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	<title>Interviste a Imprenditori e Persone di Successo, Comunicazione e Racconti - l.it</title>
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	<description>Interviste sulla Vita e le Esperienze degli Imprenditori e delle Persone di Successo, Interviste a Imprenditori e Persone di Successo, Comunicazione, Motivazione e Racconti di Successo - l.it</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 07:04:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Armando Palmegiani, Autore Del Libro &#8220;Gino Girolimoni&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 06:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_2443-copia1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" title="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" /></p>Armando Palmegiani, durante la sua carriera si è occupato di numerosi casi, come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze e molti altri ancora. Appassionato di criminologia, è l’autore del libro “Gino Girolimoni”, in cui viene raccontata una delle storie più agghiaccianti, svoltasi nella Roma degli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_2443-copia1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" title="Armando Palmegiani, Autore Del Libro &quot;Gino Girolimoni&quot;" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Farmando-palmegiani-autore-del-libro-gino-girolimoni%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Armando Palmegiani, </strong>durante la sua carriera si è occupato di numerosi casi, come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze e molti altri ancora. Appassionato di criminologia, è l’autore del libro “Gino Girolimoni”, in cui viene raccontata una delle storie più agghiaccianti, svoltasi nella Roma degli anni ’20. Un caso di cui poco si è parlato e che ha coinvolto Gino Girolimoni, un fotografo e mediatore italiano, che venne accusato ingiustamente dei delitti e additato come mostro dalla stampa.<img class="alignright size-large wp-image-6664" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_2443-copia1-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Armando Palmegiani?</strong></span></p>
<p>Sono un appassionato di criminologia. Lavoro nel settore e nella mia carriera, mi sono occupato di casi come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze, ecc..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha spinto a scrivere il libro “Gino Girolimoni”?</strong></span></p>
<p>Ho deciso di scrivere questo libro, poiché quella di Girolimoni è stata una vicenda poco raccontata. Il primo libro scritto, risalente al 1971, ne raccontava la storia, mettendo in luce solo una visione parziale dell’intera faccenda. Si tratta di un caso di cui poco si è parlato, nonostante fosse una storia agghiacciante, poiché parliamo di ben sette vittime, di cui quattro decedute, tutte nella città di Roma.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Potresti descrivere brevemente la trama del tuo libro?</strong></span></p>
<p>Nel mio libro viene effettuata una ricostruzione storica dell’accaduto. Vengono raccontati e descritti tutti e sette i crimini, viene raccontato l’accanimento perpetrato nei confronti di Gino Girolimoni, un fotografo e mediatore italiano, forse una delle più importanti vittime, poiché venne accusato dei delitti e fu additato come mostro dalla stampa. Successivamente, dopo 11 mesi di galera, venne scagionato, ma la sua vita fu comunque sconvolta. Un altro importante personaggio, che successivamente uscirà dalla scena perché ritenuto innocente, è un reverendo inglese che entrerà a far parte della vicenda, perché indagato da un investigatore dell’epoca. E poi ovviamente parliamo di Dosi, l’investigatore che visse la storia più da vicino.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di riscontro sta avendo tra i lettori?</strong></span></p>
<p>Tutti coloro che hanno letto il mio libro, sono rimasti colpiti molto dall’atmosfera. La storia è ambientata nella Roma degli anni ’20 e si snoda tra posti particolari come il Ponte del Soldino, un ponte che ora non esiste più e la fonte dell’Acqua Lancisiana. Un’atmosfera particolare che fa rivivere la Roma degli anni ’20, che si estendeva per circa un sesto, rispetto a quella attuale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?</strong></span></p>
<p>I miei interessi sono diversi, ma per la maggior parte riguardano la criminologia e la cronaca nera.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti ha spinto ad avvicinarti ad un mondo così drammatico e forte? </strong></span></p>
<p>Purtroppo, oggi come oggi, la cronaca nera fa parte della nostra realtà quotidiana. Basta accendere la tv, per rendersi conto che il palinsesto televisivo è ricco di programmi, film e serie tv, dedicati proprio alla cronaca nera. E’ un interesse condiviso da tutti, quasi da sempre. Anche negli anni ’60, come ora, quando c’era un processo, c’erano migliaia di persone riunite nelle piazze, in attesa di ascoltare la sentenza.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il tuo lavoro ti porta a stare a contatto con tanta cattiveria umana. Quali sono le sensazioni che ti pervadono? <img class="alignleft size-large wp-image-6665" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Copertina-libro-ridimensionata-636x1024.jpg" alt="" width="382" height="614" /></strong></span></p>
<p>La cattiveria umana è un elemento imprescindibile del mondo. Alcuni possono provare disgusto nei confronti di alcuni tipi di reati, come ad esempio la pedofilia, ma bisogna prenderne atto che purtroppo esiste. Poi ci possiamo scandalizzare o meno, dipende da soggetto a soggetto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei tuoi rapporti interpersonali, quanto e come incide il tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Incide particolarmente. La maggior parte dei miei rapporti interpersonali, è legata all’entourage degli appassionati di criminologia e criminalistica.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a conciliare i tuoi numerosi impegni lavorativi con la tua vita privata?</strong></span></p>
<p>Purtroppo lavoro molto e quindi ho poco tempo da dedicare alla mia famiglia e alla scrittura, la mia passione. Quindi mi tocca scrivere nei ritagli di tempo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire la tua carriera, senti di aver trascurato qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>No, sono contentissimo della mia carriera, quindi non ho alcun rammarico. Sono stato molto fortunato, ho  sempre fatto quello che più mi piaceva e questo non è cosa da poco.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’eri da bambino? Quali erano i tuoi sogni?</strong></span></p>
<p>In realtà non avevo sogni. Non avevo la più pallida idea di quello che avrei fatto da grande. Non avevo nessuna aspirazione particolare. Poi sono stato molto fortunato nella vita e sono riuscito a trovare la mia strada.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei momenti in cui necessiti di un consiglio e di una guida, a chi ti rivolgi?</strong></span></p>
<p>Mi piace rivolgermi sempre agli esperti. Per esempio, per quanto riguarda il mio libro, quando dovevamo parlare delle vittime, ci siamo consultati con un medico legale, ecc.. . La gente dovrebbe fare più affidamento alle parole degli esperti e non comportarsi da “tuttologa”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ti è capitato di vivere situazioni in cui avresti voluto mollare tutto, durante il tuo percorso lavorativo?</strong></span><strong></strong></p>
<p>Sì, mi è capitato di vivere situazioni difficili e dolorose. Magari mollare tutto no, ma avrei  desiderato essere da un’altra parte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Ciò che non faresti mai: </em>Non ferire le persone</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> Il dolore fisico dei miei cari</p>
<p><em>Il giorno più bello della tua vita: </em>La nascita di mio figlio</p>
<p><em>Il giorno più brutto della tua vita:</em> Il decesso dei miei genitori</p>
<p><em>La persona che stimi di più:</em> A parte me!?!? Diciamo che stimo molte persone</p>
<p><em>Un tuo pregio:</em> L’empatia</p>
<p><em>Un tuo difetto:</em> Ne ho tanti</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Un romanzo d’avventura</p>
<p><em>Personaggio storico:</em> Enrico Fermi</p>
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		<title>Mario De Santis: “Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="269" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/355_83128820346_561430346_4448475_4460_n-269x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" title="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" /></p>Mario De Santis è un giornalista radiofonico. La sua passione per la radio, che l’ha accompagnato fin da bambino, l’ha portato a lavorare in diversi studi radiofonici, tra cui Radio Dj, al fianco di Nicola Savino e Linus. Attualmente conduce il programma “Caffè di Radio Capital”, sull’omonima radio, oltre a dedicarsi alla poesia, altra sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="269" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/355_83128820346_561430346_4448475_4460_n-269x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" title="Mario De Santis: &quot;Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio&quot;" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fmario-de-santis-%25e2%2580%259cprincipalmente-sono-un-poeta-per-il-resto-faccio-la-radio%25e2%2580%259d%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Mario De Santis </strong>è un giornalista radiofonico. La sua passione per la radio, che l’ha accompagnato fin da bambino, l’ha portato a lavorare in diversi studi radiofonici, tra cui Radio Dj, al fianco di Nicola Savino e Linus. Attualmente conduce il programma “Caffè di Radio Capital”, sull’omonima radio, oltre a dedicarsi alla poesia, altra sua grande passione, perché come si definisce lui stesso “principalmente sono un poeta, per il resto faccio la radio”. Attualmente è in uscita il suo secondo libro di poesie “La polvere nell’acqua” edito da Crocetti editore.<img class="alignright size-full wp-image-6655" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/355_83128820346_561430346_4448475_4460_n.jpg" alt="" width="380" height="423" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Mario, raccontaci qualcosa di te…</strong></span><strong></strong></p>
<p>Sono un giornalista radiofonico. La radio è stata da sempre la mia passione, sin da piccolino. Nel mio percorso professionale, mi sono avvicinato prima alla radio e poi, successivamente, sono diventato anche un giornalista. Per i miei interessi letterari, potrei anche dire che faccio il giornalista e sono un poeta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale è stato il percorso professionale che ti ha portato a Radio Capital?</strong></span></p>
<p>Il mio percorso professionale ha avuto inizio nell’88, quando mi sono avvicinato a “Italia radio”, una radio d’informazione nazionale, comprata successivamente dal Gruppo Espresso. Ero uno studente universitario, prossimo alla laurea. Per qualche anno, ho fatto la classica “gavetta”, fino a diventare un giornalista. Ho lavorato dal 2001 al 2010 ad un programma di Radio Deejay, al fianco di Linus e Nicola Savino. Poi si è aperta la possibilità di condurre un programma su Radio Capital ed eccomi qui.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Perché hai scelto proprio la radio come mezzo di comunicazione?</strong></span></p>
<p>Sono nato nel ’64 e la televisione è arrivata in casa mia nel ’69. Prima di quell’evento, l’unico mezzo di comunicazione era la radio. Ricordo chiaramente quando, da bambino, osservavo mio padre accendere la radio durante l’ora di cena per ascoltare le notizie. E’ un mezzo di comunicazione che mi ha sempre affascinato.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa senti di trasmettere attraverso la radio?</strong></span></p>
<p>A parte i contenuti, che sono molto importanti, mi piace parlare della mia passione per la cultura e per i libri, che cerco di travasare anche nel mondo radiofonico. La radio poi è un mezzo “caldo”, in grado di coinvolgere tutti coloro che l’ascoltano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si svolge una tua giornata tipo?</strong></span></p>
<p>Le mie giornate sono molto lunghe. Il mio programma “Caffè di Radio Capital” va in onda alle sette, quindi sono costretto a svegliarmi tutti i giorni alle 5/5.15. Una volta giunto in redazione, leggo qualche giornale, prima di andare in onda dalle 7 alle 10. Dopo le 10 inizia il vero lavoro, che consiste nel reperire notizie e nel preparare le diverse interviste. Si lavora fino all’ora di pranzo e a volte, anche oltre. Il pomeriggio continuo a lavorare, perché presentando diversi libri, devo anche leggerli, oltre a preparare il programma “Soul Food”, che va in onda il sabato. E poi c’è il tempo libero, ovviamente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa vuol dire essere speaker radiofonico?</strong></span></p>
<p>In Italia, si tende a creare una netta differenza tra il dj e il giornalista radiofonico, a me invece piace pensare di essere entrambe le cose. Non sono un dj, ma mi piace trasmettere calore attraverso la radio. Nella vita invece, sono un tipo tranquillo e a volte poco chiacchierone.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te cosa trasmette la radio che la televisione non può trasmettere?</strong></span></p>
<p>La radio è un suono e, nello stesso tempo, è anche una parola. Quindi si concentra sulla possibilità di poter entrare in una dimensione interiore e, paradossalmente, di attenzione. A volte, viene usata come sottofondo, diventando un po’ televisiva in questo, ma, se vissuta bene, riesce a regalare attenzioni particolari che la televisione non può dare. Quest’ultima ti colpisce come uno schiaffo, mentre la radio ti abbraccia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti regalassero un superpotere, quale sceglieresti? E perché?</strong></span></p>
<p>Sono indeciso tra la lettura del pensiero e l’invisibilità. Entrambi i poteri mi affascinano. Sono un tipo molto curioso e mi piacerebbe molto poter entrare nella mente delle persone o nelle case della gente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 10 anni?</strong></span></p>
<p>Viste le riforme sulle pensioni, sarò costretto a lavorare ancora per 20 anni e forse anche di più. Quindi ho ancora molto lavoro davanti, per fortuna. Mi vedo, spero, in una radio che trasmette via web, così da poter essere ascoltato da tutti. Oggi, la radio via web, non sta ottenendo grandi riscontri, purtroppo non riesce ancora a trovare il suo giusto spazio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come vivi la quotidianità?</strong></span></p>
<p>Un po’ oppresso dal lavoro e un po’ affaticato, perché le cose da fare sono tante, le notizie sono innumerevoli ed è difficile starci dietro. La vivo un po’ di corsa, quindi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?<img class="alignleft size-full wp-image-6656" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/581302_10151739560350347_561430346_24736038_1289098530_n1.jpg" alt="" width="315" height="616" /></strong></span></p>
<p>Da un punto di vista professionale, sta per chiudersi la seconda stagione a Radio Capital e siamo tutti un po’ ansiosi per il risultato degli ascolti. Inoltre, a fine maggio dovrebbe uscire il mio secondo libro di poesie, “La polvere nell’acqua”, edito da Crocetti editore.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Progetti per il futuro?</strong></span></p>
<p>Vorrei continuare a scrivere e a coltivare i miei interessi letterari. Da un punto di vista radiofonico e giornalistico, mi piacerebbe realizzare un progetto che leghi internet alla radio.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano i tuoi sogni da adolescente?</strong></span></p>
<p>Pensavo alla musica, volevo diventare un musicista, una rock star. Suonavo il basso, ma non avevo un sogno in particolare. Alla fine del liceo, è emersa la mia passione per la comunicazione ed ho capito che, nella vita, avrei voluto comunicare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire la tua carriera, senti di aver trascurato qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>No, non ho rimpianti clamorosi. Certo, si fanno tanti errori. Prima di tutto, sento di aver trascurato me stesso, che forse è la cosa più importante. Contestualmente però, ho anche cercato di regalarmi delle soddisfazioni. Per me è stato molto importante svolgere un lavoro che rispecchiasse la mia passione, per cui ho cercato di mantenermi <span style="color: #000000">fedele a quella.</span></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio?</em> Non preparare nulla</p>
<p><em>Mare o montagna?</em> Montagna</p>
<p><em>Pensieri o parole? </em>Pensieri</p>
<p><em>“Volere è potere”, quanto sei d’accordo con questa frase? </em>Sono d’accordo solo a metà, perché è diventato sempre più difficile tenere fede al concetto.</p>
<p><em>Supereroe preferito: </em>Non sono legato ad un supereroe. Magari Zagor, Tex Miller, che leggevo quando ero piccolo</p>
<p><em>Il primo proverbio che ti viene in mente:</em> Non mi piacciono i proverbi</p>
<p><em>Film preferito: </em>I soliti ignoti</p>
<p><em>La collezione: </em>Colleziono libri</p>
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		<title>Simone Venturini E &#8220;Il Libro Segreto Di Gesù&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1271bn3-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" title="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" /></p>Simone Venturini è ricercatore presso l’Archivio Segreto Vaticano, dove si occupa anche di Relazioni esterne. Docente di scienze bibliche, presso l’Università della Santa Croce di Roma, ha scritto e pubblicato articoli di riviste specializzate in Studi biblici ed alcuni libri, tra i quali: I libri di Dio. La Bibbia, Mondadori; Il Vangelo del bambino interiore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="240" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1271bn3-240x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" title="Simone Venturini E &quot;Il Libro Segreto Di Gesù&quot;" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fsimone-venturini-e-il-libro-segreto-di-gesu%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Simone Venturini </strong>è ricercatore presso l’Archivio Segreto Vaticano, dove si occupa anche di Relazioni esterne. Docente di scienze bibliche, presso l’Università della Santa Croce di Roma, ha scritto e pubblicato articoli di riviste specializzate in Studi biblici ed alcuni libri, tra i quali: <em>I libri di Dio. La Bibbia</em>, Mondadori; <em>Il Vangelo del bambino interiore</em>, Città Nuova, curando anche l’edizione italiana del libro di John Bowker, <em>Manuale della Bibbia</em>, Mondatori 2000. A settembre, è stata pubblicata la sua ultima opera &#8220;Il libro segreto di Gesù&#8221;.<img class="alignright size-full wp-image-6646" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1271bn3.jpg" alt="" width="414" height="517" /><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Simone Venturini?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sono originario di Fano (Pesaro), dove ho vissuto fino all’età di 24 anni, quando mi sono trasferito a Roma per iniziare gli studi, che mi hanno portato ad essere ciò che ho sempre desiderato essere nella vita: un <em>biblista</em>, ossia un esperto di lingue antiche, che cerca di capire il significato originale della Bibbia.</p>
<p>Sono sposato con Letizia ed ho un figlio, Raffaele. Siamo in attesa del secondo … mi sento comunque un <em>biblista</em> assai particolare, al di fuori degli schemi. Mi piace far capire come la <em>Bibbia</em> non sia un semplice libro di letteratura, ma parla di un mondo che è quello di Dio.</p>
<p>Mi piace leggere ed ascoltare qualsiasi cosa sia fonte d’ispirazione per i miei libri. Per esempio, tra i libri, sono un fan di <em>Harry Potter</em>, ma anche di <em>Twilight</em>. Amo ascoltare anche buona musica, ma non necessariamente classica, come per esempio i <em>Coldplay,</em> che adoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A settembre, è stato pubblicato il tuo ultimo libro “ Il libro segreto di Gesù”. Di cosa tratta?</strong></span></p>
<p>Si tratta di un’indagine, condotta con la perizia degli investigatori di CSI, alla ricerca di cosa sarebbe accaduto dentro il sepolcro di Gesù e di cosa potrebbe accadere anche a noi, subito dopo la morte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da quale esigenza è nato questo libro?</strong></span></p>
<p>Dal desiderio di arrivare alla gente e dar loro una visione complementare, rispetto a ciò che di solito si sente dire su Gesù e da parte dei soliti autori. Del resto, ritengo che il compito di teologi e biblisti sia quello di parlare alla gente, facendo capire in parole semplici, ciò che invece è frutto di lunghi anni di studio. Il mio libro vorrebbe così inaugurare – almeno per me – una lunga serie di libri scritti proprio con questo scopo e dicendo con chiarezza, la propria opinione su temi che interessano davvero tutti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>“La morte di Gesù non è la fine di tutto, ma l’inizio di un viaggio oltre i confini della morte” questo è un passo del tuo libro…ma cosa c’è oltre la morte?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Oltre la morte c’è una luce che possiamo sperimentare dentro di noi, mentre siamo ancora in vita. Oltre i confini della morte c’è poi l’amore … la sostanza luminosa che dovrebbe costituire ogni nostra azione, compiuta per il bene degli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei ricercatore presso l’Archivio Segreto Vaticano. E’ sicuramente un lavoro interessante che ti porta a contatto con il mondo che c’è oltre …</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Con il mondo che c’è oltre il presente, nel senso che si tratta di documenti che trattano del passato, quello più antico. Pensate solo che il testo più antico risale addirittura al IX secolo! Tuttavia, in un certo senso, l’Archivio Segreto Vaticano, poiché parla del passato, è anche il miglior posto per capire cosa potrebbe accadere anche in futuro. Il futuro, infatti, è in certo senso già presente nelle tendenze storiche che traggono origine dal passato.</p>
<p>Tuttavia il mio interesse è per il <em>mondo che sta oltre</em> ciò che possiamo vedere e toccare ogni giorno; per questo motivo, nel mio libro parlo anche delle cosiddette “esperienze di pre-morte”, che rappresentano davvero uno squarcio su ciò che sta <em>oltre</em>.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è il tuo rapporto con la religione?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Amo definirmi un biblista cattolico perché sono profondamente convinto che l’appartenere alla chiesa cattolica sia un valore aggiunto per il biblista e non una sovrastruttura di cui liberarsi. Tuttavia, sono un cattolico che ha il coraggio di dire la propria opinione e a modo suo su argomenti scottanti, come quelli che affronto nel mio libro. Lavorando in Vaticano, sono tutti i giorni alle prese con la grande ricchezza spirituale e morale della Chiesa, ma anche con tutte le sue fragilità e scandali … da scrittore cattolico, mi sento impegnato in prima linea a far risaltare ciò che brilla, rispetto a ciò che invece è in ombra … ritengo inoltre che noi laici dobbiamo far sentire sempre di più la nostra voce, ciascuno nel suo campo, apportando un contributo positivo per far sì che la  Chiesa cattolica sia sempre più fedele all’insegnamento di Gesù.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E con la vita?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sono estremamente curioso e, perciò, sono interessato a tutti gli aspetti della vita, soprattutto però a quelli più semplici, laddove si nasconde il segreto della gioia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Simone Venturini padre:</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Auguro a mio figlio e a quello che presto nascerà, di poter vivere in un mondo più segnato dalla giustizia e dalla verità. Più che togliere, i figli mi danno l’energia necessaria per realizzare – se Dio vuole – i miei progetti di lavoro.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da ragazzo quali erano i tuoi sogni, le tue ambizioni?<img class="alignleft size-full wp-image-6647" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN1161b.jpg" alt="" width="551" height="414" /></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Di fare esattamente ciò che sto facendo adesso: scrivere libri sulla Bibbia ed abitare a Roma.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come si svolge una tua giornata lavorativa?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Mi alzo molto presto la mattina per recarmi nel mio ufficio, in via della Conciliazione 7. Nel pomeriggio scrivo i miei libri e, ovviamente, faccio del mio meglio per essere un buon marito ed un padre decente. Mi piace trascorrere molto tempo insieme a mia moglie e a mio figlio, perché sono l’unico e grande tesoro della mia vita.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un sogno che ti piacerebbe prima o poi realizzare:</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Aprire una scuola biblica destinata alla gente, dove spiegare il senso originale delle parole della Bibbia, in relazione alla nostra vita.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere: </em>Amare attraverso ciò che si fa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Cosa dà la felicità: </em>Gustare fino in fondo le piccole cose di una giornata</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il tuo più bel ricordo: </em>Il giorno del mio matrimonio</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il tuo peggior ricordo: </em>Una malattia</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Profumo preferito: </em>Gelsomino</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Una sera a cena con…. </em>J. K. Rowling</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? </em>Mezzo pieno</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il viaggio che vorresti fare: </em>Tibet</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…. </em>Riconosco di aver fatto ciò che potevo fare</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>
		<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-Dario-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" title="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" /></p>Dario Ballantini è un attore, pittore e trasformista. Oltre ad essere molto conosciuto dal grande pubblico per alcune sue interpretazioni di successo, all’interno del programma di “Striscia la notizia”, quali Valentino, Gianni Morandi, Margherita Hack e Vasco Rossi, è anche uno stimato pittore.  La sua passione per le arti figurative e per la pittura, l’hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-Dario-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" title="Dario Ballantini, Attore, Pittore E Trasformista" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fdario-ballantini-attore-pittore-e-trasformista%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p style="text-align: center"><strong>Dario Ballantini </strong>è un attore, pittore e trasformista. Oltre ad essere molto conosciuto dal grande pubblico per alcune sue interpretazioni di successo, all’interno del programma di “Striscia la notizia”, quali Valentino, Gianni Morandi, Margherita Hack e Vasco Rossi, è anche uno stimato pittore.  La sua passione per le arti figurative e per la pittura, l’hanno portato a partecipare a diverse mostre in cui ha esposto i suoi dipinti di arte contemporanea. Attualmente è impegnato con la mostra “Identità Artefatte”  esposta alla Mazzoleni Art Gallery di Alzano Lombardo (Bg), dal 28 aprile al 28 maggio 2012.<img class="size-large wp-image-6610 aligncenter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-Dario-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dario Ballantini e la pittura:</strong></span></p>
<p>Una misteriosa attrazione che dura da quando avevo 4 anni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Dario Ballantini e la tv:</strong></span></p>
<p>Un contatto continuo, grazie ad un programma storico come Striscia la Notizia, con chi ancora si meraviglia delle mie trasformazioni e che non voglio deludere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come nasce la tua passione per la pittura?</strong></span></p>
<p>Mio padre ed i miei zii dipingevano; Livorno, con i natali dati a Modigliani e Fattori a fare da contorno; oltre alla passione per i fumetti. In seguito il Liceo Artistico con un insegnante, che era un pittore espressionista.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa ti piace esprimere attraverso i tuoi quadri?</strong></span></p>
<p>Attraverso la mia arte figurativa, mi piace esprimere “il tutto” che c’è nell’essere umano. Un “tutto” che attira e spaventa.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che emozioni provi nel realizzare qualcosa di nuovo?</strong></span></p>
<p>Cerco di meravigliarmi, perché solo così credo che si possa meravigliare gli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci parli della mostra che stai presentando?<img class="alignright size-large wp-image-6611" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Dure-verit+á-carta-48x32-2011-691x1024.jpg" alt="" width="415" height="614" /></strong></span></p>
<p>La mostra “Identità Artefatte” è esposta alla Mazzoleni Art Gallery di Alzano Lombardo (Bg), dal 28 aprile al 28 maggio 2012.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Oltre ad essere un pittore sei anche un grande trasformista. Quanto lavoro c’è dietro le tue trasformazioni?</strong></span></p>
<p>Il vero lavoro è quello con la truccatrice e l’autore, il resto è puro istinto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di optare per una forma d’arte, quale sceglieresti?</strong></span></p>
<p>La regia cinematografica ed i testi di canzoni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è a tuo parere, il personaggio che più ti somiglia?</strong></span></p>
<p>Gino Paoli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A molti artisti capita di affezionarsi alle loro opere e quindi decidono di non separarsene. A te è mai capitato?</strong></span></p>
<p>Sì, ma mi fa molto piacere che qualcuno le voglia per sé. Di fatto non spariscono.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Per seguire le tue passioni, hai rinunciato a qualcosa di importante?</strong></span></p>
<p>Di sicuro, ho rinunciato a seguire giornalmente i miei figli, ma forse per loro è anche un bene. Per ora, ho rinunciato al teatro e anche a certi impegni culturali paralleli.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai mai attraversato dei momenti difficili? Quanto ti ha aiutato il Ballantini pittore e quanto il Ballantini trasformista?</strong></span></p>
<p>Ho attraversato molti momenti difficili in cui, entrambi i campi, mi hanno aiutato. La pittura, specialmente dal 2001, è riuscita ad aprirmi un nuovo mondo. Mi ha tolto dal senso unico in cui ero finito facendo solo Valentino in Tv,  così non solo ho aperto un nuovo ciclo di mostre, ma in più ho decuplicato i miei personaggi.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessero di ringraziare qualcuno per quello che sei diventato, chi ringrazieresti?</strong></span></p>
<p>Mio nonno, mio padre, Massimo Licinio il mio agente e naturalmente Antonio Ricci.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che voto ti daresti come pittore? E come attore?</strong></span></p>
<p>Come pittore 8 e mezzo, come attore 7, come trasformista 10.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da bambino dicevi “da grande farò….”</strong></span></p>
<p>Il pittore e l’attore, già da quando avevo 4 anni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Citazione preferita: </em>Ce ne sono tante, per ora scelgo: “Cambiar faccia 100 volte per far finta di essere un bambino” (Lucio Dalla)</p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia:</em> Tutto, soprattutto i cantautori italiani e Lucio Dalla</p>
<p><em>Davanti allo specchio ti guardi e…</em>. Faccio le smorfie e controllo i cambiamenti del viso</p>
<p><em>Il Comandamento più importante: </em>Ama il prossimo tuo come te stesso</p>
<p><em>Un peccato capitale: </em>L’odio.</p>
<p><em>Il viaggio che sogni di fare: </em>Dentro un bosco da solo, per incontrare un lupo</p>
<p><em>Come ti vedi tra 20 anni? </em>Spero di far ridere di più e magari di avere ruoli interessanti nel cinema e grandi collaborazioni, come è stato con le scenografie di Fossati</p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…</em> Quando ridono tutti i miei 3 figli..</p>
<p><em>Il tuo miglior pregio:</em> L’educazione ed il sesto senso</p>
<p><em>Il tuo peggior difetto: </em>La contorsione ed i continui auto interrogatori, nonché lo scetticismo<img class="size-full wp-image-6612 alignleft" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/valentino.jpg" alt="" width="384" height="576" /></p>
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		<title>Salvatore Spoto, Giornalista E Scrittore Italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="276" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Foto-del-27-02-12-alle-18.47-2-276x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" title="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" /></p>Salvatore Spoto è un giornalista e scrittore italiano. Ha lavorato per molti anni a Il Messaggero occupandosi di cronaca, cultura e turismo. Ha collaborato anche con il Resto del Carlino, Repubblica, Espresso e Panorama. È titolare di corsi di scrittura e laboratori di Giornalismo e Comunicazione. E’ autore di numerosi libri di ricostruzione storica, presentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="276" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Foto-del-27-02-12-alle-18.47-2-276x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" title="Salvatore Spoto, Giornalista e Scrittore Italiano" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fsalvatore-spoto-giornalista-e-scrittore-italiano%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Salvatore Spoto</strong> è un giornalista e scrittore italiano. Ha lavorato per molti anni a Il Messaggero occupandosi di cronaca, cultura e turismo. Ha collaborato anche con il Resto del Carlino, Repubblica, Espresso e Panorama. È titolare di corsi di scrittura e laboratori di Giornalismo e Comunicazione. E’ autore di numerosi libri di ricostruzione storica, presentati nelle maggiori rassegne editoriali, in Italia ed all’estero. Vanta prestigiosi riconoscimenti. Tra le sue opere sulla Sicilia, vanno menzionati “Sicilia antica”, “Sicilia normanna”,“Sicilia templare” e “I Gattopardi”, editi da Newton &amp; Compton, presenti anche nei cataloghi di librerie e di grandi università italiane ed estere.<img class="alignright size-full wp-image-6594" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Foto-del-27-02-12-alle-18.47-2.jpg" alt="" width="431" height="467" /></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Salvatore Spoto si racconta&#8230;.</strong></span></p>
<p>Posso dire di essere nato con la “penna in mano”. Avevo, infatti, meno di 10 anni quando cominciai a mandare miei scritti (barzellette e freddure) al “Corriere dei piccoli”. Me ne pubblicavano, pagandomi. Autofinanziavo l’acquisto di giocattoli e penne, queste ultime mi facevano gioire.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ama definirsi?</strong></span></p>
<p>“Dattilografo pensante”, è una frase nata per caso, svolgendo la professione di giornalista. Ricordo i turni di notte nella cronaca del primo giornale di Roma. Accadeva sempre qualcosa, soprattutto episodi luttuosi, proprio quando si stava per “chiudere” il giornale in tipografia. E allora era necessario “coprire” la notizia per evitare quello che viene definito “buco” in gergo. Bisognava scrivere, battendo rapidamente sui tasti, inseguiti dallo sguardo nervoso del “caporedattore di notte”, provando a capire e poi descrivere come poteva essere accaduto quell’episodio, buttando nel calderone delle parole buone manciate di “pare”, “sembra” e molto condizionali.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa significa per lei scrivere?</strong></span></p>
<p>Vivere, sognare, lavorare, guadagnare, per me scrivere è tutto, anche guarire. Impegnarmi in un libro è inizialmente un rito fatto di concentrazione, lunghe meditazioni nel corso della stesura della “scaletta” (quella che nel gergo teatrale viene chiamata “canovaccio”. E poi l’”attacco”, come lo chiamo, l’”incipit” come, invece, altri lo definiscono, che dev&#8217;essere forte, deciso, capace di catalizzare l’attenzione del lettore fin dalle prime parole. Questo lavoro per me significa anche benessere. A prescindere dalla sorte del libro, scrivere mi fa bene. Aiuta, infatti, a estraniarsi dal mondo e, quindi, di liberarsi da lacci e laccioli mentali procurati dallo stress quotidiano. La nascita del mio primo libro è legata a uno di quei periodi scuri che capitano ai giornalisti che non gradiscono “padroni”. Capitò un periodo che vide la mia penna inerte. Mi davano lo stipendio ma non passavano lavoro. Ero in punizione. Così decisi di scrivere un libro. Nacque la “Storia delle carte da gioco”, non sapevo e non so giocare, ma i Tarocchi finirono per rivelarmi la loro origine. E scaccia lo stress.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa si sta dedicando attualmente?</strong></span></p>
<p>Testi di narrativa, puntando a scoprire personaggi ed eventi sorprendenti. Penso anche al teatro. Sto lavorando a casi e personaggi, soprattutto antichi, che sembrano anticipare la società moderna. Credo che il lettore abbia bisogno di punti di riferimento nella storia per orientarsi nella società moderna.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto più bello del suo lavoro?</strong></span></p>
<p>La creatività, le emozioni che procura, il sorriso di sincera gratitudine dei lettori. Mi piace incontrare i giovani, seguirli, dedicare loro il mio tempo disponibile. Sotto l’aspetto personale, la mia vita di scrittore mi tiene molto vicino a Liliana, mia moglie. E’ la mia principale collaboratrice: la prima a leggere la “scaletta” e a correggere la bozza iniziale del libro. Abbiamo firmato insieme un libro dedicato all’antico porto imperiale di Roma che ha arricchito con le sue splendide fotografie.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cos’è la noia per uno scrittore?</strong></span></p>
<p>La rilettura dei testi, il cosiddetto “editing”, vale a dire l’individuazione dei refusi. È anche uno stato che rischia di farmi riscrivere il libro. Debbo controllare la forte carica di autocritica, incanalandola sui giusti binari. Credetemi, è noioso mettersi in discussione per poi concludere sull’inutilità di farlo senza motivazione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come immagina i suoi lettori?</strong></span></p>
<p>Attenti, giustamente esigenti. Faccio di tutto per dare notizie e sorprenderli. Anche perchè un libro ha un costo. È giusto ripagare chi ha scelto di spendere soldi per una lettura che ritiene valida.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E lei, che tipo di lettore è?<img class="alignleft size-full wp-image-6595" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/IIo-e-Liliana-029x.jpg" alt="" width="454" height="340" /></strong></span></p>
<p>Sono un lettore molto attento non solo allo svolgimento della trama ma anche alla costruzione grammaticale del testo. Critico al massimo, come lo sono i giornalisti. Non dimentico, infatti, di essere nato nella culla giornalismo e, tra le mie specializzazioni, c’è la critica letteraria.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ha dedicato molti dei suoi libri alla storia romana e più in generale a quella dell’Italia. Ma cos’è per lei la storia?</strong></span></p>
<p>Un viaggio nel passato per cercare i germogli della moderna civiltà con i propri pregi e difetti. La storia, non solo quella che viene insegnata a scuola, è una materia fondamentale per la crescita sociale. Bisognerebbe scavare nei periodi storici e tra i personaggi per conoscerli come modelli del futuro da proiettarli nel presente. Il principio enunciato da Giambattista Vico sui “corsi e ricorsi storici” è profondamente vero.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcosa che non ha fatto e che invece avrebbe voluto fare in questi anni di carriera?</strong></span></p>
<p>Creare un nuovo giornale per dare lavoro a tanti giovani. Purtroppo non si vive di utopie, aprire ai giovani le porte di una redazione significa assicurare loro un giusto compenso. Io non avrei potuto farlo. Non sono un organizzatore e non so chiedere soldi a nessuno. Meglio, dunque, non creare illusioni.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Da cos&#8217;è nata la sua passione per il giornalismo?</strong></span></p>
<p>Dalla passione per lettura, da ragazzo ho iniziato a divorare libri, e l’amore per la scrittura che è il mio miglior modo per esprimermi. Da giovane, quand&#8217;ero colpito da una donna, non stavo a biascicare melasse parole, ma le scrivevo. A Liliana, allora fidanzata, ho scritto una lettera al giorno per la durata del fidanzamento.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nella sua carriera, ci sono state alcune occasioni in cui le è costato dire la verità?</strong></span></p>
<p>Tante, alcune mi sono costate care e ho subito violenza, ma ho fatto il mio dovere. Per essere sincero mi è capitato di essere umiliato, ma ne sono sempre uscito a testa alta.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nel corso della sua carriera, ha incontrato delle difficoltà? In che modo e grazie a chi le ha superate?</strong></span></p>
<p>Forza di volontà e attaccamento alla mia professione. Soprattutto sono stato caparbio. Da giovane, ancora collaboratore esterno, mi guadagnai l’assunzione come premio per avere portato notizie che nessun giornale era riuscito a conoscere. Bisogna sempre ricordare il principio “volere è potere”.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Si ricorda uno dei suoi articoli che ha generato più reazioni?</strong></span></p>
<p>In un trentennio e oltre, non sono mancate reazioni. Ricordo, per esempio, l’inchiesta sui “canoni neri” nelle spiagge, ma è uno di una lunghissima lista, che comprende anche aggressioni nei miei confronti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Lei in 3 pregi e in 3 difetti: </strong></span><strong> </strong></p>
<p>Pregi: romantico, creativo, deciso. Difetti: pigro, disordinato, svagato</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Com’è nel privato Salvatore Spoto? Cosa le fa più paura?</strong></span></p>
<p>Voglia di uscire, amante e giocherellone con i gatti di casa, aspirante cuoco costretto a recedere causa bruciature da olio o acqua calda, timoroso della proteste di moglie e amici per pasta scotta o insipida. La paura? Perdere un testo, scritto con passione e impegno, salvato su una “penna” da portare a un editore, ma che non riesco a trovare.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E cosa la rende felice?</strong></span></p>
<p>I Premi letterari, quando mi vengono conferiti come riconoscimento del mio lavoro, indubbiamente sono motivo di grande felicità. Tra i tanti, dal “Premio Telamone” al “Premio letterario delle Regioni d’Italia” ed altri, recentemente mi è stato consegnato il “Premio Antica Ostia”, su segnalazione degli amici dell’Associazione culturale “Clemente Riva” che si batte per la cultura organizzando una “Fiera del libro” destinando i fondi in beneficenza. Aiutare la gente a vincere le ingiustizie. L’aver scelto di fare il cronista “da marciapiede”, restando il meno possibile in redazione, ha reso la mia professione molto sacrificata e rischiosa, ma mi ha appagato professionalmente e umanamente perchè mi ha permesso di conoscere bassezze e grandezze dell’umanità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un consiglio a chi vorrebbe seguire le sue orme:</strong></span></p>
<p>Chi sogna di fare il giornalista o lo scrittore sappia che si troverà solo davanti a strade in salita ripida e aspra. Non pensate che siano utili le raccomandazioni: sono professioni dove si vince per capacità. Vale chi scrive cose che piacciono ai lettori di giornali o libri. Se una “penna” non piace, non avrà futuro. Questo significa che occorre seria e dura preparazione. Occorre confrontarsi con gli altri, capire dove e perchè si è inferiori. Mai essere invidiosi ma cercare di “studiare” stile e tecnica di chi è considerato bravo. Uno che vale, prima o dopo, troverà la strada.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Se potesse essere un libro o un personaggio di un libro, chi sarebbe?</em> “Il milione” di Marco Polo</p>
<p><em>Il libro sul comodino: </em>Il comodino è un&#8217;appendice della biblioteca che conta migliaia di libri. Ci sono testi digiovani aspiranti scrittori che mi chiedono consigli sui loro testi, ma anche libri di avventura, viaggi, psicologia&#8230;ma il mio “amico” della notte è il poeta romano Catullo.</p>
<p><em>Citazione preferita: </em>Una rosa nel cuore, il pugnale tra i denti ( come dire: sentimento, solidarietà ma anche decisione, costi quel che costi, per raggiungere un obiettivo)</p>
<p><em>Scrittore preferito: </em>Tanti, non vorrei fare torti a nessuno….ne cito un paio: Italo Calvino e Ercole Patti</p>
<p><em>La frase di un tuo libro che preferisce…</em> Non voglio ricordare qui tutte le pagine di Seneca….è il saggio per eccellenza!</p>
<p><em>Cosa le fa più paura? </em>Il timore di non riuscire a offrire ai lettori un libro capace di soddisfarli appieno</p>
<p><em>Cosa non deve mancare sulla sua scrivania: </em>Una candela profumata o un incenso che brucia, mi conciliano i pensieri quando scrivo</p>
<p><em>Ciò che non farebbe mai: </em>Ingannare una persona, soprattutto se ripone fiducia in me.</p>
<p><em>Passatempo preferito: </em>Raccontare la natura e l’umanità con la fotografia</p>
<p><em>Il viaggio che vorrebbe fare:</em> Il giro del globo terraqueo in nave per incontrare il mondo e raccontarlo</p>
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		<title>Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999399-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" title="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" /></p>Alessandro Baronciani, illustratore e grafico pubblicitario, ha iniziato diversi anni fa, disegnando storie a fumetti che spediva in tutta Italia per abbonamento. L&#8217;anno scorso ha scritto e disegnato il suo primo romanzo per ragazzi, intitolato Mi ricci! Edito da Rizzoli. Si tratta di una storia a tre, in cui vengono raccontati tutti gli errori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999399-200x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" title="Alessandro Baronciani, Illustratore E Grafico Pubblicitario" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Falessandro-baronciani-illustratore-e-grafico-pubblicitario%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Alessandro Baronciani,</strong> illustratore e grafico pubblicitario, ha iniziato diversi anni fa, disegnando storie a fumetti che spediva in tutta Italia per abbonamento. L&#8217;anno scorso ha scritto e disegnato il suo primo romanzo per ragazzi, intitolato Mi ricci! Edito da Rizzoli. Si tratta di una storia a tre, in cui vengono raccontati tutti gli errori del T9, il famoso dizionario che velocizza la scrittura con la tastiera del cellulare a 9 tasti.  Attualmente sta lavorando ad una storia a fumetti per la Feltrinelli e sta piantando degli oleandri.<img class="alignright size-full wp-image-6590" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999399.jpeg" alt="" width="427" height="640" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Alessandro Baronciani?</strong></span></p>
<p>Questa è una domanda un po’ complicata. Ti rispondo con una frase di Paolo Rumiz , per cui ho illustrato il suo primo libro per ragazzi. Diceva che non sappiamo chi siamo, fino a quando non parliamo con gli altri. Solo così possiamo capire chi siamo. Ognuno di noi può scoprire se stesso e può farlo solo confrontandosi con gli altri.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stata l’esigenza che ti ha avvicinato al disegno?</strong></span></p>
<p>Il disegno è stata sempre la mia più grande passione. Alle elementari, la mia maestra mi consigliò di frequentare la scuola del libro di Urbino. Si tratta di una scuola molto importante per il disegno e il cinema d&#8217;animazione, da cui escono tanti illustratori. Finite le medie mi ricordai della frase della mia maestra e decisi di andare ad Urbino per frequentare le scuole superiori, nonostante la distanza, gli orari e tutto il resto.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di rapporto hai con il disegno?</strong></span></p>
<p>Da che io mi ricordi, ho sempre disegnato. Ho cominciato da piccolino. Imitavo mio fratello mentre faceva i compiti. Mia madre mi ha raccontato che ancora non camminavo e già desideravo disegnare! Mi dicevano tutti che ero bravo, così ero sempre motivato a farlo.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci descrivi il tuo percorso professionale in tre tappe principali:</strong></span></p>
<p>La prima tappa è stato l’Istituto d’Arte, ora liceo, di Urbino, poi ho proseguito facendo il corso di perfezionamento, sempre all&#8217;Istituto d&#8217;Arte, infine sono andato a Milano. Ho fatto uno stage in un’agenzia pubblicitaria, quando ancora gli stage erano un vero e proprio apprendistato. Durò un mese e poi iniziai a lavorare come visualizer, disegnavo gli story-board per gli spot pubblicitari. Successivamente sono diventato art junior, poi art director e poi sono scoppiato. Lavorare all&#8217;interno di un’agenzia era davvero pesante. Ho sempre girato col mio portfolio e quando decisi di farlo full time, andai ad aprire una partita iva. Ho lavorato tanto per la scolastica, cioè i libri di testo degli studenti, per iniziare sono il vero pane quotidiano dell’illustratore e parallelamente, producevo storie a fumetti che poi spedivo per abbonamento, in tutta Italia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Lavori ad alcuni libri per ragazzi. Ci parli di quest’esperienza?</strong></span></p>
<p>Ho sempre disegnato libri per ragazzi. Sto lavorando con Feltrinelli per una collana di saggistica/romanzo per ragazzi. Il primo titolo riguarda la caduta del muro di Berlino. Ho anche illustrato i libri di Mauro Corona e Skarmeta. L&#8217;anno scorso ho realizzato il mio primo romanzo per ragazzi, scritto e disegnato. Si intitola Mi ricci! Ed è uscito per Rizzoli. Si tratta di una storia a tre, in cui vengono raccontati tutti gli errori del T9, il famoso dizionario che velocizza la scrittura con la tastiera del cellulare a 9 tasti. Pubblicare questo libro è stato un piccolo grande traguardo personale; dato che di solito avevo il tre fisso sul tema di italiano.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La fantasia è una prerogativa importante ed essenziale per un fumettista. Ma quanto aiuta averla nella quotidianità?</strong></span></p>
<p>Per me la fantasia coincide con la creatività. Forse oggi abbiamo bisogno più della creatività che della fantasia. Quando sento parlare di fantasia, arrivano sempre gli orchi, gli elfi, i draghi e le fatine. La creatività, invece, ti salva dalla quotidianità. È quella che ti aiuta a capire che, con una cassettiera dell’Ikea e due viti in più, puoi farci venire fuori un tavolino per bambini. Pensa a Munari che parlava di riutilizzo quando ancora non esisteva il concetto di riciclo. Una filosofia che viene direttamente dai nostri genitori, i quali prima di buttare qualcosa, la riciclavano 3/4 volte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>Adesso sto lavorando ad una storia a fumetti che spero uscirà per Lucca. Poi sto piantando a terra degli oleandri. Prima abitavo in un attico, al terzo piano senza ascensore, ora ho traslocato al piano terra e ho un giardino. Nel vaso non riuscivano più a vivere bene e con la neve, stavano quasi per bruciarsi le radici.<span style="color: #800000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è la persona che stimi maggiormente? E quella di cui temi più il giudizio?</strong></span></p>
<p>Non so…Perché dovrei temere un giudizio? Anche tra fumettisti c&#8217;è una sana competizione, tipo Sasuke e Naruto. Se ci critichiamo è solo per spingere un po’ più in là i nostri limiti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Il successo ti ha cambiato? E in che modo ha cambiato il tuo rapporto con genitori ed amici?</strong></span></p>
<p>Il successo? Oh, non so se esiste il successo. Nella mia professione devi sempre produrre cose nuove, nessuno ti segue per principio. Riguardo ai miei genitori, mia mamma non ha mai ben capito cosa stia facendo, però penso sia contenta di quello che faccio. Invece quando lasciai l’agenzia pubblicitaria per mettermi in proprio, mia nonna mi chiese “Ma nella fabbrica dove lavoravi, non ti trovavi bene?”…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è qualcosa ti autobiografico nei tuoi fumetti?<img class="alignleft size-full wp-image-6591" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/L9999364.jpeg" alt="" width="426" height="640" /></strong></span></p>
<p>C’è sempre qualcosa di autobiografico, come le città, i luoghi, anche perché non riesco a disegnare cose che non ho mai visto. Oltre a disegnare cose che avrei voluto accadessero nella realtà. Non so se ti è mai capitato di voler dire qualcosa a qualcuno, magari al tuo ragazzo quando vi siete lasciati, cose che alla fine ti sono venute in mente soltanto quando sei tornato a casa. Ecco, in quell’istante finisce l’autobiografia e inizia la storia. Quando dici quelle due frasi che avresti voluto dirgli e non ci sei mai riuscita. Nella sceneggiatura, nei fumetti, c’è sempre questa seconda possibilità.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è stato qualcuno che ti ha aiutato nel tuo percorso professionale?</strong></span></p>
<p>I miei insegnanti di scuola. Ho incontrato tanti insegnanti che potrebbero essere definiti dei &#8220;maestri&#8221;. Un’altra persona che esattamente non è stato un vero insegnante, è colui che mi ha chiamato a fare lo stage in agenzia pubblicitaria. È Michele Tranquillini, un illustratore che lavora ancora oggi per il Corriere della Sera.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa fai nel tuo tempo libero?</strong></span></p>
<p>Disegno. Il mio tempo libero lo trascorro disegnando, a meno che non stia piantando una siepe di oleandri. Perché i disegni fatti nel tempo libero, sono diversi rispetto a quelli che fai quando stai lavorando.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Durante la tua carriera, c’è stato un momento in cui hai desiderato mollare tutto e andare via?</strong></span></p>
<p>No, però è stato difficile il periodo in cui lavoravo come art director in agenzia pubblicitaria.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>La svolta della tua vita?</strong></span></p>
<p>Ogni volta che mi taglio i capelli per me è una svolta. Decidere così improvvisamente di cambiare così tanto, per me è una svolta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Cosa c’è sotto il tuo letto: </em>Polvere.</p>
<p><em>Profumo di un viaggio: </em>Olio di argan.</p>
<p><em>Capo d’abbigliamento preferito:</em> Maglione di lana nera.</p>
<p><em>Ieri, oggi o domani:</em> Venerdì, sabato e domenica.</p>
<p><em>Il più bel gesto che si possa ricevere:</em> Un bacio.</p>
<p><em>Se fossi un peccato capitale saresti: </em>Lussuria.</p>
<p><em>L’oggetto che non butterai mai: </em>L’alzata.</p>
<p><strong>Foto di Gabriele Nastro</strong></p>
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		<title>Howard Carter</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Andreatini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="177" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/image-300x177.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Howard Carter" title="Howard Carter" /></p>Howard Carter (Swaffham, 9 maggio 1874 – Londra, 2 marzo 1939) , Archeologo ed egittologo britannico, scopritore della tomba di Tutankhamon. Howard Carter nasce in una famiglia dalle poche risorse economiche. Suo padre, Samuel John Carter, lavorava dipingendo ritratti di famiglia per l&#8217;Illustrated London News in qualità di pittore ed illustratore dal grande talento. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="177" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/image-300x177.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Howard Carter" title="Howard Carter" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fhoward-carter%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-6584" title="Howard Carter" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/image.jpeg" alt="Howard Carter" width="456" height="270" /></p>
<p>Howard Carter (Swaffham, 9 maggio 1874 – Londra, 2 marzo 1939) , Archeologo ed egittologo britannico, scopritore della tomba di Tutankhamon.</p>
<p>Howard Carter nasce in una famiglia dalle poche risorse economiche. Suo padre, Samuel John Carter, lavorava dipingendo ritratti di famiglia per l&#8217;Illustrated London News in qualità di pittore ed illustratore dal grande talento.</p>
<p>In questo ambiente, Howard Carter, imparò a sua volta a disegnare facilmente ad acquerello senza però mostrare un particolare talento.</p>
<p>Grazie al padre Howard Carter ebbe la possibilità di conoscere uno dei più grandi collezionisti di antichità egizie dell&#8217;Inghilterra, il barone William Amhurst Tyssen-Amherst, che abitava in un paese vicino a quello del futuro archeologo; fu qui che iniziò ad amare la civiltà egizia. Da questo avvenimento si schiusero le porte al futuro di Howard Carter, il barone presentò il giovane all&#8217;egittologo Percy E. Newberry che lo prese in simpatia.</p>
<p>Newberry consigliò Howard Carter come disegnatore per una spedizione in Egitto finanziata dal British Museum allo scopo di riprodurre ad acquerello le pitture tombali ed altri reperti archeologici.</p>
<p>Biografia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Carter" target="_blank">Howard Carter</a></p>
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		<title>Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#8217;Arte E Spettacolo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 13:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Man]]></category>
		<category><![CDATA[Doppiaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1597-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" title="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" /></p>Andrea Dianetti, giovane attore da sempre appassionato d&#8217;arte e spettacolo, inizia i suoi studi con De Pascalis (Accademia Gigi Proietti). Nel 2005 con il programma mediaset &#8220;Amici&#8221;, approda in tv, per poi continuare con varie trasmissioni televisive e Fiction tv, quali &#8220;Camera Cafè&#8221;, &#8220;I Cesaroni&#8221;, &#8220;La Ladra&#8221;, &#8220;Un medico in famiglia&#8221;, &#8220;I delitti del cuoco&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="199" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1597-199x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" title="Andrea Dianetti, Giovane Attore Appassionato D&#039;Arte E Spettacolo" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fandrea-dianetti-giovane-attore-appassionato-darte-e-spettacolo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Andrea Dianetti</strong>, giovane attore da sempre appassionato d&#8217;arte e spettacolo, inizia i suoi studi con De Pascalis (Accademia Gigi Proietti). Nel 2005 con il programma mediaset &#8220;Amici&#8221;, approda in tv, per poi continuare con varie trasmissioni televisive e Fiction tv, quali &#8220;Camera Cafè&#8221;, &#8220;I Cesaroni&#8221;, &#8220;La Ladra&#8221;, &#8220;Un medico in famiglia&#8221;, &#8220;I delitti del cuoco&#8221; e altre ancora, fino ad un ruolo di presentatore nella trasmissione &#8220;Staraoke&#8221;, in onda su Cartoon Network e Boing. Debutta in teatro con numerosi Musical, quali &#8220;A un passo dal sogno&#8221;, &#8220;Lungomare&#8221;, &#8220;Svegliati e Sogna&#8221;, per la regia Marco Mattolini e spettacoli teatrali, spesso scritti da lui stesso. Approda anche nel cinema con i film &#8220;Un attimo sospesi&#8221; di Peter Marcias, e &#8220;Tempo di Reazione&#8221; di Antonio Micciulli. Si è dedicato anche al doppiaggio, studiando con Roberto Chevalier e con personaggi del calibro di Massimiliano Bruno e Giorgio Albertazzi. Quest&#8217;anno ha finito di scrivere e sta portando in scena &#8220;Nemmeno un uragano&#8221;, spettacolo che lo vede Protagonista ed autore insieme ad Antonio Nobili.<img class="alignright size-large wp-image-6579" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1597-680x1024.jpg" alt="" width="476" height="717" /><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Andrea Dianetti?</strong></span></p>
<p>Un giovane ragazzo che spera, nella vita, di vivere del suo mestiere. Insomma, uno come tanti.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono state le tappe più importanti della tua vita?</strong></span></p>
<p>Sinceramente è difficile scegliere dei punti chiave della propria vita/carriera, soprattutto alla mia età. Me la rifate tra 20 anni questa domanda?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Televisione o Teatro? E perché?</strong></span></p>
<p>Entrambi, non per fare il politically correct, ma semplicemente perché entrambi danno un qualcosa di diverso a chi lo fa. Sono emozioni completamente differenti. La televisione è fantasiosa, curiosa e completamente in continua “diffusione”. Il teatro è intimo, personale, mistico e ha quel contatto con il pubblico che non trovi da nessun’altra parte.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
<p>A più cose, vengo fuori da un anno particolarmente fortunato. Quattro spettacoli teatrali, tra cui uno con il grande Giorgio Albertazzi e Massimiliano Bruno. Una commedia musicale “BollyRome” e una scritta da me: “Nemmeno un Uragano”. Ho appena terminato un mediometraggio sul sociale, come coprotagonista con un cast d’eccezione quale Ricky Tognazzi e Francesco Pannofino.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come ti vedi tra 10 anni?</strong></span></p>
<p>Alto biondo con gli occhi azzurri. Mi vedo spero in uno show tutto mio&#8230; una sorta di “ilpiugrandespettacolodopoilweekend”. Fiorello? un mito sì..</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi ha sempre creduto nelle tue capacità?</strong></span><strong> </strong></p>
<p>La mia famiglia, sempre&#8230; costantemente, anche quando perdevo le speranze.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano le tue passioni da bambino?</strong></span></p>
<p>Ne ho avute poche devo dire, perché qualcosa mi riportava sempre alle recite, agli spettacoli, alla tv. Ricordo però che volevo essere un supereroe. E’ un desiderio che coltivo ancora…</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’episodio più imbarazzante che ti è capitato durante la tua carriera?</strong></span></p>
<p>Questa è una bella domanda. Probabilmente quando ho voluto far alzare durante uno spettacolo una persona, che EVIDENTEMENTE non poteva. Purtroppo solo io non me ne resi conto&#8230; che figuraccia.<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come vivi la notorietà?</strong></span></p>
<p>Dopo il Talent, è stato davvero travolgente l’essere riconosciuto e anche seguito a volte. Penso che la notorietà sia come il colesterolo&#8230;va tenuta sotto controllo! SEMPRE!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale pensi sia il tuo talento?</strong></span></p>
<p>Far credere di averne uno. (scherzo..) Dico cavolate e la gente ci crede&#8230;simpatica come cosa no?</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono i ruoli che preferisci interpretare? E quali, al contrario, preferiresti lasciare agli altri?</strong></span></p>
<p>Penso sia ancora presto per aver ben chiaro un ruolo a me ostile o viceversa. Sicuramente, quelli comici mi riescono più facili da interpretare. Ma alcuni amici e anche tuoi colleghi, sostengono che son sprecato in quei ruoli….Mah!</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quale film ti piacerebbe interpretare?</strong></span></p>
<p>Una commedia, ma di quelle che fanno anche riflettere. Quella “dolce nostalgia” per capirci.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai lavorato con grandi attori del panorama televisivo italiano. Quale tra questi ti ha colpito maggiormente? E chi, invece, ti ha un po’ deluso?</strong></span></p>
<p>Deluso&#8230;non te lo dirò mai e già lo sai.<br />
Colpito particolarmente da Albertazzi, per la sua immensa sapienza e capacità di muoversi in qualsiasi ruolo e da Massimo Lopez e Massimiliano Bruno per la loro umanità. Due persone stupende a mio parere.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quando hai bisogno di una guida, a chi ti rivolgi?<img class="alignleft size-large wp-image-6580" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/DSC_1839-681x1024.jpg" alt="" width="409" height="614" /></strong></span></p>
<p>A qualcuno che c’è sempre&#8230; Da lassù. E non è il boss.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Presente, passato o futuro:</em> Animatore turistico – Attore &#8211;Salma?</p>
<p><em>Il giorno più bello della tua vita: </em>La nascita di mia sorella</p>
<p><em>Cosa non sopporti nella gente:</em> L’incoerenza</p>
<p><em>Una triste verità o una bella bugia?</em> Bella bugia</p>
<p><em>La persona che stimi di più: </em>Mia madre</p>
<p><em>Cosa canti sotto la doccia?</em> Baglioni</p>
<p><em>L’ultimo regalo ricevuto:</em> Un bellissimo portafoglio</p>
<p><em>Citazione preferita:</em> “La bellezza è l’armonia delle imperfezioni”</p>
<p><em>Cosa ti fa più paura?</em> La solitudine</p>
<p><em>Libro sul comodino:</em><strong> </strong>L’ombra del vento</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="214" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/cappi-official-per-libri-214x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" title="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" /></p>Andrea Carlo Cappi, scrittore e traduttore, è una delle figure più attive nel campo della letteratura di genere, in Italia: giallo, avventura, spionaggio e fantastico.  E’ anche un autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi; consulente editoriale, curatore di collane, direttore editoriale, traduttore da inglese e spagnolo, organizzatore di eventi, fotografo e illustratore. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="214" height="300" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/cappi-official-per-libri-214x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" title="Andrea Carlo Cappi, Una Delle Figure Più Attive Nel Campo Della Letteratura" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fandrea-carlo-cappi-una-delle-figure-piu-attive-nel-campo-della-letteratura%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Andrea Carlo Cappi, </strong>scrittore e traduttore, è una delle figure più attive nel campo della letteratura di genere, in Italia: giallo, avventura, spionaggio e fantastico.  E’ anche un autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi; consulente editoriale, curatore di collane, direttore editoriale, traduttore da inglese e spagnolo, organizzatore di eventi, fotografo e illustratore. Da anni si occupa di questioni spionistiche nella realtà e nella narrativa: ha pubblicato sei romanzi di spionaggio, ha collaborato alla sceneggiatura del serial di Radio Rai Mata Hari, ha scritto per la rivista &#8220;Delitti &amp; Misteri&#8221;. E&#8217; noto anche per i suoi romanzi originali su celebri eroi del fumetto italiano (Martin Mystère, Diabolik &amp; Eva Kant) e per i suoi saggi su James Bond. Nel 2000, ha fondato il mystery magazine “M-Rivista del Mistero”, di cui è direttore editoriale.<img class="alignright size-large wp-image-6576" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/cappi-official-per-libri-730x1024.jpg" alt="" width="584" height="819" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Andrea, come nascono le tue storie?</strong></span></p>
<p>Da molti stimoli diversi. A volte arriva l&#8217;idea per un titolo e vado a scoprire qual è la storia che vi si nasconde dietro. Altre volte c&#8217;è una situazione che si porta dietro una vicenda dai contorni ancora indefiniti. Altre volte ancora, parto da un fatto reale, come la morte di Lady Diana: in quel caso, da studioso di intrighi, ho avuto subito dubbi sulla versione ufficiale e ho scritto il romanzo <em>Ladykill/Morte accidentale di una lady</em>, per raccontare un&#8217;altra spiegazione possibile. Oppure, semplicemente, i miei personaggi continuano a vivere anche quando non mi occupo di loro e dopo un po&#8217; reclamano la mia attenzione.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei sempre stato attratto dalla letteratura noir?</strong></span></p>
<p>Come lettore «giallo» sono partito da Diabolik e dal thriller spionistico-avventuroso, passando poi attraverso Agatha Christie, ma anche Richard Stark, risalendo a Edgar Allan Poe, per poi arrivare alla stagione di Hammett e Chandler e tornare alle spie con Fleming e Le Carré, passando in parallelo attraverso Scerbanenco e approdando al noir spagnolo e latino-americano, che sono stati l&#8217;ultimo contributo formativo a quello che scrivo. L&#8217;attrazione verso un certo tipo di letteratura c&#8217;è sempre stata, ma con tantissime sfumature.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come riesci a spaziare dal noir alla fantascienza, dall’horror al fantasy, fino ad arrivare alle storie umoristiche?</strong></span></p>
<p>Mi viene naturale, fin da quando ho cominciato a scrivere. Dipende dall&#8217;ispirazione e dall&#8217;umore&#8230; o anche semplicemente dal fatto che ogni tanto, sono invitato a partecipare a una certa antologia, per cui occorre un racconto di un tipo piuttosto che un altro, compresa la commistione tra generi. Da qualche tempo, con uno o due racconti all&#8217;anno, sto portando avanti la saga di fantascienza di Padre Stanislawsky, che può sfiorare il giallo e sconfinare nell&#8217;horror; l&#8217;avevo in mente dagli anni Ottanta, ma si è concretizzata solo ultimamente, soprattutto grazie alle antologie di fantascienza di Bietti. Le storie del Cacciatore di Libri, cominciate nel 1993, passano di volta in volta da un genere all&#8217;altro, dal giallo al fantastico, sempre con un pizzico di ironia. I racconti umoristici nascono come le mie storie di genere, aumentando la dose di ironia fino a sfociare nel deliberato paradosso.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Hai curato anche la traduzione di alcuni testi,  ma quanto lavoro c’è dietro la traduzione di un testo?</strong></span></p>
<p>In realtà ho perso il conto delle traduzioni, ne ho fatte parecchie decine. Ci sono casi in cui occorre documentarsi per tradurre anche un romanzo, che al lettore potrà sembrare relativamente semplice: con <em>Ice Limit</em> di Preston &amp; Child e con alcuni romanzi di James Bond di Raymond Benson, più che il dizionario consultavo il <em>Manuale dell&#8217;ingegnere</em>. A volte serve documentarsi persino per fare una revisione: quando ho curato l&#8217;edizione integrale dei classici noir <em>Rififi </em>(Le Breton) e <em>Grisbi </em>(Simonin), rivedendo traduzioni di cinquant&#8217;anni prima, tenevo sotto gli occhi una guida di Parigi dell&#8217;epoca. Ma l&#8217;aspetto più importante per un traduttore è quello di entrare nella mente dell&#8217;autore e riscrivere fedelmente il suo libro, come se fosse stato pensato in italiano, mantenendo stile, atmosfere e ritmo dell&#8217;originale.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te, è più noir la letteratura noir o la realtà di oggi?</strong></span></p>
<p>La realtà è sempre noir, non solo oggi. Ho finito di scrivere da pochi minuti un libro su Marilyn Monroe, di prossima uscita da Aliberti: una storia di cinquant&#8217;anni fa, in cui appaiono crimine organizzato, servizi segreti&#8230; vizi segreti. Ne <em>Le grandi spie</em>, uscito due anni fa da Vallardi, raccontavo un secolo di complotti e operazioni clandestine. Con Paolo Brera l&#8217;anno scorso ho pubblicato da Sperling un romanzo di intrighi ambientato durante il Risorgimento, <em>Il Visconte</em>, che va indietro di 150 anni e si basa su parecchie vicende e personaggi reali di quei tempi: noir anche allora. Rispetto alla realtà, la letteratura ha solo l&#8217;obbligo di essere un po&#8217; più coerente e un po&#8217; più&#8230; verosimile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Solitamente uno scrittore tende ad affezionarsi ai personaggi creati dalla sua penna. Tu a quale sei più legato? E perché?</strong></span></p>
<p>Avendone parecchi, a cui si sono aggiunti anche alcuni che non ho ideato io (Martin Mystère, Diabolik &amp; Eva Kant), la scelta è difficile. Quello su cui ho scritto di più è Mercedes «Nightshade» Contreras, sette romanzi in dieci anni, l&#8217;ultimo dei quali esce in agosto in edicola da Segretissimo Mondadori. Quello a cui forse sono più legato, è il mio alter ego noir, cioè Carlo Medina, protagonista di parecchi racconti e due romanzi. Lui è ciò che sarei potuto diventare se nella mia vita fossero successe un paio di cose che per fortuna non sono accadute. Ma, se fossi diventato come lui, a me non sarebbero capitate parecchie cose negli ultimi quindici anni. Perché Medina, pur avendo una specie di codice etico, non esita a utilizzare metodi criminali e avrebbe rimosso i responsabili, prima che diventassero dannosi. A me invece non rimane che mettere sulla sua strada personaggi che somiglino ad alcune persone del mondo reale, in modo da punirle simbolicamente sulla carta.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Cosa pensi della realtà editoriale italiana? </strong></span></p>
<p>Un mondo in cui Medina avrebbe parecchio da lavorare. Dopo anni che la televisione non solo fa concorrenza nell&#8217;intrattenimento di massa, ma lancia anche il messaggio «chi legge è uno sfigato», i lettori sono in via di estinzione. Molti editori allora si tuffano su prodotti tele-derivati – le ricette delle conduttrici, per esempio – o su mode editoriali sempre più transitorie: un giorno i templari, un altro i vampiri teenager. Si obietterà che il thriller va sempre bene. Dipende da editori e addetti marketing: quando capitano quelli privi di gusto e di cervello, ti senti bollare come «autore di nicchia» e non importa se la «nicchia» conta un numero di lettori sufficiente per un bestseller, ti devono boicottare. Ho visto persino un ufficio marketing portare al fallimento una casa editrice: dopo essersi liberati di tutti gli «autori di nicchia» sono rimasti anche senza lettori.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stata la svolta della tua vita?</strong></span></p>
<p>Primavera 1991. Partecipai a un concorso di RadioRai, dicendo a me stesso che quella sarebbe stata l&#8217;ultima volta che avrei inviato un dattiloscritto, perché forse non ero nato per fare lo scrittore. Dopo una settimana ricevetti una telefonata: la mia storia era piaciuta, ero invitato a espanderla e a scrivere altri soggetti, per diventare un collaboratore fisso del programma. La burocrazia della Rai cancellò questo successo improvviso e il programma per cui ero stato reclutato; non vidi una lira, ma da quel momento <em>sapevo </em>di essere uno scrittore. Ci misi altri due anni, lottando per non scomparire di nuovo nell&#8217;oblio e nel 1993, cominciò la collaborazione con <em>Il Giallo Mondadori.</em></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>C’è un aspetto di te sconosciuto al pubblico?</strong></span></p>
<p>Credo di no. Dopo trenta libri, oltre un centinaio di racconti e anni di presenza quotidiana su Facebook, per chi mi segue l&#8217;unico aspetto della mia vita su cui cerco sempre di mantenere un velo di discrezione, sono le questioni sentimentali, quando ce ne sono. Poi c&#8217;è ancora gente che pensa che, essendo uno scrittore, passi le serate a divertirmi, mi svegli tardi, lavori poco, guadagni tanto e abbia un sacco di tempo libero. Invece ho esaurito il mio tempo libero nell&#8217;autunno del 1998, non faccio mai vacanza e ultimamente le mie giornate lavorative sono passate delle dodici ore alle diciannove ore. Quindi le persone che mi mandano i loro libri da leggere si rassegnino ad attese di proporzioni geologiche.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tue più grandi passioni?</strong></span></p>
<p>Una volta avrei detto: le donne, i libri, i film, i fumetti, la musica. Ultimamente ho pochissimo tempo da dedicare a tutte e cinque le categorie. L&#8217;unica passione che cerco di coltivare, e anche questa ultimamente è alquanto sacrificata, è il panorama della baia dalla finestra del mio rifugio in Spagna, dove si alternano albe e tramonti spettacolari&#8230; che di solito mi trovano al computer a lavorare. Spero di tornarci il più presto possibile.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Che tipo di bambino sei stato?</strong></span></p>
<p>Ovviamente solitario e propenso a inventare storie. Dopo avere visto a sei anni <em>Agente 007-Licenza di uccidere</em>, dove altri avrebbero deciso che da grandi volevano essere James Bond, io decisi che invece volevo diventare Ian Fleming: martini cocktail e donne splendide, pensavo, senza nessuno che cerchi di ammazzarti. Non avevo fatto i conti con l&#8217;editoria italiana, naturalmente.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Se ti chiedessi di fare un bilancio della tua vita, sarebbero più le sconfitte o le vittorie?</strong></span></p>
<p>Molte le battaglie vinte: vittorie di breve durata e soprattutto morali; non faccio altro che cercare nuove sfide, dimostrando sempre di essere all&#8217;altezza. Questo non significa avere sempre successo: quello ormai non dipende più dalla qualità di ciò che si scrive. Poche le sconfitte, di solito ereditate da altri, ma devastanti sul piano economico. Posso dire però che, a differenza di parecchia gente che ho conosciuto, se passo davanti a uno specchio non mi devo sputare in faccia. Ho parlato di battaglie. La guerra&#8230; be&#8217;, quella non si vincerà mai.<strong> </strong>Non se ci si ostina a giocare pulito.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci sono nuovi progetti in cantiere?</strong></span></p>
<p>Sempre. Le prossime storie di Stanislawsky, Nightshade e Medina (del quale c&#8217;è già un romanzo pronto, che uscirà in edicola nel settembre 2013). Per ora non vedo movimenti sul fronte di nuovi romanzi di Diabolik (di cui stanno per uscire in ebook i quattro già scritti in questi dieci anni) anche se le idee non mancano. Forse un nuovo libro di cinema, di cui attendo il contratto. Intanto a giorni esce un altro ebook, <em>Il gioco della dama</em><em>,</em> un omaggio ad alcuni personaggi classici del mystery (reperibile, come i Diabolik, su dbook.it).</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali sono le tue paure? E come le superi?</strong></span></p>
<p>Restare senza sigari, vodka e succo d&#8217;arancia mentre sto scrivendo. Per ora le supero scendendo dal tabaccaio e al supermercato. Se aumentano ancora le tasse, la mia prossima paura sarà di non potermi permettere né sigari, né vodka, né succo d&#8217;arancia.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Ci saluti con una citazione?</strong></span></p>
<p>«Quando sai che non ti lasceranno mai vincere, l&#8217;unica scelta è continuare a combattere.» (Carlo Medina)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
<p><em>Sei soddisfatto quando…. </em>Mi accendo un mezzo toscano e mi metto a scrivere di fronte alla baia</p>
<p><em>Il primo pensiero al mattino:</em> Che succede adesso nel libro che sto scrivendo?</p>
<p><em>Prima di partire per un lungo viaggio:</em> Ho preso i biglietti?</p>
<p><em>Una sera a cena con:</em> La mia nuova fidanzata (le selezioni cominceranno prossimamente)</p>
<p><em>Cosa fa girare il mondo?</em> I soldi. Ma io mi accontento di un volo low-cost per la baia</p>
<p><em>Se fossi una città saresti?</em> Clerville</p>
<p><em>Libro sul comodino: </em>Ghost Rider (raccolta americana dei primi fumetti della serie anni &#8217;70)</p>
<p><em>A cena con il nemico:</em> Ci sono stato parecchie volte, solo che credevo fosse un amico. Quantomeno aveva ottimo gusto nella scelta dei vini. Non sapevo però che li avrei pagati io.</p>
<p><em>Una cosa per cui vale la pena vivere: </em>Bere un martini guardando la baia</p>
<p><em>Non esci mai senza…</em> Un tubo di alluminio in cui nascondere il mezzo toscano quando entro in un luogo in cui è vietato fumare&#8230; e da cui ripescarlo per riaccenderlo appena esco</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Evelyn Storm E Il Suo &#8220;Grido D&#8217;Amore&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicole Cascione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="210" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Evelyn-Storm-4-300x210.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" title="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" /></p>Dopo aver pubblicato poesie e fumetti per ragazzi con il suo vero nome, Evelyn Storm si è poi dedicata alla scrittura di romanzi. Dal mese di gennaio del 2010 fino a marzo del 2012, ha collaborato con la rivista per teen-ager “Ginger Generation”. Da novembre del 2011, ha poi iniziato a collaborare con il blog [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="210" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Evelyn-Storm-4-300x210.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" title="Evelyn Storm E Il Suo &quot;Grido D&#039;Amore&quot;" /></p><div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lintervista.it%2Fevelyn-storm-e-il-suo-grido-damore%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Dopo aver pubblicato poesie e fumetti per ragazzi con il suo vero nome, <strong>Evelyn Storm</strong> si è poi dedicata alla scrittura di romanzi. Dal mese di gennaio del 2010 fino a marzo del 2012, ha collaborato con la rivista per teen-ager “Ginger Generation”. Da novembre del 2011, ha poi iniziato a collaborare con il blog “Polvere alla polvere”, come recensionista di libri e articolista. Blogger di diversi blog personali, ha aperto anche una pagina Facebook dedicata al fantasy, in cui ha programmato di recente un racconto di gruppo, coinvolgendo altri autori. Di recente ha firmato un contratto con la casa editrice free “Lettere Animate”, per pubblicare il mio romanzo “Grido d&#8217;amore – Quando il sogno non basta”.<img class="alignright size-full wp-image-6572" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/Evelyn-Storm-4.jpg" alt="" width="576" height="403" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi è Evelyn Storm?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Un&#8217;aspirante scrittrice e artista con una grande determinazione, con forti ambizioni e tanti sogni che vuole realizzare con tutta sé stessa.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Perché hai scelto lo pseudonimo di Evelyn Storm?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Perché un giorno vorrei arrivare a scrivere per il mondo, non certo solo per l&#8217;Italia. E un nome più internazionale del mio, mi sembrava migliore. La scelta comunque non è stata per niente difficile. Cercavo un nome che mi ricordasse l&#8217;infanzia e il cartone giapponese “Evelyn e la magia di un sogno d&#8217;amore” mi è sembrato perfetto. Per il cognome ho preso spunto dalla soap opera tedesca che preferisco, “Sturm der liebe” o “Storm of love” in inglese. E dalla canzone “Monsoon” dei Tokio Hotel, che mi piacciono molto. Nella canzone compariva la parola “storm” e quindi l&#8217;ho ripresa, suonando bene con Evelyn. Ed ecco come ho scelto il mio nome d&#8217;arte. Breve, diretto, che si pronuncia come si scrive.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Chi eri prima di diventare Evelyn Storm?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ero io e basta. Il nome non lo dico. Ero una ragazza con tanti sogni più grandi di me ed una grande confusione su come realizzarli. Una giovane che ha sempre “invidiato” la professionalità estera e si è chiesta innumerevoli volte cosa ci facesse qui. Un&#8217;altra delle domande tipiche era “Perché darmi delle capacità e non farmi nascere nella “terra delle opportunità” per realizzarle appieno?” Questa domanda in realtà me la pongo ancora. Purtroppo non ho i soldi per trasferirmi, quindi devo restare. Ma come Evelyn Storm, ho trovato almeno qualche via per fare la cosiddetta gavetta e tentare con le unghie e i denti di realizzarmi. La strada è ancora lunga, però almeno ho iniziato a percorrerla, sperando mi porti dove voglio io.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Secondo te, è più noir la letteratura noir o la realtà di oggi?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Entrambe. A volte nella vita vera si sentono notizie da far accapponare la pelle e alcune di esse vengono riprese nella letteratura. Sfortunatamente, comunque la si voglia mettere, pare che avere un mondo di pace, senza alcuna cattiveria sia impossibile e lo sia sempre stato.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>A quale personaggio dei tuoi libri sei più affezionata?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Anche se ho scritto più di un libro, o meglio, anche se ho iniziato a scriverne più di uno, l&#8217;unico che ho effettivamente finito e che amo è il romanzo di cui sto aspettando la pubblicazione, avendo firmato da poco il contratto. Mi sento dunque di dire che sono affezionata al protagonista maschile, Tomas Morgan. Il motivo? É un ragazzo che sa amare con un trasporto e un tormento tali da far innamorare e sa dare moltissimo alla musica, il suo amore più grande al pari della sorellastra Kyra. In lui c&#8217;è anche molto di me, almeno per quanto riguarda l&#8217;interesse per la musica. <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Come nascono le tue storie?</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Dipende. Magari leggo un libro o guardo un film e mi viene l&#8217;illuminazione. Altre volte mi basta ascoltare la musica, anche mentre sto lavando i piatti. Altre ancora, metto le dita sul Pc e sempre la musica mi suggerisce una storia che mi affretto a battere sulla tastiera. In linea di massima però, parto da un&#8217;idea di base per sviluppare la trama intera che, man mano che procedo con la scrittura, potrà sempre arricchirsi. E la musica, come avrete capito, non deve mai mancare. È fondamentale per me!</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Sei anche un’artista ed una disegnatrice. Ci parli di questa tua passione? </strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Certo. Diciamo che forse ho ereditato dai miei avi questo interesse, vantando pittori e scultori nella mia famiglia. In quanto a me, disegno fin da piccola.  Ho frequentato la Scuola del Fumetto, ramo Illustrazione e ho partecipato a diversi mercatini hobbistici. Alcuni miei lavori sono anche stati in mostra in bar, art-bar, cartolerie, negozi di articoli da regalo e di fiori. Più che altro il mio interesse è rivolto ai quadri, ai biglietti d&#8217;auguri, alle illustrazioni per copertine di libri e ai figurini di moda ed è tutto fatto a mano. Poi, elaboro il tutto con il computer, ma non più di tanto. Un giorno, quando avrò dato un&#8217;impronta più professionale alla mia carriera letteraria, vorrei fare altrettanto con il disegno. Si vedrà&#8230;<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>E della musica cosa puoi dirci?<img class="alignleft size-full wp-image-6573" src="http://www.lintervista.it/wp-content/uploads/2012/05/evelyn-storm.jpg" alt="" width="323" height="306" /></strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La musica è stata la mia prima grande passione. Da piccola, quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, la mia risposta era sempre la stessa: “Voglio fare la cantante. La cantante rock” dicevo. Il punto è che le band con cui ho collaborato negli anni, non avevano intenzione di muoversi verso questa direzione, almeno non in forma professionale. Per loro era solo un hobby. Ora, comunque, adoro sempre cantare e qualche volta mi è capitato di esibirmi in locali karaoke, in bar, in feste di compleanno e ad un matrimonio. Vorrei creare qualche canzone mia sul modello di quelle americane, anche se la vedo dura, ma proprio per assecondare la mia passione. Niente di più. <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è stato il tuo percorso professionale?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Parto dall&#8217;inizio. Ho cominciato a cantare in tre gruppi rock, a fare la comparsa in trasmissioni televisive e modella per un parrucchiere. E quando ho terminato il mio corso alla Scuola del Fumetto, ho scritto e pubblicato nove numeri di un fumetto per ragazzi con una compagna di classe, che si occupava dei disegni. Successivamente, ho pubblicato poesie su inserti di giornale, su riviste e su una mini-antologia poetica. È venuto il momento dei lavori “normali”, che ho svolto nel campo della telefonia, come standista o PR e presentatrice Avon. Ma poi sono tornata alle mie passioni. Quindi, dopo anni dedicati per lo più a disegnare, ho messo un freno alla miriade di cose che avevo in mente e tentavo di portare avanti contemporaneamente. Attualmente, mi occupo solo di scrittura, collaborando con diversi siti e blog letterari in qualità di articolista, recensionista e intervistatrice. Senza tralasciare la scrittura di romanzi, come ho già precisato prima.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Quali erano le tue passioni giovanili?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le mie passioni, di cui ho già ampiamente accennato, erano un po&#8217; quelle di adesso: cantare, disegnare, scrivere, leggere, suonare la tastiera o il pianoforte, viaggiare e ballare. <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Nei problemi quotidiani, quanto ti aiuta Evelyn Storm?</strong></span><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Moltissimo. Come tutti, ho anch’io una vita al di fuori di Internet e delle mie occupazioni in campo letterario e artistico, ma la mia mente è, bene o male, rivolta a quello che devo fare nei settori sopra indicati. A volte mi capita di sentirmi giù di morale per qualcosa e riflettendo su quanta emozione riesco a trovare con Evelyn Storm, quando mi avvicino al mio lavoro che è anche il mio sogno, mi sento bene e in un certo senso più forte. In più, non ho nessun problema a dividermi tra la vera me stessa e Evelyn; ognuna delle due, sa quello che deve fare e ha una vita differente dall&#8217;altra, ma mi va bene così. È così che deve essere, per mia unica scelta.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000"><strong>Un difetto delle donne d&#8217;oggi?</strong></span><strong> </strong></p>
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<p>Sinceramente, non saprei. Si parla sempre più dei difetti che dei pregi. Forse però un difetto è quello di voler apparire a tutti i costi, arrivando in certi casi ad accettare compromessi, pur di ottenere quello che si desidera. <strong> </strong></p>
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<p><span style="color: #800000"><strong>Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?</strong></span></p>
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<p>Devo per forza dirne uno solo? Penso sia la possibilità di lasciar spaziare la fantasia ovunque si voglia, andando in qualsiasi luogo e restando comodamente a casa propria. Di vedere realizzata un&#8217;opera con dei personaggi che “vivono e agiscono”, quando prima c&#8217;era solo il foglio bianco.</p>
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<p><span style="color: #800000"><strong>Tre ingredienti essenziali per la tua vita?</strong></span></p>
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<p>Fantasia, originalità, creatività.</p>
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<p><span style="color: #800000"><strong>A cosa stai lavorando attualmente?</strong></span></p>
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<p>A parte quello che devo fare in qualità di collaboratrice, sto scrivendo un libro “Paranormal Romance”, anche se ho steso contemporaneamente qualche pagina del seguito del romanzo che sto aspettando mi pubblichino. Infine, sto prendendo parte ad un racconto di gruppo con altri 31 scrittori. È un&#8217;idea che mi è venuta quando ho aperto una pagina dedicata al fantasy su Facebook. Il racconto si intitola “Dark Agony” e procede bene. Vedremo che sviluppo dargli alla fine.</p>
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<p><span style="color: #800000"><strong>Botta &amp; Risposta</strong></span></p>
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<p><em>Se tu potessi essere un libro o un personaggio di un libro, chi saresti? </em>Ah, bella domanda. Vorrei essere tanti libri e tanti personaggi. Dovendone dire uno&#8230; “Twilight”</p>
<p><em>Il libro sul comodino:</em> “Il cavaliere d&#8217;inverno” di Paullina Simons</p>
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<p><em>Citazione preferita: </em>“Non esiste cambiamento che non abbia avuto un sogno ad ispirarlo” -Nichi Vendola -</p>
<p><em>Scrittore preferito:</em> Kresley Cole per il fantasy, Agatha Christie per il giallo, William Shakespeare per la narrativa, soprattutto sentimentale con il suo “Romeo e Giulietta”</p>
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<p><em>La frase di un tuo libro che preferisci&#8230;</em> “&#8230;Ho il mantello della notte per nascondermi ai loro occhi, ma se non tu mi ami, lascia pure che mi trovino qui. Preferirei che la mia vita finisse per mano loro che prorogare la morte senza il tuo amore.” Romeo in “Romeo e Giulietta”</p>
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<p><em>Cosa ti fa più paura? </em>La morte. Sia mia e sia quella di chi amo</p>
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<p><em>Cosa non deve mancare sulla tua scrivania:</em> Un computer, un libro, un Ipod</p>
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<p><em>Ciò che non faresti mai: </em>Fumare e drogarmi</p>
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<p><em>Passatempo preferito: </em>Devo dirne per forza tre. Leggere, viaggiare, ballare. Ma sono di più</p>
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<p><em>Il viaggio che vorresti fare: </em>Anche qui, ne ho più di uno. Visitare la Scozia, il Canada e la Svezia</p>
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