Andrea Pezzi, Un Uomo Creativo e di Grande Successo
Andrea Pezzi, dopo aver dedicato parte della sua vita alla radio e alla tv, ha fatto una scelta molto coraggiosa, intraprendendo una strada che pochi avrebbero seguito. Ha deciso di investire su se stesso, abbandonando il mondo dello spettacolo e la fama conquistata, preferendo a questa, il “successo vero”, quello verso se stessi.
Hai esordito come dj su Radio Deejay, quali erano i tuoi sogni allora?
Fare la tv e la radio non era un mio sogno, era solo un modo per ottenere una maggiore indipendenza economica. Prima, raccoglievo barbabietole da zucchero, poi ho capito che, divertire divertendomi era molto meglio. Fare tv non è mai stato il mio obiettivo, infatti quando ne ho avuto la possibilità, l’ho lasciata per investire su me stesso.
Ti eri prefissato degli obiettivi? E sei riuscito a raggiungerli?
L’obiettivo era uno solo, quello di capire me stesso ed oggi posso dire di averlo raggiunto serenamente. Capire se stessi coincide con la gioia, la felicità e il piacere.
A cosa stai lavorando attualmente?
A OVO e anche ad un altro progetto che spero si realizzi l’anno prossimo, una serie di eventi, di convegni e di incontri, dove poter discutere e confrontarsi.
Ci spieghi il progetto OVO? E Da cosa è nato?
OVO è nato dall’esigenza di diffondere una maggiore cultura tra la gente che, oggigiorno non ha più tempo per acculturarsi. C’è molta cultura superficiale in giro e con OVO cerco di lavorare proprio sull’ignoranza degli informati, tra cui ci sono anche io. Utilizzo i video clip per arrivare alla gente più velocemente, in modo superficiale ma essenziale. Siamo anche certificati dalla Treccani, poiché, attraverso la mia videolibrary, qualitativamente elevata, riesco a fare in modo che la gente abbia le basi necessarie per capire ciò che ascolta in tv e alla radio.
Sei autore del libro: “Fuori programma”, da cosa è nata l’esigenza di scrivere?
Ho scritto perché avevo voglia di raccontare, di rendere partecipi i lettori di alcune mie scelte, considerate strane dalla maggior parte della gente.
Radio o televisione? E perché?
La radio è un mezzo che ho sempre amato, pur ritenendola inferiore rispetto alla tv, poiché non consente l’espressione totale, mancando l’immagine. Però è anche vero che, questa assenza offre un maggiore protagonismo all’ascoltatore, che ha la possibilità di sfruttare l’immaginazione. La tv, non offre questo. Personalmente ritengo che la tv, la radio e anche internet, stiano vivendo un periodo buio nella storia della comunicazione di massa. Oggi ci sono delle logiche, c’è una cultura in cui tutti possono dire la loro, senza prendersi la responsabilità di quello che dicono. Prima si pagava per quello che si diceva, oggi invece vale tutto, a discapito della serietà. I mezzi di massa ritengo che siano mediocri, nella cultura siamo scesi molto in basso.
Bravura, determinazione, fortuna, conoscenze, quanto pensi che influiscano queste variabili?
L’unica cosa che influisce realmente è l’intelligenza. Bisogna sempre distinguere lo scopo. Se una persona vuole diventare famosa è solo uno sciocco, ma se desidera diventare migliore, dimostra di essere intelligente. E’ necessaria la capacità di evoluzione, perché il successo vero è quello verso se stessi.
Quale è per te il senso della vita?
Il senso della vita è continuare la creazione, continuare l’ordine delle cose.
Che rapporto hai con la religione?
La religione è un ottimo corrimano. Ritengo che sia una serie di stereotipi alla base di una cultura e che serva per avvicinarsi a qualcosa di più grande, senza poterlo realmente mai capire. Mi sono avvicinato a diverse culture religiose, ma la nostra credo sia quella più grande nella storia dell’uomo. Tuttavia, credo che la religione non sia sufficiente a condurre una persona alla sua piena realizzazione.
C’è stato qualche momento in cui hai pensato di abbandonare i tuoi sogni?
Non ho mai avuto dei sogni che avessero uno scopo ben preciso. Come ho detto prima, il mio unico scopo, è quello di capire meglio me stesso.
In questi anni di carriera, hai dovuto affrontare diversi momenti difficili. Chi ti è stato vicino? E cosa ti ha dato la forza di andare avanti?
I miei amici. Stare vicini non significa provare compassione, ma vuol dire anche sdrammatizzare, “prendere per il culo”. I miei amici sono stati in grado di farmi capire che, anche i miei problemi più grandi, potevano essere relativi.
Sei legato a qualcuno? E quanto incidono nei tuoi rapporti personali i tuoi lunghi viaggi di lavoro?
Non sono legato a nessuno o meglio, non ho legami nel senso letterale del termine. Ho delle persone che amo veder crescere, come amici, amiche, compagni, compagne, tra queste ce n’è una con cui ho costruito un rapporto privilegiato. Ma anche lei ha un determinato obiettivo, proprio come me. Ognuno di noi è la priorità assoluta di se stesso, però quando c’è l’opportunità di vederci, ci piace passare del tempo insieme. Non vivo un rapporto di coppia in senso tradizionale.
Com’è il rapporto con i tuoi familiari? Ti hanno sempre appoggiato nelle tue scelte?
Ho un rapporto molto buono con i miei familiari. Sin dall’età di 18 anni, sono stato più io una mamma e un papà di quanto lo siano stati loro, a volte mi capita anche di sgridarli. Sono persone straordinarie, con un grandissimo cuore, sono un esempio per me e la loro bontà, è il valore per me più importante.
E il rapporto con i fans?
Non ho fans. Quando lavoravo in tv ne avevo. Oggi ci sono persone che mi ricordano con affetto e con loro ho instaurato un rapporto di stima. Ho fatto una scelta rara in questo mondo, ho avuto il coraggio di essere coerente con le mie scelte. Oggi con le persone ho un rapporto che rispecchia proprio quello che desidero, c’è un dialogo senza isterismi. Quando lavoravo ad MTV, c’erano persone che dormivano sotto casa, non ero libero di poter uscire liberamente. Era un successo quasi ridicolo, carico di isterismi.
Quale è stata la critica che più ti ha ferito?
Ne ho avute di critiche, ma quelle che mi hanno fatto più male, sono quelle venute da gente estranea al mio mondo. Non ho mai avuto persone che si sono poste contro di me a prescindere, bensì erano persone infastidite dal mio atteggiamento di indifferenza. Persone corrotte, il cui modo di giudicare, lo considero becero.
Botta & Risposta
La tua playlist: Non ho una playlist, però in questo periodo mi piace ascoltare il liscio di Romagna, mi diverte.
Quanti cellulari? Uno
La collezione? Non ho collezioni
Cosa non deve mai mancare nella tua valigia? Il passaporto
La citazione preferita? La vita è bella se la sai fare bella
Capo d’abbigliamento preferito: Pantaloni
Supereroe preferito: Thor
Il posto del cuore? Casa mia
Un viaggio in compagnia di …. Amici






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