mai il preferito. E se c’è, non lo si dice.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai ricevuto molti “no” dalle case editrici, prima del successo? E come hai reagito?</strong></span></p>
<p>Ho inviato il mio primo libro a tre case editrici: due non mi hanno risposto, la terza me lo ha pubblicato (dopo 3 anni). Non ho reagito, ho solo aspettato. Ma sono ancora grato alla casa editrice Sellerio per quel sì, arrivato come un fulmine a ciel sereno.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Per uno scrittore è difficile emergere in Italia?</strong></span></p>
<p>Sì, lo è più che in altri Paesi. In Italia tutto passa attraverso la televisione, tutto, la peggior politica e il miglior romanzo: bisogna arrivare nei programmi giusti e questo è estremamente difficile.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi ha sempre creduto in te? E di chi temi più il giudizio?</strong></span></p>
<p>Ho avuto alcune persone, nelle case editrici, che hanno creduto in ciò che scrivevo: la fiducia dell’editore è fondamentale per uno scrittore. Ovviamente, il giudizio più temuto è quello del pubblico.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai nuovi progetti in corso di cui vorresti renderci partecipi?</strong></span></p>
<p>L’erosione delle libertà democratiche da parte del potere finanziario e industriale: è questo il tema che mi sta a cuore in questo momento. Appena riuscirò a far incarnare queste problematiche nella vita di un personaggio, nascerà un nuovo romanzo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Caratterialmente, sei un tipo tenebroso oppure solare?</strong></span></p>
<p>Sono un montanaro, questo vuol dire che sono spesso allegro, ma in modo molto riservato.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Se la tua vita fosse un libro, quale sarebbe?</strong></span></p>
<p>Dev’essere un libro che non ho ancora letto, altrimenti saprei già il finale. Ma se è un libro che non ho ancora letto non so dire qual è.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>C’è qualcosa di autobiografico nei tuoi libri?</strong></span></p>
<p>Tendo a ridurre al massimo la pulsione autobiografica. Di tanto in tanto, mi ritaglio qualche cameo, come il ruolo del marito di Anna Pavesi nella trilogia a lei dedicata.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Scrittore preferito: </em>Primo Levi</p>
<p><em>La collezione: </em>Da piccolo collezionavo bottigliette “mignon” di liquore. Ho resistito alla tentazione di bermele tutte</p>
<p><em>Una frase di un tuo libro:</em> L’indulgenza degli Stati sparge sale sulle ferite aperte nella carne dei giusti. (da <em>Per vendetta</em>)</p>
<p><em>Penna o computer: </em>Computer</p>
<p><em>Presente, passato o futuro?</em> Passato</p>
<p><em>Tu in 3 aggettivi e in 3 difetti.</em> Riservato, taciturno, appassionato. Irascibile, irrequieto, intransigente</p>
<p><em>Libro sul comodino:</em> Faulkner. <em>Sei racconti polizieschi</em></p>
<p><em>Capo d’abbigliamento preferito: </em>Completo scuro (in città), completo da sci (in montagna), nulla (sulle spiagge della Camargue)</p>
<p><em>Da bambino dicevi: “Da grande farò….”:</em> Lo scienziato. Mi sbagliavo</p>
<p><em>Se fossi una stagione: </em>Inverno</p>
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		<title>François Truffaut</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="271" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/S8TDvkP09lwuadcziuaAHeSjo1_500-300x271.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="François Truffaut" title="François Truffaut" /></p>In questo video puoi vedere un grande film di François Truffaut: Il Ragazzo Selvaggio Biografia Vita e Storia di François Truffaut]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="271" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/S8TDvkP09lwuadcziuaAHeSjo1_500-300x271.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="François Truffaut" title="François Truffaut" /></p><p>In questo video puoi vedere un grande film di <strong>François Truffaut</strong>: Il Ragazzo Selvaggio</p>
<p><object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e0lHmBuqVjk?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/e0lHmBuqVjk?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Biografia Vita e Storia di François Truffaut</strong></p>
<p><a href="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/S8TDvkP09lwuadcziuaAHeSjo1_500.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5878" title="François Truffaut " src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/S8TDvkP09lwuadcziuaAHeSjo1_500.jpeg" alt="François Truffaut " width="720" height="450" /></a></p>
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		<title>Billy Beane</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/1315772291614-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Billy Beane, dirigente sportivo americano" title="Billy Beane, dirigente sportivo americano" /></p>Lamar William Beane III (questo è il suo nome per intero) nasce in California il 29 Marzo 1962. Suo padre, un ufficiale arruolato nella Marina Militare, gli impartisce fin da piccolo un’educazione piuttosto rigida. Il giovane Billy Beane eccelle subito in tutti gli sport, ma la sua più grande passione è il baseball. Grazie alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/1315772291614-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Billy Beane, dirigente sportivo americano" title="Billy Beane, dirigente sportivo americano" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5869" title="Billy Beane" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/1315772291614.jpg" alt="Billy Beane" width="503" height="335" />Lamar William Beane III (questo è il suo nome per intero) nasce in California il 29 Marzo 1962. Suo padre, un ufficiale arruolato nella Marina Militare, gli impartisce fin da piccolo un’educazione piuttosto rigida.</p>
<p>Il giovane <strong>Billy Beane </strong>eccelle subito in tutti gli sport, ma la sua più grande passione è il baseball.</p>
<p>Grazie alla sua bravura e determinazione, entra nella “Major League di Baseball” giocando in varie squadre: Detroit Tigers, Minnesota Twins, Athletics di Oackland.</p>
<p>Dopo aver abbandonato il baseball come giocatore, <strong>Billy Beane </strong>decide di restare nell’ambiente ricoprendo il ruolo di dirigente. Così, dal 1990 al 1993 diventa osservatore: la sua professione consiste nel reclutare nuovi talenti sportivi.</p>
<p>Nel 1994 ricopre la carica di Assistente General Manager degli Athletics. Nel 1995, dopo la morte del proprietario, la squadra passa nelle mani di Ken Hofman e Stephen Schott. I due impartiscono ad Alderson, in quel periodo General Manager della squadra, un preciso ordine: quello di tagliare gli stipendi dei giocatori e dipendenti.</p>
<p>Per fare questo, Alderson mette a punto un’analisi attenta e precisa di quanto vale ogni singolo giocatore, affidandosi alla c.d. “sabermetrica”. Questa disciplina, il cui nome viene introdotto per la prima volta da Bill James, consente di analizzare il baseball attraverso l’utilizzo delle statistiche.</p>
<p>Grazie a questo sistema è facile individuare il valore delle prestazioni di un giocatore durante le sue prestazioni sportive passate, e prevedere quali saranno le future.</p>
<p>Dal baseball tale disciplina si è resa applicabile anche ad altri sport, come il calcio. Quando Billy Beane diventa General Manager al posto di Alderson, nell’Ottobre del 1997, comincia ad interessarsi della sabermetrica e delle sue concrete applicazioni.</p>
<p>I risultati raggiunti portano ad una conclusione: anche se pagati poco, i giocatori riescono a raggiungere il successo e a vincere. L’efficace metodo utilizzato da Beane diventa oggetto di un libro, scritto dall’autore Michael Lewis, intitolato “L’arte di vincere un gioco sleale”, pubblicato nel 2003.</p>
<p>Da questo best-seller è tratto il film “Money”, nel quale Beane viene interpretato dal bravissimo Brad Pitt. Grazie alle abilità dimostrate nell’amministrare le squadre di baseball, Billy Beane è ritenuto uno dei dieci dirigenti sportivi più importanti degli ultimi dieci anni. La classifica è contenuta nella rivista “Sports illustrated” del 2009.</p>
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		<title>Massimo Rotundo, Grande Esponente Del Fumetto Italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="220" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-50-220x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Massimo Rotundo, Grande Esponente Del Fumetto Italiano" title="Massimo Rotundo, Grande Esponente Del Fumetto Italiano" /></p>Massimo Rotundo è uno dei maggiori esponenti del fumetto d’autore italiano. Numerose e importanti le sue collaborazioni con riviste quali L’Eternauta, Orient Express, Comic Art e Sergio Bonelli Editore. Oltre ad essere un fumettista, ha lavorato anche per il cinema ed il teatro, realizzando costumi per opere teatrali e cinematografiche. Nel 1990 è stato premiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="220" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-50-220x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Massimo Rotundo, Grande Esponente Del Fumetto Italiano" title="Massimo Rotundo, Grande Esponente Del Fumetto Italiano" /></p><p><strong>Massimo Rotundo</strong> è uno dei maggiori esponenti del fumetto d’autore italiano. Numerose e importanti le sue collaborazioni con riviste quali L’Eternauta, Orient Express, Comic Art e Sergio Bonelli Editore. Oltre ad essere un fumettista, ha lavorato anche per il cinema ed il teatro, realizzando costumi per opere teatrali e cinematografiche. Nel 1990 è stato premiato con lo Yellow Kid come miglior disegnatore italiano. E’ anche il fondatore, nonché uno degli insegnanti, della Scuola Romana dei Fumetti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Massimo ci s<img class="alignright size-large wp-image-5872" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-50-751x1024.jpg" alt="" width="526" height="717" />pieghi come si diventa fumettisti?</strong></span></p>
<p>Lavorando in uno studio insieme a un autore o frequentando una scuola di settore, i percorsi personali vanno bene, ma la pratica serve  sempre.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio senti di poter dare a quelli che desiderano intraprendere la tua stessa carriera?</strong></span></p>
<p>Lavoro, lavoro e lavoro: si diventa bravi solo con un duro e rigoroso allenamento. E quando hai raggiunto una buona capacità tecnica e artistica  , hai la possibilità di concretizzare le tue idee, qualunque esse siano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La tua vena artistica è nata con te o pensi di averla ereditata da qualcuno?</strong></span></p>
<p>Da nessuno credo, tra i miei familiari il disegno è qualcosa di sconosciuto. Le predisposizioni artistiche  sono un modo personale per realizzare nella realtà i desideri interiori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i personaggi che più rappresentato il tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Se parli di persone vere, i miei amici fumettisti e pittori, Moebius e Milena Canonero,  se  invece intendi i personaggi dei fumetti: Tex , Corto Maltese, Batman, Valentina e Zanardi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quante e quali soddisfazioni ricavi dal tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>La costante  ricerca della creatività; tra fallimenti e successi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? E quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Attualmente sto disegnando la serie della Bonelli editore “ Shanghai Devil “ scritta da Gianfranco Manfredi. In futuro mi piacerebbe realizzare un libro illustrato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale personaggio non hai ancora realizzato, ma vorresti realizzare e perché ?</strong></span></p>
<p>Mi piacerebbe disegnare Batman, poiché sono molto interessato alle atmosfere gotiche.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i soggetti che preferisci?</strong></span></p>
<p>Non ho preferenze né preclusioni, dipende come si scrive una storia. in questo momento mi piacciono le storie che uniscono il crudo realismo alla fantasia, tipo “Il trono di spade”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto tempo dedichi al tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>8  &#8211; 10 ore al giorno in media.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ricordi la prima volta che hai preso una matita in mano?</strong></span></p>
<p>Ho un lontano ricordo, quando a 5 anni ho affrescato la carta da parati di mia madre, con conseguente  “premio”…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire essere un disegnatore di fumetti?</strong></span></p>
<p>Conoscere, più o meno, tutte le forme artistiche legate all’immagine.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E cosa vuol dire per te disegnare?</strong></span></p>
<p><strong>R</strong>accontare per immagini, una forma di scrittura primordiale.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per essere un disegnatore di fumetti, sarai sicuramente un tipo fantasioso e ricco di immaginazione, quanto incide questo nella tua vita quotidiana?</strong></span></p>
<p>Me ne allontana, con tutti i benefici e le problematiche del caso. Io però, sono riuscito ad essere aderente alla realtà, perché mi piace vivere a 360 gradi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sicuramente ci saranno stati dei momenti difficili nella tua vita, quanto ti ha aiutato disegnare?</strong></span></p>
<p>Mi ha salvato la vita… in  senso metaforico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che emozione provi nel realizzare i tuoi personaggi?</strong></span></p>
<p>Riuscire a trovare un personaggio che funziona  o che rappresenta il tuo alter ego, in effetti è una grande emozione. L&#8217;emozione che si prova è la sensazione di vivere in simbiosi con un persona reale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha lasciato il grande Sergio Bonelli?</strong></span></p>
<p>Solo cose positive: Sergio è stato un punto di riferimento, per me, per il fumetto e  per l’editoria italiana.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Guardandoti indietro, pensi di aver trascurato qualcosa per seguire la tua passione?</strong></span></p>
<p>Qualche volta il rigore, per motivi economici, ma sono scusato, perché l’ho fatto per la famiglia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere: </em>Amare</p>
<p><em>Sei soddisfatto quando….</em>raggiungo  una meta</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino:</em> Un ricco caffè</p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio:</em> Ridurre al minimo il bagaglio</p>
<p><em>Una sera a cena con: </em>Woody Allen</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo?</em> L’amore</p>
<p><em>Se fossi una città sarebbe? </em>Un incrocio tra Roma, Londra, Parigi, New York.</p>
<p><em>Piatto preferito: </em>Pane e olio, olive e formaggio, innaffiato da vino bianco ( Traminer )</p>
<p><em>Il posto del cuore:</em> In una tenda da campeggio, nel parco nazionale d’Abruzzo</p>
<p><em>La collezione:</em> Orologi e tartarughe di qualsiasi foggia e materiale</p>
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		<title>Italo Svevo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="220" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Italo_Svevo_1861-1928-220x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Italo Svevo" title="Italo Svevo" /></p>Italo Svevo (Trieste, 19 dicembre 1861 – Motta di Livenza, 13 settembre 1928) Aron Hector Schmitz nasce a Trieste il 19 dicembre 1861, da un padre ebreo di origine tedesca e da madre italiana. Nel 1874, viene mandato assieme ai due fratelli al collegio di Segnitz, in Baviera, dove studia il tedesco e altre materie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="220" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Italo_Svevo_1861-1928-220x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Italo Svevo" title="Italo Svevo" /></p><p><img src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/Italo_Svevo_1861-1928-220x300.jpg" alt="Italo Svevo" title="Italo Svevo" width="220" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-5862" />Italo Svevo (Trieste, 19 dicembre 1861 – Motta di Livenza, 13 settembre 1928)</p>
<p>Aron Hector Schmitz nasce a Trieste il 19 dicembre 1861, da un padre ebreo di origine tedesca e da madre italiana.<br />
Nel 1874, viene mandato assieme ai due fratelli al collegio di Segnitz, in Baviera, dove studia il tedesco e altre materie utili per l&#8217;attività commerciale paterna.<br />
Nel 1878 torna a Trieste e finisce il suo percorso di studi commerciali pur coltivando  un profondo interesse per la cultura letteraria.<br />
Nel 1880, con il fallimento dell&#8217;azienda paterna, inizia a lavorare presso la filiale cittadina della Banca Union di Vienna.<br />
Vive in Austria fino al 1918 in una città di confine dove, si forma una cultura europea grazie al circolo di svariate personalità che ruotano attorno al luogo. Il nome d’arte Italo Svevo riassume La sua volontà di essere rappresentante delle due nazioni, l’italiana e l’austriaca.<br />
Nel 1892 pubblica il suo primo romanzo” Una vita”, l&#8217;opera viene  ignorata dalla critica e dal pubblico.<br />
Intanto si sposa con la cugina Livia Veneziani : finalmente Svevo trova una sua dimensione come pater familias.<br />
 Nel 1898 pubblica il secondo romanzo,” Senilità” con scarso successo tanto da indurlo ad abbandonare la sua attività letteraria. Nel 1899 si dimette dalla Banca per entrare  nell&#8217;azienda del suocero.<br />
Nel 1907, in uno dei suoi viaggi, conosce Joyce che gli dà lezioni di inglese e con il quale stringe una feconda amicizia letteraria.<br />
Allo scoppio della prima guerra mondiale, l&#8217;azienda nella quale lavora viene chiusa dalle autorità austriache e Svevo si ritrova senza occupazione: è in questo periodo che approfondisce la conoscenza della letteratura inglese  interessandosi alla psicoanalisi e traducendo “La scienza dei sogni di Sigmund Freud”.<br />
Collabora al primo importante giornale triestino italiano, &#8220;La Nazione&#8221;, fondato dall&#8217;amico Giulio Cesari.<br />
Nel 1919 collabora con il giornale La Nazione, e inizia a scrivere “La coscienza di Zeno”: scoppia così il &#8220;caso Svevo&#8221; in Italia e in Francia, una vivace discussione attorno allo scritto su Zeno.<br />
Muore nel 1928 a Motta di Livenza per un incidente d&#8217;auto.<br />
Secondo l&#8217;ideologia di Svevo la realtà è una buffa commedia nella quale domina l&#8217;imprevedibile, il caso, il bizzarro, lo stato di malattia.<br />
Si afferma il tema dell&#8217;inetto, dello &#8220;uomo senza qualità&#8221;.<br />
Nei suoi personaggi inetti l&#8217;insuccesso è legato al &#8220;male di vivere&#8221; ed è una rinuncia di tipo filosofico ed esistenziale;  sono vinti ma senza grandezza perché la malattia della coscienza e l&#8217;inettitudine escludono la lotta.</p>
<p>OPERE</p>
<p> -Ariosto Governatore (1880)<br />
- Il primo amore (1880)<br />
- Le roi est mort, vive le roi! (1880)<br />
 -I due poeti (1880)<br />
- Difetto moderno (1881)<br />
 -La storia dei miei lavori (1881)<br />
- I tre caratteri, poi chiamato La gente superiore (1881)<br />
 -Una lotta (racconto) (1888)<br />
- L&#8217;assassinio di via Belpoggio (1890)<br />
 -Una vita (1892)<br />
 -Diario per la fidanzata (1896, ma uscito nel 1962)<br />
- Senilità (1898 e 1927)<br />
- La coscienza di Zeno (1923)<br />
 -La madre (1926)<br />
- Una burla riuscita (1926)<br />
- Vino generoso (1926)<br />
 -La novella del buon vecchio e della bella fanciulla (1926)<br />
- Profilo autobiografico (1929)<br />
-Corto viaggio sentimentale (incompiuto, postumo: 1949)<br />
- La novella del buon vecchio e della bella fanciulla (postumo: 1929 e 2008)<br />
 -Storia dello sviluppo della civiltà a Trieste nel secolo presente (saggio)</p>
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		<title>Don Lorenzo Milani</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="234" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/don_milani_1-300x234.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Don Lorenzo Milani" title="Don Lorenzo Milani" /></p>Lorenzo Milani nasce a Firenze il 27 maggio 1923 in una colta famiglia borghese. Nel 1930 si trasferisce  a Milano dove don Lorenzo compie i suoi studi di maturità classica. Nel  1941 Lorenzo si iscrive all’Accademia di Brera e l’anno successivo, in seguito alla guerra, fa ritorno con la sua famiglia a Firenze dove inizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="234" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/don_milani_1-300x234.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Don Lorenzo Milani" title="Don Lorenzo Milani" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5858" title="Don Lorenzo Milani" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/don_milani_1-300x234.jpg" alt="Don Lorenzo Milani" width="300" height="234" />Lorenzo Milani nasce a Firenze il 27 maggio 1923 in una colta famiglia borghese.</p>
<p>Nel 1930 si trasferisce  a Milano dove don Lorenzo compie i suoi studi di maturità classica.</p>
<p>Nel  1941 Lorenzo si iscrive all’Accademia di Brera e l’anno successivo, in seguito alla guerra, fa ritorno con la sua famiglia a Firenze dove inizia ad approfondire lo studio del Vangelo.</p>
<p>Nel 1943 entra in Seminario Maggiore di Firenze.</p>
<p>Il 13 luglio 1947 diventa prete.</p>
<p>Il 14 novembre 1954 Lorenzo viene nominato priore di Barbiana, una piccola parrocchia di montagna dove lentamente istituisce una tipologia scolastica di avviamento industriale.</p>
<p>Nel maggio del 1958 pubblica le “Esperienze pastorali” che viene immediatamente ritirato dal commercio in quanto ritenuto &#8220;inopportuno”.</p>
<p>Nel  1965 scrive una lettera aperta ad un gruppo di cappellani militari toscani, che in un loro comunicato definivano l’obiezione di coscienza &#8220;estranea al Comandamento cristiano dell’amore e espressione di viltà&#8221;. Don Lorenzo viene  rinviato a giudizio per apologia di reato.</p>
<p>Il 15 febbraio 1966 viene assolto anche se dopo la sua morte la Corte modifica la sentenza di primo grado e condanna lo scritto.</p>
<p>Don Lorenzo muore a Firenze il 26 giugno 1967 a 44 anni.</p>
<p>Opera fondamentale della scuola di Barbiana è “Lettera a una professoressa”   del maggio 1967, in cui i ragazzi della scuola denunciavano   il sistema scolastico ed il metodo didattico che favoriva l&#8217;istruzione delle classi più ricche, lasciando la piaga dell&#8217;analfabetismo in gran parte del paese.</p>
<p>E’ stato Don Milani ad adottare il motto &#8220;I care&#8221; motto che  riassumeva le finalità educative di una scuola orientata alla presa di coscienza civile e sociale.</p>
<p>Le carte originali di Don Milani sono custodite presso la Fondazione Giovanni XXIII di Bologna, presso la Fondazione don Lorenzo Milani di Firenze e presso l&#8217;Istituzione Centro di Documentazione Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, a Vicchio.</p>
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		<title>Andy Warhol, fondatore della Pop Art</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="275" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/wahrol-275x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andy Warhol, fondatore della Pop Art" title="Andy Warhol, fondatore della Pop Art" /></p>Il genio creativo di Andy Warhol è noto a tutti: la sua bravura spazia in vari ambiti dell’arte: nella scultura, pittura, regia cinematografica, fotografia, scenografia e montaggio. Possiamo dire che Andy Warhol (il cui vero nome è Andrew Warhola Jr) è il fondatore del famoso movimento artistico statunitense della Pop Art. Nato a Pittsburg il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/wahrol-275x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andy Warhol, fondatore della Pop Art" title="Andy Warhol, fondatore della Pop Art" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5813" title="Andy Warhol, fondatore della Pop Art" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/wahrol.jpg" alt="Andy Warhol, fondatore della Pop Art " width="475" height="517" />Il genio creativo di <strong>Andy Warhol </strong>è noto a tutti: la sua bravura spazia in vari ambiti dell’arte: nella scultura, pittura, regia cinematografica, fotografia, scenografia e montaggio.</p>
<p>Possiamo dire che <strong>Andy Warhol </strong>(il cui vero nome è Andrew Warhola Jr) è il fondatore del famoso movimento artistico statunitense della <strong>Pop Art</strong>.</p>
<p>Nato a Pittsburg il 6 Agosto 1928, Warhol cresce in Slovacchia, nel piccolo villaggio di Mikovà. I suoi genitori sono immigrati ruteni. Dopo la laurea in arte pubblicitaria, Andy si trasferisce nella “Grande Mela”, dove riesce subito ad affermarsi, collaborando a prestigiose riviste quali “Glamour” e “Vogue”.</p>
<p>Nel 1968 una giovane artista, Valeria Solanas, spara dei colpi di pistola verso Warhol e il suo amico Mario Amaya. Andy Warhol viene gravemente ferito, ma per fortuna non è in pericolo di vita.</p>
<p>La donna motiva il folle gesto dicendo che Warhol è una presenza troppo invadente nella sua vita. Dopo il grave episodio, Solanas propone a Warhol una sceneggiatura che parla dell’accaduto, ma naturalmente lui rifiuta di prenderla in considerazione.</p>
<p>La triste vicenda colpisce parecchio l’artista americano, tanto che si defila dalla vita mondana e pubblica. La vita di Andy Warhol finisce il 22 Febbraio 1987, a New York, dopo aver subito un’operazione chirurgica. Il suo ultimo lavoro si intitola “Last Supper”, e viene tenuto in esposizione a New York. Le opere più famose di Andy Warhol riproducono Mao Zedong, Marilyn Monroe, Che Guevara.</p>
<p>La tecnica di Warhol consiste nel riprodurre più volte l’immagine utilizzando ogni volta colori forti e vivaci. In genere l’artista prende spunto, per realizzare i suoi lavori, da immagini pubblicitarie o foto shock (come sedie elettriche o incidenti stradali) che colpiscano i fruitori. La sua arte provocatoria va interpretata nella maniera più corretta: Warhol lancia infatti un chiaro messaggio.</p>
<p>I prodotti reclamizzati e utilizzati dalla massa realizzano una vera e propria “democrazia sociale”. Anche le persone più povere possono bere la Coca-Cola, esattamente come fanno i personaggi famosi immortalati da Warhol. Andy produce film e lungometraggi; inoltre fonda la “Factory”, uno spazio dedicato agli artisti newyorkesi, una vera e propria fucina di talenti.</p>
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		<title>Matteo Becucci, &#8220;Il Canto&#8230;La Mia Passione&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/11551_187792799957_81918474957_2946841_1081909_n-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Matteo Becucci, &quot;Il Canto...La Mia Passione&quot;" title="Matteo Becucci, &quot;Il Canto...La Mia Passione&quot;" /></p>Matteo Becucci, cantautore italiano, è divenuto famoso tra il grande pubblico nel 2009, anno in cui, arrivò vincitore ad X-Factor. Da sempre appassionato di musica, ha trasformato la sua passione in professione. Ha partecipato al musical “Jesus Christ Superstar” interpretando, con la sua voce possente, la parte di Giuda, ricevendo ottime critiche e numerose citazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/11551_187792799957_81918474957_2946841_1081909_n-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Matteo Becucci, &quot;Il Canto...La Mia Passione&quot;" title="Matteo Becucci, &quot;Il Canto...La Mia Passione&quot;" /></p><p><strong>Matteo Becucci, </strong>cantautore italiano, è divenuto famoso tra il grande pubblico nel 2009, anno in cui, arrivò vincitore ad X-Factor. Da sempre appassionato di musica, ha trasformato la sua passione in professione. Ha partecipato al musical “Jesus Christ Superstar” interpretando, con la sua voce possente, la parte di Giuda, ricevendo ottime critiche e numerose citazioni sulla stampa nazionale.  <img class="alignright size-full wp-image-5823" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/11551_187792799957_81918474957_2946841_1081909_n.jpg" alt="" width="464" height="349" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Matteo Becucci?</strong></span></p>
<p>Un cantautore livornese a cui piace leggere libri e correre a piedi. Spesso nei libri trovo delle idee per i testi, che poi rielaboro correndo.  Una volta per concertare le due cose, mi sono portato un audiolibro da ascoltare correndo, ma non è stata una buona idea. Sono caduto. Quando un libro mi prende vado via di testa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come è cambiata la tua vita dopo X-Factor?</strong></span></p>
<p>Molto. Prima facevo il musicista e lavoravo part – time in uno studio commerciale. Adesso faccio solo il musicista e prendo lezioni di recitazione, cosa che mi attrae molto, dopo aver preso parte al musical “Jesus Christ Superstar”. Tutto il mio tempo lo dedico a scrivere canzoni, studiare ed esibirmi. È dura fare l’artista, si vendono pochi dischi ed anche le possibilità di esibirsi e fare concerti, in questo particolare momento, risentono ovviamente della crisi economica. Io però non mi scoraggio mai, è un motivo in più per mettersi in discussione e cercare nuove idee.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti chiedi mai, come sarebbe andata la tua vita se non avessi partecipato ad X-Factor?</strong></span></p>
<p>No, perché anche prima di X-Factor la musica era l’unico lavoro che facevo con passione. Anche se per contribuire al mantenimento della mia famiglia facevo anche un altro lavoro, la mia testa ha sempre vissuto nella musica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La popolarità ti ha cambiato?</strong></span></p>
<p>La popolarità cambia molto più le persone vicine all’artista che l’artista stesso. Tutto intorno cambia, tranne i vecchi amici, che sono pochissimi. Credo che il cambiamento che c’è stato, sia stato a livello caratteriale e nei rapporti con gli altri, dovuto al fatto che gli altri, molti devo dire, ti vedono diverso solo perché sei stato un po’ in televisione. Credo che l’unico mio vero e  proprio cambiamento, sia il fatto che adesso credo di più nelle mie idee.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei sposato con figli, quanto incidono nei tuoi rapporti personali, i viaggi e la lontananza da casa?</strong></span></p>
<p>La gestione dei rapporti non è facile stando molto in giro, ma sinceramente mi sono sempre spostato molto, sia per motivi musicali che per motivi legati alla mia seconda occupazione. Questo ha fatto sì che la mia famiglia, fosse già un po’ abituata ai miei spostamenti lavorativi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è stato lavorare con Morgan ai tempi di X-Factor?</strong></span></p>
<p>Morgan è un grande artista ed è un uomo molto istintivo. È stato stimolante e molto costruttivo per me. Una volta in trasmissione, abbiamo avuto un momento di attrito forte, ma è stato superato con l’intelligenza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Guardandoti indietro, pensi di aver lasciato qualcosa di importante per strada, per seguire la tua carriera? </strong></span></p>
<p>No, non credo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è Matteo Becucci in famiglia?</strong></span></p>
<p>Non so, dovreste chiederlo a loro. A me piace cucinare e riprendere le mie figlie quando non mettono ordine in casa.  A volte sono un po’ apprensivo con Giulietta e Caterina ( 8 e 5 anni) ma, superata l’età dei primi passi, dove tutto in casa può essere pericoloso, mi sono un po’ calmato. Mi aspetto però di tornare molto apprensivo, quando  reclameranno il primo  scooter. Aiuto!!!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stato il giorno più bello della tua vita?</strong></span></p>
<p>Ce ne sono molti fortunatamente. La nascita delle mie figlie sono due giorni molto importanti, sopra tutto il resto. Escludendo questi ricordi con gioia, ricordo in particolare un concerto avvenuto il 4 agosto del 1994 (il mio 24esimo compleanno). In quel periodo ero corista di Sergio Caputo e quella sera mi diede la chitarra in mano, mi lasciò da solo sul palco e mi disse di fare quello che volevo. Io cantai una canzone da me scritta che si intitola “ Dio cercasi”.  Tremavo. Cantai tremante, sbagliando accordi, fermandomi una volta, ma alla fine ci fu un grande applauso. Sergio disse che se non riuscivo ad emergere io nella musica, sarebbe stato un peccato per la musica stessa.  Se ci ripenso tremo ancora. Ho sempre avuto un gran pudore per le mie parole.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quello in cui hai desiderato mollare tutto e rinunciare ai tuoi sogni?</strong></span></p>
<p>Ma stai scherzando?? Preferirei morire subito. Mai.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è la persona che più ha creduto in te?</strong></span></p>
<p>Mio padre.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quella di cui temi maggiormente il giudizio?</strong></span></p>
<p>Me stesso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci racconti un aneddoto curioso che ti è capitato in questi anni?</strong></span></p>
<p>Un giorno in una sauna di Asiago, dove si entra rigorosamente (uomini e donne) nudi, un fan mi ha riconosciuto quando, tranquillo e senza veli, mi godevo quel bel tepore. Mi chiese con voce squillante se ero Matteo di X-Factor. Gli risposi chiedendogli da quale particolare “tratto somatico ” mi avesse riconosciuto……</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale artista italiano ti senti più vicino?</strong></span></p>
<p>Ci sono tanti artisti che mi hanno influenzato. Amo comunque pensare di aver appreso da Mario Venuti il gusto per un possibile pop italiano, che trovi le proprie radici sonore in Inghilterra,conservando parole e lirismi mediterranei.  Altrettanta importanza hanno però l’ironia dei testi di Sergio Caputo applicata allo swing. “Citrosodina” o come cavolo l’hanno voluta chiamare, ne è un esempio. Una cosa certa è che in Mario e Sergio ho sempre riscontrato una ricerca stilistica che va oltre la scuola dei cantautori italiani a loro contemporanei. Quello che Sergio ha trovato nel Jazz, Mario lo ha trovato nella Bossa Nova. Sono felice e fiero di essere diventato amico di entrambi, sono due persone molto sensibili e innamorate della musica ed in questo ultimo aspetto, mi sento molto simile a loro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>La tua Playlist: </em>Non c’è abbastanza spazio</p>
<p><em>Il tuo artista preferito: </em>Al momento è Gotye. Sorprendente!!!</p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia: </em>High heel blues</p>
<p><em>Ieri, oggi o domani: </em>Ora</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo?</em> Le donne</p>
<p><em>Pensieri o parole? </em>Fatti</p>
<p><em>La persona che stimi di più: </em>Mia madre</p>
<p><em>Suoneria del cellulare: </em>Feliz navidad di Jose Feliciano</p>
<p><em>Film preferito: </em>Qualcuno volò sul nido del cuculo</p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?</em> Non ho mai lasciato un bicchiere di buon vino a metà</p>
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		<title>Noemi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/noemi-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Noemi, cantante italiana" title="Noemi, cantante italiana" /></p>Nata a Roma nel 1982, Noemi (il cui nome all’anagrafe è in realtà Veronica Scopelliti), comincia ad interessarsi alla musica già da piccola, spinta dal padre appassionato di musica e chitarrista, che la invoglia a prendere lezioni di pianoforte. Oltre allo studio di pianoforte e chitarra, nei quali riesce benissimo, Noemi a soli undici anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/noemi-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Noemi, cantante italiana" title="Noemi, cantante italiana" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5536" title="Noemi" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/noemi.jpg" alt="Noemi" width="476" height="688" />Nata a Roma nel 1982, <strong>Noemi </strong>(il cui nome all’anagrafe è in realtà Veronica Scopelliti), comincia ad interessarsi alla musica già da piccola, spinta dal padre appassionato di musica e chitarrista, che la invoglia a prendere lezioni di pianoforte.</p>
<p>Oltre allo studio di pianoforte e chitarra, nei quali riesce benissimo, <strong>Noemi </strong>a soli undici anni dimostra di avere una bella voce, cantando nel coro organizzato dalla scuola.</p>
<p>Iscrittasi al DAMS di Roma, ottiene la laurea a pieni voti discutendo una tesi sul cinema, intitolata “Un corpo per Roger Rabbit”.</p>
<p>Dopo la partecipazione a Sanremolab, nel 2007 (dove si piazza tra i finalisti), Noemi nel 2009 partecipa ai provini per “X Factor” il famoso talent show trasmesso su Rai Due, vera e propria fucina di promesse nel campo musicale.</p>
<p>Tra tutti i partecipanti alle selezioni Noemi viene scelta, ed entra a far parte della squadra guidata dall’ex cantante dei Bluvertigo, Morgan. Dimostrando grande bravura e tenacia, la giovane cantante arriva quasi in finale.</p>
<p>Il brano presentato ad “X Factor”, intitolato “Briciole”, ottiene subito uno strepitoso successo: viene infatti trasmesso durante l’estate del 2009 in tutte le emittenti radiofoniche.</p>
<p>Nell’aprile dello stesso anno Noemi incide l’album che porta il suo nome, conquistando il “disco d’oro”. La giovane cantante si esibisce con alcuni grandi interpreti della musica italiana ed internazionale, come i Simply Red e zucchero, con il quale partecipa al “Concerto per Viareggio”. Ad Ottobre del 2009 è la volta di “Sulla mia pelle”, un album contenente dieci brani inediti: tra tutti, quello più amato dal pubblico porta il titolo di “L’amore si odia”, cantato in duetto con la bravissima Fiorella Mannoia.</p>
<p>Il singolo ottiene il “disco di platino”, mentre l’album resta per molto tempo ai primi posti nelle classifiche di vendita. Ad Ottobre 2009 Noem e la sua band cominciano il tour, che tocca varie località dell’Italia: lo spettacolo si tiene per lo più nei teatri. Nel 2010 la cantante partecipa all’edizione del Festival di Sanremo presentando il brano “Per tutta la vita”: qualche mese dopo gira l’Italia promuovendo sia il singolo che l’intero album.</p>
<p>Ad Aprile la ragazza esaudisce uno dei suoi sogni, e cioè cantare durante il concerto del suo idolo <strong><a title="Vasco Rossi" href="http://www.lintervista.it/vasco-rossi-una-rockstar-italiana/">Vasco Rossi</a></strong>. Nei concerti del 21 e 22 Aprile è lei ad aprire il concerto di Vasco a Torino. Si tratta di un momento particolarmente esaltante e lusinghiero per la sua carriera agli esordi.</p>
<p>Ed è proprio Vasco Rossi, insieme a Gaetano Curreri degli Stadio cura la musica, a scrivere il testo di un altro brano famoso di Noemi, “Vuoto a perdere”. L’album successivo, “RossoNoemi”, esce a Marzo del 2011. Uno dei singoli estratti, “Poi inventi il modo”, è scritto da Federico Zampaglione. Noemi parteciperà anche alla prossima edizione del Festival di Sanremo, con il brano intitolato: “Sono solo parole”.</p>
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		<title>Lamberto Sposini</title>
		<link>http://www.lintervista.it/lamberto-sposini/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Lamberto_Sposini-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Lamberto Sposini, conduttore televisivo e giornalista italiano" title="Lamberto Sposini, conduttore televisivo e giornalista italiano" /></p>E’ sicuramente uno dei giornalisti italiani più popolari e amati dal pubblico. Lamberto Sposini, nato a Foligno il 17 Febbraio 1952, acquisisce il titolo di giornalista professionista nel 1977. L’anno dopo entra nella Rai, e nel 1981 conduce il programma “TAM TAM” annesso al Tg1. La sua carriera giornalistica, iniziata molto presto, prosegue facendo l’inviato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Lamberto_Sposini-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Lamberto Sposini, conduttore televisivo e giornalista italiano" title="Lamberto Sposini, conduttore televisivo e giornalista italiano" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5540" title="Lamberto Sposini" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Lamberto_Sposini.jpg" alt="Lamberto Sposini" width="420" height="420" />E’ sicuramente uno dei giornalisti italiani più popolari e amati dal pubblico. <strong>Lamberto Sposini</strong>, nato a Foligno il 17 Febbraio 1952, acquisisce il titolo di giornalista professionista nel 1977. L’anno dopo entra nella Rai, e nel 1981 conduce il programma “TAM TAM” annesso al Tg1.</p>
<p>La sua carriera giornalistica, iniziata molto presto, prosegue facendo l’inviato dagli stadi per le partite del campionato di calcio, durante la famosa trasmissione sportiva condotta dal giornalista Paolo Valenti, “90° minuto”.</p>
<p>Nel 1985 Sposini partecipa alla creazione di una delle trasmissioni televisive più riuscite della Rai, “Uno mattina”.</p>
<p>Nel 1991 il giornalista lascia la Rai per trasferirsi a mediaste, dove diventa vicedirettore del Tg5 nel 1993. Nel 2005 viene nominato responsabile del settimanale “Terra!” e della rubrica televisiva “Gusto”.</p>
<p>Il “divorzio” professionale tra Sposini e l’azienda di Berlusconi avviene nel 2006, a seguito di un dissapore con il direttore del telegiornale Carlo Rossella. A causa della sua passione calcistica, Lamberto Sposini viene invitato spesso a partecipare alla trasmissione sportiva “Il processo di Biscardi”, nella veste di giornalista tifoso della Juventus.</p>
<p>Le sue conversazioni con Luciano Moggi (nelle quali i due stabiliscono i temi di cui parlare in trasmissione) vengono intercettate durante un’inchiesta giudiziaria riguardante le società calcistiche. Per questo motivo Sposini viene sospeso dall’attività giornalistica fino al 2006.</p>
<p>L’anno seguente il popolare conduttore torna in Tv con il programma “Buona la prima!” in onda su Italia Uno. A Novembre 2007 conduce “Iride, il colore dei fatti”, un interessante reportage su Odeon Tv, e poi compare come ospite in una serie di programmi: “Maurizio Costanzo Show”, “La vita in diretta”, “Domenica In”.</p>
<p>Negli anni 2009-2010 Sposini conduce “La vita in diretta” in sostituzione di Michele Cocuzza, e viene chiamato come “giurato” in varie trasmissioni, come “Ballando con le stelle”, condotto da Milly Carlucci. La figura di Lamberto Sposini, sempre equilibrata e pacata, incarna l’opinionista ideale: proprio in questa veste partecipa all’Arena di Domenica In condotta dal presentatore e collega Massimo Giletti.</p>
<p>Nella stagione televisiva 2010-2011 Sposini conduce “La vita in diretta” insieme a Mara Venier. Ed è stato proprio durante le riprese del programma pomeridiano che il giornalista, il 29 Aprile 2011, viene colpito improvvisamente da una grave emorragia cerebrale.</p>
<p>Dal mese di Novembre 2011 il giornalista è ricoverato in una clinica svizzera per seguire una terapia riabilitativa, e le sue condizioni di salute sono in miglioramento. Il pubblico affezionato non manca di dimostrare affetto e stima nei confronti del giornalista in un periodo così difficile.</p>
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		<title>Piero Pelù</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="271" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/piero-pelu-300x271.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Piero Pelù, cantautore italiano" title="Piero Pelù, cantautore italiano" /></p>Storica “voce” dal timbro inconfondibile appartenente al gruppo rock italiano “Litfiba”, Pietro (Piero) Pelù nasce a Firenze il 10 Febbraio 1962. In questa città impregnata di arte e cultura trascorre l’infanzia e l’adolescenza, coltivando la sua passione per la musica: a soli otto anni Piero Pelù compra la prima chitarra elettrica e comincia a strimpellare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="271" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/piero-pelu-300x271.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Piero Pelù, cantautore italiano" title="Piero Pelù, cantautore italiano" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5553" title="Piero Pelù" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/piero-pelu.jpg" alt="Piero Pelù" width="472" height="427" />Storica “voce” dal timbro inconfondibile appartenente al gruppo rock italiano “Litfiba”, <strong>Pietro</strong> (Piero)<strong> Pelù </strong>nasce a Firenze il 10 Febbraio 1962.</p>
<p>In questa città impregnata di arte e cultura trascorre l’infanzia e l’adolescenza, coltivando la sua passione per la musica: a soli otto anni <strong>Piero Pelù </strong>compra la prima chitarra elettrica e comincia a strimpellare.</p>
<p>Durante gli studi al liceo classico mette su un gruppo musicale che fa musica rock, il cui nome è “I Mugnions”. Durante gli anni giovanili Piero si fa chiamare con l’appellativo “Pierotten”.</p>
<p>Appassionato di musica rock inglese, decide di andare a Londra per entrare nell’ambiente e restarci definitivamente, ma ne rimane deluso, e quindi torna nella sua Firenze.</p>
<p>Dopo l’esperienza con i “Mugnions”, Piero fonda i “<strong>Litfiba</strong>” insieme a Federico Renzulli, Antonio Aiazzi, Francesco Calamai e Gianni Ma roccolo. Il gruppo, subito ben affiatato, esordisce alla “Rokkoteca Brighton”, vicino Firenze, il 6 Dicembre 1980.</p>
<p>L’album con il quale i Litfiba si fanno conoscere al pubblico porta il titolo di “Desaparecido”, ed esce nel 1985. A questo, che è il biglietto da visita della band, ne seguono altri due: “17 Re” nel 1986 e “Litfiba 3” nel 1988.</p>
<p>I tre album, che riscuotono un grande successo consacrano il gruppo di Piero Pelù come una “wave rock mediterranea”, per la capacità di unire magistralmente le atmosfere inglesi e le sonorità punk con lo stile etnico e mediterraneo. I testi delle canzoni dei Litfiba (soprattutto quelle dei primi anni) esprimono in maniera molto chiara il rifiuto per ogni forma di proibizionismo e totalitarismo.</p>
<p>Negli anni Novanta i Litfiba incidono quattro album in successione ispirati ai quattro elementi naturali: il fuoco, l’aria, la terra e l’acqua. Quindi, rispettivamente: “El Diablo”, “Spirito”, “Terremoto” e “Mondi sommersi”. Questa “tetralogia degli elementi” conquista il pubblico e le vendite dei dischi salgono a quasi due milioni di copie.</p>
<p>Questo periodo di successo, però, viene oscurato dalle tensioni tra <strong>Piero Pelù </strong>e il chitarrista del gruppo. A causa di ciò, il cantante decide di lasciare la band e proseguire la carriera da solo. Nel 1999 esce il singolo “Il mio nome è mai più” realizzato con Jovanotti e Ligabue, i cui proventi vengono dati in beneficenza all’organizzazione no-profit “Emergency”. Nel 2000, invece, Piero Pelù pubblica la sua autobiografia dal titolo “Perfetto difettoso”, a cui collabora Massimo Cotto.</p>
<p>Il primo album da solista si chiama “Né buoni, né cattivi”, e il debutto dal vivo avviene ad Imola, all’Heineken Jammin Festival. La musica di Piero Pelù, negli anni da solista, alterna momenti nostalgici alla volontà di distaccarsi dal passato e tentare nuove strade. Dal 2006 Piero passa alla casa discografica “Sony magic”, con l’album intitolato “In faccia”. Nel 2009 il cantante gira l’Italia con il suo Tour “Fenomeni”, che viene diretto dal regista Sergio Bustric.</p>
<p>In questa occasione ripropone alcuni pezzi del repertorio dei Litfiba. La riunione del gruppo avviene ufficialmente l’11 Dicembre 2009. A giugno dell’anno successivo la band torna al suo pubblico con un doppio album live “Stato libero di Litfiba”, che comprende due inediti e ventiquattro canzoni già conosciute. Nel 2011 il gruppo organizza una tournee che tocca le principali capitali d’Europa.</p>
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		<title>David Pratelli, L&#8217;Uomo Dai Mille Volti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-pratelli-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="David Pratelli, L&#039;Uomo Dai Mille Volti" title="David Pratelli, L&#039;Uomo Dai Mille Volti" /></p>David Pratelli, imitatore e cabarettista, personaggio di spicco tra gli imitatori italiani, ha portato la sua arte in diverse trasmissioni legate al calcio, come Guida al Campionato e in Quelli che il calcio…. Definito “l’uomo dalla faccia di gomma”, Pratelli ha interpretato numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, tra i quali spiccano Adriano Celentano, Christian [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-pratelli-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="David Pratelli, L&#039;Uomo Dai Mille Volti" title="David Pratelli, L&#039;Uomo Dai Mille Volti" /></p><p style="text-align: center"><strong>David Pratelli, </strong>imitatore e cabarettista, personaggio di spicco tra gli imitatori italiani, ha portato la sua arte in diverse trasmissioni legate al calcio, come Guida al Campionato e in Quelli che il calcio…. Definito “l’uomo dalla faccia di gomma”, Pratelli ha interpretato numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, tra i quali spiccano Adriano Celentano, Christian De Sica, Ciccio Graziani,  Marcello Lippi, Ibrahaimovic, Salvo Sottile, Giulio Tremonti, Diego Della Valle e molti altri ancora. <img class="aligncenter size-large wp-image-5556" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-pratelli-679x1024.jpg" alt="" width="407" height="614" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>David, hai iniziato da giovanissimo con le tue imitazioni a far ridere la gente. Hai ereditato da qualcuno la tua arte comica o è nata con te?</strong></span></p>
<p>E’ nata con me.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi del calcio, la tua grande passione?</strong></span></p>
<p>Secondo me il calcio è lo sport più bello del mondo ed avrebbe bisogno di tornare ad essere tale, cioè uno sport<strong>.</strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Radio o televisione? E perché?</strong></span></p>
<p>Radio e televisione, perché entrambe ti formano artisticamente, dandoti la possibilità di migliorarti costantemente. Inoltre, ognuna delle due ha un fascino diverso e soprattutto ti permette di arrivare al pubblico in modo diverso. La televisione, più diretta e immediata, è un&#8217;esperienza eccitante, la radio invece, crea un rapporto intimo con il pubblico, ti avvicina, facendoti diventare parte dei momenti della vita quotidiana delle persone.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha lasciato la tua esperienza a “Quelli che il calcio…”?</strong></span></p>
<p>E’ stata un’esperienza importante per me, un vero e proprio salto di qualità per la mia carriera artistica. Avere l&#8217;opportunità di essere diretto e di lavorare al fianco di professionisti importanti ed affermati, come la squadra di &#8216; quelli che&#8217; , mi ha dato modo di crescere molto, professionalmente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è stato lavorare con Simona Ventura?</strong></span></p>
<p>E’ stato gratificante. Con Simona puoi solo migliorarti, crescendo professionalmente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei un grande imitatore italiano. Come riesci a trasformarti nei doversi personaggi televisivi?</strong></span></p>
<p>Prima di tutto credo sia una fisica, spesso sono stato definito “l’uomo dalla faccia di gomma”. In secondo luogo, è indispensabile una buona dose di passione e di impegno, di allenamento e prove. Il trasformismo è un&#8217;arte particolare, ma per me è sempre stato prima di tutto un divertimento. A volte, mi sembra così semplice passare da un personaggio all’altro, che mi riesce difficile considerarlo un lavoro, per me è più un divertimento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto lavoro c’è dietro l’imitazione di un personaggio?</strong></span></p>
<p>Molto. Innanzitutto parto da un&#8217;affinità che mi lega al personaggio, affinità che può essere di vario tipo: fisica, vocale, gestuale; poi,  deve essere un personaggio che mi incuriosisce e che spontaneamente, mi viene voglia di imitare. Successivamente, segue un&#8217;analisi attenta e soprattutto, tante prov. Infine, con l&#8217;aiuto di autori e truccatori, facciamo nascere il soggetto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tra i tanti personaggi televisivi con cui hai lavorato, chi ti ha colpito di più? </strong></span></p>
<p>Pingitore, per la sua precisione sul lavoro.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E chi, invece, ti ha deluso un po’?</strong><strong> </strong><strong></strong></span></p>
<p>Fino ad oggi nessuno, ho sempre avuto la fortuna di lavorare con grandi professionisti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stata, se c’è stata, la critica che ti ha ferito maggiormente?</strong></span></p>
<p>Ad oggi, non c’è stata una critica che mi ha ferito in modo particolare. Al contrario, mi piacerebbe che ci fosse una maggiore attenzione nei confronti degli imitatori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il successo ti ha cambiato?</strong></span></p>
<p>Oggi, mi sento molto più sicuro di me stesso e nutro sicurezza anche nelle mie capacità. Per il resto, sono sempre lo stesso.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire la tua carriera, pensi di aver trascurato qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>Oltre all’amore, per me la cosa più importante è sempre stato il lavoro e avendo la fortuna di aver svolto sempre il lavoro che amo, tutti gli altri aspetti della mia vita, hanno trovato un proprio equilibrio automaticamente e naturalmente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ri</strong><strong>mpianti o rimorsi?</strong></span></p>
<p>Rimpiango di aver perso del tempo, quando ero ragazzino. Avrei potuto impiegare quel tempo diversamente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>Sì, un mio spettacolo in teatro. Inoltre, ho appena finito di girare una piccola parte in un film di Ceccherini: è il mio debutto al cinema!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai qualche altra passione oltre al calcio?</strong></span></p>
<p>Oltre al calcio, amo il tennis e il footing. Inoltre, mi piace trascorrere il mio tempo libero, guardando film e leggendo libri gialli. A volte, mi diverte anche scrivere qualche racconto giallo.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i sacrifici che David Pratelli ha dovuto sopportare, per arrivare ad essere quello che è adesso?</strong></span></p>
<p>Quando hai la fortuna di fare ciò che hai sempre desiderato sin da piccolo, non esiste la parola e l’idea del sacrificio. L’unico inconveniente è quello di diversi spostare continuamente e quindi, di essere un po’ “zingaro”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>L’ultima scelta coraggiosa che hai fatto?</strong></span></p>
<p>Fare questo lavoro è già di per sé una scelta coraggiosa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Una sera a cena con…. </em>Silvio Berlusconi</p>
<p><em>Personaggio storico: </em>Carlo Alberto Dalla Chiesa</p>
<p><em>Tre ingredienti essenziali nella vita:</em> Amore, lealtà, libertà</p>
<p><em>Per cosa vale la pena combattere?</em> Per i propri ideali</p>
<p><em>Cosa è per te la felicità?</em> Quando fai ciò che ami e che ti riempie la vita</p>
<p><em>Il più bel gesto che si possa ricevere:</em> Un aiuto disinteressato</p>
<p><em>Tre oggetti che porteresti con te su un’isola deserta: </em>Scarpe da tennis, un cuscino della Juventus, un iPod</p>
<p><em>Se potessi essere qualcun altro chi saresti? </em>Giovanni Falcone</p>
<p><em>Cosa c&#8217;è sotto il tuo letto? </em>Niente</p>
<p><em>La collezione: </em>Film di Alberto Sordi, Tognazzi e Christian De Sica</p>
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		<title>Simone Di Matteo, Il Volto Sano Dell&#8217;Editoria Italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 07:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="201" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/CRIMES-300x201.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Simone Di Matteo" title="Simone Di Matteo" /></p>Simone Di Matteo, il più giovane editore d’Italia, è a capo della Diamond Editrice, il cui motto rappresenta perfettamente il punto di vista di chi ci lavora: “Un libro è come un diamante, è per sempre”. E’ una casa editrice che “vuole scoprire e proporre nuovi testi, nuovi talenti letterari e non solo. Cerca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="201" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/CRIMES-300x201.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Simone Di Matteo" title="Simone Di Matteo" /></p><p><strong>Simone Di Matteo, </strong>il più giovane editore d’Italia, è a capo della Diamond Editrice, il cui motto rappresenta perfettamente il punto di vista di chi ci lavora: “Un libro è come un diamante, è per sempre”. E’ una casa editrice che “vuole scoprire e proporre nuovi testi, nuovi talenti letterari e non solo. Cerca di dare visibilità a scrittori, di vario genere ed età, che difficilmente troverebbero udienza dai grandi colossi editoriali”. Diversi i progetti in cantiere, tra cui Crimes: una sorta di “pubblicità progresso” , il cui intento è quello di focalizzare l’occhio su situazioni criminali, sia macroscopiche che microscopiche.<img class="alignright size-full wp-image-5546" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Simone-Di-Matteo-BN.jpg" alt="" width="604" height="399" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Simone, cosa si prova ed essere definito come il “più giovane editore d’Italia”? </strong></span></p>
<p>Nulla, è solo un titolo per me, l’essere un editore è già una grande cosa. Spero di arrivare un giorno ad essere il più vecchio, perché vorrà dire che non ho fallito<strong>. </strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000">Come e da quale esigenza nasce la Diamond Editrice?</span></strong></p>
<p><strong></strong>La Diamond Editrice vuole scoprire e proporre nuovi testi, nuovi talenti letterari e non solo. Cerca di dare visibilità a scrittori, di vario genere ed età, che difficilmente troverebbero udienza dai grandi colossi editoriali, più attenti ai nomi altisonanti e soprattutto alle vendite. Non abbiamo alcun interesse verso l’editoria a pagamento, non solo perché non puntiamo tutto sul guadagno, ma anche perché riteniamo che l’editoria a pagamento sia diseducativa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è la politica che segui nella scelta dei romanzi da pubblicare?</strong></span></p>
<p>Il comitato scientifico-editoriale di lettura e selezione testi è coordinato dal professore L. Rino Caputo e formato da: Antonio Veneziani, Cristina Ubaldini, Clizia Gurreri, Maria Stella Calligaris, Mario Marsala e Michele Saveriano. Dopo un’attenta analisi delle opere in visione, ognuno di noi prepara la propria “scheda di valutazione”, che permette di “scegliere” quello che risulta essere più interessante.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>In qualità di editore riceverai diversi inediti. Riesci a rilevare una tendenza verso cui le proposte editoriali sembrano orientarsi?</strong></span></p>
<p>Molti, diversi, forse troppi inediti. Non sembrerà vero, ma in Italia, un Paese in cui si legge poco, almeno così dicono le statistiche, si scrive moltissimo. E la maggior parte si cimenta, diletta, in poesia. E questo, da una parte, mi fa più che piacere, perché ricorda a noi tutti che l’Italia è ed è stata Terra di poeti. Ma forse bisognerebbe capire che la scrittura letteraria è qualcosa di molto differente dalla scrittura per sfogo o per gioco.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che consiglio ti senti di poter dare, in base alla tua esperienza, agli scrittori emergenti?</strong></span></p>
<p>Prima di tutto di leggere tanto, tanto, tanto. Poichè la scrittura letteraria non è solo frutto di ispirazione (spesso narcisistica), ma anche di tecnica. Sicuramente poi, quello di cercare di non incorrere in editori a pagamento, perché l’editoria a pagamento per quanto da un punto di vista, dia la possibilità di veder pubblicato il proprio lavoro, d’altro canto lo svaluta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai qualche progetto futuro, che speri di realizzare?</strong></span></p>
<p>Quest’anno abbiamo diversi titoli in pubblicazione tra cui <em>Crimes</em>, un progetto “foto-poetico” che, attraverso singole schede racconta, con immagini e parole, i crimini universali che più o meno da sempre l’uomo perpetra verso i suoi simili o verso i suoi “piccoli fratelli”, siano essi animali o piante. <em>Crimes </em>è una sorta di “pubblicità progresso” che vuole focalizzare l’occhio su situazioni criminali, sia macroscopiche che microscopiche, sottolineando la base da cui mai bisognerebbe prescindere: il Rispetto. Niente di nuovo sotto il sole o nell’andamento del quotidiano, ma l’invito di questa nuova opera a una sensibilità maggiore, non può essere facilmente ignorato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La crisi che ha colpito il nostro Paese, ha colpito anche il settore editoriale. Come riesci a far fronte a tutte le problematiche?<img class="alignleft size-large wp-image-5547" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/CRIMES-1024x687.jpg" alt="" width="491" height="330" /></strong></span></p>
<p>Le nostre scelte editoriali hanno raccolto molti consensi. Le problematiche con le quali mi scontro giornalmente, riguardano esclusivamente i rapporti umani e contrattuali.  Posso forse ritenermi fortunato. I nostri titoli sono più che accessibili e questo ci permette di andare avanti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>“Un libro è come un diamante, è per sempre”. Quanto sei d’accordo con questa frase? E perché?</strong></span></p>
<p>Questa frase rappresenta lo “slogan”, il principio della Diamond Editrice. La scrittura nasce affinché il sapere non vada perso, ma tramandato. I libri sono come scrigni, dei contenitori di conoscenza che, una volta pubblicati, restano per sempre.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei un editore, ma ancora prima uno scrittore. Questo ti è sicuramente d’aiuto nell’affrontare gli altri scrittori (a volte, molto orgogliosi) che ti propongono i propri scritti. Ci sarà stato sicuramente qualche romanzo che avrai bocciato. Come sei riuscito ad affrontare il rumore di un sogno che si frantuma?</strong></span></p>
<p>Per evitare di affr0ntare problematiche di questo ed altro genere, ci riserviamo di contattare gli autori che ci inviano le proprie opere, solo in caso di esito positivo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei il più giovane editore in Italia, sei dell’84, quanto incide la tua giovane età nel mondo editoriale, dove la maggior parte ha un’esperienza decennale? </strong></span></p>
<p>Alcuni non solo non ti trattano, fanno finta che non esisti perché sei scomodo. Più volte Arnaldo Colasanti, mi ha fatto notare quanto il mondo della cultura e degli intellettuali, non di meno da altri ambienti, è tuttavia pervaso in modo devastante dall’invidia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>I tuoi familiari ti sostengono nelle tue scelte?</strong></span></p>
<p>Mi sostengono sempre anche se mi seguono poco.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa trai ispirazione per i tuoi libri?</strong></span></p>
<p>A volte le idee arrivano da sole, a volte le andiamo a cercare nei meandri della nostra fantasia, appoggiandoci alla nostra esperienza. L’ispirazione è una grazia e non arriva su comando.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di solito, gli scrittori possiedono una sensibilità differente dagli altri. Questa particolare sensibilità l’hai ereditata da qualcuno o è sempre stata parte di te?</strong></span></p>
<p>Non sono totalmente d’accordo sull’affermazione. Alcune virtù o si possiedono o no e questo, a prescindere dal lavoro che si fa o dalle speranze che si nutrono.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei riuscito a realizzare i tuoi sogni, se non tutti, almeno una buona parte, sin da giovanissimo. Cosa senti di poter dire ai tanti ragazzi che non riescono a realizzare i propri sogni?</strong></span></p>
<p>“Chi non osa nulla, non speri in nulla”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da bambino dicevi “da grande farò”…. </strong></span></p>
<p>L’archeologo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Libro sul comodino:</em> “Aforismi e magie” di Alda Merini</p>
<p><em>La tua palylist:</em> Se perdo te di Patty Pravo; Il bimbo dentro me di Tiziano Ferro; La Fine di Nesli; Dammi ancora di La Pina; Una furtiva lagrima di Caruso; Il viaggio di Daniele Silvestri; Eppure sentire di Elisa;  Ragazzo fortunato di Jovanotti; Quel posto che non c’è dei Negramaro</p>
<p><em>Una sera a cena con…</em> Woody Allen</p>
<p><em>Personaggio storico: </em>Mahatma Gandhi</p>
<p><em>La collezione: </em>DVD</p>
<p><em>Supereroe preferito:</em> Spiderman</p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?</em> O pieno o vuoto. Non mi piacciono le vie di mezzo</p>
<p><em>Citazione preferita:</em> Il sonno della ragione genera mostri</p>
<p><em>Cosa dà la felicità?</em> Condividere con gli altri gioie e dolori</p>
<p><em>Passatempo preferito:</em> Dipingere</p>
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		<title>Armando Corsi, Grande Chitarrista Italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="223" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/armando-1-223x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Armando Corsi, Grande Chitarrista Italiano" title="Armando Corsi, Grande Chitarrista Italiano" /></p>Armando Corsi, grande chitarrista italiano, ha vissuto la sua vita a pane e musica. Ha collaborato con Paco De Lucia, Samuele Bersani, Ivano Fossati, Anna Oxa e molti altri ancora. Da 50 lunghi anni, la musica è sua compagna di vita, un aiuto a 360 gradi, “per per la testa, per il fisico, per vivere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="223" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/armando-1-223x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Armando Corsi, Grande Chitarrista Italiano" title="Armando Corsi, Grande Chitarrista Italiano" /></p><p><strong>Armando Corsi,</strong> grande chitarrista italiano, ha vissuto la sua vita a pane e musica. Ha collaborato con Paco De Lucia, Samuele Bersani, Ivano Fossati, Anna Oxa e molti altri ancora. Da 50 lunghi anni, la musica è sua compagna di vita, un aiuto a 360 gradi, “per per la testa, per il fisico, per vivere ogni giorno intensamente, pensando al giorno dopo”.<img class="alignright size-full wp-image-5513" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/armando-1.jpg" alt="" width="500" height="672" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Armando Corsi?</strong></span></p>
<p>Armando Corsi è un uomo di 64 anni che suona da 50 anni. Ha vissuto tutta la sua vita a pane e musica, più musica che pane e suona come vive.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa è per te la musica?</strong></span></p>
<p>Per me la musica è la vita, un bacino dove posso attingere in qualunque momento e in quelli peggiori, la musica è stata il mio più grande aiuto. Mi ritengo fortunato a vivere così, ad avere la possibilità di poter esprimere me stesso attraverso le note.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E quanto ti aiuta nella tua vita quotidiana?</strong></span></p>
<p>Mi aiuta tanto, è un aiuto a 360 gradi, per la testa, per il fisico, per vivere ogni giorno intensamente, pensando al giorno dopo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci parli dei tuoi nuovi progetti lavorativi?</strong></span></p>
<p>Sono felice di questo nuovo progetto a due nomi con Giua, perchè mette a frutto la nostra conoscenza decennale, le mie e le sue esperienze. Abbiamo da imparare l&#8217;uno dall&#8217;altra, sia musicalmente che umanamente. Questo doppio disco è la testimonianza di tutto il bene che ci vogliamo, della stima reciproca e della libertà di essere noi stessi: abbiamo fatto quello che volevamo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando e come è nata la tua passione per la chitarra? E perché tra i vari strumenti hai scelto proprio quella?</strong></span></p>
<p>Avevo dieci anni e devo tutto a mio padre che per primo, ha riscontrato in me una forte inclinazione per la musica. Tutte le domeniche mi portava a sentire nelle osterie i vari chitarristi della vecchia Genova. A me incuriosivano molto: cresceva la mia capacità di ascoltare e di affinare il mio orecchio musicale, perchè quando tornavo a casa, quello che mi era rimasto in testa, cercavo di rifarlo a mio modo; e la chitarra era l&#8217;unico strumento che avevamo a casa, per questo ho iniziato a suonarla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa provi quando sali su di un palco?</strong></span></p>
<p>Emozionalmente è sempre la prima volta!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tra le tue esperienze professionali, quale ricordi con più soddisfazione?</strong></span></p>
<p>La volta che ho capito che anch&#8217;io potevo dir la mia, è stato quando ho collaborato dal vivo con Paco De Lucia in “Fantastico” 1989. Quel momento ha cambiato la mia vita e anche il mio carattere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali tra le canzoni da te scritte, ti rappresenta di più?</strong></span></p>
<p>“La culla di giunco”, un brano che ho scritto circa dieci anni fa, a Lago Negro e che fa parte del nuovo disco con Giua.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i difetti di un lavoro come il tuo? </strong></span></p>
<p>Difetti non ce ne sono. Ogni giorno è un giorno nuovo. Certo, l&#8217;incertezza del fantasmagorico mondo dello spettacolo, che ha anche una sua magia, non è sempre facile da affrontare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace fare durante il tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Fare all&#8217;amore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è stato qualcuno che ti ha aiutato nel tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Molte persone mi hanno dato degli spunti importanti nella mia vita. Tutte persone che quando ero ragazzo, avevano minimo vent&#8217;anni più di me: ho imparato che dovevo guadagnarmi sempre tutto!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano i tuoi sogni da bambino?<img class="alignleft size-full wp-image-5516" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/armando-2.jpg" alt="" width="301" height="504" /></strong></span></p>
<p>Mi piacevano molto le spiagge bianche, guardare le cartoline con le palme; mi piaceva la geografia e sognavo di viaggiare. Tutto questo si è avverato a trent&#8217;anni, quando mi son trovato il giorno di Natale a San Thomas ai Caraibi, sotto una palma di fronte a un mare bellissimo, pensando che da bambino guardavo il posto in cui mi trovavo in quel momento!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>I tuoi stati d’animo quanto incidono nella realizzazione delle tue canzoni?</strong></span></p>
<p>Moltissimo! I miei brani più emblematici sono stati scritti nei momenti meno felici e più intensi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che emozioni provi quando crei qualcosa di nuovo?</strong></span></p>
<p>Una sensazione di orgoglio se faccio qualcosa che mi piace e che mi rimane in testa. Poi limo, ma la prima idea buona è quella che mi ricanticchio dopo poco.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è la tua fonte di ispirazione?</strong></span></p>
<p>Vorrei poter rispondere “i soldi”, ma non è proprio così! Alle volte è un profumo, altre volte è una canzone che sto ascoltando e che mi fa venire dei fotogrammi davanti agli occhi&#8230;</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Durante gli anni di gavetta, quali sono stati i sacrifici più pesanti che hai dovuto sopportare?</strong></span></p>
<p>Saltare dei pasti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti della tua vita professionale e privata?</strong></span></p>
<p>Nulla, non cambierei nulla.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia:</em> Non canto sotto la doccia</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente: </em>Comanda chi non sa, obbedisce chi non deve</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>Uno dei tanti, da buon scorpione sono un grande zuccone</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> Essere amato dalle donne</p>
<p><em>Cosa ti fa adirare di più:</em> L’ipocrisia</p>
<p><em>La cosa a cui sei più legato:</em> A me stesso</p>
<p><em>Non sopporti una persona quando….</em> Quando finge</p>
<p><em>Film preferito: </em>Fuga di mezzanotte</p>
<p><em>Cosa ti spaventa di più:</em> Non stare bene e non far stare bene gli altri</p>
<p><em>Tre aggettivi per definirti:</em>  Grande testa di c&#8230;, interessante, ansioso</p>
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		<title>Alexis de Tocqueville</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/alexis_de_tocqueville_bio-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alexis de Tocqueville" title="Alexis de Tocqueville" /></p>(Verneuil-sur-Seine, 29 luglio 1805 – Cannes, 16 aprile 1859) Alexis de Tocqueville “La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie”. Alexis Henri Charles de Clérel de Tocqueville nasce in Francia  a Verneuil-sur-Seine  il 29 luglio 1805. La sua famiglia è sostenitrice dei Borboni a regnare in Francia. La caduta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/alexis_de_tocqueville_bio-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alexis de Tocqueville" title="Alexis de Tocqueville" /></p><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5514" title="Alexis de Tocqueville" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/alexis_de_tocqueville_bio-300x207.jpg" alt="Alexis de Tocqueville" width="300" height="207" />(Verneuil-sur-Seine, 29 luglio 1805 – Cannes, 16 aprile 1859) Alexis de Tocqueville</strong></p>
<p>“La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie”.</p>
<p>Alexis Henri Charles de Clérel de Tocqueville nasce in Francia  a Verneuil-sur-Seine  il 29 luglio 1805.</p>
<p>La sua famiglia è sostenitrice dei Borboni a regnare in Francia. La caduta di Robespierre del 1794 evita all&#8217;ultimo momento la ghigliottina ai suoi genitori.</p>
<p>Alexis de Tocqueville, essendo un magistrato, la sua volontà è quella di apportare un miglioramento al sistema penitenziario francese, che vive un periodo di crisi; nel 1831 parte per l’America deciso  a studiare il sistema penitenziario statunitense.</p>
<p>Negli Stati Uniti rimane impressionato dal sistema sociale di tipo competitivo che rende accessibile a chiunque  l’ascesa partendo dal medesimo livello.</p>
<p>E’ in questi anni che scrive  &#8220;La democrazia in America&#8221;, una base fondamentale per comprendere la società statunitense del XIX secolo.</p>
<p>I suoi studi mostrano  come nell&#8217;ambito sociale siano molto attive le associazioni a cui ogni persona è libera di iscriversi, mentre in Francia si combatte contro chiesa e religione, perché ritenute ostacoli alla libertà.</p>
<p>Secondo Tocqueville, il principio democratico comporta negli individui «un tipo d&#8217;uguaglianza immaginaria nonostante la disuguaglianza reale della loro condizione».</p>
<p>Nel 1849 Alexis de Tocqueville viene eletto deputato nel villaggio normanno di cui porta il nome.</p>
<p>Muore a Cannes il 16 aprile 1859.</p>
<p>È considerato uno degli storici e studiosi più importanti del pensiero liberale ed uno dei fondatori del pensiero sociologico.</p>
<p>OPERE</p>
<p>-La democrazia in America. Utet, Torino, 1968</p>
<p>- Del sistema penitenziario negli Stati Uniti e della sua applicazione in Francia.</p>
<p>- Quindici giorni nel deserto. Sellerio, Palermo, 1989</p>
<p>- L&#8217;amicizia e la democrazia. Edizioni Lavoro, 1987</p>
<p>- Ricordi. Editori Riuniti, Roma, 1991</p>
<p>- La democrazia in America. Rizzoli, Milano, 1992</p>
<p>-Scritti, note e discorsi politici 1839-1852. Bollati Boringhieri, Torino, 1994</p>
<p>- L&#8217;antico regime e la rivoluzione. Rizzoli, Milano, 1996</p>
<p>- Democrazia e povertà. Ideazione, Roma, 1998</p>
<p>- Ricordi. Editori Riuniti, Roma, 1998</p>
<p>- Democrazia, libertà e religione: pensieri liberali. Armando, Roma, 2000</p>
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		<title>Friedrich Nietzsche</title>
		<link>http://www.lintervista.it/friedrich-nietzsche/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="260" height="280" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/FriedrichNietzsche.jpeg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Friedrich Nietzsche" title="Friedrich Nietzsche" /></p>(Röcken, 15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900) Friedrich Nietzsche Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce a Röcken, villaggio della Prussia meridionale. Alla morte del padre nel  1849, la famiglia si trasferisce a Naumburg dove Nietzsche inizia gli studi di lettere classiche e religione unitamente allo studio della musica. Nel 1858 frequenta il ginnasio di Pforta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="260" height="280" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/FriedrichNietzsche.jpeg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Friedrich Nietzsche" title="Friedrich Nietzsche" /></p><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-5509" title="Friedrich Nietzsche" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/FriedrichNietzsche.jpeg" alt="Friedrich Nietzsche" width="260" height="280" />(Röcken, 15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900) Friedrich Nietzsche</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce a Röcken, villaggio della Prussia meridionale.</p>
<p>Alla morte del padre nel  1849, la famiglia si trasferisce a Naumburg dove Nietzsche inizia gli studi di lettere classiche e religione unitamente allo studio della musica.</p>
<p>Nel 1858 frequenta il ginnasio di Pforta e due anni dopo (con Gustav Krug e Wilhelm Pinder)  fonda l&#8217;associazione Germania attraverso la quale promuove e sviluppa i suoi interessi .</p>
<p>In questo periodo scrive <strong>“Fato e volontà</strong>” e <strong>“Libertà della volontà e fato”</strong>.</p>
<p>Nel 1864, entra nell&#8217;Università di Bonn come studente di teologia.</p>
<p>Nel 1865 si iscrive all&#8217;Università di Lipsia, per continuare a seguire le lezioni di filologia classica di Friedrich Ritschl, già suo insegnante a Bonn.</p>
<p>Nel 1869 ottiene la cattedra di lingua e letteratura greca dell&#8217;Università di Basilea dove tiene la prolusione sul tema Omero e la filologia classica.</p>
<p>Nel 1880, compone  la seconda parte di <strong>&#8220;Umano, troppo umano&#8221;,</strong> con il titolo <strong>&#8220;Il viaggiatore e la sua ombra&#8221;</strong>.</p>
<p>Nel 1881, scrive  <strong>&#8220;Aurora</strong>&#8220;, dove emergono gli ideali della dottrina nietzschiana.</p>
<p>Nel 1882  <strong>&#8220;La gaia scienza&#8221;</strong> in chiave ottimistica volta a condurre l&#8217;umanità verso un nuovo destino.</p>
<p>Nel suo <strong>“Così parlò Zarathustra”</strong> del 1891, segna il suo passaggio alla poesia in prosa e all&#8217;annuncio profetico, ricco di simboli, allegorie e parabole.</p>
<p>In questo periodo di fervore letterario scrive : <strong>&#8220;Al di là del bene e del male&#8221; </strong>(1885), <strong>&#8220;La genealogia della morale&#8221;</strong> (1887), <strong>&#8220;Il caso Wagner&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Il crepuscolo degli idoli&#8221;</strong>, <strong>&#8220;L&#8217;anticristo&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Ecce homo&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Nietzsche contro Wagner&#8221;</strong> .</p>
<p>Si trasferisce poi a Torino, dove Vive  gli ultimi suoi anni in solitudine e in preda al delirio.</p>
<p>La sua filosofia è uno spartiacque fra la filosofia tradizionale e un nuovo modello di riflessione  provocatoria contestando   la fiducia nel progresso di una società illuminata dal pensiero scientifico.</p>
<p>La sua idea del &#8220;superuomo&#8221;, ovvero la tensione verso un oltre-uomo che è la volontà di creare un nuovo modo di ,rappresenta una  codifica di tipo religioso-sociale.</p>
<p>Il suo diventa un diverso modo di pensare ponendo  le condizioni di sviluppo d&#8217;una civiltà e di un&#8217;idea dell&#8217;uomo rinnovate. Riesce meglio di chiunque altro a mettere in dubbio tutta la storia della filosofia occidentale, sovvertendo tutti i valori della quale è caratterizzata.</p>
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		<title>Jean Jacques Rousseau</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="240" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rousseau-300x240.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Jean Jacques Rousseau" title="Jean Jacques Rousseau" /></p>(Ginevra, 28 giugno 1712 – Ermenonville, 2 luglio 1778) “È soprattutto nella solitudine che si sente il vantaggio di vivere con qualcuno che sappia pensare” Jean Jacques Rousseau Jean Jacques Rousseau nasce a Ginevra nel 1712 , in seguito alla morte della madre in seguito al parto, la sua crescita  subisce dei traumi:  a dieci anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="240" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rousseau-300x240.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Jean Jacques Rousseau" title="Jean Jacques Rousseau" /></p><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5504" title="Jean Jacques Rousseau" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rousseau-300x240.jpg" alt="Jean Jacques Rousseau" width="300" height="240" />(Ginevra, 28 giugno 1712 – Ermenonville, 2 luglio 1778)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>“È soprattutto nella solitudine che si sente il vantaggio di vivere con qualcuno che sappia pensare”</p>
<p>Jean Jacques Rousseau</p>
<p>Jean Jacques Rousseau nasce a Ginevra nel 1712 , in seguito alla morte della madre in seguito al parto, la sua crescita  subisce dei traumi:  a dieci anni si trova privato anche dell&#8217;appoggio del padre ( costretto alla fuga perché ferreo calvinista) e viene affidato al pastore Lambercier di Bossey, educato ai principi religiosi e alle letture morali.</p>
<p>In questo periodo cambia diverse città: Annecy , Torino, Svizzera, Chambery. Nella stessa Annecy fa la conoscenza di Madame de Warens, una giovane donna appena convertitasi al cattolicesimo che lo indirizza nella medesima strada.</p>
<p>Nel 1742  conosce Diderot, Fontenelle, Marivaux e Rameau.</p>
<p>Parallelamente vede respingersi  dall&#8217;Accademia delle Scienze di Parigi un nuovo sistema di scrittura musicale: protesta con la sua  &#8221;Dissertation sur la musique moderne&#8221;. Nella ville lumiere  entra in contatto con gli Enciclopedisti per i quali scrive diversi articoli e con i quali  rimane  in contatto sino al 1757.</p>
<p>Nel 1755 pubblica il &#8220;Discorso sull&#8217;origine e i fondamenti dell&#8217;ineguaglianza fra gli uomini&#8221; nel quale  sottolinea le premesse della società civile in cui regnano l&#8217;ineguaglianza e la forza. Nel 1761 scrive” La nuova Eloisa” e l’anno seguente il “Contratto sociale” e  “l’Emilio” .</p>
<p>Queste opere vengono condannate sia dalle autorità parigine che ginevrine,per questo motivo Rousseau è costretto a scappare in territorio svizzero.</p>
<p>Si ritira a causa delle cattive condizioni di salute ad Ermenonville, dove muore nel 1778.</p>
<p>E’ uno dei massimi esponenti del pensiero europeo del XVIII secolo che con il suo pensiero anticipa le preoccupazioni della sociologia moderna per la condizione di disintegrazione del sistema dei valori tipico della società odierna.</p>
<p>Egli ridimensiona l’idea del progresso concepito  non più come portatore di felicità, ma come fonte di corruzione morale.</p>
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		<title>Karl Marx</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="232" height="250" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/karl-marx-602-t-232x250xffffff-rw.jpeg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Karl Marx" title="Karl Marx" /></p>“La storia di ogni società sinora esistita è la storia di lotte di classi.[...] in una parola oppressori e oppressi sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto un lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="232" height="250" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/karl-marx-602-t-232x250xffffff-rw.jpeg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Karl Marx" title="Karl Marx" /></p><p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5501" title="Karl Marx" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/karl-marx-602-t-232x250xffffff-rw.jpeg" alt="Karl Marx" width="232" height="250" />“La storia di ogni società sinora esistita è la storia di lotte di classi.[...] in una parola oppressori e oppressi sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto un lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta”.</strong></p>
<p><strong> ( Karl Marx)</strong></p>
<p><strong>Karl Marx </strong> nasce a Treviri nel 1818.</p>
<p>La sua educazione, improntata al liberalismo,lo porta a condurre una giovinezza scapestrata.</p>
<p>Si iscrive al Liceo-ginnasio di Treviri dedicandosi  agli studi classici e letterari, trascurando la storia.</p>
<p>Per volontà del padre si reca all&#8217;Università di Bonn per studiare diritto e seguirne quindi le orme.</p>
<p>Parallelamente ai suoi studi conduce una vita frenetica e un po’ al limite delle regole venendo svariate volte condannato per ubriachezza molesta e schiamazzi notturni.</p>
<p>Nel 1836 <strong>Karl Marx</strong> parte per Berlino per proseguire i suoi studi di diritto in un ateneo molto prestigioso.  In questi anni rafforza le sue inclinazioni romantiche scrivendo  molte poesie a Jenny, la sua fidanzata, raccolte poi in due libri: &#8220;Libro dei canti&#8221; e &#8220;Libro dell&#8217;amore&#8221;.</p>
<p>L’interesse per l’ambiente politico continua a crescere: vuole migliorare le  condizioni in cui versa la società ed in particolar modo i lavoratori. Entra a far parte del circolo dei giovani della &#8220;sinistra hegeliana&#8221; , impegnati socialmente e radicalmente  rivoluzionari.</p>
<p>Intanto <strong>Karl Marx</strong> inizia  a scrivere la sua tesi di laurea: &#8220;Differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro&#8221;.</p>
<p>Conseguita la laurea si dedica completamente al mondo della carta stampata; nel 1842 inizia a scrivere  vari articoli.</p>
<p>Scrive la &#8220;Critica del diritto pubblico di Hegel&#8221;.</p>
<p>Ruge lo invita  a Parigi, dove gli offre un posto di condirettore della rivista &#8220;Annali franco-tedeschi&#8221; che non hanno il successo sperato.</p>
<p>Karl Marx scrive i &#8220;Manoscritti parigini (Manoscritti economico-filosofici)&#8221; in cui prende forma una denuncia legata all&#8217;alienazione del lavoro industrializzato. Entra nella &#8220;Lega dei Giusti&#8221; e collabora con il giornale comunista &#8220;Vorwarts&#8221;, attività che gli procurano l&#8217;espulsione dalla Francia.</p>
<p>Nel 1845 pubblica insieme a Friedrich Engels &#8220;La Sacra famiglia&#8221;. Sempre con Engels inizia la stesura dell&#8217;&#8221;Ideologia tedesca&#8221;, la prima esposizione della nuova   concezione che parte dal presupposto che l&#8217;uomo, pur essendo un essere pensante , è condizionato  dalla propria materialità.</p>
<p>Nel 1847 si svolge  il Primo congresso della Lega dei comunisti dove nasce  il famoso &#8220;Manifesto del Partito Comunista&#8221;, che si conclude con il celebre appello &#8220;Proletari di tutto il mondo, unitevi&#8221;.</p>
<p>Nel 1850 viene espulso dalla Germania.</p>
<p>Si trasferisce a Londra senza che però si plachi la sua attività: continua con i suoi scritti molto scomodi come quello intitolato &#8220;Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte&#8221;, in cui analizza il colpo di stato del 2 dicembre 1851.</p>
<p>Nel 1854 Marx si trasferisce a Soho, in seguito alla morte del figlio riprende lo studio dell’economia iniziando la stesura dei &#8220;Lineamenti fondamentali della critica dell&#8217;economia politica&#8221;, ampio lavoro preparatorio a &#8220;Il Capitale&#8221;.</p>
<p>Alla morte della moglie Marx si dedica totalmente alle sue attività: nasce  l&#8217;Associazione internazionale dei lavoratori  e lui stesso ne redige il programma.</p>
<p>Muore a Londra nel Marzo del 1883.</p>
<p>Insieme a Engels è considerato il padre del socialismo scientifico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giuseppe Ungaretti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/giuseppe_ungaretti_1-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giuseppe Ungaretti" title="Giuseppe Ungaretti" /></p>Giuseppe Ungaretti nasce il 10 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto. La famiglia si era trasferita in Africa per ragioni di lavoro e questo territorio imprime su di lui dei ricordi indelebili che andranno poi a riversarsi nei suoi scritti. Alla morte del padre, viene allevato dalla madre e da una balia. Studia presso l&#8217;Ecole Suisse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/giuseppe_ungaretti_1-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giuseppe Ungaretti" title="Giuseppe Ungaretti" /></p><p><img class="alignright size-medium wp-image-5498" title="Giuseppe Ungaretti" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/giuseppe_ungaretti_1-300x225.jpg" alt="Giuseppe Ungaretti" width="300" height="225" />Giuseppe Ungaretti nasce il 10 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto.</p>
<p>La famiglia si era trasferita in Africa per ragioni di lavoro e questo territorio imprime su di lui dei ricordi indelebili che andranno poi a riversarsi nei suoi scritti.</p>
<p>Alla morte del padre, viene allevato dalla madre e da una balia.</p>
<p>Studia presso l&#8217;Ecole Suisse Jacot, dove viene a contatto per la prima volta con la letteratura europea.</p>
<p>Negli anni seguenti si trasferisce in Italia con l&#8217;intenzione di andare in Francia per studiare diritto a Parigi</p>
<p>Frequenta i maggiori caffè letterari di Parigi e diventa amico di Apollinaire.</p>
<p>Intorno al 1915 crea la rivista &#8220;Lacerba&#8221; nella quale, nel 1915 pubblica  le prime liriche.</p>
<p>Viene chiamato alle armi ed è proprio dal fronte che scrive la sua prima poesia datata 1915 alla quale segue il &#8220;Porto Sepolto&#8221;, che viene pubblicato presso una tipografia di Udine.</p>
<p>Al momento del suo ritorno a Roma si dedica alla stesura del bollettino informativo quotidiano collaborando contemporaneamente alle riviste La Ronda, Tribuna, Commerce.</p>
<p>A causa delle difficoltà economiche si trasferisce a Marino nei Castelli Romani.</p>
<p>Pubblica a La Spezia una nuova edizione de &#8220;L&#8217;Allegria&#8221;; include le liriche composte tra il 1919 e il 1922 e la prima parte del &#8220;Sentimento del Tempo&#8221;.</p>
<p>Nel 1932 gli viene assegnato a Venezia  il premio del Gondoliere grazie al quale viene consacrato come scrittore: pubblica &#8220;Sentimento del Tempo&#8221; e  il &#8220;Quaderno di traduzioni&#8221; che comprende testi di Gòngora, Blake, Eliot, Rilke, Esenin.</p>
<p>Nel 1937 rientrato in patria ed è nominato Accademico d&#8217;Italia.</p>
<p>Mondadori inizia la pubblicazione delle sue opere sotto il titolo generale &#8220;Vita d&#8217;un uomo&#8221;.</p>
<p>Nella notte tra il 31 dicembre 1969 e il giorno 1 gennaio 1970 scrive l&#8217;ultima poesia &#8220;L&#8217;impietrito e il velluto&#8221;.</p>
<p>Muore a Milano nella notte tra l&#8217;1 e il 2 giugno 1970.</p>
<p>Ungaretti è considerato il fondatore dell&#8217;ermetismo,  è stato il poeta che per primo è riuscito a rinnovare formalmente la<strong> poesia italiana</strong>.</p>
<p>Avvicinandosi gradualmente alla tradizione classica rivela la sua ambizione personale: la sua poesia come monito e al contempo  punto fermo nel naufragio universale.</p>
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		<title>Gianni Rodari</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="279" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rodari1-279x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gianni Rodari" title="Gianni Rodari" /></p>(Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) Gianni Rodari “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”. ( G.Rodari) Gianni Rodari  nasce il 23 ottobre 1920 a Omegna sul Lago d’Orta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="279" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rodari1-279x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gianni Rodari" title="Gianni Rodari" /></p><p><img class="alignright size-medium wp-image-5493" title="Gianni Rodari" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rodari1-279x300.jpg" alt="Gianni Rodari" width="279" height="300" />(Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) Gianni Rodari</p>
<p><strong>“La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”.</strong></p>
<p><strong>( G.Rodari)</strong></p>
<p>Gianni Rodari  nasce il 23 ottobre 1920 a Omegna sul Lago d’Orta.</p>
<p>Nei primi anni di vita si trasferisce con la famiglia nel Varesotto dove vi rimane dal 1930 al 1947.</p>
<p>La sua istruzione si palesa nel 1931 quando inizia a frequentare il ginnasio distinguendosi per le ottime capacità. Si ritira dopo tre anni optando  per le scuole Magistrali per abbandonarle poi repentinamente.</p>
<p>Nel 1936 pubblica otto racconti sul settimanale cattolico  L&#8217;azione giovanile” e inizia una collaborazione con Luce diretto da Monsignor Sonzini.</p>
<p>Nel 1937 lascia  la presidenza dei giovani gaviratesi dell&#8217;Azione cattolica per conseguire il suo diploma magistrale a 17 anni.</p>
<p>Nel 1939 si iscrive all’<strong><a title="Università Milano" href="http://www.icitta.it/universita_cattolica_del_sacro_cuore-3079832-a.html">Università cattolica di Milano</a></strong>, alla facoltà di lingue. Abbandonerà poi l&#8217;esperienza universitaria dopo alcuni esami, ma senza laurearsi. Nel frattempo percorre la strada dell’insegnamento in diversi paesi del varesotto.</p>
<p>Nel 1941 vince il concorso per maestro ed incomincia ad insegnare come supplente.</p>
<p>Nel 1944 Gianni Rodari si iscrive  al Partito Comunista partecipando alle lotte della resistenza.</p>
<p>Nel 1947 viene chiamato all’Unità a Milano, dove diventa prima cronista, poi capo cronista ed inviato speciale; è in questo periodo che si avvicina al mondo dell’infanzia scrivendo racconti per bambini.</p>
<p>Nel 1950 dirige il settimanale per bambini, il &#8220;Pioniere&#8221;, il cui primo numero esce il 10 settembre 1950. In quegli anni pubblica” Il libro delle filastrocche” ed “ il Romanzo di Cipollino”.</p>
<p>Nel 1957 supera l&#8217;esame da giornalista professionista.</p>
<p>Nel 1960 incomincia a pubblicare per Einaudi: il suo primo libro è” Filastrocca in cielo ed in terra” nel 1959.</p>
<p>Dal 1966 al 1969 Rodari collabora con dei progetti per i bambini.</p>
<p>Nel 1970 vince il premio Andersen.</p>
<p>Tutta la sua produzione è percorsa dal costante del rapporto tra adulto e bambino; con le sue favole moderne Rodari  si pone l’obiettivo educativo che grazie alla favola è realizzato in modo leggero e divertente  il tutto coronato da una morale finale.</p>
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		<title>Arthur Schopenhauer</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="241" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/14-241x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Arthur Schopenhauer" title="Arthur Schopenhauer" /></p>“Qui auget scientiam, auget et dolorem. Qui auget dolorem, auget et scientiam”. “Come aumenta il sapere, così aumenta il dolore. Come aumenta il dolore, così aumenta il sapere”. “Il filosofo non deve mai dimenticare che la sua è un’arte e non una scienza”. Schopenhauer nasce a Danzica il 22 febbraio 1788. Nel 1811 si trasferisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="241" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/14-241x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Arthur Schopenhauer" title="Arthur Schopenhauer" /></p><p><img class="alignright size-medium wp-image-5490" title="Arthur Schopenhauer" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/14-241x300.jpg" alt="Arthur Schopenhauer" width="241" height="300" /></p>
<p><strong>“Qui auget scientiam, auget et dolorem.</strong></p>
<p><strong>Qui auget dolorem, auget et scientiam”.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Come aumenta il sapere, così aumenta il dolore.</strong></p>
<p><strong>Come aumenta il dolore, così aumenta il sapere”.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Il filosofo non deve mai dimenticare che la sua è un’arte e non una scienza”.</strong></p>
<p>Schopenhauer nasce a Danzica il 22 febbraio 1788.</p>
<p>Nel 1811 si trasferisce  a Berlino per frequentare i corsi di filosofia dove consegue la laurea  con una tesi &#8220;Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente&#8221;.</p>
<p>Nel  1818 pubblica  la sua opera più importante: &#8220;Il mondo come volontà e rappresentazione&#8221;.</p>
<p>Nel 1820 diviene docente universitario ma  il suo metodo di insegnamento così accademico fa sì  che sue lezioni siano seguite da pochi allievi.</p>
<p>La sua affermazione avviene nel 1851, con la pubblicazione del volume &#8220;Parerga e paralipomena&#8221;, inizialmente pensato come un completamento della trattazione più complessa de &#8220;Il mondo come volontà e rappresentazione&#8221;, ma che verrà accolto come un&#8217;opera a sé stante.</p>
<p>Muore il 21 settembre 1860 a Francoforte.</p>
<p>Schopenhauer insiste sul fatto che &#8221; l&#8217;uomo non è un angelo &#8220;, cioè è essenzialmente un corpo e la natura di tale corpo consiste nella volontà, nei desideri, negli istinti e nelle passioni.</p>
<p>La volontà è  un impulso irrazionale e caotico, una vera e propria entità a sé, ciò che da sempre sostiene il mondo e che sempre lo sosterrà; è presente in tutti gli esseri viventi, siano essi animali o piante, ma solo l’uomo è capace di rendersene conto, perché munito di una ragione capace di intuire la volontà,</p>
<p>OPERE :</p>
<p>- Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente, 1813</p>
<p>- Sulla vista e i colori, 1816</p>
<p>- Il mondo come volontà e rappresentazione, 1818/1819 (secondo volume, 1844)</p>
<p>- Sul volere nella natura, 1836</p>
<p>- Sulla libertà del volere umano, 1839</p>
<p>- Sul fondamento della morale, 1840</p>
<p>- Parerga e paralipomena, 1851</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Filippo Magnini</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Filippo_Magnini_11-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Filippo Magnini" title="Filippo Magnini" /></p>Il talento e la spiccata predisposizione agli sport di Filippo Magnini sono evidenti fin da piccolo, quando comincia a praticare sport diversi: tennis, basket, pattinaggio, coltivando però una forte passione per il calcio. Nato a Pesaro il 2 Febbraio 1982, Filippo Magnini viene spronato al nuoto da sua mamma, che lo reputa troppo magro, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Filippo_Magnini_11-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Filippo Magnini" title="Filippo Magnini" /></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-5487" title="Filippo Magnini" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Filippo_Magnini_11.jpeg" alt="Filippo Magnini" width="320" height="480" />Il talento e la spiccata predisposizione agli sport di <strong>Filippo Magnini </strong>sono evidenti fin da piccolo, quando comincia a praticare sport diversi: tennis, basket, pattinaggio, coltivando però una forte passione per il calcio.</p>
<p>Nato a Pesaro il 2 Febbraio 1982, <strong>Filippo Magnini </strong>viene spronato al nuoto da sua mamma, che lo reputa troppo magro, e per questo bisognoso di diventare più forte e robusto.</p>
<p>“Filo “ (così lo chiamano affettuosamente gli amici) impara a nuotare, e ben presto ci prende gusto, a praticare questa disciplina sportiva: essendo piuttosto bravo, i risultati non tardano ad arrivare: infatti comincia a vincere le prime gare.</p>
<p>Siccome la sua passione resta sempre il calcio, all’età di dieci anni si iscrive ad una scuola per imparare questo sport, e per un po’ di tempo riesce a praticare sia il calcio che il nuoto.</p>
<p>Dopo un po’ però decide di impegnarsi seriamente solo nel nuoto, dove ottiene più di un titolo regionale di categoria. Filippo Magnini è sempre costante negli allenamenti, e l’entusiasmo con cui affronta le difficoltà conquista anche i compagni di squadra, che vedono in lui un punto di riferimento ed un modello da raggiungere.</p>
<p>Dal carattere particolarmente tenace e testardo, Filippo vince i primi titoli italiani di categoria all’età di sedici anni. Queste vittorie gli aprono la strada per le future convocazioni nelle squadre nazionali giovanili. Nel 2001 il campione raggiunge Torino per gareggiare nella società sportiva “Rari Nantes”: questo periodo di lontananza dalla famiglia e dal paese natio lo rafforza nel carattere, dandogli la possibilità di raggiungere risultati importanti.</p>
<p>Nel 2004 “Superpippo” (questo è un altro soprannome con il quale Magnini viene chiamato) ottiene il primo titolo europeo a Madrid e conquista la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene. Sempre nello stesso anno, Filippo si trasferisce a Roma con l’inseparabile allenatore Claudio Rossetto, per entrare nella società “Larus nuoto”. Nel 2005 diventa campione del mondo nella gara dei “100 stile libero”, a Montreal. Questo titolo, conquistato in 48”12 fa entrare Magnini a pieno diritto nella rosa dei grandi campioni di tutti i tempi.</p>
<p>Le performance sportive di Magnini coinvolgono il pubblico di tutte le età. Altri memorabili risultati vengono raggiunti nel 2006 a Budapest e nel 2007 a Melbourne, dove l’atleta vince il titolo mondiale per la seconda volta. Il CONI gli attribuisce il “diploma d’onore”. A Pechino nel 2008 e a Roma nel 2009 Filippo Magnini non ottiene buoni risultati. Molto sensibile, Filippo è una persona impegnata nel sociale a favore di iniziative benefiche. Tra i suoi hobby, oltre allo sport, vi è anche la musica, la lettura, il cinema.</p>
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		<title>Valeria Vocaturo e la sua scuola per “Cuochepercaso”</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 05:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/DSCN2927-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Valeria Vocaturo e la sua scuola per “Cuochepercaso”" title="Valeria Vocaturo e la sua scuola per “Cuochepercaso”" /></p>Valeria Vocaturo è una dolce e intraprendente signora di origine calabrese e romana d’adozione. Architetto, un giorno ha abbandonato il suo lavoro per dedicarsi a una delle sue grandi passioni, da cui è nata una scuola dal nome accattivante, Cuochepercaso, e dove le lezioni si tengono in una vera cucina e in giro per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/DSCN2927-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Valeria Vocaturo e la sua scuola per “Cuochepercaso”" title="Valeria Vocaturo e la sua scuola per “Cuochepercaso”" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5529" title="Valeria Vocaturo e la sua scuola per “Cuochepercaso”" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/DSCN2927-300x225.jpg" alt="Valeria Vocaturo e la sua scuola per “Cuochepercaso”" width="300" height="225" /></p>
<p>Valeria Vocaturo è una dolce e intraprendente signora di origine calabrese e romana d’adozione. Architetto, un giorno ha abbandonato il suo lavoro per dedicarsi a una delle sue grandi passioni, da cui è nata una scuola dal nome accattivante, Cuochepercaso, e dove le lezioni si tengono in una vera cucina e in giro per i mercati rionali.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Che cos’è <strong>&#8220;Cuochepercaso&#8221;?</strong></strong></span><strong></strong></p>
<p>E’ una scuola di cucina a Roma e un’associazione culturale che promuove la diffusione della cultura culinaria di ogni parte del mondo. E’ un punto di incontro con un ricco calendario di lezioni e altre iniziative che spaziano nel mondo della cucina e sono legate alla ricerca della tradizione  del territorio e della cucina etnica, che è riproposta sempre in chiave creativa. Durante i vari corsi, vi è modo di conoscere persone, ma anche scambiarsi idee, trucchi per risparmiare e indirizzi di ristoranti.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quando e’ nata l’idea di Cuochepercaso? </strong></span></p>
<p>L’idea è nata “quasi per caso” 10 anni fa. Facevo l’architetto e stavo lavorando su un progetto per la Cina con i Beni Culturali. Un giorno, iniziai a raccoglier i miei appunti di viaggio e ne uscì un libro su una mia grande passione, intitolato <em>“La cucina di Valeria. Cucina e sapori mediterranei”,</em> che ottenne un discreto successo. Da lì, parlando con un’amica e con una buona dose di coraggio, è nata l’idea della scuola. Ho lasciato il mio lavoro e ho iniziato a dedicare tempo e passione sul progetto. Il nome è nato per gioco, seguendo un po’ la scia di “Turisti per caso”…  mi sono accorta che l’idea e il nome piacevano ed è iniziato tutto. 10 anni fa, esisteva solo la grande scuola del Gambero Rosso, quindi noi, senza avere alcuno scopo commerciale, uscivamo un po’ dagli schemi. Abbiamo individuato un target e dalla cucina di casa mia, siamo passate a una scuola vera e propria, che si sta ampliando sempre più.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A tal proposito, quali sono i progetti futuri della scuola?</strong></span></p>
<p>A gennaio abbiamo aperto una seconda sede, dove terremo delle lezioni e laboratori di scrittura enogastronomica per imparare a raccontare storie di cucina con estro e fantasia, ma soprattutto utilizzando tutti i sensi. Inoltre, ci saranno mostre fotografiche, presentazioni di libri con scrittori, cuochi e personalità del mondo gastronomico e, come di consueto, lezioni per donne e uomini di qualsiasi età e lezioni per i giovani per educarli al buon gusto con molti laboratori per cercare di crescere e stimolare i ragazzi alle tradizioni gastronomiche. Inoltre ci saranno visite ai vari mercati di quartiere per imparare a fare la spesa e a selezionare la verdura più fresca e i prodotti migliori. Tutto nel rispetto dell’ambiente, della tradizione e della cucina, sana e buona seguendo il buon esempio di Slow Food, di cui Cuochepercaso condivide la filosofia e fa parte del comitato di Condotta.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong> Lei ha parlato di lezioni seguite anche dagli uomini… che differenza c’è in cucina tra uomo e donna?</strong></span></p>
<p>La scuola è frequentata dal 20% da uomini e 80% da donne, con un’età media di 40 anni. Mentre gli uomini hanno un approccio più preciso e una fantasia più scientifica, la cucina declinata al femminile è più legata alla tradizione e caratterizzata da una fantasia romantica. Le lezioni, come ho detto, sono molto variegate, ma ho notato che gli uomini frequentano corsi di cucina base, di cucina etnica e le lezioni 10&#215;10, una formula che unisce 10 lezioni in 10 minuti.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>La cucina preferita di Valeria Vocaturo? </strong></span></p>
<p>Quella italiana con la sua grande tradizione, soprattutto a livello regionale. Sono calabrese e pertanto spesso nei miei piatti, trasferisco i segreti della cucina della mia regione, ma adoro anche spaziare esplorando la cucina di altre regioni, soprattutto quella salata e le zuppe. Inoltre, sono molto curiosa e mi piace sperimentare mescolando le tradizioni di altri paesi, come quelli arabi e mediterranei.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Nella cucina di Valeria, non manca mai…</strong></span></p>
<p>Le nocciole e l’olio d’oliva.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il piatto e il vino che descrivono Valeria Vocaturo.</strong></span></p>
<p>Per il piatto non saprei, sono legata ai sapori della cucina siciliana e piemontese. Per il vino, invece, direi che mi posso identificare nello Chardonnay siciliano.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Un piatto per descrivere il progetto cuochepercaso.</strong></span></p>
<p>E’ una ricetta alla quale sono particolarmente legata perché lo inventata io: mousse di ricotta al basilico con granella di mandorle e miele. E vi assicuro che è buonissima e molto apprezzata.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il boom dei libri di cucina, dei programmi televisivi, secondo lei qual e’ il modo per riuscire a distinguersi dalla massa?</strong></span></p>
<p>Innanzitutto, non cercare di imitare gli altri e mettere sempre originalità e creatività in quello in cui si crede. L’impronta che ho dato a Cuochepercaso è quella di ricreare l’atmosfera di casa. Alla fine, seguendo le lezioni, si diventa amici e vi è il piacere di ritrovarsi.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il libro preferito di Valeria Vocaturo.</strong></span></p>
<p>“Via col vento”</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Il film preferito.</strong></span></p>
<p>Sembrerò banale, ma adoro “Via col vento”</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Una frase che ripete spesso.</strong></span></p>
<p>“Domani è un altro giorno” <em>(non a caso, nda)</em></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ha sempre sognato di fare la cuocapercaso?</strong></span></p>
<p>Beh, no. Prima facevo l’architetto, lavoro che ho svolto per molti anni con soddisfazione e dedizione.  Ma ho sempre avuto la passione per la cucina e il desiderio di “fare qualcosa di mio”. Con Cuochepercaso, direi di esserci riuscita.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Progetti per il futuro.</strong></span></p>
<p>Crescere assieme alla scuola, attraverso l’ampliamento con un’altra sede e le serate di beneficenza a favore delle associazioni onlus per i malati di cancro. E’ questo il progetto più grande, ormai non troppo futuro, ma che appartiene al presente.</p>
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		<title>Oscar Luigi Scalfaro</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 09:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Oscar_Luigi_Scalfero_-_2009-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Oscar Luigi Scalfaro" title="Oscar Luigi Scalfaro" /></p>Oscar Luigi Scalfaro Nato a Novara il 9 Settembre 1918, Oscar Luigi Scalfaro ha ricoperto le tre più alte cariche dello Stato: dapprima deputato presso la Camera dei Deputati dal 1946 al 1992, poi Presidente della stessa, ed infine Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. Scalfaro è stato anche eletto Presidente provvisorio del Senato durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Oscar_Luigi_Scalfero_-_2009-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Oscar Luigi Scalfaro" title="Oscar Luigi Scalfaro" /></p><p style="text-align: center;"><strong>Oscar Luigi Scalfaro</strong></p>
<p><object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XbsRvxSD8L4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" src="http://www.youtube.com/v/XbsRvxSD8L4?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5483" title="Oscar Luigi Scalfaro" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Oscar_Luigi_Scalfero_-_2009.jpeg" alt="Oscar Luigi Scalfaro" width="432" height="240" /></strong></p>
<div>
<p>Nato a Novara il 9 Settembre 1918, <strong>Oscar Luigi Scalfaro </strong>ha ricoperto le tre più alte cariche dello Stato: dapprima deputato presso la Camera dei Deputati dal 1946 al 1992, poi Presidente della stessa, ed infine Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. Scalfaro è stato anche eletto Presidente provvisorio del Senato durante la XV Legislatura.</p>
<p>Questo rilevante personaggio della politica italiana si è sempre contraddistinto per il suo spiccato spirito antifascista: è stato anche senatore a vita all’interno del Partito Democratico.<strong> Oscar Luigi Scalfaro </strong>è figlio del barone napoletano Guglielmo Scalfaro e di Rosalia Ussino, le cui origini invece sono piemontesi. Questa commistione di discendenza ha fatto sì che lo stesso Oscar più volte si definisse “figlio dell’Unità di Italia”.</p>
<p>Già da ragazzo, l’ex Presidente della Repubblica mostra una certa inclinazione per l’Azione Cattolica, a cui partecipa attivamente proprio nel periodo in cui l’organizzazione viene presa di mira dai fascisti. Quando scoppia la lotta partigiana, Scalfaro prende contatto con l’ambiente antifascista.</p>
<p>Laureatosi in Giurisprudenza a Milano nel 1941, entra in magistratura due anni dopo. Nel 1943 convola a nozze con Mariannuzza Inzitari, che muore durante il parto a soli vent’anni, mettendo al mondo la figlia Marianna. Dal 1945 in poi Scalfaro presta la sua attività all’interno delle Corti d’Assise Straordinarie, che prendono il nome di “Corti speciali”. Successivamente, sempre a Novara, assume il ruolo di pubblico ministero.</p>
<p>Durante la sua attività di P.M. Scalfaro si ritrova più volte a dover richiedere la condanna capitale, per alcuni specifici reati previsti dall’allora vigente codice penale di guerra. Quando entra a far parte dell’Assemblea Costituente (formatasi per i lavori della Carta Costituzionale), il suo impegno per l’abolizione della pena di morte nella legislazione italiana si fa molto forte.</p>
<p>La carriera politica di Oscar Luigi Scalfaro comincia nel partito della Democrazia Cristiana, partecipando alle vicende tumultuose del 1948, insieme all’Azione Cattolica (allora guidata da Luigi Gedda). Il modello politico di Scalfaro è Mario Scelba, di cui è molto amico. Durante il governo Scelba Scalfaro è chiamato a ricoprire il ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e al Turismo e Spettacolo.</p>
<p>Questa nomina procura a Scalfaro popolarità e qualche noia. Nel 1969, quando il centro-sinistra si afferma come partito di maggioranza, Scalfaro crea all’interno della Democrazia Cristiana la corrente denominata “Forze libere”, che però viene sciolta dopo soli quattro anni. Scalfaro domina la scena politica italiana a partire dagli anni Ottanta, quando Craxi gli assegna il titolo di Ministro dei Trasporti all’interno della sua compagine governativa.</p>
<p>Nel 1992 Scalfaro viene eletto Presidente della Repubblica Italiana, la sua nomina è stata una delle più controverse della storia italiana. Dopo il suo mandato, è rimasto senatore a vita, partecipando sempre attivamente alla politica. Scalfaro è morto il 29 Gennaio 2011, all’età di 93 anni.</p>
</div>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>William Masters e Virginia Eshelman Johnson</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 19:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="160" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/masters-and-johnson-600-300x160.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="masters-and-johnson-600" title="masters-and-johnson-600" /></p>La sessualità umana rappresenta un mondo misterioso e, a tratti, inesplorabile. Ci sono alcuni studiosi che hanno svolto indagini approfondite ed accurate sulla fisiologia sessuale umana, giungendo a risultati molto interessanti dal punto di vista sperimentale. Tra questi, due in particolare meritano di essere ricordati: si tratta del ginecologo e sessuologo statunitense William Howell Masters [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="160" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/masters-and-johnson-600-300x160.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="masters-and-johnson-600" title="masters-and-johnson-600" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5450" title="William Masters e Virginia Eshelman Johnson" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/masters-and-johnson-600.jpg" alt="William Masters e Virginia Eshelman Johnson" width="480" height="256" />La sessualità umana rappresenta un mondo misterioso e, a tratti, inesplorabile. Ci sono alcuni studiosi che hanno svolto indagini approfondite ed accurate sulla fisiologia sessuale umana, giungendo a risultati molto interessanti dal punto di vista sperimentale.</p>
<p>Tra questi, due in particolare meritano di essere ricordati: si tratta del ginecologo e sessuologo statunitense <strong>William Howell Masters </strong>(nato nell’Ohio nel 1915 e morto il 16 Febbraio 2001) e della psicologa americana <strong>Virginia Eshelman Johnson</strong>, nata a Springfield l’11 Febbraio 1925 ed ancora viva.</p>
<p>I due, che possono essere considerati i pionieri nell’ambito degli studi sulla sessualità umana, hanno esaminato circa diecimila rapporti sessuali praticati da 700 volontari, per un periodo di tempo di undici anni. La ricerca sperimentale, portata avanti con diligenza e professionalità, è racchiusa nel libro intitolato “<strong>L’atto sessuale nell’uomo e nella donna</strong>”, pubblicato nel 1966.</p>
<p>Il volume è stato criticato da alcuni, che ritenevano l’indagine, seppure dettata da motivi scientifici, una intromissione forzata nella sfera più intima dell’uomo: il sesso. La novità del lavoro svolto dai due esperti americani consiste nel fatto che si basa su dati obiettivi, mentre di solito in questo campo si operava tramite interviste, i cui risultati sono facilmente manipolabili ed erronei.</p>
<p>Il dottor Masters e la dottoressa Johnson hanno registrato le reazioni fisiologiche di uomini e donne impegnati in un rapporto sessuale, tramite l’ausilio di apparecchi di misurazione e documentato il tutto con fotografie e riprese cinematografiche. Il libro ha scalato le vette delle classifiche di vendita diventando un bestseller ed un punto di riferimento imprescindibile nella materia. Una conclusione fondamentale che i due studiosi mettono in risalto nel libro è che la sessualità ha estrinsecazioni diverse nell’uomo e nella donna, ma non è detto che le esigenze siano opposte.</p>
<p>Non esiste, cioè, una sessualità che prevale rispetto a quella dell’altro sesso. Altro argomento interessante trattato dai due medici è la cura delle disfunzioni sessuali, in particolare i l&#8217;<strong>Eiaculazione Precoce</strong>. Fra le tecniche messe a punto quella più conosciuta e apprezzata è la tecnica dello “<strong>squeeze</strong>”, ovvero della “compressione”. Si tratta di una terapia comportamentale che non prevede l’apporto di medicinali, ma la collaborazione della partner è fondamentale. Praticando questa tecnica ogni volta che si ha un rapporto sessuale si arriva ad avere un maggiore autocontrollo dell’eiaculazione.</p>
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		<title>Davide Mogavero, &#8220;X-Factor? Un&#8217;Esperienza Unica!&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="237" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/DAVIDE1-300x237.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Davide Mogavero, &quot;X-Factor? Un&#039;Esperienza Unica!&quot;" title="Davide Mogavero, &quot;X-Factor? Un&#039;Esperienza Unica!&quot;" /></p>Davide Mogavero è un giovane cantante, innamorato della musica e conosciuto al grande pubblico grazie ad X-Factor, attualmente impegnato nella stesura e nella selezione dei brani che faranno parte del suo nuovo album, in uscita a maggio 2012. Il suo grande sogno nel cassetto? “ Fare un concerto nella Grande Mela”. Davide quando e come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="237" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/DAVIDE1-300x237.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Davide Mogavero, &quot;X-Factor? Un&#039;Esperienza Unica!&quot;" title="Davide Mogavero, &quot;X-Factor? Un&#039;Esperienza Unica!&quot;" /></p><p><strong>Davide Mogavero </strong>è un giovane cantante, innamorato della musica e conosciuto al grande pubblico grazie ad X-Factor, attualmente impegnato nella stesura e nella selezione dei brani che faranno parte del suo nuovo album, in uscita a maggio 2012. Il suo grande sogno nel cassetto? “ Fare un concerto nella Grande Mela”.<img class="alignright size-full wp-image-5457" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/DAVIDE1.jpg" alt="" width="496" height="392" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Davide quando e come è nata la tua passione per la musica?</strong></span></p>
<p>La passione per la musica l&#8217;ho sempre avuta,  ricordo nitidamente una mattina in cui mi son svegliato e ho preso per la prima volta una chitarra in mano&#8230;.amore a primo accordo. Per la musica e per quella chitarra, abbandonai una mia grande passione: il calcio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha lasciato la tua esperienza ad “X-Factor”?</strong></span></p>
<p>E&#8217; stata assolutamente un&#8217;esperienza unica che rifarei mille volte: i miei primi passi in tv ed un confronto quotidiano costruttivo con giudici, vocal coach, la produzione del programma, senza contare quel palco che scottava e caricava di adrenalina ogni esibizione. Bellissima esperienza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di barattare qualcosa per il successo, quale sarebbe la tua risposta?</strong></span></p>
<p>Il successo mi interessa relativamente. Diciamo che baratterei tutti i capperi del mondo (che tanto non sopporto) per condividere un domani, un lungo tour live con la band e i miei supporters.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>I tuoi genitori ti hanno sempre appoggiato nelle tue scelte?</strong></span></p>
<p>I miei genitori mi hanno sempre appoggiato nelle scelte, dandomi dei consigli a volte, ma senza mai condizionarmi nelle decisioni finali.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei legato sentimentalmente a qualcuno? E come riesci a conciliare i tuoi rapporti privati con la tua professione?</strong></span></p>
<p>In questo periodo della mia vita, sono legato sentimentalmente alla musica, concentratissimo sulle canzoni che faranno parte del mio primo cd di inediti, in uscita a maggio 2012, ma mi piacerebbe trovare una persona che possa essere al mio fianco e condividere con me tutto. Aspetto solo quella giusta…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da 1 a 10 quanto valuti il successo?</strong></span></p>
<p>Il successo lo valuto 6&#8230;una sufficienza stiracchiata. L&#8217;importante è fare sempre quello che ti piace, indipendentemente dal successo che potrai raccogliere…poi se arriva, ancora meglio…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 20 anni?</strong></span></p>
<p>Mi vedo al bivacco su di una poltrona a ubriacarmi con una bottiglia di grappa…Scherzi a parte, è difficile immaginarmi tra 20 anni. Spero di ritrovarmi sempre più innamorato della musica e di aver realizzato qualche piccolo sogno, per me e per chi mi è vicino e a cui voglio bene.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il successo ha cambiato il tuo rapporto con i vecchi amici? Ti sei “montato la testa”?</strong></span></p>
<p>Assolutamente no, il successo non ha cambiato i rapporti che avevo e che ho ancora con i miei amici. Capita, per impegni reciproci, di vederci un po&#8217; meno, ma il rapporto è forte come e più di prima! Se mi sono montato la testa? Non ne avrei motivo&#8230;proprio no.</p>
<p><strong><span style="color: #800000">Quanto avresti scommesso su di te, qualche anno fa?<img class="alignleft size-large wp-image-5458" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/DAVIDE2-947x1024.jpg" alt="" width="454" height="491" /></span></strong></p>
<p>Penso sempre positivo, ma non faccio mai previsioni su quello che mi può regalare il futuro. Quel che mi meriterò arriverà, se dovrà arrivare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i modelli a cui ti ispiri?</strong></span></p>
<p>Non ho miti, ma ammirazione per alcuni grandi che hanno fatto la storia della musica e son troppi i grandissimi, che meriterebbero di essere ricordati. Per quanto mi riguarda, cerco di essere il più possibile unico e me stesso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Una tua giornata tipo.</strong></span></p>
<p>Siamo all&#8217;ultimo anno di liceo e quindi, lezioni la mattina, pranzo, studio e si vola in sala d’incisione nel pomeriggio, fino a tarda sera… ah dimenticavo le visite sulla mia pagina ufficiale   Facebook: DAVIDE MOGAVERO OFFICIAL. Nei minuti di pausa, mi piace stare a contatto con i miei incredibili supporters, dalla Mog Family a tutti quelli che mi hanno dimostrato affetto e stima.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Di chi temi più il giudizio? </strong></span></p>
<p>Di me stesso fondamentalmente. Provo sempre a fare la cosa giusta, ma non sempre mi riesce. I giudizi ci sono e ci saranno sempre, quindi cerco di incassare la critica e tirar fuori il meglio di me in tutte le occasioni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando hai bisogno di una guida, a chi ti rivolgi?</strong></span></p>
<p>Mi rivolgo ai miei genitori naturalmente. Molto spesso mi appoggio anche a mio fratello maggiore, Matteo, che sa darmi sempre giusti consigli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Ne dico uno che li vale tutti e che occuperebbe un armadio intero: fare un concerto in America, nella Grande Mela…….a New York!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia?</em> Nel blu dipinto di blu (Volare) per scaldarmi la voce e poi via con Lupin…</p>
<p><em>Ti guardi allo specchio e…. </em>vedo un ragazzo che crede negli altri e legge il positivo in ogni cosa</p>
<p><em>Personaggio femminile con cui andresti a cena? </em>Diciamo che mi concedi due cene e due serate&#8230; una cena per una bionda, tipo Taylor Swift ed una cena per una castana, tipo Belen Rodriguez</p>
<p><em>La persona che stimi di più: </em>Enrico Ruggeri</p>
<p><em>La tua playlist:</em> James Morrison – I won’t let you go</p>
<p>-Vasco Rossi – Sally</p>
<p>-Kings of Leon – Use Somebody</p>
<p>-Bryan Adams &#8211; Everything I Do</p>
<p>-Jovanotti – Le tasche piene di sassi</p>
<p>-The Beatles – Come Togheter</p>
<p><em>Peccato capitale: </em>La gola&#8230;alle patate fritte non so resistere!</p>
<p><em>Suoneria del cellulare: </em>Paperelle in concert</p>
<p><em>L’oggetto a cui sei più legato: </em>Alla mia chitarra e perché no…ai miei bracciali raccolti in questi anni</p>
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		<title>Nino Spirlì, Regista E Autore Televisivo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="202" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-nino-spirlì-202x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nino Spirlì, Autore Televisivo" title="Nino Spirlì, Autore Televisivo" /></p>Nino Spirlì, autore di diversi format, tra i quali spiccano “La Fattoria”, “La capitanessa” e “Forum” ha collaborato per 17 anni con quest’ultimo e all’età di 28 anni ha ottenuto un contratto al teatro “Du Campagnol” a Parigi, dove ha tenuto interessanti seminari su Goldoni e Pirandello. In quest’intervista, ci svela qualche piccolo retroscena, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="202" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-nino-spirlì-202x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nino Spirlì, Autore Televisivo" title="Nino Spirlì, Autore Televisivo" /></p><p><strong>Nino Spirlì, </strong>autore di diversi format, tra i quali spiccano “La Fattoria”, “La capitanessa” e “Forum” ha collaborato per 17 anni con quest’ultimo e all’età di 28 anni ha ottenuto un contratto al teatro “Du Campagnol” a Parigi, dove ha tenuto interessanti seminari su Goldoni e Pirandello. In quest’intervista, ci svela qualche piccolo retroscena, di una tv povera di contenuti.<img class="alignright size-full wp-image-5454" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-nino-spirlì.jpg" alt="" width="372" height="550" /></p>
<p><strong><span style="color: #800000">Chi è Nino Spirlì?</span></strong></p>
<p>Prima di tutto è un uomo che sta crescendo interiormente, che si occupa dell’anima prima che del corpo. Ho studiato per diverso tempo con un lama tibetano, ho studiato la Bibbia e il Corano, perché vorrei capire il senso della vita o meglio, il significato della mia vita. E poi sono un autore, un regista, un attore ed ora anche uno scrittore, infatti sto ultimando il mio romanzo autobiografico, un romanzo che fa ridere e piangere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa nasce questa tua passione?</strong></span></p>
<p>Ce l’ho da sempre. Mio padre aveva fatto teatro per 20 anni e nonostante fosse un teatro della provincia calabrese, metteva in scena opere di grande spessore. A 17 anni ho iniziato anch’io a fare teatro, prima partecipando alle attività liceali e poi con il teatro vero e proprio. A 28 anni, sono andato a Parigi, al teatro Du Campagnol, dove ho tenuto numerosi seminari, 4 anni su Goldoni e 3 su Pirandello. Poi a partire dal ’94, ho iniziato a collaborare con “Forum” e dal 2000 ho iniziato a collaborare come autore, dello stesso format. In seguito, ho scritto e venduto alla Mediaset, il reality “La fattoria” e alla Rai “La capitanessa”, che fra qualche mese andrà in onda con Sabrina Ferilli. Dopo 17 anni, ho lasciato “Forum” e ho iniziato a collaborare con un progetto sul Giornale. It. Attualmente, sto collaborando con Luna Berlusconi, ma per scaramanzia preferisco non dire nulla circa il nostro progetto in comune.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come autore di programmi televisivi, pensi che la crisi economica avrà qualche ripercussione sulla qualità dei programmi televisivi?</strong></span></p>
<p>Assolutamente sì. C’è una situazione drammatica con i dati di ascolto, poiché, il metodo con cui vengono registrati lo considero obsoleto. Inoltre, non ci sono grandi idee al momento, perciò le reti televisive preferiscono acquistare format stranieri, piuttosto che prendere proposte di autori italiani. La tv italiana è ricca di programmi contenitore e di ospiti e non rappresenta più il popolo italiano, ecco perché vanno molto di più i programmi sul satellite. Purtroppo, la crisi si sente molto ed oggi ci sono programmi poveri, che contrastano con programmi ricchi e sfarzosi. La tv del passato era molto più elegante, non c’erano parolacce, non era volgare, non era esplicita su alcuni temi e poi ritengo che oggi, alcuni conduttori siano veramente ignoranti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci racconti un aneddoto curioso che ti è capitato nel corso della tua carriera?</strong></span></p>
<p>Di aneddoti ce ne sono tanti. Sono dichiaratamente omosessuale e quando arrivai al teatro di Fiuggi, ricordo che un tecnico mi ossessionò per tutto il pomeriggio, alla fine gli spiegai che essere omosessuale, non vuol dire essere sempre disponibile. Un altro episodio che ricordo con un sorriso, è quando ci perdemmo con il pulmino ed arrivammo al teatro un’ora e mezza prima dello spettacolo, io ci arrivai con un camion su cui erano trasportate delle galline che mi facevano tanta pena. Poi ho vissuto 7 anni a Parigi, sono stati gli anni più belli, magici.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Attualmente a cosa stai lavorando?</strong></span></p>
<p>Ad aprile ho debuttato con uno spettacolo teatrale “ Pirandello drug” e nel marzo 2012, per due settimane, presenteremo lo stesso spettacolo a Milano. Inoltre, sto ultimando il mio romanzo autobiografico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sicuramente avrai lavorato con tanti grandi personaggi, chi è quello con cui hai legato di più?</strong></span></p>
<p>Con molti di loro mi sono trovato bene sul luogo di lavoro, ma poi ho perso i contatti. Mentre con altri, ho creato un bel rapporto di amicizia, ad esempio con Paola Perego, con cui mi sono molto divertito e con cui ho trascorso delle bellissime serate. Quelli  sono stati i miei anni più sbarazzini.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto ti impegna nel quotidiano, questa professione?</strong></span></p>
<p>Fino allo scorso anno lavoravo 14 anche 16 ore al giorno, ma allo scoccare dei 50 anni mi sono concentrato su altro. Oggi, ho una serie di piacevoli impegni che mi occupano 6 /8 ore al giorno. Come ho già detto, sto scrivendo un romanzo, sto scrivendo un soggetto per la tv che mi è stato commissionato e a gennaio ricomincerò con le prove dello spettacolo “ Pirandello drug”, tutti impegni piacevoli, che lasciano del tempo libero da dedicare a me stesso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E nel tempo che ti rimane, a cosa ti dedichi?</strong></span></p>
<p>Ai miei due cani e al mio gatto, alla mia famiglia e alla scrittura. Inoltre, mi piace molto viaggiare e a breve tornerò a Capo Verde, un luogo bellissimo dove ho l’opportunità di rilassarmi. Sono un tipo molto casalingo, che adora invitare e cucinare per gli amici.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i momenti che, secondo te, sono stati incisivi nel tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Il debutto a teatro all’età di 18 anni; Il mio primo contratto a Parigi all’età di 28 anni; la scrittura della Fattoria e i miei 50 anni, liberatori, festeggiati a Lourdes con la mia mamma ed un amico.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>I reality, si chiamano così perché dovrebbero rispecchiare la realtà vissuta dai partecipanti, ma, quanto di vero c’è nei reality?</strong></span></p>
<p>In tv non è reale neanche il segnale orario. Molti reality hanno delle linee che gli autori pretendono che vengano seguiti. D’altra parte, gli italiani sono un popolo di grandi attori, che si immedesimano velocemente nella parte. Secondo me, gli ultimi reality andrebbero chiusi, poiché ricchi di persone costruite indipendentemente dal volere degli autori. Sono persone che non danno un bel messaggio ai telespettatori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti è mai capitato di lavorare a qualcosa e poi vederti la tua idea rubata da qualcun altro?</strong></span></p>
<p>Sì, il diritto d’autore purtroppo, è quello peggio tutelato. Nella vita di ogni autore, anche nella mia, sono accadute cose drammatiche. A volte mi è capitato di presentare un programma e poi di vederlo in onda firmato da qualcun altro. Gli autori si dividono in due categorie : i creativi e i notai, senza offesa per questi ultimi. Si tratta di autori molto bravi ad organizzare eventi e date, sanno fare il loro lavoro in modo eccelso, ma non sono creativi e quindi, tendono a fare loro quello che non lo è, rubando idee, quando basterebbe chiedere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ti ha sempre appoggiato nelle tue scelte?</strong></span></p>
<p>La mia famiglia. Mi piace definirmi vedovo di mio padre, poichè è stata la persona che mi ha seguito in tutti i miei passi. Per me, non è stato solo un padre, ma anche un fratello, un consigliere, un amico. Accanto a lui, mi hanno seguito mia madre ed un mio compagno storico, con cui non ho più una relazione, ma ho ancora un legame molto forte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il senso della vita per te?</strong></span></p>
<p>Sapere di saper amare. Questo è il senso della vita, a prescindere dal risultato dell’amore, perché possiamo amare una persona e non essere ricambiati, ma è un grande dono sapere di saperlo fare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Quale è la prima cosa che fai appena ti svegli? </em>Prendo un caffè</p>
<p><em>E l’ultima prima di andare a dormire?</em> Recito delle preghiere</p>
<p><em>La collezione: </em>Coroncine di rosari, di tutte le religioni, di tutti i Paesi, di tutti i materiali.</p>
<p><em>Supereroe preferito:</em> I supereroi non mi hanno mai attratto, però da piccolino ricordo che leggevo spesso Topolino</p>
<p><em>Se fossi una stagione:</em> Primavera</p>
<p><em>Mare o montagna? </em>Mare</p>
<p><em>Pensieri o parole?</em> Pensieri, anche se le parole sono molto importanti</p>
<p><em>L’oggetto a te più caro:</em> Un piccolissimo monile di fine ‘700. Un portapillole in argento con sopra incisa la Gioconda</p>
<p><em>Ti guardi allo specchio e….</em>mi piaccio con le rughe, oggi più di ieri</p>
<p><em>Teatro o tv? </em>Teatro</p>
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		<title>Scossa Terremoto a Parma</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Experience]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="173" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/mappa-risentimento-terremoto-parma-639x369-300x173.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Terremoto a Parma" title="Terremoto a Parma" /></p>Scossa di Terremoto a Parma Milano Torino Veneto Reggio Emilia Scossa di Terremoto a Parma Milano Torino Veneto Reggio Emilia E&#8217; stata avvertita una scossa di terremoto con epicentro nel Reggiano, avvertita anche a Milano Torino Veneto e Reggio Emilia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="173" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/mappa-risentimento-terremoto-parma-639x369-300x173.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Terremoto a Parma" title="Terremoto a Parma" /></p><p><object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/u12AIshY2pM?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" src="http://www.youtube.com/v/u12AIshY2pM?version=3&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><strong>Scossa di Terremoto a Parma Milano Torino Veneto Reggio Emilia</strong></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5423" title="Terremoto a Parma" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/mappa-risentimento-terremoto-parma-639x369.jpeg" alt="Terremoto a Parma" width="720" height="400" /></p>
<p><strong>Scossa di Terremoto a Parma Milano Torino Veneto Reggio Emilia</strong></p>
<p>E&#8217; stata avvertita una scossa di terremoto con epicentro nel Reggiano, avvertita anche a Milano Torino Veneto e Reggio Emilia.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Voltaire</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="248" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/voltaire4-248x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Voltaire" title="Voltaire" /></p>Voltaire rappresenta i caratteri , gli ideali e i limiti dell&#8217; illuminismo francese sperimentando  tutti i generi letterari. E’ contemporaneamente il filosofo , lo storico , il politico , il poeta e il romanziere . François-Marie Arouet nasce a Parigi nel 1694 da una famiglia appartenente alla borghesia. I suoi studi si avvengono presso il  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="248" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/voltaire4-248x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Voltaire" title="Voltaire" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5439" title="Voltaire" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/voltaire4-248x300.jpg" alt="Voltaire" width="248" height="300" /></p>
<p><strong>Voltaire rappresenta i caratteri , gli ideali e i limiti dell&#8217; illuminismo francese sperimentando  tutti i generi letterari.</strong></p>
<p>E’ contemporaneamente il filosofo , lo storico , il politico , il poeta e il romanziere .</p>
<p>François-Marie Arouet nasce a Parigi nel 1694 da una famiglia appartenente alla borghesia. I suoi studi si avvengono presso il  collegio gesuita di Louis-le-Grand .</p>
<p>Nel 1711 lascia il collegio e s&#8217;iscrivealla scuola superiore di diritto: tale scelta è dettata dal volere paterno  che non vede di buon occhio la passione del ragazzo per la poetica</p>
<p>Nel 1713 è segretario all&#8217;Ambasciata francese all&#8217;Aja, successivamente torna a Parigi per effettuare il praticantato presso un notaio, per poter soddisfare la volontà paterna; parallelamente inizia a scrivere articoli duri verso le autorità costituite.</p>
<p>Tali scritti nel 1716 gli costano l&#8217;esilio a Tulle e Sully-sur-Loire.</p>
<p>Nel 1717 viene arrestato e recluso alla Bastiglia per aver scritto dei versi contro il reggente di Francia Filippo d&#8217;Orléans . In questo periodo scrive la tragedia &#8220;Edipo&#8221;, rappresentata con successo nel 1718, e il poema epico &#8220;La lega o Enrico il Grande&#8221; (1723), ripubblicato nel 1728 col titolo di &#8220;Enriade&#8221;.</p>
<p>Dal 1726 al 1729 a causa di alcuni screzi con il cavaliere di Rohan  è costretto all’esilio in Gran Bretagna: momento storico fecondo a tal punto da  convincerlo  della necessità di una profonda riforma dello stato Nel 1733 scrive  le &#8220;Lettere filosofiche&#8221;: testo di riferimento contro l&#8217;Ancien régime.</p>
<p>Soggiorna nuovamente a Parigi durante il quale pubblica alcune tragedie: &#8220;Bruto&#8221;( 1730),  &#8220;La morte di Cesare&#8221; (1731) e la &#8220;Storia di Carlo XII&#8221; (1731).</p>
<p>Seguono altre opere che scrive grazie all’ospitalità di Madame Emile de Châtelet nel castello di Cirey: “Maometto&#8221; del  1741-42,   &#8220;Merope&#8221;, del  1743,&#8221;Gli elementi della filosofia di Newton&#8221; (1738), &#8220;Saggio sui costumi&#8221; (1756).</p>
<p>La sua posizione con la corte si riappacifica grazie alle simpatie di Madame de Pompadour  ecosì da poter rientrare a a Parigi, dove viene nominato storiografo del re.</p>
<p>Nel 1749 è a Berlino, ospite di Federico II di Prussia dove termina  &#8221;Il secolo di Luigi XIV”.</p>
<p>Dal 1758 si stabilisce nel castello di Ferney.</p>
<p>Muore a Parigi il 30 maggio 1778.</p>
<p><strong>Esponente di quell&#8217; agiata borghesia francese che assume un ruolo di primo piano nella vita economica e culturale del paese .</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Luca Klobas, Comico Dissacrante E Irriverente</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Luca_Klobas_ph_by_Mirta_Lispi_31L_21-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Klobas, Comico Dissacrante E Irriverente" title="Luca Klobas, Comico Dissacrante E Irriverente" /></p>Luca Klobas, è un artista versatile con una carriera ricca di partecipazioni in tv, in radio e teatro. Un professionista all’altezza di ogni situazione, un comico dissacrante e irriverente, che riesce a far ridere il pubblico, inserendo nei suoi spettacoli denunce sociali.   Luca, quando e come è nata la tua comicità? Come è accaduto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Luca_Klobas_ph_by_Mirta_Lispi_31L_21-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Klobas, Comico Dissacrante E Irriverente" title="Luca Klobas, Comico Dissacrante E Irriverente" /></p><p><strong>Luca Klobas, </strong>è un artista versatile con una carriera ricca di partecipazioni in tv, in radio e teatro. Un professionista all’altezza di ogni situazione, un comico dissacrante e irriverente, che riesce a far ridere il pubblico, inserendo nei suoi spettacoli denunce sociali.  </p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Luca, quando e come è nata la tua comicità?<img class="alignright size-large wp-image-5430" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Luca_Klobas_ph_by_Mirta_Lispi_31L_21-1024x682.jpg" alt="" width="553" height="368" /></strong></span></p>
<p>Come è accaduto per la maggior parte dei comici, sui banchi di scuola. Certo dal far ridere i compagni, a farlo diventare una professione, è come passare da giocare al dottore, a  ….medico? No gigolò!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale pensi sia il tuo talento?</strong></span></p>
<p>Modestamente, molto Leopardiano…. INFINITO!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Radio o tv? E perché?</strong></span></p>
<p>Mi è capitato di lavorare anche per entrambe in contemporanea: per esempio un TG  muto di Fede, coperto da una musica balcanica…un’esperienza che non ha prezzo! Di solito, radio di giorno e tv di notte. Una giusta musica può anche essere d’aiuto per trovare/provare un nuovo personaggio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire la tua carriera, senti di aver trascurato qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>Sicuramente la mia città, Venezia! Ma tra un po’ ho intenzione di ritornarci…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a conciliare i tuoi numerosi impegni lavorativi con la tua vita privata?</strong></span></p>
<p>Non è facile,  visto che spesso, si rimane fuori casa anche per lungo tempo, te ne accorgi quando tuo figlio ti si rivolge dicendo:</p>
<p>-          No, grazie buon uomo non ci serve nulla.</p>
<p>Credo che il tempo che si passi assieme ai propri figli non sia poco, è solamente distribuito in maniera diversa. Non credo che un operaio, che fa i turni in fabbrica, passi più tempo con i figli, ed è sicuramente più stanco di noi e anche giustamente più incazzato: per quanto un comico possa essere mal pagato, non lo sarà mai quanto un operaio…e poi non ha Marchionne tra i piedi e credimi non è poco.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come vivi i momenti tra un lavoro e l’altro?</strong></span></p>
<p>Il nostro rimane un lavoro talmente strano e anche privilegiato, per cui non sempre il confine tra pausa e lavoro è ben definito: reciti, leggi, provi, scrivi, viaggi, telefoni, fai pubbliche relazioni, interviste….ed è tutto lavoro!  A volte alcune di queste azioni, le fai contemporaneamente, poi magari mangi un boccone e pensi ad una scena… Per quello a volte sembriamo degli psicolabili. Naturalmente, tutto ciò è vero, ma visto attraverso la lente di un comico… diventa distorto.  Sicuramente passo il mio tempo libero in famiglia: chiedermi di uscire alla sera quando non lavoro, è come chiedere a un idraulico di aggiustarti il lavandino nel giorno di Natale. Però lo faccio: ti aggiusto il lavandino.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stato il tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>Premesso che nella vita ho fatto e so fare solo questo, ho cominciato con il teatro, per poi finire nel tunnel della comicità, senza però abbandonare la tragedia e non sto parlando della tragedia avvenuta in casa mia, quando ventenne dissi: “Mamma, Papà voglio fare l’attore!”.<br />
Ho comunque dovuto studiare per diventare un attore. Una stupenda scuola di commedia dell’arte a Venezia “Scuola dell’Avogaria” ed un&#8217;altra bella e sconvolgente a Milano “Laboratorio dell’attore”, con il grande Maestro Raul Manso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è stata la prima persona che ha creduto in te, offrendoti l’opportunità di un lavoro?</strong></span></p>
<p>Non è stata la prima anzi, ma tra le più importanti sì. Ero appena arrivato a Milano e non avevo nè il becco di un quattrino, nè conoscevo qualcuno; ma lui mi offrì di lavorare nel suo locale e, detto tra noi, non ero un granché!  Non conoscevo nè la comicità, nè avevo i tempi comici, venivo da un tipo di recitazione classica, ma lui capì che ce l’avrei fatta. Grazie ancora a Renzo Schiroli, una cara persona che purtroppo da qualche anno ci ha lasciato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Ad uno spettacolo non comico, trattasi di teatro di narrazione. Assieme ad un collega Antonello Taurino e tre splendide donne nelle vesti di: Regista, Elisa Roson; Drammaturga, Federica Di Rosa; Iris Cafelli, Direzione Artistica; affronteremo la problematica degli i O.P.G. ovvero ospedali psichiatrici giudiziari; in parole povere: manicomi criminali.  La nostra, vuole essere una denuncia  su queste strutture che dovrebbero e a quanto pare dovranno, essere chiuse.  Esseri umani, legati e sedati come animali da macello, non perché criminali, ma perché psichicamente instabili, socialmente pericolosi, ma chi è socialmente pericoloso? Provate a darvi una risposta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa guardi in tv? </strong></span></p>
<p>Spettacoli d’approfondimento giornalistico, come interesse personale e tutto il ciarpame che c’è per lavoro. Non guardo la comicità, non perché sia snob,  ma per la stessa ragione dell’idraulico che ti aggiusta il rubinetto a Natale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Tre ingredienti essenziali nella vita:</strong></span></p>
<p>Salute (si vede che sto invecchiando);</p>
<p>Intelligenza</p>
<p>Affetto</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è Luca Klobas nel privato?</strong></span></p>
<p>Potessi non lo frequenterei: pesante, lunatico, casinista, disordinato, iracondo… mi fermo qui altrimenti mi metto a piangere, per cui anche frignone!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di rapporto hai instaurato con i tuoi fans?</strong></span></p>
<p>Non mi sono mai posto il problema, nel senso che spero di non averne, spero di avere soltanto delle persone che, di volta in volta, prima guardino ciò che sto facendo e poi, in maniera ponderata, decidano se applaudirmi  o sputarmi in faccia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E con i tuoi colleghi ?</strong></span></p>
<p>Lo stessi di un impiegato alle poste, nel senso che, ci sono quelli con cui vado d’accordo e che frequento ed altri con cui ci convivo educatamente, ma nulla di più. Altri che sopporto un po’ meno, ma per il quieto vivere, faccio buon viso a cattiva sorte. Se qualcuno mi pesta i piedi, mi faccio sentire, ma questo anche nella vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è Il ruolo del comico, nella società attuale? </strong></span></p>
<p>Quello del dissacratore! Io nel mio lavoro cerco di metterci anche una denuncia sociale, perché credo ce sia bisogno.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di aiuto, sentite di poter offrire con la vostra arte, in questo momento così difficile per il popolo italiano?</strong></span></p>
<p>Spero nessuno, perché già siamo alle corde, se poi l’aiuto deve arrivare da un buffone… è finita!  AMICI, FRATELLI, COMPAGNI apriamo tutti assieme il gas  e facciamola finita una volta per tutte!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Presente, passato o futuro: </em>Il futuro è troppo lontano, per cui presente, perché vuol dire esserci, ma anche passato perché sono le nostre radici</p>
<p><em> Il giorno più bello della tua vita: </em>Sono due, quando sono nati i miei figli</p>
<p><em>Cosa non sopporti nella gente:</em> Il razzismo</p>
<p><em>Una triste verità o una bella bugia?</em> Da com’è impostata la domanda, si vuole veicolare la risposta e io mi adeguo: una bella bugia!</p>
<p><em>La persona che stimi di più:</em> Mio padre</p>
<p><em>Non esci mai senza: </em>I pantaloni</p>
<p><em>L’ultimo regalo ricevuto: </em>Un riccio in plastilina dalla mia bimba</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>Smrt Fašizmu Sloboda Narodu ( A morte il fascismo, libertà del popolo)</p>
<p>E’ il motto con il quale la mia gente ha combattuto per la libertà.</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> L’intolleranza verso il prossimo, chiunque lui sia, da dovunque lui venga…</p>
<p><em>Libro sul comodino:</em> Non ho un comodino, ho una consolle in stile veneziano, ed essendo in sostanza un tavolinetto a muro, mi dà la possibilità di infilarci sotto, un sacco di libri che, di volta in volta, bisogna spostare per una sana pulizia. Ora sto leggendo “ Rubare ai ricchi non è peccato” di Vincenzo Pipino, un mio concittadino, che credo sia ancora nelle patrie galere, forse l’ultimo dei ladri gentiluomini, con una cultura non indifferente e amante della sua attività, come pochi.</p>
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		<title>Claudio Messora, Videoblogger Di Successo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 07:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Foto-Claudio-Messora-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Claudio Messora, Videoblogger Di Successo" title="Claudio Messora, Videoblogger Di Successo" /></p>Claudio Messora, videoblogger, è il fondatore del sito byoblu.com, che ha collezionato numerosi successi e visitatori, con oltre 10 milioni di pagine viste. Si tratta di un blog che favorisce la libera informazione ed un’autentica democrazia della comunicazione. Dapprima musicista, poi informatico, fino a riunire le diverse anime di se stesso, fondendole in una nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Foto-Claudio-Messora-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Claudio Messora, Videoblogger Di Successo" title="Claudio Messora, Videoblogger Di Successo" /></p><p><strong>Claudio Messora, </strong>videoblogger, è il fondatore del sito byoblu.com, che ha collezionato numerosi successi e visitatori, con oltre 10 milioni di pagine viste. Si tratta di un blog che favorisce la libera informazione ed un’autentica democrazia della comunicazione. Dapprima musicista, poi informatico, fino a riunire le diverse anime di se stesso, fondendole in una nuova entusiasmante esperienza, dove ognuna di esse, che da sola era insufficiente a soddisfarlo, ha trovato il suo posto come i pezzettini di un mosaico.<img class="alignright size-large wp-image-5411" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Foto-Claudio-Messora-682x1024.jpg" alt="" width="409" height="614" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Claudio Messora?</strong></span></p>
<p>Claudio Messora è un privato cittadino che fa informazione libera in rete e grazie alla rete, affrontando temi spesso trascurati dall&#8217;informazione <em>mainstream,</em> in maniera critica, ragionata e documentata. “Libera” significa svincolata da condizionamenti, da cordate editoriali, da movimenti politici o investitori che dettino una linea editoriale. Significa avere sempre la possibilità di cambiare idea ed essere autentici, trasparenti, in poche parole se stessi, con una corrispondenza totale tra ciò che si scrive o si dice di fronte ad una telecamera e i propri pensieri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono state le tappe più importanti della tua vita?</strong></span></p>
<p>Dopo gli studi, sono stato musicista fino a 28 anni. Facevo pianobar, scrivevo canzoni, incidevo dischi. Tra i premi, una vittoria a Castrocaro come autore, per la voce di Luisa Corna. Poi ho fatto l&#8217;informatico, volando per i cieli d&#8217;Europa e vivendo un anno a Dubai, nel 2005. Ma è solo dal 2007 che ho riunito le diverse anime di me stesso, fondendole in una nuova entusiasmante esperienza dove ognuna di esse, che da sola era insufficiente a soddisfarmi, ha trovato il suo posto come i pezzettini di un mosaico. Ho iniziato un po&#8217; per caso a fare il videoblogger, un “mestiere” che si avvantaggia delle competenze maturate nel settore informatico, di una certa preparazione scientifica, dell&#8217;estro artistico maturato come musicista, utile nell&#8217;elaborazione di video, il cui montaggio richieda un certo ritmo e dell&#8217;attitudine alla scrittura.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te, oggigiorno internet aiuta o confonde?</strong></span></p>
<p>La libertà confonde sempre, perché costringe a spingersi su sentieri non battuti, alla ricerca di elementi e percorsi che si incastrino e conducano verso un punto di arrivo stabile e confortante. La rete costringe alla critica, rende le persone consapevoli, sviluppa le loro capacità di analisi, perché per verificare le informazioni devono incrociare le fonti, consultare documenti, farsi anello attivo della catena di produzione e distribuzione dell&#8217;informazione. La televisione rassicura, perché fornisce una versione spesso unica dei fatti, limata, predigerita e strumentale, ma genera cittadini acritici e spesso rende impossibile risalire all&#8217;origine dei fatti, costruendo realtà illusorie che deformano il presente e il futuro di intere generazioni. Internet, unita alla maturazione della consapevolezza e della propria capacità di elaborazione individuale, risolve il collo di bottiglia e restituisce un’autentica democrazia della comunicazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi della comunicazione virtuale?</strong></span></p>
<p>Personalmente, tutte le mie comunicazioni sono “reali”, nel senso che metto la faccia su ogni cosa che scrivo e che dico. I miei dati sensibili sono sul web a disposizione di tutti e spingo tutti a fare altrettanto, nei limiti della ragionevolezza e rispettando i criteri di sicurezza. La rete non è un luogo “altro” rispetto alla realtà. La rete è fatta dalle stesse persone che di giorno incrociamo al bar, al lavoro, sui mezzi pubblici. Deve essere un&#8217;espansione della nostra capacità di comunicare, non una sostituzione. In effetti, internet è un moltiplicatore di conoscenza e di possibilità. Raggiunge l&#8217;apice della sua utilità, quando permette alle persone di influire concretamente sulle questioni comuni e quando realizza incontri e progetti che ricadono direttamente sul mondo fisico. Giustifico l&#8217;anonimato, solo quando serve a preservare l&#8217;incolumità delle persone che non se la sentono di rischiare il proprio lavoro o la propria sicurezza o quella dei propri familiari, ma hanno ugualmente un importante contributo da dare, che una volta comunicato tutti possono verificare. Come tutti gli strumenti, anche la rete può essere utilizzata male, per esempio sfruttando l&#8217;anonimato per assumere comportamenti aggressivi o volgari, che di persona non ci si sognerebbe mai di avere. E&#8217; bene ricordare che le azioni e le parole che trovano espressione in rete, sono soggette alla legge esattamente come quelle appartenenti al mondo fisico, dunque è buona norma comportarsi allo stesso modo, rispetto a quanto faremmo nei luoghi che frequentiamo tutti i giorni. Del resto, nella stragrande maggioranza dei casi, è possibile sempre risalire all&#8217;identità di chi si comporta male, tramite l&#8217;incrocio dei dati dell&#8217;indirizzo IP con quelli del fornitore di accesso che lo gestisce. Usiamo l&#8217;anonimato per scopi meritevoli e impariamo a rispettare il prossimo, sia in coda alle poste, come in una discussione su un forum. Per il resto, quando possibile, mettiamo la faccia su quello che scriviamo. E&#8217; un ottimo modo di misurare il nostro grado di civiltà.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cosa è nato il sito Byoblu? E perché questo nome?</strong></span></p>
<p>Era un nickname che usavo fin dalla fine degli anni &#8217;90. “Byo” significa vita e il blu era il mio colore preferito, enigmatico, misterioso e rilassante. Avevo un’intera parete del salotto della mia prima casa dipinta di blu. Essendo informatico, mi ero programmato una piattaforma di blogging, quando ancora i diari online non esistevano e lo usavo in questo senso, sotto il dominio www.byoblu.com. Quando, verso la fine del 2007, ho iniziato a tenere un blog nel senso comune del termine odierno, ho riesumato il mio nome di dominio, anche perché non avrei mai pensato che ne avrei fatto un&#8217;attività così pervasiva e totalizzante. Nel tempo, tuttavia, il blog mi ha appassionato ed è cresciuto in modo del tutto imprevedibile, così il nome è rimasto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quante visite al giorno riceve il tuo blog?</strong></span></p>
<p>Dipende ovviamente da quanto scrivo, da quanti video pubblico e dalla qualità di ciò che produco, per cui non esiste un dato stabile. A livello complessivo, però, nel solo 2011 i miei video sono stati visualizzati oltre 3 milioni di volte e il blog ha sviluppato oltre 10 milioni di pagine viste.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Oltre a dedicarti al sito, cosa fai nella vita?</strong></span></p>
<p>Nient&#8217;altro. Un blog come www.byoblu.com assorbe 24 su 24, rendendo impossibile qualunque altra attività lavorativa.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tue aspirazioni, i tuoi sogni nel cassetto?</strong></span></p>
<p>Faccio il “lavoro” più bello del mondo, perché mi permette di rendermi utile e di sviluppare un capitale umano di relazioni, con il mio pubblico, che mi arricchisce giorno dopo giorno, partecipando quotidianamente al dibattito pubblico del mio paese. Cosa volere di più? Mi piacerebbe trovare il tempo di scrivere un libro, dove racconto  la storia del blog, ma non ne ho fisicamente il tempo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quanto tempo dedichi al tuo sito?</strong></span></p>
<p>Mi sveglio prima dell&#8217;alba, accompagno i bimbi a scuola, alle 8.30/9.00 ho già letto quasi tutti i principali quotidiani, guardato i telegiornali e letto le email. Quando sono fortemente produttivo, entro le due ho già scritto almeno un articolo e fatto un video. Ma ci sono casi in cui  alcuni articoli e alcuni video particolarmente impegnativi, mi richiedono fino a 3 giorni di lavoro. Pensa che agli inizi, riuscivo a non dormire anche per 3 notti di seguito, perché ero impegnato in montaggi video molto complessi e non potevo permettermi di lasciare il blog senza contenuti per troppo tempo. Quando parto, poi, magari per partecipare a conferenze, convegni, trasmissioni televisive o per realizzare speciali, inchieste o indagini sul campo, il mio impegno assorbe anche le ore che, normalmente, dedico alle attività personali e, dunque, diventa totale.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Riesci a gestirlo da solo o c’è qualcuno che ti aiuta?</strong></span></p>
<p> Purtroppo, faccio il lavoro che su altri blog fa una squadra di 4/5 persone e lo faccio da solo. Questo mi ha richiesto un’intensità di lavoro che da un lato mi appaga, perché mi appassiona profondamente, dall&#8217;altro mi ha provocato problemi di salute, cui ho dovuto far fronte con una lunga permanenza in ospedale, dal quale tuttavia ho continuato a pubblicare e a inviare video, perché un videoblogger non si ferma mai: qualsiasi esperienza può diventare oggetto di informazione e approfondimento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai mai avuto problemi di natura legale?</strong></span></p>
<p>Quando non sei un figlio d&#8217;arte, quando non prendi soldi da nessuno e lavori totalmente da solo, quando i tuoi unici editori sono i tuoi lettori, allora la vita si fa dura. La libertà si paga in termini di fragilità economica, di esposizione alle strumentalizzazioni di tipo legale (querele, denunce) portate anche solo a scopo di censura, facendo leva sul tuo isolamento. I predatori amano circondare e attaccare le prede staccate dal branco. Quello che non sanno è che un blogger seguito e apprezzato non è mai solo: la rete è con lui. Quando è il momento di fare fronte ad un&#8217;aggressione ingiustificata ma dispendiosa, come una denuncia, i lettori premiano la tua autenticità, la tua onestà e ti aiutano anche economicamente, oltre a far rimbalzare il caso in tutta la blogosfera, contribuendo a creare un effetto boomerang per il querelante (nel caso ovviamente la sua azione legale sia strumentale).</p>
<p>Ho due o tre azioni di questo tipo sulle spalle, che ritengo mere aggressioni (volgari dimostrazioni di potenza, come le chiamava Regan nell&#8217;Esorcista), ma sono fiducioso di poter risolvere la questione, quando sarà il momento, grazie alla solidarietà dei miei lettori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il tuo blog è risultato il quarto blog politico italiano. Ti aspettavi questo tipo di r</strong><strong>iscontro? E cosa hai provato di fronte a tali riconoscimenti?</strong></span></p>
<p>Non mi aspetto e non mi sono mai aspettato niente da quello che faccio. Ogni cosa che arriva, per me, è un regalo piovuto dal cielo e mi fa rendere conto di quello che sto davvero realizzando. Non sono mosso dall&#8217;ambizione. Sono compiaciuto quando i miei contenuti trovano spazio e vengono diffusi, come è giusto che sia, ma prevalentemente perché mi sento utile e trovo un riscontro al mio lavoro, che mi conferma che, anche se un po&#8217; incosciente nei miei appassionati salti nel vuoto, senza rete, incurante dei piedi che pesto, non sono pazzo e al contrario le mie idee sono condivise e apprezzate. Questo è il mio più grande riconoscimento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ha sempre creduto in te e nel tuo progetto?</strong></span></p>
<p>Nessuno, se non la persona più importante, cioè me stesso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi in un prossimo futuro?</strong></span></p>
<p>Mi vedo così come adesso. Solo un po&#8217; più strutturato. Magari con un ufficio vero e proprio e un piccolo studio dove girare i miei video e qualche collaboratore. Più che altro perché mi consentirebbe di produrre di più e meglio. Sono cresciuto fino al punto che oggi fare tutto da solo, limita enormemente le mie capacità di rispondere ad un pubblico sempre più vasto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Una sera a cena con:</em> Berlusconi e Monti. Avrei parecchie cose da discutere</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Alan W. Watts: “La saggezza del dubbio”</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>“Informazione libera significa essere liberi di cambiare idea”</p>
<p><em>Film preferito:</em> Tutti quelli di Woody Allen. Ma anche la saga di Jurassic Park</p>
<p><em>Il viaggio che vorresti fare:</em> Scozia, Irlanda, Tropici, Polinesia&#8230; Ma soprattutto, vorrei andare indietro nel tempo di qualche milione di anni</p>
<p><em>Tre ingredienti essenziali nella vita: </em>Passione, curiosità, intelligenza</p>
<p><em>Per cosa vale la pena combattere? </em>Per la verità, che non è mai un punto di arrivo ma una continua ricerca che rende liberi.</p>
<p><em>Tre oggetti che porteresti con te su un’isola deserta:</em> un computer portatile, un modem satellitare e un generatore elettrico a pannelli fotovoltaici</p>
<p><em>Il più bel gesto che si possa ricevere: </em>Il rispetto delle proprie idee</p>
<p><em>La collezione: </em>Sono troppo disordinato e frenetico per avere collezioni di oggetti fisici. Preferisco collezionare esperienze</p>
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		<title>Honoré de Balzac</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Honore-de-Balzac-9197334-1-402-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Honoré de Balzac" title="Honoré de Balzac" /></p>Honorè De Balzac nasce a Tours il 20 maggio 1799. A causa del freddo rapporto che intercorre tra i genitori, trascorre la sua infanzia in un’ immensa solitudine la quale si riverserà nei suoi studi: accede al collegio degli oratoriani di Vendôme noto per la sua rigida  disciplina. Da questo momento in avanti iniziano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Honore-de-Balzac-9197334-1-402-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Honoré de Balzac" title="Honoré de Balzac" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5408" title="Honoré de Balzac" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Honore-de-Balzac-9197334-1-402-300x300.jpg" alt="Honoré de Balzac" width="300" height="300" />Honorè De Balzac nasce a Tours il 20 maggio 1799. A causa del freddo rapporto che intercorre tra i genitori, trascorre la sua infanzia in un’ immensa solitudine la quale si riverserà nei suoi studi: accede al collegio degli oratoriani di Vendôme noto per la sua rigida  disciplina.</p>
<p>Da questo momento in avanti iniziano i suoi problemi legati allo stress che lo costringono ad un anno di riposo trascorso il quale si trasferisce a Parigi con la famiglia dove consegue la Laurea in Giurisprudenza.</p>
<p>Nel 1822 hanno inizio i suoi primi approcci letterari: scrive opere di narrativa popolare, firmandoli con pseudonimi come Horace de Saint-Aubin o Lord R&#8217;Hoone.</p>
<p>Da sempre sperimentatore, anche in questa nuova avventura desidera esplorare nuovi universi, che lo conducono ad avere finanziamenti dalla famiglia e da varie amanti per poter creare una sua personale casa editrice cui presto si affiancano una tipografia e una fonderia di caratteri. La sua intuizione imprenditoriale non riscuote il successo sperato e Balzac, sempre più soffocato dai debiti, è costretto a chiudere tutte le attività.</p>
<p>La sua prima opera  che gli permette di essere conosciuto dal grande pubblico è &#8220;Gli Sciuani&#8221;, cui fa da sfondo la rivolta della Vandea.</p>
<p>Nel 1829 scrive &#8220;La fisiologia del matrimonio&#8221;, che gli procura grande notorietà.</p>
<p>Parallelamente collabora come pubblicista con diverse testate tra le quali &#8220;Revue des deux mondes&#8221;, &#8220;Reveu de Paris&#8221;, &#8220;La Silhouttee&#8221;, &#8220;La Caricature&#8221; e &#8220;Le Voleur&#8221;.</p>
<p>Nel 1833 pubblica  dodici volumi di &#8220;Usi e costumi nel diciottesimo secolo&#8221;, suddivisi in &#8220;Scene della vita privata, della vita di provincia e della vita parigina&#8221;.</p>
<p>Nel 1834 Balzac  decide di fondere tutta la sua produzione narrativa in un&#8217;unica opera monumentale (gli episodi più celebri sono &#8220;Papà Goriot&#8221; , &#8220;Eugénie Grandet&#8221; , &#8220;La cugina Betta&#8221; , &#8220;La ricerca dell&#8217;assoluto&#8221; e &#8220;Illusioni perdute&#8221;).</p>
<p>Nel 1837 i creditori iniziano a cercarlo ed è così che ha inizio il suo viaggio: si reca in Italia dove  soggiorna a Milano e  frequenta il salotto della contessa Maffei  incontrandovi Alessandro Manzoni.</p>
<p>Il 24 aprile 1845 è decorato cavaliere della Legion d&#8217;Onore e al contempo la sua situazione economica è sempre più tragica.</p>
<p>Muore a Parigi il 18 agosto 1950.</p>
<p>E’ considerato il principale maestro del romanzo realista francese del XIX secolo.</p>
<p>La sua “Commedia umana” è vista come &#8220;la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell&#8217;umanità&#8221; che  comprende 137 opere che includono 95 romanzi, novelle, saggi realistici, fantastici o filosofici, oltre a racconti e a 25 studi analitici ed è ricca di ragionamenti interessanti e a volte bizzarri.</p>
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		<title>Giosuè Carducci</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/giosue_carducci-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giosuè Carducci" title="Giosuè Carducci" /></p>“L&#8217;ora presente è in vano, non fa che percuotere e fugge”. Giosuè Carducci (Valdicastello, 27 luglio 1835 – Bologna, 16 febbraio 1907) Giosuè Carducci nasce a Valdicastello nel 1835. Trascorre la sua infanzia in Maremma, e al momento degli studi decide di iscriversi  alla Normale di Pisa dove consegue la laurea in lettere nel 1856 all’età [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/giosue_carducci-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giosuè Carducci" title="Giosuè Carducci" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5401" title="Giosuè Carducci" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/giosue_carducci-300x300.jpg" alt="Giosuè Carducci" width="300" height="300" />“L&#8217;ora presente è in vano, non fa che percuotere e fugge”. <strong>Giosuè Carducci</strong></p>
<p>(Valdicastello, 27 luglio 1835 – Bologna, 16 febbraio 1907)</p>
<p>Giosuè Carducci nasce a Valdicastello nel 1835.</p>
<p>Trascorre la sua infanzia in Maremma, e al momento degli studi decide di iscriversi  alla Normale di Pisa dove consegue la laurea in lettere nel 1856 all’età di vent’anni.</p>
<p>Nel 1857 avviene il suo esordio poetico con il suo primo volume di Rime improntato al ritorno del classicismo.</p>
<p>Nel 1860 gli viene assegnata la cattedra di letteratura italiana all&#8217; Università di Bologna ( ruolo che ricopre fino al 1904).  Nel 1871 conosce Carolina Cristofori Piva, che lui ribattezza Lidia e che diviene la  sua Musa ispiratrice.</p>
<p>I suoi studi sono dedicati dello studio dei classici e della sperimentazione dall&#8217;interno del classicismo unitamente al suo interesse politico verso la sinistra estrema  Mazziniana. Nel 1871 pubblica il suo secondo libro di Poesie riscuotendo un successo enorme.</p>
<p>La sua posizione politica, al contempo, è rivolta verso posizioni decisamente conservatrici e monarchiche.</p>
<p>Nel 1877 è il turno della nuova opera:” Odi barbare”, un libro di poesia civile nel quale determinati momenti storici vengono proposti come modelli etici da ritrovare nella nuova Italia che si sta formando.</p>
<p>L’anno seguente con l&#8217;ode Alla regina d&#8217;Italia, diventa  il poeta ufficiale di casa Savoia. Nello stesso anno pubblica Giambi ed epodi, ancora poesia di impegno civile, ma questa volta più di stampo satirico e polemico.</p>
<p>Nel 1887 compare un relativo cambiamento nella sua scrittura:” Rime Nuove” è il simbolo di una nuova poetica più riflessiva, che produce buona parte dei classici che ritroveremo nelle antologie scolastiche del secolo successivo: Pianto antico, Il bove, Idillio Maremmano, San Martino.</p>
<p>Nel 1890 esce l&#8217;ultima raccolta, “Rime e ritmi”, e nello stesso anno viene nominato senatore del regno: è la definitiva consacrazione a poeta ufficiale dell&#8217;Italia Umbertina.</p>
<p>Il riconoscimento più grande gli arriva nel 1906, col premio Nobel, un anno prima della sua morte a Bologna.</p>
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		<title>Giovanni Verga</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="244" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Verga4-244x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giovanni Verga" title="Giovanni Verga" /></p>La formazione classica di Giovanni Verga è improntata sullo stile  dei classici: Dante, Francesco Petrarca, Ariosto, Tasso, Monti, Alessandro Manzoni e le opere di Domenico Castorina, poeta e narratore di Catania. Possiede una visione della vita pessimistica attraverso la quale rappresenta un mondo di primitivi in lotta con il destino; la sua maniera di esprimersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="244" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Verga4-244x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giovanni Verga" title="Giovanni Verga" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5396" title="Giovanni Verga" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Verga4-244x300.jpg" alt="Giovanni Verga" width="244" height="300" />La formazione classica di Giovanni Verga è improntata sullo stile  dei classici: Dante, <strong><a title="Francesco Petrarca" href="http://www.lintervista.it/francesco-petrarca/">Francesco Petrarca</a></strong>, Ariosto, Tasso, Monti, <strong><a title="Alessandro Manzoni" href="http://www.lintervista.it/alessandro-manzoni/">Alessandro Manzoni</a></strong> e le opere di Domenico Castorina, poeta e narratore di Catania.</p>
<p>Possiede una visione della vita pessimistica attraverso la quale rappresenta un mondo di primitivi in lotta con il destino; la sua maniera di esprimersi dando dando spazio al linguaggio dialettale riesce a raggiungere effetti di grandiosa coralità.</p>
<p>Giovanni Verga nasce il 2 settembre 1840 a Catania.</p>
<p>Nel 1845 si trasferisce con la famiglia  a Vizzini dove termina di scrivere il suo primo romanzo, iniziato nel 1856 a soli quindici anni, &#8220;Amore e Patria&#8221;.</p>
<p>Per volere del padre si iscrive alla facoltà di legge dell&#8217;Università di Catania per poi abbandonarla nel 1861 per dedicarsi all&#8217;attività letteraria.</p>
<p>Nel 1860 si arruola nella Guardia Nazionale istituita dopo l&#8217;arrivo di Garibaldi a Catania, prestandovi servizio per circa quattro anni.</p>
<p>Fonda il settimanale politico &#8220;<em>Roma degli Italiani</em>&#8220;, con un programma unitario e anti-regionalistico.</p>
<p>Nel 1861 inizia la pubblicazione  del romanzo &#8220;I carbonari della montagna&#8221; e nel 1862 esce  il quarto e ultimo tomo del libro che l&#8217;autore invia ad Alexandre Dumas.</p>
<p>Del 1886  è la commedia, inedita, &#8220;I nuovi tartufi&#8221;.</p>
<p>Lentamente, all’interno dell’ambito fiorentino ove si sposta, inizia l&#8217;amicizia con Luigi Capuana, scrittore e intellettuale meridionale. Inizia a scrivere &#8220;Storia di una capinera&#8221; e il dramma &#8220;Rose caduche&#8221;.</p>
<p>Nel 1872 si trasferisce a Milano dove rimarrà per oltre vent’anni  frequentando l&#8217;ambiente degli Scapigliati: prendono vita le sue rappresentazioni  critiche  del mondo aristocratico-borghese (<strong>Eva</strong>, 1873; <strong>Tigre Reale</strong>, 1873; <strong>Eros</strong>, 1875).</p>
<p>In seguito alla scoperta del naturalismo francese Giovanni Verga matura la sua svolta decisiva verso il verismo che sarà segnato dai racconti e dai romanzi di ambiente siciliano: nel 1880 <strong>Vita nei campi</strong>, l’anno seguente <strong>I Malavoglia</strong>, le  <strong>Novelle rusticane</strong> del 1883 ed infine il <strong>Mastro don Gesualdo</strong> datato 1889.</p>
<p>Nel 1884 c’è l&#8217;esordio teatrale con &#8220;Cavalleria rusticana&#8221;.</p>
<p>Parallelamente alla produzione narrativa si accompagna quella teatrale dai toni fortemente  drammatici: nel 1884 la <strong>Cavalleria rusticana</strong>, e <strong>La lupa</strong>; nel 1885 <strong>In portineria</strong> e nel 1903 <strong>Dal tuo al mio</strong>.</p>
<p>Muore a Catania il 27 gennaio 1922.</p>
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		<title>Gabriele D&#8217; Annunzio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="190" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Gabriele_DAnnunzio_41_81-190x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gabriele D&#039; Annunzio" title="Gabriele D&#039; Annunzio" /></p>Gabriele D&#8217; Annunzio Su la docile sabbia il vento scrive con le penne dell&#8217;ala; e in sua favella parlano i segni per le bianche rive. Ma, quando il sol declina, d&#8217;ogni nota ombra lene si crea, d&#8217;ogni ondicella, quasi di ciglia su soave gota. E par che nell&#8217;immenso arido viso della pioggia s&#8217;immilli il tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="190" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Gabriele_DAnnunzio_41_81-190x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gabriele D&#039; Annunzio" title="Gabriele D&#039; Annunzio" /></p><p><strong>Gabriele D&#8217; Annunzio</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5392" title="Gabriele D' Annunzio" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Gabriele_DAnnunzio_41_81-190x300.jpg" alt="Gabriele D' Annunzio" width="190" height="300" /></p>
<p>Su la docile sabbia il vento scrive</p>
<p>con le penne dell&#8217;ala; e in sua favella</p>
<p>parlano i segni per le bianche rive.</p>
<p>Ma, quando il sol declina, d&#8217;ogni nota</p>
<p>ombra lene si crea, d&#8217;ogni ondicella,</p>
<p>quasi di ciglia su soave gota.</p>
<p>E par che nell&#8217;immenso arido viso</p>
<p>della pioggia s&#8217;immilli il tuo sorriso.</p>
<p>( Il vento scrive- G. D’annunzio)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ il poeta più rappresentativo del Decadentismo italiano, che rifugge il perbenismo tendendo anzi, ad un’arte di tipo decadente.</p>
<p>Gabriele D&#8217; Annunzio nasce nel 1863 a Pescara, qui frequenta il liceo più rinomato di Prato.</p>
<p>A soli 16 anni, pubblica <strong>Primo vere</strong>, la sua prima raccolta di poesie, che desta intorno a lui fama e scalpore.</p>
<p>Terminati gli studi si trasferisce a Roma, dove frequenta i salotti mondani divenendo famoso per i suoi articoli, oltre che per i racconti e le novelle, di contenuto anche erotico e scandaloso. Ha  inizio  la sua prima fase caratterizzata dalla costruzione della maschera dell&#8217;esteta: la vita del poeta deve diventare a tutti i costi un&#8217;opera d&#8217;arte.</p>
<p>Nel 1898 volge il suo sguardo al teatro  ma, a causa dei creditori è costretto  a scappare  verso la Francia dove continua la propria produzione letteraria e teatrale scrivendo anche in lingua francese.</p>
<p>Rientra in patria in concomitanza della I Guerra Mondiale per intraprendere la sua personale  campagna interventista.</p>
<p>Nel dopoguerra marcia trionfalmente sulla piccola cittadina di Fiume (dove in seguito riesce ad instaurare un suo personale dominio), rivendicandone l’appartenenza al popolo italiano.</p>
<p>Muore a Fiume nel 1938.</p>
<p>La sua poetica è segnata profondamente dalla stesura del suo romanzo più famoso: <strong>“Il piacere” </strong><em>il quale</em><strong> </strong>ha per protagonista Andrea Sperelli, è un giovane aristocratico, colto, sostenitore dell’arte, che come ogni buon esteta vuole costruire la propria vita come si fa con un quadro o una statua. Ma tale intento diviene una forza autodistruttrice per Andrea, che finisce per rimanere triste e solo nella sua sconfitta.</p>
<p>Ad esso segue la fase  nella quale c’è un bieco tentativo di distaccamento dall’estetismo.</p>
<p>Nel 1894 con il “ Trionfo della morte” nasce la figura del  “superuomo” che  si scaglia contro il conformismo borghese ed esalta lo spirito gioioso ed anticonvenzionale rispetto ai pregiudizi.</p>
<p>Il  vero cambio di rotta si avverte  con “Le vergini delle rocce” del 1895, dove si descrive un eroe sicuro, che procede senza esitazione verso la meta. E’ questo il manifesto politico del Superuomo dannunziano.</p>
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		<title>Baruch Spinoza</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="209" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/spinoza110314-thumb-550x385-1949-300x209.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Baruch Spinoza" title="Baruch Spinoza" /></p>Baruch Spinoza: “Io non attribuisco alla natura né bellezza né bruttezza, né ordine né confusione, giacché le cose non si possono dire belle o brutte, ordinate o confuse, se non relativamente alla nostra immaginazione”. Baruch Spinoza  nasce ad Amsterdam  il 24 novembre 1632 da genitori di religione ebraica forzatamente convertiti al cristianesimo. I suoi studi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="209" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/spinoza110314-thumb-550x385-1949-300x209.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Baruch Spinoza" title="Baruch Spinoza" /></p><p><img class="alignright size-medium wp-image-5389" title="Baruch Spinoza" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/spinoza110314-thumb-550x385-1949-300x209.jpg" alt="Baruch Spinoza" width="300" height="209" /></p>
<p><strong>Baruch Spinoza</strong>: “Io non attribuisco alla natura né bellezza né bruttezza, né ordine né confusione, giacché le cose non si possono dire belle o brutte, ordinate o confuse, se non relativamente alla nostra immaginazione”.</p>
<p>Baruch Spinoza  nasce ad Amsterdam  il 24 novembre 1632 da genitori di religione ebraica forzatamente convertiti al cristianesimo.</p>
<p>I suoi studi sono prevalentemente rivolti alla lingua ebraica ed ai testi biblici nutrendo un forte interesse per  i testi classici latini e per  la scolastica medievale.</p>
<p>Nel 1656 il suo essere alternativo lo porta ad una scomunica per eresie praticate ed insegnate: questo fatto lo conduce ad un’ isolamento dalla comunità, dalla sinagoga e soprattutto, dai familiari.</p>
<p>Decide di abbandonare la sua amata Amsterdam per trasferirsi in un piccolo villaggio ed osservare il precetto rabbinico che voleva imparasse un mestiere manuale: diviene  molatore e tagliatore.</p>
<p>Nel 1661 Spinoza pubblica i &#8220;Principi della filosofia di Cartesio&#8221; con una appendice di &#8220;Pensieri Metafisici&#8221;.</p>
<p>Nel 1664 pubblica la scrittura dell&#8217;&#8221;Ethica more geometrico demonstrata&#8221; . L&#8217;opera vede la luce  solo dopo la sua morte, inserita nella raccolta dal titolo &#8220;Opera Posthuma&#8221; (1677) che comprende anche il &#8220;Trattato sull&#8217;emendazione dell&#8217;intelletto&#8221;, il &#8220;Trattato Teologico-Politico&#8221;, l&#8217; &#8220;Epistolario&#8221; e una grammatica ebraica, il &#8220;Compendium grammatices linguae hebreae&#8221;.</p>
<p>Nel 1670 pubblica il &#8221; Tractatus theologico-politicus”, opera che analizza L’Antico Testamento negandone  la sua origine divina.</p>
<p>Baruch Spinoza muore il  21 febbraio 1677.</p>
<p>La tesi centrale del suo pensiero filosofico è l’identificazione panteistica, con Dio e con la natura, criticando  la visione tradizionale del finalismo di Dio, poiché lo stesso perderebbe perfezione se desiderasse le cose per un fine.</p>
<p>Il famoso  “<strong>cogito ergo sum</strong>” sintetizza la necessità che il pensiero trovi una sua corrispondenza all’interno della realtà senza rimanerne al di fuori; nascono così due mondi: quello del pensiero e quello del reale.</p>
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		<title>Isaac Newton</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="295" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/newton-300x295.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Isaac Newton" title="Isaac Newton" /></p>“La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione”. Nasce  nel Lincolnshire da una famiglia di agricoltori. A dodici anni  viene mandato a studiare alla King&#8217;s School di Grantham, dove trova alloggio nella casa di un farmacista di nome Clark. Nel 1661, all&#8217;età di 19 anni, entra al Trinity College di Cambridge dove conosce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="295" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/newton-300x295.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Isaac Newton" title="Isaac Newton" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5386" title="Isaac Newton" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/newton-300x295.jpg" alt="Isaac Newton" width="300" height="295" /></p>
<p><strong>“La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione”.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nasce  nel Lincolnshire da una famiglia di agricoltori.</p>
<p>A dodici anni  viene mandato a studiare alla King&#8217;s School di Grantham, dove trova alloggio nella casa di un farmacista di nome Clark.</p>
<p>Nel 1661, all&#8217;età di 19 anni, entra al Trinity College di Cambridge dove conosce  il pensiero di Aristotele, e  ben presto viene  attratto dagli scritti di Cartesio , Gassendi , Boyle, Galileo , Keplero . Dopo aver ricevuto la laurea di baccellierato nel 1665, Newton si ferma ancora a Cambridge per fare un master ma un&#8217;epidemia provoca la chiusura dell&#8217;università.</p>
<p>Inizia  ad elaborare le proprie idee partendo dai fondamenti di quello che oggi viene conosciuto come calcolo differenziale o &#8216;calcolo delle flussioni&#8217;  che ha rappresentato un punto cruciale nell&#8217;evoluzione della matematica, mettendo a disposizione degli scienziati alcuni tra i più potenti metodi di calcolo.</p>
<p>Nel 1667 torna a  Cambridge nel 1667 per  completare  la sua tesi di master.</p>
<p>A ventisette anni Newton diventa  professore di matematica rimanendo al Trinity College per altri 27 con quel ruolo.</p>
<p>La sua opera più importante più importante  è costituita dai&#8221;Philosophiae naturalis principia mathematica&#8221;, nella quale espone i risultati delle sue indagini meccaniche e astronomiche, oltre a gettare le basi del calcolo infinitesimale.</p>
<p>Tra gli altri lavori si annovera &#8220;Optik&#8221;, studio in cui sostiene la famosa teoria corpuscolare della luce e &#8220;Arithmetica universalis e Methodus fluxionum et serierum infinitarum&#8221; pubblicato postumo nel 1736.</p>
<p>Muore il 31 marzo 1727 a Londra dove viene celebrato con un funerale di Stato.</p>
<p>Con le sue numerose scoperte ha dimostrato la natura composita della luce bianca,  codificato le leggi della dinamica,  scoperto la legge della gravitazione universale, ponendo le basi della meccanica celeste.</p>
<p>Con la sua famosa “teoria della mela” ha dimostrato che la forza gravitazionale terrestre e celeste sono la stessa cosa.</p>
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		<title>Luca Jurman, &#8220;La Musica E&#8217; Una Cosa Seria&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/image001-luca-jurman-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Jurman, &quot;La Musica E&#039; Una Cosa Seria&quot;" title="Luca Jurman, &quot;La Musica E&#039; Una Cosa Seria&quot;" /></p>Luca Jurman è un cantante e musicista del panorama musicale italiano, conosciuto al grande pubblico per il suo metodo innovativo di insegnamento nella trasmissione “Amici”, in onda su Canale 5. Tra i suoi allievi più famosi, spiccano Alessandra Amoroso, Alex Baroni, Marco Carta, Irene Grandi, Valerio Scanu, Paolo Meneguzzi e molti altri ancora. Per lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/image001-luca-jurman-300x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Jurman, &quot;La Musica E&#039; Una Cosa Seria&quot;" title="Luca Jurman, &quot;La Musica E&#039; Una Cosa Seria&quot;" /></p><p style="text-align: center;"><strong>Luca Jurman </strong>è un cantante e musicista del panorama musicale italiano, conosciuto al grande pubblico per il suo metodo innovativo di insegnamento nella trasmissione “Amici”, in onda su Canale 5. Tra i suoi allievi più famosi, spiccano Alessandra Amoroso, Alex Baroni, Marco Carta, Irene Grandi, Valerio Scanu, Paolo Meneguzzi e molti altri ancora. Per lui la musica “non è qualcosa da sfruttare, è un bene per l’umanità, non si può trattare come fosse un mezzuccio qualsiasi per guadagnare dei soldi e basta o per cercare una forma di affermazione economica nella società!  La musica è una cosa seria..”<img class="size-full wp-image-5359 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/image001-luca-jurman.jpg" alt="" width="605" height="605" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quando e come è nata la tua passione per la musica?</strong></span></p>
<p>Ero bambino, quando iniziai lo studio del pianoforte a 4 anni e mezzo. I miei genitori si accorsero del mio interesse per il pianoforte  in tenera età, quando a casa dei miei nonni passavo ore ed ore a  giocarci. Credo sia partito tutto da lì.</p>
<p><span style="color: #800000;"> <strong>Cosa pensi dei talent?</strong></span></p>
<p>Se una volta terminato il talent, ci fosse un vero lavoro di  produzione artistica sui talenti e una spinta a continuare lo studio della musica, sarebbero di grande aiuto all’arte, ora però si è caduti troppo nella mera spettacolarizzazione di ciò che, per la maggior parte della volte, non ha nulla a che vedere con il vero talento artistico musicale, ma con una sorta di “talento televisivo”. Questo è il modo migliore per deludere il pubblico, si vuol far diventare normale, ciò che non può essere tale, l’arte della musica è parte delle arti eccelse, se non si eccelle veramente, di che arte stiamo parlando??</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa ti ha lasciato l’esperienza di “Amici”?</strong></span></p>
<p>Molta speranza, il pubblico non è per nulla così stupido ed ignorante come si vuol far credere! Il pubblico ascolta, percepisce, comprende e sa decidere più di tanti, che si elevano a grandi  giudici o esperti.  “Amici” mi ha dato la possibilità di far conoscere alcuni aspetti del canto al pubblico, ho cercato di dargli delle indicazioni  e delle informazioni, per rendere più oggettivo e meno soggettivo un giudizio, su ciò che si ascolta. Quando il talento deve essere riconosciuto, deve accadere per oggettività, spero solo di aver fatto il mio dovere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Dalla tv emerge un aspetto di te rigido e severo. Sei così anche nella vita privata?</strong></span></p>
<p>Sinceramente in tv mi sono trovato a trattare un argomento per cui ho dedicato e continuo a dedicare la mia vita, la musica non è qualcosa da sfruttare, è un bene per l’umanità, non si può trattare come fosse un mezzuccio qualsiasi per guadagnare dei soldi e basta o per cercare una forma di affermazione economica nella società!  La musica è una cosa seria, io sarò sempre severo con chi vuol appiattire l’arte!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>A cosa stai lavorando attualmente? E quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></span></p>
<p>Ora sto lavorando su alcuni talenti  con molta ricerca e passione. Scoprire insieme il mondo musicale che gli appartiene e svilupparlo, in una vera produzione artistica, è molto emozionante e creativo. Inoltre, sto preparando un progetto teatrale musicale, che mi troverà coinvolto in prima persona, non vedo l’ora di iniziare. Sono anche impegnato in nuovi progetti discografici personali, che sono una linfa creativa incredibile, per la mia musica.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quanto ti aiuta la musica nella quotidianità?</strong></span></p>
<p>Non la vivo come un aiuto, è la mia vita, praticamente ho sempre vissuto con lei!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong> </strong><strong>Se la tua vita fosse una canzone, quale sarebbe? E perché?</strong></span></p>
<p>Una sola??  La musica è troppo bella in ogni sua forma, perché rinchiudere tutto in una?</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Secondo te, la crisi economica influisce anche sulla qualità dei format televisivi?</strong></span></p>
<p>Non credo sia questo il problema dei format, penso che invece il pubblico si sia stancato delle solite cose e soprattutto, penso si sia stancato di sperare in una vera crescita artistica ogni volta, per poi accorgersi che questo non accade, nella maggior parte dei casi. Credo anche che, il livello di conoscenza del pubblico, si sia alzato e non è più disposto a premiare chi non è  in grado di essere davvero il meglio del meglio del Paese. C’è molto talento in Italia e nel mondo e spesso, questo non arriva in tv, ma i locali di musica dal vivo esistono, esiste il web, esistono molti spazi non televisivi, dove il talento si presenta e si esibisce, troppo spesso questo è più “meritevole” di ciò che arriva in tv e la gente lo sa!  Basta parlare con le persone, girare per strada e parlare con la gente. Non dico nulla di nuovo, riporto solo quello che scopro, parlando proprio con loro.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa è per te il talento?</strong></span></p>
<p>Per me? E chi sono io per dare una mia affermazione sul talento? Il significato della parola talento, specie se associato all’arte, lo si trova in ogni dizionario o vocabolario, meglio consultarne più di uno, si scoprirà che ha a che fare con la creatività e la genialità dell’individuo, applicata alla conoscenza!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Secondo te, chi ha la voce più interessante, nel nostro panorama musicale?</strong></span></p>
<p>Eduardo De Crescenzo, Giorgia…., ce ne sono alcuni davvero fuori dal comune, ma siamo troppo concentrati a confondere l’arte della musica, con quello che ci offre solo la televisione, poi però compriamo i dischi di talenti come Adele e tanti altri, che con la tv non hanno nulla a che vedere. Certo, nei talent ci sono a volte dei buonissimi talenti, ma se gli stessi non continuano a studiare e a crescere veramente con l’umiltà e la  passione che distingue i grandi artisti. Il loro cammino sarà sempre più in discesa, favorendo i protagonisti dell’anno successivo e così via, dando vita ad una sorta di catena di montaggio per vendere dischi, fino a che il pubblico vorrà comprarli, ma l’arte non è e non funziona così!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Sei stato molto criticato durante la trasmissione “ Amici”. Quale è stata la critica e la persona che ti hanno ferito maggiormente?</strong></span></p>
<p>Sinceramente non mi hanno ferito le persone, ciò che mi ferisce è l’ignoranza e la voglia di mantenere il pubblico nella mancanza di conoscenza, ma sono convinto, come già detto, che il pubblico è stufo anche di questo, il pubblico vuole conoscere e crescere. Io ho sempre combattuto e le “ferite” non fanno altro che accrescere la mia esperienza e la voglia di combattere per la musica.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Da bambino dicevi “ da grande farò”?</strong></span></p>
<p>Quello che faccio oggi, musica!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Sciare e mi piacerebbe tornare a praticare  arti marziali, ma non lo ritengo “tempo libero”, è sempre parte della mia vita.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi è la persona più importante per te?</strong></span></p>
<p>Sono custodite in uno scrigno a cui solo io posso accedere!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa apprezzi di più in chi ti sta vicino? E cosa invece ti da più fastidio?</strong></span></p>
<p>Apprezzo chi non vuole convincermi a fare cose che non sento di voler fare!</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi dell’essere una persona nota?</strong></span></p>
<p>Persona nota? Questa cosa mi fa sorridere. Io faccio arte per il pubblico, è lui che è noto a me, io sono un artista, faccio arte per lui<strong>!</strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong> Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>La tua playlist: </em>Frank McComb,Luther Vandross, Byron Cage, Stevie Wonder, W.Houston, Pino Daniele, Lucio Dalla, Beethoven, Chopin…</p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia? </em>Love’s in need of love today</p>
<p><em>Penna o Computer?</em> Tutti e due</p>
<p><em>Il viaggio che vorresti fare: </em>Aspen</p>
<p><em>Una sera a cena con…. </em>Ray Charles …..ma ormai è impossibile!</p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…. </em>Quando ho fatto tutto quello che dovevo fare….purtroppo, non sono mai riuscito a fare tutto, quindi…</p>
<p><em>Il profumo di un viaggio: </em>New York…ha il suo profumo!</p>
<p><em>Se fossi un pianeta:</em> Giove</p>
<p><em>Dolce o salato? </em>Tutti e due, perché privarsi di uno o dell’altra?</p>
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		<title>Storia del Carnevale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="287" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/viareggio-carnevale-287x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Storia del Carnevale" title="Storia del Carnevale" /></p>Il Carnevale ha origini pagane, risale infatti ai festeggiamenti che i Romani organizzavano in onore del Dio Saturno (chiamati appunto “Saturnalia”), e quelli dedicati al Dio Pane, celebrati nel freddo mese di Febbraio. Prima dell’avvento del Cristianesimo, che ha legato questo periodo alla festività pasquale, il Carnevale aveva un significato simbolico, poiché serviva a salutare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="287" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/viareggio-carnevale-287x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Storia del Carnevale" title="Storia del Carnevale" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5335" title="Storia del Carnevale" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/viareggio-carnevale.jpg" alt="Storia del Carnevale" width="395" height="412" />Il <strong>Carnevale</strong> ha origini pagane, risale infatti ai festeggiamenti che i Romani organizzavano in onore del Dio Saturno (chiamati appunto “Saturnalia”), e quelli dedicati al Dio Pane, celebrati nel freddo mese di Febbraio.</p>
<p>Prima dell’avvento del Cristianesimo, che ha legato questo periodo alla festività pasquale, il <strong>Carnevale</strong> aveva un significato simbolico, poiché serviva a salutare l’inverno inneggiando all’entrata della nuova stagione primaverile, che secondo la tradizione popolare, è portatrice di fertilità e fecondità per la terra in vista dei prossimi raccolti.</p>
<p>Nel Medioevo il Carnevale diventa un periodo dedicato alla baldoria, alla trasgressione, ai banchetti opulenti. Successivamente la Controriforma provvede a ridimensionare questa festività, non vista di buon occhio dagli ordini religiosi e dalla Chiesa.</p>
<p>Gli attori in maschera, che portavano in giro le rappresentazioni del Carnevale, nel Cinquecento cominciano ad esibirsi nelle corti, davanti ai nobili e nei magnifici palazzi rinascimentali.</p>
<p>In questo periodo il Carnevale resta appannaggio della nobiltà e perde il carattere popolare che aveva alle origini. Nel Seicento, invece, nascono le maschere regionali in tutta Italia, e ovunque si organizzano compagnie girovaghe che mettono in scena rappresentazioni carnevalesche.</p>
<p>Le “maschere” utilizzano il gergo popolare e rappresentano vizi e virtù degli uomini: Pulcinella ben rispecchia l’indole dei napoletani, Pantalone “parla” degli usi e costumi di Venezia, Arlecchino è lo specchio del territorio bergamasco, Meneghino è la maschera creata dai milanesi, Gianduia rappresenta senza il carattere dei torinesi.</p>
<p>Secondo la tradizione che più ci appartiene, quella cattolica, il Carnevale è quel periodo compreso tra l’Epifania e la Quaresima, e deriva dal termine latino “carmen levare”, il cui significato è “togliere la carne”. Nel periodo di tempo dedicato alla Quaresima i cattolici si astengono dal cibo (digiuno) o soltanto dal consumo di carne, in vista della Pasqua.</p>
<p>Le autorità ecclesiastiche stabiliscono il giorno preciso in cui si celebra il Carnevale. Nel periodo di Carnevale le persone fanno baldoria per strada, organizzando feste in maschera e carri mascherati. In Italia vi sono Paesi in cui si organizza un Carnevale tipico e caratteristico, fatto di carri satirici e maschere varie: in Puglia vi è Putignano e Manfredonia, in Veneto ricordiamo quello di Venezia, e poi quello spettacolare di Viareggio.</p>
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		<title>Incidente Costa Concordia</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 07:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Experience]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="192" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia-300x192.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Incidente Costa Concordia" title="Incidente Costa Concordia" /></p>Incidente Costa Concordia, telefonata al comandante di costa concordia ROTTA COSTA CONCORDIA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="192" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia-300x192.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Incidente Costa Concordia" title="Incidente Costa Concordia" /></p><p><object width="720" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5paLm_h6OFU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" src="http://www.youtube.com/v/5paLm_h6OFU?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Incidente Costa Concordia, <strong><a title="Telefonata al capitano di costa concordia" href="http://www.lintervista.it/la-telefonata-al-capitano-di-costa-concordia/">telefonata al comandante di costa concordia</a></strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5229" title="Incidente Costa Concordia" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia.jpeg" alt="Incidente Costa Concordia" width="450" height="289" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;"><strong>ROTTA COSTA CONCORDIA</strong></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-5283" title="Rotta Costa Concordia" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rotta1.jpeg" alt="Rotta Costa Concordia" width="720" height="300" /><br />
</strong></span></h2>
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		<title>Federico Fellini</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/federico-fellini-1-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Federico Fellini vita storia film biografia" title="Federico Fellini vita storia film biografia" /></p>Federico Fellini Nato a Rimini il 20 Gennaio 1920, il “maestro” Federico Fellini cresce in una famiglia borghese: sua mamma è casalinga, mentre il padre è un agente di commercio di prodotti alimentari. Da adolescente, mentre frequenta il Liceo Classico, Federico Fellini si diverte a fare caricature e vignette di professori e compagni di scuola. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/federico-fellini-1-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Federico Fellini vita storia film biografia" title="Federico Fellini vita storia film biografia" /></p><p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="720" height="350" src="http://www.youtube.com/v/eHJRytlDLMU?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5314" title="Federico Fellini vita storia film biografia" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/federico-fellini-1.jpeg" alt="Federico Fellini vita storia film biografia" width="360" height="450" />Federico Fellini </strong>Nato a Rimini il 20 Gennaio 1920, il “maestro” Federico Fellini cresce in una famiglia borghese: sua mamma è casalinga, mentre il padre è un agente di commercio di prodotti alimentari.</p>
<p>Da adolescente, mentre frequenta il Liceo Classico, Federico Fellini si diverte a fare caricature e vignette di professori e compagni di scuola. Il suo talento nel disegno è innato, e nel creare i personaggi si ispira al disegnatore americano Winsor McCay.</p>
<p>Già nel 1938, ancora prima di terminare gli studi, Fellini collabora con riviste e quotidiani (come la “Domenica del Corriere”),curando rubriche umoristiche e disegnando vignette. Il sogno nel cassetto di Federico Fellini è di diventare giornalista, e con questo obiettivo si trasferisce a Roma.</p>
<p>Nella Capitale il futuro regista si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, ma non sostiene neppure un esame. Fellini comincia a collaborare con la rivista satirica “Mar’Aurelio”, diretta da Vito De Bellis.</p>
<p>Questa attività apre a Federico nuove conoscenze in campo professionale. Nel 1941 lavora per un po’ come autore radiofonico: in questo periodo conosce l’attrice Giulietta Masina e se ne innamora.</p>
<p>La produzione di Fellini è notevole, dal 1942 in poi: scrive copioni, programmi musicali e di varietà. A Settembre del 1943 Federico e Giulietta si sposano: la coppia è unita sia nella vita, che nel lavoro. I due mettono al mondo un figlio, Federichino, che purtroppo muore dopo qualche giorno dopo essere nato.</p>
<p>In seguito Fellini comincia l’attività di sceneggiatore, e nel 1945 conosce Roberto Rossellini, con cui collabora nella pellicola “Paisà” e “Roma città aperta” (i due film che inaugurano il Neorealismo italiano). Il debutto come regista avviene nel 1950, con la pellicola “Luci del varietà”, insieme ad Alberto Lattuada. Il film provoca commenti positivi nella critica, ma dal punto di vista finanziario e commerciale è un flop. Per questo motivo il rapporto professionale tra Fellini e Lattuada si raffredda fino a rompersi definitivamente.</p>
<p>Due anni dopo, Fellini dirige le riprese del film “Lo sceicco bianco”. Il successo di Fellini regista arriva negli anni Cinquanta, con il film “I vitelloni”, che racconta in modo umoristico la vita di un gruppo di amici a Rimini. La fama del regista si diffonde anche all’estero. A livello internazionale, Fellini è ricordato per il film “La strada”, realizzato nel 1954. Nella pellicola Giulietta Masina interpreta il ruolo di Gelsomina. Nel 1957 il film conquista all’estero il Premio Oscar come miglior film straniero.</p>
<p>Negli anni Sessanta Fellini è il regista di uno dei film rimasti nella storia del cinema italiano: “La Dolce Vita”: il produttore di questa fortunata pellicola è inizialmente Dino De Laurentiis, poi dopo la rottura, subentra il duo di produttori Giuseppe Amato e Angelo Rizzoli. Memorabili gli interpreti del film: il “nostrano” Marcello Mastroianni e la bellissima Anita Ekberg. L’amicizia tra Mastroianni e Fellini è molto intensa anche al di fuori del set cinematografico.</p>
<p>Nel 1963 Fellini firma come regista uno dei suoi capolavori, “Otto e mezzo”, che ottiene il Premio Oscar. Successivamente, la produzione felliniana si arricchisce di altri capolavori: “Roma”, “I clowns”, “Amarcord”. Quest’ultimo è ricco di elementi autobiografici. Dagli anni Settanta in poi la carriera di Fellini comincia il declino: l’ultimo lavoro è del 1990, e si intitola “La voce della luna”. Il regista italiano muore il 31 Ottobre del 1993, a Roma. Il corpo è sepolto a Rimini, insieme alla moglie e al figlio.</p>
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		<title>Roberto Murolo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/91022933_6401-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Roberto Murolo, cantante italiano" title="Roberto Murolo, cantante italiano" /></p>Nato a Napoli il 23 Gennaio 1912, Roberto Murolo si appassiona fin da piccolo alla musica e al canto. Dopo aver creato il Quartetto “Mida” con altri musicisti, fa tappa con loro nelle principali città europee, dal 1939 al 1946, cantando e suonando la chitarra. Nel 1946 abbandona il gruppo e comincia la sua carriera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/91022933_6401-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Roberto Murolo, cantante italiano" title="Roberto Murolo, cantante italiano" /></p><p><a href="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/91022933_640.jpg"></a></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-5265" title="Roberto Murolo, cantante italiano" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/91022933_6401.jpg" alt="Roberto Murolo, cantante italiano" width="570" height="424" />Nato a Napoli il 23 Gennaio 1912, <strong>Roberto Murolo </strong>si appassiona fin da piccolo alla musica e al canto. Dopo aver creato il Quartetto “Mida” con altri musicisti, fa tappa con loro nelle principali città europee, dal 1939 al 1946, cantando e suonando la chitarra.</p>
<p>Nel 1946 abbandona il gruppo e comincia la sua carriera da solista. Il cantante diventa subito popolare per le sue melodie, e si moltiplicano le apparizioni radiofoniche e televisive, ma anche al cinema.</p>
<p>Nel 1950 compare nella pellicola “Catene” con Amedeo Nazzari. Dopo una serie di brani singoli che decretano il suo successo, <strong>Roberto Murolo </strong>incide una raccolta di dodici dischi intitolata “Napoletana”, composta con la collaborazione del maestro Edoardo Caliendo, dal 1959 al 1963.</p>
<p>Mentre l’attività discografica subisce una battuta d’arresto a metà degli anni Settanta, quella concertistica prosegue raccogliendo consensi in tutto il mondo fino al 1997.</p>
<p>Nel 1990 Roberto torna alla ribalta della musica, affiancando autori famosi come Lucio Dalla, Gino Paoli, Renzo Arbore. Due sono i pezzi più famosi di questo periodo: “L’ammore ca nun vene” e “Sta musica”, entrambi scritti dall’autore Enzo Gragnaniello. In occasione dell’ottantesimo compleanno, Murolo incide nel 1992 l’album intitolato “Ottantavoglia di cantare”, un caposaldo della sua carriera artistica. Nel 1993 Murolo interpreta un brano con Mia Martini, “Cu’mmè”, anche questo scritto da Gragnaniello.</p>
<p>Da ricordare, tra i successi di Murolo, il pezzo “Don Raffaè”, cantato insieme a Fabrizio De Andrè. Due anni, dopo, nel 1995, il cantante partenopeo riceve un riconoscimento per la sua carriera artistica e musicale da parte del Presidente della Repubblica. L’ultima fatica discografica di Roberto Murolo è l’album intitolato “Ho sognato di cantare”, prodotto nel 2002.</p>
<p>Nello stesso anno riceve il Premio alla Carriera. Il 23 Gennaio 2002, il giorno in cui il cantante compie novanta anni, su RaiSat appare un programma interamente dedicato a questo grande interprete della musica italiana. Nel mese di Marzo 2003, Murolo muore nella sua abitazione a Napoli. Roberto Murolo è considerato uno degli artisti più famosi della musica napoletana, insieme a Renato Carosone e Sergio Bruni.</p>
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		<title>Pier Paolo Pasolini</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="241" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/12/pasolini_h-241x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Pier Paolo Pasolini" title="Pier Paolo Pasolini" /></p>Pier Paolo Pasolini, il 5 marzo 1922. &#8220;Sono nato in una famiglia tipicamente rappresentativa della societa&#8217; italiana: un vero prodotto dell&#8217;incrocio&#8230; Un prodotto dell&#8217;unita&#8217; d&#8217;Italia. Mio padre discendeva da un&#8217;antica famiglia nobile della Romagna, mia madre, al contrario, viene da una famiglia di contadini friulani che si sono a poco a poco innalzati, col tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="241" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/12/pasolini_h-241x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Pier Paolo Pasolini" title="Pier Paolo Pasolini" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5006" title="Pier Paolo Pasolini" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/12/pasolini_h-241x300.jpg" alt="Pier Paolo Pasolini" width="241" height="300" />Pier Paolo Pasolini, il 5 marzo 1922.</p>
<p>&#8220;Sono nato in una famiglia tipicamente rappresentativa della societa&#8217; italiana: un vero prodotto dell&#8217;incrocio&#8230; Un prodotto dell&#8217;unita&#8217; d&#8217;Italia. Mio padre discendeva da un&#8217;antica famiglia nobile della Romagna, mia madre, al contrario, viene da una famiglia di contadini friulani che si sono a poco a poco innalzati, col tempo, alla condizione piccolo-borghese”.</p>
<p>Nel 1928 avviene il suo  esordio poetico: Pier Paolo annota su un quadernetto una serie di poesie accompagnate da disegni.</p>
<p>Negli anni del liceo Pier Paolo Pasolini dà vita ad un gruppo letterario per la discussione di poesie. Terminati gli studi liceali si iscrive all&#8217;Università di Bologna: facoltà di lettere.</p>
<p>Collabora a &#8220;Il Setaccio&#8221;, il periodico del GIL bolognese, contemporaneamente  scrive poesie in friulano e in italiano, che saranno raccolte in un primo volume, &#8220;Poesie a Casarsa&#8221;.</p>
<p>Pier Paolo Pasolini partecipa alla realizzazione di un&#8217;altra rivista, &#8220;Stroligut&#8221;, con altri amici letterati friulani, con i quali crea l&#8217; &#8220;Academiuta di lenga furlana&#8221;.</p>
<p>Con lo scoppio della seconda guerra mondiale viene  arruolato sotto le armi a Livorno, nel 1943 ma per suo fortuna riesce quasi subito a scappare e dopo svariati spostamenti ritorna a Casarsa per poi trasferirsi con la famiglia a Versuta, luogo protetto, dove  insegna ai ragazzi dei primi anni del ginnasio.</p>
<p>Contemporaneamente, il fratello Guido, arruolatosi nella divisione partigiana “Osoppo” viene a mancare e questa tragedia segna profondamente la vita di Pier Paolo Pasolini.</p>
<p>Questa morte così tragica avrà effetti devastanti per la famiglia Pasolini, soprattutto per la madre, distrutta dal dolore.</p>
<p>Nel 1945 Pier Paolo Pasolini si laurea discutendo una tesi intitolata &#8220;Antologia della lirica pascoliniana e si stabilisce definitivamente in Friuli dove  trova lavoro come insegnante in una scuola media di Valvasone.</p>
<p>Nel 1947 si avvicina al PCI, cominciando la collaborazione al settimanale del partito &#8220;Lotta e lavoro&#8221; diventando segretario della sezione di San Giovanni di Casarsa.</p>
<p>Pasolini non viene visto di buon occhio a causa della lingua: gli intellettuali &#8220;organici&#8221; scrivono servendosi della lingua del novecento, mentre Pasolini scrive con la lingua del popolo.</p>
<p>Nel 1949 viene segnalato ai Carabinieri di Cordovado per corruzione di minorenne avvenuta, secondo l&#8217;accusa nella frazione di Ramuscello: è l&#8217;inizio di una delicata ed umiliante trafila giudiziaria che cambierà per sempre la sua vita.</p>
<p>Questa denuncia viene ripresa sia dalla destra che dalla sinistra creando un motivo in più per il costante contrasto politico.</p>
<p>La scelta da fare è solamente una: trasferirsi in un’altra città, Roma.</p>
<p>Sono tempi d&#8217;insicurezza, di povertà, di solitudine e Pier Paolo Pasolini  cerca di trovarsi un lavoro da solo. Tenta la strada del cinema, ottenendo la parte di generico a Cinecittà, fa il correttore di bozze e vende i suoi libri nelle bancarelle rionali fino a che,, grazie al poeta il lingua abbruzzese Vittori Clemente, trova lavoro come insegnante in una scuola di Ciampino.</p>
<p>Nasce  il mito del sottoproletariato romano.</p>
<p>Collabora a &#8220;Paragone&#8221;, una rivista di Anna Banti e Roberto Longhi. Proprio su &#8220;Paragone&#8221;, pubblica la prima versione del primo capitolo di &#8220;Ragazzi di vita&#8221;.</p>
<p>Pubblica il suo primo importante volume di poesie dialettali: &#8220;La meglio gioventu&#8217;&#8221;.</p>
<p>Nel 1955 viene pubblicato da Garzanti il romanzo &#8220;Ragazzi di vita&#8221;, che ottiene un vasto successo, sia di critica che di lettori. Pasolini diventa  uno dei bersagli preferiti dai giornali di cronaca nera  venendo accusato di reati al limite del grottesco.</p>
<p>Nel 1957 collabora al film di <strong><a title="federico fellini" href="http://www.lintervista.it/federico-fellini/">Federico Fellini</a></strong>, &#8220;Le notti di Cabiria&#8221;, stendendone i dialoghi nella parlata romana,e nel 1960 esordisce come attore nel film &#8220;Il gobbo&#8221;.</p>
<p>Nel 1957 pubblica i poemetti &#8220;Le ceneri di Gramsci&#8221; per Garzanti e, l&#8217;anno successivo, per Longanesi, &#8220;L&#8217;usignolo della Chiesa cattolica&#8221;.</p>
<p>Nel 1960 Garzanti pubblica i saggi &#8220;Passione e ideologia&#8221;, e nel 1961 un altro volume in versi &#8220;La religione del mio tempo&#8221;.</p>
<p>Nel 1962 dirige &#8220;Mamma Roma&#8221;.</p>
<p>Nel 1963 l&#8217;episodio &#8220;La ricotta&#8221; viene sequestrato e Pasolini  viene  imputato per reato di vilipendio alla religione dello Stato.</p>
<p>Nel &#8217;64 dirige &#8220;Il vangelo secondo Matteo&#8221;; nel &#8217;65 &#8220;Uccellacci e Uccellini&#8221;; nel &#8217;67 &#8220;Edipo re&#8221;; nel &#8217;68 &#8220;Teorema&#8221;; nel &#8217;69 &#8220;Porcile&#8221;; nel &#8217;70 &#8220;Medea&#8221;; tra il &#8217;70 e il &#8217;74 la triologia della vita, o del sesso, ovvero &#8220;Il Decameron&#8221;, &#8220;I racconti di Canterbury&#8221; e &#8220;Il fiore delle mille e una notte&#8221;; per concludere col suo ultimo &#8220;Salo&#8217; o le 120 giornate di Sodoma&#8221; nel 1975.</p>
<p>La mattina del 2 novembre 1975 viene ritrovato  il corpo di Pier Paolo Pasolini.</p>
<p>Nella notte i carabinieri fermano un giovane, Giuseppe Pelosi, il ragazzo confessa l&#8217;omicidio. Racconta di aver incontrato lo scrittore presso la Stazione Termini, e dopo una cena in un ristorante, di aver raggiunto il luogo del ritrovamento del cadavere; lì, secondo la versione di Pelosi, il poeta avrebbe tentato un approccio sessuale, e vistosi respinto, avrebbe reagito violentemente.</p>
<p>L&#8217;uso del dialetto rappresenta in qualche modo un tentativo di privare la Chiesa dell&#8217;egemonia culturale sulle masse. Pasolini tenta appunto di portare anche a sinistra un approfondimento, in senso dialettale, della cultura.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nino Rota, Compositore e Musicista Italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="264" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/12/nino-rota-264x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nino Rota, Compositore e Musicista Italiano" title="Nino Rota, Compositore e Musicista Italiano" /></p>Cent’anni fa, il 3 Dicembre 1911, nasceva a Milano il maestro Nino Rota. Giovanni Rota Rinaldi (questo il suo nome all’anagrafe) è l’autore di colonne sonore di film famosi che resteranno nella storia, quali “Amarcord”, “Il Padrino”, “Assassinio sul Nilo”. Durante la carriera Nino Rota ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il David di Donatello, l’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="264" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/12/nino-rota-264x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Nino Rota, Compositore e Musicista Italiano" title="Nino Rota, Compositore e Musicista Italiano" /></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-4689" title="Nino Rota, Compositore e Musicista Italiano" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/12/nino-rota.jpeg" alt="Nino Rota, Compositore e Musicista Italiano" width="352" height="400" />Cent’anni fa, il 3 Dicembre 1911, nasceva a Milano il maestro Nino Rota. Giovanni Rota Rinaldi (questo il suo nome all’anagrafe) è l’autore di colonne sonore di film famosi che resteranno nella storia, quali “Amarcord”, “Il Padrino”, “Assassinio sul Nilo”. Durante la carriera Nino Rota ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il David di Donatello, l’ Oscar, il Golden Globe. Dotato di un talento precoce e fuori dal comune, Nino entra nel Conservatorio “Giuseppe Verdi” nel 1923, per studiare musica con due maestri del calibro di Giulio Bas e Paolo Delachi.</p>
<p>All’età di undici anni circa il musicista milanese compone la sua prima opera, dal titolo “L’Infanzia di S. Giovanni Battista”, che viene eseguita prima a Milano, poi in Francia, dove riscuote un enorme successo di pubblico. Nel 1926 Nino Rota scrive “Il Principe Porcaro”, un’opera che trae ispirazione da una favola di Hans Christian Andersen: la critica ne parla bene, giudicandola al tempo stesso ironica ed intensa. Nel 1930 Rota si diploma in “composizione musicale” al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Nello stesso anno parte per gli Stati Uniti, dove vi resta due anni. Poi, tornato a Milano, consegue la laurea in Lettere.</p>
<p>Nel frattempo compone musiche di accompagnamento per alcune pellicole cinematografiche, come “Treno popolare” diretto dal regista Raffaello Matarazzo, e “Zazà” di Renato Castellani (1944). Dopo aver conosciuto <strong><a title="Federico Fellini" href="http://www.lintervista.it/federico-fellini/">Federico Fellini</a></strong>, impegnato sul set dello “Sceicco bianco”, tra i due si instaura un rapporto di profonda stima professionale ed una sincera amicizia che dura trenta anni. Nel 1977 Nino Rota ha conquistato il premio “David di Donatello” per le musiche del famoso film di Fellini, “Casanova”.</p>
<p>La bravura di Nino Rota non si esprime soltanto nella composizione di colonne sonore, ma anche nella produzione di musiche per orchestra. Si cimenta addirittura nel produrre opere liriche molto apprezzate dagli estimatori. La sua fama è legata soprattutto al mondo del cinema, ma Nino Rota è stato anche un abile compositore rinomato a livello internazionale anche nel campo del balletto e del teatro. A Monopoli (Ba) il Conservatorio è dedicato a lui. Nino Rota è morto a Roma il 10 Aprile 1979, poco dopo aver composto la colonna sonora per il film “Prova d’orchestra” di Fellini.</p>
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		<title>Francesca Rettondini, “Il Mio Dramma Sulla Costa Concordia”</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 20:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="218" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rettondini9-218x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Francesca Rettondini, “Il Mio Dramma Sulla Costa Concordia”" title="Francesca Rettondini, “Il Mio Dramma Sulla Costa Concordia”" /></p>Francesca Rettondini, attrice e conduttrice televisiva, ha vissuto in prima persona durante una crociera last minute, la tragedia della Costa Concordia. In quest’intervista ci racconta le emozioni vissute in quei momenti e la rabbia nei confronti di chi ha permesso che un dramma simile potesse accedere. Sei reduce da un’esperienza che mai nessuno avrebbe voluto provare… [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="218" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rettondini9-218x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Francesca Rettondini, “Il Mio Dramma Sulla Costa Concordia”" title="Francesca Rettondini, “Il Mio Dramma Sulla Costa Concordia”" /></p><p><strong>Francesca Rettondini, </strong>attrice e conduttrice televisiva, ha vissuto in prima persona durante una <strong><a title="Crociere Last Minute" href="http://crocierelastminute.blogspot.com/">crociera last minute</a></strong>, la tragedia della <strong><a title="Costa Concordia" href="http://www.lintervista.it/incidente-costa-concordia/">Costa Concordia</a></strong>. In quest’intervista ci racconta le emozioni vissute in quei momenti e la rabbia nei confronti di chi ha permesso che un dramma simile potesse accedere. <img class="alignright size-large wp-image-5302" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/rettondini9-744x1024.jpg" alt="" width="446" height="614" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Sei reduce da un’esperienza che mai nessuno avrebbe voluto provare… Con che spirito ne sei venuta fuori?</strong></span></p>
<p>C’è un alternanza di emozioni improvvise alle quali uno non è preparato. A volte, la mattina mi capita di alzarmi piangendo o di trascorrere intere notti insonni. Alle volte, mi sento delle presenze che mi passano accanto, ma in realtà mi hanno detto che si tratta di un post trauma, che lentamente passerà. In quel momento, sono rimasta un po’ inebetita, perché non riuscivo a capire l’entità del danno, il senso della drammaticità del momento, di cosa mi stesse accadendo. Il subconscio me lo ha detto dopo, provocandomi questi attacchi d’ansia improvvisi e diversi.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Qual è stato il tuo primo pensiero in quel momento?</strong></span></p>
<p>Quando c’è stato l’incidente  sono rimasta incredula di fronte a ciò che mi stava accadendo. C’era la paura, le gambe e la voce mi tremavano, ma d’altro canto c’era l’adrenalina, lo spirito di sopravvivenza, che è in ognuno di noi. Io sono rimasta bloccata, la paura mi ha paralizzata, mi guardavo intorno, ma non sapevo cosa mi stesse succedendo. Altri invece, più lucidi di me, hanno cominciato a correre. Non sono stata una delle prime a correre via, ma sono stata trascinata dal mio fidanzato con forza.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai subito compreso che si trattava di un’emergenza? </strong></span></p>
<p>Si, certo che l’ho capito, mi volavano le persone davanti. Il mare era calmo, c’era la luna ed una visibilità totale, quindi non c’era motivo di pensare a qualche problema riguardante fenomeni meteorologici. Quindi, quando c’è stata l’inclinazione della nave, abbiamo capito subito che c’era qualcosa che non andava, poiché non c’era vento che potesse giustificare tale inclinazione.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>In una testimonianza telefonica, hai affermato che il comandante Schettino era con te sulla scialuppa di salvataggio. Quali scuse ha addotto per giustificarsi ai vostri occhi?</strong></span></p>
<p>No, in verità ho smentito subito dopo quella dichiarazione.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa pensi del comportamento del comandante Schettino?</strong></span></p>
<p>Quello che pensano tutti. Ti dirò che ovviamente, ci sono tante cose che non sono ancora venute alla luce, non abbiamo ancora un’idea esatta dell’accaduto, ma secondo me, il peggio deve ancora venire a galla. C’è stata, da parte del comandante, omissione in tutto, omissione di soccorso, di responsabilità, di morale. E’ una grande presa in giro e a me proprio non va giù, e credo neanche a tutti coloro che come me, si trovavano su quella nave. Ma c’è un Dio sopra di noi, che è grande e vedrai che prima o poi la verità verrà fuori.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Circa dieci anni fa, hai lavorato nel film “ Nave fantasma”.  Hai potuto comprendere in quei momenti, la differenza tra il set e la vita vera…</strong></span></p>
<p>Certamente. Avrei preferito fosse stato un altro film questo. Vedere e vivere il film da dentro, fa tutta un’altra impressione. Per quanto io ami i film di alta tensione, questa non è stata una bella esperienza…avrei preferito stare in poltrona.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Nelle situazioni di panico, come quella in cui ti sei trovata, ognuno di noi mette alla prova se stesso. Tu pensi di aver superato la prova? E  cosa ti ha dato la forza di affrontare il  pericolo?</strong></span></p>
<p>Penso di sì. Sono un po’ incosciente, ho sempre vissuto le cose come sono venute. Sono una persona che si distacca dagli eventi, persino dal male su se stessa, ma non sono una persona distaccata quando si tratta del male sugli altri. Sto molto più male per quelle persone che parlano della vicenda e che hanno perso i propri familiari. Il povero signore di 85 anni che non ha avuto la forza di scappare e che è rimasto al punto di raccolta, in attesa dei soccorsi. Immagino la paura, il terrore che avrà provato nel rimanere lì ad attendere. Mi sarei strappata il cuore, quando ho visto la ragazzina che ha perso la madre, il dolore lo vivo di più attraverso i loro occhi.  E pensare che noi dovevamo essere a Palma di Maiorca a lavorare, a divertirci, a stare tutti insieme e il pensiero che invece sono morte delle persone e che sono stati spesi tanti  soldi, mi fa veramente arrabbiare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Che tipo di rapporto hai con la religione? E quanto ti ha aiutato in quei momenti?<img class="alignleft size-full wp-image-5303" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/FRA3.jpg" alt="" width="600" height="439" /></strong></span></p>
<p>Sono devota a Padre Pio, lo sanno tutti, ho un discorso aperto con lui da qualche anno. Padre Pio l’ho incontrato per caso, ormai lo vedo come un essere grande e importante. Sono andata a trovarlo diverse volte quando l’hanno riesumato. Per me, è stata una presenza fondamentale soprattutto nella tragedia di Alberto e ti dico che, secondo me, lo ha aiutato molto  a superare la sua malattia. Non lo dico io, ma lo dicono i medici, rimasti anche loro sorpresi dalla ripresa di Alberto, indipendentemente dal suo destino. Non sono mai stata praticante. Vado in chiesa, quando sento l’esigenza di andare o quando devo ringraziare, come in questo momento. Ma alle volte, mi capita anche di pregare in casa.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai affermato di voler raccontare la tua esperienza a tutti coloro che te lo chiederanno. E’ un modo per esorcizzare le paure affrontate?</strong></span></p>
<p>Parlarne mi hanno detto che fa bene, al contrario, non fa bene tenere le cose dentro. E’ importante che la vicenda, venga esposta dal nostro punto di vista, perché ora c’è il classico processo mediatico al comandante e si rischia di dimenticare che c’erano anche dei passeggeri su quella nave. La cosa più grave,  non sarà tanto il disastro ecologico o ambientale, quanto il trauma che le persone si porteranno dentro a vita. Io pensavo di aver visto tutto nella vita, dopo l’esperienza di Alberto, per me molto angosciante. Ma questa è stata veramente un’esperienza forte. Credo che Dio ci metta alla prova, con delle esperienze importanti, facendoci capire il senso della vita, l’importanza di essere al mondo, di avere dei valori, di aiutare gli altri. Attraverso questi momenti, è come se vivessi sette vite in più. Oggi devo dire “grazie” perché sono viva.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi è stata la prima persona che hai chiamato appena giunta sulla terraferma?</strong></span></p>
<p>Mia sorella, appena sono scesa ci siamo sentite e le ho raccontato della nave, dicendole che se avesse visto qualcosa in tv, non avrebbe dovuto preoccuparsi, perché era tutto a posto. Non volevo allarmare mia madre, quindi ho chiamato lei. Comunque ieri, ho sentito il medico di bordo che diceva che le radio non funzionavano. E questa è una grande cazzata, perché i soccorritori comunicavano via radio e anche i cellulari funzionavano benissimo, poiché io stessa ho chiamato.  Quindi il blackout non c’era. Ora, ognuno dice la propria cazzata e ne stanno venendo fuori parecchie. Ieri sera, guardando “Porta a porta” mi sono messa ad urlare. Ho bisogno di dire la mia testimonianza, perché ci tengo a dire come stanno le cose, senza inventarmi nulla. Al momento del disastro, non c’era il comandante, non c’erano gli ufficiali, non c’era neanche il medico di bordo. Eravamo nelle mani di Dio e questo mi fa arrabbiare. Nessuno dice la verità, perché quando c’e tanta gente di mezzo, ci sono troppi interessi da tutelare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Nei momenti di pericolo, c’era solidarietà tra i passeggeri o ti sei trovata di fronte a scene in cui è prevalso l’istinto di sopravvivenza?</strong></span></p>
<p>C’è stata molta solidarietà, ho visto gente di tutte le nazionalità che non comunicava a parole, ma a gesti e questa è stata una cosa bellissima. Nella concitazione del momento, c’è chi è stato tirato per capelli, c’è chi è stato strattonato, sono cose che in quei momenti è normale che accadano. Anche io mi sono sentita pestare i piedi, anche perchè ero scalza. Quest’esperienza ha rafforzato ancora di più, il mio credere nella gente, nel popolo.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>In un’Italia che si divide tra chi ritiene colpevole il comandante Schettino e chi, al contrario, lo ritiene innocente, tu da che parte ti schieri?</strong></span></p>
<p>Stanno provando a farci credere che sia innocente. Ma in realtà l’abbiamo capito tutti che lui ha aspettato tanto a dare l’allarme perché cercava un escamotage, per poter  poi dire che era stato efficiente nel gestire la situazione. Quindi, lui cercava di farci credere che la nave aveva cambiato rotta a causa di un guasto tecnico, ma c’è la scatola nera che parla. E anche se fosse stato vero, comunque non avrebbe dovuto assolutamente abbandonare la nave. La verità l’ha detta lui stesso, con le sue telefonate e con tutto quello che abbiamo visto.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Che mezzo sceglierai per il prossimo viaggio?</strong></span></p>
<p>L’aereo, sicuramente più pratico e più veloce. Con le navi per ora ho chiuso. Nonostante tutto, penso che riprovare a salire su di una nave, sarebbe l’unico modo per superare questo trauma, anche se il solo pensiero mi crea il voltastomaco.</p>
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		<title>Festival di Sanremo 2012, Cantanti e Canzoni</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Lenoci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Sanremo-teatro-ariston-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Festival di Sanremo, Cantanti e Canzoni" title="Festival di Sanremo, Cantanti e Canzoni" /></p>La sessantanovesima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo apre i battenti il prossimo 14 Febbraio. La lista dei cantanti in gara è già stata presentata, cominciano a circolare i nomi dei big e dei giovani, e si apre il “toto-ospiti” tra conferme e smentite. Pare che Adriano Celentano abbia dato la sua disponibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Sanremo-teatro-ariston-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Festival di Sanremo, Cantanti e Canzoni" title="Festival di Sanremo, Cantanti e Canzoni" /></p><p><img class="alignright size-full wp-image-5292" title="Festival di Sanremo 2012, Cantanti e Canzoni" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/Sanremo-teatro-ariston.jpg" alt="Festival di Sanremo 2012, Cantanti e Canzoni" width="502" height="377" />La sessantanovesima edizione del <strong>Festival della Canzone Italiana </strong>di Sanremo apre i battenti il prossimo 14 Febbraio. La lista dei cantanti in gara è già stata presentata, cominciano a circolare i nomi dei big e dei giovani, e si apre il “toto-ospiti” tra conferme e smentite.</p>
<p>Pare che <strong><a title="Adriano Celentano" href="http://www.lintervista.it/adriano-celentano/">Adriano Celentano</a></strong> abbia dato la sua disponibilità a partecipare come ospite, ma solo dopo aver visto la prima puntata ed avendola trovata di suo gradimento. Inoltre, non è dato ancora sapere di cosa parlerà nello spazio dedicato al suo intervento sul palco dell’Ariston.</p>
<p>Una cosa è certa: a presentare la famosa kermesse canora sarà di nuovo Gianni Morandi (che ha superato egregiamente la prova lo scorso anno), affiancato stavolta dalle due bellissime Ivana Mrazova e Tamara Ecclestone.</p>
<p>Non mancano le prime polemiche. Enzo Iacchetti, il famoso conduttore di “Striscia la Notizia”, ha lanciato epiteti poco piacevoli nei confronti di<strong> <a title="Gianni Morandi" href="http://www.lintervista.it/gianni-morandi-cantante-e-conduttore-italiano/">Gianni Morandi</a> </strong>e del direttore artistico Mazzi, a proposito dell’iniziativa “Sanremo Social”, che ha selezionato i giovani in gara utilizzando una pagina Facebook e raccogliendo i voti via web. Pare che siano partiti già quattro ricorsi al Tar a causa dei criteri di selezione poco trasparenti.</p>
<p>Circa la partecipazione dei cantanti in gara, quest’anno, oltre ad esibirsi con un loro pezzo musicale inedito, presenteranno un altro brano scelto tra quelli che hanno fatto la storia della musica italiana, e quindi conosciuti anche all’estero. La canzone sarà eseguita in coppia ad un ospite straniero, nella puntata specifica in programma il 16 Febbraio.</p>
<p>Ecco la lista dei cantanti che si esibiranno sul palco dell’Ariston: Samuele Bersani, Matia Bazar, Irene Fornaciari, Pierdavide Carone e <strong><a title="Lucio Dalla" href="http://www.lintervista.it/lucio-dalla/">Lucio Dalla</a></strong>, Nina Zilli, Francesco Renga, Noemi, Emma Marrone, Arisa, Marlene Kuntz, Gigi D’Alessio e Loredana Bertè, Eugenio Finardi, Chiara Civello.</p>
<p>Tra i temi delle canzoni, oltre all’intramontabile sentimento amoroso che pervade la maggior parte di esse, vi sono anche temi sociali e legati al delicato periodo di crisi che noi tutti stiamo vivendo. L’incomunicabilità tra le persone e la religione sono altri due argomenti che troviamo nelle canzoni sanremesi di quest’anno. Oltre ad Adriano Celentano, che è l’unico superospite sicuro, dovrebbe arrivare a Sanremo anche Stevie Wonder.</p>
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		<title>Italo Calvino</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Guglielmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="168" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/2b4ddbea-3708-4427-a2a4-332e56a88000-300x168.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Italo Calvino" title="Italo Calvino" /></p>Italo Calvino: “La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere”. Scrittore dalla penna elegante e dalla leggerezza misurata che con le sue opere è entrato nelle classi di milioni di studenti  lasciandovi un’impronta, un ricordo inscalfito. La sua letteratura chiara e razionale è una pietra fondamentale del panorama letterario italiano del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="168" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/2b4ddbea-3708-4427-a2a4-332e56a88000-300x168.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Italo Calvino" title="Italo Calvino" /></p><p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-5286" title="Italo Calvino" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/2b4ddbea-3708-4427-a2a4-332e56a88000.jpeg" alt="Italo Calvino" width="670" height="376" />Italo Calvino: “La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere”.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Scrittore dalla penna elegante e dalla leggerezza misurata che con le sue opere è entrato nelle classi di milioni di studenti  lasciandovi un’impronta, un ricordo inscalfito.</p>
<p>La sua letteratura chiara e razionale è una pietra fondamentale del panorama letterario italiano del novecento che riesce mantenere nei confronti della materia trattata un approccio leggero e al contempo saggio.</p>
<p>Italo Calvino è nato il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, presso l&#8217;Avana (dove il padre dirigeva una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola agraria).</p>
<p>Nel 1929 la famiglia si trasferisce in Italia dove  Italo Calvino frequenta le scuole Valdesi.</p>
<p>L’approccio con la scrittura avviene all’età di dodici anni: si ritrova tra le mani il libro di Kipling” IlLibro della giungla&#8221; ed è subito amore.</p>
<p>Nel frattempo il panorama italiano viene fortemente scosso dalla guerra la quale scuoterà profondamente l’animo di Calvino, incerto sulla posizione da prendere.</p>
<p>Coltiva parallelamente l’amicizia con il compagno di liceo Eugenio Scalfari, e lentamente si profila il suo interesse politico.</p>
<p>Segue l&#8217;antifascismo clandestino ed una sorta di orientamento rispetto ai libri da leggere: Montale e Vittorini.</p>
<p>Nel 1941 si iscrive alla Facoltà di agraria di Torino e si arruola combattendo per venti mesi uno dei più aspri scontri tra partigiani e nazifascisti.</p>
<p>Nel 1946 la guerra è terminata e il suo interesse  si concentra attorno alla casa editrice Einaudi, vendendo libri a rate.</p>
<p>Inizia la stesura del suo primo romanzo &#8220;Il Sentiero dei Nidi di Ragno&#8221;, una ricognizione appunto del periodo bellico e del mondo partigiano.</p>
<p><strong>Italo Calvino </strong>si occupa dell&#8217;ufficio stampa e di pubblicità stringendo legami di amicizia con i grandi nomi dell&#8217;epoca.</p>
<p>Nel 1948, abbandona Einaudi per collaborare, in veste di redattore della terza pagina, con l&#8217;Unità torinese per ritornarvi poi l’anno seguente con la raccolta &#8220;Ultimo viene il corvo&#8221;.</p>
<p>Nel 1951 finisce di scrivere un romanzo d&#8217;impianto realistico-sociale, &#8220;I giovani del Po, in estate  scrive &#8220;Il visconte dimezzato&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1955 viene promosso dall&#8217;Einaudi come dirigente mantenendo questa qualifica fino al giugno 1961; dopo tale data diventa consulente editoriale.</p>
<p>Lo stesso anno esce su &#8220;Paragone Letteratura&#8221;, &#8220;Il midollo del leone&#8221;, il primo di una serie di saggi, sull’impronta del primo testo da lui letto di Kipling.</p>
<p>Nel 1956 escono &#8220;Le fiabe italiane&#8221; che consolidano, anche grazie al lusinghiero successo, l&#8217;immagine di Italo Calvino come favolista.</p>
<p>Nel 1964 si sposa con un&#8217;argentina e si trasferisce a Parigi, pur continuando a collaborare con Einaudi. L&#8217;anno dopo nasce la sua prima figlia, Giovannea.</p>
<p>Esce il volume &#8220;Le Cosmicomiche&#8221;, a cui segue nel 1967 &#8220;Ti con zero&#8221;.</p>
<p>Dal 1974 al 1979 scrive  sul &#8220;Corriere della sera&#8221; racconti, resoconti di viaggio ed articoli sulla realtà politica e sociale del paese.</p>
<p>Nel 1976 tiene conferenze in molte università degli Stati Uniti, mentre i viaggi in Messico e Giappone gli danno spunti per alcuni articoli, che verranno poi ripresi in &#8220;Collezioni di sabbia&#8221;.</p>
<p>Nel 1980 si trasferisce a Roma.</p>
<p>Nel 1981 riceve la Legion d&#8217;onore. Cura l&#8217;ampia raccolta di scritti di Queneau &#8220;Segni, cifre e lettere&#8221;.</p>
<p>Nel 1982 alla Scala di Milano viene rappresentata &#8220;La vera storia&#8221;, opera scritta insieme al già ricordato compositore Luciano Berio.</p>
<p>Nel 1985 traduce &#8220;La canzone del polistirene&#8221; di Queneau mentre durante l&#8217;estate lavora ad un ciclo di sei conferenze.</p>
<p>Muore il 19 settembre 1985, all&#8217;età di 61 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giovanni Mastropasqua, Un &#8220;Inquieto E Curioso&#8221; Imprenditore</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="204" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/lintervista-300x204.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giovanni Mastropasqua, Un &quot;Inquieto E Curioso&quot; Imprenditore" title="Giovanni Mastropasqua, Un &quot;Inquieto E Curioso&quot; Imprenditore" /></p>Giovanni Mastropasqua, si definisce un “inquieto curioso”, adora la vita in tutte le sue sfaccettature e proprio la sua eccessiva curiosità, l’ha portato a dedicarsi a molteplici attività nel corso degli anni. Attualmente, è il direttore commerciale della società Engenia s.r.l, di cui è anche socio e ha creato il sito Oraviaggiando.it, una “mappa del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="204" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/lintervista-300x204.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Giovanni Mastropasqua, Un &quot;Inquieto E Curioso&quot; Imprenditore" title="Giovanni Mastropasqua, Un &quot;Inquieto E Curioso&quot; Imprenditore" /></p><p style="text-align: center;"><strong>Giovanni Mastropasqua, </strong>si definisce un “inquieto curioso”, adora la vita in tutte le sue sfaccettature e proprio la sua eccessiva curiosità, l’ha portato a dedicarsi a molteplici attività nel corso degli anni. Attualmente, è il direttore commerciale della società Engenia s.r.l, di cui è anche socio e ha creato il sito Oraviaggiando.it, una “mappa del tessuto gastronomico”, che “vuole essere una viva carta geografica di ristoranti, pizzerie, trattorie ed osterie, profilati per tipo di cucina e fascia di prezzo; uno strumento veloce attraverso il quale chiunque, viaggiando per piacere o per lavoro, possa trovare il luogo ideale in cui fermarsi”.<img class="size-full wp-image-5278 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/lintervista.jpg" alt="" width="567" height="387" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi è Giovanni Mastropasqua?</strong></span></p>
<p>Se fossi costretto a dare una risposta laconica mi definirei semplicemente un “inquieto curioso”.  A partire dalla mia infanzia, fino ad oggi, il filo conduttore della mia vita è sempre stato l&#8217;ossessiva curiosità per le cose, le persone, la vita in generale. Da piccolo i giocattoli li “vivisezionavo”; qualsiasi regalo era destinato ad essere aperto, perché ero curioso di conoscerne il funzionamento. A 12 anni, ho rischiato di incendiare casa perché ero riuscito a produrre polvere da sparo sostituendo il nitrato di potassio (introvabile) con il nitrato di ammonio. Effettivamente l&#8217;eccessiva curiosità mi ha creato qualche problema: a 15 anni suonavo benissimo chitarra e pianoforte, ma non mi sono mai diplomato in conservatorio; nel 1987 cercavo di comprendere l&#8217;MS-DOS e dopo qualche anno mi sono diplomato come ragioniere programmatore, ma oggi non sono un webdeveloper;  ho perfino il record di frequentazione di organizzazioni religiose differenti: iscritto all&#8217;A.C.G Associazione Giovani Cattolici. ho frequentato successivamente testimoni di Geova, Mormoni, evangelisti e l&#8217;organizzazione Scientology (dalla quale sono stato letteralmente buttato fuori); il risultato è che oggi non credo più a nulla, anche se non ho assolutamente escluso l&#8217;argomento. Mi sono affacciato al mondo della cucina, ma non ho mai voluto essere uno chef. Negli ultimi 20 anni, però, la cosa che mi è sempre riuscita senza sforzo è stato comunicare, entusiasmare, vendere. Questa dote mi ha salvato dalla potenziale povertà. Non ho mai letto alcun libro su come persuadere o come vendere meglio&#8230; riesco in questa attività semplicemente perché  è strettamente legata al mio carattere da eterno ragazzo entusiasta. Ecco: sono un inquieto, curioso, entusiasta. Mi piace la vita ed ho la felicità cronicizzata dentro di me.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Da cosa è nato il sito oraviaggiando.it?</strong></span></p>
<p>Sono sempre stato affascinato dal web sin dai primissimi anni in cui se ne incominciava a parlare. Mi sono innamorato dell&#8217;idea di poter conoscere il mondo stando fermo seduto in una stanza. Sono tante le idee che avrei voluto sviluppare per il web, ma Oraviaggiando.it è il progetto che meglio riusciva ad abbracciare tutte le mie passioni: cucina, turismo, marketing e amore per l&#8217;Italia.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>E di cosa si occupa principalmente?</strong></span></p>
<p>Oraviaggiando.it erroneamente noi stessi la chiamiamo “Guida ai ristoranti”. In verità il termine adatto è “Mappa del tessuto gastronomico” perché, in realtà, Oraviaggiando non nasce con l&#8217;intento di giudicare un ristorante, né tantomeno nasce per fare la selezione del meglio o del peggio dei <strong><a title="Ristoranti Italiani" href="http://www.soloimprese.info/imprese/ristoranti.html" target="_blank">ristoranti in Italia</a></strong>. Oraviaggiando vuole essere una viva carta geografica di ristoranti, pizzerie, trattorie ed osterie, profilati per tipo di cucina e fascia di prezzo; uno strumento veloce attraverso il quale chiunque, viaggiando per piacere o per lavoro, possa trovare il luogo ideale in cui fermarsi (proprio come avviene già da tempo nel mondo alberghiero). Qualsiasi ristorante recensito non viene mai giudicato dalla redazione ma “raccontato”. Ci piace soffermarci sull&#8217;identità delle persone che vivono il ristorante, sulla loro storia e sui loro intenti. Sono i NaGou (navigatori gourmet) che poi lasciano il loro commento. Oraviaggiando, però, si basa su un rivoluzionario  sistema di ridistribuzione economica dei proventi: siamo stati i primi (molto prima di Groupon) a pensare che si poteva invertire la dinamica “+ pubblicità + costi per il cliente finale”. Oggi Oraviaggiando eroga gratuitamente sconti per pranzare o cenare in tantissimi ristoranti grazie al sistema “DVISION”.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Oltre a dedicarti al sito, cosa fai nella vita?</strong></span></p>
<p>Attualmente sono a tempo pieno il direttore commerciale della società Engenia s.r.l di cui sono anche socio; ci occupiamo di web-marketing, realizzazione di siti web e Seo, ma il nostro core business è la realizzazione di portali tematici.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Adoro il cibo, pertanto le due attività in contrasto tra di loro, sono mangiare (per ristoranti di tutta Italia) e fare Jogging (cercando di smaltire quello che ho mangiato). La domenica mi dedico alla lettura: cerco di leggere quanto più possibile, adoro Umberto Eco, Erri de Luca e – come giornalista scrittore, Corrado Augias. Poi adoro viaggiare&#8230; non riesco a star fermo in un posto. Devo uscire, incontrare gente, scoprire le cose.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Quanto tempo dedichi al tuo sito?</strong></span></p>
<p>Troppo. Mi sveglio all&#8217;improvviso di notte perché ho avuto un&#8217;idea e devo scriverla perché temo di dimenticarmela. I miei soci ricevono spesso e-mail ad orari indecenti, ma si sono abituati.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Chi ha sempre creduto nei tuoi progetti e nelle tue idee?</strong></span></p>
<p>Devo essere sincero: quasi tutti. Il segreto per essere felici è circondarsi di persone che ti danno ragione! Chiaramente scherzo: come dicevo prima, il mio entusiasmo è travolgente e quando credo fermamente in qualcosa, so essere convincente. Ad ogni modo, devo ringraziare in particolar modo Giovanni Blasi e Giuseppe Cecchetti (detto Muzzi): il primo ha saputo trasformare le mie idee in “bit”, il secondo ha finanziato inizialmente il progetto ed oggi è ancora il fan numero uno.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hai altri progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>Da poco abbiamo lanciato direzionesalute.it che si occupa di dare la corretta visibilità al mondo medico, mentre abbiamo in progetto un nuovo portale per il City-shopping. Quando non sono in ufficio, sono in giro per l&#8217;Italia per fare formazione alla rete vendita.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Pregi e difetti del tuo lavoro.</strong></span></p>
<p>Il lavoro che faccio non ha difetti. Il pregio più grande è che mi permette di fare tutto che desidero: incontrare gente, aiutare le imprese, viaggiare, conoscere.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Come ti vedi in un prossimo futuro?</strong></span></p>
<p>E&#8217; difficile dirlo perché sono una “spugna” e pertanto mi nutro quotidianamente di notizie, tendenze, emozioni e tanto altro. Ma se si parla di futuro prossimo, beh, i progetti in corso hanno ancora bisogno di me e quindi sarò ancora qui.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>Un sogno nel cassetto dal punto di vista professionale:<img class="size-large wp-image-5279 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/01/lintervista3-1024x768.jpg" alt="" width="553" height="415" /></strong></span></p>
<p>Il mio sogno è dare una possibilità di lavoro. Non sono un assetato di soldi, anzi. Sono però dell&#8217;idea che, se un modello funziona, bisogna far di tutto per moltiplicare il business, perché questo consentirebbe di creare posti di lavoro e nuove opportunità per coloro che valgono.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Un sogno nel cassetto dal punto di vista personale:</strong></span></p>
<p>Sogno di poter vedere il mondo intero basato sulla meritocrazia e sull&#8217;onestà. Le uniche cose che minano il mio stato d&#8217;animo sono la cavalcante povertà spirituale e l&#8217;assenza di onestà intellettuale.</p>
